bandi Regione Umbria manovra All-In 2024

Regione Umbria: presentati i bandi di “All-In”, la nuova manovra economica da 120 milioni di euro

Il 30 luglio 2024 la Regione Umbria ha presentato la manovra economica “All-In” con uno stanziamento di 120 milioni di euro. La manovra si compone di diversi bandi Regione Umbria che mirano a sostenere gli investimenti attraverso la trasformazione digitale, l'internazionalizzazione, la sostenibilità delle micro, piccole e medie imprese. Ma anche il miglioramento delle competenze dei lavoratori e sostengono l’inserimento nel mondo del lavoro delle categorie svantaggiate.

I principali bandi Regione Umbria della manovra “All-In”

Nella manovra sono stati rifinanziati diversi bandi presenti nella passata programmazione della Regione Umbria. Tra le misure più rilevanti troviamo:

  • Bando Ricerca e Sviluppo 2023, rifinanziato con 5 milioni di euro.
  • Bando Large 2023, rifinanziato con 8 milioni di euro.
  • Bando Voucher Innovazione della precedente manovra Remix, rifinanziato con 1 milione di euro.

Mentre tra le nuove misure, le più significative sono:

  • Bando Sostenibilità, con 2 milioni di euro per favorire la transizione ecologica, sociale e di governance delle MPMI umbre.
  • Bando Energia, con 3 milioni di euro per ottimizzare l'uso dell'energia nei cicli produttivi e negli edifici industriali.

Bandi Regione Umbria per digitalizzazione e internazionalizzazione

La manovra include anche bandi specifici per la digitalizzazione e l'innovazione:

  • Bando Bridge to Digital, con 6 milioni di euro per supportare la digitalizzazione delle micro e piccole imprese nei settori del commercio, ristorazione, artigianato e manifattura.
  • Bando A.I. for Umbria, con 1 milione di euro per promuovere l'innovazione nelle PMI tramite servizi di consulenza e supporto specialistico basati sull'intelligenza artificiale.

Mentre il focus sull'internazionalizzazione delle imprese umbre si traduce nei seguenti bandi:

  • Bando Fiere 2024-2025, con 2 milioni di euro per partecipare a fiere internazionali.
  • Bando Travel, con 2,5 milioni di euro per supportare percorsi di internazionalizzazione fino a 3 paesi. Questo bando Regione Umbria è il primo per cui è stata annunciata l’apertura: le domande possono essere inviate dalle ore 10:00 del 03 settembre 2024 alle ore 12:00 del 27 settembre 2024.

Bandi Regione Umbria per le nuove imprese e il rafforzamento del tessuto imprenditoriale

La manovra “All-In” promuove anche la creazione di nuove imprese e il rafforzamento del tessuto imprenditoriale regionale con:

  • Bando Smart Up, per sostenere start-up innovative e spin-off della ricerca, con due bandi distinti (uno gode di uno stanziamento da 2 milioni di euro e uno di risorse per 6 milioni di euro).
  • Bando My Self Plus, con 1 milione di euro per imprese neo-costituite o da costituire, con un focus su imprese femminili e giovanili.

Quanto agli investimenti produttivi, viene replicata una formula già adottata in passato, con tre tipologie di bandi Regione Umbria che coprono le stesse tipologie di spesa, differenziandosi solo per la misura degli investimenti.

  • bando SMALL (dotazione 3 milioni di euro) a copertura di investimenti da 25.000€ a 50.000€.
  • bando MEDIUM (dotazione 5 milioni di euro) a copertura di investimenti da 50.000€ a 200.000€.
  • bando LARGE (dotazione 10 milioni di euro) a copertura di investimenti da 200.000€ a 1.500.000€.

A dispetto dei bandi previsti dalla programmazione 2023, questi prevedono l’incentivo degli investimenti tramite l’erogazione di un finanziamento a tasso agevolato. La misura massima del finanziamento è del 60% dell’investimento nel bando SMALL, con una remissione del debito fino a al 40% dell’importo del finanziamento. Per i bandi MEDIUM e LARGE invece viene erogato un finanziamento a tasso agevolato che coprirà al massimo il 50% dell’investimento e la remissione del debito arriva fino al 50% dell’importo del finanziamento.

