bando imprenditoria femminile veneto 2025

Regione Veneto: al via il bando per l'imprenditoria femminile 2025

La Regione Veneto lancia un bando da 3 milioni di euro per sostenere l'imprenditoria femminile. L'iniziativa mira a promuovere e rafforzare le piccole e medie imprese (PMI) a prevalente partecipazione femminile nei settori dell'artigianato, dell'industria, del commercio e dei servizi, nonché le attività professionali esercitate da donne. Una quota di 650.000 euro è riservata alle professioniste.

Beneficiari del bando imprenditoria femminile della Regione Veneto

Possono accedere al contributo del bando imprenditoria femminile della Regione Veneto:

  • PMI a prevalente partecipazione femminile.
  • Professioniste: operanti in forma singola, associata o societaria.

Condizioni del contributo del bando imprenditoria femminile

L'agevolazione del bando imprenditoria femminile è concessa come contributo a fondo perduto pari al 30% della spesa rendicontata ammissibile.

  • PMI (escluse le professioniste in forma societaria): interventi di importo compreso tra 20.000 e 170.000 euro.
  • Professioniste (in forma singola, associata o societaria): interventi di importo compreso tra 12.000 e 40.000 euro.

Presentazione delle domande per il bando imprenditoria femminile Veneto

Le domande per il bando imprenditoria femminile Veneto devono essere compilate e presentate esclusivamente per via telematica, dalle ore 10:00 dell'11 marzo 2025 alle ore 12:00 del 25 marzo 2025.

Hai un’impresa in Veneto e cerchi contributi per il tuo business? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


regime de minimis pesca e acquacoltura

Come funziona il regime de minimis per i settori di pesca e acquacoltura

Il regime de minimis rappresenta uno strumento fondamentale per le imprese dei settori della pesca e dell'acquacoltura, consentendo l'accesso ad aiuti di Stato di modesta entità senza le complessità delle procedure di notifica ordinaria. È infatti una sorta di "soglia di tolleranza", entro la quale gli aiuti finanziari concessi alle imprese sono considerati di importo così modesto da non falsare la concorrenza all'interno del mercato unico europeo.

In altre parole il regime de minimis per i settori di pesca e acquacoltura permette alle aziende di ricevere sovvenzioni e contributi senza dover sottostare alla complessa trafila delle notifiche preventive alla Commissione Europea, richieste invece per gli aiuti di Stato di maggiore entità. Queste imprese hanno quindi la possibilità di accedere a fondi con una burocrazia semplificata e tempi più rapidi. Un vantaggio non da poco, specialmente in un settore così dinamico e competitivo.

Il 4 ottobre 2023, la Commissione Europea ha apportato significative modifiche a questo regime, intervenendo su aspetti cruciali quali i massimali degli aiuti, l'ambito di applicazione e le deroghe per le regioni ultraperiferiche. Il regolamento, così come modificato, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2029. Questa estensione temporale offre un orizzonte di stabilità alle imprese del settore, consentendo loro di pianificare gli investimenti con maggiore certezza.

Regime de minimis per pesca e acquacoltura: cos’è cambiato con l’aggiornamento 2023

Fino ottobre 2023, il regime de minimis sulla pesca (Regolamento (UE) 2022/2514) stabiliva che un'impresa potesse ricevere aiuti fino a un massimo di 30.000 euro nell'arco di tre anni. Questo limite, tuttavia, si applicava indistintamente sia alla produzione primaria che alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici.

La Commissione Europea, dopo un'attenta revisione e consultazione con gli Stati membri e i portatori di interesse, ha deciso di apportare alcune modifiche sostanziali, entrate in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Vediamo nel dettaglio quali sono questi cambiamenti:

