fai credito rilancio

Bando Fai Credito Rilancio 2021: misura abbattimento tassi di interesse.

Fai Credito Rilancio 2021.

La Regione Lombardia, in collaborazione con il Sistema Camerale lombardo, per prevenire la crisi di liquidità causata dall’emergenza COVID 19 e rilanciare le micro, piccole e medie imprese, promuove una misura che migliori le condizioni di accesso al credito.

Tramite contributi a fondo perduto, è previsto l’abbattimento dei tassi sia su finanziamenti per la liquidità, sia su finanziamenti per investimenti in modo da sostenere le imprese e supportarle nel rilancio del business.

La misura "Fai Credito Rilancio" ha una dotazione finanziaria di 13.560.000 euro, di cui 9.160.000 euro a carico di Regione Lombardia e 4.400.000 euro a carico delle Camere di Commercio lombarde.

Quali sono le tempistiche di presentazione delle domande di partecipazione al Fai Credito Rilancio?

Le domande possono essere presentate dalle ore 14:00 del 19 Luglio 2021 alle ore 12:00 del 12 Novembre 2021.
Si prevede la chiusura anticipata dello sportello per le imprese non agricole della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza, Lodi, Bergamo, Sondrio, Como-Lecco e Varese.

Le domande di partecipazione devono essere trasmesse dai Confidi o direttamente dalle MPMI. Per ottenere la copertura dei costi di garanzia, la domanda deve essere obbligatoriamente presentata da un Confidi.

Chi potrà beneficiare della misura Fai Credito Rilancio?

Potranno beneficiare della Misura le MPMI di tutti i settori economici aventi sede operativa e/o legale in Lombardia.
I beneficiari inoltre dovranno:

  • Essere in regola con l’iscrizione al Registro delle imprese e essere attive;
  • Essere in regola con il pagamento del diritto camerale o regolarizzarlo;
  • Avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di
    decadenza, di sospensione previste;
  • Non avere forniture in essere con una delle Camere di Commercio lombarde;
  • Non essere in procedura concorsuale per insolvenza anche se in difficoltà al 31/12/2019;
  • Avere assolto gli obblighi contributivi (DURC regolare) ai fini dell’erogazione del contributo.

Quali sono le spese ammesse dalla misura Fai Credito Rilancio?

Sarà ammissibile al seguente Bando un contratto di finanziamento stipulato a decorrere dall’ 1 Gennaio 2021, con un istituto di credito e/o un Confidi iscritto nell’elenco di cui all’112 bis TUB, di importo minimo pari a 10.000 euro.
Il finanziamento, da poter destinare alla copertura di investimenti, è agevolabile nei limiti di 150.000 euro e per una durata da 12 a 72 mesi.

Limitatamente alla misura a favore del rafforzamento patrimoniale delle PMI, sono ammissibili anche i contratti di finanziamento stipulati con Finlombarda S.p.A.
Non sono ammissibili rinegoziazioni di contratti di finanziamento già in essere.

Tipo di sovvenzione.

Il Sistema camerale lombardo e Regione Lombardia intervengono per l’abbattimento degli interessi fino al 3% (TAEG).
Il contributo massimo è di€ 10.000,00. Viene inoltre riconosciuta una copertura del 50% dei costi di garanzia fino ad un valore massimo di 1.000 euro.

Cumulabilità.

Il contributo può essere cumulato con aiuti concessi sul Quadro Temporaneo, con aiuti concessi ai sensi dei Regolamenti (UE) n. 1407/2013, il
Regolamento (UE) n. 1408/2013 e n. 717/2014, nonché con aiuti concessi sui Regolamenti di esenzione n. 651/2014, n. 702/2014, n. 1388/2014 a condizione che siano rispettate le disposizioni e le norme sul cumulo degli aiuti inquadrati in predetti regimi.
Non è possibile presentare domanda, se il finanziamento presentato in domanda è già stato oggetto di agevolazione in altro bando per l’abbattimento del conto interessi.
È possibile cumulare la Misura in oggetto con il Bando Nuova Sabatini.
Ogni impresa può presentare un solo contratto di finanziamento.


Nuova Impresa

Nuova Impresa: approvato bando da 4mln per avvio nuove aziende.

"Nuova Impresa": è questo il nome della misura approvata dalla Giunta di Regione Lombardia. Si prevede un contributo di 4 milioni di euro per sostenere l'avvio di nuove imprese lombarde del commercio, terziario, manifatturiero e artigiani e l'autoimprenditorialità e ricollocare i soggetti fuoriusciti dal mercato del lavoro.