Misure per l’area di crisi complessa Terni-Narni e strumenti finanziari

La manovra della Regione Umbria tiene conto anche dell’area di crisi complessa Terni-Narni. Sono state negoziate risorse per 15 milioni di euro destinate a sostenere investimenti produttivi e attività di ricerca e sviluppo nei territori interessati. Per il momento è ufficiale che saranno messe in campo diverse misure, ma non sono stati pubblicati i dettagli. Maggiori informazioni saranno rese note nelle prossime settimane.

Mentre sul fronte degli strumenti finanziari volti ad agevolare l’accesso al credito e sostenere investimenti produttivi e progetti di ricerca e sviluppo, le misure da non farsi scappare sono:

  • Bando Ricerca & Innovazione: con stanziamento da 10 milioni di euro.
  • Avviso Garanzie: misura per concedere garanzie al 50% sul rischio di insolvenza, di cui non sono stati ancora pubblicati i dettagli.
  • Avviso Fondo Riassicurazioni: stanziamento di 524.653,68 € per favorire l’accesso al credito delle imprese artigiane.

Bandi Regione Umbria per incentivi alle assunzioni e alla formazione del personale

Le risorse FSE impiegate per la manovra “All-In” saranno impiegate per finanziare due misure volte a incentivare assunzione e formazione continua del personale interno alle imprese.

  • Avviso Incentivi alle Assunzioni, con uno stanziamento di 8 milioni di euro per favorire l’occupazione e la qualità del lavoro.
  • Avviso Formazione Continua, con risorse pari a 5 milioni di euro per lo sviluppo delle competenze delle risorse umane.

La manovra prevede anche misure per l'inclusione sociale e il supporto ai giovani. In quest’ottica, i bandi più interessanti della Regione Umbria sono:

  • Avviso Digital Skills, che grazie a fondi per 2,6 milioni di euro favorisce l’inserimento lavorativo dei disoccupati ad elevata scolarizzazione.
  • Avviso Gender Gup, con risorse per 2 milioni di euro per promuovere la partecipazione delle donne nel contesto produttivo locale.
  • Avviso Diritto Dovere, con uno stanziamento di 2,6 milioni di euro per contrastare la dispersione scolastica e favorire l’inserimento lavorativo dei giovani inoccupati.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Imprese energivore aperta sessione suppletiva 2024 CSEA

CSEA - Imprese Energivore: aperta la sessione suppletiva per l’annualità di competenza 2024

La CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali) ha emanato la circolare n. 42/2024/ELT per annunciare l’apertura della sessione suppletiva del portale per la presentazione delle dichiarazioni delle imprese energivore relative all’annualità di competenza 2024. Il periodo per la presentazione delle dichiarazioni va dal 05 agosto 2024 fino alle ore 23:59 del 10 settembre 2024.

A differenza di quanto normalmente previsto, per la sessione suppletiva del 2024 non si applica la condizione di perdita di 1/12 dell’agevolazione. Inoltre, le imprese non saranno tenute a versare l’importo del contributo per coprire i costi amministrativi della CSEA.

Per le imprese in classe di agevolazione VALRx ammesse tramite la sessione suppletiva, è obbligatorio versare la contribuzione interamente. Come previsto dall’Allegato A della deliberazione 619/2023 R/eel. Le modalità e le tempistiche del versamento saranno comunicate dalla CSEA tramite PEC.

