Regione Toscana: pubblicati i primi due bandi per l'efficientamento energetico e le rinnovabili
La Regione Toscana ha pubblicato due nuovi bandi per promuovere l'efficientamento energetico e l'utilizzo di fonti rinnovabili nelle imprese. I bandi offrono contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti a energia rinnovabile e per l'efficientamento dei processi produttivi.
Come funzionano i due bandi Regione Toscana per energie rinnovabili ed efficientamento energetico
Il bando Regione Toscana “PR FESR 2021- 2027 - Progetti per la realizzazione di impianti di produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili per gli immobili sedi di imprese” finanzia progetti per la realizzazione di impianti di produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili per gli immobili sedi di imprese in Toscana.
Gli interventi ammissibili includono l'installazione di impianti solari termici, impianti geotermici a bassa entalpia, pompe di calore, impianti solari fotovoltaici, sistemi di accumulo e teleriscaldamento/teleraffrescamento efficienti. Il contributo a fondo perduto può coprire fino al 50% dei costi ammissibili, con un importo totale delle spese del progetto compreso tra 20.000,00 euro e 500.000,00 euro.
Il bando Regione Toscana “PR FESR 2021- 2027 - Progetti di efficientamento energetico dei processi produttivi “ invece sostiene progetti di efficientamento energetico dei processi produttivi in immobili situati in Toscana. Sono ammesse diverse tipologie di intervento, tra cui coibentazioni compatibili con i processi produttivi, automazione e regolazione degli impianti di produzione, accumulo, recupero acqua per teleriscaldamento e sistemi di ottimizzazione del ciclo vapore.
L'agevolazione a fondo perduto arriva fino al 25% dei costi ammissibili. L’importo totale delle spese del progetto deve essere compreso tra 100.000,00 euro e 500.000,00 euro.
Come presentare domanda Regione Toscana bandi rinnovabili ed efficientamento energetico
Le domande per i bandi Regione Toscana possono essere inviate dalle ore 10:00 del 16 ottobre 2024 alle 16:00 del 7 gennaio 2025. Entrambi i bandi prevedono una procedura valutativa con procedimento a graduatoria.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
MASE: al via i contributi per la riconversione produttiva delle imprese produttrici di plastica monouso
Dal 21 ottobre le imprese produttrici di plastica monouso potranno presentare domanda per ottenere contributi a fondo perduto finalizzati alla riconversione dei cicli produttivi. L'iniziativa, promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), mira a incentivare la produzione di alternative sostenibili alla plastica monouso.
Il Decreto Direttoriale 27 settembre 2024 n. 84 stabilisce le modalità e i criteri per l'attribuzione dei contributi. L'obiettivo è quello di ridurre l'impatto ambientale della plastica monouso, promuovendo un'economia circolare e più sostenibile.
Chi può beneficiare di contributi imprese plastica monouso
Possono beneficiare del contributo le imprese produttrici di prodotti in plastica monouso che intendono modificare i propri cicli produttivi e riprogettare componenti, macchine e strumenti di controllo per realizzare prodotti riutilizzabili o alternativi.
Come funzionano le agevolazioni
Le agevolazioni, concesse secondo il regolamento "de minimis", prevedono un contributo a fondo perduto con le seguenti misure:
- 40% delle spese per servizi di progettazione finalizzati alla modifica del ciclo produttivo e alla riprogettazione di componenti, macchine e strumenti di controllo.
- 80% delle spese per l'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, componenti, programmi informatici e licenze correlati alla produzione di alternative alla plastica monouso.
Come e quando presentare domanda per i contributi riconversione imprese plastica monouso
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente via PEC a partire dalle ore 12:00 del 21 ottobre 2024 e fino alle ore 12:00 del 20 dicembre 2024. Tutte le istanze saranno valutate indipendentemente dall'ordine temporale di presentazione.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Decreto Omnibus convertito in legge: confermate importanti misure per le imprese
La conversione in legge del Decreto Omnibus (D.L. 113/2024), approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati il 3 ottobre 2024, conferma una serie di disposizioni a sostegno delle imprese. Tra queste, si evidenziano le misure relative al credito d'imposta ZES unica Mezzogiorno, al bonus sponsorizzazioni sportive e all'esenzione garanzie per i finanziamenti Simest per l'Africa.
