Bando CCIAA Torino Voucher Transizione Ecologica

CCIAA Torino: in apertura il nuovo Voucher Transizione Ecologica 2024 per le MPMI

La Camera di Commercio di Torino ha aperto il bando Voucher Transizione Ecologica 2024. Mettendo a disposizione 221.732,00 euro, il bando supporta le MPMI del territorio nell'adozione di pratiche sostenibili, attraverso l’acquisizione di servizi di consulenza e formazione da parte di figure altamente qualificate e competenti.

Cosa finanzia il bando Voucher Transizione Ecologica

Il bando finanzia l'acquisizione di servizi di consulenza e formazione volti a:

  • la razionalizzazione dei consumi energetici e delle emissioni di gas clima-alteranti, nonché l'adozione di sistemi di autoproduzione da fonti rinnovabili (FER), anche attraverso la partecipazione a CER;
  • l’adozione di criteri ESG e l’ottenimento della certificazione ISO 14001:2015 o la registrazione EMAS 1221/2009.

Come funziona il Voucher Transizione Ecologica 2024 CCIAA Torino

I contributi sono concessi a fondo perduto in forma di voucher che coprono il  50% delle spese ammissibili sostenute dall’impresa. L'importo massimo del voucher è di 5.000 euro, mentre l’investimento minimo è di 3.000 euro.

Chi può fare domanda

Possono partecipare al bando Voucher Transizione Ecologica 2024 CCIAA Torino le micro, piccole e medie imprese (MPMI) che hanno la sede legale e/o delle unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Torino. A condizione che la sede legale o le unità locali siano oggetto dell’attività per cui si richiede il contributo.

Quando fare domanda per il Voucher Transizione Ecologica della CCIAA Torino

Le domande di voucher dovranno essere inviate dal 10 ottobre al 29 novembre 2024, salvo chiusura anticipata da parte della Camera di Commercio di Torino per esaurimento fondi.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Fondo PMI EUIPO Voucher Marchi Disegni Brevetti

Fondo PMI di EUIPO: ufficiale la riapertura dei voucher per marchi, disegni e brevetti

EUIPO, l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, ha riaperto dal 16 settembre i Voucher 2 (Marchi e Disegni) e 3 (Brevetti) del Fondo PMI. Si tratta di agevolazioni destinate alle piccole e medie imprese italiane che desiderano proteggere i propri diritti di proprietà intellettuale a livello nazionale e internazionale. Tornate oggi disponibili dopo mesi di chiusura delle domande.

Il Fondo PMI, cui queste misure fanno riferimento, è un sistema di incentivi, attivo dal 2022. Questo offre alle PMI la possibilità di ottenere un rimborso parziale sulle spese sostenute per diverse attività. Le agevolazioni sono concesse tramite voucher e il fondo è gestito da EUIPO, a cui si deve anche la sua creazione.

Come funzionano i Voucher 2 e 3 del Fondo PMI EUIPO

La riapertura dei Voucher 2 e 3 consente alle imprese di richiedere agevolazioni al Fondo PMI EUIPO per:

  • Voucher 2: rimborso fino a 1.000 euro per le tasse di registrazione di marchi e disegni a livello nazionale ed estero.
  • Voucher 3: rimborso fino a 3.500 euro per le tasse di deposito di brevetti nazionali ed esteri e fino a 2.000 euro per le spese di consulenza relative alla redazione e al deposito di domande di brevetto europeo.

Attualmente è aperto anche il Voucher 4 del Fondo PMI EUIPO, che consente di ottenere un rimborso fino a 1.500 euro per le tasse di deposito e di esame online delle domande di varietà vegetali comunitarie.

Come fare domanda per i Voucher del Fondo PMI EUIPO

Le PMI interessate possono presentare la propria domanda esclusivamente online tramite il sito web di EUIPO. I voucher possono essere richiesti direttamente dalle imprese o tramite un loro rappresentante.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Brevetti+ Disegni+ Marchi+ 2024 bandi aperti

Brevetti+, Disegni+ e Marchi+: al via gli incentivi per le MPMI nel 2024

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy annuncia l'apertura dei bandi Brevetti+Disegni+ e Marchi+. Come avevamo anticipato in questo articolo, la riapertura per il 2024 mette a disposizione un totale di 32 milioni di euro. Risorse destinate alle micro, piccole e medie imprese che intendono valorizzare i propri titoli di proprietà industriale.

L'obiettivo principale di queste misure è sostenere la competitività delle PMI italiane, incentivando l'innovazione e la tutela della proprietà intellettuale.

Come funzionano i bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2024

Il bando Brevetti+, con un budget di 20 milioni di euro, punta a promuovere lo sviluppo di strategie brevettuali solide all'interno delle MPMI. L'incentivo prevede un contributo per l'acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica dei brevetti.

