Codice degli Incentivi legge 160-2023

Il nuovo Codice degli incentivi per armonizzare la disciplina della finanza agevolata

Dopo anni di frammentazione normativa, il nuovo Codice degli Incentivi, in attuazione della Legge 27 ottobre 2023, n. 160, si propone di riordinare e semplificare l'accesso ai bandi europei, regionali e statali per le imprese. Un'autentica rivoluzione nel sistema degli aiuti alle imprese, destinata a razionalizzare l'intero ciclo di vita degli incentivi, dalla programmazione alla valutazione finale.

Quest'articolato provvedimento normativo introduce definizioni univoche, procedure standardizzate e sistemi informativi innovativi, con l'obiettivo di rendere più snello e trasparente l'iter per ottenere contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e garanzie. Un cambiamento significativo che promette di agevolare l'accesso alle risorse pubbliche e di stimolare la crescita economica del Paese.

Chiarezza e semplificazione: le principali novità introdotte dal nuovo Codice degli incentivi

Il Codice degli Incentivi introduce innanzitutto una terminologia precisa e rigorosa, fondamentale per evitare ambiguità e interpretazioni discordanti. Definisce con chiarezza cosa si intende per "agevolazione", "beneficiario", "proponente", "Amministrazione responsabile" e molte altre figure cruciali nel processo. Un glossario esaustivo che elimina ogni margine di incertezza e facilita la comprensione della normativa.

Altra novità di rilievo è l'implementazione di sistemi informativi interconnessi, progettati per snellire le procedure e semplificare l'accesso agli incentivi. Il fulcro di questa digitalizzazione è rappresentato dal "Sistema Incentivi Italia", che integra il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it.

Questo portale telematico ambisce a diventare il punto di riferimento unico per le imprese, offrendo un catalogo completo dei bandi, moduli interattivi per la presentazione delle domande e strumenti per monitorare lo stato di avanzamento delle pratiche. Un'innovazione sostanziale che promette di ridurre drasticamente la burocrazia e di ottimizzare i tempi di gestione.

Programmazione triennale degli incentivi

Il Codice degli Incentivi introduce poi un meccanismo di programmazione triennale, obbligando le Amministrazioni responsabili a definire i propri obiettivi strategici di sviluppo e gli incentivi destinati a perseguirli. Questo approccio lungimirante mira a garantire una maggiore coerenza tra le politiche di incentivazione statali e regionali, evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse.

Il Programma triennale, aggiornato annualmente, deve includere un cronoprogramma dettagliato, un quadro finanziario preciso e l'indicazione delle risorse destinate alle attività di valutazione.

Per rafforzare il coordinamento tra le diverse amministrazioni, il Codice istituisce il "Tavolo Permanente degli Incentivi" presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo organismo, composto da rappresentanti delle amministrazioni centrali e regionali, avrà il compito di monitorare l'attuazione degli incentivi, prevenire conflitti e promuovere sinergie.

Come cambiano le procedure di accesso agli incentivi con il nuovo codice

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Incentivi verrà ufficialmente standardizzato il concetto di "bando tipo". Viene quindi definito un modello che le Amministrazioni responsabili dovranno seguire nella predisposizione dei propri bandi. Questo strumento, unitamente al supporto offerto dal Sistema Incentivi Italia, mira a semplificare e uniformare le procedure di accesso alle agevolazioni.

Il bando tipo definisce gli elementi essenziali che devono essere presenti in ogni bando. Tra cui ci sono le finalità, le risorse disponibili, i requisiti di ammissibilità, le spese ammissibili, le modalità di erogazione e le procedure di controllo.

L'accesso agli incentivi sarà prevalentemente digitale, attraverso la piattaforma Incentivi.gov.it. Le imprese potranno compilare online le domande, allegare la documentazione necessaria e monitorare lo stato delle proprie pratiche. Il Sistema Incentivi Italia offrirà anche un servizio di verifica preventiva dei requisiti, consentendo alle imprese di accertare la propria eleggibilità prima di presentare la domanda.