Per il credito d'imposta ZES unica Mezzogiorno è prevista una nuova comunicazione integrativa e un incremento della dotazione finanziaria di 1,6 miliardi di euro, per l’anno 2024. Mentre per quanto riguarda il bonus sponsorizzazioni sportive, grazie ad uno stanziamento di 7 milioni di euro per l’anno 2024, il credito imposta per le sponsorizzazioni sportive viene esteso alle spese sostenute dal 10 agosto 2024 al 15 novembre 2024.
Decreto Omnibus: le novità per le misure Simest Africa
L'articolo 15 del Decreto Omnibus prevede l'esenzione dalla prestazione della garanzia per le domande di finanziamento agevolato Simest destinate all'Africa. Questa esenzione riguarda la misura "Potenziamento mercati africani" e le misure "Inserimento mercati", "Certificazioni e consulenze", "Fiere ed Eventi", "E-commerce", "Temporary Manager" del fondo 394/1981, per le domande presentate fino al 31 dicembre 2025.
L'obiettivo è quello di semplificare l'accesso al credito per le imprese che investono nel continente africano, supportando la crescita economica e la cooperazione internazionale. Tra le spese finanziabili rientrano quelle per la formazione del personale africano in Italia o in Africa, le spese di viaggio, di ingresso e di regolarizzazione in Italia per l'assunzione e il rafforzamento patrimoniale delle imprese.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Il nuovo Codice degli incentivi per armonizzare la disciplina della finanza agevolata
Dopo anni di frammentazione normativa, il nuovo Codice degli Incentivi, in attuazione della Legge 27 ottobre 2023, n. 160, si propone di riordinare e semplificare l'accesso ai bandi europei, regionali e statali per le imprese. Un'autentica rivoluzione nel sistema degli aiuti alle imprese, destinata a razionalizzare l'intero ciclo di vita degli incentivi, dalla programmazione alla valutazione finale.
Quest'articolato provvedimento normativo introduce definizioni univoche, procedure standardizzate e sistemi informativi innovativi, con l'obiettivo di rendere più snello e trasparente l'iter per ottenere contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e garanzie. Un cambiamento significativo che promette di agevolare l'accesso alle risorse pubbliche e di stimolare la crescita economica del Paese.
Chiarezza e semplificazione: le principali novità introdotte dal nuovo Codice degli incentivi
Il Codice degli Incentivi introduce innanzitutto una terminologia precisa e rigorosa, fondamentale per evitare ambiguità e interpretazioni discordanti. Definisce con chiarezza cosa si intende per "agevolazione", "beneficiario", "proponente", "Amministrazione responsabile" e molte altre figure cruciali nel processo. Un glossario esaustivo che elimina ogni margine di incertezza e facilita la comprensione della normativa.
Altra novità di rilievo è l'implementazione di sistemi informativi interconnessi, progettati per snellire le procedure e semplificare l'accesso agli incentivi. Il fulcro di questa digitalizzazione è rappresentato dal "Sistema Incentivi Italia", che integra il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it.
Questo portale telematico ambisce a diventare il punto di riferimento unico per le imprese, offrendo un catalogo completo dei bandi, moduli interattivi per la presentazione delle domande e strumenti per monitorare lo stato di avanzamento delle pratiche. Un'innovazione sostanziale che promette di ridurre drasticamente la burocrazia e di ottimizzare i tempi di gestione.
Programmazione triennale degli incentivi
Il Codice degli Incentivi introduce poi un meccanismo di programmazione triennale, obbligando le Amministrazioni responsabili a definire i propri obiettivi strategici di sviluppo e gli incentivi destinati a perseguirli. Questo approccio lungimirante mira a garantire una maggiore coerenza tra le politiche di incentivazione statali e regionali, evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse.
