Friuli Venezia Giulia, 4 milioni di euro per le PMI del terziario
È aperto il bando Friuli Venezia Giulia dedicato alle micro, piccole e medie imprese del terziario, con una dotazione iniziale di 4 milioni di euro e una procedura semplificata rispetto al passato. Il canale contributivo sostiene investimenti, innovazione, promozione e formazione, in un percorso di ammodernamento e crescita per le realtà del commercio e del turismo.
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Un bando in tandem con il Fondo Turismo
La misura è stata pubblicata in contemporanea al Fondo Turismo, con l'obiettivo di mettere a disposizione delle imprese del settore due strumenti operativi a sostegno degli investimenti. Il regolamento attua le disposizioni del nuovo Codice regionale del Commercio e del Turismo, segnando un riordino organico degli aiuti regionali per queste attività.
Le quattro linee di intervento
Il contributo si articola su quattro linee di intervento distinte, pensate per coprire l'intero ciclo di sviluppo dell'attività:
- Lavori di ristrutturazione e straordinaria manutenzione, anche finalizzati all'efficienza energetica e all'abbattimento delle barriere architettoniche.
- Investimenti per sviluppo e innovazione, compresi sistemi di sicurezza, arredi, strumentazioni, automezzi, hardware e software per il commercio elettronico.
- Attività di promozione mediante partecipazione a fiere ed esposizioni extra-regionali.
- Formazione imprenditoriale e professionale.
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Le spese ammissibili e l'intensità del contributo
Gli importi delle spese ammissibili variano a seconda della linea prescelta. Per ristrutturazioni, manutenzioni, sviluppo e innovazione la spesa va da 5.000 a 75.000 euro; per la promozione da 5.000 a 20.000 euro; per la formazione da 1.000 a 3.000 euro. L'intensità ordinaria del contributo è pari al 50% della spesa ammissibile, una quota che dimezza il costo effettivo dell'intervento e rende accessibili anche progetti di una certa portata.
La spinta verso fiere ed eventi extra-regionali, in particolare, premia le imprese orientate ad ampliare i propri mercati, una logica vicina a quella dei percorsi di internazionalizzazione sostenuti in regione.
Azienda manifatturiera del settore plastico, provincia di Verona
Strumento: Investimenti Sostenibili 4.0 – Invitalia
Investimento ammesso: € 1.620.000
Individuazione del bando, predisposizione della domanda e rendicontazione completa fino all’erogazione del contributo.
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Come funziona la procedura
La gestione operativa dei canali contributivi è affidata al CATT FVG. È previsto un procedimento valutativo a sportello, con assegnazione delle risorse secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande. Questo meccanismo premia la tempestività: chi presenta prima una pratica completa ha maggiori probabilità di rientrare nella dotazione disponibile, motivo per cui conviene preparare con anticipo la documentazione richiesta dal bando Friuli Venezia Giulia.
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Fonte: www.regione.fvg.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Friuli Venezia Giulia, contributi per l'introduzione nei processi aziendali di tecnologie basate sull'AI
È operativo il bando Friuli Venezia Giulia dedicato all'introduzione nei processi aziendali di tecnologie e dispositivi basati sull'intelligenza artificiale, oltre che agli interventi di formazione del personale sul loro utilizzo. La misura sostiene la trasformazione digitale del tessuto produttivo regionale con un contributo a fondo perduto particolarmente generoso.
A chi è rivolto il bando
La misura è destinata alle micro e piccole imprese iscritte nel registro delle imprese e aventi sede legale o operativa sul territorio regionale. Possono accedere anche i liberi professionisti con sede legale o operativa in regione. Il perimetro dei beneficiari conferma l'attenzione della Regione verso le realtà di dimensioni contenute, spesso le più esposte al divario tecnologico.
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Le spese di investimento ammissibili
Tra le spese di investimento finanziabili, sostenute dopo la presentazione della domanda, rientrano diverse voci legate all'adozione dell'intelligenza artificiale:
- Acquisto di software, piattaforme e sistemi di IA, sia on-premise sia in cloud.
- Acquisto di licenze per l'utilizzo di soluzioni IA con utilità pluriennale, iscritte tra le immobilizzazioni immateriali soggette ad ammortamento.
- Dispositivi e apparati digitali intelligenti, ad esempio sensori, sistemi di visione e dispositivi IoT con funzionalità IA.
- Personalizzazione, configurazione e integrazione delle soluzioni di IA con i sistemi aziendali esistenti.
- Canoni di manutenzione ordinaria, aggiornamento e assistenza tecnica dei sistemi di IA.
- Attività di formazione e aggiornamento professionale erogate da enti accreditati dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.
