bando transizione ecologica sociale e di governance

Regione Umbria: operativo l’avviso per l’acquisizione servizi qualificati per la transizione ecologica, sociale e di governance

La Regione Umbria lancia un nuovo avviso pubblico con l'obiettivo di supportare le micro, piccole e medie imprese (MPMI) del territorio nel loro percorso di innovazione e transizione verso modelli di business più sostenibili e responsabili. In particolare sono supportate le spese sostenute per l'acquisizione di servizi di consulenza finalizzati all'avvio o al proseguimento di percorsi che favoriscono la transizione ecologica, sociale e di governance.

Questo nuovo bando transizione ecologica, finanziato con un plafond di 2.000.000,00 euro, si inserisce all'interno della "Smart Specialization Strategy (S3)" regionale. E si focalizza sulla promozione di tre linee di intervento principali:

  • Linea A) Adozione dei criteri ESG;
  • Linea B) Razionalizzazione dell'uso di energia da parte delle imprese;
  • Linea C) Acquisizione di certificazioni ambientali, sociali o etiche.

Chi può partecipare al bando transizione ecologica, sociale e di governance Regione Umbria

Possono accedere al bando le micro e piccole e medie imprese umbre operanti nei settori dell'Industria, dell'Artigianato e del Terziario. Sono escluse dalla platea dei beneficiari le aziende agricole e delle attività ad esse connesse.

Come funziona il contributo

Le imprese beneficiarie di questo bando transizione ecologica ottengono un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili. L’importo minimo erogabile è di 2.500,00 euro mentre l’importo massimo è di 22.500,00 euro.

Le spese finanziabili sono quelle per l'acquisizione di servizi di consulenza specialistica per l'implementazione delle attività previste dalle tre linee di intervento. Tali spese dovranno essere sostenute a partire dalla data di presentazione della domanda e concluse entro 12 mesi dalla comunicazione di ammissione al contributo. L’importo minimo ammissibile è di 5.000,00 euro mentre quello massimo è pari a 45.000,00 euro.

Come fare domanda per il bando transizione ecologica Regione Umbria

La presentazione delle domande di partecipazione al bando transizione ecologica sarà possibile dalle ore 10:00 del 14 ottobre 2024 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2025.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Certificazione di Genere PMI nuovo avviso

Pari Opportunità: nuovo avviso per la Certificazione di Genere delle PMI e integrazione degli stanziamenti

Il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha annunciato l'imminente pubblicazione di un nuovo Avviso dedicato alle PMI che desiderano ottenere la Certificazione di Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022). L'Avviso offrirà ai beneficiari contributi per ricevere assistenza tecnica e accompagnamento, finalizzati a ridurre il divario di genere in azienda e ottenere la certificazione.

Dotazione aggiuntiva per l'Avviso Certificazione di Genere

Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha inoltre stanziato una dotazione aggiuntiva di risorse del PNRR. Questa è finanziata tramite Next Generation EU e pari a € 1.650.000,00, il suo scopo è integrare l'Avviso pubblico del 6 novembre 2023, anche questo finalizzato alla Certificazione di Genere per le PMI.

La dotazione aggiuntiva sarà destinata alle PMI, per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento e per servizi di certificazione della parità di genere. E grazie a questo nuovo stanziamento Unioncamere proseguirà l'esame istruttorio delle domande relative all'Avviso del 6 novembre 2023 che sono state presentate entro il termine di chiusura del 28 marzo 2024, e le cui richieste di contributi superavano la capienza finanziaria iniziale.

In particolare, la nuova dotazione garantirà la copertura integrale delle domande per la Certificazione di Genere che sono state presentate e non ancora istruite. Indipendentemente dalla provenienza geografica e dalla tipologia di servizi richiesti.

Vuoi ottenere la Certificazione di Genere e cerchi maggiori informazioni sulle agevolazioni? Compila il modulo sottostante per entrare in contatto con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Fattori ESG: le implicazioni contabili per le imprese e gli effetti sui bilanci

Fattori ESG: le implicazioni contabili per le imprese e gli effetti sui bilanci

Nel panorama imprenditoriale contemporaneo, l'attenzione si sta sempre più spostando verso la sostenibilità ambientale, sociale e di governance. I fattori ESG sono infatti diventati fondamentali per le imprese, non solo per il loro impatto sociale ed ambientale, ma anche per le loro implicazioni finanziarie.

