Patrizia Restauri

economia circolare

Economia Circolare: in arrivo un bando da 2 miliardi

Economia Circolare: dal MiTE in arrivo un bando da 2 miliardi.

Economia Circolare: un nuovo bando.

IL ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha dato l'annuncio.

L'obiettivo è quello di focalizzare l'attenzione su progetti innovativi per una cinquantina di impianti di economia circolare, gestione e sfruttamento dei rifiuti.

A fine agosto il MiTE ha pubblicato l'avviso per il Progetto Green Ports, per interventi di energia rinnovabile ed efficienza energetica nei porti, dopo il quale il dicastero ha scelto di far partire altri due bandi.

“Usciranno presto quelli per le isole verdi e per l’economia circolare”, ha affermato Cingolani a Genova, al convegno organizzato dalla Cgil “Verso una transizione sociale - Quale sviluppo per il futuro della Liguria”.

Il MiTE è pronto a mettere sul piatto 2 miliardi per il bando focalizzato su rifiuti ed economia circolare.

Si tratterà di “un grande programma da oltre 2 miliardi di euro per realizzare una cinquantina di nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti attraverso l'economia circolare”, ha dichiarato Cingolani, aggiungendo: “I progetti innovativi migliori vinceranno, c'è ampio spazio per tutti".

Il bando si allinea al primo investimento pianificato nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’economia circolare: il progetto metteva a disposizione delle imprese 1 miliardo e mezzo al fine di migliorare la rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, realizzare nuovi impianti di trattamento/riciclaggio e costruire impianti innovativi.

“La raccolta differenziata deve arrivare al 75%, i restanti materiali vanno recuperati, in discarica ci deve finire meno del 10%”, è l’obiettivo indicato da Cingolani.

tale finalità richiederà uno sforzo importante da parte del Paese, almeno stando ai dati Istat diffusi a inizio settembre: nel 2019 solo il 61,3% dei rifiuti urbani è stato soggetto a raccolta differenziata, circa la metà delle province italiane (54 su 107), quindi, non raggiunge il target del 65%, l'obiettivo che l'Italia avrebbe dovuto raggiungere entro il 2012.

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sicilia in digitale

SICILIA IN DIGITALE: Agevolazioni per comunicazione e marketing digitale

SICILIA IN DIGITALE: Agevolazioni per comunicazione e marketing digitale

Cos'è SICILIA IN DIGITALE.

Il 09/09/2021, con DDG n. 1663, c'è stata l'approvazione dell'Avviso pubblico per la concessione di contributi in conformità all’art. 12 della legge 7 agosto 1990 n. 241 ed all’art. 5 del D.Lgs n. 123/98 per la realizzazione di iniziative promozionali a sostegno dei sistemi produttivi regionali per l’anno 2021 denominato “ SICILIA IN DIGITALE” - AGEVOLAZIONI PER AZIONI DI COMUNICAZIONE E MARKETING DIGITALE.

Sull'onda delle ultime linee di indirizzo strategico adottate in ambito nazionale sulla promozione della digitalizzazione, L’Assessorato Regionale alle Attività Produttive, con il presente avviso, ha scelto di supportare le MPMI contribuendo:

  • Alla diffusione della cultura digitale;
  • All’innalzamento del livello di consapevolezza delle imprese sulle opportunità offerte dal digitale e sui vantaggi;
  • All’adozione di interventi di digitalizzazione finalizzati all’implementazione di azioni di comunicazione e marketing on-line;
  • per rafforzare e migliorare le performance aziendali.

Chi potrà beneficiare di "Sicilia in Digitale".

I soggetti beneficiari del contributo pubblico previsto dal presente avviso sono le ditte individuali, le società di capitali, le società di persone, le società cooperative , i consorzi che, alla data di presentazione della domanda e fino alla erogazione del contributo pubblico:

  • Rientrino nella definizione di MPMI di cui alla raccomandazione U.E. n. 2003/361/CE edell’allegato 1 – art. 1 del reg. U.E. 651/2014;
  • Che nell’esercizio finanziario in corso e nei due esercizi finanziari precedenti, non abbiano ricevuto contributi pubblici, il cui valore complessivo sia superiore ai massimali previsti per l’impresa unica dal Regolamento “ de minimis”;
  • Siano iscritte al Registro delle imprese e attive con sede legale e/o operativa in Sicilia alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • Realizzino prodotti siciliani in una unità locale con sede in Sicilia (bene o servizio di cui sia realizzata, in Sicilia, almeno una fase del processo produttivo destinato a soddisfare un determinato target di mercato);
  • Si trovino nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo in stato di scioglimento o liquidazione e non siano sottoposte a procedure di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione controllata;
  • Siano in regola con la normativa antimafia, in particolare attestare la insussistenza di cause di divieto, sospensione o decadenza previste dall’art.67 del D.Lgs.6/9/2011 n.159 (Codice antimafia);

Spese agevolabili con Sicilia in Digitale.

Tramite la concessione di contributi a fondo perduto, sono agevolabili le spese sostenute per:

  • l’acquisizione di consulenze e servizi in materia di utilizzo di strumenti e canali digitali per la comunicazione e il marketing digitale ;
  • l’acquisizione di soluzioni tecnologiche, software, strumenti di analisi , servizi digitali a supporto delle azioni di comunicazione e marketing digitale.

