Regione Lombardia, al via il bando "Competenze&Innovazione"
La regione Lombardia ha lanciato il bando "Competenze&Innovazione", con una dotazione di 7 milioni di euro, per sostenere lo sviluppo delle competenze per la transizione industriale e la sostenibilità delle imprese.
A chi si rivolge il bando Competenze&Innovazione
Possono partecipare la bando le micro, piccole e medie imprese (MPMI) con sede operativa in Lombardia, o che si impegnano a costituirne una entro la prima erogazione.
Quali sono gli obiettivi del bando Competenze&Innovazione
Gli obiettivi principali del bando Competenze&Innovazione sono:
- promuovere l’acquisizione di competenze complementari allo sviluppo degli investimenti in ricerca, investimenti in innovazione e digitalizzazione;
- orientare i lavoratori verso professionalità innovative richieste dal mercato del lavoro negli ecosistemi lombardi dell’innovazione, con un focus sulle fasce più giovani;
- sostenere la formazione di nuovi imprenditori e la trasformazione delle competenze imprenditoriali.
Come funziona il bando Competenze&Innovazione della Regione Lombardia
Il bando Competenze&Innovazione si articola in due linee di intervento. La linea 1, "potenziamento delle competenze", mira a rafforzare le competenze interne alle imprese e a sviluppare le competenze degli imprenditori. La linea 2, "apprendistato di alta formazione e ricerca", supporta l’inserimento di figure qualificate tramite percorsi di apprendistato di alta formazione e ricerca, favorendo la collaborazione con il mondo della ricerca.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 50.000,00 euro per domanda. I progetti devono avere un importo minimo di 10.000,00 euro. Il contributo copre l’80% delle spese ammissibili, nei limiti dei massimali previsti dal bando e in regime de minimis.
Come presentare domanda per il bando
La domanda del bando Competenze&Innovazione può essere presentata a partire dalle ore 10:30 del 15 gennaio 2025 e fino alle ore 12:00 del 22 dicembre 2026, salvo esaurimento delle risorse disponibili. La procedura è a sportello.
Aggiornamento: ad aprile 2025 le domande per il contributo risultano sospese.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Lazio: pubblicato il Bando Voucher Digitalizzazione PMI 2024
La Regione Lazio ha pubblicato il Bando Voucher Digitalizzazione PMI 2024, con una dotazione complessiva di 13 milioni di euro, per sostenere i progetti di digitalizzazione delle piccole e medie imprese (PMI) con sede operativa nel Lazio. L'obiettivo è favorire l'acquisto di tecnologie digitali e servizi per aumentarne l'efficienza e la competitività.
Chi può partecipare al Bando Voucher Digitalizzazione PMI 2024
I contributi del Bando Voucher Digitalizzazione sono rivolti alle PMI, iscritte al Registro delle imprese italiano, che risultano attive e con una sede operativa nel Lazio. A condizione che tali imprese intendano acquistare tecnologie digitali e servizi.
Cosa finanzia il Bando Voucher Digitalizzazione PMI Lazio
Il Bando Voucher Digitalizzazione PMI 2024 prevede contributi per diverse aree di intervento. Tra queste, la Diagnosi Digitale è obbligatoria per tutte le PMI partecipanti e valuta il livello di digitalizzazione individuando gli investimenti tecnologici opportuni.
Il Digital Workplace invece finanzia l’acquisto di postazioni di lavoro digitale per micro e PMI. Tra gli interventi finanziabili ci sono poi il Digital Commerce and Engagement, il Cloud Computing e la Cyber Security. Non sono ammissibili progetti che prevedono solo la Diagnosi Digitale.
Come funziona il contributo del Bando Voucher Digitalizzazione 2024
Il contributo massimo concedibile dal Bando Voucher Digitalizzazione PMI varia in base alla dimensione dell'impresa. Sono riconosciuti contributi pari a:
- 50000 euro per le microimprese;
- 100000 euro per le piccole imprese;
- 150000 euro per le medie imprese.
Non sono ammissibili progetti a cui è concedibile un contributo inferiore a 14.000,00 euro.
Come presentare domanda per il Bando Voucher Digitalizzazione PMI Lazio
Il formulario per la presentazione delle domande sarà disponibile online a partire dalle ore 12:00 del 8 gennaio 2025. Le domande di contributo devono essere presentate esclusivamente online, tramite la piattaforma GeCoWEB Plus, dalle ore 12:00 del 10 gennaio 2025 ed entro le ore 17:00 del 14 febbraio 2025.