Un recente studio condotto da Banca d'Italia ha analizzato le ripercussioni contabili derivanti dai fattori ESG, con particolare attenzione ai rischi climatici. Lo studio ha esaminato un campione di banche italiane, valutando le loro informative pubbliche sui rischi climatici e le prime applicazioni dei principi contabili internazionali (IAS-IFRS) in relazione ai fattori ESG.

Perché i fattori ESG hanno implicazioni contabili per le imprese

La crescente rilevanza dei fattori ESG ha portato a un'evoluzione nella normativa contabile internazionale. Sebbene gli IAS-IFRS non contengano specifiche disposizioni sui fattori ESG, è emerso che le loro implicazioni contabili devono essere attentamente considerate, soprattutto quando il loro impatto è significativo.

In particolare, il documento "Effects of climate-related matters on financial statements" pubblicato dall'IFRS Foundation nel 2020 ha sottolineato l'importanza di considerare i rischi climatici nelle valutazioni delle attività e passività riportate in bilancio.

L'industria finanziaria ha espresso preoccupazioni in merito alle modalità di riflessione dei rischi climatici nell'IFRS 9, chiedendo all'International Accounting Standards Board (IASB) di fornire chiarimenti sulla classificazione delle attività finanziarie e sulla valutazione delle perdite attese. L'IASB ha quindi avviato un progetto dedicato ai "Climate-related Risks in the Financial Statements" con l'obiettivo di migliorare l'informativa di bilancio in relazione ai rischi climatici e di integrare le sinergie con le informazioni non finanziarie previste dai principi emanati dall'International Sustainability Standard Board (ISSB).

Inoltre, l'European Financial Reporting Advisory (EFRAG) ha costituito un Advisory Panel con l'obiettivo di migliorare l'interrelazione tra il reporting finanziario e non finanziario, evitando incongruenze e duplicazioni.

Come i fattori ESG incidono sulla gestione e valutazione finanziaria dell’impresa

Un aspetto centrale delle implicazioni contabili dei fattori ESG riguarda la classificazione e la valutazione degli strumenti finanziari. L'utilizzo di clausole contrattuali che legano il pagamento dei flussi di cassa a obiettivi di sostenibilità ambientale sta diventando sempre più frequente.

Di fronte a questa nuova realtà, l'industria ha sollecitato l'IASB a fornire indicazioni specifiche su come valutare queste clausole contrattuali connesse ai fattori ESG per l'applicazione del test "Solely Payment of Principal and Interest" (SPPI) previsto dall'IFRS 9. Il mancato superamento di questo test comporta la valutazione dell'intero strumento al fair value con contropartita conto economico (Fair Value Through Profit and Loss - FVTPL).

Ma i rischi climatici possono influenzare l'esposizione degli intermediari al rischio di credito, con possibili riflessi negativi sulla capacità dei debitori di adempiere alle obbligazioni assunte. Questo può avvenire a causa di eventi come incendi, inondazioni (rischio fisico) o gli impatti derivanti dalla transizione verso un'economia low-carbon (rischio di transizione).

A loro volta il rischio fisico e il rischio di transizione possono influenzare:

  • la stima della Probability of Default (PD);
  • la stima della Loss Given Default (LGD);
  • il rischio di concentrazione;
  • l'incorporazione delle forward-looking information (FLI).

Le prime evidenze degli impatti contabili dei rischi climatici nei bilanci delle imprese

Alcune banche italiane, soprattutto quelle che l’analisi di Banca d'Italia identifica come "significative", hanno iniziato da tempo a incorporare gli impatti dei rischi climatici nei modelli di calcolo delle perdite attese.

I bilanci al 31 dicembre 2022 dimostrano che, in questa fase iniziale, le iniziative si sono concentrate principalmente sulla fattorizzazione del rischio di transizione. Ma anche sulla valutazione del SICR attraverso approcci collettivi nei settori con maggiore rischiosità, ricorrendo a overlay/model adjustment. Mentre l'incorporazione del rischio fisico è ancora in fase di approfondimento per la maggior parte degli intermediari.

Del resto l'integrazione dei fattori ESG nella contabilità aziendale è un processo in evoluzione, con implicazioni significative per le imprese che sono anche chiamate a rendicontare le proprie attività. Complice l’obbligo di redigere il bilancio di sostenibilità, che si sta progressivamente estendendo nel corso degli anni e che per l’esercizio 2025 riguarderà 11.700 imprese UE.

