bando CCIAA Bologna Contributi Alluvioni

In apertura il nuovo bando CCIAA Bologna per i danni da alluvioni 2024

La Camera di Commercio di Bologna ha attivato un bando per l'assegnazione di contributi a fondo perduto destinati alle imprese che hanno subito danni a causa delle alluvioni nei mesi di settembre e ottobre 2024.

L'obiettivo è rimborsare una quota dei costi sostenuti per mitigare e riparare i danni diretti e immediati. Le risorse del bando CCIAA Bologna mirano a supportare la ripresa delle attività economiche colpite dagli eventi calamitosi, offrendo un aiuto concreto alle MPMI del territorio.

Chi può beneficiare dei contributi alluvioni della CCIAA Bologna

Possono accedere ai contributi le micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici, ad esclusione di quelli della pesca e dell'acquacoltura, iscritte al Registro delle Imprese. Le aziende devono avere sede legale e/o unità locali operative nell'area metropolitana di Bologna. È fondamentale che le imprese siano regolarmente iscritte e attive per poter beneficiare del sostegno economico offerto dalla Camera di Commercio.

Spese ammissibili per il bando CCIAA Bologna contributi alluvioni

Sono ammissibili per il bando CCIAA Bologna contributi alluvioni le spese fatturate e pagate tra il 17 settembre 2024 e il momento di invio della domanda, al netto dell'IVA. Le voci di spesa considerate ammissibili includono:

  • la rimozione di liquami e fango,
  • la messa in sicurezza dei locali,
  • la riparazione di impianti,
  • il riacquisto di arredi danneggiati,
  • la pulizia dei veicoli aziendali e le perizie per la quantificazione dei danni.

È prevista anche una copertura per le spese di manodopera interna per la rimozione di liquami e fango, fino a un massimo di 1.000 euro.

Come funziona il contributo del bando CCIAA Bologna

Il contributo è a fondo perduto e copre fino all'80% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 5.000 euro.

Domande per il bando CCIAA Bologna contributi alluvioni

Le domande per il bando CCIAA Bologna contributi alluvioni possono essere presentate dalle ore 12:00 del 26 novembre 2024 fino alle ore 13:00 del 28 febbraio 2025. La valutazione delle domande avverrà a sportello, seguendo l'ordine cronologico di presentazione.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Transizione 5-0 difficoltà bloccano fondi

Calcoli, iter burocratici e gli altri problemi che rallentano la 5.0

Nel panorama economico italiano, il Piano Transizione 5.0 è un'opportunità cruciale per incentivare la trasformazione digitale e sostenibile delle imprese. Con una dotazione finanziaria di 6,23 miliardi di euro, l'iniziativa mira a supportare investimenti innovativi che coniughino progresso tecnologico ed efficienza energetica. Tuttavia, nonostante le ingenti risorse stanziate, l'effettiva fruizione di tali incentivi si scontra con una serie di ostacoli procedurali e operativi che ne stanno rallentando significativamente l'implementazione.

Le aziende, infatti, si trovano a navigare in un labirinto di calcoli complessi, iter burocratici farraginosi e requisiti stringenti, che trasformano un'opportunità di crescita in una sfida ardua da affrontare. Questo scenario rischia di compromettere l'efficacia del piano, frenando gli investimenti e ostacolando il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di transizione ecologica e digitale del Paese.

L'esigua percentuale di fondi prenotati nei primi tre mesi dall'avvio del programma – appena l’1,6% del totale – fotografa nitidamente le difficoltà incontrate dalle imprese. E ci impone una riflessione sulle criticità da risolvere per sbloccare il potenziale della Transizione 5.0.

Un bilancio deludente per gli investimenti Transizione 5.0

I numeri parlano chiaro, dipingendo un quadro sconfortante rispetto all'efficacia del Piano Transizione 5.0. A tre mesi dall'attivazione, le prenotazioni di credito d'imposta ammontano a soli 99 milioni di euro, una cifra irrisoria se paragonata ai 6,23 miliardi stanziati. Tradotto in percentuale, significa che appena l'1,6% delle risorse disponibili è stato richiesto dalle aziende.

Un dato che stride con l'entusiasmo iniziale dimostrato da imprese e istituzioni, e che evidenzia una profonda discrepanza tra le aspettative e la realtà. Del resto l'adesione al piano ha finora riguardato solo 324 imprese, un numero esiguo se si considera l'ampia platea di potenziali beneficiari.

Questo risultato, lontano dalle previsioni, pone interrogativi seri sull'accessibilità e l'applicabilità concreta delle misure previste, suggerendo l'urgenza di un intervento correttivo per rimuovere le barriere che frenano l'utilizzo dei fondi. L'esiguità delle richieste, inoltre, alimenta un circolo vizioso: la scarsa fiducia delle imprese si traduce in minori investimenti, con il rischio concreto di vanificare gli obiettivi di sviluppo sostenibile e innovazione tecnologica perseguiti dal piano.

