contributi Regione Liguria

Regione Liguria: nuovi contributi per le imprese che investono in competenze professionali

La Regione Liguria ha pubblicato un nuovo bando destinato alle micro, piccole e medie imprese che investono in competenze professionali finalizzate alla transizione industriale, alla specializzazione intelligente e all'imprenditorialità. Con una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro (valere sull’azione 1.4.1 del PR FESR 2021-2027) il bando per i contributi regione Liguria prevede la concessione di un contributo a fondo perduto fino a 40.000 euro.

Regione Liguria contributi a fondo perduto: i progetti finanziabili

Il bando per contributi regione Liguria supporta:

  • processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale che includono l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Transizione 4.0;
  • processi di trasformazione green, con particolare attenzione all'adozione di modelli di economia circolare

Il progetto deve un costo minimo di 20.000 euro e almeno il 50% delle spese ammissibili sostenute dall’impesa deve essere riconducibile alla realizzazione di percorsi formativi di alto profilo tecnologico.

Come richiedere i contributi

Le domande per i contributi regione Liguria vanno inoltrate online, tramite il sistema "Bandi on line" di Filse. La presentazione della richiesta è possibile dal 23 novembre al 7 dicembre. La procedura informatica sarà accessibile anche in modalità offline, dal 16 novembre.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Decreto Asset

Conversione Decreto Asset: ecco le novità per le imprese

Il Decreto Asset (DL 104/2023) è stato convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 09 ottobre 2023. Nella pubblicazione sono state apportate alcune modifiche, che rendono la nuova legge di più ampio respiro rispetto al decreto precedente.

Tra le novità di maggior interesse per le imprese c’è la concessione di un nuovo credito d’imposta alle imprese che investono in progetti di ricerca e sviluppo relativi al settore dei semiconduttori. Il credito è corrisposto alle sole imprese che effettuano investimenti a partire dall’entrata in vigore del decreto, fino alla fine del 2027.

Lo stanziamento previsto è di 530 milioni di euro, di cui 10 milioni per il 2024. Il restante budget è distribuito per i vari anni del periodo 2025-2028. L’agevolazione, erogata in regime di esenzione, può essere utilizzata esclusivamente in forma di compensazione, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’impresa sostiene i costi.

Un’altra importante novità che riguarda la conversione in legge del Decreto Asset è il contrasto alla delocalizzazione. Sono state messe a punto delle misure destinate alle grandi imprese che beneficiano degli aiuti di Stato. Queste, per 10 anni dalla data di conclusione dell’intervento agevolativo, sono soggette a sanzioni e alla decadenza del beneficio in caso di delocalizzazione fuori dall’UE o dallo Spazio economico europeo.

Con la conversione in legge del Decreto Asset viene inoltre introdotto l’obbligo di comunicazione dei crediti inutilizzabili. Le imprese che hanno crediti non ancora utilizzati, derivanti da cessioni o dalla cosiddetta pratica dello sconto in fattura, sono obbligate dal primo dicembre 2023 a darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate. L’ente deve infatti essere informato della nono utilizzabilità del credito per ragioni diverse dal decorso dei termini previsti per legge. La comunicazione va data entro 30 giorni dal momento in cui l’impresa viene a conoscenza del fatto. In caso di mancato assolvimento dell’obbligo è prevista una sanzione.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


DDL Incentivi

Approvato il DDL Incentivi: come cambia il sistema delle agevolazioni per imprese

È stato definitivamente approvato dalla Camera il disegno di legge delega per la revisione del sistema degli incentivi destinati alle imprese. Noto anche come DDL Incentivi, il disegno di legge prevede una profonda revisione delle agevolazioni, mirata alla razionalizzazione e alla semplificazione del sistema attuale, che ad oggi conta circa 2.000 incentivi, di cui 229 di caratura nazionale e i restanti di respiro regionale.

Cosa cambierà con il DDL Incentivi

Sebbene siamo ancora lontani dai decreti attuativi, per i quali il Governo ha tempo 2 anni a partire dalla data di pubblicazione del DDL Incentivi in Gazzetta Ufficiale, la revisione delle agevolazioni porta interessanti novità.

In particolare, l’articolo 2 del disegno di legge identifica i principi generali che dovranno essere adottati per la creazione di un sistema organico delle agevolazioni. Questi principi generali sono i seguenti.

  • Pluriennalità delle agevolazioni e certezza dell’orizzonte temporale delle misure.
  • Misurabilità dell’impatto delle misure nell’ambito economico in cui operano gli incentivi.
  • Programmazione delle misure e degli interventi di incentivazione da parte delle amministrazioni competenti.
  • Coordinamento delle diverse misure, anche al fine di evitare sovrapposizione.
  • Agevole conoscibilità di tutte le agevolazioni.
  • Digitalizzazione, semplicità, uniformità e accessibilità ai contenuti, che dovranno essere redatti in maniera chiara e facilmente comprensibile anche ad un pubblico non esperto in materia di finanza agevolata.
  • Trasparenza delle procedure, affinché ogni misura sia facilmente accessibile.
  • Maggiore coesione sociale, economica e territoriale per uno sviluppo economico equilibrato a livello nazionale.
  • Migliore valorizzazione del contributo dell’imprenditoria femminile nel sistema nazionale.
  • Attuazione di logiche di strategicità per l’interesse nazionale.
  • Introduzione del principio per cui la qualifica di professionista non confligge con la possibilità di accedere a specifiche misure incentivanti.

