Dalle ore partire 10 del 15 novembre le aziende del settore conciario potranno richiedere contributi a fondo perduto per realizzare progetti d’investimento legati all’innovazione dei prodotti e dei modelli produttivi improntati sull’ecosostenibilità ed economia circolare.

Beneficiari

Possono richiedere l’accesso alle agevolazioni le imprese operanti nell’industria conciaria e che fanno parte dei distretti conciari localizzati nelle Regioni Campania, Lombardia, Marche, Toscana e Veneto.

Specifiche del contributo

La misura si pone la finalità di supportare l’industria conciaria, danneggiata dalle conseguenze economiche derivanti dal COVID-19. In particolare le agevolazioni vogliono sostenere la tutela delle filiere e la programmazione di attività di progettazione, sperimentazione, ricerca e sviluppo nel settore.

Alla luce di ciò, i progetti devono riguardare:

  • L’ introduzione di innovazioni di prodotto o processo;
  • Il miglioramento degli impatti ambientali e, più in generale, dei processi produttivi;
  • La creazione o consolidamento di strumenti di condivisione e integrazione delle attività attraverso lo sviluppo di strutture e piattaforme in grado di favorire l’innovazione e l’internazionalizzazione.

I contributi a fondo perduto che le imprese conciarie riceveranno, saranno da investire in:

  • Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
  • Programmi informatici, licenze software e formazione;
  • Formazione del personale;
  • acquisto di beni immobili e realizzazione di opere murarie e assimilabili;
  • costo del personale, strumenti, attrezzature, servizi di consulenza e altri servizi qualora connessi all’attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale eventualmente incluse nel progetto;
  • capitale circolante, nel limite del 20% delle spese per gli investimenti.

Infine la dotazione finanziaria complessiva sarà pari a 10 milioni di euro e saranno erogate sotto forma di contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese sostenute e ritenute ammissibili. Più nello specifico le spese ammissibili non devono essere inferiori a 50 mila euro e non superiori a 200 mila euro.