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Emilia-Romagna: al via i contributi per il rafforzamento delle competenze in azienda

La Regione Emilia-Romagna mira a promuovere il potenziamento delle competenze aziendali necessarie a sostenere la transizione digitale ed ecologica prevista dalla S3 regionale. Grazie ad uno stanziamento di 10 milioni di euro, sono infatti concessi dei contributi Emilia-Romagna destinati a chi investe nel rafforzamento delle competenze.

La misura si inserisce nell'ambito del Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PR FESR) 2021-2027, e si focalizza sull’innovazione di organizzazione e metodi di produzione, materiali e processi produttivi. I processi innovativi contemplati sono in ottica sostenibile e continuativa, attraverso lo sviluppo di competenze manageriali, l’attrazione e il trattenimento dei talenti. L’obiettivo di fondo dei contributi Regione Emilia-Romagna è infatti potenziare il capitale umano delle MPMI beneficiarie.

Condizioni dei contributi Regione Emilia-Romagna per il rafforzamento delle competenze

Le imprese che ottengono i contributi ricevono finanziamenti a fondo perduto fino al 75% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 50.000 euro. Gli interventi finanziabili sono quelli finalizzati a:

  • investire nelle competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale, e l’imprenditorialità;
  • sviluppo di nuovi prodotti, servizi e/o processi produttivi, nonché al miglioramento di quelli già esistenti.

Come richiedere i contributi per il rafforzamento delle competenze

Le domande di contributo possono essere compilate, validate e inviate esclusivamente online, attraverso l'applicazione web “SFINGE 2020”. Il termine per la presentazione delle domande è fissato dalle ore 10:00 del 10 aprile 2024 alle ore 13:00 del 7 maggio 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


MASE decreto Pratiche ecologiche

MASE: firmato il nuovo decreto Pratiche ecologiche per il settore agricoltura

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato un passo significativo verso la sostenibilità e l'efficienza energetica nel settore agricolo con la pubblicazione del nuovo decreto Pratiche Ecologiche. Firmato dal Ministro Picchetto, il decreto stabilisce la concessione di contributi finalizzati a incentivare imprese e progetti di investimento che contribuiscano allo sviluppo del biogas e all'implementazione di azioni per l'efficienza in agricoltura.

Cosa prevede il decreto Pratiche ecologiche

Il provvedimento prevede la concessione un contributo in conto capitale che copre fino al 65% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 600.000 euro per beneficiario.

Il decreto incentiva specificamente tre categorie di intervento:

  • “Pratiche ecologiche” nei campi e sviluppo di poli consortili al fine di sfruttare il digestato;.
  • sostituzione di trattori agricoli obsoleti con trattori ad alimentazione a biometano;
  • interventi per l’efficienza degli impianti per la produzione di biogas già esistenti.

La misura si inserisce negli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha stanziato 193 milioni di euro per questa iniziativa. La distribuzione delle risorse vede una particolare attenzione verso il Mezzogiorno, a cui si rivolge il 40% dei fondi, pari a 77,2 milioni di euro.

Il focus principale è sull'efficientamento degli impianti a biogas non convertibili a biometano, a cui è destinata una dotazione di 124 milioni di euro. Mentre 54 milioni di euro sono stanziati per finanziare interventi come macchinari per la distribuzione efficiente del concime organico, o la creazione di poli consortili per lo sfruttamento del digestato.

15 milioni di euro sono invece destinati alla sostituzione dei vecchi trattori, puntando alla messa in circolazione di almeno 300 nuovi trattori alimentati a biometano entro giugno 2026, dotati di tecnologie per l'agricoltura di precisione. Quest’ultimo obiettivo rappresenta uno specifico target PNRR.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

 


digitalizzazione PMI italiane dati Istat

Lo sviluppo delle PMI italiane: i dati Istat su digitalizzazione e AI

Il panorama imprenditoriale italiano è caratterizzato da una massiccia presenza di piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico nazionale. E in un'era sempre più dominata dalla trasformazione digitale, queste aziende si trovano ad affrontare sfide cruciali nell'adozione di tecnologie all'avanguardia. Dovendo competere anche con realtà di maggiori dimensioni, in un mercato globale.

Non c’è quindi da stupirsi che le PMI italiane possano incontrare difficoltà nell’adozione di strumenti digitali e soluzioni di AI per rimanere competitive. Il rapporto "Imprese e ICT 2023" dell'Istat evidenzia con chiarezza lo stato del processo di digitalizzazione delle PMI italiane, mettendo in luce anche quelle che sono le difficoltà maggiormente riscontrate. Difficoltà che la finanza agevolata cerca di arginare da anni, e su cui si concentra in maniera anche il Piano di Transizione 5.0.

La digitalizzazione nelle PMI: dal cloud computing all’analisi dati

Un aspetto incoraggiante emerso dal rapporto Istat riguarda l'adozione del cloud computing e della fatturazione elettronica da parte delle PMI italiane. In questi ambiti, le imprese del Belpaese si collocano al di sopra della media europea, con il 61,4% delle imprese che ha abbracciato il cloud computing (contro il 45,2% della media UE) e il 97,5% che ha implementato la fatturazione elettronica (rispetto al 38,6% europeo). Questo successo è in parte attribuito agli obblighi di legge imposti in Italia, che hanno agito da catalizzatore per l'adozione di queste soluzioni digitali.

Nonostante questi punti di forza, il rapporto Istat rivela che le PMI italiane affrontano ancora sfide significative nel percorso di digitalizzazione. L'adozione di software gestionali come ERP e CRM rimane limitata, con solo il 41,4% delle PMI che li utilizza, rispetto all'85% delle grandi aziende. Inoltre, solo il 13,6% delle PMI condivide dati elettronicamente con fornitori o clienti nella catena di approvvigionamento. Un dato ben al di sotto della media europea, che si attesta al 23,5%.