  • Il tetto massimo degli aiuti de minimis per impresa è stato innalzato a 40.000 euro su tre anni. Attenzione, però: questo aumento è subordinato all'istituzione di un registro nazionale centrale, uno strumento che permette di monitorare gli aiuti concessi e garantire il rispetto dei limiti.
  • Una delle novità più significative riguarda la delimitazione del campo di applicazione. Mentre prima il regolamento de minimis sulla pesca copriva l'intera filiera, ora si applica esclusivamente alla produzione primaria di prodotti della pesca e dell'acquacoltura. In altre parole, le attività di trasformazione e commercializzazione di tali prodotti sono state spostate sotto l'ombrello del regolamento de minimis generale, che prevede un massimale ben più elevato.
  • Ogni Stato membro ha un proprio "tetto" massimo di aiuti de minimis che può concedere complessivamente. A ottobre 2023 questi massimali nazionali sono stati rideterminati, tenendo conto dei dati più recenti relativi alla sola produzione primaria.
  • Per tenere conto delle peculiarità delle aree geografiche ultraperiferiche dell’UE, sono state introdotte alcune eccezioni. In particolare, sono state autorizzate operazioni che, in altre zone, sarebbero escluse dal campo di applicazione del regolamento de minimis sulla pesca.

La ratio dietro a queste modifiche è duplice. Da un lato, si è voluto semplificare il quadro normativo, distinguendo nettamente tra produzione primaria e fasi successive della filiera. Dall'altro, si è cercato di venire incontro alle esigenze specifiche delle regioni ultraperiferiche, riconoscendone le difficoltà strutturali.

Massimali e calcolo: come funziona il regime de minimis per la pesca e l’acquacoltura

Come abbiamo visto, il massimale per impresa è di 40.000 euro nell'arco di tre anni. Ma come si calcola questo periodo? E cosa succede se un'impresa riceve più aiuti de minimis da diverse fonti?

Innanzitutto, è importante chiarire che il periodo di tre anni è "mobile". Significa che, ogni volta che viene concesso un nuovo aiuto, si deve verificare se, nei tre anni precedenti, sono stati erogati altri aiuti de minimis e, in caso affermativo, sommarli per controllare di non aver superato il limite.

Il registro nazionale centrale gioca un ruolo cruciale in questo processo. Permette infatti di tenere traccia di tutti gli aiuti concessi, evitando il rischio di cumuli eccessivi e garantendo una maggiore trasparenza.

Per quanto riguarda i massimali nazionali, il loro calcolo è piuttosto complesso e si basa su dati statistici relativi al valore della produzione primaria di ciascun Stato membro.

Ambiti di applicazione del regime de minimis per la pesca e l’acquacoltura

La distinzione tra produzione primaria e fasi successive è un punto chiave del nuovo regolamento. Ma cosa si intende esattamente per produzione primaria? In linea di massima, si fa riferimento alle attività di pesca, allevamento e raccolta di prodotti ittici, prima di qualsiasi trasformazione.

Le imprese che si occupano di trasformazione (ad esempio, la lavorazione del pesce per la produzione di conserve) o di commercializzazione (la vendita all'ingrosso o al dettaglio) non rientrano più nel regolamento de minimis specifico per la pesca, ma in quello generale. Questo cambiamento ha implicazioni significative, in quanto il regolamento generale prevede un massimale di aiuto molto più alto (attualmente 300.000 euro su tre anni, come stabilito dal Regolamento (UE) 2023/2831 della Commissione del 13 dicembre 2023).

Le deroghe speciali per le regioni ultraperiferiche dell’UE

Le regioni ultraperiferiche dell'Unione Europea (ad esempio, le isole Canarie, Guadalupa, Martinica, ecc.) godono di un regime speciale, in virtù delle loro particolari condizioni geografiche, economiche e sociali. In base all'articolo 349 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), queste regioni possono beneficiare di deroghe alle norme comuni, al fine di favorire il loro sviluppo e l'integrazione nel mercato interno.

Nel contesto del regolamento de minimis sulla pesca, questo si traduce nella possibilità di concedere aiuti per operazioni che, altrove, sarebbero escluse. Ad esempio, possono essere ammessi aiuti per l'ammodernamento di piccole imbarcazioni locali, anche se superano determinate dimensioni o capacità di pesca.

In conclusione, il regime de minimis per la pesca e l'acquacoltura è uno strumento prezioso per sostenere le piccole e medie imprese del settore, semplificando l'accesso ai contributi e riducendo gli oneri burocratici.

Se operate nel settore della pesca o dell'acquacoltura e desiderate approfondire quali sono gli aiuti di stato in regime de minimis, o se avete bisogno di assistenza per accedere ai contributi a fondo perduto, non esitate a contattare Golden Group. I nostri esperti sono a vostra disposizione per fornirvi tutte le informazioni e il supporto necessari.