Con il presente avviso si finanziano le spese seguenti :

  1. consulenze e servizi finalizzati a creare o migliorare la qualità del sito web, sotto il profilo contenutistico e grafico, e le sue prestazioni;
  2. azioni di comunicazione/ marketing on – line sul web e/o sui canali social, incluse le eventuali traduzioni dei testi connesse alle azioni virtuali;
  3. acquisizione di soluzioni tecnologiche digitali e strumenti di analisi strettamente collegati alle azioni di comunicazione e marketing on-line.

1.200.000,00 è la dotazione finanziaria complessivamente del presente avviso.

L’agevolazione sarà un contributo a fondo perduto sulle spese sostenute e ritenute ammissibili.

Le spese massime ammissibili a finanziamento non potranno superare € 10.000 ( IVA esclusa ) e non potranno essere inferiori a € 5.000 ( IVA esclusa).

Il contributo concesso a fondo perduto è pari :

  • al 70% delle spese ammissibili per le voci di cui alle lettere a) e b) dell’art. 8 del presente Avviso
  • all’ 85% delle spese ammissibili per le voci di cui alla lettera c) dell’art. 8 del sopra citato Avviso

Il contributo concesso tramite Sicilia in Digitale non sarà cumulabile con altre agevolazioni per le stesse iniziative e le stesse spese.

Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis.

Tempistiche di presentazione delle domande per Sicilia in Digitale.

Le richieste di agevolazione dovranno  essere trasmesse dalle  ore   10,00   del 30/09/2021  alle ore 17,00 del  20/10/2021, pena l'esclusione.

Le domande saranno valutate in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

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super e iper ammortamento

Super e iper ammortamento: il viceministro Pichetto Fratin prevede un restyling degli incentivi.

Super e iper ammortamento: il viceministro Pichetto Fratin prevede un restyling degli incentivi.

Super e iper ammortamento.

Potrebbe essere previsto, nella prossima Legge di Bilancio, un restyling complessivo del sistema degli incentivi. Ad oggi, risultano essere troppo numerosi e talvlta dotati di poche risorse. Ad anticipare lo scenario è stato Gilberto Pichetto Fratin, viceministro allo Sviluppo Economico .

Due saranno le direttrici di questo restyling: gli “incentivi per stimolare l’economia” e i “bonus a ristoro”.

L'obiettivo è quello di abbandonare l’ottica emergenziale e ripartire da nuove e reali politiche industriali.

Pichetto per il ritorno di super e iper ammortamento.

“Bisogna tornare –  ha affermato il viceministro – a meccanismi che escano dal sistema puro e semplice delle Entrate. Penso, ad esempio, al sistema degli ammortamenti, iper e super, che pur avendo effetto sulla dichiarazione fiscale, sono strumenti più puntuali per le imprese”.

Su super e iper ammortamento, spiega il ministro, “è in corso una valutazione tra ministeri e a livello di governo. Io vedo molto bene il ritorno a iper e super ammortamento, perché stimolano gli investimenti più produttivi; il credito d’imposta invece è un’agevolazione ombrello, universale: ricade su tutti”.

A chi crede che il sistema della maggiorazione degli ammortamenti finirebbe col premiare solo chi fa utili, Pichetto risponde che non è così, perché “va rivisitato l’intero sistema degli incentivi” consentendo alle imprese “di fare programmazioni pluriennali” e non su base mensile, come è stato in questo periodo di emergenza.

Quanto ai crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, questi “rappresentano la grande sfida del paese. Sono punti fermi del Pnrr, perché il salto di qualità che dobbiamo fare è sui brevetti, sulla formazione, sul capitale umano. Il meccanismo del credito d’imposta in questo caso funziona benissimo”.

La Sabatini e la quota unica?

Sulla Nuova Sabatini, la cui meccanica ha subito un potenziamento, concentrando l’erogazione del beneficio in un’unica rata per tutti da quest’anno, Pichetto spiega che non è in discussione, ma “si tratta di capire se vogliamo mantenere il rimborso totale del contributo in conto interessi anticipato in un’unica soluzione o se vogliamo ritornare al meccanismo precedente che spalmava il contributo su più esercizi”.

Pichetto ne ha anche affrontato un’analisi sull’efficacia, spiegando che gli effetti dell’incentivo “oggi si vedono meno per via dei bassi tassi d’interesse, ma con la ripresa dell’inflazione credo resti un’agevolazione preziosa”.

Da decifrare il senso di questa affermazione, dal momento che il contributo è in misura percentuale fissa e non dipende dai tassi di interesse del finanziamento a cui si applicano.

Altri incentivi.

Nell’intervista il viceministro ha anche dichiarato che è fondamentale proseguire gli investimenti sul sistema delle garanzie a sostegno del credito, affermando che i voucher per i Temporary Export Manager e per la digitalizzazione delle PMI “hanno un senso e vanno confermati”.

Il superbonus potrebbe ricevere una spinta per arrivare a fine 2023, ma il costo è elevato per immaginarlo come incentivo strutturale. Proseguirà, con un focus sull’elettrico, anche l’ecobonus per le auto.

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Mise

MISE: 140 milioni a sostegno delle attività chiuse durante emergenza Covid

MISE: 140 milioni a sostegno delle attività chiuse durante emergenza Covid.

Mise: attivato fondo per permettere alle attività di risollevarsi in seguito all'emergenza Covid.

