contributi agricoltura

Il MASAF ha attivato i nuovi contributi agricoltura: le domande dal 27 novembre

Il MASAF ha ufficializzato termini e condizioni per la richiesta dei nuovi contributi agricoltura a valere sul Fondo Innovazione in Agricoltura. Con una dotazione finanziaria complessiva di 75 milioni di euro per l’anno 2023, di cui 10 milioni destinati alle imprese colpite dagli eventi alluvionali di maggio, la misura supporta gli investimenti finalizzati alla realizzazione e allo sviluppo di progetti di innovazione in ambito agricolo.

Ai fini dell’accesso al fondo è necessario però che tali progetti devono essere finalizzati all'incremento della produttività nei settori dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura. La maggiore produttività si intende ottenuta tramite la diffusione di tecnologie tra le più avanzate per:

  • gestione digitale dell'impresa;
  • uso di macchine;
  • uso di soluzioni robotiche;
  • sensoristica;
  • piattaforme e infrastrutture 4.0;
  • soluzioni per il risparmio idrico;
  • riduzione dell’uso di sostanze chimiche.

Beneficiari contributi agricoltura 2023

I nuovi contributi agricoltura MASAF si rivolgono alle PMI del settore agricolo, della pesca e alle agromeccaniche. AI fini dell’accesso al fondo, l’impresa che presenta domanda deve essere attiva da almeno due anni e avere sede operativa sul territorio nazionale.

Il contributo è subordinato alla presenza di investimenti in innovazione tecnologica, che devono avere un importo di almeno 70.000 euro (massimo 500.000 euro). L’investimento minimo necessario è ridotto a 10.000 euro per il solo settore della pesca.

Caratteristiche del contributo agricoltura

Il contributo è a fondo perduto e viene corrisposto in percentuale variabile in funzione delle caratteristiche dell’impresa e dell’investimento. Per le imprese agricole e della pesca, il contributo va dal 22,5% al 75% dei costi ammissibili. Alle imprese agromeccaniche e alle imprese agricole che svolgono attività non rientranti nell’ambito di applicazione degli articoli 14 e 17 dell’ABER è invece riconosciuto un contributo minimo del 70% e massimo del 100%.

Le PMI agricole e della pesca possono ottenere la garanzia a prima richiesta ISMEA, che è gratuita e viene corrisposta sui finanziamenti bancari a copertura di una quota di investimento per cui non si gode del contributo a fondo perduto.

In ogni caso, i contributi fondo perduto agricoltura e il finanziamento bancario con la garanzia ISMEA possono coprire congiuntamente fino al 95% dell’importo. Considerando i soli costi ammissibili dal bando MASAF.

Come richiedere i contributi a fondo perduto agricoltura

La richiesta di contributi agricoltura può essere presentata per via telematica dalle ore 12:00 del 27 novembre 2023. La valutazione è a sportello, fino ad esaurimento risorse.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


transizione 5.0

Transizione 5.0: cosa cambia rispetto alla Transizione 4.0 e perché

La Transizione 5.0 è in programma ormai da mesi nell’agenda del Governo italiano, che la inquadra come una revisione del piano di Transizione 4.0. Ma cosa cambia in pratica tra la quinta rivoluzione industriale?

Sebbene le tecnologie previste dalla Transizione 5.0 siano più evolute di quelle 4.0, la vera differenza tra i due paradigmi sta nel rapporto tra uomo e macchina. Se con la quarta rivoluzione industriale le imprese di piccole, medie e grandi dimensioni si sono focalizzate su produttività e utilizzo dell’intelligenza artificiale, nei prossimi anni il focus si sposterà sulla collaborazione tra uomo e robot.

Transizione 5.0 cos'è e come cambierà il mercato

L’industria 5.0 si basa su tre pilastri: umanocentricità, sostenibilità e resilienza. Sono questi i punti cardine del rapporto Industria 5.0, presentato dalla Commissione Europea a gennaio 2021. Documento che formalizza il concetto di avanzamento industriale che la Commissione Europea si impegna a mettere in atto nei prossimi anni.

Tuttavia non possiamo ignorare il fatto che nel linguaggio politico la nuova rivoluzione industriale è sinonimo anche di transizione green e digitalizzazione. Due elementi che in realtà sono già presenti nel concetto di industria 4.0 e che restano fondamentali per la gestione sostenibile delle risorse.

