Guida al credito di imposta per imprese: cos’è, come funziona e quando viene concesso

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Nel panorama economico attuale, le imprese devono affrontare sfide sempre più complesse per rimanere competitive e innovative. Per supportarle nell’innovazione e lo sviluppo di servizi che permettano di rimanere resilienti e competitive nel tempo, lo Stato italiano mette a una serie di strumenti di finanza agevolata. Uno dei più interessanti e frequenti è il credito d’imposta.

Il credito d’imposta rientra nella platea delle agevolazioni fiscali e può rappresentare un’importante risorsa per le imprese, consentendo loro di ridurre l’ammontare di tasse da pagare sui propri utili netti. Il credito di imposta viene generalmente corrisposto a seguito di investimenti in specifiche attività, che vanno dall’assunzione di nuovo personale all’acquisto di macchinari all’avanguardia.

Le condizioni per beneficiare dell’agevolazione possono variare da caso a caso, ma ci sono aspetti che restano costanti nel tempo. Vediamo quindi cos’è il credito d’imposta, come funziona, come si calcola e quali sono i principali tipi di credito d’imposta attualmente disponibili per le imprese italiane.

Cos’è il credito d’imposta

Il credito d’imposta è una misura fiscale che permette alle imprese di ridurre l’imposta sui propri utili netti utilizzando un credito di pari importo. Introdotto in Italia nel 1998, questa agevolazione ha subito diverse modifiche normative nel corso degli anni, al fine di incentivare gli investimenti in settori strategici come ricerca e sviluppo, formazione e internazionalizzazione.

In sostanza, il credito d’imposta è un credito fiscale che l’azienda vanta nei confronti dello Stato, ottenuto a seguito di investimenti in una specifica attività. Le condizioni per l’accesso e il tipo di attività oggetto dell’investimento variano in funzione della misura agevolativa collegata all’incentivo.

Questo genere di agevolazioni è particolarmente rilevante nell’era dell’Industria 4.0, caratterizzata da tecnologie avanzate come l’Internet of Things (IoT), la robotica, l’Intelligenza Artificiale e il Cloud Computing. L’adozione di queste tecnologie richiede infatti investimenti significativi, e per incentivarli lo Stato tende a fornire supporto anche attraverso il credito di imposta. Ciò facilita gli investimenti, a vantaggio delle singole imprese e di tutto il tessuto imprenditoriale italiano.

Come funziona il credito di imposta e quali sono le modalità di fruizione

Il credito d’imposta prevede che le imprese debbano svolgere attività specifiche e rispettare determinati requisiti previsti dalla legge. Per poter beneficiare dell’agevolazione, l’impresa deve presentare una domanda all’ente preposto.

Nella documentazione vanno indicati la tipologia di attività svolta, il periodo di riferimento, l’entità dell’investimento e l’importo richiesto a titolo di credito d’imposta. Una volta presentata la domanda, l’ente preposto procederà alla valutazione e, se ritenuta idonea, concederà il credito all’impresa.

È importante ricordare però che il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini IRES o IRPEF e alla formazione della base imponibile IRAP. Inoltre non è utilizzabile come un credito economico ma segue specifiche modalità. In particolare, il credito di imposta può essere fruito:

  • in compensazione tramite F24 (indicando l’apposito codice tributo fornito dall’Agenzia delle Entrate);
  • richiedendo il rimborso tramite dichiarazione dei redditi;
  • in cessione del credito nei confronti di un’altra impresa.

Indipendentemente da come viene sfruttato dall’impresa beneficiaria, la funzione del credito d’ imposta è sempre quella di andare a compensare e/o pagare le imposte a debito dovute dall’impresa nei confronti dell’erario.

Come si calcola il credito d’imposta

Il calcolo del credito d’imposta dipende da vari parametri, tra cui la tipologia dell’investimento, il costo totale delle spese ammissibili e l’aliquota di riferimento. Per avere una stima dell’importo spettante, bisogna considerare questi elementi.