Le spese correnti ammissibili
Accanto agli investimenti, il bando riconosce anche alcune spese correnti sostenute dopo la domanda. Sono ammissibili l'acquisto di canoni e abbonamenti per l'utilizzo di soluzioni IA con utilità limitata all'esercizio, iscritti come costi d'esercizio, e le consulenze specialistiche e formative, comprese le attività di addestramento dei modelli sui dati aziendali. Questa apertura ai costi ricorrenti riconosce la natura spesso "a servizio" delle tecnologie di intelligenza artificiale.
Condizioni del contributo
Il sostegno è erogato come contributo a fondo perduto pari al 75% delle spese riconosciute ammissibili, fino a un massimo di 10.000,00 euro per singolo beneficiario. Una percentuale elevata, che riduce in misura sensibile l'esborso effettivo a carico dell'impresa o del professionista e rende sostenibile anche un primo progetto di adozione dell'IA.
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Quando presentare la domanda
La finestra per la presentazione delle domande è aperta dalle ore 9.00 del 10 giugno 2026. È possibile inviare la richiesta fino alle ore 16.00 del 31 luglio 2026. Si tratta di un arco temporale ampio, che consente alle imprese di organizzare con cura il progetto, considerando che le spese risultano ammissibili solo se sostenute successivamente alla presentazione della domanda.
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Fonte: www.regione.fvg.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Energie rinnovabili: cosa rallenta l'adozione da parte delle imprese?
Il mercato italiano delle energie rinnovabili ha smesso di correre. Dopo quattro anni di espansione ininterrotta, la filiera registra una frenata che non nasce da limiti tecnologici né da una domanda in calo, ma da un fattore meno visibile e più insidioso: l'incertezza normativa. È la fotografia che emerge da una quick survey di ANIE Rinnovabili, secondo cui le aziende del comparto chiedono soprattutto regole stabili per tornare a programmare investimenti.
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Perché le rinnovabili italiane rallentano dopo anni di crescita
I numeri raccontano un'inversione di tendenza netta. Il 2025 si è chiuso con una diminuzione delle nuove installazioni pari all'8,2% rispetto all'anno precedente, per un totale di 6,2 GW di nuova capacità entrata in esercizio. A pesare è stata soprattutto la flessione del fotovoltaico, il comparto che negli anni più recenti aveva rappresentato il principale motore della transizione energetica nazionale e che oggi mostra i primi segnali di affaticamento.
La dinamica negativa non si è arrestata con la fine dell'anno. Nel primo trimestre del 2026 le nuove installazioni hanno segnato un calo del 10% sul medesimo periodo del 2025, mentre il solo fotovoltaico ha registrato una contrazione dell'11%. Una traiettoria che preoccupa gli operatori della filiera, perché interrompe un percorso di crescita che sembrava ormai consolidato, e che ha spinto l'associazione di categoria a indagare le ragioni profonde dietro questo arretramento.
Rinnovabili: il vero problema sono le regole
Il dato più sorprendente riguarda la causa del rallentamento. A frenare lo sviluppo del settore non sarebbero né la disponibilità delle tecnologie né l'interesse del mercato, bensì la burocrazia. La rilevazione condotta da ANIE Rinnovabili tra le aziende della filiera sposta così il baricentro del problema dal piano industriale a quello regolatorio, ribaltando una lettura diffusa che attribuiva ogni rallentamento a costi o maturità delle soluzioni.
Il 75% delle imprese indica nell'incertezza normativa il principale ostacolo alla crescita del comparto. È una percentuale che parla da sola: il nodo non è tecnologico, ma legato alla stabilità delle regole. A complicare il quadro intervengono le procedure autorizzative, vissute come un freno concreto. Il 67% delle aziende dichiara di subire un impatto rilevante o molto grave a causa della complessità e della lentezza dei permessi, mentre più della metà degli operatori segnala criticità legate alla mancata definizione dei provvedimenti attuativi relativi agli incentivi fiscali e agli altri strumenti previsti per il settore.
Connessioni alla rete e infrastrutture restano un nodo aperto
Accanto al fronte normativo se ne apre un altro, altrettanto decisivo: quello delle infrastrutture. Per il 44% delle aziende intervistate, i tempi necessari alla connessione degli impianti alla rete elettrica costituiscono una delle principali criticità per lo sviluppo del business, capace di rinviare di mesi l'entrata in esercizio di progetti già pronti.