Saranno erogati contributi a fondo perduto sui costi connessi alla creazione delle nuove imprese.

"Regione Lombardia si è sempre schierata al fianco delle imprese - ha dichiarato Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo Economico -. E oggi con questa ulteriore misura vuole ribadire con forza e convinzione che la Lombardia è la casa delle partite Iva. Luogo in cui chiunque abbia un'idea può realizzarla. Le imprese producono lavoro e per questo abbiamo deciso di supportare i nuovi inizi di impresa, sostenendo le imprese sosteniamo il lavoro".

Potranno beneficiare della misura tutti coloro che vorranno avviare una micro piccola media impresa del commercio, terziario, manifatturiero e artigiani dei medesimi settori.

L'agevolazione sarà concessa sotto forma di contributo a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile, che dovrà essere pari ad almeno 5.000 euro, e nel limite massimo di 10.000 euro per impresa.

Nel ventaglio delle spese ammesse, ci sono, esclusivamente, quelle sostenute per l'avvio della nuova impresa, tra cui, ad esempio, gli oneri notarili per la costituzione dell'impresa, gli onorari per prestazioni e consulenze relative all'avvio, l'acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature, arredi anche finalizzati alla sicurezza; inoltre rientrano nei costi anche l'acquisto di software e hardware, i canoni di e spese di comunicazione.


Contributi a fondo perduto Lombardia

Contributi a fondo perduto Lombardia per PMI del commercio, della ristorazione, del terziario e dell'artigianato

Contributi a fondo perduto Lombardia: il comune di Bergamo sostiene le PMI del commercio, della ristorazione, del terziario e dell'artigianato.

Quali sono le attività finanziabili dai contributi a fondo perduto Lombardia?

Il Comune di Bergamo, assieme alla Regione Lombardia, mira a incentivare e sostenere la ripartenza delle attività economiche e l’avvio di nuove attività nel “Distretto Urbano del Commercio di Bergamo”. L'obiettivo è quello di garantire degli standard di sicurezza e protezione dei lavoratori e dei consumatori più elevati, riqualificare l’attività e adottare modalità alternative di organizzazione delle vendite, tramite l'utilizzo di strumenti innovativi e digitali, che si allineino al mutato contesto in cui operano le imprese.

I contributi a fondo perduto Lombardia ammettono i seguenti interventi:

  • Avvio di nuove attività del commercio, della ristorazione, del terziario e dell’artigianato all’interno di spazi sfitti o in disuso, anche sfruttando le
    possibilità di utilizzo temporaneo consentito dalla l.r. 18/2019, oppure subentro di un nuovo titolare presso una attività esistente, incluso il passaggio generazionale tra imprenditori della stessa famiglia;
  • Rilancio di attività già esistenti del commercio, della ristorazione, del terziario e dell’artigianato;
  • Adeguamento strutturale, organizzativo e operativo dell’attività alle nuove esigenze di sicurezza e protezione della collettività e dei singoli consumatori;
  • Organizzazione di servizi di logistica, trasporto e consegna a domicilio e di vendita online;
  • Accesso, collegamento e integrazione dell’impresa con infrastrutture e servizi comuni offerti dal Distretto o compartecipazione alla realizzazione di tali
    infrastrutture e servizi comuni.

Tali interventi dovranno coinvolgere un’unità locale con sede nel perimetro del territorio del Distretto del Commercio.

Chi può beneficiare dei contributi a fondo perduto Lombardia?

Soggetti beneficiari del contributo saranno le micro, piccole o medie imprese del commercio, della ristorazione, del terziario e dell’artigianato (singole, in partenariato o costituite in Rete di Imprese), aventi sede all’interno del “Distretto Urbano del Commercio di Bergamo”.

I requisiti da soddisfare per essere ammessi all'agevolazione sono:

  • Essere MPMI ai sensi dell’allegato 1 del Reg. UE n. 651/2014;
  • Essere iscritte al Registro delle Imprese e risultare attive;
  • Disporre di una unità locale collocata all’interno dell’ambito territoriale del Distretto del Commercio che soddisfi almeno una delle seguenti condizioni:

- Svolgere attività di ristorazione, somministrazione o vendita diretta al dettaglio di beni o servizi, con vetrina su strada o situata al piano terreno degli edifici;
- Fornire servizi tecnologici innovativi di logistica, trasporto e consegna a domicilio alle imprese del commercio, della ristorazione, del terziario e
dell’artigianato che coprano in tutto o in parte il territorio del Distretto del Commercio;
- Non avere alcuno dei soggetti per il quale sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione;
Per conoscere le altre condizioni, contattaci.

