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Regione Umbria: pubblicato il bando BRIDGE TO DIGITAL per la digitalizzazione delle micro e piccole imprese

La Regione Umbria lancia BRIDGE TO DIGITAL, un bando dedicato alla digitalizzazione delle micro e piccole imprese per supportare il progetto di digitalizzazione attraverso l’adozione di soluzioni digitali diffuse e trasversali idonee ad aumentarne l’efficienza e la competitività.

Chi può partecipare al bando BRIDGE TO DIGITAL

Possono ottenere il contributo le piccole e micro imprese dell’industria, dell’artigianato, del commercio, della ristorazione, le agenzie di viaggio e quelle che operano nel settore dei servizi. A condizione che l’attività sia ubicata nel territorio della Regione Umbria.

Interventi finanziabili

Il bando BRIDGE TO DIGITAL offre contributi per interventi di:

  • Diagnosi digitale (obbligatoria): per un'analisi del livello di digitalizzazione dell'impresa, nel limite massimo di 1.000 euro di spesa.
  • Interventi di digitalizzazione che siano coerenti con le indicazioni della diagnosi digitale, quali adozioni di sistemi di cyber security, adozione di sistemi di digital commerce ed engagement, soluzioni di cloud computing.

Come funziona il contributo del bando BRIDGE TO DIGITAL

Il contributo varia dal 50% al 80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 30.000 euro, a seconda della dimensione dell'impresa.

Sono previsti incrementi del contributo del 5% per imprese:

  • Giovani
  • Femminili
  • Localizzate in aree svantaggiate
  • In possesso di certificazione di genere o ambientale.

Le spese ammissibili sono quelle sostenute a partire dal 26 settembre 2024 e realizzate entro 12 mesi dalla data di ammissione a contributo.

Come presentare domanda per il bando BRIDGE TO DIGITAL

Le domande per il bando BRIDGE TO DIGITAL potranno essere compilate online dal 4 novembre 2024 e presentate dalle ore 10:00 del 25 novembre 2024 e alle 12:00 del 28 febbraio 2025. La valutazione seguirà una procedura a sportello (click day).

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


MASE Credito d’imposta materiali di recupero

MASE: ottobre aprono le domande per il credito d'imposta materiali di recupero per l’annualità 2023

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato che dal mese di ottobre 2024 sarà possibile presentare le domande per il credito d'imposta materiali di recupero, relative alle spese sostenute nel 2023.

Come funziona il credito d'imposta del MASE per materiali di recupero

Il MASE corrisponde il credito d'imposta materiali di recupero nella misura del 36% delle spese sostenute per l'acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. Il contributo massimo per ogni impresa è di 20.000 euro per il 2023 e per il 2024.

Come richiedere il credito d'imposta materiali di recupero

Per presentare l'istanza, le imprese devono accedere allo sportello online sul sito del MASE a partire dalle ore 12:00 del 21 ottobre 2024 e fino alle ore 12:00 del 20 dicembre 2024. Le domande presentate saranno valutate a prescindere dall'ordine cronologico di arrivo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili (5 milioni di euro per annualità).

Vuoi ottenere il credito d'imposta materiali di recupero e cerchi maggiori informazioni? Compila il modulo sottostante per entrare in contatto con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Credito d'imposta ZLS 2024 decreto condizioni

Credito d’imposta ZLS per investimenti in beni strumentali: pubblicate le condizioni per accedere all’agevolazione

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 226 del 26 settembre 2024 il decreto del Ministero per gli Affari europei e del MEF del 30 agosto 2024 che definisce le modalità di accesso al credito d’imposta per le ZLS.

L’agevolazione spetta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, già operative o che si insediano nelle ZLS individuate ai sensi dell’art. 1, commi da 61 a 65-bis, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Il credito d’imposta ZLS è riconosciuto in relazione agli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle medesime ZLS.

Chi può beneficiare del credito d'imposta ZLS

Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, già operative o che si insediano nelle ZLS.

Sono escluse le imprese che operano nei seguenti settori:

  • Industria siderurgica, carbonifera e della lignite;
  • Trasporti (esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti) e delle relative infrastrutture;
  • Produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche;
  • Banda larga;
  • Settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Quali sono gli investimenti ammessi al credito d'imposta Zone Logistiche Semplificate

Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, realizzati dall’8 maggio 2024 al 15 novembre 2024. Ad esempio l’acquisto di:

  • Macchinari;
  • Impianti;
  • Attrezzature.

I beni oggetto dell’investimento devono essere destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono realizzate nella ZLS.