Ad esempio, per il credito d’imposta per beni strumentali materiali 4.0, l’aliquota prevista per il 2023 era del 20% delle spese ammissibili per investimenti fino a 2.500.000 euro. Di conseguenza se un’impresa ha sostenuto spese ammissibili pari a 1.000.000 euro, ha potuto ottenere un credito d’imposta pari a 200.000 euro.

Cumulabilità del credito di imposta: quando è possibile ottenerlo con altre agevolazioni

Quando si parla di credito d’imposta e altre agevolazioni fiscali, è importante considerare la cumulabilità tra i diversi incentivi. In linea di massima, il credito di imposta è compatibile con tutti gli altri incentivi, a meno che l’altra agevolazione fiscale non ne consenta esplicitamente la compatibilità. Riducendo così il totale dei benefici fiscali ottenibili da un’impresa.

Esistono però diverse situazioni di incompatibilità. Oltre a quella totale, ovvero in cui l’altra agevolazione fiscale non ammette la presenza del credito di imposta, ci sono situazioni in cui la cumulabilità è limitata, perché il cumulo è consentito solo fino a un importo limite.

Ad esempio il credito d’imposta per ricerca e sviluppo può essere cumulato con altre agevolazioni solo se il totale dei benefici fiscali non supera una determinata percentuale delle spese ammissibili. Questo implica che, superato tale limite, le agevolazioni non possono essere combinate.

Ciò accade sia per le misure nazionali che per quelle regionali, alcune agevolazioni concesse dagli enti regionali, infatti, possono non ammettere la cumulabilità con il credito di imposta o consentirla solo entro certi importi. È fondamentale quindi verificare le regole, i bandi e le normative specifiche di ciascuna misura per evitare di invalidare il beneficio fiscale.

Ci sono poi situazioni in cui si verifica la sovrapposizione delle spese ammissibili. In altre parole, se due o più incentivi fiscali coprono le stesse spese, generalmente non è possibile ottenere il credito d’imposta per entrambe le agevolazioni.

Ad esempio, le spese sostenute per la formazione del personale potrebbero essere coperte sia dal credito d’imposta per la formazione 4.0 che da altre agevolazioni regionali o nazionali. In tali casi, l’azienda deve scegliere quale beneficio desidera richiedere e/o applicare. È infatti possibile richiedere entrambe le misure, ma si potrà comunque beneficiare solo di una delle due.

Anche le regole dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato possono limitare la cumulabilità degli incentivi fiscali. Spesso questo genere di situazione si verifica quando l’UE cerca di tutelare il mercato nazionale o comunitario. Queste regole stabiliscono infatti che gli aiuti di Stato devono essere progettati in modo da non alterare la competizione nel mercato unico europeo, limitando perciò le possibilità di combinare diversi incentivi.

In ogni caso, approfondire la questione della cumulabilità è essenziale per le imprese che vogliono massimizzare i benefici fiscali senza incorrere in violazioni delle normative vigenti. Prima di procedere con qualsiasi richiesta di credito d’imposta, è consigliabile consultare un esperto fiscale o un consulente specializzato in finanza agevolata.

Credito d’imposta per investimenti nella ZES unica

Il credito di imposta per investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno è un contributo rivolto alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Abruzzo.

Per ottenerlo gli investimenti devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2024 e il 15 novembre 2024, e avere un costo complessivo di almeno 200.000 euro. Il credito d’imposta ZES Unica può variare dal 15% al 50% dei costi sostenuti, a seconda della regione e del tipo di investimento, con percentuali maggiorate per le piccole e medie imprese.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica

Il credito di imposta per ricerca e sviluppo è destinato alle imprese che investono in attività di ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. Permette di recuperare una parte dei costi sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi o servizi innovativi.

Le imprese possono detrarre il 10% delle spese sostenute dalla propria imposta sul reddito o cedere il credito ad altri soggetti. Il credito d’imposta è riconosciuto nel limite massimo di 5 milioni di euro all’anno.

Credito di imposta beni strumentali 4.0: le aliquote per beni materiali e immateriali

Il credito d’imposta per beni strumentali 4.0 incentiva l’acquisto di beni strumentali nuovi, sia materiali che immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. L’obiettivo è favorire gli investimenti in beni strumentali volti ad aumentare la produttività e l’efficienza del processo produttivo.

