Bandi innovazione imprese: quali sono e come funzionano
L'innovazione è la linfa vitale per la crescita e la competitività di ogni impresa. Tecnicamente si configura come un processo dinamico di creazione e implementazione di nuove idee, metodi, prodotti o servizi, capaci di generare un impatto positivo e un valore tangibile. In altre parole, l'innovazione trasforma concetti creativi in realtà concrete, in grado di ottimizzare l'efficienza, rispondere a esigenze insoddisfatte e, in ultima analisi, proiettare l'azienda verso nuovi traguardi.
Non si tratta unicamente di sviluppare nuovi ritrovati tecnologici. L'innovazione abbraccia una vasta gamma di ambiti, dai processi operativi ai modelli di business, passando per le pratiche organizzative. La spinta propulsiva dell'innovazione è alimentata da un mix di curiosità, creatività e da un'incessante aspirazione al miglioramento. Ma perché possa prosperare è necessaria una cultura aziendale che accolga il cambiamento, incoraggi la generazione di idee e promuova la sperimentazione. Ma non basta: a volte servono degli aiuti esterni, che nella maggior parte dei casi prendono la forma di bandi per l’innovazione.
A cosa servono i bandi per l'innovazione
Nell’attuale contesto l'innovazione non è un optional, ma una necessità imprescindibile per le aziende che aspirano a prosperare in un mercato sempre più competitivo e in continua evoluzione, dove la competizione si fa sempre più agguerrita, l'innovazione rappresenta un fattore di successo imprescindibile. Tuttavia, spesso le aziende, soprattutto le piccole e medie imprese (PMI), si trovano a fronteggiare ostacoli significativi nel perseguire i propri progetti innovativi. È in questo scenario che i bandi per l'innovazione assumono un ruolo cruciale.
Questi strumenti, promossi da enti pubblici a livello europeo, nazionale e regionale, sono progettati per fornire un sostegno concreto alle imprese che investono nel proprio futuro. Attraverso una varietà di agevolazioni, che spaziano dai contributi a fondo perduto ai finanziamenti agevolati, passando per i crediti d'imposta, i bandi mirano a rimuovere gli ostacoli finanziari che spesso impediscono alle aziende di abbracciare l'innovazione. In tal modo, le imprese sono messe nelle condizioni di avviare progetti che altrimenti sarebbero troppo rischiosi o costosi da sostenere con le proprie sole forze.
Ma i bandi non si limitano a un sostegno economico. Essi rappresentano un vero e proprio volano per la competitività e la crescita aziendale. L'accesso a queste opportunità consente alle imprese di sviluppare nuovi prodotti e servizi, ottimizzare i propri processi produttivi, digitalizzare le operazioni e promuovere la sostenibilità ambientale. Investire in innovazione significa, in ultima analisi, migliorare la propria posizione sul mercato, attrarre nuovi clienti e creare valore nel lungo periodo.
I bandi per l'innovazione più interessanti del momento
Il panorama dei bandi per l'innovazione è estremamente variegato, offrendo alle aziende una miriade di opportunità per finanziare i propri progetti e accelerare il loro percorso di crescita.
A livello nazionale La Nuova Sabatini supporta gli investimenti in macchinari e impianti produttivi, inclusi gli investimenti green, con un contributo in conto impianti che rende più accessibile l'ammodernamento delle attrezzature aziendali. Anche il Credito d'imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica rappresenta un'opportunità trasversale con una serie di agevolazioni fiscali che incentivano le aziende a spingersi verso nuove frontiere.
Il Bando Digital Transformation invece sostiene la digitalizzazione dei processi produttivi, un aspetto fondamentale per rimanere competitivi nell'era digitale.
Per le startup innovative, il quadro delle agevolazioni è ancora più ampio. Oltre agli incentivi fiscali all'investimento e all'accesso semplificato al Fondo di Garanzia, possono contare su finanziamenti agevolati con Smart & start Italia, esonero da diritti camerali e imposte di bollo, e una serie di altre misure che facilitano la loro crescita e consolidamento sul mercato.