In caso di accertamento di pagamenti in misura non conforme, le imprese avranno 60 giorni di tempo per regolarizzare la situazione. A partire dalla data di invio della contestazione da parte della CSEA. La mancata regolarizzazione comporterà l’automatica decadenza della dichiarazione e delle eventuali agevolazioni già godute, con l’obbligo di restituzione delle stesse.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Transizione 5.0 decreto attuativo piattaforma GSE

Transizione 5.0: pubblicato in Gazzetta il decreto attuativo e aperta la piattaforma GSE per le domande

È stato pubblicato sul sito del MIMIT il decreto direttoriale del 06 agosto 2024 che dispone l’apertura della piattaforma del GSE. Questa, attiva dalle ore 12:00 del 07 agosto 2024, consente la presentazione delle comunicazioni preventive dirette alla prenotazione del credito d’imposta “Transizione 5.0” e l’invio delle comunicazioni di conferma relative all’effettuazione degli ordini accettati dal venditore con pagamento a titolo di acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

La pubblicazione del decreto direttoriale è conseguenza della pubblicazione del decreto attuativo del piano Transizione 5.0 nella Gazzetta Ufficiale del 6 agosto.

Il timing certo non è dei migliori per le imprese. A tal proposito si è espresso, tra gli altri, il presidente degli industriali bresciani Franco Gussalli Beretta, che ha definito “incomprensibile la pubblicazione del decreto a ridosso di Ferragosto con le aziende chiuse per la consueta fermata estiva e una conseguente impossibilità di prevedere una progettazione adeguata”.

Tuttavia, l’accesso alla piattaforma è una condizione da tempo bramata dalle imprese italiane, quindi un’apertura tempestiva è da considerarsi un bene. Quanto meno in ottica di programmazione degli interventi.

In questa prima fase infatti la piattaforma non sarà completamente operativa. Potrà accogliere unicamente le comunicazioni ex ante e la comunicazione intermedia per la conferma della prenotazione, che deve avvenire entro i 30 giorni dalla prenotazione stessa. Per le comunicazioni ex post bisognerà aspettare la pubblicazione di un ulteriore decreto direttoriale, che non potrà essere pubblicato prima di settembre.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


decreto attuativo piano transizione 5.0

Analisi decreto attuativo Piano Transizione 5.0: gli articoli più importanti per le imprese

Il Piano Transizione 5.0, atteso dalle imprese italiane da mesi, è finalmente stato pubblicato e attivato. Il recente decreto attuativo, firmato dai Ministri delle Imprese e del Made in Italy e dell’Economia e delle Finanze, delinea le procedure e i criteri per accedere alle agevolazioni previste.

Con un budget di 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025, il piano punta a ridurre i consumi energetici e favorire la transizione digitale del sistema produttivo italiano​. Mirando a sostenere l'innovazione tecnologica e la sostenibilità energetica.

Il decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 è composto da 24 articoli, ciascuno dei quali tratta aspetti specifici delle agevolazioni e dei requisiti per accedere ai benefici del piano. Di seguito, analizzeremo i punti salienti degli articoli più importanti per le imprese.

Beneficiari e oggetto del Piano Transizione 5.0: cosa stabiliscono gli articoli 2 e 3 del decreto attuativo

L’articolo 2 del decreto attuativo stabilisce i criteri di ammissibilità per le imprese che desiderano accedere ai benefici del Piano Transizione 5.0. Tra i requisiti principali vi è l'obbligo di realizzare investimenti mirati alla riduzione dei consumi energetici e all'adozione di tecnologie innovative.

L’articolo 3 del decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 dettaglia i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta riconosciuti. Specifica infatti che possono accedere al beneficio tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato appartenenti a soggetti non residenti.

Non ci sono requisiti in merito alla forma giuridica, al settore economico di appartenenza, alla dimensione e al regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa. Sono escluse però le imprese:

  • in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, o sottoposte ad altra procedura concorsuale;
  • destinatarie di sanzioni interdittive;
  • che non rispettino le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • che risultano inadempienti rispetto agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Articolo 10: la misura del credito di imposta del Piano Transizione 5.0

L'articolo 10 del decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 regola la misura del beneficio fiscale per gli investimenti agevolati. Il credito d'imposta viene calcolato sulla base delle spese sostenute per gli investimenti previsti.