Il Programma triennale, aggiornato annualmente, deve includere un cronoprogramma dettagliato, un quadro finanziario preciso e l'indicazione delle risorse destinate alle attività di valutazione.
Per rafforzare il coordinamento tra le diverse amministrazioni, il Codice istituisce il "Tavolo Permanente degli Incentivi" presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo organismo, composto da rappresentanti delle amministrazioni centrali e regionali, avrà il compito di monitorare l'attuazione degli incentivi, prevenire conflitti e promuovere sinergie.
Come cambiano le procedure di accesso agli incentivi con il nuovo codice
Con l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Incentivi verrà ufficialmente standardizzato il concetto di "bando tipo". Viene quindi definito un modello che le Amministrazioni responsabili dovranno seguire nella predisposizione dei propri bandi. Questo strumento, unitamente al supporto offerto dal Sistema Incentivi Italia, mira a semplificare e uniformare le procedure di accesso alle agevolazioni.
Il bando tipo definisce gli elementi essenziali che devono essere presenti in ogni bando. Tra cui ci sono le finalità, le risorse disponibili, i requisiti di ammissibilità, le spese ammissibili, le modalità di erogazione e le procedure di controllo.
L'accesso agli incentivi sarà prevalentemente digitale, attraverso la piattaforma Incentivi.gov.it. Le imprese potranno compilare online le domande, allegare la documentazione necessaria e monitorare lo stato delle proprie pratiche. Il Sistema Incentivi Italia offrirà anche un servizio di verifica preventiva dei requisiti, consentendo alle imprese di accertare la propria eleggibilità prima di presentare la domanda.
Queste soluzioni innovative ridurranno gli oneri amministrativi a carico delle imprese e velocizzeranno i tempi di istruttoria. Il Codice prevede inoltre l'istituto del "soccorso istruttorio", che consente di sanare eventuali errori o omissioni nella documentazione presentata, evitando l'esclusione automatica dalle agevolazioni.
Controlli e sanzioni per le imprese che accedono agli incentivi
Il Codice degli Incentivi disciplina anche le modalità di erogazione delle agevolazioni, che variano a seconda della forma dell'incentivo e delle caratteristiche dell'operazione finanziata. I contributi a fondo perduto possono essere erogati in un'unica soluzione o in più quote, anche a titolo di anticipazione. I finanziamenti agevolati, invece, seguono le modalità previste per i contributi, ma possono essere erogati anche a fronte di idonee garanzie.
Per le garanzie su operazioni finanziarie, il Codice stabilisce le condizioni per l'attivazione della garanzia in caso di inadempimento del beneficiario. Infine, per gli interventi nel capitale di rischio, le agevolazioni sono concesse nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato.
È previsto inoltre un sistema di controlli rigoroso per garantire la corretta utilizzazione delle risorse pubbliche e prevenire frodi e abusi. I Soggetti competenti effettueranno verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni rese dalle imprese, anche attraverso la consultazione di banche dati pubbliche.
Saranno effettuati anche controlli in loco per verificare lo stato di avanzamento delle operazioni finanziate. Tutte le informazioni relative agli incentivi concessi saranno pubblicate online, garantendo la massima trasparenza.
Il Codice introduce poi sanzioni severe per le imprese che violano le disposizioni in materia di delocalizzazione. Le imprese che trasferiscono l'attività produttiva all'estero entro un determinato periodo di tempo, dopo aver beneficiato di un incentivo, sono soggette alla decadenza dal beneficio e al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria. È stabilito anche il divieto di accedere ad altri incentivi per un periodo di tempo definito.
Queste misure mirano a scoraggiare la delocalizzazione e a tutelare l'occupazione nel territorio nazionale. Analoghe sanzioni sono previste per le imprese che riducono i livelli occupazionali in modo significativo dopo aver ottenuto un incentivo.
