bando veneto turismo

Regione Veneto: seconda edizione del bando per le imprese del comparto turistico

La Regione Veneto ha pubblicato la seconda edizione del Bando finalizzato a promuovere e sostenere investimenti nel sistema ricettivo turistico. Con una dotazione finanziaria di 15.000.000 euro, questo bando Veneto turismo si rivolge alle imprese che investono in attività capaci di favorire la rigenerazione dell’imprese e l’innovazione.

In particolare, gli interventi finanziati sono quelli finalizzati all’innovazione delle imprese del comparto turistico e ricettivo, con un focus su maggiore accessibilità, sviluppo tecnologico e doppia transizione. Tutto ciò nell’ottica di innovare i servizi e i prodotti offerti dalle imprese.

Quali imprese venete possono richiedere i contributi per il turismo

La platea dei beneficiari del bando regionale Veneto per il turismo è composta dalle imprese di micro, piccole e medie dimensioni che possiedono o gestiscono una struttura ricettiva attiva, con un’unità operativa negli ambiti territoriali individuati dal bando (ossia destinazioni turistiche riconosciute con OGD e che hanno adottato un Destination Management Plan).

Il bando identifica come strutture ricettive quelle indicate della L.R. n. 11/2013, vale a dire:

  • strutture ricettive alberghiere;
  • strutture ricettive all’aperto;
  • strutture ricettive complementari;
  • strutture ricettive in ambienti naturali.

Caratteristiche del bando Veneto turismo

Le imprese che accedono ai fondi Veneto ottengono un contributo corrisposto in maniera diversa a seconda delle caratteristiche dell’azienda. In particolare, alle imprese che operano in Regime “de minimis”, è riconosciuto un finanziamento a fondo perduto nella misura del 50% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 50.000 euro e una spesa massima ammissibile di 400.000 euro.

Per le imprese che operano in regime di esenzione invece è previsto:

  • per le micro e piccole imprese un contributo in conto capitale fino al 20% della spesa ammissibile;
  • per le medie imprese un contributo in conto capitale fino al 10% della spesa ammissibile.

Sono ammissibili interventi con importi non inferiori a 100.000 euro.

Rientrano tra le spese finanziabili:

  • Interventi per la riduzione dell’impatto ambientale;
  • Interventi per ridurre il consumo di risorse;
  • Azioni per l’ammodernamento strutturale e tecnologico finalizzati alla sostenibilità ambientale;
  • Acquisto di strumenti tecnologici hardware e software, cyber security, intelligenza artificiale;
  • Acquisto di soluzioni tecnologiche per la gestione dei processi aziendali;
  • Interventi per migliorare l’accessibilità delle strutture ricettive.

Come presentare la domanda per il bando Regione Veneto turismo

Le domande per il bando regionale Veneto possono essere inviate dalle 10:00 del 25 gennaio 2024 alle 17:00 del 11 aprile 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Invitalia

Invitalia: cos’è e quali bandi gestisce l'Agenzia nazionale per lo sviluppo

Invitalia è l'Agenzia nazionale per lo sviluppo, gestisce gli incentivi nazionali volti alla nascita di nuove imprese e startup innovative. Propone una lunga lista di incentivi che vanno da quelli per l’autoimprenditorialità ai bandi per il supporto ai grandi investimenti.

Lo scopo di Invitalia è sostenere la crescita economica dell’Italia, lavorando con particolare attenzione ai settori strategici per lo sviluppo e l'incremento dell’occupazione. Ma tra gli oneri principali dell’agenzia ci sono anche quelli relativi al rilancio delle aree più svantaggiate del Paese, soprattutto quelle che si trovano nel Sud Italia.

L’agenzia è di proprietà del Ministero dell'Economia e gode di un budget stanziato periodicamente per il finanziamento di progetti di piccole e grandi dimensioni. Interagendo anche con la Pubblica Amministrazione, al fine di ottimizzare e velocizzare la spesa dei fondi nazionali ed europei per lo sviluppo e la valorizzazione dei beni culturali.