Il credito di imposta 4.0 viene corrisposto in misura diversa in funzione del tipo di beni. Per quelli materiali, dal 2023 al 2025 l’agevolazione e corrisposta secondo le seguenti percentuali.

  • 20% delle spese ammissibili per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
  • 10% delle spese ammissibili per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
  • 5% delle spese ammissibili per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e i 20 milioni di euro.
  • 5% delle spese ammissibili per la quota di investimenti superiore a 10 milioni fino al limite massimo di 50 milioni di euro per gli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione contemplati dal relativo decreto del Ministro dello sviluppo economico.

Al credito di imposta 4.0 per i beni strumentali immateriali invece viene applicata una percentuale variabile di anno in anno, con una riduzione progressiva del contributo.

  • Nel 2023 il credito di imposta è pari al 20% delle spese ammissibili, che non possono superare 1 milione di Euro
  • Nel 2024 il credito di imposta è pari al 15% delle spese ammissibili, sempre nel rispetto del limite di 1 milione di Euro
  • Nel 2025 il credito di imposta è pari al 10% delle spese ammissibili, fino al limite massimo di 1 milione di Euro.

Credito d’imposta per le spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0

Il credito d’imposta per le spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0 è stato introdotto per incentivare le imprese a investire nella formazione del personale. Questo credito di imposta 4.0 permette di recuperare una parte dei costi sostenuti per la formazione dei dipendenti nel settore delle tecnologie avanzate previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

La misura dell’agevolazione varia dal 30% al 70% delle spese ammissibili, a seconda delle caratteristiche dell’impresa. Attualmente il beneficio non è attivo, ma potrebbe essere riaperto nei prossimi mesi.

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari incrementali

Il credito di imposta per investimenti pubblicitari incrementali è rivolto a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa. Sono ammessi sia gli investimenti relativi alla stampa quotidiana che quelli riguardanti periodici, pubblicazioni online, nonché su emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Tax credit cinema: credito di imposta per le imprese del settore cinematografico

Il tax credit cinema è una misura fiscale che supporta le imprese del settore cinematografico e audiovisivo. Sono previsti crediti d’imposta per le imprese di produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico, nonché per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive. Questo credito mira a sostenere la produzione cinematografica nazionale e ad attrarre investimenti esteri nel settore.

Credito d’imposta Art bonus: ecco come funziona

L’Art bonus è un credito d’imposta rivolto a persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. L’obiettivo è incentivare il sostegno finanziario privato alla cultura, favorendo interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni pubblici. Il credito d’imposta è pari al 65% delle somme donate e può essere utilizzato in compensazione.

Sport bonus: l’agevolazione per chi supporta il rinnovamento degli impianti

Lo Sport bonus è un credito d’imposta destinato alle imprese che effettuano erogazioni liberali per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici. Il contributo è pari al 50% delle somme donate fino a un massimo di 40.000 euro. Questa misura mira a incentivare la modernizzazione degli impianti sportivi, migliorando le strutture a disposizione delle comunità locali.

Il credito d’imposta rappresenta quindi uno strumento fondamentale per le imprese italiane, offrendo un supporto concreto per la realizzazione di investimenti strategici in vari settori, consentendo di ridurre il carico fiscale e investire nella crescita e nell’innovazione. Conoscere le diverse tipologie di credito d’imposta e le relative modalità di fruizione può fare la differenza per le aziende che vogliono rimanere competitive e innovative nel mercato globale.


Martina Moretti

Martina è la copywriter e content writer specializzata nel settore finance che cura il blog di Golden Group.
Il suo percorso nel digital marketing inizia nel 2015, quando si confronta per la prima volta con la scrittura e con i temi del mondo finance. Da allora è verticale sui testi SEO oriented.
Sempre in cerca di sfide, ha scritto per progetti di grandi e piccole dimensioni affrontando le molte declinazioni del mondo del credito e della finanza, tra cui prestiti personali, mutui, risparmio gestito, ETF, trading, fondi di investimento, contributi a fondo perduto, bandi europei.

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