Manifestazioni e Iniziative Promozionali: in arrivo contributi per progetti mirati nel Friuli Venezia Giulia
Manifestazioni e Iniziative Promozionali: in arrivo contributi per progetti mirati nel Friuli Venezia Giulia
Manifestazioni e Iniziative Promozionali: contributi per progetti mirati nel Friuli Venezia Giulia
Il bando va a disciplinare l'erogazione di contributi per l’attività promozionale connessa alla realizzazione di progetti, manifestazioni e iniziative che favoriscano la divulgazione dell’immagine del Friuli Venezia Giulia e l’incremento del movimento turistico e producano importanti ricadute economiche nel contesto regionale.
Progetti ammessi dal bando per manifestazioni e iniziative promozionali
Sono ammessi alle agevolazioni previste dal bando i progetti, le manifestazioni e le iniziative che presentino le seguenti caratteristiche:
- Periodo di svolgimento compreso tra il giorno 01 Gennaio 2022 e il 28 Febbraio 2023. Nel caso di progetti, manifestazioni o iniziative che si svolgono tra l’01 Gennaio 2023 e il 28 Febbraio 2023, l’avvio delle attività deve comunque avvenire entro il 31 Dicembre 2022;
- Che si tengano nel territorio della regione Friuli Venezia Giulia oppure al di fuori purché ne promuovano in modo evidente l’attrattività turistica, le sue peculiarità e i suoi prodotti caratteristici;
- Che non siano riferite a progetti, manifestazioni ed iniziative già proposti, dal medesimo soggetto organizzatore e finanziati con precedente bando - ai sensi della LR 21/2016, art. 62, comma 1, lettere a) e b), per la medesima edizione o annualità.
Beneficiari e spese ammesse
Saranno ammessi al bando tutti i soggetti pubblici e privati, tra cui le associazioni, i comitati, le fondazioni, i consorzi, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), le imprese anche costituite in rete di imprese; escluse, invece, le imprese in difficoltà.
Tra le spese ammissibili ritroviamo quelle riferite esclusivamente a:
Ideazione e produzione di veicoli informativi, gadget e altri materiali promozionali dell'iniziativa;
- Promozione sui media;
- Compensi per attività artistiche, scientifiche, culturali, di comunicazione o sportive;
- Compensi per forniture di beni e servizi;
- Rimborsi spese a collaboratori;
- Spese di segreteria organizzativa e assistenza;
- Ospitalità;
- Noleggio strutture e attrezzature;
- Trasporti.
Differentemente, non sono ammissibili gli oneri per il personale dipendente, se non assunto esclusivamente per la realizzazione dell’iniziativa finanziata, e le spese di investimento, relative a quei beni durevoli che possono essere utilizzati anche successivamente, rispetto al periodo di svolgimento dell’iniziativa, tra cui apparecchiature tecniche ed informatiche, fotografiche, materiali edili, attrezzature diverse, arredamenti.
Sono ammissibili le spese sostenute successivamente all’08 Gennaio 2021.
Tipologia di sovvenzione prevista.
In base al punteggio ottenuto, verrà concesso un contributo con un importo compreso tra un minimo di 2 mila euro fino ad un massimo di euro 200 mila euro. Il contributo non potrà essere superiore alla spesa ritenuta ammissibile.
Tempistiche di presentazione delle domande.
Le aziende che vorranno presentare domanda di accesso al bando per poter fruire delle agevolazioni, avranno tempo dalle ore 10.00 del 20 Dicembre 2021 alle ore 12.00 del 31 Gennaio 2022.
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Decontribuzione Sud: La Commissione UE proroga fino al 30/06
Decontribuzione Sud: La Commissione UE proroga fino al 30/06
Bonus rimanenze magazzino 2022: ampliato il campo delle imprese beneficiarie
Bonus rimanenze magazzino 2022: ampliato il campo delle imprese beneficiarie.
Bonus rimanenze magazzino 2022: ampliato il campo delle imprese beneficiarie
Il decreto Sostegno ter amplia il campo delle imprese che potranno usufruire del credito di imposta rimanenze di magazzino.