Quali sono i bandi Invitalia per le imprese

Chiarito cos’è Invitalia, passiamo al ruolo che l’agenzia effettivamente ricopre. La principale occupazione di Invitalia è fornire supporto a chi vuole avviare nuove attività. Lo fa attraverso una serie di bandi nazionali destinati all’autoimprenditorialità, tra cui i principali sono Resto al Sud, SmartStart Italia e ON - Nuove imprese a tasso zero.

Le misure sono rivolte principalmente alle persone senza occupazione che avviano un’impresa. Ma ci sono anche bandi e progetti con contributi maggiorati per donne e giovani, identificati generalmente come le categorie con maggiori difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro.

Un altro tassello fondamentale quando si parla di Invitalia bandi sono le misure destinate al rafforzamento del tessuto economico nazionale. Le imprese già attive possono contare su una serie di incentivi per innovazione e sviluppo.

I beneficiari di queste misure possono variare a seconda del singolo bando, ma c’è la tendenza a dare priorità alle aree colpite da crisi industriale, nonché a quelle dove si riscontrano maggiori problemi di occupazione. In questo caso, tra le misure gestite ci sono:

  • Brevetti+;
  • Economia circolare;
  • Fondo prodotti commercio equo;
  • Fondo Salvaguardia Imprese;
  • Imprese Borghi;
  • Incentivi imprese turistiche (IFIT) ;
  • Investimenti sostenibili 4.0;
  • Voucher internazionalizzazione.

Inoltre Invitalia sostiene programmi strategici e innovativi per lo sviluppo di territori e infrastrutture utili al rafforzamento della struttura produttiva. A tal proposito sono messi a punto contratti di sviluppo e si ricorre, quando necessario, ad attività per l’attrazione di investimenti esteri.

Infine, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo lavora con le istituzioni nazionali e gli enti locali per favorire l'attuazione delle politiche di sviluppo e coesione, innovare la PA, creare sinergie tra imprese ed enti di ricerca, aumentare la competitività nei settori e nei territori strategici.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bandi Regione Toscana

Regione Toscana: 2 nuovi bandi per le imprese che investono in ricerca e sviluppo

La Regione Toscana ha pubblicato due nuovi bandi dedicati alle imprese del territorio che investono in ricerca e sviluppo. Con una dotazione finanziaria a valere sul FESR 2021-2027, i due bandi Regione Toscana coprono un’ampia platea di imprese beneficiarie, dato che si rivolgono sia alle micro imprese, che alle PMI e alle grandi imprese che collaborano con realtà più piccole.

Regione Toscana bandi ricerca e sviluppo: come funzionano

I due nuovi bandi Regione Toscana sono:

  • il bando Progetti strategici di ricerca e sviluppo, a cui possono accedere le grandi imprese che sviluppano progetti in cooperazione con almeno tre imprese di micro, piccole o dimensioni;
  • il bando Progetti di ricerca e sviluppo delle MPMI e Midcap, che si rivolge alle micro, piccole e medie imprese, alle midcap singole e alle realtà (tra quelle indicate) che presentano progetti di cooperazione tra loro.

Quanto alle agevolazioni, entrambi i bandi prevedono contributi a fondo perduto, in misura variabile dal 25% al 45% delle spese ammissibili. Le PMI che partecipano ai bandi hanno anche la possibilità di richiedere finanziamenti agevolati per sostenere le spese legate agli investimenti.

Il bando Progetti strategici di ricerca e sviluppo prevede un investimento minimo di 1.500.000 euro (massimo 3.000.000 euro) mentre il bando Progetti di ricerca e sviluppo delle MPMI e Midcap richiede un investimento non inferiore a 250.000 euro (massimo 1.500.000 euro).

