CCIAA Bologna: nuovo bando per contributi impianti fotovoltaici
La CCIAA di Bologna annuncia il lancio del bando 2024, dedicato al supporto delle imprese nella realizzazione di impianti fotovoltaici e/o eolici. Questo importante iniziativa mira a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, confermando l'impegno della CCIAA di Bologna verso la sostenibilità ambientale e l'autonomia energetica delle imprese locali.
Con una dotazione finanziaria di 1.000.000,00 euro, il bando prevede contributi fino a 20.000,00 euro per impresa, cifra che può aumentare fino a 30.000,00 euro per quelle aziende che si impegnano ad aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile (C.E.R.). La priorità sarà data alle imprese giovanili, femminili e a quelle che possiedono il rating di legalità.
Il bando 2024 si distingue dalle precedenti edizioni per l'introduzione di alcune novità significative:
- I contributi sono ora disponibili per le imprese di tutti i settori economici, ad esclusione di quelli della produzione agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura, in linea con il nuovo Regolamento “De minimis”.
- Sono previste delle facilitazioni per le micro e piccole imprese, che possono sostituire la diagnosi energetica con report alternativi, agevolando l'accesso ai contributi.
- Viene introdotta la necessità di inserire il Codice Unico di Progetto nelle fatture, con possibilità di regolarizzazione postuma.
Condizioni dei contributi impianti fotovoltaici
L'incentivo prevede un contributo del 50% delle spese ammissibili, con un importo minimo di spesa di 8.000,00 euro per i singoli impianti e di 30.000,00 euro per quelli destinati alla condivisione energetica in ambito C.E.R.
Gli impianti finanziati devono essere nuovi e destinati principalmente all'autoconsumo. Le spese ammissibili comprendono l'acquisto, l'installazione e costi accessori, tra cui la rimozione di coperture in cemento amianto. Le imprese beneficiarie dovranno mantenere la loro sede nella provincia di Bologna per almeno tre anni dall'erogazione del contributo.
Quando presentare domanda per il bando CCIAA Bologna
Le imprese interessate ai contributi impianti fotovoltaici possono presentare domanda a partire da lunedì 8 aprile 2024 fino a martedì 30 aprile 2024.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Liguria: nuovo bando per la digitalizzazione delle MPMI, le domande dal 3 maggio
La Regione Liguria lancia un nuovo bando per sostenere la digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese (MPMI). Con un fondo di 7 milioni di euro, a valere sull'azione 1.2.3 del PR FESR 2021-2027, questo progetto è rivolto alle imprese che investono in progetti di digitalizzazione.
Beneficiari del bando Liguria per la digitalizzazione delle MPMI
Il bando si rivolge alle micro, piccole e medie imprese liguri che investono in progetti di digitalizzazione coerenti con gli obiettivi del progetto.
In particolare gli interventi finanziati sono quelli che permettono il miglioramento dell'efficienza aziendale e dell'organizzazione del lavoro, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, servizi di cloud computing e tecnologie per i pagamenti elettronici. Oltre a soluzioni volte a facilitare lo sviluppo sostenibile dell'impresa e l'adozione di tecnologie innovative.
Per essere considerati ammissibili, i progetti devono avere un costo minimo di 10.000 euro. Sono valutate iniziative avviate dal 1° luglio 2023, purché non siano ancora concluse al momento della domanda.
Condizioni del contributo della Regione Liguria per la digitalizzazione delle MPMI
Le imprese che partecipano al bando Liguria digitalizzazione hanno l'opportunità di ottenere fino a 20.000 euro a fondo perduto. L’agevolazione è concessa nella misura del 50% degli investimenti effettuati, fermo restando il limite economico di cui sopra.
