FVG, 7 milioni per l’efficientamento energetico nel settore manifatturiero
La Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato un nuovo bando che mette a disposizione delle imprese manifatturiere locali 7 milioni di euro a fondo perduto, provenienti da risorse Fesr. L’obiettivo è incentivare l’efficienza energetica dei processi produttivi, riducendo l’impatto ambientale e abbattendo i costi legati ai consumi.
A chi è rivolto il bando per l’efficienza energetica
Il contributo del bando Friuli-Venezia Giulia è destinato alle Pmi del settore manifatturiero, identificate dalla Sezione C della classificazione ISTAT ATECO 2025. I progetti devono essere realizzati su unità immobiliari che, al momento della domanda, siano di proprietà o nella piena disponibilità dell'impresa richiedente.
È inoltre indispensabile che tali immobili siano regolarmente accatastati e in possesso della conformità urbanistica ed edilizia, attestata da un tecnico abilitato. Per poter presentare domanda per il bando Friuli-Venezia Giulia, i progetti devono essere obbligatoriamente corredati da una diagnosi energetica di data non anteriore al 1° gennaio 2025.
Quali sono le spese ammissibili al bando Friuli-Venezia Giulia
Il bando Friuli-Venezia Giulia finanzia due principali tipologie di intervento, volte a migliorare la sostenibilità dei processi produttivi. Gli interventi ammissibili includono:
- Progetti di riduzione dei consumi energetici nei processi esistenti, tramite l’acquisto di impianti e macchinari ad alta efficienza come motori, pompe, inverter, compressori, gruppi frigoriferi o pompe di calore. Sono inoltre ammessi l’acquisto di impianti di cogenerazione o trigenerazione ad alto rendimento, opere edili e di impiantistica funzionali all'efficientamento e l’acquisto di impianti di climatizzazione a bassa emissione.
- Progetti di recupero di energia e cattura dei gas serra dai cicli produttivi, con possibilità di stoccaggio. Rientrano in questa categoria l’acquisto di motori, pompe e altri componenti necessari per il recupero di calore o la cattura di gas serra provenienti da forni, trasformatori, motori e altre apparecchiature.
Come funziona il contributo del bando Friuli-Venezia Giulia
Il finanziamento massimo concedibile per ogni impresa è di 300mila euro. La spesa minima ammissibile varia a seconda della dimensione aziendale: è fissata a 25mila euro per le micro e piccole imprese e a 50mila euro per le medie imprese. È importante prestare attenzione alla data di avvio del progetto, che dipende dal regime di aiuto prescelto: per il regime "de minimis" il progetto non deve essere avviato prima del 1° gennaio 2025, mentre per il regime in esenzione deve essere avviato dopo la presentazione della domanda.
La selezione delle domande per il bando Friuli-Venezia Giulia avverrà tramite una procedura valutativa a sportello secondo l'ordine cronologico di arrivo, a condizione che venga raggiunto un punteggio minimo. Questo bando Friuli-Venezia Giulia rappresenta un'occasione strategica per le aziende che vogliono investire in sostenibilità.
Quando fare domanda per il bando Friuli-Venezia Giulia
Le domande di contributo per il bando Friuli-Venezia Giulia potranno essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 15 dicembre 2025 fino alle ore 16.00 del 15 giugno 2026.
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Fonte: Delibera N. 1566 del 7 novembre 2025

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Conto Termico 3.0: guida completa al contributo a fondo perduto per l'efficienza energetica
Il nuovo Conto Termico 3.0 è stato ufficialmente introdotto con il decreto MASE 07/08/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025. Questa misura, fondamentale per la transizione energetica del patrimonio edilizio italiano, potenzia il meccanismo di incentivazione per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Cos’è il Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale non fiscale che eroga un contributo a fondo perduto per finanziare interventi volti a migliorare le prestazioni energetiche di edifici esistenti. A differenza delle detrazioni fiscali, questo meccanismo prevede l’accredito di una somma di denaro direttamente sul conto corrente del beneficiario. L’obiettivo è sostenere la riqualificazione di piccola taglia, coprendo una quota significativa delle spese sostenute e offrendo liquidità in tempi rapidi.
