Incentivi all'assunzione in Umbria: aperto il nuovo bando da 4 milioni di euro
La Regione Umbria promuove la creazione di nuova occupazione stabile con il bando "Incentivi all'assunzione 2024". L'iniziativa, finanziata con 4 milioni di euro, prevede incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato e determinato, anche part-time, effettuate a partire dal 1° gennaio 2024.
Beneficiari e destinatari degli incentivi assunzioni 2024 della Regione Umbria
Possono beneficiare degli incentivi le micro, piccole e medie imprese private di tutti i settori, con almeno un'unità produttiva in Umbria (escluso il codice ATECO A).
I destinatari delle assunzioni devono appartenere a uno dei seguenti target:
- disoccupati iscritti ai CPI dell'Umbria (anche iscritti alla Legge 68/99 e s.m.i.),
- inattivi,
- beneficiari del Programma GOL (che abbiano usufruito di almeno un LEP di orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro o formazione),
- lavoratori in CIGS in uscita dal lavoro.
Il bando della Regione Umbria per gli incentivi alle assunzioni mette a disposizione 4 milioni di euro, di cui il 50% è riservato alle assunzioni di beneficiari del Programma GOL. Questa scelta sottolinea l'impegno della Regione nel supportare l'inserimento lavorativo di persone che si trovano in situazioni di svantaggio.
Come funzionano gli incentivi alle assunzioni del bando Regione Umbria
Gli incentivi, erogati come somme forfettarie, vanno da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 15.000 euro. L'importo varia in base alla tipologia di destinatario e alla natura del rapporto di lavoro, a condizione che il rapporto di lavoro si mantenga per un periodo minimo di 6 o 12 mesi.
In particolare, sono finanziate le assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e determinato (di durata minima di 12 mesi), anche part-time (minimo 50% del monte ore previsto dal CCNL), inclusi i contratti di somministrazione e di apprendistato professionalizzante.
Quando presentare domanda per il bando assunzioni Regione Umbria
Il bando della Regione Umbria per gli incentivi alle assunzioni è aperto dalle 10:00 del 14 novembre 2024 alle 12:00 del 16 dicembre 2024.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
ZES Unica Agricoltura: in apertura le domande per i contributi
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 18 settembre 2024, decreto attuativo della ZES Unica Agricoltura. Il decreto dà il via alle domande per il credito d'imposta per gli investimenti nel settore agricolo nelle Zone Economiche Speciali (ZES) del Mezzogiorno. La misura prevede un plafond di 40 milioni di euro per l'anno 2024.
Beneficiari del credito d'imposta ZES Unica Agricoltura
Possono beneficiare del credito d'imposta ZES Unica Agricoltura le imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (allegato I del TFUE), le imprese del settore forestale e le micro, piccole e medie imprese del settore pesca e acquacoltura. Ciò indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato.
Le strutture produttive interessate dagli investimenti devono essere ubicate nelle zone assistite di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tali zone sono individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Quali sono gli investimenti agevolabili per il credito di imposta ZES Unica Agricoltura
Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 16 maggio al 15 novembre 2024, ai sensi dell'art. 109 del TUIR. Rientrano tra le spese ammissibili l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, l'acquisto di terreni e l'acquisizione o realizzazione/ampliamento di immobili strumentali.
Gli immobili oggetto dell’investimento devono essere utilizzati per l'esercizio dell'attività nella struttura produttiva ubicata nella zona ZES. Il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell'investimento. Mentre il progetto di investimento non deve essere inferiore a 50.000 euro.
Come funziona il contributo ZES Unica Agricoltura
L'ammontare massimo del credito d'imposta fruibile sarà calcolato in base al limite di spesa complessivo di 40 milioni di euro, rapportato all'ammontare totale dei crediti d'imposta richiesti. La percentuale di fruizione sarà resa nota dall'Agenzia delle Entrate entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle comunicazioni.
Quando presentare domanda per il credito di imposta ZES Unica Agricoltura
Per accedere al contributo, le imprese dovranno presentare una comunicazione all'Agenzia delle Entrate. Il modello di comunicazione e le relative istruzioni saranno resi disponibili con un successivo provvedimento.
Le domane per l'attribuzione del credito d'imposta ZES Unica Agricoltura potranno essere presentate dal 20 novembre 2024 al 17 gennaio 2025.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
R&S: appeal e complessità delle agevolazioni per chi investe in ricerca e sviluppo
Investire in Ricerca e Sviluppo (R&S) rappresenta un volano imprescindibile per la crescita e la competitività delle imprese. In un panorama economico globale sempre più esigente, l'innovazione tecnologica diventa la chiave per conquistare nuovi mercati e consolidare il proprio posizionamento.