In altre parole, come chiarito in un recente articolo pubblicato su Innovation Post (a firma del giornalista Franco Canna), la Transizione verso l'industria 5.0 potrebbe tradursi in un ampliamento dell’attuale piano di Transizione 4.0 con una maggiore componente di sostenibilità ambientale e maggiore attenzione ai diritti umani.

Come la Transizione 5.0 impatterà sulle imprese

Entrando nel dettaglio, è certo che con la Transizione all'industria 5.0 non basterà utilizzare le tecnologie abilitanti individuate dall’Europa, come materiali intelligenti e interazione uomo-macchina individualizzata. Le imprese che mirano a rimanere al passo con la nuova concezione industriale dovranno fare sforzi anche sul campo della gestione del personale.

Le nuove sensibilità sociali impongono alle imprese una revisione dei modelli di business. Il rispetto delle persone e l’attenzione verso il pianeta sono fondamentali per affrontare i cambiamenti del mercato e della società. Ecco perché è probabile che le prossime agevolazioni di finanza agevolata per gli investimenti 5.0 saranno concesse solo a fronte di certificazioni ambientali e di carattere sociale.

I principi ESG rimangono quindi un punto di riferimento per l’evoluzione industriale, sia pure in una nuova concezione. Oltre al rispetto della diversità e delle minoranze, infatti, imprese e società dovranno occuparsi di garantire principi fondamentali come privacy, autonomia e dignità umana.

In conclusione possiamo dire che la Transizione 5.0 non è tanto un passaggio a tecnologie più avanzate quanto una rivoluzione culturale. L’attenzione si sposta dalla produttività al benessere delle persone e dell’ambiente.

Società e sostenibilità sono in primo piano nella definizione del processo di produzione e ciò impone alle aziende di assumersi delle importanti responsabilità in merito all’impatto del lavoro sulla società e sul pianeta. Come? Cambiando i modelli di business verso un’economia circolare e aumentando l’adattabilità dei processi produttivi.

Vuoi maggiori informazioni sulla Transizione 5.0 e gli incentivi in programma per l’Europa? Compila subito il modulo sottostante per entrare in contatto con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


contributi ricerca e sviluppo

MIMIT: nuovi i contributi ricerca e sviluppo per i grandi progetti di innovazione nel Sud Italia

Verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale 14 settembre 2023 relativo alle procedure per la concessione di finanziamenti agevolati e contributi ricerca e sviluppo attraverso il Fondo rotativo imprese. Si tratta di agevolazioni destinate a supportare grandi progetti di innovazione che interessano le regioni del Mezzogiorno italiano.

Come funzionano i contributi per ricerca e sviluppo

I finanziamenti agevolati e i contributi ricerca e sviluppo sono concessi per i progetti che prevedono attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale. A condizione però che tali attività abbiano rilevanza strategica per il sistema produttivo e siano coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente. O progetti che sono finalizzati all’individuazione di traiettorie tecnologiche e applicative evolutive della medesima strategia.

Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, i progetti devono essere finalizzati all’introduzione di significativi avanzamenti tecnologici. Contemplando non solo la fase di ricerca, ma anche attività connesse all’obiettivo finale del progetto. Tra i requisiti da rispettare ci sono anche:

  • spese ammissibili non inferiori a 3.000.000 euro per ogni progetto (massimo 20.000.000);
  • rispettare il principio DNSH;
  • attivazione del progetto successiva alla presentazione della domanda e non oltre 3 mesi dalla date del provvedimento che determina la concessione dei contributi.

Le agevolazioni sono concesse in forma di finanziamento agevolato e contributo alla spesa. Il finanziamento agevolato è previsto nella misura del 50% delle spese ammissibili. La concessione del finanziamento agevolato è subordinato alla sottoscrizione di un finanziamento bancario.

Il contributo alla spesa invece viene corrisposto in misura variabile in funzione delle caratteristiche dell’impresa che presenta domanda: 15% per le grandi, 25% per le medie imprese e 30% per le piccole.