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Quando entra in vigore il Conto Termico 3.0
La data ufficiale per l’entrata in vigore del Conto Termico 3.0 è stata fissata dal decreto MASE 07/08/2025 al 25 dicembre 2025. A partire da quel giorno, tutte le nuove domande di incentivo dovranno seguire le regole della nuova normativa, segnando un passaggio fondamentale per il settore dell’efficienza energetica.
Come funziona il Conto Termico 3.0
Capire come funziona il Conto Termico 3.0 è semplice: a seguito di un intervento ammesso, si presenta una domanda al GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Una volta che il GSE approva la pratica, eroga un bonifico diretto al beneficiario. Una delle novità più importanti del Conto Termico 3.0 2026 è che per importi di incentivo fino a 15.000 euro, il contributo viene pagato in un’unica soluzione, accelerando notevolmente il rientro dell’investimento.
Cosa prevede il Conto Termico 3.0
Ma cosa prevede esattamente il Conto Termico 3.0? La misura prevede un incentivo che copre fino al 65% delle spese ammissibili, con picchi del 100% per specifici edifici pubblici. Come stabilito dal decreto MASE 07/08/2025, il nuovo Conto Termico 3.0 ha ampliato la platea dei beneficiari, includendo enti del Terzo Settore e CER. Ha inoltre aggiornato le tecnologie incentivabili, rendendo lo strumento ancora più versatile.
La dotazione finanziaria
Il decreto che ha introdotto il Conto Termico 3.0 stabilisce una dotazione finanziaria annua di 900 milioni di euro, ripartiti in 400 milioni per la PA e 500 milioni per i privati. A cui si aggiungono 20 milioni a copertura delle richieste di contributo anticipato eventualmente presentate dalle PA per le spese specificamente relative alla redazione della diagnosi energetica preliminare.
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Il ruolo del GSE nel Conto Termico
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) è il soggetto attuatore del Conto Termico 3.0. Il suo ruolo è centrale e multifunzionale:
- Gestione della piattaforma:il GSE gestisce il “Portaltermico”, il portale online attraverso cui devono essere presentate tutte le domande di incentivo.
- Definizione delle regole:entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il GSE pubblicherà le “Regole Applicative” ufficiali, il documento tecnico che disciplina ogni dettaglio operativo.
- Istruttoria e erogazione: il GSE è anche l’ente che valuta la conformità tecnica e amministrativa di ogni richiesta (istruttoria), determina l’importo dell’incentivo e provvede alla sua erogazione.
- Controllo e Ispezione:svolge attività di controllo a campione, sia documentale che tramite sopralluoghi. Per verificare la veridicità delle dichiarazioni e la corretta esecuzione degli interventi, anche dopo l’erogazione dell’incentivo.
Le novità della nuova misura: cosa cambia tra Conto Termico 3.0 e Conto Termico 2.0
Il Conto Termico 3.0 2026 segna un’evoluzione netta rispetto alla versione precedente, superando molti dei limiti del Conto Termico 2.0. L’ampliamento dei beneficiari, in particolare al settore terziario privato e agli ETS (equiparati alla PA), apre le porte a una vasta platea di edifici prima esclusi.
Inoltre l’inclusione di interventi integrati (come la possibilità di finanziare un impianto fotovoltaico con il Conto Termico 3.0 se legato alla sostituzione di pompe di calore) spinge verso soluzioni energetiche più complete e performanti.
Un altro aspetto fondamentale è l’innalzamento della soglia per la rata unica a 15.000 euro. Si tratta probabilmente della novità più apprezzata, perché garantisce una liquidità quasi immediata per la maggior parte degli interventi di piccola taglia.