Le domande del Bando Voucher Digitalizzazione PMI sono avviate ad istruttoria sulla base di una graduatoria definita dai punteggi dichiarati dai beneficiari al momento della presentazione della domanda. Questo meccanismo sostituisce il "click day". Per definire l'ordine di accesso all'istruttoria e l'assegnazione delle risorse, l'Impresa Proponente deve calcolare il proprio punteggio sulla base dei 7 criteri di selezione indicati nell'Avviso.
Entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di impegno, le piccole e medie imprese devono produrre una diagnosi digitale ex ante sottoscritta da un Innovation Manager che attesti la coerenza degli interventi previsti. Il contributo è erogato a saldo dopo aver caricato sulla piattaforma la Diagnosi Digitale ex post sottoscritta dall’Innovation Manager o, per le micro imprese, la relazione tecnica ex post redatta dal fornitore.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Non solo Transizione 5.0: i bandi più interessanti del 2025 per le imprese italiane
Il 2025 si presenta ricco di potenzialità per il tessuto imprenditoriale italiano, animato dal desiderio di proiettarsi verso l'innovazione e la crescita strutturale. Prime su tutte quelle legate al piano Transizione 5.0, che incentiva progetti di innovazione che determinano nelle imprese una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva o dei processi interessati. Con uno stanziamento di oltre 12 miliardi di euro, il piano Transizione 5.0 prevede l’erogazione di un credito di imposta e ammette al finanziamento investimenti che possono riguardare sia beni materiali che immateriali nuovi.
Sarebbe però riduttivo limitare lo sguardo a questa sola iniziativa. Un'analisi più ampia rivela un ecosistema di strumenti di finanza agevolata pronti a supportare lo sviluppo delle aziende. In questo articolo abbiamo selezionato alcuni dei bandi più promettenti per l'anno venturo, tracciando una mappa dettagliata per orientare le scelte strategiche delle imprese. Un insieme diversificato di strumenti concreti, concepiti per alimentare la competitività e l'evoluzione del dinamico contesto imprenditoriale italiano nel corso del 2025.
Bando ISI INAIL 2024: contributi per sicurezza e salute nei luoghi di lavoro
Con il bando ISI 2024, l'INAIL stanzia 600 milioni di euro in finanziamenti a fondo perduto per supportare le imprese nell'adozione di misure atte a migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Un'attenzione particolare è rivolta alle micro e piccole imprese del settore agricolo, incentivando l'acquisto di macchinari e attrezzature innovative. Questa edizione del bando introduce novità significative in termini di risorse, requisiti di ammissione e tipologie di interventi finanziabili.
I fondi sono ripartiti in cinque specifici assi di finanziamento, che coprono un ampio spettro di interventi: dalla riduzione dei rischi legati a posture e movimenti ripetitivi (rischi tecnopatici) all'implementazione di modelli organizzativi responsabili, dalla prevenzione degli infortuni alla bonifica da amianto. Un asse è dedicato alle micro e piccole imprese operanti in settori specifici, e un altro, come detto, è pensato appositamente per il settore agricolo.
L'ammontare del contributo ottenibile varia da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 130.000 euro. È cruciale per le aziende interessate monitorare il portale INAIL, dove entro il 26 febbraio 2025 saranno pubblicate le date precise di apertura e chiusura per la presentazione delle domande di finanziamento.
ZES Unica Mezzogiorno: il credito d'imposta per rilanciare il Sud
La ZES Unica nel Mezzogiorno offre un credito d'imposta per incentivare gli investimenti nelle regioni del Sud Italia. Il credito, utilizzabile in compensazione, agevola l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, inclusi terreni e immobili (entro il 50% dell'investimento), per progetti di almeno 200.000 euro.
Il meccanismo del credito d'imposta ZES è concepito per ridurre il carico fiscale delle imprese che realizzano nuovi investimenti nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise). L'agevolazione si concretizza nella possibilità di compensare, tramite modello F24, una quota parte delle spese sostenute per l'acquisto di beni strumentali destinati alle strutture produttive ubicate nelle zone ZES.