Queste soluzioni innovative ridurranno gli oneri amministrativi a carico delle imprese e velocizzeranno i tempi di istruttoria. Il Codice prevede inoltre l'istituto del "soccorso istruttorio", che consente di sanare eventuali errori o omissioni nella documentazione presentata, evitando l'esclusione automatica dalle agevolazioni.

Controlli e sanzioni per le imprese che accedono agli incentivi

Il Codice degli Incentivi disciplina anche le modalità di erogazione delle agevolazioni, che variano a seconda della forma dell'incentivo e delle caratteristiche dell'operazione finanziata. I contributi a fondo perduto possono essere erogati in un'unica soluzione o in più quote, anche a titolo di anticipazione. I finanziamenti agevolati, invece, seguono le modalità previste per i contributi, ma possono essere erogati anche a fronte di idonee garanzie.

Per le garanzie su operazioni finanziarie, il Codice stabilisce le condizioni per l'attivazione della garanzia in caso di inadempimento del beneficiario. Infine, per gli interventi nel capitale di rischio, le agevolazioni sono concesse nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato.

È previsto inoltre un sistema di controlli rigoroso per garantire la corretta utilizzazione delle risorse pubbliche e prevenire frodi e abusi. I Soggetti competenti effettueranno verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni rese dalle imprese, anche attraverso la consultazione di banche dati pubbliche.

Saranno effettuati anche controlli in loco per verificare lo stato di avanzamento delle operazioni finanziate. Tutte le informazioni relative agli incentivi concessi saranno pubblicate online, garantendo la massima trasparenza.

Il Codice introduce poi sanzioni severe per le imprese che violano le disposizioni in materia di delocalizzazione. Le imprese che trasferiscono l'attività produttiva all'estero entro un determinato periodo di tempo, dopo aver beneficiato di un incentivo, sono soggette alla decadenza dal beneficio e al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria. È stabilito anche il divieto di accedere ad altri incentivi per un periodo di tempo definito.

Queste misure mirano a scoraggiare la delocalizzazione e a tutelare l'occupazione nel territorio nazionale. Analoghe sanzioni sono previste per le imprese che riducono i livelli occupazionali in modo significativo dopo aver ottenuto un incentivo.

La valutazione degli incentivi: una novità fondamentale del nuovo codice

Un aspetto cruciale del nuovo Codice è l'enfasi sulla valutazione degli incentivi. La legge 160/2023 prevede un sistema di valutazione articolato in tre fasi: ex ante, in itinere ed ex post. La valutazione ex ante serve a verificare la coerenza del nuovo incentivo con gli obiettivi strategici e a ottimizzare l'allocazione delle risorse.

La valutazione in itinere monitora l'andamento dell'incentivo e consente di apportare eventuali correttivi. Infine, la valutazione ex post invece analizza i risultati ottenuti e fornisce indicazioni per migliorare le future programmazioni.

Il nuovo codice degli incentivi promuove inoltre la trasparenza e la diffusione delle informazioni sugli incentivi. A tal proposito il Sistema Incentivi Italia si configura come il punto di accesso nazionale per la consultazione dell'offerta di incentivi. Le Amministrazioni responsabili, inoltre, sono tenute a pubblicare i propri bandi sui siti istituzionali e sulla piattaforma Incentivi.gov.it. Gli esiti delle valutazioni saranno resi pubblici, contribuendo a diffondere le migliori pratiche e a migliorare la conoscenza del sistema degli incentivi.

Disposizioni transitorie per agevolare la riforma degli incentivi alle imprese

Per garantire un passaggio graduale al nuovo regime, il Codice degli Incentivi introduce alcune disposizioni transitorie. Le nuove norme si applicano solo ai bandi pubblicati dopo l'entrata in vigore del Codice, mentre per i bandi già pubblicati continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti.