Il messaggio che ne deriva è inequivocabile: la transizione non può reggersi soltanto sulla realizzazione di nuovi impianti, ma richiede un rafforzamento delle reti e dei sistemi di gestione dell'energia. Lo confermano le priorità espresse dal campione. Il 71% considera la stabilità normativa la misura più efficace per sostenere il comparto nei prossimi anni, seguita dal rispetto delle tempistiche autorizzative, indicato dal 58%, e dal potenziamento delle infrastrutture elettriche, ritenuto prioritario dal 44% degli intervistati. Sono indicazioni coerenti tra loro, che disegnano un'agenda chiara per chi governa la politica energetica.
Le imprese chiedono certezze più che incentivi
Uno degli esiti più istruttivi dell'indagine riguarda il ruolo degli incentivi. Contro ogni aspettativa, soltanto il 19% delle aziende giudica prioritario introdurre nuovi strumenti di sostegno economico. È il segnale di un comparto maturo, sempre meno dipendente dai sussidi diretti e sempre più orientato a chiedere condizioni di mercato prevedibili.
Le aziende domandano soprattutto regole chiare, procedure rapide e una pianificazione coerente, capace di rendere programmabili gli investimenti nel medio e lungo periodo. In altri termini, la filiera delle energie rinnovabili oggi reclama stabilità più che sostegni occasionali. È una richiesta che cambia la prospettiva del dibattito pubblico: non più la rincorsa al bonus di turno, ma la costruzione di un quadro affidabile entro cui muoversi con sicurezza.
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Le priorità di ANIE Rinnovabili per il biennio 2026-2028
In questo contesto si colloca la riconferma di Andrea Cristini alla presidenza di ANIE Rinnovabili per il biennio 2026-2028. Fondatore di Greenergy e amministratore delegato di Vexuvo, Cristini ha contribuito allo sviluppo di oltre 10 GW di progetti fotovoltaici, agrivoltaici e di accumulo, e guiderà l'associazione in una fase considerata cruciale per il futuro energetico del Paese.
Tra le priorità individuate figurano il recepimento del Net Zero Industry Act e dell'Industrial Accelerator Act, la corretta applicazione delle norme sulle aree idonee, la diffusione del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo per l'autoconsumo, lo sviluppo della flessibilità della rete elettrica e il rafforzamento delle infrastrutture necessarie ad accompagnare la crescita delle fonti pulite. Una linea che mette in sequenza norme, tecnologie e reti, riconoscendo che nessuno di questi elementi, da solo, basta a rilanciare il settore.
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Una questione di competitività e sicurezza energetica
Il messaggio dell'indagine travalica il perimetro del singolo comparto. La transizione non dipende più soltanto dalla disponibilità di tecnologie mature e competitive, ma dalla presenza di condizioni che consentano alle imprese di investire con visibilità e prevedibilità. È un cambio di paradigma che chiama in causa il legislatore tanto quanto gli operatori.
In uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi energetici e crescente competizione industriale, la capacità di sviluppare rapidamente nuova capacità rinnovabile assume un valore strategico. Si tratta di una sfida ambientale e, allo stesso tempo, di un pilastro della sicurezza energetica e della competitività del sistema produttivo italiano. Garantire regole stabili, tempi certi e reti adeguate significa, in definitiva, mettere le imprese nelle condizioni di trasformare le energie rinnovabili da scommessa a investimento pianificabile.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Iperammortamento 2026, pubblicato il decreto per l'apertura della piattaforma GSE
È entrato nella sua fase operativa il nuovo Iperammortamento 2026. Il MIMIT ha pubblicato il decreto direttoriale con termini e modelli di comunicazione e ha messo online, sul proprio sito, la pagina dedicata alla misura. Con questi provvedimenti è stata aperta la piattaforma del GSE per la prenotazione del beneficio, e le imprese hanno potuto avviare le comunicazioni preventive necessarie ad accedere all'agevolazione.
I provvedimenti pubblicati dal MIMIT
Il quadro attuativo si è completato con la pubblicazione della pagina ufficiale dedicata al Nuovo Piano Transizione 5.0 e Iperammortamento sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Accanto alla pagina informativa sono stati resi disponibili i documenti normativi che regolano l'accesso alla misura:
- Decreto interministeriale 7 maggio 2026, con le modalità attuative dell'Iperammortamento 2026.
- Decreto direttoriale 10 giugno 2026, che ha fissato termini e modelli di comunicazione per la presentazione delle domande.
Sono questi due atti ad aver dato struttura definitiva alla misura, traducendo in regole operative i principi già delineati dalla norma primaria e aprendo di fatto la strada all'invio delle comunicazioni tramite il portale gestito dal GSE.
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L'apertura della piattaforma GSE per le comunicazioni ex ante
La piattaforma è stata attivata in forma parziale. Dal 12 giugno è risultata operativa esclusivamente la sezione dedicata alle comunicazioni preventive, ossia le comunicazioni ex ante con cui l'impresa prenota l'accesso al beneficio prima di completare l'investimento. La sezione relativa alle comunicazioni di conferma del 20% non è stata invece subito disponibile: la sua attivazione è stata rinviata a un successivo decreto direttoriale, ancora atteso.