Il credito d'imposta viene riconosciuto come segue:

  • 35% del costo per la quota di investimenti fino a 2.500.000 euro, 15% del costo per la quota oltre 2.500.000 euro e fino a 10.000.000 euro, e 5% del costo per la quota oltre 10.000.000 euro e fino a un massimo di 50.000.000 euro, se la riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva è almeno del 3% o dei processi interessati dall'investimento è almeno del 5%.
  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2.500.000 euro, 20% del costo per la quota oltre 2.500.000 euro e fino a 10.000.000 euro, e 10% del costo per la quota oltre 10.000.000 euro e fino a un massimo di 50.000.000 euro, se la riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva è superiore al 6% o dei processi interessati dall'investimento è superiore al 10%.
  • 45% del costo per la quota di investimenti fino a 2.500.000 euro, 25% del costo per la quota oltre 2.500.000 euro e fino a 10.000.000 euro, e 15% del costo per la quota oltre 10.000.000 euro e fino a un massimo di 50.000.000 euro, se la riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva è superiore al 10% o dei processi interessati dall'investimento è superiore al 15%.

Il beneficio complessivo è aumentato di:

  • Fino a 10.000 euro per le spese sostenute dalle PMI per le certificazioni obbligatorie.
  • Fino a 5.000 euro per le spese di certificazione per soggetti non obbligati alla revisione legale dei conti.

Il credito d'imposta è limitato a 50.000.000 di euro annui per ciascun beneficiario, indipendentemente dall'ammontare delle spese agevolate. Inoltre, esso non concorre alla formazione del reddito imponibile e non rileva ai fini della base imponibile dell'IRAP e del TUIR.

Le condizioni di cumulo stabilite dall’articolo 11

L’articolo 11 del decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 riguarda il cumulo del credito d’imposta. Stabilisce che questo credito è cumulabile con altre agevolazioni finanziate con risorse nazionali aventi ad oggetto i medesimi costi, a condizione che il cumulo non superi il costo sostenuto.

Tuttavia il credito d’imposta non è cumulabile, per gli stessi costi ammissibili, con il credito d’imposta per investimenti in beni nuovi strumentali (legge 30 dicembre 2020, n. 178) e con il credito d’imposta per investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) unica Mezzogiorno e nella Zona Logistica Semplificata (ZLS)​.

La procedura di accesso alle agevolazioni 5.0 prevista dall’articolo 12

L’articolo 12 del decreto attuativo per il Piano Transizione 5.0 riguarda la procedura per l’accesso al credito d’imposta. Per assicurare il rispetto del limite di spesa stabilito dal decreto-legge n. 19 del 2024, le imprese devono inviare una comunicazione preventiva prima del completamento del progetto di innovazione. Questa comunicazione deve includere le informazioni necessarie per identificare il beneficiario, il progetto, la data di inizio e fine del progetto, gli investimenti agevolabili e l’importo del credito d’imposta stimato, nonché l’impegno a rispettare gli obblighi previsti dall’articolo 18.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) verifica la correttezza dei dati e la completezza della documentazione entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione preventiva e comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta prenotato, entro il limite delle risorse disponibili. In caso di documentazione incompleta o dati errati, il GSE richiede le integrazioni necessarie, che devono essere fornite dall’impresa entro dieci giorni.

Dopo la prenotazione del credito d’imposta, l’impresa deve inviare, entro 30 giorni, una comunicazione contenente gli estremi delle fatture e la conferma degli ordini effettuati, con un pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione. Il GSE conferma l’importo del credito d’imposta entro cinque giorni dalla verifica della documentazione.

Al completamento del progetto, e comunque entro il 28 febbraio 2026, l’impresa deve trasmettere una comunicazione di completamento con tutte le informazioni necessarie per individuare il progetto, gli investimenti effettuati e l’importo del credito d’imposta, inclusi i certificati e le perizie richieste. Il GSE, verificata la documentazione, comunica entro dieci giorni l’importo del credito d’imposta utilizzabile.

Le comunicazioni devono essere trasmesse esclusivamente tramite la piattaforma informatica "Transizione 5.0", accessibile con SPID. Il mancato invio delle comunicazioni nei termini stabiliti comporta il mancato perfezionamento della procedura per la fruizione del credito d’imposta.