Il Codice abroga espressamente una serie di normative previgenti in materia di incentivi, semplificando il quadro normativo di riferimento. Ogni futuro intervento legislativo dovrà prevedere una modifica esplicita del Codice, garantendo la stabilità e la coerenza della normativa.

È stabilita inoltre la clausola di invarianza finanziaria, il che significa che l’attuazione del nuovo codice non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate dovranno far fronte agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando Circular Economy Lazio

Regione Lazio: al via il bando Circular Economy, 30 milioni per la sostenibilità delle PMI

La Regione Lazio ha aperto il bando Circular Economy, con una dotazione di 30 milioni di euro, per supportare gli investimenti delle PMI in processi produttivi più sostenibili e circolari.

Chi può ottenere i contributi

Sono beneficiarie del bando Circular Economy Lazio le PMI che hanno sede operativa nel Lazio o intendono aprirne una. La domanda può essere presentata dalle imprese, sia in forma singola che aggregata, per progetti di investimento di importo non inferiore a 150.000 euro.

Investimenti finanziati dal bando Circular Economy Lazio

Il bando Circular Economy Lazio finanzia investimenti finalizzati ad un uso più efficiente delle risorse e orientati ad una transizione verso l'economia circolare, anche ricorrendo all'introduzione di eco-innovazioni. In particolare, sono finanziabili:

  • Investimenti per l'uso efficiente delle risorse, che mirano alla riduzione del consumo di materie prime, alla sostituzione con materiali riciclati, alla prevenzione dei rifiuti, al riutilizzo, eccetera.
  • Investimenti per l'introduzione di eco-innovazioni, volte ad aumentare la durata dei prodotti, a facilitarne la riparazione e a ridurre l'impatto ambientale durante il ciclo di vita.

Come funziona il contributo

Il contributo del bando Circular Economy Lazio è a fondo perduto e copre le spese sostenute per gli investimenti, con una copertura fino al 90% per le attività di supporto. Il contributo  massimo erogabile per progetto è di 2 milioni di euro.

Come presentare domanda per il bando Circular Economy Lazio

La presentazione delle domande è possibile a partire dal 31 ottobre 2024 fino al 31 ottobre 2025. Il formulario online per la compilazione telematica della domanda è già disponibile. La valutazione delle domande avverrà a sportello, secondo l'ordine cronologico di arrivo.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bando-bridge-to-digital- regione-umbria

Regione Umbria: pubblicato il bando BRIDGE TO DIGITAL per la digitalizzazione delle micro e piccole imprese

La Regione Umbria lancia BRIDGE TO DIGITAL, un bando dedicato alla digitalizzazione delle micro e piccole imprese per supportare il progetto di digitalizzazione attraverso l’adozione di soluzioni digitali diffuse e trasversali idonee ad aumentarne l’efficienza e la competitività.

Chi può partecipare al bando BRIDGE TO DIGITAL

Possono ottenere il contributo le piccole e micro imprese dell’industria, dell’artigianato, del commercio, della ristorazione, le agenzie di viaggio e quelle che operano nel settore dei servizi. A condizione che l’attività sia ubicata nel territorio della Regione Umbria.

Interventi finanziabili

Il bando BRIDGE TO DIGITAL offre contributi per interventi di:

  • Diagnosi digitale (obbligatoria): per un'analisi del livello di digitalizzazione dell'impresa, nel limite massimo di 1.000 euro di spesa.
  • Interventi di digitalizzazione che siano coerenti con le indicazioni della diagnosi digitale, quali adozioni di sistemi di cyber security, adozione di sistemi di digital commerce ed engagement, soluzioni di cloud computing.

Come funziona il contributo del bando BRIDGE TO DIGITAL

Il contributo varia dal 50% al 80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 30.000 euro, a seconda della dimensione dell'impresa.

Sono previsti incrementi del contributo del 5% per imprese:

  • Giovani
  • Femminili
  • Localizzate in aree svantaggiate
  • In possesso di certificazione di genere o ambientale.