Giorgetti: "È un provvedimento doveroso, promesso alle categorie. Giusto che per discoteche e palestre sia previsto strumento speciale"

È stato attivato dal ministro Giancarlo Giorgetti il fondo da 140 milioni di euro che mira al sostegno di quelle attività d’impresa e professioni che, in seguito alle misure restrittive adottate per fronteggiare l’emergenza Covid, sono rimaste inattive.

Tra queste, discoteche e sale da ballo sono alcune delle attività che avranno l'opportunità di accedere ai contributi a fondo perduto. Fino a un massimo di 25 mila euro è stato previsto per ciascun soggetto beneficiario, e a cui è destinata una quota pari a 20 milioni di euro del fondo istituito dal Ministero.

Fino a 12 mila euro, invece, è l'ammontare dei contributi di cui potranno beneficiare le altre attività ammesse alla misura come palestreimpianti sportiviparchi tematici, eventi di teatrocinemaartefiere e cerimonie.

“È un provvedimento doveroso, promesso alle categorie che sono state costrette a restare chiuse per legge", sostiene il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti. "È giusto - aggiunge - che discoteche, palestre e altre realtà in condizioni simili abbiano uno strumento speciale avendo pagato un prezzo più alto a causa dei cambiamenti imposti dalle regole restrittive contro il Covid. In occasione degli incontri al Mise, ma anche in altri contesti, questa necessità e urgenza era venuta fuori in maniera determinante. Iniziamo con questo fondo, 140 milioni, che però può essere rifinanziato se sarà necessario”.

Il decreto interministeriale, firmato dal ministro Giorgetti, delinea i criteri e le modalità per richiedere il contributo ed elenca le attività che hanno diritto a usufruire del sostengo economico, in quanto rimaste chiuse per un periodo totale di almeno cento giorni.

I termini per l’avvio delle richieste dei beneficiari verranno comunicati dall’Agenzia delle entrate, che potrà successivamente procedere con l’accreditamento diretto del contributo a fondo perduto.

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crediti locazione

Cessione crediti locazione: aggiornata la procedura web.

Cessione crediti locazione: aggiornata la procedura web.

Cessione crediti locazione.

A seguito dell’estensione dei crediti d’imposta messa in atto dal decreto Sostegni-bis, è stata aggiornata la procedura web per la comunicazione delle cessioni dei crediti locazione. Per la comunicazione della cessione dei bonus locazione è stato introdotto un nuovo modello, che permette di cedere crediti che derivano da contratti soggetti a registrazione in caso d’uso.

Il provv. dell'Agenzia delle Entrate n. 228685, ha apportato delle modifiche al “modello per la comunicazione della cessione dei crediti d’imposta riconosciuti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 e alle relative istruzioni”.

Va premesso che il credito d’imposta locazioni, di cui all’art. 28 del DL 34/2020 e successive modificazioni, può essere:

  • Utilizzato in compensazione nel modello F24 ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, solo mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, successivamente all’avvenuto pagamento del canone;
  • Utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
  • Ceduto, anche parzialmente, ai sensi dell’art. 122 del DL 34/2020 ad altri soggetti, compresi istituti di credito o il locatore stesso (in quest’ultimo caso occorre pagare solo la differenza tra canone dovuto e credito d’imposta ex art. 28 comma 5-bis del DL 34/2020 convertito; cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 14/2020, § 5).

Per ciò che riguarda la cessione, si ricorda che diventa efficace solo in seguito alla comunicazione della stessa, da parte del cedente (da effettuare tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021) all’Agenzia delle Entrate tramite l'apposito modello. Dal giorno lavorativo successivo alla comunicazione, previa accettazione comunicata dallo stesso cessionario attraverso il sito dell’Agenzia, il cessionario può usufruire del credito in compensazione tramite F24 (codice tributo “6931”).

Il nuovo provvedimento ha ulteriormente modificato il modello, inserendo, nel quadro “Tipologia di credito ceduto”, punto n. 2 (relativo al bonus locazioni di cui all’art. 28 del DL 34/2020), all’interno dell’elenco dei contratti ammessi al beneficio, la voce: “F -Atto o contratto da registrare in caso d’uso”.

Si tratta, ad esempio, di contratti di locazione stipulati per scrittura privata non autenticata, di durata non superiore a 30 giorni nell’anno, ovvero dei contratti di leasing stipulati per scrittura privata non autenticata (art. 1 della Tariffa, parte II, allegata al DPR 131/86), dei contratti di servizi a prestazioni complesse stipulati per scrittura non autenticata e contenenti solo disposizioni soggette ad IVA.

Ne risulta che, per tale tipologia di atti, non sarà necessario inserire gli estremi di registrazione.
Il provvedimento sottolinea che il nuovo modello è utilizzato, in sostituzione del modello approvato con il provv. n. 43058/2021, a decorrere da oggi, 9 settembre 2021.

Inoltre, nel provvedimento n. 228685/2021 viene specificato che, dalla data del 9 settembre 2021, “è adeguata la procedura web di trasmissione delle comunicazioni delle cessioni dei crediti”, per tenere conto dell’estensione del credito d’imposta locazioni operata dall’art. 4 del DL 73/2021 (decreto Sostegni-bis).

Va ricordato che, per effetto del decreto Sostegni-bis, il credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo, di cui all’art. 28 del DL 34/2020, è stato:

  • Prorogato, per altre 3 mensilità (fino al 31 luglio 2021), per i soggetti cui già spettava fino al 30 aprile 2021, ovvero le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator, secondo le modalità finora previste per tali soggetti;
  • Ulteriormente esteso, da gennaio a maggio 2021, a nuove condizioni, a favore di altri soggetti (soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 15 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del DL 73/2021; enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti).