La fruizione del credito d’imposta 5.0: cosa stabilisce l’articolo 13

L’articolo 13 del decreto attuativo disciplina la fruizione del credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0. Questo è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a partire da dieci giorni dopo la comunicazione di cui all’articolo 12, comma 7. Non può essere ceduto o trasferito, neanche all’interno del consolidato fiscale.

Le imprese possono utilizzare il credito d’imposta in una o più quote fino al 31 dicembre 2025, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; in caso contrario, l’operazione di versamento sarà rifiutata.

Se al 31 dicembre 2025 rimane una parte del credito d’imposta non utilizzata, questa potrà essere usufruita in cinque quote annuali di pari importo. È fondamentale che l’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non superi l’importo comunicato ai sensi dell’articolo 12, comma 7, per evitare lo scarto dell’operazione di versamento.

Il decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 rappresenta un passo significativo verso la modernizzazione e la sostenibilità del sistema produttivo italiano. Con la corretta implementazione degli interventi contemplati, le imprese italiane potranno migliorare la loro efficienza energetica e competitività, ma anche contribuire agli obiettivi di sostenibilità del paese.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando Transizione Digitale Imprese Lombarde 2024

Regione Lombardia: al via il bando "Transizione Digitale delle Imprese Lombarde"

La Regione Lombardia ha approvato il nuovo bando per la "Transizione Digitale delle Imprese Lombarde", con l'obiettivo di sostenere l'accelerazione del processo di trasformazione digitale delle imprese lombarde, incluse le realtà del terzo settore. Con una dotazione pari a 20 milioni di euro, la misura intende investire sulle nuove tecnologie per migliorare la produttività e rilanciare la competitività internazionale del sistema economico regionale.

Come funziona il bando Transizione Digitale Lombardia

La trasformazione digitale promossa dal bando non si limita alla digitalizzazione dei processi, ma comprende anche un percorso di cultura e consapevolezza aziendale. Le imprese sono invitate a definire un piano strategico di digitalizzazione, volto a raggiungere una buona maturità digitale per crescere e rimanere competitive anche a livello internazionale.

In particolare le imprese che partecipano al bando per la "Transizione Digitale delle Imprese Lombarde" dovranno:

  • Misurare la propria maturità digitale: condurre un assessment digitale per individuare punti di forza e debolezza.
  • Definire un piano strategico di digitalizzazione: stabilire obiettivi e strategie per migliorare il posizionamento digitale.
  • Predisporre un intervento attuativo: dettagliare le soluzioni e le tecnologie digitali da implementare, in coerenza con il Piano strategico.

Le soluzioni digitali individuate dall’impresa possono riguardare:

  • cybersecurity, sicurezza dei dati e infrastrutture;
  • analisi dei dati;
  • intelligenza artificiale;
  • automazione dei processi aziendali;
  • digitalizzazione dei servizi;
  • sostenibilità e innovazione.

Chi può partecipare al bando Transizione Digitale Lombardia

Possono presentare domanda le MPMI con almeno due bilanci approvati alla data di presentazione della domanda. Che presentano un progetto coerente con le condizioni del bando e con sede operativa in Lombardia al momento della concessione dell’agevolazione.

Condizioni del contributo bando Transizione Digitale

L’agevolazione concessa con il bando per la "Transizione Digitale delle Imprese Lombarde" corrisponde a un contributo a fondo perduto corrisposto nella misura massima del 50% delle spese ammissibili. L’importo massimo è fissato a 100.000 euro.

Come presentare domanda per il bando Transizione Digitale imprese lombarde

Le domande al bando per la "Transizione Digitale delle Imprese Lombarde" possono essere presentate dalle ore 10:00 del 3 settembre 2024 alle ore 16:00 del 12 novembre 2024. La domanda va inoltrata attraverso la piattaforma Bandi e Servizi della Regione Lombardia. Il procedimento valutativo seguirà una modalità a graduatoria.

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Martina Moretti

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