Chi può ottenere il contributo ricerca e sviluppo

Le agevolazioni sono concesse in regime di esenzione e sono rivolte a:

  • centri di ricerca;
  • imprese che esercitano le attività indicate dall’articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3);
  • imprese agro-industriali;
  • imprese che esercitano le attività indicate dal numero 5) dell’articolo 2195 del codice civile;
  • imprese agricole che esercitano le attività indicate dall’articolo 2135 del codice civile, a condizione che operino come soggetti co-proponenti di un progetto congiunto.

Le condizioni per l’attuazione della misura e la presentazione della richiesta saranno definite dal MIMIT con i prossimi provvedimenti applicativi.

Cerchi contributi per la tua impresa? Non perdere tempo: compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


contributi Emilia-Romagna

Emilia-Romagna: 4 milioni in contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 4 milioni di euro per il BANDO AMIANTO 2023. A beneficiarne sono le micro, piccole, medie e grandi imprese con sede legale o unità locale nel territorio regionale. Sono considerati interventi finanziabili per la concessione dei contributi Emilia-Romagna i progetti che riguardano la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto da immobili dove si svolgono attività produttive, commerciali e terziarie.

Caratteristiche dei contributi Regione Emilia Romagna

I contributi Emilia-Romagna sono concessi a fronte di interventi con un costo complessivo di almeno 15.000 euro per le spese di rimozione e smaltimento dell’amianto. L’entità massima del contributo riconosciuto per intervento è di 150.000 euro.

L’agevolazione è corrisposta in forma di contributo in conto capitale, calcolata in percentuale sul costo ammissibile per ciascuno intervento. Le quote di intervento variano a seconda delle caratteristiche dell’impresa che presenta domanda. 

Come richiedere i contributi per smaltimento amianto

Le imprese che intendono richiedere i contributi Emilia-Romagna possono prenotarsi online dalle ore 10:00 del 22 novembre 2023 alle ore 16:00 del 28 novembre 2023 (click day). Per poi procedere all’invio effettivo della richiesta dal 10 gennaio al 5 aprile 2024, con la presentazione della domanda completa. Gli interventi preventivati devono essere effettuati entro 24 mesi dalla concessione del contributo.

Hai un’impresa in Emilia-Romagna e cerchi contributi per il tuo business? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Unioncamere Veneto

Unioncamere Veneto: pubblicato il bando per l’efficienza energetica delle imprese

Unioncamere Veneto e Veneto Sviluppo Spa hanno pubblicato un nuovo bando a supporto delle imprese del territorio. L’obiettivo è favorire l’efficientamento energetico delle micro, piccole e medie imprese attraverso uno stanziamento di 9,5 milioni di euro.

Come funziona il contributo Unioncamere Veneto

L’agevolazione di Unioncamere Veneto si traduce nella concessione di un finanziamento a condizioni agevolate erogata da Veneto Sviluppo Spa. Mentre l’ente camerale concede un contributo a fondo perduto, opzionale rispetto al finanziamento.

L’agevolazione copre le spese sostenute dall’impresa beneficiaria per l’investimento finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica. L’agevolazione è concessa in regime de minimis e viene concessa a fronte di investimenti con importo compreso fra 20.000 e 150.000 euro. L’agevolazione copre fino al 100% dell’investimento ammissibile: il contributo a fondo perduto copre il 15% mentre il restante 85% è coperto dal finanziamento agevolato.

Tra le spese ammissibili ci sono:

  • impianti fotovoltaici destinati all’utilizzo nella sede produttiva dell’azienda;
  • acquisto e installazione di collettori solari termici;
  • acquisto e installazione di impianti di microcogenerazione;
  • acquisto e installazione di macchinari e attrezzature a con un ridotto consumo energetico, a condizione che vadano a sostituire quelli già in uso nella sede aziendale oggetto di intervento;
  • acquisto e installazione di sistemi di domotica da utilizzare per il risparmio energetico e di monitoraggio dei consumi.

Come presentare domanda per il bando Unioncamere

Le imprese che desiderano ottenere il finanziamento agevolato e il contributo a fondo perduto di Unioncamere Veneto devono presentare domanda a Veneto Sviluppo Spa. La trasmissione della richiesta deve avvenire per il tramite di un soggetto finanziatore o prestatore convenzionato con la società. I termini per la domanda sono già aperti.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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