Modalità di utilizzo del credito.

Il DL Sostegni-bis prevede che le modalità di utilizzo del credito siano le stesse sopra indicate, tuttavia la cessione risultava materialmente impossibile a causa del mancato adeguamento del software.
Con l’adeguamento della procedura web di trasmissione della comunicazione, da oggi, invece, è possibile cedere anche il credito d’imposta locazioni come esteso dal DL Sostegni-bis.

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PON Imprese e Competitività

PON Imprese e Competitività: da REACT-EU 1,8 miliardi di nuovi fondi

PON Imprese e Competitività: da REACT-EU 1,8 miliardi di nuovi fondi.

É stata approvata dalla Commissione Europea la proposta di riprogrammazione del PON Imprese e Competitività 14-20.

Il PON Imprese e Competitività.

Il PON Imprese e Competitività 14-20 è il programma che il Ministero dello Sviluppo economico ha destinato alle imprese del Mezzogiorno. Il PON IC incrementa la sua dotazione finanziaria, usufruendo di nuovi fondi che REACT EU ha reso disponibili. L'importo totale è di circa 1,8 miliardi di euro di risorse comunitarie – di cui circa 1,6 già disponibili nel 2021 - a un tasso di cofinanziamento UE pari al 100%.

La Commissione Europea, dopo l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII e CRII+), ha deciso, tramite REACT-EU, di incrementare le misure per contenere la crisi generata dalla pandemia di COVID 19. L'obiettivo perseguito è quello di promuovere ed incentivare una ripresa economica verdedigitale e resiliente. Il pacchetto dei finanziamenti aggiuntivi di REACT EU comprende complessivamente 47,5 miliardi di euro, da ripartire tra gli Stati membri, disponibili per il periodo di programmazione 2014-2020.

Il contesto italiano e il PON Imprese e Competitività.

All’Italia verranno destinate complessivamente risorse REACT per circa 13,5 miliardi di euro. A tal proposito, sono stati individuati, in linea con le finalità principali dell’iniziativa, particolari interventi per risanare la situazione post crisi sanitaria e incentivare una ripresa economica in ottica verde e digitale.

Nell’ambito del PON IC, si prevede che i circa 1,8 miliardi di euro saranno così ripartiti territorialmente: circa 1,2 miliardi al Mezzogiorno e 600 milioni di euro al Centro-Nord. Queste risorse finanzieranno:

  • Interventi per le imprese, per favorire l’accesso al credito, l’ammodernamento tecnologico delle produzioni, la digitalizzazione, lo sviluppo e/o acquisizione di competenze, il sostegno a processi di R&S e grandi progetti di investimento e di open innovation, per un valore di circa 1,3 miliardi;
  • Nuove iniziative in materia di energia, in particolare per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, l’efficientamento tecnologico delle reti di trasporto dell’energia per l’utilizzo di fonti rinnovabili e sull’implementazione di procedure basate sull’e-procurement, per risorse complessive pari a 500 milioni.

Le attività svolte da Invitalia per la gestione delle risorse comunitarie.

Allo scopo di incrementare le misure per contrastare la crisi socioeconomica sviluppatasi in seguito all’epidemia da COVID 19 in continuità con le attività di assistenza tecnica attivate dalla fase di avvio del Programma, l’Agenzia ha affiancato il Ministero dello Sviluppo Economico nella revisione e modifica del PON IC.

L’Agenzia ha inoltre supportato il MiSE nella scelta delle misure più idonee a fronteggiare la crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria, tra cui, ad esempio, l’ampliamento delle risorse per la liquidità delle PMI attraverso la riserva PON del Fondo Centrale di Garanzia. Il supporto al MiSE sì è dimostrato anche nella destinazione di risorse aggiuntive per gli investimenti innovativi delle PMI e per la transizione dell’impresa verso un modello di economia circolare, come ad esempio con il bando macchinari innovativi.

Invitalia ha, allo stesso tempo, scelto di supportare l’amministrazione nella definizione di sistemi di sorveglianza e soluzioni di gestione che possano massimizzare gli obiettivi di realizzazione e di spesa, considerato il vincolo, per i beneficiari degli interventi, di spendere le risorse concesse entro il 31 dicembre 2023.

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Bonus Pubblicità

Bonus Pubblicità: Comunicazione per l’accesso dal 1° al 31 ottobre 2021

Bonus Pubblicità: Comunicazione per l’accesso dal 1° al 31 ottobre 2021.

Tempistiche per il Bonus Pubblicità.

Sono stati modificati i termini per la presentazione della comunicazione per l’accesso al credito d’imposta per investimenti pubblicitari 2021.

Il DL “Sostegni-bis” prevedeva la presentazione della comunicazione  dal 1° al 30 settembre 2021, mentre ora sarà dovrà essere presentata dal 1° al 31 ottobre 2021. Ad annunciarlo è stato il Dipartimento per la comunicazione e l’editoria, tramite apposito comunicato del 31 agosto.

Cosa è stato previsto per il Bonus Pubblicità.

In seguito ad interventi di aggiornamento della piattaforma telematica e a causa delle modifiche introdotte dall’art. 67, comma 10 del DL 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021 n. 106, è stato reso noto che è divenuto necessario posticipare il periodo per l’invio della comunicazione per l’accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari per l’anno 2021 (“prenotazione”).