L'Agenzia delle Entrate ha recentemente confermato che la percentuale di fruizione del credito d'imposta è al 100%, rendendo questa misura un'occasione significativa per le imprese che investono nel Mezzogiorno.
Internazionalizzazione in Africa: le misure SIMEST per la crescita sui mercati esteri
Il mercato africano offre significative opportunità di crescita per le imprese italiane, ma richiede strumenti finanziari specifici. SIMEST supporta l'espansione delle aziende in Africa con diverse misure, non solo per l'export-import, ma anche per consolidare la presenza tramite investimenti in sostenibilità e formazione. Tra gli strumenti rinnovati ci sono "Inserimento mercati", "Certificazioni e consulenze", "Fiere ed Eventi", "E-commerce" e "Temporary Manager".
Il nuovo strumento "Potenziamento mercati africani", lanciato il 25 luglio 2024 con una dotazione di 200 milioni di euro, è dedicato alle imprese che operano o intendono operare in Africa, incluse quelle che importano materie prime strategiche, con particolare attenzione a PMI, start-up, imprese giovanili e femminili. Offre finanziamenti agevolati allo 0,511% per 6 anni, coprendo spese per il rafforzamento patrimoniale e investimenti, con un cofinanziamento a fondo perduto fino al 10% (20% per il Mezzogiorno). Le domande si presentano sul portale SIMEST.
Fondo Nuove Competenze 2025: investire nella formazione per affrontare le sfide future
Il Fondo Nuove Competenze 2025, con uno stanziamento di 731 milioni di euro, supporta le imprese negli investimenti per la formazione dei dipendenti, mirata all'acquisizione di nuove competenze per affrontare le transizioni digitale ed ecologica.
Rivolto ai datori di lavoro privati con accordi collettivi per la formazione, il Fondo copre il costo del lavoro durante le ore di formazione. È prevista anche la formazione di disoccupati per favorirne l'assunzione. Il contributo copre il costo del lavoro delle ore dedicate alla formazione. Le domande vanno presentate sulla piattaforma MyANPAL dal 10 febbraio al 10 aprile 2025.
Il panorama dei bandi e delle misure agevolative per il 2025 si presenta quindi ricco e variegato, offrendo alle imprese italiane un ventaglio di opportunità concrete per investire in diversi ambiti strategici. E se da un lato Transizione 5.0 continua a rappresentare un motore propulsivo per gli investimenti, è evidente come altre iniziative offrano percorsi di crescita complementari e specifici per le diverse esigenze aziendali.
Golden Group, con la sua profonda conoscenza del settore della finanza agevolata, si pone come partner strategico per le imprese che intendono navigare con successo questo complesso scenario. La nostra expertise è a disposizione per fornire consulenza personalizzata, supportando le aziende nell'individuazione delle opportunità più adatte, nella preparazione della documentazione e nell'ottimizzazione delle procedure di accesso ai finanziamenti.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
MIMIT: modifiche alla disciplina dei Contratti di Sviluppo per progetti turistici, agroindustriali e di R&S
Il Ministero delle imprese e del made in italy (MIMIT) ha adottato un decreto che aggiorna la disciplina dei contratti di Sviluppo turistici e agroindustriali, nonché le modalità di intervento in favore dei progetti di ricerca e sviluppo. L'obiettivo del provvedimento, adottato dal ministro Urso, è ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e aggiornare la normativa vigente, rappresentata dal DM 9 dicembre 2014.
Modifiche alla disciplina dei Contratti di Sviluppo turistici
Con la modifica dell’art. 7 del DM 09/12/2014, è stata introdotta per i Contratti di Sviluppo turistici una categorizzazione tipologica dei programmi ammissibili, precedentemente assente. Sono state individuate specificamente le categorie di interventi prioritari che influenzano l’offerta ricettiva, sia quantitativamente che qualitativamente.
Tra questi interventi, rientrano quelli finalizzati al potenziamento e/o miglioramento dell’offerta ricettiva e al potenziamento e/o miglioramento di strutture polifunzionali e di strutture in grado di incrementare l'attrattività turistica.
È stata, inoltre, reintrodotta la possibilità per le imprese del settore di presentare progetti di innovazione, con particolare attenzione ai processi di digitalizzazione. L'articolazione del programma di sviluppo in più progetti d’investimento sarà consentita se i progetti sono realizzati dalla stessa impresa o gruppo, da più imprese per un’offerta turistica tematizzata, o da imprese con collegamenti funzionali per obiettivi comuni.