Sono, inoltre, ammissibili aspiranti imprenditori che vadano a soddisfare i seguenti requisiti:

  • Non avere cause di divieto, di decadenza, di sospensione di cui all’art. 67 del D.Lgs. 6 settembre 2011 n. 159 (c.d. Codice delle leggi antimafia);
  • Avviare, prima della presentazione della domanda di contributo, una attività economica che soddisfi i requisiti sopra previsti.

Sono escluse dal bando le imprese che svolgono, nell’unità locale presso cui vengono realizzati gli interventi oggetto di contributo, attività primaria, risultante dalla visura camerale, di cui ai seguenti codici ATECO:
- 92.00 Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco
- 92.00.02 Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone
- 92.00.09 Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse

Le MPMI che hanno fatto domanda a valere sul primo bando citato in premessa, possono parteciparvi presentando nuove spese (fatture) diverse da quelle finanziate dal primo bando o da altri bandi pubblici o privati.

Quali sono le spese ammesse?

Risultano ammissibili spese in conto capitale e spese di parte corrente, e per le quali, se necessario, sia stato richiesto o rilasciato il nulla osta/autorizzazione da parte del Comune di localizzazione o in forza di altro titolo autorizzatorio (SCIA, CILA, ecc.):

Per la lista completa e per conoscere le spese non ammissibili, contattaci.

Tipo di sovvenzione.

L’aiuto è concesso come agevolazione a fondo perduto, a fronte di un budget di spesa liberamente composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente. Il contributo previsto, per le domande ammissibili, sarà pari al 50% della spesa ammissibile totale (in conto capitale e di parte corrente) al netto di IVA, e in ogni caso non superiore all’importo delle spese in conto capitale, sino ad un massimo complessivo per ciascun operatore pari a € 5.000,00.
L’investimento minimo ammissibile è di € 1.000,00.

Cumulabilità. È fatto divieto di cumulo degli aiuti con altri aiuti concessi in ambito locale, regionale o statale per le stesse spese ammissibili.
Ogni impresa potrà presentare una sola domanda per unità locale.

Le domande devono essere presentate entro le ore 12.00 del 30 Settembre 2021.


agevolazioni

Agevolazioni a fondo perduto per l'avvio e la diffusione della cultura imprenditoriale giovanile e femminile.

Agevolazioni a fondo perduto per l'avvio e la diffusione della cultura imprenditoriale giovanile e femminile.

Quali sono le attività finanziabili?

Per sostenere la diffusione della cultura imprenditoriale giovanile e femminile e la creazione di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro, la Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia ha deciso di concedere agevolazioni e contributi a fondo perduto per l’avvio di nuove attività imprenditoriali.

Chi sono i beneficiari?

Tra coloro che potranno beneficiare delle agevolazioni previste da questo bando, ritroviamo:

a. le nuove imprese giovanili ( imprese registrate ed attive a partire dal 01 Gennaio 2021 aventi sede legale e/o operativa nelle province di L’Aquila e Teramo; il cui titolare, uomo o donna, abbia una età compresa tra i 18 ed i 35 anni);
b. le imprese femminili, registrate ed attive aventi sede legale e/o operativa nelle province di L’Aquila
e Teramo che abbiano i seguenti requisiti:
- Società cooperative e società di persone costituite in misura non inferiore al
60% da donne;
- Società di capitali partecipate in misura non inferiore ai due terzi da donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
- Imprese individuali con titolare donna.

Per poter partecipare all'assegnazione dei contributi previsti dal bando le imprese dovranno:
a. Essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia;
b. Avere sede legale e/o operativa nelle Province di L’Aquila e Teramo;
c. Essere attive al momento della presentazione della richiesta di contributo ed al momento dell'erogazione;
d. Essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale e con gli obblighi contributivi e assicurativi dei dipendenti;
e. Non essere soggette o non avere in corso procedure di amministrazione controllata, concordato preventivo, fallimento o liquidazione;
f. Non fornire beni e servizi a favore dell’Ente camerale, anche a titolo gratuito.

Quali sono le spese ammesse dall'agevolazione?

Sono ammissibili a contributo, al netto di IVA e di altre imposte e tasse, le seguenti spese:
a. onorari notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa al netto di tasse, imposte diritti e bolli anticipati dal notaio/consulente;

b. l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali. Per beni strumentali si intendono i beni di investimento e ammortizzabili destinati ad essere utilizzati durevolmente nell’attività d’impresa;

c. investimenti finalizzati alla adozione di metodi per il risparmio energetico e l'efficientamento energetico;

d. opere edili/murarie e di impiantistica;

e. realizzazione di cataloghi e monografie aziendali;

f. spese per le certificazioni volontarie di prodotto o di processo.