Nella tabella qui sotto riportiamo le principali differenze tra le due misure.
| Conto Termico 2.0 | Conto Termico 3.0 | |
| Beneficiari | PA e Privati (con limitazioni). | Ampliati a Enti Terzo Settore (ETS), CER, Terziario Privato. |
| Interventi | Focalizzato su singole tecnologie. | Ammette pacchetti integrati (PdC + FV + Colonnine). Include sistemi bivalenti. |
| Rata Unica | Fino a 5.000 € | Fino a 15.000 € |
| Domanda | Entro 60 giorni dalla fine dei lavori. | Entro 90 giorni dalla fine dei lavori. |
| Massimali | Meno adeguati ai costi di mercato. | Aggiornati e allineati ai prezzi attuali. |
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Conto Termico 2.0: è ancora possibile accedervi?
Con l’arrivo del Conto Termico 3.0 2026, la vecchia normativa non scompare immediatamente. La regola generale è che il Conto Termico 2.0 (D.M. 16/02/2016) continua ad applicarsi a tutte le istanze di incentivo presentate al GSE prima del 25 dicembre 2025.
Per le PA sono previste deroghe specifiche. La disciplina del Conto Termico 2.0 si applica anche a istanze di “prenotazione” già accolte dal GSE ma con lavori non ancora conclusi, e a interventi di sostituzione con caldaie a condensazione (ora escluse) se legati a contratti di prestazione energetica o gare d’appalto avviate prima di determinate scadenze.
A chi si rivolge il Conto Termico 3.0
Come già accennato, il Conto Termico 3.0 è accessibile ad una platea di soggetti molto ampia, che comprende PA, imprese, persone fisiche e CER. Tuttavia ciascuna di queste categorie di soggetti deve soddisfare specifici requisiti per accedere al Conto Termico 3.0. vediamo quindi nel dettaglio quali sono i requisiti che definiscono con precisione chi può accedere agli incentivi.
Pubbliche Amministrazioni ed enti assimilati
Questa categoria include amministrazioni statali e locali, ex IACP, società in house, cooperative sociali e gli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS. Questi ultimi sono infatti equiparati a tutti gli effetti alla PA.
Soggetti privati: persone fisiche e imprese
Qui rientrano persone fisiche, condomini e imprese di ogni settore. La distinzione cruciale riguarda l’edificio:
- Ambito Residenziale(Cat. Catastali da A/1 a A/11 escluso A/10): i privati possono accedere solo agli interventi di Categoria 2 (produzione di energia da fonti rinnovabili, es. pompe di calore).
- Ambito Terziario(Cat. A/10, Gruppi B, C, D, E): in questo caso i privati possono accedere al Conto Termico 3.0 2026 sia per gli interventi di Categoria 1 (efficienza, es. cappotto) che per quelli di Categoria 2.
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Le CER e le configurazioni di autoconsumo collettivo sono tra i nuovi soggetti ammessi al Conto Termico 3.0 a condizione che rispettino i requisiti specificamente fissati dalla normativa di riferimento.
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Gli interventi finanziabili con il Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 2026 finanzia un’ampia gamma di interventi, la cui finalità è duplice: da un lato migliorare l’isolamento e le prestazioni generali dell’involucro edilizio, riducendo così la domanda di energia; dall’altro promuovere la sostituzione di generatori di calore obsoleti e inquinanti con tecnologie moderne alimentate da fonti rinnovabili, per una produzione di calore più sostenibile ed efficiente.
Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le categorie di spese ammesse all’agevolazione.
Spese per incremento dell’efficienza energetica (PA e Terziario Privato)
Per gli interventi volti all’aumento dell’efficienza energetica, rientrano tra le spese ammesse:
- Isolamento termico di superfici opache e sostituzione di infissi.
- Trasformazione in edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building). Per la PA è ammessa anche la demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico fino al 25%.
- Installazione di impianti fotovoltaici con accumuloe colonnine di ricarica, ma solo se realizzati insieme alla sostituzione dell’impianto con pompe di calore.
Spese per produzione di energia da fonti rinnovabili (PA e Privati)
Per gli interventi volti alla produzione di energia da fonti rinnovabili, invece, sono ammesse le spese riconducibili a:
- Sostituzione di impianti con pompe di calore, sistemi ibridi, sistemi bivalenti(pompa di calore abbinata a caldaia) e pompe di calore “add-on” (integrate su un generatore esistente).
