Modifiche Piano Transizione 5.0

Piano Transizione 5.0: le modifiche arriveranno con la Legge di Bilancio, non con il Decreto Fiscale

Il Governo ha deciso di posticipare l'introduzione delle modifiche al Piano Transizione 5.0. Previste inizialmente nel Decreto Fiscale, saranno inserite nella Legge di Bilancio. Il posticipo delle modifiche dimostra la volontà del Governo di rendere il Piano Transizione 5.0 più efficace. Dopo un avvio stentato, si punta a semplificare e rendere più attrattivo il piano per le imprese.

Il ritardo è dovuto principalmente alla necessità di un pacchetto completo di aggiornamenti, che includa modifiche a scaglioni, aliquote, maggiorazioni, mini proroga, semplificazione e cumulabilità. Integrare tutte queste modifiche richiede tempi più lunghi di quelli disponibili per la conversione in legge del Decreto Fiscale.

Un maxi-emendamento alla Legge di Bilancio per il Piano Transizione 5.0

L'emendamento Gelmetti, che avrebbe dovuto introdurre modifiche al Piano Transizione 5.0 nel Decreto Fiscale, è stato riformulato. Eliminati i riferimenti a Transizione 5.0, ora prevede un aggiornamento delle coperture per il Piano Transizione 4.0 (4,7 miliardi di euro). Le modifiche a Transizione 5.0 saranno inserite in un unico emendamento alla Legge di Bilancio, attualmente in discussione alla Camera.

Ulteriori novità al Piano Transizione 5.0 attese per il 2025

Il Ministro Urso ha annunciato ulteriori possibili miglioramenti al Piano Transizione 5.0 nei primi mesi del 2025, a seguito di interlocuzioni con la Commissione Europea. Tra le modifiche ancora in discussione, la possibilità per le imprese di gestire più progetti di investimento contemporaneamente.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bandi per l'internazionalizzazione

Bandi per l'internazionalizzazione delle imprese: come funzionano e quali sono i principali aperti al momento

In un panorama economico sempre più interconnesso, l'espansione oltre i confini nazionali rappresenta un'opportunità imprescindibile per le imprese che ambiscono al mantenimento di una posizione competitiva di rilievo. Tuttavia l'approccio a nuovi mercati, con le intrinseche complessità culturali ed economiche, può risultare un'impresa ardua. Proprio per agevolare questo sono stati concepiti i bandi per l'internazionalizzazione: strumenti di finanza agevolata che offrono un sostegno concreto alle aziende italiane desiderose di espandere il proprio orizzonte commerciale.

Questi bandi, promossi da enti governativi a livello europeo, nazionale e regionale, si configurano come un'iniezione di capitale strategica. Consentendo alle imprese di affrontare le spese inerenti all'ingresso e al consolidamento nei mercati esteri. Ma quali sono i bandi per l’internazionalizzazione delle imprese più interessanti del momento? Vediamolo insieme.

Cosa sono i bandi per l'internazionalizzazione?

Prima di passare alla disamina dei bandi più interessanti de momento è però necessario chiarire di cosa stiamo parlando. L'internazionalizzazione, ovvero l'espansione delle attività aziendali oltre i confini nazionali, si presenta come una strategia imprescindibile per la crescita e il successo in un contesto economico globale.

Questo processo, che implica l'instaurazione di relazioni commerciali con aziende, consumatori e fornitori esteri, mira ad ampliare il mercato di riferimento, diversificare le fonti di approvvigionamento e accedere a nuove opportunità di finanziamento. Per agevolare le imprese in questo percorso complesso ma ricco di potenzialità, enti istituzionali a vari livelli - europeo, nazionale e regionale - promuovono specifici bandi per l'internazionalizzazione.

Questi bandi si traducono in agevolazioni finanziarie volte a sostenere le imprese italiane nel loro processo di espansione estera. Le agevolazioni possono assumere diverse forme. Le più frequenti sono contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati con tassi di interesse inferiori a quelli di mercato, e garanzie statali che facilitano l'accesso al credito.

Ogni bando è caratterizzato da specifici requisiti e criteri di ammissibilità. Inoltre il bando definisce i destinatari, le tipologie di progetti finanziabili, le spese ammissibili, l'entità del contributo e le scadenze per la presentazione delle domande.

Spese ammissibili: quali sono i costi agevolabili per l’internazionalizzazione imprese

I bandi per l'internazionalizzazione coprono un'ampia gamma di spese, consentendo alle imprese di ottenere un supporto finanziario concreto per diverse attività legate all'espansione estera. Tra le voci di spesa generalmente ammissibili figurano l'affiancamento di consulenti specializzati in ambito legale, fiscale e strategico, per districarsi nelle complessità dei mercati internazionali.