Accanto ai bandi nazionali, si segnalano numerose iniziative a livello regionale, che testimoniano l'impegno delle singole regioni a sostenere l'innovazione delle imprese locali. Ad esempio, il Bando SkillsXS3 della Regione Piemonte si distingue per il suo focus sulla formazione del personale, un aspetto cruciale per l'implementazione di processi innovativi. Le micro, piccole e medie imprese possono ottenere contributi a fondo perduto per rafforzare le competenze interne in aree strategiche come la ricerca e sviluppo.
la Regione Umbria invece ha lanciato un bando per la transizione ecologica che supporta le MPMI nel loro percorso di innovazione e transizione verso modelli di business più sostenibili e responsabili. la Regione Lombardia incentiva le imprese nel percorso di innovazione ambientale con il Bando Rinnova Veicoli 2024-2025, che fornisce contributi per la radiazione di veicoli inquinanti e l'acquisto di veicoli a basse emissioni.
L'accesso a queste opportunità richiede una buona dose di informazione e una strategia ben definita. È fondamentale monitorare costantemente le pubblicazioni dei bandi, valutare attentamente i requisiti di accesso e predisporre una documentazione accurata. In questo contesto, il supporto di professionisti esperti in finanza agevolata fa la differenza, guidando le aziende nella scelta delle agevolazioni più adatte e nella preparazione delle domande.
Rimanere aggiornati sulle ultime novità, valutare attentamente le proprie esigenze e avvalersi del supporto di esperti qualificati sono i passi fondamentali per cogliere appieno queste opportunità e trasformare le idee innovative in realtà concrete.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Commissione UE: aggiornato il regolamento de minimis agricolo. Finalmente più aiuti per gli agricoltori
La Commissione europea ha adottato una modifica al regolamento sugli aiuti "de minimis" nel settore agricolo (Regolamento UE n. 1408/2013), con l'obiettivo di fornire un maggiore sostegno agli agricoltori. Il regolamento rivisto entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e sarà applicabile fino al 31 dicembre 2032, sostituendo la scadenza prevista per il 2027.
Nuovo regolamento de minimis agricolo: aumentano i tetti massimi degli aiuti
La principale novità introdotta dalla revisione è l'aumento del tetto massimo degli aiuti che le aziende agricole possono ricevere. Il limite passa da 25.000 euro a 50.000 euro nell'arco di tre anni. Inoltre, i "massimali nazionali" saranno adeguati in base al valore della produzione agricola di ciascuno Stato membro. Il periodo di riferimento per il calcolo è stato esteso dal 2012-2017 al 2012-2023, per tenere conto dell'incremento del valore della produzione agricola degli ultimi anni.
Più trasparenza con il registro degli aiuti obbligatorio
Per garantire maggiore trasparenza, la Commissione UE ha previsto l'introduzione di un registro centrale degli aiuti de minimis, che diventerà obbligatorio a livello nazionale o europeo. Attualmente, la creazione di tale registro è solo facoltativa per gli Stati membri.
Eliminato il "tetto settoriale" dal regolamento de minimis agricolo
Un'altra importante modifica riguarda l'eliminazione del "tetto settoriale". In precedenza, gli Stati membri non potevano concedere aiuti de minimis superiori al 50% del massimale nazionale allo stesso settore di prodotti. Questa limitazione è stata eliminata, per sostenere gli agricoltori di fronte alla "pressione inflazionistica e ai prezzi elevati delle materie prime", come ha sottolineato la neo vicepresidente UE responsabile per la Concorrenza, Teresa Ribera.
In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
Il nuovo regolamento entrerà in vigore dopo la pubblicazione del testo revisionato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.