- Sostituzione con generatori a biomassaad alta efficienza.
- Installazione di impianti solari termici.
Le altre spese ammissibili
Oltre ai costi di fornitura e posa in opera, il Conto Termico 3.0 2026 incentiva anche una serie di spese tecniche indispensabili: progettazione, direzione lavori, diagnosi energetiche (DE) e redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
Regole specifiche e requisiti per le imprese
Per le imprese, oltre alla presentazione di progetti coerenti con l’obiettivo della misura e spese ammissibili, l’accesso al Conto Termico 3.0 è subordinato a regole più stringenti.
- Obbligo di Richiesta Preliminare:a differenza dei privati, le imprese devono presentare una richiesta preliminare al GSE prima dell’avvio dei lavori, pena l’esclusione.
- Soglie di Risparmio Energetico:gli interventi di efficienza energetica sono ammessi solo se garantiscono una riduzione dei consumi di energia primaria di almeno il 10% (singolo intervento) o 20% (multi-intervento), da asseverare tramite APE ante e post-intervento.
- Deroghe per il Settore Agricolo:le aziende agricole e forestali possono accedere all’incentivo per l’installazione di impianti a biomassa anche come “nuova installazione”, e non solo in sostituzione.
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Come si calcola l’incentivo del Conto Termico 3.0
L’incentivo non è viene calcolato come una mera percentuale sulla fattura. Infatti, sebbene il limite massimo sia il 65% della spesa, l’importo esatto è calcolato tramite formule specifiche per ogni tecnologia. Queste formule tengono conto di parametri come la producibilità di energia, l’efficienza e la zona climatica, entro i limiti di costi massimi ammissibili definiti dal decreto.
Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altri incentivi statali per le stesse spese. Solo per le PA è consentito il cumulo con altri fondi pubblici fino al 100% della spesa.
La procedura di domanda: come accedere al Conto Termico
L’accesso agli incentivi Conto Termico 3.0 avviene online tramite il Portaltermico del GSE e può essere condotto con due modalità:
- Accesso diretto: è la modalità standard per tutti, con domanda da presentare entro 90 giorni dalla fine lavori.
- Prenotazione: è un’esclusiva della PA per bloccare i fondi prima di iniziare.
Per agevolare i soggetti interessati al Conto Termico 3.0, il GSE pubblica e aggiorna costantemente il cosiddetto “Catalogo degli apparecchi domestici”. Si tratta di una raccolta di apparecchi per i quali il produttore ha fornito documentazione comprovante la conformità ai requisiti tecnici definiti nell’allegato I del decreto MASE 07/08/2025. Tale certificazione dà accesso ad un iter semplificato, più rapido e con minori adempimenti burocratici.
In particolare, per generatori termici con potenza fino a 35 kW e sistemi solari fino a 50 m², installare componenti che sono presenti nel “Catalogo degli apparecchi domestici” consente una procedura di accesso ancora più semplice, ricorrendo ad una procedura di precompilazione automatica dei dati nella domanda.
Obblighi post-incentivo e controlli del GSE
Ricevere l’incentivo comporta delle responsabilità. Il beneficiario ha l’obbligo di mantenere in esercizio l’impianto per 5 anni dalla data di erogazione dell’ultima rata. Durante questo periodo, il GSE può effettuare controlli a campione e ispezioni per verificare il rispetto dei requisiti, con facoltà di revocare il beneficio in caso di inadempienze.
Le Regole Applicative e la gestione della fase transitoria
Un tassello fondamentale per la piena operatività della misura è stato aggiunto con l’approvazione delle Regole Applicative del Conto Termico 3.0, avvenuta il 19 dicembre 2025. Questo documento tecnico conferma la dotazione annua di 900 milioni di euro e consolida le opportunità di contributo fino al 65% per interventi di efficienza e produzione di energia termica. Tuttavia, l’aspetto più delicato per i beneficiari riguarda le disposizioni sulla disciplina transitoria, ovvero come comportarsi nel passaggio tra il vecchio e il nuovo decreto.