Il Dipartimento ha dunque stabilito e fissato una nuova finestra temporale dedicata all’invio della comunicazione telematica per l’accesso al beneficio, scegliendo che sia spostata nel periodo dal 1° al 31 ottobre 2021 (anziché dal 1° al 30 settembre 2021).

Va inoltre ricordato che con l’art. 67, comma 10 del DL 73/2021 convertito (c.d. decreto “Sostegni-bis”) è stato prorogato per gli anni 2021 e 2022 il “regime derogatorio” introdotto nell’anno 2020, e ha inglobato anche quegli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Per le seguenti annualità il credito d’imposta di cui all’art. 57-bis del DL 50/2017 dovrà dunque essere calcolato – sia per gli investimenti pubblicitari sui giornali che per gli investimenti pubblicitari sulle emittenti radio-televisive – nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati e non sul solo incremento rispetto all’investimento effettuato nell’anno precedente.

Come accedere all'agevolazione per il bonus pubblicità.

In linea generale, i soggetti che vorranno andare a richiedere l'accesso a tale agevolazione, saranno tenuti a presentare, mediante l’apposito modello:

  • la “comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, che contenga i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato;
  • la “dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, tramite la quale dichiarare che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi, inoltre, vanno a soddisfare i requisiti richiesti.

In considerazione delle novità del DL “Sostegni-bis”, l’art. 67 comma 10 del DL 73/2021 convertito aveva differito la finestra temporale che consente la comunicazione per l’accesso al beneficio per il 2021, prevista inizialmente dal 1° al 31 marzo 2021, al periodo dal 1° al 30 settembre 2021.

Il comunicato del 31 agosto ha quindi fissato le linee guida e previsto i termini per lo slittamento ulteriore ad ottobre della finestra temporale di presentazione della comunicazione per l’accesso al bonus pubblicità.

Ha quindi precisato che resta invariata la modalità per la presentazione del modello di comunicazione telematica.

I soggetti richiedenti, dovranno presentare tale modello di comunicazione telematica, inviandolo tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE) o con le credenziali Entratel e Fisconline.

Come per queste tipologie di agevolazione, ai fine della concessione della stessa, va ricordato ricorda inoltre che non diventa rilevante l’ordine cronologico di presentazione delle domande. In caso di insufficienza delle risorse disponibili, infatti, è stata prevista la ripartizione percentuale.

Valide le comunicazioni presentate dal 1° al 31 marzo per il Bonus Pubblicità.

Dal sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria possiamo apprendere che le comunicazioni telematiche per il bonus pubblicità trasmesse nel periodo compreso tra il 1° e il 31 marzo 2021 (periodo di presentazione previsto in via “ordinaria”) restano comunque valide. Su queste ultime, il calcolo per la determinazione del credito d’imposta sarà automaticamente effettuato in base alle intervenute disposizioni normative relative all’anno 2021.

Dovrebbe essere comunque possibile “sostituire” la prenotazione già inviata a marzo, con una nuova, inviata sempre nel periodo dal 1° al 31 ottobre 2021.

Salvo diversa indicazione, la dichiarazione sostitutiva degli investimenti effettuati dovrebbe poi essere presentata dal 1° al 31 gennaio 2022 (periodo previsto “a regime”).

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nuova sabatini

Nuova Sabatini: erogazione contributi residui per le richieste ante 1 gennaio 2021

Nuova Sabatini: erogazione contributi residui per le richieste ante 1 gennaio 2021.

Le PMI che hanno fatto domanda prima del 1 gennaio 2021 riceveranno le quote residue a certe condizioni.

Dal 30 giugno 2021 sono state introdotte novità del DL n 99.

Il Decreto legge n 99 pubblicato in GU n 155 del 30 giugno 2021 con l'art 5 rubricato "Semplificazione e rifinanziamento della misura Nuova Sabatini" va a prevedere nuovi fondi per l'agevolazione volta all'acquisto di beni strumentali.

In particolare, con l'obiettivo di accelerare i processi di erogazione dei contributi agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, il Ministero dello sviluppo economico, facendo riferimento alle domande di agevolazione presentate in data antecedente al 1° gennaio 2021 per le quali sia stata già erogata in favore delle imprese beneficiarie almeno la prima quota di contributo, procede, secondo criteri cronologici, nei limiti delle risorse autorizzate dal comma 2 dello stesso articolo:

  • ad erogare le successive quote di contributo spettanti in un'unica soluzione,anche se non espressamente richieste dalle imprese beneficiarie, previo positivo esito delle verifiche amministrative propedeutiche al pagamento.

Per queste necessità e con lo scopo di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle PMI, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 8 del medesimo art. 2 viene integrata di 425 milioni di euro per l'anno 2021.

Il ministro Giancarlo Giorgetti, il quale ha fortemente voluto questa norma, ha affermato: “Sono soddisfatto per l’approvazione di questa misura, auspicata giustamente dal mondo delle imprese e sostenuta da me con grande convinzione”.

Precisiamo che l’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha modificato la disciplina relativa alla misura agevolativa “Nuova Sabatini” prevedendo che il Ministero effettui l’erogazione del contributo in un’unica soluzione per tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021 (data di entrata in vigore della citata legge 30 dicembre 2020, n. 178), nel rispetto dei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa.