Ostacoli alla Transizione 5.0: la complessità di calcoli e certificazioni

Uno degli scogli principali che le imprese devono affrontare per accedere ai fondi per la Transizione 5.0 riguarda la complessa procedura di valutazione energetica. Il meccanismo prevede una doppia certificazione, ex ante ed ex post, per misurare il risparmio energetico derivante dagli investimenti. Questa procedura, apparentemente lineare, si rivela nella pratica un percorso ad ostacoli soprattutto per le PMI, che spesso non dispongono delle risorse e delle competenze interne necessarie per gestire un tale carico burocratico.

La certificazione ex-ante, in particolare, richiede la raccolta di una mole considerevole di dati per valutare il consumo energetico attuale e stimare il potenziale risparmio ottenibile con le nuove tecnologie. A creare molti disagi sembra essere la necessità di analizzare tre beni analoghi venduti nella UE negli ultimi cinque anni, misurarne i consumi e confrontarli con l'impianto che si intende acquistare. Un iter complesso, che richiede tempo e risorse significative, e che non sempre garantisce l'accesso agli incentivi.

Materie prime e Transizione 5.0: la sfida del "made in Europe"

Un ulteriore ostacolo che frena l'adesione al Piano Transizione 5.0 è l'obbligo, imposto dalla normativa, di utilizzare pannelli fotovoltaici prodotti in Europa per poter accedere ai benefici. Questa prescrizione, introdotta con l'intento di favorire la filiera produttiva europea, si scontra con una realtà di mercato ben diversa.

Vi è infatti una scarsa disponibilità di pannelli made in Europe ad alte prestazioni, cosa che rende di fatto inapplicabile la norma. In altri casi, i pannelli europei sono disponibili ma a prezzi nettamente superiori rispetto a quelli importati dall'Asia, vanificando l'incentivo economico.

Questa situazione crea una disparità competitiva e penalizza le imprese che intendono investire in energie rinnovabili, rallentando il processo di transizione ecologica.

L'incertezza normativa frena la Transizione 5.0

A complicare ulteriormente il quadro, si aggiunge l'incertezza generata dalle continue modifiche normative in corso. Il governo, consapevole dei risultati deludenti del piano, sta valutando una serie di correttivi per innalzare le aliquote di credito d'imposta, prorogare i termini per la consegna dei beni e rendere cumulabili gli incentivi con altre agevolazioni.

Sebbene queste modifiche siano potenzialmente positive, l'annuncio di interventi imminenti genera un clima di attesa e incertezza tra le imprese, che preferiscono rimandare gli investimenti in attesa di un quadro normativo più stabile e definito. Un immobilismo che rischia di compromettere ulteriormente l'efficacia del piano e di ritardare il processo di innovazione tecnologica e sostenibile delle imprese italiane.

I vantaggi di affidarsi a esperti di finanza agevolata per la Transizione 5.0

In un contesto così complesso e in continua evoluzione, rivolgersi a società specializzate in finanza agevolata diventa un fattore determinante per le imprese che desiderano accedere ai fondi destinati alla Transizione 5.0. Queste realtà specializzate offrono un supporto concreto nella navigazione delle procedure burocratiche, nella predisposizione della documentazione necessaria e nella gestione delle relazioni con gli enti erogatori.

Grazie alla loro competenza e conoscenza approfondita delle normative, gli esperti di finanza agevolata di Golden Group possono guidare le aziende attraverso i passaggi più complessi del Piano di Transizione 5.0. Ottimizzando le possibilità di successo e riducendo i tempi di attesa.

In particolare, possono fornire un'assistenza preziosa nella raccolta dei dati per le certificazioni energetiche. Ma anche nell'individuazione dei fornitori di tecnologie conformi ai requisiti del piano e nella valutazione dell'impatto finanziario degli investimenti.

Golden Group offre una consulenza mirata e personalizzata, assistendo le aziende in ogni fase del processo, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, fino alla gestione delle pratiche burocratiche. Con il supporto dei nostri professionisti qualificati, le imprese italiane possono trasformare le opportunità in risultati concreti.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


ZLS Emilia-Romagna pubblicato DPCM istitutivo

ZLS Emilia-Romagna: pubblicato il DPCM Istitutivo

È stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) che istituisce la Zona Logistica Semplificata (ZLS) Emilia-Romagna. Un passo importante per le imprese del territorio che potranno beneficiare di semplificazioni amministrative e agevolazioni fiscali per gli investimenti realizzati.

La ZLS Emilia-Romagna, con un'estensione di circa 4500 ettari, comprende il porto di Ravenna e i nodi intermodali regionali. L'obiettivo è supportare lo sviluppo del sistema produttivo e dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale.

Benefici e agevolazioni per le Imprese che investono nella ZLS Emilia-Romagna

Tra le agevolazioni previste, le imprese potranno accedere all'Autorizzazione Unica (AU), che semplifica le procedure amministrative tramite uno sportello unico. Si prevede inoltre la riduzione dei tempi per Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS), e procedure accelerate che dimezzano i termini per autorizzazioni e licenze.