In particolare, per tutti gli interventi conclusi entro il 25 dicembre 2025, resta l’obbligo di trasmettere la richiesta entro 60 giorni dalla fine dei lavori seguendo la normativa precedente. Per le imprese che hanno avviato i cantieri a partire dal 7 agosto 2025, ma che alla data del 25 dicembre non li avevano ancora conclusi, il GSE ha istituito una procedura specifica: nelle more dell’apertura del nuovo Portaltermico, la “richiesta preliminare di accesso” deve essere inviata obbligatoriamente tramite PEC all’indirizzo preliminareimpreseCT3@pec.gse.it. Monitorare queste scadenze è vitale per non perdere il diritto all’incentivo.
Riapertura domande e novità operative
Dal 13 aprile 2026, una comunicazione ufficiale del GSE ha segnato la fine del periodo di sospensione del portale, iniziato il 3 marzo, e ha introdotto importanti novità operative. Ecco i punti salienti:
-
Riapertura del Portale: Il portale per l'invio delle istanze è stato reso nuovamente operativo dalle ore 12:00 del 13 aprile 2026. La riapertura ha riguardato tutti i beneficiari (privati, imprese, PA, ETS) per le sole richieste in accesso diretto (a lavori già conclusi).
-
Proroga dei termini: Per tutte le istanze la cui scadenza ricadeva durante il periodo di sospensione è stata concessa una proroga. Il GSE ha successivamente fornito i dettagli operativi tramite specifiche FAQ per chiarire i dubbi.
-
Pubblicazione del Catalogo Apparecchi: Il 15 aprile 2026 è stato pubblicato sul portale GSE il nuovo catalogo degli apparecchi prequalificati. Questo strumento si è rivelato essenziale per tecnici e utenti finali, in quanto semplifica la scelta di tecnologie conformi e accelera l'iter di richiesta dell'incentivo.
-
Funzionalità per le imprese: È stata confermata la piena operatività della funzionalità per la presentazione della domanda di valutazione preliminare, utile alle imprese per verificare in anticipo la conformità di un progetto ai requisiti del meccanismo.
Perché affidarsi alla consulenza di una società specializzata
La procedura per accedere al Conto Termico 3.0 2026 richiede una documentazione tecnica e amministrativa complessa: diagnosi energetiche, APE, asseverazioni di tecnici, bonifici parlanti e una corretta rendicontazione. Un errore formale può compromettere l’esito della pratica. Affidarsi a consulenti esperti minimizza i rischi e massimizza le probabilità di successo.
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Domande Frequenti (FAQ) sul Conto Termico 3.0 2026
Quando esce il Conto Termico 3.0?
La nuova disciplina entra in vigore e si applica alle istanze presentate a partire dal 25 dicembre 2025.
Che cos’è il Conto Termico 3.0?
È un contributo a fondo perduto erogato dal GSE per sostenere interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti.
Qual è la differenza principale tra Conto Termico 3.0 ed Ecobonus?
Il Conto Termico eroga un bonifico diretto sul conto corrente (in unica rata sotto i 15.000 €). L’Ecobonus è una detrazione dall’IRPEF recuperabile in 10 anni.
Qual è la dotazione finanziaria del Conto Termico 3.0?
La dotazione annuale è di 900 milioni di euro. Funziona “a sportello”, quindi le risorse vengono assegnate in base all’ordine cronologico di arrivo delle domande.
È necessario usare un bonifico particolare?
Sì, è obbligatorio usare il “bonifico parlante”, che deve riportare nella causale: riferimento al decreto MASE 07/08/2025, dati fiscali di beneficiario e fornitore, e numero di fattura.
Un privato può usare il Conto Termico per isolare la propria abitazione?
No. Il Conto Termico 3.0 per i privati permette di incentivare interventi sull’involucro (cappotto, infissi) solo su edifici del settore terziario, non residenziali.
L’installazione di un impianto fotovoltaico è sempre incentivabile?
No, è incentivabile solo se realizzato congiuntamente alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una pompa di calore.