L'indice composito Digital Intensity Index (DII), che misura il livello di digitalizzazione delle imprese, rivela ulteriori lacune. Nel 2023, solo il 21,3% delle PMI ha raggiunto livelli di digitalizzazione almeno alti secondo l'indicatore. Risultato ottenuto invece dal 68,1% delle grandi imprese. Questo divario si acuisce quando si considerano attività che richiedono competenze specialistiche più elevate, come l'analisi dei dati: 25,7% per le PMI contro il 74,1% per le grandi aziende.

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Un settore in cui le PMI italiane appaiono particolarmente indietro è l'adozione dell'Intelligenza Artificiale (AI). Solamente il 5% delle imprese con 10 o più dipendenti utilizza almeno una delle sette tecnologie di AI analizzate dal report Istat, una percentuale che rimane sostanzialmente invariata rispetto all’analisi del 2022.

Tra le imprese che hanno adottato l'AI le tecnologie più diffuse riguardano l'automazione dei flussi di lavoro attraverso software robot, l'estrazione di conoscenze e informazioni da documenti di testo e il riconoscimento vocale. Questi strumenti trovano applicazione in ambiti come i processi di produzione, il marketing e le vendite, la sicurezza informatica e le attività di ricerca e sviluppo.

Tuttavia, numerose PMI che hanno preso in considerazione l'utilizzo dell'AI non l'hanno ancora implementata, citando ostacoli come la mancanza di competenze (55,1%), i costi elevati (49,6%) e l'indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari (45,5%).

Il rapporto "Imprese e ICT 2023" dell'Istat descrive lo stato della digitalizzazione nelle PMI italiane come un quadro fatto di luci e ombre. Da un lato ci sono dati che superano le medie europee, dall'altro permangono lacune significative nell'adozione di tecnologie più avanzate, come l'Intelligenza Artificiale e l'analisi dei dati.

Questo divario rappresenta una sfida cruciale per le PMI italiane, poiché la trasformazione digitale è ormai un imperativo per rimanere competitive in un mercato globale in rapida evoluzione. Soltanto attraverso una strategia articolata e un impegno costante nella digitalizzazione, le PMI italiane potranno allinearsi ai livelli di digitalizzazione richiesti ed emergere nei vari settori del mercato, adattandosi ai cambiamenti in atto nel panorama globale.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bandi MASE idrogeno rinnovabile

MASE: riaperti i bandi che incentivano la filiera dell’idrogeno rinnovabile

Con un decreto datato 13 marzo 2024, il MASE ha annunciato per due bandi la riapertura dei termini per la presentazione di proposte progettuali incentrate sulla produzione di elettrolizzatori e sullo sviluppo della filiera di componenti per l'idrogeno rinnovabile. Un’iniziativa che rappresenta un passo significativo verso la transizione energetica e il sostegno alla produzione sostenibile.

Come funzionano i bandi MASE per la filiera dell’idrogeno rinnovabile

I due bandi finanziano piani di investimento produttivo finalizzati allo sviluppo della filiera di componenti per la produzione di idrogeno rinnovabile. In accordo a quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 2, Componente 2, Investimento 5.2 "Idrogeno".

Nello specifico, i due bandi MASE finanziano le seguenti linee di investimento:

  • Linea B “Elettrolizzatori”: dedicata al finanziamento di programmi d’investimento per la produzione di elettrolizzatori, strumenti fondamentali per la produzione di idrogeno rinnovabile attraverso il processo di elettrolisi dell'acqua.
  • Linea C “Filiera idrogeno”: questo bando MASE mira al sostegno di piani d'investimento produttivi per lo sviluppo della filiera di componenti necessari alla produzione di idrogeno rinnovabile. Ciò include componenti per gli elettrolizzatori e può estendersi a progetti connessi di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale, nonché alla formazione del personale.

Come presentare domanda per i bandi MASE a supporto dell’idrogeno rinnovabile

Le domande per i bandi MASE che incentivano la filiera dell’idrogeno rinnovabile possono essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 29 marzo 2024 e fino alle 10:00 del 13 maggio 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


MIMIT contributi area di crisi industriale complessa

MIMIT: al via i contributi per l’area di crisi industriale complessa di Melfi, Potenza e Rionero in Vulture

Il MIMIT ha dato il via libera all'Avviso pubblico per la selezione di iniziative imprenditoriali nell'area di crisi industriale complessa di Melfi, Potenza e Rionero in Vulture. L'obiettivo della misura (di cui abbiamo già parlato in questo articolo) è stimolare la crescita economica e la riqualificazione industriale attraverso il supporto di progetti d'impresa innovativi e sostenibili, facendo leva sul regime di aiuto previsto dalla legge n. 181/1989. Ma come ottenere i contributi MIMIT?

Come ottenere i contributi MIMIT per l’area di crisi industriale complessa

Le aziende interessate hanno la possibilità di presentare le domande di contributi MIMIT a partire dalle 12:00 del 16 aprile 2024 fino alle 12:00 del 18 giugno 2024. La presentazione delle domande è subordinata all'avvenuta registrazione presso la Corte dei Conti dell'Accordo di Programma. Questo passaggio è cruciale per assicurare che ogni progetto imprenditoriale sia allineato con gli obiettivi di sviluppo e rilancio dell'area di crisi designata.

Le iniziative presentate saranno sottoposte a un'attenta valutazione istruttoria, seguendo l'ordine di graduatoria, per determinare la loro ammissibilità alle agevolazioni previste.

Vuoi maggiori informazioni sui contributi per l’area di crisi industriale complessa di Melfi, Potenza e Rionero in Vulture? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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