Hai un’impresa nel settore della pesca e cerchi contributi per il tuo business? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bando transizione digitale emilia romagna

Regione Emilia-Romagna: pubblicato il nuovo bando per la transizione digitale

La Regione Emilia-Romagna sostiene la transizione digitale delle imprese e dei soggetti iscritti al REA attraverso un nuovo bando transizione digitale che mette a disposizione contributi a fondo perduto. L'iniziativa rientra nell'ambito del PR FESR 21/27, azione 1.2.3, e mira a favorire l'adozione di tecnologie digitali all'interno dei processi aziendali, dei prodotti e dei servizi.

Interventi ammissibili al bando transizione digitale

Il bando per la transizione digitale finanzia progetti che prevedono l'introduzione, l'implementazione o l'adattamento di:

  • Soluzioni tecnologiche di base: per favorire un primo approccio alla digitalizzazione delle funzioni aziendali (livelli 1 e 2 della scala ACATECH).
  • Soluzioni tecnologiche avanzate: incluse le tecnologie abilitanti del Piano Nazionale Impresa 4.0 (Internet of Things, Big Data Analytics, integrazione di sistemi, simulazioni virtuali, robotica, cloud computing, realtà aumentata, stampanti 3D, cybersecurity) e altre tecnologie recenti (livelli da 3 a 6 della scala ACATECH).

A chi si rivolge il bando transizione digitale Emilia-Romagna

Possono presentare domanda per ottenere il contributo del bando transizione digitale:

  • Soggetti iscritti nel Registro delle Imprese, con qualsiasi forma giuridica;
  • Soggetti iscritti nel REA ma non nel Registro delle Imprese.

Sono esclusi dal bando i soggetti pubblici o a partecipazione pubblica.

Condizioni del contributo bando transizione digitale

Il contributo è concesso a fondo perduto nella misura massima del 40% della spesa ritenuta ammissibile. L'importo massimo erogabile è di 90.000 euro.

Come fare domanda per il bando transizione digitale Emilia-Romagna

Le domande per il bando transizione digitale devono essere trasmesse alla Regione Emilia-Romagna esclusivamente per via telematica, dalle ore 10:00 del 15 aprile 2025 alle ore 13:00 del 28 aprile 2025.

La compilazione e validazione delle domande sarà possibile a partire dalle ore 10:00 dell'11 aprile 2025. La valutazione delle domande seguirà la modalità a sportello.

Hai un’impresa in Emilia-Romagna e cerchi contributi per il tuo business? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando internazionalizzazione 2025 Regione Toscana

Regione Toscana: in apertura il Bando Internazionalizzazione 2025 e il Bando per EXPO OSAKA 2025

La Regione Toscana, con il Decreto n. 4341 del 5 marzo 2025, ha dato il via a due bandi pensati per sostenere le imprese toscane che vogliono espandersi all'estero. Si tratta del Bando Internazionalizzazione 2025 e del Bando Internazionalizzazione 2025 EXPO OSAKA 2025, destinato alle imprese che desiderano richiedere contributi per la sezione speciale del bando internazionalizzazione di cui abbiamo parlato in questo articolo. Entrambi i bandi prevedono contributi a fondo perduto per finanziare progetti di internazionalizzazione.

Cosa finanzia il Bando Internazionalizzazione 2025

I due bandi hanno obiettivi specifici. Il Bando Internazionalizzazione 2025 è dedicato alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) dei settori manifatturiero, turismo e commercio che hanno sede in Toscana. L'obiettivo è aiutarle a realizzare progetti di internazionalizzazione in Paesi al di fuori dell'Unione Europea.

Il Bando Internazionalizzazione 2025 EXPO OSAKA 2025 si concentra invece sull'Esposizione Universale Expo 2025 che si terrà a Osaka, in Giappone. Questo bando è rivolto sempre alle MPMI toscane dei settori manifatturiero, turismo e commercio, ma mira in maniera specifica a facilitare la loro partecipazione all'evento, in particolare durante la settimana tematica dedicata alla Regione Toscana (13-19 luglio 2025).

Caratteristiche del contributo del Bando Internazionalizzazione Toscana

In entrambi i casi, si tratta di contributi a fondo perduto che possono arrivare a coprire fino al 50% delle spese considerate ammissibili. Il contributo può essere erogato anche come voucher.