Il bando Disegni+, con 10 milioni di euro a disposizione, si concentra sulla valorizzazione dei disegni e dei modelli delle PMI. Il supporto viene erogato sotto forma di agevolazioni in conto capitale.

Il bando Marchi+ invece gode di uno stanziamento di 2 milioni di euro e mira a supportare le MPMI nella tutela dei propri marchi a livello internazionale. Anche in questo caso, le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto capitale.

Quando presentare le domande

Le imprese interessate a beneficiare di questi incentivi potranno presentare le proprie domande di contributo a partire dalle seguenti date:

  • 29 ottobre 2024 per Brevetti+
  • 12 novembre 2024 per Disegni+
  • 26 novembre 2024 per Marchi+

La gestione del bando Brevetti+ 2024 è affidata a Invitalia. Per i bandi Disegni+ e Marchi+ la domanda deve essere inviata a Unioncamere, che gestirà le pratiche di istruttoria per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando ISI 2023 upload documentazione

Bando ISI 2023: proroga per l'upload della documentazione

L’INAIL ha prorogato, per le imprese beneficiarie del Bando ISI 2023, il termine per l'upload della documentazione. La nuova scadenza è stata fissata al 24 settembre 2024, ore 18:00.

La proroga riguarda tutte le imprese ammesse al finanziamento, ovvero iscritte negli elenchi cronologici provvisori, comprese quelle inserite negli elenchi NCD (Non Conformità Documentale). Pena la decadenza della domanda e la perdita del beneficio. Il 24 settembre 2024 rappresenta infatti il termine ultimo per l'upload della documentazione a completamento della domanda, a pena di decadenza.

La pubblicazione degli elenchi cronologici definitivi, inclusi gli elenchi NCD, invece è prevista entro il 29 ottobre 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


rendicontazione di sostenibilità cos-è quando obbligatoria

Rendicontazione di sostenibilità: cos'è, quando è obbligatoria e per quali imprese

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125, avvenuta il 10 settembre 2024, l'Italia recepisce la direttiva europea Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) 2022/2464/UE. Questo atto normativo, che entrerà in vigore il 25 settembre 2024, introduce l'obbligo di rendicontazione di sostenibilità per un'ampia platea di imprese operanti sul territorio nazionale. Con l'obiettivo di promuovere la trasparenza e la responsabilità delle aziende in ambito ESG (Environmental, Social e Governance).

Cos’è la rendicontazione di sostenibilità

Ma cosa si intende esattamente per rendicontazione di sostenibilità? Non si tratta semplicemente di un nuovo adempimento burocratico, ma di un vero e proprio cambio di paradigma nella cultura aziendale. La rendicontazione di sostenibilità (detta anche rendicontazione ESG o sustainability reporting) racchiude tutte quelle attività di rendicontazione e reportistica che illustrano l'impegno concreto delle aziende nel perseguire obiettivi ESG.

Attraverso questo processo, le imprese misurano, comunicano e si assumono la responsabilità (accountability) del proprio operato nei confronti degli stakeholder, interni ed esterni. L'obiettivo è fornire un quadro chiaro e trasparente dell'impatto aziendale in ambito sociale e ambientale, evidenziando non solo i progressi compiuti, ma anche le criticità ancora da affrontare nel cammino verso uno sviluppo realmente sostenibile.

La rendicontazione di sostenibilità diventa così uno strumento strategico di dialogo e di costruzione di un rapporto di fiducia con i propri stakeholder, dimostrando come la creazione di valore economico possa e debba andare di pari passo con il benessere sociale e la tutela ambientale. E questo indipendentemente dal tipo di documento effettivamente redatto dall’impresa, si parla infatti di bilancio di sostenibilità anche come strumento di rendicontazione aziendale.

Da quando è obbligatoria la rendicontazione di sostenibilità

L'entrata in vigore dell'obbligo di rendicontazione di sostenibilità non è univoca, ma segue un calendario scaglionato a partire dal 1° gennaio 2024. La CSRD prevede infatti un approccio graduale per consentire alle aziende di adeguarsi al meglio alle nuove disposizioni.

  • Dal 1° gennaio 2024: l'obbligo riguarda le imprese già soggette alla Direttiva sulla Rendicontazione Non Finanziaria (NFRD). Nello specifico, si tratta di:
    • Imprese di grandi dimensioni costituenti enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti.
    • Società madri di un gruppo di grandi dimensioni, classificate come enti di interesse pubblico, con oltre 500 dipendenti su base consolidata.
  • Dal 1° gennaio 2025: l'obbligo si estende a tutte le grandi imprese, ovvero quelle che superano almeno due dei seguenti criteri:
    • Totale dell'attivo: 20 milioni di euro.
    • Ricavi netti: 40 milioni di euro.
    • Numero medio di dipendenti: 250.
  • Dal 1° gennaio 2026: è la volta delle piccole e medie imprese (PMI) quotate, ad eccezione delle microimprese.
  • Dal 1° gennaio 2028: l'obbligo si applica anche alle società extra-UE con un fatturato annuo superiore a 150 milioni di euro nella UE e che possiedono una sede operativa o una filiale nell'Unione Europea, qualificata come grande impresa o PMI quotata, con un fatturato netto superiore a 40 milioni di euro nell'esercizio precedente.