Come viene pagato l’incentivo e in quanto tempo?
Tramite bonifico diretto. Per importi fino a 15.000 €, in un’unica soluzione. Per importi superiori, in 2 o 5 rate annuali.
L’incentivo può coprire il 100% delle spese?
Sì, ma solo per PA o ETS su edifici pubblici in piccoli comuni, scuole o ospedali. Per i privati, il massimo è il 65%.
Il Conto Termico 3.0 è cumulabile con altri incentivi?
No, non è cumulabile con altre agevolazioni statali per le stesse spese.
Quali requisiti deve avere l’edificio?
Deve essere esistente, accatastato e dotato di un impianto di climatizzazione preesistente.
Cosa si intende per “Accesso in Prenotazione”?
È una modalità riservata alle PA per “bloccare” i fondi prima dell’inizio dei lavori.
È possibile richiedere l’incentivo più volte per lo stesso immobile?
Sì, per interventi diversi e rispettando l’intervallo di almeno un anno tra una pratica e l’altra.
Il Conto Termico 3.0 ha una scadenza?
No, è un meccanismo strutturale rifinanziato annualmente e soggetto all’esaurimento dei fondi per l’anno. Il GSE per il Conto Termico 3.0 2026 gestirà i fondi dedicati a quell’anno.
Cos’è il “Catalogo GSE” e quali vantaggi offre?
È un elenco di apparecchi pre-qualificati dal GSE per il Conto Termico 3.0. Usarli semplifica la procedura di domanda.
Oltre all’acquisto dell’impianto, quali altre spese sono incentivate?
Sono ammissibili anche spese di progettazione, diagnosi energetiche (DE) e redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
È possibile utilizzare componenti o apparecchi ricondizionati?
Sì, a condizione che siano certificati e garantiscano prestazioni equivalenti a quelle di un apparecchio nuovo.
Esistono settori di attività (codici ATECO) esclusi per le imprese?
No, il decreto non prevede limitazioni settoriali o codici ATECO esclusi.
Ci sono regole particolari per le aziende agricole e forestali?
Sì. Per loro è ammessa anche la “nuova installazione” di impianti a biomassa, e non solo la sostituzione.
Anche le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) possono accedere?
Sì, le CER sono tra i nuovi soggetti beneficiari ammessi.
Quali sono gli obblighi dopo aver ricevuto l’incentivo?
Mantenere l’impianto in funzione per 5 anni e rendersi disponibili per eventuali controlli del GSE.
Esiste un obbligo di richiesta preliminare per le imprese?
Sì. Le imprese devono presentare una richiesta preliminare al GSE prima dell’avvio dei lavori.
Aggiornamento marzo 2026: GSE ha sospeso temporaneamente la presentazione di nuove domande. Scopri i dettagli sulla sospensione del Conto Termico 3.0.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Transizione 4.0: online il contatore delle risorse
Su indicazione del MIMIT, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha pubblicato un contatore per monitorare le risorse residue disponibili per il Piano Transizione 4.0. Inizialmente, il contatore mostrava una disponibilità di fondi, ma nel giro di poche ore le risorse si sono esaurite, portando a zero i fondi disponibili per le imprese.
Pubblicazione del contatore delle risorse
Il Gestore dei Servizi Energetici ha reso consultabile sul proprio portale un contatore dedicato alle risorse rimanenti per il Piano Transizione 4.0. L'aggiornamento, previsto con cadenza quotidiana, permetteva alle imprese di monitorare in tempo reale la disponibilità dei fondi. In data 11 novembre 2025, alle ore 11:00, il contatore segnalava la presenza di risorse residue per 74.772.593 €.
Aggiornamento del contatore ed esaurimento dei fondi
Nella stessa giornata, un successivo aggiornamento ha modificato drasticamente la situazione. Alle ore 16:50 dell'11 novembre 2025, il contatore del GSE ha comunicato l'azzeramento dei fondi, riportando il seguente messaggio: "Le risorse residue disponibili per il Piano Transizione 4.0 sono 0 €". Questo aggiornamento segna di fatto l'esaurimento delle risorse stanziate per la misura.