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Fondi UE

Fondi UE 2021 e PNRR. l’Ecofin approva.

PNRR, l’Ecofin ha approvato l'utilizzo dei fondi UE.

Risale ad un mese e mezzo fa la riunione del 13 luglio 2021, nella quale l’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici e finanziari dell'UE, ha approvato il Piano di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia.

Oltre a quello italiano, è partito il via libera anche per i piani di Portogallo, Spagna, Grecia, Danimarca, Lussemburgo, Slovacchia, Lettonia, Germania, Austria, Belgio e Francia.

La decisione adottata ha permesso l'esborso del prefinanziamento del 13% dell'importo totale del Piano, nello specifico, per l'Italia di 25 miliardi.

Ulteriori esborsi faranno seguito ad una positiva valutazione dell'attuazione del Piano.

Questa la dichiarazione del commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni a Bruxelles, “il percorso di Next Generation EU è tutt'altro che concluso perché durerà fino al 2026 e ogni anno ci sarà un esame della Commissione per verificare il rispetto degli obiettivi del piano nazionale: i bonifici di Bruxelles arriveranno solo se si raggiungono gli obiettivi nei tempi previsti dal calendario: quel che è certo è che l'apporto dei fondi europei per l'Italia è un'occasione per cambiare il futuro della nostra economia e dobbiamo farlo con ritmi e impegno davvero straordinari”.

Fondi UE disponibili.

Il Piano di ripresa e resilienza (PNRR) italiano va a prevdere investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation EU, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti,

A queste risorse, si sommano circa 13 miliardi di euro del programma REACT-EU e 30,6 miliardi stanziati attraverso il Fondo complementare istituito con il D.L. n. 59 del 6 maggio 2021 (convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 6 luglio 2021, n. 160).

Dunque, la somma totale degli investimenti previsti è di 222,1 miliardi di euro.

All'interno del Piano si articola un pacchetto di riforme importanti: tra cui la riforma fiscale, della giustizia tributaria, della pubblica amministrazione e delle politiche attive del lavoro.

Struttura del Recovery plan.

Il Piano raggruppa i progetti di investimento e di riforma in 16 componenti, riunite a loro volta in 6 Missioni:

  1. Digitalizzazioneinnovazionecompetitivitàcultura e turismo”, che ha l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 49,2 miliardi (40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo complementare);
  2. Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, diretta a migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 68,6 miliardi (59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 dal Fondo complementare);
  3. Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, volta a realizzare un sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 31,4 miliardi (25,1 miliardi dal Dispositivo dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 dal Fondo complementare);
  4. "Istruzione e ricerca", che ha come obiettivo il rafforzamento del sistema educativo, delle competenze digitali e tecnico-scientifiche, della ricerca e del trasferimento tecnologico. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 31,9 miliardi di euro (di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo complementare);
  5. Inclusione e Coesione”, diretta a facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 22,4 miliardi (di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,6 miliardi dal Fondo complementare);
  6. "Salute", finalizzata a rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 18,5 miliardi (di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo complementare).

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fondo

MISE: Fondo da 400 milioni per imprese in difficoltà temporanea

MISE: Fondo da 400 milioni per imprese in difficoltà temporanea

Il Ministero dello sviluppo economico ha istituito un Fondo da 400 milioni di euro per sostenere le grandi imprese che, a causa dell'emergenza Covid, stanno fronteggiando una situazione di temporanea difficoltà.

Questo è quanto previsto da decreto attuativo del ministro Giancarlo Giorgetti, firmato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Si tratta dell’art.37 del decreto Sostegni, che ha la finalità di sostenere le attività delle imprese che operano sul territorio nazionale e che si trovano anche in amministrazione straordinaria.

Obiettivi del fondo.

Condizioni eccezionali richiedono risposte speciali: è quello che ho sostenuto fin dal primo giorno al Mise rispetto alle conseguenze disastrose subite dal mondo dell’impresa a causa della pandemia”, afferma il ministro Giorgetti. “Per indole, natura e formazione non credo nelle misure assistenziali fine a sé stesse ma ritengo che in un momento come questo, che ormai dura da un anno e mezzo, nessuno può essere lasciato solo. Il fondo speciale previsto dal decreto sostegni, il famoso articolo 37 che ho fortemente voluto, vuole proprio essere un ponte per tutte quelle imprese che si trovano in momentanea difficoltà ma che sono in grado di camminare sulle loro gambe nei momenti di normalità. Nel rispetto delle regole in vigore, la possibilità di prestiti agevolati - conclude il ministro - è una risposta concreta e immediata che abbiamo voluto dare al mondo dell’industria che ce l’ha chiesto con determinazione”.

Questa norma permette, infatti, al Mise di intervenire, tramite il Fondo che Invitalia gestisce, mettendo a disposizione delle imprese finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni.

L'obiettivo è quello di garantire continuità delle proprie attività alle imprese con un numero pari o superiore a 250 dipendenti, con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni. Il finanziamento agevolato sarà concesso in seguito alla presentazione di un piano di rilancio dell’impresa, anche al fine di tutelare l'occupazione.

Per la misura è prevista l’autorizzazione della Commissione Ue nel rispetto delle norme su aiuti di Stato.

Il fondo, istituito con il decreto Sostegni (Dl 41/2021, articolo 37) e rifinanziato dal Dl 73/2021, vale 400 milioni.

