Regione Umbria: nuovi contributi alle PMI con il bando efficienza energetica 2024
La Regione Umbria, attraverso il Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PR FESR) 2021-2027, promuove l'efficienza energetica delle PMI con un nuovo avviso pubblico. L'iniziativa offre contributi a fondo perduto per investimenti finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti.
Beneficiari e investimenti ammissibili del bando Regione Umbria
Possono accedere al bando le piccole e medie imprese (PMI) con almeno una sede operativa attiva in Umbria, dove dovrà essere realizzato l'intervento. La sede in questione deve risultare attiva e possedere un codice ATECO ammesso dal bando.
Sono considerati ammissibili investimenti per la riduzione dei consumi termici (generazione di energia termica, recupero di calore, ecc.) ed elettrici (illuminazione, condizionamento, ecc.), interventi sull'involucro, sul ciclo produttivo e altri interventi per la riduzione dei consumi.
La spesa ammissibile, al netto di IVA, deve essere compresa tra 30.000 e 300.000 euro. Il progetto può essere avviato dal giorno successivo alla presentazione della domanda.
Come funziona il contributo della Regione Umbria per il bando efficienza energetica
Il contributo a fondo perduto è pari al 50% per le piccole imprese e al 40% per le medie imprese. Se si opta per il Regolamento (UE) 651/2014 GBER, è previsto un incremento del 5% per le aree della Regione Umbria che risultano ammissibili ai sensi dell’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE.
Come presentare domanda per il bando efficienza energetica 2024
Le domande per il bando efficienza energetica possono essere compilate a partire dalle ore 10:00 del 4 novembre 2024, mentre la richiesta del ticket di prenotazione, la convalida e l'invio della domanda vera e propria dovranno essere effettuati a partire dalle ore 10:00 dell'11 novembre 2024. Entrambe le procedure si chiuderanno alle ore 12:00 del 28 febbraio 2025.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Lombardia: in apertura il bando "Investimenti - Linea Microimprese"
Regione Lombardia promuove la competitività delle microimprese con il bando "Investimenti - Linea Microimprese", finanziato dal Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR FESR) 2021-2027.
L'iniziativa mette a disposizione 25 milioni di euro a fondo perduto per sostenere investimenti volti all'innovazione tecnologica, all'efficientamento energetico e alla crescita dimensionale. Ma anche incentivando investimenti in impianti, attrezzature e tecnologie innovative. Le domande possono essere presentate dal 6 novembre 2024.
Beneficiari del bando "Investimenti - Linea Microimprese"
Possono beneficiare del contributo le microimprese con sede legale o operativa in Lombardia da almeno 12 mesi, nella quale si svolge l'attività produttiva e nella quale sarà realizzato l’intervento. Per accedere al contributo le imprese devono aver depositato almeno due bilanci o due dichiarazioni fiscali.
Come funziona il contributo del bando Lombardia "Investimenti - Linea Microimprese"
Sono ammissibili al bando "Investimenti - Linea Microimprese" le spese per interventi di innovazione tecnologica, efficientamento energetico e riduzione dell'impatto ambientale dei sistemi di produzione. L'investimento minimo ammissibile è di 10.000 euro. Il contributo a fondo perduto copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo erogabile di 50.000 euro.
È consentito il cumulo con altre fonti di finanziamento, purché siano rispettate le normative sul cumulo degli aiuti. Il cumulo può raggiungere il 100% del singolo costo.
Come fare domanda per il bando "Investimenti - Linea Microimprese" della Regione Lombardia
Le domande al bando "Investimenti - Linea Microimprese" devono essere presentate a sportello a partire dalle ore 10:30 del 6 novembre 2024, fino ad esaurimento delle risorse, attraverso la piattaforma dedicata.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
ZLS Emilia-Romagna: firmato il DPCM Istitutivo
Il DPCM istitutivo della Zona Logistica Semplificata (ZLS) dell'Emilia-Romagna è stato firmato. Questo provvedimento, frutto di un iter avviato nel 2018, apre nuove opportunità per le imprese regionali. La ZLS offrirà semplificazioni amministrative, agevolazioni per gli investimenti e l'accesso al nuovo credito d'imposta ZLS (limitatamente ai comuni inclusi nella Carta degli aiuti a finalità regionale).
Obiettivi e caratteristiche della ZLS Emilia-Romagna
L'obiettivo principale della ZLS-ER è sostenere lo sviluppo del sistema produttivo regionale. Supportando le strategie dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale e degli enti territoriali legati all'hub portuale di Ravenna.