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Martina Moretti
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MIMIT: al via nel 2025 i nuovi incentivi per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
Il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) ha annunciato l'avvio, previsto per i primi mesi del 2025, di una nuova misura di incentivi per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (FER) destinata alle piccole e medie imprese (PMI). Questa iniziativa, finanziata con 320 milioni di euro nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mira a sostenere la transizione energetica delle imprese italiane. Il decreto attuativo è attualmente in fase di registrazione.
Beneficiari degli incentivi MIMIT per l'autoproduzione di energia FER
I contributi sono rivolti alle PMI che abbiano sede legale o unità produttiva sul territorio nazionale, con almeno un bilancio approvato e depositato, o, nel caso di imprese individuali/società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi.
Sono ammessi tutti i settori produttivi, con alcune esclusioni. Non rientrano infatti il settore carbonifero, la produzione primaria di prodotti agricoli, la pesca e l'acquacoltura. Inoltre, per rispettare il principio "Do No Significant Harm" (DNSH), sono escluse le imprese attive nella produzione di energia basata su combustibili fossili, industrie ad alta intensità energetica, produzione di veicoli inquinanti, gestione dei rifiuti, e produzione di energia nucleare.
Tipologia di interventi ammissibili
Gli incentivi del MIMIT sosterranno programmi di investimento in beni materiali nuovi e tecnologie, finalizzati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, come impianti solari fotovoltaici o minieolici, per l'autoconsumo immediato. È prevista la possibilità di integrare questi impianti con sistemi di stoccaggio dell'energia "behind-the-meter" per l'autoconsumo differito.
I progetti devono essere basati su una diagnosi energetica certificata, realizzata da soggetti qualificati, e realizzati su edifici esistenti o su coperture di strutture pertinenziali. I programmi devono avere un termine di ultimazione non superiore a 18 mesi dalla data di concessione, con costi totali compresi tra 30.000 e 1.000.000 di euro.
Contributi MIMIT fino al 50% per l'autoproduzione di energia
Il contributo in conto impianti è concesso nella misura del 30% per le medie imprese e del 40% per le piccole imprese, calcolato sui costi ammissibili per l'acquisto e la messa in esercizio dell'impianto solare fotovoltaico o minieolico, comprese apparecchiature e tecnologie funzionali.
È previsto anche un contributo del 30% per la componente aggiuntiva di stoccaggio energetico e del 50% per la diagnosi energetica. La selezione delle istanze avverrà attraverso una procedura valutativa a graduatoria.
L’avvio previsto per il 2025
L'avvio di questa misura, prevista per i primi mesi del 2025, rappresenta una concreta opportunità per le PMI italiane per ridurre i costi energetici e contribuire alla transizione verso un sistema energetico più sostenibile e basato sulle fonti rinnovabili. Si attendono ulteriori dettagli e la pubblicazione del decreto attuativo per conoscere le modalità e i tempi di presentazione delle domande.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Piano Transizione 5.0: le modifiche arriveranno con la Legge di Bilancio, non con il Decreto Fiscale
Il Governo ha deciso di posticipare l'introduzione delle modifiche al Piano Transizione 5.0. Previste inizialmente nel Decreto Fiscale, saranno inserite nella Legge di Bilancio. Il posticipo delle modifiche dimostra la volontà del Governo di rendere il Piano Transizione 5.0 più efficace. Dopo un avvio stentato, si punta a semplificare e rendere più attrattivo il piano per le imprese.
Il ritardo è dovuto principalmente alla necessità di un pacchetto completo di aggiornamenti, che includa modifiche a scaglioni, aliquote, maggiorazioni, mini proroga, semplificazione e cumulabilità. Integrare tutte queste modifiche richiede tempi più lunghi di quelli disponibili per la conversione in legge del Decreto Fiscale.
Un maxi-emendamento alla Legge di Bilancio per il Piano Transizione 5.0
L'emendamento Gelmetti, che avrebbe dovuto introdurre modifiche al Piano Transizione 5.0 nel Decreto Fiscale, è stato riformulato. Eliminati i riferimenti a Transizione 5.0, ora prevede un aggiornamento delle coperture per il Piano Transizione 4.0 (4,7 miliardi di euro). Le modifiche a Transizione 5.0 saranno inserite in un unico emendamento alla Legge di Bilancio, attualmente in discussione alla Camera.