Modifiche alla disciplina dei contratti di sviluppo agroindustriali
Il provvedimento estende ai Contratti di Sviluppo agroindustriali, precedentemente esclusi, la disciplina già prevista per gli altri settori. Le nuove disposizioni includono l’applicazione del concetto di “grande progetto di investimento” e del principio "di consolidamento degli investimenti". Il primo indica progetti con spese superiori a 50 milioni di euro con riduzione progressiva del tasso di contribuzione, mentre il secondo fa riferimento a progetti avviati dallo stesso beneficiario nella stessa unità produttiva entro tre anni da un altro investimento sovvenzionato sono considerati un unico progetto.
Modifiche alla disciplina delle modalità di intervento in favore dei progetti di ricerca e sviluppo
Attraverso il decreto, è stato aggiornato l’elenco delle tecnologie ammissibili nei dei progetti di ricerca e sviluppo in conformità con gli obiettivi del programma 'Orizzonte Europa". Le tecnologie sono ora declinate in 18 categorie, tra cui tecnologie di fabbricazione, tecnologie digitali fondamentali (incluse quelle quantistiche), tecnologie abilitanti emergenti, materiali avanzati, intelligenza artificiale e robotica, industrie circolari, industria pulita a basse emissioni di carbonio, e sistemi alimentari. Per ogni categoria sono indicate linee generali che ne chiariscono il contenuto.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Legge di Bilancio 2025: le nuove agevolazioni per le imprese
Il Parlamento ha approvato la Legge di Bilancio 2025, con il voto di fiducia del Senato al testo trasmesso dalla Camera. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per il completamento dell’iter di approvazione. La Legge di Bilancio 2025 non introduce nuovi strumenti di agevolazione, ma interviene su numerose misure già esistenti, prorogando incentivi in scadenza e ridefinendo la disciplina di diversi bonus.
Prorogati per un triennio Ecobonus e Sismabonus
Per quanto riguarda i bonus edilizi “minori”, la legge di Bilancio ne prevede la proroga per il triennio 2025-2027, ma con una rimodulazione delle relative aliquote. In particolare, le aliquote del bonus ristrutturazioni, dell’Ecobonus e del Sismabonus (anche acquisti) sono fissate al 50% solo per i proprietari o titolari di diritti reali per interventi sull’abitazione principale e al 36% per le non abitazioni principali per le spese 2025.
Per le spese 2026 e 2027, le aliquote sono al 36% per l'abitazione principale e al 30% per le non abitazioni principali. Sono stati esclusi dal bonus ristrutturazioni e dall’Ecobonus, per le spese 2025 e 2026, gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Prorogato per il 2025 lo sport bonus
Il comma 246 ripropone per il 2025, solo per i titolari di reddito d'impresa, lo sport bonus: il credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro per interventi su impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.
Modifiche alla disciplina del bonus Transizione 5.0
Le novità introdotte sono applicabili anche agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024. Si introduce un'aliquota unica per investimenti fino a 10 milioni di euro. Viene eliminato il divieto di cumulo con il credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno/ZLS e con altri incentivi finanziati da fondi europei (a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo).
Resta confermata la non cumulabilità con il credito d’imposta per investimenti in beni nuovi strumentali materiali e immateriali 4.0. Vengono semplificate le procedure di calcolo dei consumi energetici. È prevista una maggiorazione per gli impianti fotovoltaici prodotti in UE e il credito d'imposta può essere riconosciuto anche alle ESCo certificate per progetti presso l’azienda cliente.
Modifiche alla disciplina del bonus investimenti 4.0
Si modifica la disciplina del bonus investimenti 4.0. Viene abrogato il credito d'imposta per beni immateriali 4.0 dal 2025, fruibile solo per investimenti entro il 31 dicembre 2024 (o 30 giugno 2025 con acconto del 20% entro fine 2024).
Per i beni materiali 4.0, c'è un limite di spesa di 2.200 milioni di euro per investimenti dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025 (o 30 giugno 2026 con acconto del 20% entro fine 2025), salvo per ordini accettati e acconti versati entro la pubblicazione della legge. Le imprese dovranno comunicare al MIMIT le spese sostenute. Il MIMIT trasmetterà all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie e, al raggiungimento dei limiti di spesa, ne darà comunicazione, sospendendo l'utilizzo del credito d'imposta.