La ZLS-ER, con un'estensione di circa 4500 ettari, connette il porto di Ravenna con i nodi intermodali regionali e le aree produttive commercialmente collegate. È infatti un sistema composto da:
- porzioni di territorio;
- imprese che vi operano:
- infrastrutture che collegano le imprese al porto di Ravenna.
Quali sono le agevolazioni per le imprese della ZLS Emilia-Romagna
Le imprese all'interno della ZLS-ER beneficeranno di semplificazioni amministrative e finanziarie, tra cui:
- l'Autorizzazione Unica (AU) , in cui confluiscono tutti gli atti di autorizzazione, assenso e nulla osta necessari per la realizzazione di un’attività, un’opera o un progetto da condurre all’interno della ZLS;
- tempi ridotti per procedimenti come VIA e VAS;
- procedure accelerate per autorizzazioni, licenze e altri atti di assenso;
- perentorietà dei termini per il rilascio di autorizzazioni e altri atti da parte di più enti.
La Zona Logistica Semplificata (ZLS) dell'Emilia-Romagna potrà inoltre accedere al tax credit ZLS. Ma solo per le aree ammissibili agli aiuti a finalità regionale secondo l'art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Nuovo Codice incentivi: addio ai bonus automatici? Cosa cambia per le imprese
Il panorama degli incentivi fiscali alle imprese sta per cambiare radicalmente. L'epoca dei bonus automatici, erogati senza particolari controlli preventivi, sembra destinata a concludersi. L'ombra del superbonus, con il suo impatto sui conti pubblici, e l'esigenza di un più rigoroso controllo della spesa pubblica, hanno spinto il governo a rivedere la propria strategia in materia di agevolazioni alle imprese.
La bozza del nuovo Codice degli Incentivi, in attesa di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, introduce importanti novità che prefigurano un sistema più strutturato, trasparente e selettivo nell'erogazione degli aiuti alle aziende. Ma cosa cambierà concretamente per le imprese? E quali saranno le implicazioni di questa svolta verso una gestione più oculata delle risorse pubbliche? Scopriamolo insieme.
Comunicazione preventiva e monitoraggio: un nuovo paradigma per gli incentivi alle imprese
Una delle novità più significative introdotte dalla bozza del Codice degli Incentivi è l'obbligo per le imprese di presentare una comunicazione preventiva per accedere alle agevolazioni. Similmente a quanto già previsto per i crediti d'imposta del piano Transizione 5.0 e per quelli della Zona Economica Speciale del Mezzogiorno.
Anche per gli altri incentivi fiscali quindi le aziende dovranno comunicare preventivamente l'ammontare complessivo delle spese per le quali intendono richiedere il beneficio e la ripartizione annuale della fruizione. Questo meccanismo, ad eccezione degli incentivi che già prevedono un'istruttoria di carattere tecnico-economico, consentirà all'amministrazione finanziaria un monitoraggio più stringente sull'utilizzo delle risorse pubbliche destinate agli incentivi.
Il soggetto gestore dell'incentivo (singolo Ministero o società in-house) avrà inoltre l'onere di trasmettere mensilmente al Ministero dell'Economia i dati comunicati dalle imprese, a meno che il bando dell'incentivo non preveda una diversa cadenza. Questo flusso costante di informazioni permetterà di tenere sotto controllo la spesa e di evitare scostamenti dal bilancio.
Un ulteriore requisito introdotto dalla bozza del Codice degli Incentivi, che potrebbe generare qualche perplessità nel mondo imprenditoriale, riguarda l'obbligo di stipulare una polizza assicurativa per danni da eventi catastrofali. L'articolo 9 del decreto legislativo, infatti, prevede espressamente l'esclusione dagli incentivi per le imprese che non si conformeranno a questa disposizione.
La questione dell'assicurazione obbligatoria è stata oggetto di un acceso dibattito tra governo e associazioni imprenditoriali, in particolare per quanto concerne la data di entrata in vigore dell'obbligo. L'introduzione di questo requisito, seppur giustificabile in un'ottica di gestione del rischio, rappresenta un onere aggiuntivo per le aziende, soprattutto per quelle di minori dimensioni.
Opportunità e criteri di premialità previsti dalla bozza del Codice incentivi
Nonostante le novità introdotte possano apparire restrittive, il Codice degli Incentivi promette anche maggiore stabilità e prevedibilità per le imprese. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, punta su una programmazione triennale degli incentivi, privilegiando quelli che hanno dimostrato maggiore efficacia nel recente passato.