Per quanto riguarda l'investimento da sostenere, il costo totale del progetto deve essere di almeno 10.000 euro per le microimprese. Il limite massimo, invece, è di 1 milione di euro per raggruppamenti di imprese come RTI, ATI, ATS e Reti contratto.

Come presentare domanda per il Bando Internazionalizzazione Regione Toscana

Per accedere ai contributi, è importante ricordare che i due bandi internazionalizzazione hanno modalità e tempistiche diverse. Il Bando Internazionalizzazione 2025 seguirà una procedura "a sportello": le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 17 marzo 2025 e saranno valutate in ordine cronologico, fino all'esaurimento dei fondi disponibili. Quindi, se siete interessati, è consigliabile prepararsi per tempo!

Per quanto riguarda il Bando Internazionalizzazione 2025 EXPO OSAKA 2025, dedicato alla partecipazione all'Esposizione Universale, le domande potranno essere presentate sempre a partire dalle ore 10:00 del 17 marzo 2025, ma in questo caso c'è una scadenza: il 30 aprile 2025. Anche in questo caso, la procedura è "a sportello".

Aggiornamento: le domande di contributo sono chiuse il 31 marzo 2025 per esaurimento risorse.

Hai un’impresa in Toscana e cerchi contributi per il tuo business? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bonus giovani 2025

DL Coesione: in arrivo il bonus giovani 2025 per le nuove assunzioni under 35

Il DL 60/2024 (Decreto Coesione) introduce un nuovo incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35. La misura, nota come bonus giovani, prevede per il 2025 uno sgravio contributivo per le imprese che assumono o trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.

Come funziona bonus assunzione giovani 2025

L'incentivo bonus giovani 2025 consiste in uno sgravio del 100% dei contributi a carico del datore di lavoro per 24 mesi. Il limite massimo mensile per lavoratore è di 650 euro per le imprese nelle Regioni della ZES (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) e di 500 euro per le altre imprese. Ricalca quindi le logiche del bonus assunzione giovani 2024, introdotto a maggio 2024 dal relativo Decreto Coesione.

La misura è stata autorizzata dall'UE con decisione C(2025) 649 finale del 31 gennaio 2025. Il decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) è stato firmato il 27 febbraio 2025.

Il decreto attuativo per il bonus giovani 2025 presenta una discrepanza rispetto al DL 60/2024 sulla decorrenza dell'incentivo. Il decreto, infatti, esclude le assunzioni/trasformazioni effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 30 gennaio 2025, mentre il DL 60/2024 le includeva.

Inoltre, sarebbero escluse le assunzioni che sono state effettuate prima della presentazione della domanda di contributo, perché non è ancora presente il modulo telematico INPS. Tuttavia, l’ultimo periodo del c.3, art.108 del T.F.U.E. afferma che lo stato membro non può dare esecuzione alle misure prima della decisione finale. Lo Stato potrebbe quindi intervenire per reinserire le assunzioni avvenute tra il 1° settembre 2024 e il 30 gennaio 2025 tra quelle incentivabili.

Requisiti per ottenere il bonus assunzione giovani under 35

Analogamente a quanto previsto dal bonus assunzione giovani under 35 2024, il bonus giovani 2025 è un incentivo destinato alle assunzioni a tempo indeterminato, nonché alle trasformazioni di contratti (da contratti a termine in contratti a tempo indeterminato).

Sono agevolabili solo le assunzioni e trasformazioni che:

  • sono effettuate dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025 (con riserva);
  • riguardano lavoratori under 35 senza precedenti rapporti a tempo indeterminato.

Modalità di accesso bonus giovani 2025

I datori di lavoro che desiderano beneficiare del bonus assunzione giovani dovranno inviare un'istanza all'INPS prima di procedere all'assunzione/trasformazione. Solo dopo aver ricevuto conferma della disponibilità delle risorse, potranno fruire dello sgravio, con un termine di 10 giorni per stipulare il contratto. Si attendono chiarimenti dall'INPS per le assunzioni/trasformazioni già effettuate. Nelle prossime settimane dovrebbe essere pubblicata la circolare INPS con le istruzioni operative.

Hai un’impresa e cerchi contributi per il tuo business? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Privacy Preference Center

Scarica la brochure

"*" indica i campi obbligatori

COME OTTENERE FINANZIAMENTI