Questa apertura scaglionata ha permesso alle aziende di avviare subito le prenotazioni, pur in un quadro che si completerà solo con i prossimi passaggi attuativi.
L'iter del decreto attuativo
L'avvio della piattaforma è arrivato al termine di un percorso normativo durato diverse settimane. Il decreto attuativo era stato firmato dal MIMIT il 4 maggio 2026 e dal MEF il 7 maggio; il 18 maggio aveva ottenuto la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato e, nei giorni successivi, la registrazione da parte della Corte dei Conti. Solo con il completamento di questo iter il Ministero ha potuto procedere con i provvedimenti attuativi di secondo livello, tra cui proprio il decreto direttoriale sull'apertura della piattaforma. Le imprese che vogliono inquadrare la genesi della misura possono ricostruire i passaggi a partire dalla firma del decreto attuativo.
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La circolare operativa e il nodo dei software as-a-service
Il MIMIT ha annunciato una circolare operativa, attesa per luglio, destinata a raccogliere le prassi e le FAQ già elaborate per i piani Transizione 4.0 e 5.0, che restano applicabili al nuovo Iperammortamento, integrandole con chiarimenti specifici per la misura aggiornata.
Resta invece aperto il nodo dei software as-a-service. Il testo definitivo del decreto attuativo non ha più contenuto il comma che estendeva esplicitamente il beneficio ai costi sostenuti a titolo di canone per l'accesso ai beni immateriali in modalità as-a-service. La questione, tuttavia, non è stata chiusa: è in fase di valutazione una possibile estensione del beneficio ai software fruiti secondo questi modelli.
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Fonte: www.mimit.gov.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando start up innovative Liguria: contributi fino a 30mila euro
La Regione Liguria ha pubblicato un nuovo Bando start up innovative Liguria nell'ambito del PR FESR 2021-2027 - OS 1.4 - Azione 1.4.1, dedicato al supporto delle start-up innovative per lo sviluppo di competenze specialistiche per la transizione industriale, la specializzazione intelligente e l'imprenditorialità. La misura dispone di una dotazione pari a 300 mila euro.
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Finalità e beneficiari del bando start up innovative Regione Liguria
L'obiettivo del bando è sostenere il consolidamento e la fase di scale-up delle start-up innovative, colmando il gap di competenze attraverso un approccio integrato che combina la formazione interna specialistica e ad alto contenuto tecnologico con l'accesso a servizi ad alto valore aggiunto.
Possono accedere alla misura le start-up innovative con sede in Liguria, regolarmente iscritte nella Sezione Speciale del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.
Le tre linee di intervento
Il bando finanzia progetti organici di rafforzamento delle competenze interne e degli asset immateriali, coerenti con la Smart Specialisation Strategy. I progetti possono articolarsi su tre linee:
- Linea A - Percorsi formativi ad alto contenuto tecnologico: programmi di formazione, upskilling e reskilling sulle competenze critiche per lo scale-up (leadership, dual use in difesa e aerospazio, internazionalizzazione, transizione green e digitale, impresa 4.0 e 5.0, economia circolare e green public procurement);
- Linea B - Servizi specialistici ad alto valore aggiunto: mentorship e coaching strategico, infrastrutture e validazione tecnologica, analisi e check up su processi e prodotti, servizi legali specialistici temporanei;
- Linea C - Introduzione di nuove professionalità: inserimento temporaneo in azienda, per almeno sei mesi, di figure di alto profilo come temporary manager e temporary chief technology officer.
Si tratta di un intervento che si inserisce nel più ampio panorama dei bandi dedicati all'innovazione delle imprese.
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Condizioni del contributo del bando Regione Liguria
L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino all'80% delle spese ammissibili, per un massimo di 30.000 euro, concesso in regime de minimis (Reg. UE n. 2831/2023). È previsto un importo minimo di progetto pari a 10.000 euro.
Sul fronte della retroattività, sono ammissibili i progetti avviati a partire dal 1° aprile 2026.
Come fare domanda per il bando start up innovative Regione Liguria
Per quanto riguarda le tempistiche, le domande di bando start up innovative Regione Liguria possono essere inviate nel rispetto delle seguenti finestre temporali:
- la procedura informatica sarà disponibile in modalità off-line dal 6 luglio 2026;
- le domande dovranno essere presentate su Bandi On Line di Filse dal 20 al 31 luglio 2026.
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Fonte: www.filse.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