Ma anche le spese per la formazione del personale e le attività di marketing e promozione, comprendenti la partecipazione a fiere internazionali, il lancio di campagne pubblicitarie mirate, eccetera.

Inoltre, i bandi per l’internazionalizzazione delle imprese italiane possono finanziare l'ottenimento di certificazioni di prodotto indispensabili per accedere a determinati mercati esteri, nonché gli adeguamenti necessari per conformarsi alle normative locali.

L'espansione della rete vendita all'estero, attraverso l'apertura di nuove sedi o la creazione di partnership commerciali, è un'altra area di intervento spesso coperta dai bandi, così come gli investimenti in digitalizzazione e nell'implementazione di piattaforme e-commerce per raggiungere una clientela internazionale più ampia.

Bandi per l'internazionalizzazione delle imprese italiane: le proposte degli enti regionali

Attualmente, numerose opportunità di finanziamento si presentano alle imprese italiane che desiderano internazionalizzare il proprio business. Tra i bandi regionali più rilevanti, spicca il bando internazionalizzazione 2024 della Regione Lombardia, focalizzato sulla partecipazione a fiere internazionali. Questo bando offre contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con una premialità aggiuntiva per le imprese che raggiungono determinati obiettivi.

Il bando internazionalizzazione Emilia-Romagna attualmente in corso, invece, sostiene i progetti di internazionalizzazione delle PMI con contributi fino al 70%. Mentre la Regione Calabria propone un bando internazionalizzazione che prevede contributi fino al 100% per la partecipazione a eventi internazionali e al 50% per consulenze specialistiche. Ogni regione, quindi, definisce le proprie priorità e modalità di intervento, con variazioni significative nell'entità del contributo e nelle tipologie di spese finanziabili.

Bandi SIMEST internazionalizzazione: le misure nazionali più interessanti per le imprese

Oltre ai bandi regionali, un ruolo fondamentale nel panorama della finanza agevolata per l'internazionalizzazione è svolto da SIMEST, società del Gruppo CDP (Cassa Depositi e Prestiti). SIMEST offre una vasta gamma di finanziamenti agevolati a supporto delle imprese italiane che investono in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione per crescere sui mercati esteri.

Particolarmente interessante è il bando internazionalizzazione SIMEST "Fiere ed Eventi", che agevola la partecipazione a manifestazioni internazionali, fino a un massimo di tre eventi di carattere internazionale (anche virtuali). La durata del finanziamento è di 4 anni, con 2 anni di pre-ammortamento, con una quota di finanziamento a fondo perduto.

Mentre la "Misura Africa", anch’essa inserita all’interno della proposta di finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, è dedicata alle imprese che operano o intendono operare nel continente africano. SIMEST propone tassi agevolati, quote a fondo perduto fino al 20% per le imprese del Mezzogiorno e l'esenzione dalla prestazione delle garanzie per progetti localizzati in Africa.

Per accedere ai finanziamenti SIMEST, è necessario presentare la domanda tramite il portale dedicato, seguendo le procedure e i requisiti specificati nella documentazione ufficiale.

Come sfruttare al massimo i bandi per l'internazionalizzazione

È evidente quindi che i bandi per l'internazionalizzazione rappresentano un'opportunità imprescindibile per le imprese italiane che ambiscono ad espandere il proprio business oltre i confini nazionali. Offrendo un sostegno concreto per affrontare le sfide e cogliere le opportunità legate all'ingresso e al consolidamento nei mercati esteri.

Come abbiamo visto, le agevolazioni coprono un'ampia gamma di spese, dalla consulenza specializzata alla formazione del personale, dal marketing alla digitalizzazione, consentendo alle imprese di investire in modo strategico nella propria crescita internazionale. La varietà dei bandi disponibili richiede però un'attenta analisi per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze di ogni singola impresa.

Dalla Regione Lombardia all'Emilia-Romagna, dalla Calabria ai finanziamenti agevolati di SIMEST, il panorama delle opportunità è ampio e articolato. Per navigare con successo in questo complesso sistema e massimizzare le possibilità di ottenere i finanziamenti desiderati, è fondamentale affidarsi a una consulenza specializzata.

Golden Group, con la sua profonda conoscenza del settore della finanza agevolata e la sua comprovata esperienza nell'assistenza alle imprese, è il partner ideale per accompagnare le aziende in questo percorso.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Fondo Nuove Competenze 2025

Fondo Nuove Competenze 2025: pubblicato il bando con uno stanziamento di 731 milioni di euro per la formazione

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato l'Avviso pubblico "Fondo Nuove Competenze 3 - Competenze per le Innovazioni", stanziando 731 milioni di euro. La misura, di cui abbiamo già parlato in questo articolo, mira a sostenere le imprese nella formazione dei dipendenti, per affrontare le sfide della digitalizzazione, sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e innovazione in generale.