Le spese ammissibili sono quelle sostenute a partire dal 26 settembre 2024 e realizzate entro 12 mesi dalla data di ammissione a contributo.

Come presentare domanda per il bando BRIDGE TO DIGITAL

Le domande per il bando BRIDGE TO DIGITAL potranno essere compilate online dal 4 novembre 2024 e presentate dalle ore 10:00 del 25 novembre 2024 e alle 12:00 del 28 febbraio 2025. La valutazione seguirà una procedura a sportello (click day).

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


MASE Credito d’imposta materiali di recupero

MASE: ottobre aprono le domande per il credito d'imposta materiali di recupero per l’annualità 2023

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato che dal mese di ottobre 2024 sarà possibile presentare le domande per il credito d'imposta materiali di recupero, relative alle spese sostenute nel 2023.

Come funziona il credito d'imposta del MASE per materiali di recupero

Il MASE corrisponde il credito d'imposta materiali di recupero nella misura del 36% delle spese sostenute per l'acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. Il contributo massimo per ogni impresa è di 20.000 euro per il 2023 e per il 2024.

Come richiedere il credito d'imposta materiali di recupero

Per presentare l'istanza, le imprese devono accedere allo sportello online sul sito del MASE a partire dalle ore 12:00 del 21 ottobre 2024 e fino alle ore 12:00 del 20 dicembre 2024. Le domande presentate saranno valutate a prescindere dall'ordine cronologico di arrivo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili (5 milioni di euro per annualità).

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Credito d'imposta ZLS 2024 decreto condizioni

Credito d’imposta ZLS per investimenti in beni strumentali: pubblicate le condizioni per accedere all’agevolazione

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 226 del 26 settembre 2024 il decreto del Ministero per gli Affari europei e del MEF del 30 agosto 2024 che definisce le modalità di accesso al credito d’imposta per le ZLS.

L’agevolazione spetta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, già operative o che si insediano nelle ZLS individuate ai sensi dell’art. 1, commi da 61 a 65-bis, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Il credito d’imposta ZLS è riconosciuto in relazione agli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle medesime ZLS.

Chi può beneficiare del credito d'imposta ZLS

Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, già operative o che si insediano nelle ZLS.

Sono escluse le imprese che operano nei seguenti settori:

  • Industria siderurgica, carbonifera e della lignite;
  • Trasporti (esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti) e delle relative infrastrutture;
  • Produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche;
  • Banda larga;
  • Settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Quali sono gli investimenti ammessi al credito d'imposta Zone Logistiche Semplificate

Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, realizzati dall’8 maggio 2024 al 15 novembre 2024. Ad esempio l’acquisto di:

  • Macchinari;
  • Impianti;
  • Attrezzature.

I beni oggetto dell’investimento devono essere destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono realizzate nella ZLS.

Sono ammissibili anche le spese per l’acquisto di terreni e immobili strumentali. Nonché le spese per la realizzazione o l’ampliamento di immobili strumentali, purché destinati all'esercizio dell’attività nella struttura produttiva. Il valore dei terreni e dei fabbricati ammessi all’agevolazione non può però superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Gli investimenti in beni immobili strumentali sono agevolabili anche se riguardanti beni già utilizzati dal dante causa o da altri soggetti per lo svolgimento di un’attività economica.

Non sono invece ammessi al credito d’imposta:

  • I beni autonomamente destinati alla vendita;
  • I beni trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita;
  • I materiali di consumo.

Come si utilizza il credito d’imposta ZLS

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della comunicazione.

Come richiedere il credito d’imposta ZLS

Per richiedere il credito d’imposta, le imprese devono inviare una comunicazione all’Agenzia delle entrate dal 12 dicembre 2024 al 30 gennaio 2025, indicando l’ammontare delle spese ammissibili sostenute dall’8 maggio 2024 al 15 novembre 2024.

Il modello di comunicazione e le relative istruzioni saranno approvati con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.

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Martina Moretti

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