Attualmente si attendono comunicazioni ufficiali da parte del GSE e/o del MIMIT per ulteriori dettagli sulla chiusura dello sportello. Data l’incertezza del momento, e la possibilità che vi sia un nuovo stanziamento di risorse nei prossimi mesi, è consigliabile monitorare il contatore del GSE per essere tempestivamente informati su eventuali disponibilità di risorse.
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Fonte: gse.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Primo Osservatorio italiano di Finanza Agevolata: perché è importante e come partecipare


Il panorama della finanza agevolata italiana è stato recentemente scosso da due annunci di forte impatto, segnali inequivocabili di un sistema in rapida e complessa evoluzione. Con il decreto direttoriale del 6 novembre 2025, il MIMIT ha comunicato l’esaurimento delle risorse stanziate per la misura Transizione 5.0. Una notizia che ha generato un’immediata reazione a catena. Le comunicazioni delle imprese avevano infatti già superato il nuovo plafond, rendendo inevitabile la chiusura dei rubinetti. Alle aziende che hanno presentato domanda a partire dal 7 novembre 2025, data di pubblicazione del decreto, viene inviata una ricevuta che attesta l’indisponibilità dei fondi.
L’effetto domino non si è fatto attendere. Pochi giorni dopo, l’11 novembre 2025, il MIMIT ha diramato una nuova comunicazione, questa volta relativa alla misura Transizione 4.0: anche in questo caso, le risorse disponibili risultano esaurite. L’annuncio ha evidenziato una forte e improvvisa accelerazione nelle prenotazioni, una dinamica direttamente conseguente all’esaurimento dei fondi destinati al piano 5.0. Anche per questa misura, le imprese possono continuare a trasmettere le comunicazioni di prenotazione, che saranno valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo in caso di una futura e nuova disponibilità finanziaria.
Un panorama in profonda trasformazione
Questi due eventi sono chiari indicatori del fatto che la finanza agevolata sta attraversando un momento di cambiamento epocale, con nuove traiettorie che ne modificheranno l’assetto per gli anni a venire. Da un lato, assistiamo alla chiusura di misure strutturali e dall’altro all’apertura di nuovi, ambiziosi programmi. Questo scenario cangiante rende la pianificazione per le imprese un esercizio complesso, quasi un labirinto di opportunità che si aprono e si chiudono con una rapidità disarmante.
Allo stesso tempo, le istituzioni si trovano di fronte a una sfida non meno ardua: come indirizzare i fondi verso i settori più promettenti e le esigenze più urgenti del tessuto produttivo, in assenza di osservatori nazionali e di un flusso costante di dati qualitativi? Questa carenza informativa rischia di rendere le politiche industriali meno aderenti alle reali necessità di chi fa impresa ogni giorno.
Il nuovo Osservatorio realizzato da Golden Group e SDA Bocconi
Proprio per colmare questo vuoto informativo e fornire una bussola affidabile in un mare in tempesta, Golden Group e SDA Bocconi hanno dato vita all’Osservatorio sulla Finanza Agevolata. Giunto alla sua terza edizione, questo progetto si pone un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario: fotografare lo stato dell’arte della finanza agevolata in Italia e misurarne l’impatto reale sulle imprese.
L’iniziativa non è un mero esercizio accademico, ma uno strumento fondamentale per condividere esperienze e raccogliere dati oggettivi, con lo scopo di rendere le politiche industriali future più vicine e reattive alle esigenze del mondo produttivo.
L’Osservatorio si propone di creare una base di conoscenza solida e condivisa, indispensabile per valutare l’efficacia delle politiche pubbliche, specialmente nei confronti delle micro, piccole e medie imprese (MPMI), che costituiscono la spina dorsale del nostro sistema economico. La partecipazione delle aziende attraverso la compilazione di una survey nazionale è il fulcro di questo progetto.