L'Italia, pur mostrando un certo dinamismo in questo ambito, deve ancora colmare il divario che la separa da altri paesi europei. Come incentivare, dunque, gli investimenti in R&S? Un ruolo cruciale è giocato dalle agevolazioni pubbliche, strumenti finanziari pensati per supportare le imprese in questo percorso, spesso irto di ostacoli burocratici e interpretativi.
L'importanza degli investimenti in ricerca e sviluppo e il ruolo delle imprese estere
L'innovazione è il motore propulsivo dell'economia moderna. Investire in R&S non significa semplicemente destinare risorse a nuove tecnologie, ma investire nel futuro. Nonché creare valore aggiunto, migliorare processi produttivi e, in ultima analisi, generare benefici per l'intera collettività.
Un dato particolarmente interessante emerge dal V Rapporto dell'Osservatorio Imprese Estere di Confindustria e Luiss. Il documento evidenzia che le imprese a controllo estero in Italia dimostrano una spiccata propensione all'innovazione, destinando una quota considerevole dei propri investimenti proprio alla R&S. Nello specifico, nel 2021, queste imprese hanno investito 5 miliardi di euro, pari a quasi un terzo della spesa privata complessiva in R&S, con un incremento del 23,4% rispetto all'anno precedente.
Questo dato testimonia l'importanza strategica che le multinazionali attribuiscono all'innovazione e il ruolo fondamentale che esse svolgono nel panorama economico italiano. Inoltre, la loro significativa attività di ricerca e sviluppo si traduce in una maggiore domanda di brevetti, ulteriore indicatore della vitalità innovativa di queste realtà imprenditoriali.
Le complessità del credito d'imposta ricerca e sviluppo e le controversie legali
Se da un lato le agevolazioni pubbliche per ricerca e sviluppo rappresentano un'opportunità appetibile per le imprese, dall'altro la loro gestione può rivelarsi un percorso intricato, costellato da insidie burocratiche e interpretative. La normativa in materia, infatti, risulta spesso complessa e di non immediata comprensione, generando incertezza e difficoltà applicative. In particolare per quanto riguarda il credito d’imposta ricerca e sviluppo.
Questa ambiguità normativa può dar luogo a contenziosi legali, come evidenziato dalle numerose controversie che vedono contrapposte le imprese e l'Amministrazione finanziaria. Un esempio emblematico è rappresentato dalle diatribe riguardanti l'applicabilità del Manuale di Frascati, documento di riferimento internazionale per la definizione e la misurazione delle attività di R&S.
L'interpretazione e l'applicazione retroattiva di tale manuale sono state oggetto di dibattiti giuridici, con sentenze spesso contrastanti emesse dalle diverse Corti tributarie. Come emerge dalle numerose sentenze, frequenti ipotesi di difesa riguardano la natura giuridica del Manuale di Frascati, la sua traduzione in lingua italiana, la tempestività delle circolari interpretative e il principio del legittimo affidamento del contribuente.
Altro elemento di criticità riguarda la necessità del parere tecnico del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) in fase di accertamento. Mentre l'Agenzia delle Entrate rivendica la propria autonomia valutativa, solitamente le imprese contestano la competenza tecnica dei funzionari nel valutare aspetti altamente specialistici come la "novità", la "creatività" e la "riproducibilità" delle ricerche svolte. Parametri che fanno la differenza nell’accesso ai contributi.
Criticità e possibili soluzioni per semplificare l’accesso al credito d'imposta ricerca e sviluppo 2024
Le complessità che caratterizzano la gestione delle agevolazioni per la R&S rischiano di vanificare l'obiettivo di incentivare gli investimenti in innovazione. La farraginosità burocratica, l'incertezza interpretativa e il rischio di contenzioso possono scoraggiare le imprese, soprattutto le PMI, dal perseguire progetti di ricerca e sviluppo.
Per rendere il sistema più efficace e trasparente, è necessario intervenire su diversi fronti. Innanzitutto, semplificare la normativa, rendendola più chiara e accessibile, riducendo il margine di discrezionalità interpretativa. In secondo luogo, garantire una maggiore tempestività e chiarezza nelle circolari e nelle risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate, in modo da fornire alle imprese indicazioni precise e puntuali.
Inoltre, potrebbe essere opportuno prevedere un ruolo più attivo per il MISE, valorizzando le sue competenze tecniche in fase di istruttoria e di accertamento.
L’importanza di una consulenza specializzata per il credito d'imposta ricerca e sviluppo 2024
Investire in ricerca e sviluppo è una scelta strategica per il futuro di ogni impresa. Le agevolazioni pubbliche rappresentano un valido supporto per affrontare questo percorso, ma la loro complessità richiede un'attenta pianificazione e una gestione scrupolosa.
Per questo motivo, rivolgersi a consulenti specializzati in finanza agevolata diventa fondamentale. Un partner qualificato come Golden Group può accompagnare le imprese in ogni fase del processo, dalla presentazione della domanda di agevolazione fino alla gestione del rapporto con l'Amministrazione finanziaria. Garantendo il rispetto delle normative e riducendo il rischio di contenziosi.