Ulteriori novità al Piano Transizione 5.0 attese per il 2025
Il Ministro Urso ha annunciato ulteriori possibili miglioramenti al Piano Transizione 5.0 nei primi mesi del 2025, a seguito di interlocuzioni con la Commissione Europea. Tra le modifiche ancora in discussione, la possibilità per le imprese di gestire più progetti di investimento contemporaneamente.
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Martina Moretti
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Bandi per l'internazionalizzazione delle imprese: come funzionano e quali sono i principali aperti al momento
In un panorama economico sempre più interconnesso, l'espansione oltre i confini nazionali rappresenta un'opportunità imprescindibile per le imprese che ambiscono al mantenimento di una posizione competitiva di rilievo. Tuttavia l'approccio a nuovi mercati, con le intrinseche complessità culturali ed economiche, può risultare un'impresa ardua. Proprio per agevolare questo sono stati concepiti i bandi per l'internazionalizzazione: strumenti di finanza agevolata che offrono un sostegno concreto alle aziende italiane desiderose di espandere il proprio orizzonte commerciale.
Questi bandi, promossi da enti governativi a livello europeo, nazionale e regionale, si configurano come un'iniezione di capitale strategica. Consentendo alle imprese di affrontare le spese inerenti all'ingresso e al consolidamento nei mercati esteri. Ma quali sono i bandi per l’internazionalizzazione delle imprese più interessanti del momento? Vediamolo insieme.
Cosa sono i bandi per l'internazionalizzazione?
Prima di passare alla disamina dei bandi più interessanti de momento è però necessario chiarire di cosa stiamo parlando. L'internazionalizzazione, ovvero l'espansione delle attività aziendali oltre i confini nazionali, si presenta come una strategia imprescindibile per la crescita e il successo in un contesto economico globale.
Questo processo, che implica l'instaurazione di relazioni commerciali con aziende, consumatori e fornitori esteri, mira ad ampliare il mercato di riferimento, diversificare le fonti di approvvigionamento e accedere a nuove opportunità di finanziamento. Per agevolare le imprese in questo percorso complesso ma ricco di potenzialità, enti istituzionali a vari livelli - europeo, nazionale e regionale - promuovono specifici bandi per l'internazionalizzazione.
Questi bandi si traducono in agevolazioni finanziarie volte a sostenere le imprese italiane nel loro processo di espansione estera. Le agevolazioni possono assumere diverse forme. Le più frequenti sono contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati con tassi di interesse inferiori a quelli di mercato, e garanzie statali che facilitano l'accesso al credito.
Ogni bando è caratterizzato da specifici requisiti e criteri di ammissibilità. Inoltre il bando definisce i destinatari, le tipologie di progetti finanziabili, le spese ammissibili, l'entità del contributo e le scadenze per la presentazione delle domande.
Spese ammissibili: quali sono i costi agevolabili per l’internazionalizzazione imprese
I bandi per l'internazionalizzazione coprono un'ampia gamma di spese, consentendo alle imprese di ottenere un supporto finanziario concreto per diverse attività legate all'espansione estera. Tra le voci di spesa generalmente ammissibili figurano l'affiancamento di consulenti specializzati in ambito legale, fiscale e strategico, per districarsi nelle complessità dei mercati internazionali.
Ma anche le spese per la formazione del personale e le attività di marketing e promozione, comprendenti la partecipazione a fiere internazionali, il lancio di campagne pubblicitarie mirate, eccetera.
Inoltre, i bandi per l’internazionalizzazione delle imprese italiane possono finanziare l'ottenimento di certificazioni di prodotto indispensabili per accedere a determinati mercati esteri, nonché gli adeguamenti necessari per conformarsi alle normative locali.