Se prima di questo momento spettava alle imprese dei settori tessile, moda e accessori, da ora sono ammesse al bonus anche le imprese che operano nel settore del commercio dei prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria.
Sono confermati tutti gli altri aspetti della disciplina.
Affinché venga riconosciuto il credito d’imposta alle imprese, sarà necessario aver registrato, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021, un incremento del valore delle rimanenze finali di magazzino rispetto alla media del valore delle giacenze finali registrato nei 3 periodi d'imposta precedenti.
I beneficiari del Bonus rimanenze magazzino.
Istituito dal decreto Rilancio (art. 48-bis, D.L. n. 34/2020, convertito) e prorogato dal decreto Sostegni bis (art. 8, D.L. n. 73/2021, convertito), il credito di imposta veniva inizialmente riconosciuto solo alle imprese che operano nell’industria tessile, della moda, della produzione calzaturiera e della pelletteria.
Attualmente il decreto Sostegni ter ha incluso tra le imprese beneficiarie, per l’esercizio in corso al 31 dicembre 2021, anche quelle che operano nel settore del commercio dei prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria che svolgono attività identificate dai seguenti codici della classificazione delle attività economiche Ateco 2007: 47.51; 47.71; 47.72.
Il credito di imposta
Per poter beneficiare del credito d’imposta le imprese dovranno aver registrato, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 (quindi 2021, per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare), un incremento del valore delle rimanenze finali di magazzino, di cui all'art. 92, c. 1, Tuir, rispetto alla media del valore delle giacenze finali registrato nei 3 periodi d'imposta precedenti.
Il credito di imposta spettante sarà pari al 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino di cui all'art. 92, c. 1, Tuir eccedente la media del medesimo valore registrato nei 3 periodi d'imposta precedenti a quello di spettanza del beneficio (quindi il 2018, il 2019 e il 2020).
Sarà necessaria una certificazione della consistenza delle rimanenze di magazzino rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione per le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di collegio sindacale. Per i soggetti con bilancio certificato, invece, i controlli sono svolti sulla base dei bilanci.
Come accedere al credito d’imposta
Per avere accesso al credito d’imposta bisognerà presentare comunicazione all’Agenzia delle Entrate, nella fascia temporale compresa dal 10 maggio 2022 al 10 giugno 2022, presentata esclusivamente per via telematica, dal contribuente oppure tramite un soggetto incaricato della trasmissione delle dichiarazioni.
I soggetti che, alla data di presentazione dell'istanza, non hanno ancora chiuso il periodo d’imposta di spettanza del beneficio, dovranno valutare le rimanenze finali che prevedono di registrare per tale periodo d’imposta.
Ammontare massimo del bonus fruibile
L’ammontare massimo del bonus fruibile corrisponderà al credito d’imposta richiesto moltiplicato per la percentuale che l'Agenzia delle Entrate renderà nota, da emanare entro 10 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione della comunicazione.
Presentazione dell’F24
Ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. 241/97 è stabilito che il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione in F24.
Per la presentazione del modello, sono a disposizione i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento che provvederà a stabilire la percentuale di spettanza del credito.
Il beneficio è utilizzabile nel periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.
Pertanto, per le comunicazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021, il credito di imposta dovrà essere fruito:
- entro il 31 dicembre 2022 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;
- entro la fine del periodo d’imposta successivo a quello di maturazione per i soggetti diversi dai precedenti.
Se l’ammontare del credito d’imposta fruibile supererà i 150 mila euro, il credito potrà essere utilizzato solo dopo i controlli antimafia di cui al D.Lgs. n. 159/2011. Qualora non dovessero sussistere i motivi ostativi, l’Agenzia comunicherà l’autorizzazione a fruire del bonus.
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Bonus affitti imprese turistiche 2022: proroga per i canoni di locazione
Bonus affitti imprese turistiche 2022: proroga per i canoni di locazione.
Bonus affitti imprese turistiche 2022: proroga per i canoni di locazione.
Il credito d’imposta locazioni previsto dal decreto Rilancio è stato prorogato dal decreto Sostegni ter per i canoni corrisposti in relazione ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022, limitatamente alle imprese appartenenti al settore turistico.