Sono ammissibili anche le spese per l’acquisto di terreni e immobili strumentali. Nonché le spese per la realizzazione o l’ampliamento di immobili strumentali, purché destinati all'esercizio dell’attività nella struttura produttiva. Il valore dei terreni e dei fabbricati ammessi all’agevolazione non può però superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Gli investimenti in beni immobili strumentali sono agevolabili anche se riguardanti beni già utilizzati dal dante causa o da altri soggetti per lo svolgimento di un’attività economica.

Non sono invece ammessi al credito d’imposta:

  • I beni autonomamente destinati alla vendita;
  • I beni trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita;
  • I materiali di consumo.

Come si utilizza il credito d’imposta ZLS

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della comunicazione.

Come richiedere il credito d’imposta ZLS

Per richiedere il credito d’imposta, le imprese devono inviare una comunicazione all’Agenzia delle entrate dal 12 dicembre 2024 al 30 gennaio 2025, indicando l’ammontare delle spese ammissibili sostenute dall’8 maggio 2024 al 15 novembre 2024.

Il modello di comunicazione e le relative istruzioni saranno approvati con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


DL Omnibus bocciato emendamento saldo stralcio

Bocciato l'emendamento al DL Omnibus: niente saldo e stralcio per il credito d'imposta ricerca e sviluppo

Sfuma la possibilità di un saldo e stralcio al 50% per i crediti d'imposta ricerca e sviluppo 2015-2019. L'emendamento, presentato da Fratelli d'Italia al Decreto Omnibus, non è stato convertito in legge.

La proposta mirava a ridurre l'impatto del riversamento volontario per le imprese che avessero aderito alla sanatoria per gli indebiti utilizzi in compensazione del credito.

In particolare, l'emendamento prevedeva:

  • Riversamento di solo il 50% del credito indebitamente utilizzato, senza sanzioni e interessi.
  • Proroga dei termini per l'adesione alla sanatoria fino al 31 dicembre 2024.
  • Dilazione del pagamento del credito in due anni, con scadenza al 16 dicembre 2026.
  • Possibilità di sospendere i pagamenti per chi avesse già avviato il riversamento.
  • Rimborso per chi avesse già versato in eccedenza.
  • Applicazione del saldo e stralcio anche a chi avesse già attivato ricorsi amministrativi o giurisdizionali.

Il nodo principale riguardava la copertura finanziaria della misura. La mancanza di risorse ha portato alla bocciatura dell'emendamento.

Al momento, quindi, restano valide le disposizioni precedenti. Le imprese che hanno utilizzato indebitamente il credito d'imposta ricerca e sviluppo 2015-2019, per evitare sanzioni e interessi, dovranno versare l'intero importo entro le scadenze previste.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Incentivi alle imprese legge 160/2023

Incentivi alle imprese: come verrà semplificato il sistema con la legge n. 160/2023

Nel panorama economico attuale, caratterizzato da sfide e opportunità in costante evoluzione, le imprese italiane necessitano di un solido sostegno per crescere e prosperare. Un sistema di incentivi efficace e trasparente rappresenta un volano fondamentale per promuovere l'innovazione, la competitività e lo sviluppo sostenibile. E in questa prospettiva la legge n. 160 del 27 ottobre 2023 si propone come un'importante pietra miliare.

Introducendo una serie di disposizioni volte a semplificare e razionalizzare il sistema degli incentivi alle imprese, la legge n. 160/2023 ha l'obiettivo di rendere bandi e contributi più accessibili ed efficienti. Rispondendo alle reali esigenze del tessuto produttivo nazionale. Al momento le modifiche sono ancora in corso, poiché il Governo ha stabilito di effettuare le varie revisioni nel corso di 24 mesi, ma le prospettive sono più che positive.

La semplificazione delle procedure burocratiche, spesso intricate e farraginose, e il rafforzamento della trasparenza nel processo di assegnazione dei benefici sono auspicate da tutte le imprese italiane. Ma vediamo nel dettagli quali sono i punti salienti della legge n. 160/2023.

La legge n. 160/2023 per la semplificazione degli incentivi alle imprese

La legge n. 160/2023 si inserisce in un più ampio processo di riforma volto a modernizzare e rendere più competitivo il sistema economico italiano. Il suo iter legislativo, conclusosi alla Camera dei deputati nell'ottobre 2023, ha visto un'ampia condivisione sull'importanza di intervenire sul sistema degli incentivi alle imprese. Riconosciuto come strategico per il rilancio e la crescita del Paese.