Condividere la propria esperienza con gli strumenti agevolativi non è un atto formale, bensì un contributo essenziale per costruire un quadro realistico, evidenziare criticità e bisogni, e in ultima analisi, migliorare l’intero sistema. È un invito a far sentire la propria voce per influenzare proattivamente le riforme in corso e garantire che le risorse pubbliche siano allocate nel modo più efficace e trasparente possibile.
I benefici per le aziende e l’influenza sulla politica industriale
Ci troviamo di fronte a un vero e proprio paradosso. Da un lato, l’Italia e l’Europa mettono a disposizione ingenti risorse per sostenere la competitività delle imprese; dall’altro, come rilevato da studi di Eurispes e Agenda Digitale, la scarsità di analisi sistematiche sull’efficacia di tali misure rende difficile qualsiasi valutazione ex-post. Questa lacuna informativa genera una mancanza di trasparenza che, a sua volta, alimenta diffidenza e scetticismo tra i potenziali beneficiari.
Partecipare alla survey dell’Osservatorio è un gesto semplice ma fondamentale per trasformare questo circolo vizioso in un circolo virtuoso, dove i dati forniti dalle imprese diventano la base per politiche industriali più mirate e coerenti. È un’opportunità unica per contribuire in prima persona al miglioramento del sistema.
Del resto il momento attuale è particolarmente delicato e, per questo, decisivo. Parallelamente alla chiusura del PNRR, già prevista per il 2026, l’Europa sta delineando l’architettura del prossimo ciclo di fondi per il settennato 2028–2034. Le prime indicazioni suggeriscono un aumento del bilancio comunitario e, di conseguenza, maggiori risorse destinate alla ricerca, all’innovazione e al sostegno delle imprese. Le decisioni che verranno prese a Bruxelles nei prossimi mesi influenzeranno direttamente la struttura dei programmi operativi regionali e l’accesso ai fondi pubblici per il prossimo decennio.
In altre parole, una serie di cambiamenti concomitanti sta ridisegnando le fondamenta della finanza agevolata, e le decisioni che verranno prese nei prossimi mesi avranno un impatto diretto e duraturo sul futuro di migliaia di imprese. Partecipare ora significa incidere su questi processi di riforma mentre sono ancora in fieri.
Il successo di questa transizione dipenderà dalla capacità di costruire le nuove misure su una solida comprensione di ciò che ha funzionato e di ciò che deve essere migliorato. Le esperienze delle imprese sono la fonte più preziosa per guidare questo processo. Contribuire oggi con dati aggiornati sui bisogni delle imprese italiane significa fornire ai negoziatori nazionali elementi concreti per orientare le scelte a favore del nostro tessuto produttivo.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Transizione 4.0, esaurite le risorse disponibili
Il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) ha comunicato che, in data 11 novembre 2025, le risorse disponibili per la misura Transizione 4.0 risultano esaurite. La notizia arriva a seguito di una forte accelerazione registrata nelle prenotazioni negli ultimi giorni, un effetto diretto del precedente annuncio sull'esaurimento dei fondi destinati a Transizione 5.0, che ha spinto molte aziende a rivolgersi a questa misura.
Cosa possono fare le imprese?
Nonostante l'esaurimento dei fondi, il MIMIT ha specificato che le imprese possono continuare a inviare le comunicazioni di prenotazione. Questa procedura permetterà alle aziende di mettersi in coda, mantenendo una possibilità di accesso ai contributi qualora si liberassero nuove risorse finanziarie per la misura. È quindi consigliabile procedere comunque con l'invio della domanda per non perdere eventuali opportunità future.
Come funziona la lista d'attesa Transizione 4.0
Le domande inviate dopo l'11 novembre 2025 verranno inserite in una sorta di lista d'attesa gestita dal GSE (Gestore dei servizi energetici). Nel caso in cui si rendessero disponibili nuove risorse per la misura Transizione 4.0, il GSE provvederà a darne comunicazione alle imprese seguendo rigorosamente l’ordine cronologico di trasmissione delle domande. Questo criterio garantisce un'assegnazione equa e trasparente di eventuali fondi futuri.
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Fonte: mimit.gov.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.