Proroga per il triennio 2025-2027 del credito di imposta quotazione PMI
Viene prorogato per il triennio 2025-2027 il credito di imposta quotazione PMI.
Disposizioni operative del Fondo di garanzia per le PMI per il 2025
Il comma 450 estende fino al 31 dicembre 2025 la disciplina del Fondo di garanzia PMI.
Contributi per i soggetti che hanno aderito alla procedura per il riversamento del credito di imposta R&S
Si riconosce un contributo in conto capitale per investimenti ai soggetti che hanno aderito, entro il 31 ottobre 2024, alla procedura di riversamento del credito d’imposta in ricerca e sviluppo. Le modalità di erogazione saranno definite con decreto ministeriale.
Rifinanziamento Nuova Sabatini
Il comma 461 rifinanzia con 1,7 miliardi di euro la Nuova Sabatini.
Misure per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane
Il fondo 394/1981 prevede che una quota, fino a 200 milioni di euro, possa essere utilizzata per l’internazionalizzazione attraverso finanziamenti agevolati alle imprese che investono in America Centrale o Meridionale o che ne sono fornitrici, con possibilità di un contributo a fondo perduto fino al 10% (20% per il Mezzogiorno) ed esenzione dalle garanzie per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026.
Si estende l’intervento del Fondo anche alle imprese che investono in Africa, con l'obbligo di presentare un piano di investimenti. Per le imprese a forte consumo di energia elettrica o con certificati di efficientamento energetico che presentano domande di finanziamento agevolato per la transizione digitale o ecologica entro il 31 dicembre 2026, è prevista l'esenzione dalle garanzie e un cofinanziamento a fondo perduto fino al 10%.
Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese italiane
Nell’ambito del Fondo 394/1981, si istituiscono tre sezioni rotative. La "Sezione Crescita" (100 milioni per il 2025) è destinata all'acquisizione di quote di minoranza di PMI e mid-cap per sostenere l'internazionalizzazione. La "Sezione Investimenti Infrastrutture" (100 milioni per il 2025) è per l'acquisizione di quote di società estere impegnate in contratti strategici con filiere italiane.
La "Sezione Venture Capital e Investimenti Partecipativi" supporta, tramite acquisizione di quote o sottoscrizione di strumenti finanziari, l'internazionalizzazione di start-up, PMI innovative e fondi di venture capital.
Proroga del credito d’imposta ZES unica del Mezzogiorno
Viene prorogato il credito di imposta ZES Unica del Mezzogiorno con uno stanziamento di 2,2 miliardi di euro per il 2025. Si rileva un’incongruenza tra la data degli investimenti agevolabili (1° gennaio 2025 - 15 novembre 2025) e quella delle spese ammissibili nella comunicazione di prenotazione (dal 16 novembre 2024).
Interventi a sostegno dello sviluppo del settore turistico
È prevista la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati per lo sviluppo dell’offerta turistica, con uno stanziamento di 110 milioni di euro per il 2025. I criteri saranno definiti con decreto interministeriale.
Proroga del credito d’imposta ZES Agricoltura
Viene prevista la proroga del credito d’imposta ZES Unica Agricoltura, con uno stanziamento di 50 milioni di euro per il 2025.
“Nuova” decontribuzione Sud
Per gli anni 2025-2029, è disciplinato un nuovo sgravio contributivo per le imprese che occupano lavoratori nel Mezzogiorno.
Rifinanziamento bonus giovani, donne e ZES
Nella Legge di Bilancio viene inoltre previsto il rifinanziamento dei bonus giovani, donne e ZES.
Riduzione IRES per le imprese che accantonano gli utili e li investono in beni strumentali
È prevista la riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20% per il solo periodo d’imposta 2025, per le società che accantonano almeno l'80% degli utili 2024 e ne destinano almeno il 30% (comunque non meno del 24% degli utili 2023 e non meno di 20.000 euro) a investimenti in beni strumentali nuovi (Transizione 4.0 e 5.0) tra il 1° gennaio 2025 e la scadenza della dichiarazione dei redditi successiva al 2024.
Si attende la pubblicazione della Legge di Bilancio in Gazzetta Ufficiale per l'entrata in vigore delle disposizioni.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