Il provvedimento si pone come obiettivo cardine la semplificazione e l'accelerazione delle procedure per l'accesso ai benefici. Anche attraverso la riduzione degli oneri burocratici a carico delle imprese, e garantendo al contempo una maggiore trasparenza e controlli più efficaci sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

Questo approccio punta a superare le criticità del passato, caratterizzate da una frammentazione di interventi e da una complessità normativa che spesso hanno ostacolato la piena efficacia degli incentivi. La nuova legge si propone come un cambio di passo deciso, in linea con le esigenze di un contesto economico in rapida trasformazione.

Principi direttivi e disposizioni per la revisione

La legge 160/2023 si struttura attorno a una serie di principi cardine, volti a delineare un nuovo paradigma nell'ambito degli incentivi alle imprese. Tra questi, spiccano:

  • la pluriennalità degli interventi;
  • la certezza del diritto;
  • la misurabilità degli impatti;
  • la digitalizzazione delle procedure e la trasparenza;
  • l'uniformità dei criteri di accesso;
  • la coesione territoriale;
  • la valorizzazione dell'imprenditoria femminile.

L'obiettivo è quello di creare un sistema più stabile e prevedibile per le imprese, in grado di offrire loro un orizzonte temporale di medio-lungo periodo su cui poter pianificare gli investimenti e le strategie di sviluppo.

La normativa introduce, inoltre, una serie di disposizioni che il Governo è chiamato ad attuare tramite appositi decreti legislativi. Tra queste, assume particolare rilevanza la creazione di un Codice degli incentivi. Si tratta di un testo unico che raccoglierà in modo organico e sistematico tutte le misure di sostegno alle imprese, semplificando notevolmente l'accesso alle informazioni e riducendo la frammentazione normativa.

L’impegno del Governo a definire un sistema organico di incentivi alle imprese

La legge 160/2023 stabilisce anche l'impegno del Governo a definire un sistema organico di incentivi alle imprese. Questo nuovo sistema viene definito attraverso diversi decreti legislativi, che il Governo è tenuto ad emanare nell’arco di 24 mesi dalla pubblicazione della legge.

Il nuovo sistema si baserà su una serie di azioni concrete, le principali sono:

  • Razionalizzazione dell'offerta: saranno eliminate le sovrapposizioni e le incongruenze tra le diverse misure di incentivazione, ottimizzando l'utilizzo delle risorse pubbliche e semplificando la scelta da parte delle imprese.
  • Armonizzazione della disciplina: sarà creato un quadro normativo omogeneo e coerente, superando le difformità e le complessità che spesso hanno rappresentato un ostacolo per le imprese.

L'obiettivo è quello di creare un ecosistema favorevole alla crescita e all'innovazione, in cui le imprese possano orientarsi con maggiore facilità tra le opportunità di finanziamento e di sostegno, concentrandosi sullo sviluppo del proprio business.

Per questa ragione il Governo è tenuto ad attenersi, nel processo di razionalizzazione dell'offerta di incentivi, ad una serie di principi e criteri, come:

  • ricognizione e sistematizzazionedelle misure di incentivazione esistenti;
  • concentrazione dell'offerta di incentivi per evitare la sovrapposizione tra gli interventi;
  • programmazione degli interventidi incentivazione da parte di ciascuna amministrazione competente per un lasso di tempo adeguato alle finalità di sostegno.

Il ruolo del Registro nazionale e la piattaforma Incentivi.gov.it nel nuovo sistema di incentivi

La legge 160/2023 attribuisce un ruolo centrale anche al Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e alla piattaforma telematica Incentivi.gov.it. Entrambi considerati strumenti chiave per garantire la trasparenza, l'efficienza e la tracciabilità del sistema degli incentivi.

Il Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) si conferma come punto di riferimento unico per la gestione e il monitoraggio degli aiuti di Stato e verrà potenziato con l'implementazione di nuove tecnologie e l'interconnessione con altri sistemi informativi. Mentre la piattaforma Incentivi.gov.it sarà arricchita con nuove sezioni. L'obiettivo è quello di creare un unico punto di accesso digitale a tutte le informazioni e ai servizi relativi agli incentivi.

La legge n. 160/2023 si configura quindi come una vera e propria riforma del sistema degli incentivi alle imprese, con l'obiettivo di renderlo più efficace, efficiente e trasparente. Le novità introdotte sono volte a creare un contesto più favorevole alla crescita e allo sviluppo del tessuto imprenditoriale italiano.

A questo punto non resta che monitorare l'attuazione della legge n. 160/2023, affinché i principi e gli obiettivi in essa contenuti si traducano in azioni concrete e tangibili per le imprese.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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