Nello specifico le strutture turistico ricettive, agenzie di viaggio, tour operator, terme e porti turistici potranno usufruire dell'agevolazione che consiste in un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento delle attività svolte.
Per poter usufruire del bonus affitti, i beneficiari dovranno dimostrare di aver subìto una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, nel mese di riferimento dell’anno 2022 di almeno il 50% rispetto allo stesso mese dell’anno 2019.
In particolare, il credito previsto dal bonus affitti spetta a “condizione che i soggetti indicati abbiano subìto una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2022 di almeno il 50% rispetto allo stesso mese dell’anno 2019”.
A beneficiare dei contributi saranno imprese appartenenti al settore turistico, in particolare:
- Le strutture turistico ricettive;
- Agenzie di viaggio;
- Tour operator;
- Terme;
- Porti turistici.
Per accedere all'agevolazione sarà necessario presentare apposita autodichiarazione all’AdE che attesti il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalle Sezioni 3.1 “Aiuti di importo limitato” e 3.12 “Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti” della predetta Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final.
Fondi stanziati
Il decreto Sostegni ter, per sostenere imprese e operatori economici, ha introdotto misure a supporto di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico.
Per quanto concerne gli stanziamenti, viene incrementato di 100 milioni di euro per il 2022 il “Fondo unico nazionale per il turismo”.
Si tratta del fondo che è stato istituito dalla Manovra con una dotazione di 120 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023; per il 2024 sono stati invece stanziati 40 milioni di euro. Va segnalato che le disposizioni del credito di imposta per il turismo saranno messe in atto attenendosi ai limiti e alle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19", e successive modifiche.
Beneficiari del bonus affitti
L'art. 5 del decreto Sostegni precisa che il credito d’imposta di cui all'art. 28, D.L. n. 34/2020, spetta alle imprese del settore turistico, con le modalità e alle condizioni indicate, in relazione ai canoni versati con riferimento a ciascuno dei mesi da gennaio 2022 a marzo 2022.
In base a quanto indicato nell'art. 5 i destinatari sono dunque le imprese del settore turismo.
Stando alla lettura testuale decreto Sostegni ter, si continua ad applicare la regola prevista dall’art. 28, c. 3, D.L. n. 34/2020, secondo cui: “Il credito di imposta [...] spetta alle strutture alberghiere, termali, alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente”.
Tuttavia, possono beneficiare del credito d’imposta anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.
Requisiti da rispettare per accedere al bonus affitti
L’agevolazione prevede un credito d’imposta nella misura del:
- 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento delle attività svolte;
- 30% dei relativi canoni, in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività legate al turismo.
Per aver accesso al credito, i soggetti coinvolti devono aver "subìto una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2022 di almeno il 50 % rispetto allo stesso mese dell’anno 2019”.
Rispettando questi requisiti, le imprese potranno ottenere il bonus affitto in riferimento ai mesi di gennaio, febbraio e marzo del 2022.
I requisiti dovranno essere verificati in riferimento a ciascun mese agevolato per il quale si richiede il bonus. Pertanto, il bonus potrà spettare anche in riferimento ad un solo mese agevolato per il quale è stata verificata la perdita di fatturato.
A chi spetta il bonus affitti
Il bonus affitto spetta per i canoni di locazione di immobili non abitativi. Nello specifico, gli immobili per i quali si richiede il bonus affitto, devono essere destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Non rileva la classificazione catastale dell’immobile ma il suo effettivo impiego.
Utilizzo del bonus affitti
Il bonus affitti è utilizzabile in dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa, vale a dire in compensazione in F24 per pagare imposte e contributi.
I canoni dovranno essere effettivamente versati.
I beneficiari, oltre ad utilizzare il bonus in dichiarazione o in F24, potranno anche optare per la cessione, anche parziale, in favore di altri soggetti come il locatore o il concedente, a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare. La cessione può essere disposta anche in favore di banche e altri intermediari finanziari.
Come richiedere il bonus affitti
Coloro che vogliono avere accesso all'agevolazione, dovranno presentare apposita autodichiarazione all'Agenzia delle Entrate, che stabilirà successivamente modalità, i termini di presentazione e il contenuto delle autodichiarazioni, attestando il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalle Sezioni 3.1 “Aiuti di importo limitato” e 3.12 “Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti” della predetta comunicazione.