Come presentare la domanda
Le imprese interessate potranno presentare le loro domande dal 3 al 10 maggio 2024, attraverso una procedura a sportello che non prevede una graduatoria. A partire dal 16 aprile, sarà possibile accedere alla procedura in modalità offline sul portale "Bandi On Line" gestito da Filse, consentendo alle imprese di iniziare a compilare la domanda in anticipo.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Report ESG e supply chain: i rischi per le imprese e come scoprirli
La sostenibilità è un tema caldo nel mondo delle imprese, con una platea sempre più vasta di attività chiamate a fornire bilanci di sostenibilità e rendicontazioni varie sull’etica delle proprie scelte. Un quadro complesso da interpretare, dove le scelte dei governi nazionali e federali si intrecciano con la necessità di fornire report ESG e di rispondere alle richieste del mercato.
In questo contesto, le imprese produttrici sono chiamate a monitorare con sempre maggiore attenzione le loro catene di approvvigionamento al fine di individuare e gestire i rischi celati che potrebbero portare a costose conseguenze legali in futuro. Anche perché i regolamenti in arrivo potrebbero classificare il greenwashing come frode, con effetti sia sull’immagine dell’azienda che ha dichiarato un profilo etico irreale, sia sui produttori che vi ricorrono per la catena di fornitura.
La situazione è particolarmente complicata quando si parla di produttori con supply chain complesse. Un dato incontrovertibile è che queste catene non siano state costruite tenendo in considerazione la sostenibilità fin dall'inizio. Ciò significa che le aziende manifatturiere con supply chain articolate devono affrontare sfide ardue quando si tratta di gestione ambientale, sociale e di governance (ESG).
In particolare, per le aziende manifatturiere la filiera racchiude il 90% dell'impatto ambientale, rappresentando quindi un fattore di rischio colossale per i loro programmi ESG. Ecco perché i dati ESG dei fornitori sono essenziali per i cosiddetti complex manufacturers. Solo attraverso la revisione della supply chain è possibile ottenere miglioramenti significativi alle prestazioni oggetto dei report ESG.
Come ridurre i rischi ESG legati alla supply chain
Ma come possono questi produttori mitigare i rischi ESG? La chiave risiede nel comprendere come individuare, dare priorità e tenere sotto controllo i rischi nelle loro catene di fornitura. Solo così è possibile ottenere i dati necessari per creare una solida base di conoscenza a supporto di un programma ESG in grado di soddisfare le richieste di investitori, clienti e normative. Dimostrando al contempo il loro impegno nell’adozione di pratiche commerciali migliori e un’etica condivisibile alla base delle attività aziendali.
Numerose aziende si basano sui dati forniti dagli stessi fornitori per soddisfare i requisiti di sostenibilità richiesti alla supply chain. Tuttavia valutare queste informazioni auto-dichiarate è un’operazione complessa e, a meno di non ricorrere al supporto di professionisti e prassi predefinite, le imprese si espongono a gravi rischi.
Interpretare in maniera errata un report ESG presentato da un fornitore, o affidarsi alle informazioni fornite da questo senza verificarne la veridicità, significa rischiare conseguenze in termini legali, finanziari e di brand reputation. Anche nel caso in cui l’azienda non sia ritenuta pienamente colpevole, i costi dell'inazione sono comunque ingenti e possono includere una grave perdita di clienti, cali di fatturato, sospensione dal mercato di riferimento per mesi.
Ecco perché è nell’interesse di ogni azienda scoprire i rischi ESG celati nella propria supply chain. Come farlo? Ci sono due metodologie da prendere in considerazione: il monitoraggio diretto e indiretto. Il primo prevede di contattare direttamente i fornitori per raccogliere e convalidare i dati sulle performance ESG, mentre il secondo valuta le prestazioni dei fornitori monitorando il dominio pubblico e individuando potenziali informazioni nascoste. In ogni caso, la presenza di un team preparato è fondamentale per tutelare immagine e struttura aziendale.