Destinatari del Fondo Nuove Competenze

L'Avviso è rivolto ai datori di lavoro privati, anche con partecipazione pubblica, che abbiano stipulato accordi collettivi per la rimodulazione dell'orario di lavoro a fini formativi.

Come funziona il contributo del Fondo Nuove Competenze

Il Fondo Nuove Competenze 2025 copre i costi delle ore di lavoro dedicate ai percorsi di formazione per l'acquisizione di nuove competenze. Il contributo erogato è commisurato al costo del lavoro del personale coinvolto nei percorsi formativi.

Questo sostegno economico permette alle aziende di investire nello sviluppo delle competenze dei propri dipendenti, favorendo la competitività e l'innovazione. È prevista anche la possibilità di formare disoccupati da assumere al termine del percorso.

Modalità di presentazione delle domande per il Fondo Nuove Competenze

Le imprese interessate al Fondo Nuove Competenze 2025 possono presentare le domande di contributo attraverso la piattaforma MyANPAL, a partire dal 10 febbraio 2025 e fino al 10 aprile 2025.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bando fondo veneto energia

Regione Veneto: operativo il Fondo Energia per l’efficientamento delle imprese, stanziati 31 milioni

Con la delibera n. 1418 del 28 novembre 2024, la Regione Veneto ha approvato le disposizioni operative il "Fondo Veneto Energia" - Sezione Efficientamento Imprese, con una dotazione di 31 milioni di euro. L'obiettivo è sostenere le imprese del territorio che investono nell'efficientamento energetico dei propri impianti e sedi attraverso finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto per l'efficientamento energetico delle imprese venete.

Come funziona l’agevolazione del bando Fondo Veneto Energia

Il Fondo Veneto Energia prevede sovvenzioni a fondo perduto pari al 20% dell'investimento totale ammissibile e finanziamenti agevolati fino al 100% dell'investimento. Il finanziamento agevolato è composto da una quota a tasso zero (50%) con fondi pubblici del PR Veneto FESR 2021-2027 e da una quota a tasso convenzionato dagli istituti bancari.

Gli interventi ammissibili riguardano progetti di efficienza energetica per il ciclo produttivo, ma anche quelli per l’efficientamento energetico degli immobili aziendali. In entrambi i casi è incentivato l'utilizzo di energie rinnovabili per l'autoconsumo e la produzione di energia per alimentare i cicli produttivi, anche attraverso l’installazione dei relativi impianti.

Presentazione delle domande bando Fondo Veneto Energia

L’ente regionale non ha ancora ufficializzato la data di apertura delle domande per il bando Fondo Veneto Energia. È noto però che la presentazione dovrà avvenire tramite un Finanziatore (banche o Confidi), oppure tramite Confidi, Associazioni o Organizzazioni imprenditoriali (anche con proprie società di servizi). Le domande di agevolazione potranno essere presentate continuativamente, poiché l’agevolazione è "a sportello".

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certificazione parità genere annunciato bando Calabria

Regione Calabria: annunciato bando da 3 milioni di euro per la certificazione di parità di genere

La Regione Calabria promuove l'intervento "Certificazione della parità di genere", destinando 3 milioni di euro alle PMI calabresi per l'ottenimento della certificazione di parità di genere UNI/PdR 125:2022. L'iniziativa, il cui bando sarà pubblicato nelle prossime settimane, si inserisce nel Piano per l’Occupazione 2023-2027 e mira a promuovere la parità di genere, aumentare l’occupazione femminile e ridurre le disuguaglianze.

Chi può partecipare al bando certificazione parità di genere

Possono beneficiare del contributo concesso dal bando certificazione parità di genere le PMI con almeno un dipendente e sede operativa in Calabria. Sono escluse le aziende già certificate o operanti in settori specifici.

Importo del contributo e spese ammissibili

Il bando certificazione parità di genere della Regione Calabria prevede un contributo a fondo perduto, in regime "de minimis". Questo copre il 100% delle spese ammissibili ed è suddiviso in due linee:

  • Linea 1 (consulenza per la certificazione) da 2.200 a 7.500 euro, in base al numero di dipendenti;
  • Linea 2 (ottenimento certificazione) da 2.400 a 9.600 euro.

Le spese ritenute ammissibili dal bando comprendono consulenze preparatorie e servizi di certificazione da parte di Organismi accreditati da Accredia. Per ottenere il contributo, è necessario completare le attività entro 15 mesi (Linee 1+2) o 12 mesi (solo Linea 2).

Modalità di presentazione della domanda

Il bando certificazione parità di genere è in attesa di pubblicazione, ma l’ente regionale ha già reso noto che le domande andranno presentate telematicamente tramite Fincalabra S.p.A. La valutazione avverrà "a sportello". Il contributo sarà erogato a saldo, dopo l'ottenimento della certificazione, senza anticipi.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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