Il Governo dovrà inoltre impegnarsi ad una concentrazione dell’offerta di incentivi, per evitare la sovrapposizione delle misure. Nonché ad un migliore utilizzo delle risorse digitali e ad un’implementazione di soluzioni tecniche, finanziarie e procedurali per ridurre il rischio che le risorse finanziarie siano assegnate in tempi estremamente ridotti e/o solo secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


DDL Bilancio 2024

Con il DDL Bilancio 2024 interessanti novità per le imprese

Il DDL Bilancio 2024, approvato il 16 ottobre dal Consiglio dei Ministri, porta interessanti novità per le imprese. Alcune delle quali introdotte prima del 2024 per agevolare la risoluzione delle principali problematiche di natura economica e fiscale.

Disegno di Legge di Bilancio: le novità attive dal 2023 e le nuove agevolazioni 2024

Le disposizioni introdotte anticipatamente con il DDL Incentivi (in Gazzetta Ufficiale dal 18 ottobre) riguardano:

  • il rifinanziamento della Nuova Sabatini, con uno stanziamento di 50 milioni di euro per il 2023 a cui seguirà un ulteriore finanziamento nel 2024.
  • Prorogati al 30 giugno 2024 i termini per il riversamento del credito d’imposta maturato per ricerca e sviluppo. La misura in questione è stata approvata il 15 settembre 2023 e sarà operativa dal 2024.
  • Viene introdotto il reshoring per le imprese che tornano a produrre in Italia, con l’abbattimento delle imposte nella misura del 50%.

Quanto invece alle novità del DDL Bilancio che saranno operative solo dal prossimo anno, le principali sono le seguenti.

  • Rinvio della plastic tax e della sugar tax al primo luglio 2024.
  • Agevolazioni per le aziende che assumono personale, con incentivi rivolti a specifiche categorie di lavoratori, tra cui disabili, donne, giovani ed ex percettori del reddito di cittadinanza.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


industria 5.0

Industria 5.0 cos’è e quali cambiamenti porta

Nata per risolvere i problemi sociali e ambientali che persistono nonostante la quarta rivoluzione industriale, l’Industria 5.0 rappresenta la nuova trasformazione del tessuto imprenditoriale mondiale.

Gli effetti sul mercato saranno rivoluzionari e le sfumature del nuovo sistema impresa sono già visibili, anche se la transizione 5.0 prenderà piede in Italia solo dal 2024. Come annunciato dal DDL Bilancio, pubblicato qualche settimana fa dal Consiglio dei Ministri.

Industria 5.0 cos'è e quali sono i principi di base

Ma come funziona esattamente l’Industria 5.0? Quali sono le sue caratteristiche principali? L’Industria 5.0 mira a completare la trasformazione industriale iniziata con la transizione 4.0, al fine di contrastare fenomeni come le disuguaglianze, l’inquinamento, il rischio per i diritti fondamentali delle persone e della democrazia. I suoi effetti impatteranno quindi anche sulla sensibilità e sulla cultura della società, per ricondurre il concetto di industria nella contemporaneità.

Questo nuovo paradigma di industria si basa su tre principi fondamentali:

  • umanocentricità;
  • sostenibilità;
  • resilienza.

Sono questi i tre punti cardine della nuova industria, come viene presentata nel rapporto Industria 5.0, pubblicato nel 2021 dalla Commissione Europea. È l’intervento che introduce formalmente il concetto di quinta rivoluzione industriale in ambito comunitario, nonostante diversi articoli e iniziative di realtà private avessero già introdotto principi simili.

Come cambia l’impresa con la Industry 5.0

Ma in cosa si traducono esattamente i tre principi dell’Industria 5.0? Il principio dell’umanocentricità prevede che nel nuovo paradigma di industria le persone siano messe al centro dei processi di produzione. La tecnologia viene quindi relegata a strumento al servizio della qualità della vita delle persone, intese come lavoratori e come cittadini.

Cambia quindi l’approccio ai diritti fondamentali, che vengono maggiormente valorizzati e protetti. In tal senso sono considerati soprattutto diritti come la dignità, l’autonomia e la privacy. Ma ad oggi è evidente anche la volontà di migliorare il rapporto tra lavoratore e tecnologia, formando il personale delle aziende rispetto alle effettive necessità. Invece di pretendere che i lavoratori si adattino alle nuove esigenze della tecnologia, seguendo tempistiche che spesso non consentono il processo umano di apprendimento.

La sostenibilità invece incide nell’Industria 5.0 come una sorta di garanzia verso le nuove generazioni. Il principio è infatti che le generazioni attuali non vadano a compromettere i bisogni di quelle che verranno.

Ciò si traduce in riciclo delle risorse naturali, riuso dei prodotti, ottimizzando i consumi, riducendo il più possibile le emissioni e mettendo a punto processi circolari. Tutte azioni che mirano a non esaurire le risorse e non danneggiare l’ambiente, anche con l’apporto di apposite tecnologie da implementare nelle varie fasi del ciclo di vita dei prodotti e dei servizi.

L’Industria 5.0 è anche resiliente. Ovvero mira alla costruzione di un sistema imprenditoriale in grado di reagire ai cambiamenti improvvisi, senza che vi siano conseguenze permanenti. In altre parole, uno degli obiettivi della transizione 5.0 sarà sviluppare un alto grado di solidità e robustezza nella produzione, così da garantire elevati livelli di continuità operativa e di disaster recovery.

Potendo contare anche su un buon livello di adattabilità della capacità produttiva e flessibilità dei processi commerciali. In questo modo anche gli eventi più imprevedibili e catastrofici (come pandemie e catastrofi naturali) non saranno in grado di mettere in crisi il sistema industriale.

Sei pronto a portare il tuo business nella nuova era dell’impresa? Compila subito il modulo sottostante per una consulenza personalizzata: i nostri esperti troveranno tutti gli incentivi per Industria 5.0 adatti alla tua situazione.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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