Con l'aumentare delle pressioni normative, e la maggiore sensibilità che si riscontra tra consumatori e investitori, i produttori sono chiamati ad agire con celerità per soddisfare i requisiti di reporting ESG della supply chain. Le imprese che adottano misure proattive eviteranno i rischi a breve termine, con vantaggi anche in termini di posizioneranno.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando CCIAA Pavia: contributi a fondo perduto per investimenti innovativi delle MPMI
La CCIAA Pavia ha lanciato un bando a supporto delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) della provincia per accelerare l'adozione di tecnologie avanzate e pratiche sostenibili. Il bando investimenti innovativi ambisce a stimolare attraverso contributi a fondo perduto lo sviluppo economico locale, promuovendo al contempo la responsabilità ambientale e l'innovazione tecnologica.
Con una dotazione finanziaria di 1.149.400 euro, la misura finanzia infatti investimenti innovativi finalizzati allo sviluppo dell’attività aziendale tramite l’innovazione tecnologica finalizzata a:
- digitalizzazione dei processi produttivi;
- efficienza energetica;
- riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti;
- contenimento dell'impatto ambientale.
Sono finanziati anche interventi specificatamente rivolti all’incremento dell’efficienza o del valore aggiunto e della qualità e quantità delle produzioni aziendali. Nonché investimenti per l’aumento degli standard di sicurezza.
Beneficiari del bando investimenti innovativi CCIAA Pavia
Ma chi può partecipare al bando investimenti innovativi? Tutte le micro, piccole e medie imprese aventi sede legale e/o operativa nel territorio di competenza della Camera di Commercio di Pavia. A condizione che, alla data di avvio degli investimenti, siano iscritte al Registro Imprese.
Interventi ammissibili e condizioni del contributo
Le aziende possono beneficiare del contributo a fondo perduto a condizione che gli investimenti realizzati nel 2024 riguardino:
- impianti per energia da fonti rinnovabili;
- hardware strettamente correlati all’attività esercitata dall’azienda;
- hardware e/o software relativi alle tecnologie abilitanti elencate nel bando;
- acquisto di macchinari, impianti e attrezzature ad uso produttivo;
- acquisto di macchine operatrici di cui all’art. 58 del codice della strada;
- acquisto di macchine agricole di cui all’art. 57 del codice della strada;
- acquisto di autocarri;
- acquisto di impianti di climatizzazione, impianti di aspirazione e/o impianti di allarme e sicurezza.
Il contributo è erogato a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili (al netto di IVA). È previsto un importo massimo concedibile di 15.000 euro. L'investimento minimo ammissibile per la partecipazione al bando è di 3.000 euro.
Come fare domanda per il bando investimenti innovativi della CCIAA Pavia
Le imprese interessate possono presentare domanda per il bando investimenti innovativi attraverso il sistema WebTelemaco a partire dalle 10:00 del 9 aprile 2024 fino alle 12:00 del 20 gennaio 2025. Le domande saranno valutate seguendo l'ordine cronologico di presentazione.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Investimenti 4.0 e bonus edilizi: cosa cambia con il Decreto Agevolazioni Fiscali
Il Decreto Agevolazioni Fiscali porta novità interessanti per le imprese che investono in edilizia e tecnologie 4.0. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 marzo 2024 n. 75, il Decreto-legge 29 marzo 2024 n. 39 introduce misure urgenti che interessano non solo l'ambito fiscale ma anche quello dell'amministrazione finanziaria, ed è entrato in vigore il 30 marzo 2024.
La nuova gestione dei crediti d’imposta Transizione 4.0
La Transizione 4.0 vede l'introduzione di un nuovo obbligo di comunicazione ante fruizione per i crediti di imposta relativi agli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0. Le imprese sono ora tenute a inviare una comunicazione dettagliata degli investimenti programmati, incluso l'ammontare complessivo e la presunta ripartizione del credito negli anni.