L'obiettivo è garantire una maggiore certezza del quadro normativo, consentendo alle aziende di pianificare i propri investimenti con maggiore cognizione di causa. A verificare l'efficacia degli incentivi fiscali sarà un sistema di valutazione articolato in tre fasi: ex ante, in itinere ed ex post. Questo approccio consentirà di monitorare costantemente l'impatto delle agevolazioni e di apportare eventuali correttivi in corso d'opera.
Il Codice degli Incentivi introduce anche un sistema di premialità per le imprese che si distinguono per specifiche caratteristiche. Innanzitutto, viene sancito il principio di una quota minima di risorse destinate alle micro e PMI, pari al 60% del totale, di cui almeno il 25% riservato alle micro e piccole imprese.
Saranno poi previsti punteggi aggiuntivi, riserve di quota o incrementi nell'ammontare delle agevolazioni per le aziende che rispettano la parità di genere, ottengono il rating di legalità, assumono persone con disabilità oltre gli obblighi di legge, valorizzano il lavoro giovanile e femminile e sostengono la natalità.
Questi criteri premiali mirano a incentivare comportamenti virtuosi da parte delle imprese, promuovendo al contempo obiettivi di inclusione sociale e sviluppo sostenibile.
Coordinamento costante tra Stato e Regioni
Un aspetto delicato riguarda la ripartizione delle competenze in materia di incentivi tra Stato e Regioni. La bozza del Codice degli Incentivi specifica che la disciplina si applica anche alle Regioni, "nell'ambito dei rispettivi ordinamenti". Ma al tempo stesso riafferma l'autonomia regionale nell'individuazione di incentivi destinati a specifici interventi legati alle particolarità territoriali.
Per evitare sovrapposizioni e garantire un coordinamento efficace tra le politiche di incentivazione statali e regionali, è previsto un Tavolo permanente tra amministrazioni centrali e regionali, con cadenza almeno semestrale. Questo organismo avrà il compito di armonizzare gli indirizzi del Programma Triennale degli Incentivi e di promuovere una sinergia tra i diversi livelli di governo.
La bozza del Codice degli Incentivi prefigura quindi un significativo cambio di paradigma nel sistema di agevolazioni alle imprese. L'addio ai bonus automatici e l'introduzione di nuovi requisiti (come la polizza assicurativa obbligatoria) testimoniano la volontà del governo di razionalizzare e rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse pubbliche. D'altro canto la programmazione triennale, il sistema di valutazione e i criteri di premialità offrono alle imprese maggiori certezze e opportunità di crescita. Incentivando al contempo comportamenti virtuosi in termini di sostenibilità, inclusione e legalità.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Sicilia: contributi a fondo perduto alle MPMI per l'abbattimento degli interessi sui mutui
Irfis FinSicilia ha aperto un bando per contributi a fondo perduto destinati alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) siciliane per l'abbattimento degli interessi sui mutui. La dotazione finanziaria ammonta a 45 milioni di euro. L’obiettivo è sostenere le imprese contro il caro mutui.
Chi può ottenere i contributi della Regione Sicilia per l’abbattimento degli interessi mutuo
Il contributo è rivolto alle MPMI con sede legale in Sicilia che abbiano contratto finanziamenti per investimenti o capitale circolante con banche o intermediari finanziari. I finanziamenti devono essere stati in essere al 1° gennaio 2024 e avere un tasso di interesse nominale annuo sull'ultima rata scaduta nel 2023 non inferiore all'1%.
Come funzionano i contributi per l’abbattimento degli interessi mutuo della Regione Sicilia
L'agevolazione copre il 30% degli interessi corrisposti e pagati entro il 31 marzo 2024, relativi alle rate scadute nel 2023. Il contributo massimo erogabile è di 10.000 euro per impresa.
Come richiedere i contributi per l’ abbattimento interessi mutuo
Le domande per i contributi abbattimento interessi mutuo Regione Sicilia potranno essere presentate a partire dal 12 novembre fino al 12 dicembre 2024 tramite la piattaforma online di Irfis FinSicilia.
Le domande saranno valutate e ordinate in base a un punteggio assegnato considerando il tasso nominale applicato all’ultima rata scaduta nel 2023 e l’ammontare degli interessi per cui si richiede il contributo. L'erogazione dei contributi è prevista entro il primo trimestre del 2025.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





