La Regione Emilia-Romagna, grazie all’ apertura di un tavolo strategico dedicato, istituisce nuove agevolazioni per gestire la crisi energetica e ridurre l’impatto dei costi economici e sociali dovuti all’emergenza del caro-energia. L’obiettivo è dunque quello di supportare tempestivamente aziende, lavoratori e professionisti per quanto riguarda l’adozione e l’investimento in energie rinnovabili.

Specifiche del contributo

Le misure regionali seguono e si allineano a quanto era stato previsto per arginare gli effetti negativi della pandemia. Infatti anche queste nuove normative rientrano tra le richieste fatte al Governo per supportare un tessuto imprenditoriale influenzato negativamente da un contesto economico in forte disequilibrio. 

Per raggiungere tale scopo la Regione ha previsto:

  • l’istituzione delle cosiddette comunità energetiche;
  • la creazione di un gruppo di lavoro specializzato che avrà l’obiettivo di semplificare, omogeneizzare e accelerare i procedimenti autorizzativi per la costituzione d’impianti a fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biometano da scarti ecc.).

Più nel dettaglio per comunità energetica s’intende un’associazione che ha come membri costituenti istituzioni pubbliche, attività d’impresa ed anche singoli cittadini, i quali decidono di usufruire di impianti comuni per la produzione di energia. Solitamente si tratta di infrastrutture volte alla produzione da fonti rinnovabili e che supportino dunque lo sviluppo territoriale in modo sostenibile per l’ambiente.

Nello specifico la Regione istituisce tali incentivi per supportare i percorsi formativi con attenzione ai processi di transizione ecologica. Inoltre si prevedono Aiuti straordinari di Stato per:

  • definire le aree idonee agli “impianti verdi”;
  • implementare il fotovoltaico;
  • sostenere le Comunità energetiche rinnovabili;
  • accelerare le misure annunciate dal Pnrr su idrogeno in aree industriali dismesse.

Il tavolo regionale ha dunque richiesto al Governo la promozione di modelli di comunità energetica che valorizzino la forma cooperativa e l’ammodernamento delle infrastrutture della rete di distribuzione elettrica. In aggiunta, tra le richieste vi è quella di una maggiore trasparenza sui costi per l’acquisto di energia e gas ed anche il  rafforzamento del credito d’imposta per le imprese non energivore.

Entro novembre 2022 saranno poi emanati i primi bandi regionali a sostegno alle comunità energetiche rinnovabili, della riqualificazione energetica, per l’utilizzo di fonti rinnovabili e l’adeguamento sismico di edifici pubblici.