La perentorietà dei termini per il rilascio di atti da parte di più enti garantisce una maggiore efficienza burocratica. Il tax credit ZLS è accessibile solo per le aree comprese nella Carta degli aiuti a finalità regionale, come specificato nell'Allegato I del DPCM.

Durata e piano di sviluppo della ZLS Emilia-Romagna

La ZLS Emilia-Romagna avrà una durata di sette anni, prorogabile per ulteriori sette. Insieme al DPCM, sono stati pubblicati il Piano di Sviluppo Strategico e l'Allegato I - Analisi catastale, che elenca i comuni e le particelle catastali incluse nella ZLS.

La colonna TFUE dell'allegato indica quali aree sono ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE), e quindi eleggibili per il tax credit ZLS.

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incentivi assunzione regione Umbria

Incentivi all'assunzione in Umbria: aperto il nuovo bando da 4 milioni di euro

La Regione Umbria promuove la creazione di nuova occupazione stabile con il bando "Incentivi all'assunzione 2024". L'iniziativa, finanziata con 4 milioni di euro, prevede incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato e determinato, anche part-time, effettuate a partire dal 1° gennaio 2024.

Beneficiari e destinatari degli incentivi assunzioni 2024 della Regione Umbria

Possono beneficiare degli incentivi le micro, piccole e medie imprese private di tutti i settori, con almeno un'unità produttiva in Umbria (escluso il codice ATECO A).

I destinatari delle assunzioni devono appartenere a uno dei seguenti target:

  • disoccupati iscritti ai CPI dell'Umbria (anche iscritti alla Legge 68/99 e s.m.i.),
  • inattivi,
  • beneficiari del Programma GOL (che abbiano usufruito di almeno un LEP di orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro o formazione),
  • lavoratori in CIGS in uscita dal lavoro.

Il bando della Regione Umbria per gli incentivi alle assunzioni mette a disposizione 4 milioni di euro, di cui il 50% è riservato alle assunzioni di beneficiari del Programma GOL. Questa scelta sottolinea l'impegno della Regione nel supportare l'inserimento lavorativo di persone che si trovano in situazioni di svantaggio.

Come funzionano gli incentivi alle assunzioni del bando Regione Umbria

Gli incentivi, erogati come somme forfettarie, vanno da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 15.000 euro. L'importo varia in base alla tipologia di destinatario e alla natura del rapporto di lavoro, a condizione che il rapporto di lavoro si mantenga per un periodo minimo di 6 o 12 mesi.

In particolare, sono finanziate le assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e determinato (di durata minima di 12 mesi), anche part-time (minimo 50% del monte ore previsto dal CCNL), inclusi i contratti di somministrazione e di apprendistato professionalizzante.

Quando presentare domanda per il bando assunzioni Regione Umbria

Il bando della Regione Umbria per gli incentivi alle assunzioni è aperto dalle 10:00 del 14 novembre 2024 alle 12:00 del 16 dicembre 2024.

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ZES Unica Agricoltura Mezzogiorno

ZES Unica Agricoltura: in apertura le domande per i contributi

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 18 settembre 2024, decreto attuativo della ZES Unica Agricoltura. Il decreto dà il via alle domande per il credito d'imposta per gli investimenti nel settore agricolo nelle Zone Economiche Speciali (ZES) del Mezzogiorno. La misura prevede un plafond di 40 milioni di euro per l'anno 2024.

Beneficiari del credito d'imposta ZES Unica Agricoltura

Possono beneficiare del credito d'imposta ZES Unica Agricoltura le imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli (allegato I del TFUE), le imprese del settore forestale e le micro, piccole e medie imprese del settore pesca e acquacoltura. Ciò indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato.

Le strutture produttive interessate dagli investimenti devono essere ubicate nelle zone assistite di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Tali zone sono individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Quali sono gli investimenti agevolabili per il credito di imposta ZES Unica Agricoltura

Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 16 maggio al 15 novembre 2024, ai sensi dell'art. 109 del TUIR. Rientrano tra le spese ammissibili l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, l'acquisto di terreni e l'acquisizione o realizzazione/ampliamento di immobili strumentali.

Gli immobili oggetto dell’investimento devono essere utilizzati per l'esercizio dell'attività nella struttura produttiva ubicata nella zona ZES. Il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell'investimento. Mentre il progetto di investimento non deve essere inferiore a 50.000 euro.

Come funziona il contributo ZES Unica Agricoltura

L'ammontare massimo del credito d'imposta fruibile sarà calcolato in base al limite di spesa complessivo di 40 milioni di euro, rapportato all'ammontare totale dei crediti d'imposta richiesti. La percentuale di fruizione sarà resa nota dall'Agenzia delle Entrate entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle comunicazioni.

Quando presentare domanda per il credito di imposta ZES Unica Agricoltura

Per accedere al contributo, le imprese dovranno presentare una comunicazione all'Agenzia delle Entrate. Il modello di comunicazione e le relative istruzioni saranno resi disponibili con un successivo provvedimento.

Le domane per l'attribuzione del credito d'imposta ZES Unica Agricoltura potranno essere presentate dal 20 novembre 2024 al 17 gennaio 2025.

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