Chi potrà beneficiare del fondo?

Potranno beneficiare del fondo le imprese con sede operativa o legale in Italia che, al momento della domanda, siano in difficoltà temporanea a causa all’emergenza sanitaria Covid-19, ma per le quali sussistano prospettive di ripresa. Sono ammesse, tra queste, anche le imprese in amministrazione straordinaria. Escluse alcune categorie, tra cui quelle del settore bancario o finanziario.

Caratteristiche del fondo.

Il fondo concederà prestiti agevolati, legati a piani di rilancio, che dovranno essere presentati insieme alla domanda. Al loro interno dovranno essere dettagliate le azioni programmate «per sostenere la ripresa o la continuità dell’attività». Le imprese, ogni anno, dovranno sviluppare un rapporto sullo stato di attuazione del piano. La mancata attuazione potrebbe provocare la revoca dei fondi.

I finanziamenti avranno durata massima di cinque anni e dovranno essere concessi entro la fine del 2021. Il loro importo non dovrà essere superiore, alternativamente, al 25% del fatturato 2019 o al doppio della spesa salariale annua del 2019. Ogni impresa non potrà comunque incassare più di 30 milioni di euro. Un limite che si applica anche quando più imprese facciano capo allo stesso gruppo.

Ad un anno dall'erogazione, il prestito dovrà essere restituito, con rate semestrali in base ad un piano di ammortamento. Il fondo concederà prestiti solo fino al massimo della sua capienza.

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Simest

SIMEST ed Internazionalizzazione delle imprese: verso la riapertura del fondo 394.

SIMEST, Fondo 394 per l'internazionalizzazione delle imprese.

Sembra prossima la riapertura del Fondo 394-81 per l'internazionalizzazione delle imprese, gestito da SIMEST.

Il 13 luglio, l'Ecofin ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie al quale vengono stanziati 2 miliardi di euro per il Fondo 394.

Dopo la chiusura anticipata lo scorso giugno, il Ministero degli Affari Esteri si è messo al lavoro per permettere alle imprese di tornare a fare domanda di contributo e si è impegnato ad offrire un ulteriore contributo per irrobustire questo strumento nell'ambito del Patto per l'Export.

Pertanto, è stata realizzata una piattaforma con lo scopo di orientare l’export italiano in coerenza con la transizione verde e digitale.

Lo scenario di riferimento ha visto protagonista l’economia italiana che è stata colpita dalla pandemia da Covid-19 più di altri Paesi europei. Infatti, nel 2020, il prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9 per cento, a fronte di un calo nell’Unione Europea del 6,2. La crisi, dunque, ha peggiorato la situazione del Paese, già fragile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.

La risposta dell'UE è stata il Next Generation EU (NGEU), un programma di ampia portata ed importanti ambizioni.

Il Piano ha previsto investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale delle imprese, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Cos'è il il Next Generation EU?

Per l’Italia il NGEU è uno strumento fondamentale per continuare lungo un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo. Il principio di base è quello di rimuovere ciò che ha ostacolato la crescita italiana negli ultimi decenni. L’Italia sarà la prima beneficiaria dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). L'RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, impiegabili nel periodo 2021- 2026, tra cui 68,9 miliardi saranno sovvenzioni a fondo perduto.

Il NGEU intende promuovere una robusta ripresa dell’economia europea all’insegna della transizione ecologica, della digitalizzazione, della competitività, della formazione e dell’inclusione sociale, territoriale e di genere.

Secondo il regolamento RRF, queste sono le sei grandi aree di intervento (pilastri) sui quali i PNRR si dovranno focalizzare:

  • Transizione verde;
  • Trasformazione digitale;
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
  • Coesione sociale e territoriale;
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale;
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.

Il Piano va a soddisfare i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali. Il 40% circa delle risorse territorializzabili del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimoniare la particolare attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Il Piano pone particolare attenzione al sostegno all’istruzione, alla formazione e all’occupazione dei giovani. Inoltre, contribuisce a tutti i sette progetti di punta della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE (European flagship).

Le decisioni adottate, il 13 luglio, in sede di Consiglio Ecofin sono un importante passo avanti nella ripresa economica europea, in quanto consentono agli Stati membri di concludere le prime convenzioni di finanziamento e sbloccare i versamenti dei prefinanziamenti, avviando così le riforme e gli investimenti necessari per la ripresa, il rafforzamento e la trasformazione delle nostre economie.

Che cos’è il Fondo SIMEST per l'internazionalizzazione.

Il 394-81 è un Fondo multimisura, da anni in vigore, che concede finanziamenti agevolati alle imprese italiane che mirano a progetti di internazionalizzazione, grazie a sette distinte linee intervento a supporto della partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema (anche in Italia):

  • inserimento commerciale in nuovi mercati esteri;
  • inserimento in azienda di figure come i Temporary Export Manager (TEM), i digital manager e gli innovation manager;
  • sviluppo dell’e-commerce;
  • realizzazione di studi di fattibilità collegati a investimenti esteri;
  • programmi di assistenza tecnica;
  • patrimonializzazione delle imprese.

Un ampio set di strumenti che copre praticamente tutti i principali aspetti che possono interessare un’impresa durante il percorso di internazionalizzazione.