L'espansione della rete vendita all'estero, attraverso l'apertura di nuove sedi o la creazione di partnership commerciali, è un'altra area di intervento spesso coperta dai bandi, così come gli investimenti in digitalizzazione e nell'implementazione di piattaforme e-commerce per raggiungere una clientela internazionale più ampia.
Bandi per l'internazionalizzazione delle imprese italiane: le proposte degli enti regionali
Attualmente, numerose opportunità di finanziamento si presentano alle imprese italiane che desiderano internazionalizzare il proprio business. Tra i bandi regionali più rilevanti, spicca il bando internazionalizzazione 2024 della Regione Lombardia, focalizzato sulla partecipazione a fiere internazionali. Questo bando offre contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con una premialità aggiuntiva per le imprese che raggiungono determinati obiettivi.
Il bando internazionalizzazione Emilia-Romagna attualmente in corso, invece, sostiene i progetti di internazionalizzazione delle PMI con contributi fino al 70%. Mentre la Regione Calabria propone un bando internazionalizzazione che prevede contributi fino al 100% per la partecipazione a eventi internazionali e al 50% per consulenze specialistiche. Ogni regione, quindi, definisce le proprie priorità e modalità di intervento, con variazioni significative nell'entità del contributo e nelle tipologie di spese finanziabili.
Bandi SIMEST internazionalizzazione: le misure nazionali più interessanti per le imprese
Oltre ai bandi regionali, un ruolo fondamentale nel panorama della finanza agevolata per l'internazionalizzazione è svolto da SIMEST, società del Gruppo CDP (Cassa Depositi e Prestiti). SIMEST offre una vasta gamma di finanziamenti agevolati a supporto delle imprese italiane che investono in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione per crescere sui mercati esteri.
Particolarmente interessante è il bando internazionalizzazione SIMEST "Fiere ed Eventi", che agevola la partecipazione a manifestazioni internazionali, fino a un massimo di tre eventi di carattere internazionale (anche virtuali). La durata del finanziamento è di 4 anni, con 2 anni di pre-ammortamento, con una quota di finanziamento a fondo perduto.
Mentre la "Misura Africa", anch’essa inserita all’interno della proposta di finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, è dedicata alle imprese che operano o intendono operare nel continente africano. SIMEST propone tassi agevolati, quote a fondo perduto fino al 20% per le imprese del Mezzogiorno e l'esenzione dalla prestazione delle garanzie per progetti localizzati in Africa.
Per accedere ai finanziamenti SIMEST, è necessario presentare la domanda tramite il portale dedicato, seguendo le procedure e i requisiti specificati nella documentazione ufficiale.
Come sfruttare al massimo i bandi per l'internazionalizzazione
È evidente quindi che i bandi per l'internazionalizzazione rappresentano un'opportunità imprescindibile per le imprese italiane che ambiscono ad espandere il proprio business oltre i confini nazionali. Offrendo un sostegno concreto per affrontare le sfide e cogliere le opportunità legate all'ingresso e al consolidamento nei mercati esteri.
Come abbiamo visto, le agevolazioni coprono un'ampia gamma di spese, dalla consulenza specializzata alla formazione del personale, dal marketing alla digitalizzazione, consentendo alle imprese di investire in modo strategico nella propria crescita internazionale. La varietà dei bandi disponibili richiede però un'attenta analisi per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze di ogni singola impresa.
Dalla Regione Lombardia all'Emilia-Romagna, dalla Calabria ai finanziamenti agevolati di SIMEST, il panorama delle opportunità è ampio e articolato. Per navigare con successo in questo complesso sistema e massimizzare le possibilità di ottenere i finanziamenti desiderati, è fondamentale affidarsi a una consulenza specializzata.
Golden Group, con la sua profonda conoscenza del settore della finanza agevolata e la sua comprovata esperienza nell'assistenza alle imprese, è il partner ideale per accompagnare le aziende in questo percorso.
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Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