La valutazione degli incentivi: una novità fondamentale del nuovo codice
Un aspetto cruciale del nuovo Codice è l'enfasi sulla valutazione degli incentivi. La legge 160/2023 prevede un sistema di valutazione articolato in tre fasi: ex ante, in itinere ed ex post. La valutazione ex ante serve a verificare la coerenza del nuovo incentivo con gli obiettivi strategici e a ottimizzare l'allocazione delle risorse.
La valutazione in itinere monitora l'andamento dell'incentivo e consente di apportare eventuali correttivi. Infine, la valutazione ex post invece analizza i risultati ottenuti e fornisce indicazioni per migliorare le future programmazioni.
Il nuovo codice degli incentivi promuove inoltre la trasparenza e la diffusione delle informazioni sugli incentivi. A tal proposito il Sistema Incentivi Italia si configura come il punto di accesso nazionale per la consultazione dell'offerta di incentivi. Le Amministrazioni responsabili, inoltre, sono tenute a pubblicare i propri bandi sui siti istituzionali e sulla piattaforma Incentivi.gov.it. Gli esiti delle valutazioni saranno resi pubblici, contribuendo a diffondere le migliori pratiche e a migliorare la conoscenza del sistema degli incentivi.
Disposizioni transitorie per agevolare la riforma degli incentivi alle imprese
Per garantire un passaggio graduale al nuovo regime, il Codice degli Incentivi introduce alcune disposizioni transitorie. Le nuove norme si applicano solo ai bandi pubblicati dopo l'entrata in vigore del Codice, mentre per i bandi già pubblicati continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti.
Il Codice abroga espressamente una serie di normative previgenti in materia di incentivi, semplificando il quadro normativo di riferimento. Ogni futuro intervento legislativo dovrà prevedere una modifica esplicita del Codice, garantendo la stabilità e la coerenza della normativa.
È stabilita inoltre la clausola di invarianza finanziaria, il che significa che l’attuazione del nuovo codice non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate dovranno far fronte agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Lazio: al via il bando Circular Economy, 30 milioni per la sostenibilità delle PMI
La Regione Lazio ha aperto il bando Circular Economy, con una dotazione di 30 milioni di euro, per supportare gli investimenti delle PMI in processi produttivi più sostenibili e circolari.
Chi può ottenere i contributi
Sono beneficiarie del bando Circular Economy Lazio le PMI che hanno sede operativa nel Lazio o intendono aprirne una. La domanda può essere presentata dalle imprese, sia in forma singola che aggregata, per progetti di investimento di importo non inferiore a 150.000 euro.
Investimenti finanziati dal bando Circular Economy Lazio
Il bando Circular Economy Lazio finanzia investimenti finalizzati ad un uso più efficiente delle risorse e orientati ad una transizione verso l'economia circolare, anche ricorrendo all'introduzione di eco-innovazioni. In particolare, sono finanziabili:
- Investimenti per l'uso efficiente delle risorse, che mirano alla riduzione del consumo di materie prime, alla sostituzione con materiali riciclati, alla prevenzione dei rifiuti, al riutilizzo, eccetera.
- Investimenti per l'introduzione di eco-innovazioni, volte ad aumentare la durata dei prodotti, a facilitarne la riparazione e a ridurre l'impatto ambientale durante il ciclo di vita.
Come funziona il contributo
Il contributo del bando Circular Economy Lazio è a fondo perduto e copre le spese sostenute per gli investimenti, con una copertura fino al 90% per le attività di supporto. Il contributo massimo erogabile per progetto è di 2 milioni di euro.
Come presentare domanda per il bando Circular Economy Lazio
La presentazione delle domande è possibile a partire dal 31 ottobre 2024 fino al 31 ottobre 2025. Il formulario online per la compilazione telematica della domanda è già disponibile. La valutazione delle domande avverrà a sportello, secondo l'ordine cronologico di arrivo.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.