Affidarsi a professionisti esperti significa non solo massimizzare le opportunità offerte dalle agevolazioni, ma anche concentrarsi sull'aspetto più importante: lo sviluppo di progetti innovativi che possano contribuire alla crescita e al successo dell'impresa.
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Martina Moretti
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ISMEA: aperto il bando del Fondo per l'Innovazione in Agricoltura 2024
L'ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) ha pubblicato le istruzioni operative e l'avviso di apertura per il Fondo Innovazione in Agricoltura 2024. Fondo destinato a sostenere progetti di innovazione nel settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura.
Per il 2024, il Fondo dispone di 100 milioni di euro. Di questi, 30 milioni sono riservati alle PMI con sede operativa nei territori colpiti dalle alluvioni di maggio 2023.
Beneficiari del Fondo Innovazione in Agricoltura
Possono partecipare al nuovo bando Fondo per l'Innovazione in Agricoltura le PMI agricole, PMI della pesca e PMI agromeccaniche attive da almeno due anni.
Come funziona il contributo del Fondo per l'Innovazione in Agricoltura ISMEA
Il Fondo per l'Innovazione in Agricoltura finanzia investimenti per lo sviluppo attraverso la diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la gestione digitale dell'impresa, il risparmio dell'acqua, la riduzione dell'impiego di sostanze chimiche, ecc.
Entrando nello specifico, sono ammissibili i costi (al netto di IVA) sostenuti per:
- Macchine, strumenti e attrezzature per l'agricoltura;
- Macchine mobili non stradali per agricoltura e zootecnia;
- Macchine per la zootecnia;
- Trattori agricoli;
- Investimenti per la pesca e l'acquacoltura.
L'importo complessivo dei costi ammissibili deve essere compreso tra 70.000 euro (10.000 euro per le PMI della pesca) e 500.000 euro.
Come presentare domanda per il Fondo Innovazione in Agricoltura
Le imprese interessate al bando Fondo per l'Innovazione in Agricoltura possono procedere con accreditamento, compilazione e preconvalida delle domande a partire dalle ore 12.00 del 15 novembre 2024 e fino alle ore 12.00 del 13 dicembre 2024. La preconvalida è obbligatoria per la presentazione della domanda, ma non determina l'ordine cronologico di valutazione.
La presentazione della domanda è possibile dalle ore 12.00 del 18 dicembre 2024. L'istruttoria delle domande seguirà l'ordine cronologico di presentazione e sarà limitata al doppio della dotazione finanziaria disponibile.
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CCIAA Modena: pubblicato il bando Voucher Digitali I4.0 – 2024 per la digitalizzazione delle MPMI
La Camera di Commercio di Modena ha pubblicato il bando Voucher Digitali I4.0 – 2024. Con una dotazione di 100.000 euro, il bando ha l'obiettivo di sostenere le micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio nel processo di digitalizzazione e nell'acquisizione di nuove competenze e tecnologie, favorendo anche approcci green oriented.
In particolare, il Bando Voucher Digitali I4.0 finanzia servizi di consulenza e formazione, nonché l'acquisto di beni strumentali materiali e immateriali, connessi alle tecnologie abilitanti Industria 4.0.
Chi può partecipare al bando della CCIAA Modena
Possono ottenere i contributi del bando Voucher Digitali I4.0 – 2024 le micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio modenese. A condizione che non abbiano beneficiato dell'analogo contributo a valere sul Bando Voucher Digitali I4.0 della Camera di commercio per l'anno 2023.
Spese ammissibili al bando Voucher Digitali I4.0
Le spese ammissibili includono software, hardware, consulenza specialistica in ambito digitale e formazione del personale sulle nuove tecnologie. L'investimento minimo richiesto è di 3.000,00 euro. Le spese devono essere sostenute dal 1° gennaio 2024 fino a 120 giorni dopo la data di approvazione delle graduatorie.
Condizioni del contributo
Il contributo è concesso a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 4.000,00 euro. Alle imprese con rating di legalità è riconosciuta una premialità di 250,00 euro, nel rispetto dei limiti "de minimis". L'agevolazione è concessa in regime "de minimis" e non è cumulabile con altri aiuti per le stesse spese.
Come presentare domanda per il bando Voucher Digitali I4.0 della CCIAA Modena
Le domande per il bando Voucher Digitali I4.0 della CCIAA Modena possono essere presentate telematicamente dal 13 al 27 novembre 2024, attraverso la piattaforma della CCIAA di Modena. La compilazione online sarà possibile a partire dal 6 novembre 2024.
La selezione avverrà tramite una procedura valutativa a graduatoria, basata su criteri predefiniti. A parità di punteggio, prevale l'ordine cronologico di presentazione.
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Martina Moretti
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