Cosa prevede il Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’internazionalizzazione

Il Piano stanzia 1,2 miliardi di euro per il Fondo 394. Il Ministero si è messo subito all'opera per consentire alle imprese di tornare a fare domanda di contributo, dopo la chiusura anticipata dello strumento lo scorso 4 giugno. Con il comunicato dello scorso 23 giugno 2021 il Ministero degli esteri (MAECI) ha rilasciato l'ok di Bruxelles al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia, lanciando un segnale di ottimismo su una prossima riapertura del Fondo 394-81 gestito da SIMEST.

Infatti, nella nota gli Esteri comunicano alle imprese di presentare le proprie proposte già all’indomani della formale approvazione del PNRR italiano, avvenuta da parte dell’Ecofin il 13 luglio. Le nuove risorse provenienti dal Recovery potrebbero soddisfare circa 4mila imprese.

“Un’attenzione speciale" verrà posta "sia alle progettualità che perverranno da aziende del Meridione, sia a quelle che avranno come protagonisti l’imprenditorialità femminile e quella giovanile”.

Questo strumento - spiega il documento inviato alla Commissione europea - ha l'obiettivo di aiutare le imprese a colmare i deficit interni per affrontare i mercati internazionali, potendo contare su ben 9 linee di finanziamento ad hoc.

“Rispetto alle risorse complessive richieste di 1.200 milioni”, si legge infatti nel documento, “400 milioni di euro saranno utilizzati per l'erogazione delle sovvenzioni (cofinanziamento a fondo perduto), avvalendosi della flessibilità offerta - fino al 31 dicembre 2021 - dal Temporary Framework sugli aiuti di Stato, mentre risorse pari a 800 milioni di euro rafforzeranno la componente del Fondo 394/81 destinata al finanziamento di operazioni a tassi agevolati."

"Contributi e finanziamenti agevolati contribuiranno entrambi al finanziamento degli stessi progetti di investimento, operando in sinergia all'interno della relativa linea di intervento del Fondo."

A differenza di altri interventi previsti dal Piano, la linea sull’internazionalizzazione potrà essere subito operativa, poichè il Fondo è già esistente e ha lo scopo di trasferire le risorse. Pertanto, entro il terzo trimestre 2021 si prevede l’adozione di due provvedimenti di rifinanziamento:

  • Un primo, per un importo di 400 milioni di euro, per la componente a contributo del Fondo 394/81;
  • Un secondo per un importo di 800 milioni di euro, per il finanziamento di iniziative di internazionalizzazione delle PMI tramite prestiti agevolati.

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Bonus Sanificazione: comunicazione delle spese dal 4 ottobre

Bonus Sanificazione: comunicazione delle spese dal 4 ottobre.

Credito d'imposta sanificazione: per l'accesso, è necessario presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili dal 4 ottobre al 4 novembre 2021. L’Agenzia delle Entrate, tramite il provvedimento n. 191910, ha definito i criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per la sanificazione.

L’art. 32 del DL 73/2021 riconosce un credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi che garantiscano la salute dei lavoratori e degli utenti. Sono comprese anche le spese sostenute per la somministrazione dei tamponi per COVID-19.

Il limite massimo è di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Chi può beneficiare del Bonus Sanificazione?

In sede di conversione in legge del DL “Sostegni-bis”, nel testo approvato dalla Camera, è stato specificato che possono beneficiare dell’agevolazione le strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale con codice identificativo regionale ovvero, in mancanza, identificate mediante autocertificazione in merito allo svolgimento dell’attività ricettiva di bed and breakfast.

Come accedere al Bonus Sanificazione?

Per accedere al Bonus Sanificazione è necessario presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili dal 4 ottobre ed entro il 4 novembre 2021.

In tale periodo è inoltre possibile inviare una nuova comunicazione sostitutiva di quella precedentemente trasmessa o la rinuncia integrale al credito d’imposta comunicato in precedenza.

Il contribuente o tramite un intermediario abilitato deve inviare la comunicazione, redatta sulla base del modello approvato,  esclusivamente tramite modalità telematiche, mediante i canali dell’Agenzia delle Entrate o tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Entro 5 giorni dalla presentazione della comunicazione sarà rilasciata una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. Il soggetto che ha presentato la comunicazione troverà la ricevuta nella sua area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Come richiedere il Bonus Sanificazione?

Nel modello di comunicazione devono essere indicate le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi che garantiscano la salute dei lavoratori, comprese le spese per la somministrazione dei tamponi per COVID-19.

Il credito d’imposta “teorico”, da indicare nel modello di comunicazione, è pari al 30% delle spese complessivamente comunicate, con un limite massimo per il credito d’imposta di 60.000 euro.

Per garantire il rispetto del limite complessivo di spesa, pari a 200 milioni di euro per il 2021, dopo aver ricevuto le comunicazioni delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico, l’Agenzia delle Entrate andrà a determinare la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili.

Questo calcolo rapporterà il limite complessivo di spesa all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti.

Nel caso in cui l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesto sia inferiore al limite di spesa, la percentuale sarà pari al 100%.

Il credito d’imposta potrà quindi essere utilizzato, in relazione alle spese effettivamente sostenute e fino all’importo massimo fruibile, in compensazione nel modello F24 ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97 a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che definisce l’ammontare massimo del credito fruibile. Non si applicano i limiti alle compensazioni pro tempore vigenti di cui all’art. 34 della L. 388/2000 e art. 1 comma 53 della L. 244/2007).
Il credito può essere utilizzato anche nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese.

La possibilità di cedere il credito d’imposta non è prevista.

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