Come presentare domanda per il bando Regione Toscana

Le imprese che intendono richiedere i bandi Regione Toscana per ricerca e sviluppo devono presentare domanda dalle 10:00 del 24 gennaio 2024 alle 16:00 del 22 marzo 2024. Per entrambi i bandi la selezione dei progetti avviene con procedura valutativa, attraverso la creazione di una graduatoria.


Martina Moretti

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disegno di legge sul Made in Italy

Il Senato approva il disegno di legge sul Made in Italy

Il 20 dicembre 2023 la Camera del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul Made in Italy. Questo interviene su molti settori produttivi, allo scopo di valorizzare e promuovere le produzioni d’eccellenza che distinguono il nostro paese, ma anche le bellezze storico artistiche e il patrimonio culturale nazionale.

Principali disposizioni del disegno di legge sul Made in Italy

Ecco alcuni dei settori in cui il disegno di legge sul Made in Italy interviene con maggiore impatto per la valorizzazione, promozione e tutela del Made in Italy.

  • Istituzione di un Fondo Nazionale del Made in Italy (cosiddetto Fondo sovrano) che ha lo scopo di investire nelle filiere dei settori strategici. Lo stanziamento è di 700 milioni per il 2023 e 300 milioni per il 2024.
  • Potenziamento degli strumenti di incentivazione dell’autoimprenditorialità, riservando risorse per lo sviluppo di imprese femminili.
  • Riavvio del Voucher 3i e ampliamento della platea dei soggetti beneficiari.
  • Istituzione di un fondo per i settori legno-arredo, con la dotazione di 25 milioni di euro per il 2024. Questo fondo servirà alla promozione di una produzione a impatto zero verso l’ambiente.
  • Sostegno del settore fieristico con specifici finanziamenti alle imprese e agli operatori del settore per accrescerne la presenza all’estero.
  • Istituzione del CONTRASSEGNO PER IL MADE IN ITALY per tutelare la proprietà intellettuale e commerciale dei beni prodotti nel territorio nazionale.
  • Istituzione del Fondo speciale per la transizione verde e digitale nella moda con uno stanziamento di 5 milioni di euro per l’anno 2023 e 10 milioni per il 2024.
  • Creazione del Fondo sulla nautica da diporto per la rottamazione dei motori marini con una dotazione di 3 milioni di euro per l’anno 2024, per l'erogazione di contributi volti alla sostituzione dei motori endotermici con motori ad alimentazione elettrica.

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Martina Moretti

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contributi agricoltura Emilia-Romagna PNRR

Emilia-Romagna: arrivano i contributi PNRR per l’ammodernamento delle macchine agricole

La Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato il bando l’ammodernamento dei macchinari agricoli. La nuova misura contributi agricoltura Emilia-Romagna si inserisce nell’ambito del PNRR ed è destinata alle imprese che investono in macchine tali da consentire l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione. La dotazione finanziaria è di 29.140.843,78 euro.

Caratteristiche dei contributi

I contributi agricoltura Emilia-Romagna sono concessi in forma di contributi in conto capitale, nella seguente misura:

  • 65% dei costi ammissibili;
  • 80% dei costi ammissibili se la domanda viene presentata da giovani agricoltori.

Ai fini del calcolo del contributo sono considerate le spese sostenute per:

  • Supporto all’investimento in macchine e attrezzature per l’agricoltura di precisione;
  • Sostituzione di trattori per l’agricoltura e la zootecnica;
  • Supporto all’investimento per l’innovazione dei sistemi di irrigazione e sistemi di gestione delle acque.

Beneficiari del bando

Il bando contributi agricoltura Emilia-Romagna si rivolge a:

  • imprese agro-meccaniche;
  • micro, piccole e medie imprese (MPMI) agricole;
  • cooperative e associazioni di imprese agricole.

Come ottenere i contributi Emilia-Romagna agricoltura

Le domande per i contributi agricoltura Emilia-Romagna vanno presentate secondo l’iter stabilite dall’ente regionale. La scadenza è fissata al 15 marzo 2024.

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