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Programma di Sviluppo Rurale: 120 milioni di euro per le aziende agricole e agroalimentari dell'Emilia Romagna
Programma di Sviluppo Rurale: 120 milioni di euro per le aziende agricole e agroalimentari dell'Emilia Romagna.
Programma di Sviluppo Rurale: dall'Emilia Romagna 120 milioni di euro per le aziende agricole e agroalimentari.
L'Emilia Romagna, con l'obiettivo di supportare gli investimenti di imprese e filiere agricole della regione, far crescere e qualificare le produzioni e aumentare la competitività sui mercati, ha stanziato 120 milioni di euro.
Entro metà febbraio questi contributi saranno messi a bando, a favore di progetti di sviluppo di aziende agricole e agroalimentari.
Questo finanziamento rientra nelle risorse previste dal Programma di Sviluppo Rurale 2021-2022 (Psr), che prevede entro l'estate lo stanziamento di 408 milioni di euro per il comparto.
Al di là del Programma di Sviluppo Rurale, le imprese agricole dell'Emilia Romagna possono comunque beneficiare degli indennizzi nazionali, poco meno di 105 milioni di euro, in particolare questi ultimi sono finalizzati al supporto di quelle imprese che sono state più colpite dalle gelate tardive della scorsa primavera, dai danni da Maculatura bruna e causati dalla cimice asiatica.
Stefano Bonaccini, presidente della regione, e l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, hanno esposto in conferenza stampa i provvedimenti, commentando che "Si tratta di una straordinaria disponibilità di risorse".
Prosegue così Bonaccini: "I fondi, destinati da una parte al parziale ristoro dei danni subiti e dall’altra a realizzare investimenti, consentano di innovare, rafforzare la competitività e salvaguardare il reddito. Continuando a scegliere la qualità, con cibo sano per le nostre tavole, e puntare su processi produttivi sostenibili, per contribuire a vincere la sfida del cambiamento climatico>".
I bandi del Programma di Sviluppo Rurale.
In linea con l'attuazione di interventi previsti nel Programma di Sviluppo Rurale 2021-2022, entro la metà di febbraio saranno pubblicati due bandi.
Ammonta a 58,5 milioni di euro, proveniente dalle risorse europee del Programma di Sviluppo Rurale, lo stanziamento previsto per il primo bando (‘Investimenti in aziende agricole in approccio individuale e di sistema’) mentre sono 59,3 i milioni di euro messi a disposizione delle imprese dal secondo (‘Investimenti rivolti a imprese agroindustriali in approccio individuale e di sistema’).
Potranno beneficiare delle agevolazioni (117 milioni e 735mila euro), aziende o associazioni di imprese del lattiero-caseario, carni bovine e suine, avicoli-uova e conigli, ortofrutta, vitivinicolo, sementi, foraggi, ovicaprini, api-miele, olio, aceto e vivaismo.
I primi bandi del Programma di Sviluppo Rurale promossi lo scorso mese, stanziavano un valore complessivo di 67 milioni di euro.
Gli investimenti e gli indennizzi previsti.
I contributi sono inoltre destinati alla costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi, sistemi di sicurezza, macchinari e attrezzature, impianti di lavorazione dei prodotti, acquisizione e sviluppo di programmi informatici.
La terza tranche degli indennizzi, prevista per i danni provocati da cimice asiatica, che ammonta a 11,5 milioni di euro, è già in liquidazione.
Quanto alle gelate tardive della primavera 2020, gli indennizzi, rivolti alle imprese che hanno registrato danni sotto ai 5 mila euro, sono in pagamento per 3,2 milioni di euro. Per le richieste con importo superiore, per il pagamento si dovrà attendere il controllo della documentazione antimafia. In totale 13 milioni di euro.
Sono pari a 28 milioni di euro le risorse destinate all’Emilia-Romagna sul riparto dei 70 milioni da Legge Stabilità calamità naturali; 52,3 milioni di euro, rivolti all'Emilia-Romagna, destinati agli indennizzi previsti dal Decreto Legge sostegni per le gelate tardive 2021.
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