Sono ammissibili anche quelle spese per attività di consulenza necessarie al superamento dell’audit di conformità, sino ad un massimo di € 1.500.
I beni devono essere nuovi di fabbrica.
Le imprese dovranno avvalersi di fornitori che abbiano come attività prevalente l’erogazione del prodotto/servizio che si intende acquistare, nell'ottica della realizzazione delle proprie spese di investimento.

Quali sono i tipi di sovvenzione previsti dall'agevolazione?

L’aiuto consiste in un contributo in conto capitale a fondo perduto, pari al 50% delle spese sostenute (IVA esclusa) dall'impresa, fino ad un massimale contributivo pari a €1.500 per azienda.
Potranno usufruire del contributo i programmi di investimento il cui costo minimo sia pari o superiore ad € 2.000.

Cumulabilità delle agevolazioni?

Le agevolazioni incluse nel presente bando sono cumulabili con altri aiuti di Stato, concessi per le medesime spese, unicamente se questo cumulo non fa
superare l’intensità di aiuto o di importo di aiuto più elevati applicabili all’aiuto in questione in base al regolamento di riferimento.
Gli aiuti di Stato sono cumulabili con le misure a carattere generale fino al raggiungimento del 100% dell’importo delle spese ammissibili.

Tempistiche.

Le domande potranno essere presentate dalle ore 10.00 del 10 Settembre 2021 sino alle ore 24.00 del 30 Novembre 2021.

Per conoscere ulteriori agevolazioni nel campo dell'imprenditoria femminile, clicca qui.


marchi collettivi e di certificazione

MISE: Marchi collettivi e di certificazione. Arrivano le agevolazioni per la promozione all’estero.

Marchi collettivi e di certificazione: in arrivo le agevolazioni per la promozione all'estero.

"Sostenere la promozione all’estero di marchi collettivi e di certificazione, anche attraverso la concessione di contributi agevolativi per la partecipazione a fiere e saloni internazionali di associazioni, consorzi e cooperative del made in Italy."

Questo è ciò che è stato previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che ha dettato la disciplina per la concessione, a partire dal 2021, dell'agevolazione diretta a sostenere, appunto, la promozione all'estero di marchi collettivi e di certificazione.

Quale sarà l'importo massimo previsto dall'agevolazione?

L'importo massimo dell'agevolazione fruibile da ciascun soggetto beneficiario è pari al 70% delle spese sostenute e non dovrà essere superiore a 150.000,00 euro per anno. Un provvedimento applicativo, del direttore generale per la tutela della proprietà industriale - Ufficio italiano brevetti e marchi, andrà a definire le modalità di presentazione delle domande.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 21 luglio 2021 è stato pubblicato il decreto 31 maggio 2021 del Ministero dello Sviluppo Economico che disciplina l’attuazione dell'articolo 1, comma 144, della legge 28 dicembre 2020, n. 178, al fine della concessione a partire dall'anno 2021 dell'agevolazione diretta a sostenere la promozione all'estero di marchi collettivi e di certificazione.

Quali sono i soggetti beneficiari?

I soggetti che potranno usufruire dell'agevolazione sono:

  • Le associazioni rappresentative delle categorie produttive;
  • I consorzi di tutela;
  • Altri organismi di tipo associativo o cooperativo, per la promozione all'estero, di marchi collettivi e di certificazione a loro riconducibili.

Quali sono le iniziative finanziabili?

Sono ammissibili all'agevolazione le seguenti iniziative che puntano alla promozione all'estero di marchi collettivi e di certificazione volontari italiani:

  1. Partecipazione a fiere e saloni internazionali;
  2. Eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;
  3. Incontri bilaterali con associazioni estere;
  4. Seminari in Italia con operatori esteri e all'estero;
  5. Azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO e canali online;
  6. Creazione di comunità virtuali a supporto del marchio.

L'importo massimo dell'agevolazione fruibile da ciascun soggetto beneficiario è pari al 70% delle spese sostenute e non può superare in, ogni caso euro 150.000,00 (centocinquantamila/00) per anno.

Quali sono i criteri e le modalità di applicazione?

Le modalità di presentazione della domanda di agevolazione, i criteri di valutazione delle stesse, le modalità di rendicontazione delle spese e di erogazione dell'agevolazione, i controlli e le revoche, nonché il riutilizzo di risorse residue dalle procedure precedenti, sono definite con provvedimento applicativo, del direttore generale per la tutela della proprietà industriale - Ufficio italiano brevetti e marchi.


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