La crescente attenzione verso la sostenibilità e i rischi climatici sta evidentemente portando a un ripensamento delle prassi contabili e a un'evoluzione dei modelli di business. E le imprese che non si adeguano a queste nuove realtà potrebbero trovarsi svantaggiate in un mercato sempre più competitivo e sensibile ai criteri ESG.

Vuoi maggiori informazioni su come i fattori ESG si integrano nella gestione d’impresa e come accedere ai contributi per imprese ESG? Compila il modulo sottostante per entrare in contatto con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Decreto Coesione attesa operatività incentivi assunzioni

Decreto Coesione: ancora in attesa dell'operatività per gli incentivi all'assunzione

Il Decreto Coesione (DL 60/2024) prevede importanti agevolazioni contributive per le aziende che assumono nuovi lavoratori. Le misure, che sono teoricamente entrate in vigore dal 1° settembre 2024, riguardano:

  • Assunzioni di donne;
  • Assunzioni di giovani under 35;
  • Assunzioni di over 35 nella ZES Unica.

Le assunzioni per beneficiare degli incentivi potranno essere effettuate nel periodo compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. Ciononostante, l'operatività effettiva degli incentivi è ancora in fase di definizione. Mancano infatti alcuni passaggi cruciali:

  • Autorizzazione della Commissione Europea: è necessario il via libera da parte dell'Unione Europea per l'attuazione delle misure.
  • Decreto Attuativo: entro il 5 settembre 2024, il Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, dovrà emanare un decreto che definisca le modalità di attuazione dell'esonero contributivo e i rapporti con l'INPS, ente gestore degli incentivi.
  • Istruzioni INPS: per l’effettiva operatività delle agevolazioni contributive l'INPS dovrà fornire le istruzioni operative per la fruizione dei benefici.

Le imprese rimangono quindi in attesa del completamento dell'iter necessario per l'operatività effettiva degli incentivi.

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Martina Moretti

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Bando CIM 4.0 per progetti innovativi

Bando CIM4.0 per progetti di innovazione in collaborazione: aperta la terza finestra

È aperta la terza finestra del bando CIM 4.0 per progetti di innovazione del Competence Center CIM4.0, dedicato alla realizzazione di una manifattura sostenibile e digitale. L'obiettivo principale è quello di supportare l'avanzamento della maturità tecnologica di processi, prodotti e servizi innovativi, partendo da un livello di maturità tecnologica (TRL) di 5.

Sono destinatarie del bando le imprese che imprese che intendono sviluppare progetti innovativi. A queste viene offerta la collaborazione e la possibilità di avvalersi delle tecnologie messe a disposizione dal Competence Center, nonché di un finanziamento a fondo perduto. La dotazione finanziaria del bando è di 1.450.000 euro.

Come funziona il contributo del bando CIM 4.0

Il bando offre supporto per lo sviluppo del progetto e un finanziamento a fondo perduto. Finanziamento che può arrivare a 400.000 euro, con un periodo di sviluppo del progetto previsto per 12 mesi.

A chi è rivolto il bando CIM 4.0

Il bando è aperto a tutte le imprese interessate a sfruttare le tecnologie, i servizi e le infrastrutture offerte dal CIM4.0 per sviluppare progetti innovativi. Ai fini dell’accesso al contributo però devono presentare progetti che rientrano in uno dei tre ambiti di intervento previsti dal bando:

  • Industry 4.0: sviluppo di tecnologie e soluzioni innovative per la produzione industriale.
  • Manifattura sostenibile per aerospace: progetti per la realizzazione di processi e prodotti sostenibili nel settore aerospaziale.
  • Manifattura sostenibile per automotive: progetti che mirano a ridurre l'impatto ambientale nella produzione di veicoli e componenti automobilistici.

Quando presentare domanda per il bando CIM 4.0

Le imprese interessate possono già presentare le proprie proposte progettuali per il bando CIM 4.0. La finestra di presentazione va dal 26 agosto fino al 26 settembre 2024. Le proposte devono essere inviate attraverso la piattaforma PICA.

Vuoi maggiori informazioni sul bando CIM 4.0 e come accedere ai contributi? Compila il modulo sottostante per entrare in contatto con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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