Quali imprese sono esonerate dagli obblighi di rendicontazione ESG

Sebbene la CSRD delinei un perimetro di applicazione piuttosto esteso, è bene sottolineare che non tutte le aziende sono tenute a redigere la rendicontazione di sostenibilità. Il decreto prevede infatti alcune esenzioni, in particolare per le imprese che rientrano in una delle seguenti casistiche:

  • Le grandi imprese e le PMI quotate sono esonerate dall'obbligo di rendicontazione individuale se le informazioni richieste sono già parte integrante della rendicontazione consolidata di sostenibilità redatta dalla società madre. A condizione che quest'ultima rispetti gli standard di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea.
  • Le microimprese, anche se quotate in mercati regolamentati italiani o europei, non sono soggette all'obbligo di rendicontazione di sostenibilità.

Si tratta di eccezioni che mirano a evitare oneri eccessivi per determinate categorie di imprese. Pur mantenendo fermo l'obiettivo di promuovere la cultura della sostenibilità nel tessuto imprenditoriale italiano.

Come pubblicare la rendicontazione di sostenibilità

Una volta redatta la rendicontazione ESG, in conformità con le disposizioni del decreto legislativo, le aziende devono renderla pubblica e facilmente accessibile a tutti gli stakeholder. La pubblicazione deve avvenire entro i termini e con le modalità previste dagli articoli 2429 e 2435 del codice civile.

Il canale privilegiato per la diffusione della rendicontazione di sostenibilità è il sito internet aziendale. In questa sezione dedicata, le imprese devono pubblicare sia la rendicontazione individuale che quella consolidata, se prevista, insieme alla relazione di attestazione della conformità. Nel caso in cui un'azienda non disponga di un proprio sito web, è tenuta a fornire copia cartacea della documentazione a chiunque ne faccia richiesta.

Rendicontazione individuale di sostenibilità e rendicontazione consolidata di sostenibilità: quali sono le differenze?

Il decreto legislativo che recepisce la CSRD introduce due tipologie di rendicontazione di sostenibilità: individuale e consolidata. Entrambe le relazioni si prefiggono di fornire un quadro completo e trasparente dell'impegno aziendale in ambito ESG, ma si rivolgono a destinatari diversi e presentano alcune peculiarità.

  • La rendicontazione individuale di sostenibilitàè un documento che illustra le performance ESG di una singola entità legale, focalizzandosi sulle strategie, gli obiettivi, le modalità di attuazione e i risultati ottenuti a livello di singola azienda. Questo documento è rivolto principalmente a stakeholder come dipendenti, fornitori, clienti e comunità locale, interessati a conoscere l'impatto diretto dell'azienda sul proprio contesto di riferimento.
  • La rendicontazione consolidata di sostenibilità, invece, fornisce una panoramica complessiva delle performance ESG di un gruppo di imprese controllate da un'unica società madre. In questo caso, l'obiettivo è fornire una visione d'insieme dell'impegno del gruppo in materia di sostenibilità, considerando le interconnessioni e le sinergie tra le diverse realtà aziendali. La rendicontazione consolidata è rivolta principalmente a investitori, analisti finanziari e istituzioni, che necessitano di una valutazione complessiva dell'impegno del gruppo in ottica ESG.

L'introduzione dell'obbligo di rendicontazione di sostenibilità rappresenta una tappa fondamentale nel percorso verso un'economia più equa, inclusiva e rispettosa dell'ambiente. Le imprese sono chiamate ad assumere un ruolo da protagoniste in questa transizione epocale, non solo adeguandosi ai nuovi obblighi normativi, ma cogliendo appieno le opportunità che un approccio aziendale realmente sostenibile può offrire.

Golden Group, grazie alla sua consolidata esperienza in materia di finanza agevolata e contributi a fondo perduto, è al fianco delle imprese per accompagnarle in questa nuova sfida, offrendo supporto nella redazione della rendicontazione di sostenibilità e nell'individuazione di opportunità di finanziamento per realizzare i propri progetti di sviluppo sostenibile.

Vuoi maggiori informazioni sulla rendicontazione di sostenibilità e i contributi destinati alle imprese che investono in ESG? Compila il modulo sottostante per entrare in contatto con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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