Questa comunicazione, che diventa una condizione necessaria per la fruizione del credito, deve essere aggiornata al momento del completamento degli investimenti. La comunicazione ex post è obbligatoria anche per gli investimenti 4.0 già realizzati dal 1° gennaio 2024 e fino al 29 marzo 2024, nonostante l’assenza della comunicazione ex ante.
Per gli investimenti non ancora effettuati al 30 marzo 2024 sono richieste sia le comunicazione ex ante che quella ex post. In ogni caso l’invio delle comunicazioni è condizione necessaria per poter usufruire del credito d’imposta.
Le cose cambiano per gli investimenti in beni materiali ed immateriali 4.0 realizzati nel 2023. Con l’entrata in vigore del Decreto Agevolazioni Fiscali, i crediti di imposta maturati e non ancora fruiti potranno essere compensati solo a fronte dell’invio del modello di comunicazione.
Le comunicazioni vanno effettuate sulla base del modello adottato con Decreto direttoriale 6 ottobre 2021 del Ministero dello sviluppo economico. Nello prossime settimane il MIMIT pubblicherà un decreto direttoriale inerente i nuovi obblighi, in cui saranno forniti chiarimenti su contenuto, modalità e termini di invio delle comunicazioni ex-ante ed ex-post.
Decreto Agevolazioni Fiscali 2024: la fine delle cessioni bonus edilizi e le altre novità per le imprese
Il Decreto Agevolazioni Fiscali apporta sostanziali modifiche ai bonus edilizi, eliminando quasi completamente le possibilità di cessione del credito e dello sconto in fattura. Questa stretta riguarda quasi tutti gli interventi successivi alla sua entrata in vigore, tranne per specifiche deroghe legate ad eventi sismici e ad alcune situazioni pregresse.
Inoltre, è ancora possibile la cessione del credito e la fruizione dello sconto in fattura per gli interventi che rientrano nel bonus relativo alle barriere architettoniche. Ma solo per le spese sostenute fino alla data di entrata in vigore del provvedimento.
Il decreto introduce anche novità riguardanti la remissione in bonis e l'obbligo di comunicazione per le spese agevolabili fiscalmente, delineando un panorama più controllato e strutturato per il monitoraggio della spesa pubblica in questi ambiti.
Per agevolare il monitoraggio delle spese relative agli interventi agevolabili, i soggetti che sostengono spese per gli interventi di efficientamento energetico agevolabili devono comunicare all’ENEA alcune informazioni relative agli interventi stessi (dati catastali dell’immobile, spese sostenute, spese preventivate, eccetera).
Sono tenute alla trasmissione delle informazioni:
- i soggetti che al 31 dicembre 2023 hanno presentato la comunicazione di inizio lavori asseverata ovvero l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo previsto per la demolizione e la ricostruzione degli edifici, e che alla stessa data non hanno concluso i lavori;
- i soggetti che in data successiva al 1° gennaio 2024 hanno presentato la comunicazione di inizio lavori asseverata, ovvero l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo necessario per la demolizione e la ricostruzione degli edifici.
Le sanzioni per chi non rispetta i nuovi obblighi
L’omessa trasmissione di tali informazioni per interventi già avviati determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di euro 10.000. In caso di mancata trasmissioni per i nuovi interventi invece è prevista la decadenza dall’agevolazione fiscale.
Per evitare la fruizione dei bonus edilizi da parte dei soggetti che hanno debiti nei confronti dell’erario, è stata anche disposta la sospensione dell’utilizzabilità dei crediti di imposta inerenti i bonus edilizi.
In altre parole sono sospesi, fino a concorrenza di quanto dovuto, i crediti di imposta in presenza di iscrizioni a ruolo o carichi affidati agli agenti della riscossione che riguardano imposte erariali nonché atti emessi dall’Agenzia delle entrate. A condizione che i debiti erariali abbiano importi complessivamente superiori a 10.000 euro.
Vuoi maggiori informazioni sul Decreto Agevolazioni Fiscali e come ottenere i crediti di imposta? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





