Bando Voucher doppia transizione Lombardia 2026: domande dal 28 luglio
Unioncamere Lombardia ha pubblicato il Bando Voucher doppia transizione Lombardia 2026, la misura con cui il sistema camerale intende sostenere l'innovazione del tessuto produttivo locale e accompagnare le micro, piccole e medie imprese nell'adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 4.463.500 euro, a carico delle Camere di Commercio lombarde e ripartita a livello territoriale.
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Le finalità della misura
Il bando persegue due obiettivi principali. Da un lato punta a sostenere i processi di innovazione del sistema produttivo e a supportare finanziariamente le MPMI nell'adozione di tecnologie avanzate; dall'altro mira a favorire la digitalizzazione e lo sviluppo di nuove competenze professionali, con un focus specifico sull'impiego di strumenti digitali per agevolare la transizione digitale ed ecologica. È la stessa direzione già tracciata dai precedenti bandi lombardi per la transizione digitale ed ecologica rivolti alle imprese del territorio.
I beneficiari del Bando Voucher doppia transizione Lombardia 2026
Il bando si rivolge alle MPMI che, alla data di presentazione della domanda, possiedono i requisiti principali richiesti. In particolare, le imprese devono:
- avere un'unità produttiva iscritta e attiva al Registro Imprese di una delle Camere di Commercio lombarde aderenti (Brescia, Como-Lecco, Cremona-Mantova-Pavia, Milano Monza Brianza Lodi, Sondrio, Varese) e la sede legale in Lombardia;
- non essere risultate assegnatarie di un contributo nella precedente edizione "Bando voucher digitali 4.0 Lombardia 2025";
- essere in regola con il DURC, con il pagamento del diritto annuale e aver stipulato i contratti assicurativi per danni da eventi catastrofali.
Gli investimenti finanziabili
L'agevolazione sostiene progetti organici che prevedono obbligatoriamente sia la componente tecnologica sia quella di consulenza e formazione. Le tecnologie abilitanti comprendono l'acquisto di beni e soluzioni come intelligenza artificiale, cloud, cyber security, manifattura additiva, IoT, robotica e sistemi ERP/CRM; i servizi green e digitali di consulenza e formazione devono invece essere erogati esclusivamente dai fornitori qualificati individuati dal bando, come Competence Center, EDIH e Innovation o Energy Manager certificati.
Un vincolo specifico riguarda l'equilibrio del progetto: la somma delle spese di consulenza e formazione deve pesare tra il 30% e il 70% del totale delle spese ammissibili, a conferma del peso attribuito all'accompagnamento e alle competenze accanto alla dotazione tecnologica.
Come funziona il Voucher doppia transizione Lombardia 2026
Il contributo è concesso a fondo perduto sotto forma di voucher pari al 50% delle spese ammissibili. L'importo massimo concedibile è di 10.000 euro, al netto delle eventuali premialità cumulabili legate al rating di legalità o alla certificazione della parità di genere, mentre l'investimento minimo richiesto (calcolato sulle sole spese ammissibili) è pari a 4.000 euro.
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Come e quando presentare domanda
Il Bando Voucher doppia transizione Lombardia 2026 opera con procedura valutativa a sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione. L'invio telematico della domanda è possibile a partire dalle ore 11:00 del 28 luglio 2026: le risorse vengono assegnate fino a esaurimento.
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Fonte: www.unioncamerelombardia.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Lombardia: al via la quarta edizione dei voucher aziendali per la formazione continua
Con il Decreto n. 8809 del 1° luglio 2026 Regione Lombardia ha approvato l'avviso pubblico per l'assegnazione dei voucher aziendali per la formazione continua, nell'ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. Si tratta della quarta edizione della misura, che mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni di euro e apre alle domande dal 13 luglio 2026.
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Le novità della quarta edizione
L'edizione 2026 si pone in continuità con le edizioni precedenti e introduce alcune semplificazioni significative. La principale novità è il nuovo Catalogo regionale della formazione continua, organizzato per aree tematiche (digitale, green, linguistica, tecnico-specialistica e soft skills) che raccoglie i percorsi selezionabili dalle imprese. Cambia anche il modello di cofinanziamento, ora modulato in base alla dimensione del beneficiario, mentre la gestione passa direttamente in capo a Regione Lombardia.
Le quote di cofinanziamento a carico del beneficiario sono così articolate:
- 10% per le realtà fino a 9 addetti, i liberi professionisti e i lavoratori autonomi;
- 30% per i soggetti da 10 a 50 addetti;
- 50% per i soggetti con oltre 50 addetti.
I beneficiari del voucher formazione continua
Possono presentare domanda per i voucher formativi i soggetti con unità produttiva o sede operativa attiva in Lombardia. Rientrano tra i destinatari:
- le imprese, incluse le società cooperative;
- gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS che svolgono attività economica;
- le associazioni riconosciute e fondazioni con personalità giuridica, iscritte al registro regionale, che esercitano attività economica.
Sono inoltre ammessi i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, anche in forma associata, con domicilio fiscale in Lombardia, oltre alle ditte individuali. I professionisti presentano domanda individuale quando la formazione è rivolta al singolo o ai soci dello studio associato (nel qual caso ciascun socio inoltra la propria richiesta) oppure domanda cumulativa se i percorsi riguardano i dipendenti dello studio.
Importi e voucher
I voucher aziendali per la formazione continua finanziano i corsi selezionabili dal Catalogo regionale, rinnovando l'impegno con cui la Lombardia investe nella formazione continua.
Ciascun lavoratore o libero professionista può fruire di uno o più percorsi fino a un valore complessivo di 2.000 euro annui, mentre ogni impresa dispone di un importo massimo di 50.000 euro su base annua. Il costo massimo rimborsabile per la fruizione dei percorsi varia in funzione del livello di competenze da acquisire. L'agevolazione è concessa in regime de minimis, ai sensi del Regolamento UE n. 2831/2023.
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Come e quando presentare domanda
Le domande di voucher aziendali per la formazione continua possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 13 luglio 2026 e fino alle ore 17:00 del 31 marzo 2027, secondo una procedura di valutazione a sportello. Le risorse vengono quindi assegnate in ordine cronologico, fino a esaurimento della dotazione: un elemento che rende consigliabile predisporre per tempo la richiesta e la scelta dei percorsi a catalogo.
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Fonte: www.bandi.regione.lombardia.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Credito d'imposta design e ideazione estetica: al via le comunicazioni al MIMIT
Con un decreto direttoriale firmato su indicazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono stati stabiliti i termini e le modalità per l'invio delle comunicazioni di accesso al credito d'imposta destinato alle attività di design e ideazione estetica. La piattaforma informatica dedicata è operativa da martedì 7 luglio 2026. La misura dispone di una dotazione pari a 60 milioni di euro per l'anno 2026 e riconosce un beneficio del 10% delle spese ammissibili, fino a un tetto di 2 milioni di euro per impresa.
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Come funziona l'agevolazione
L'incentivo riconosce alle imprese un credito d'imposta pari al 10% delle spese ammissibili sostenute per le attività di design e ideazione estetica. Il beneficio spetta fino a un importo massimo di 2 milioni di euro per ciascuna impresa ed è fruibile in un'unica quota annuale. Le risorse complessivamente stanziate per l'annualità in corso ammontano a 60 milioni di euro.
I beneficiari e la comunicazione al MIMIT
Possono accedere al beneficio le imprese che nel corso del 2026 hanno sostenuto spese per attività di design e ideazione estetica. I soggetti interessati devono trasmettere in via telematica al Ministero la comunicazione relativa alle spese dell'anno e al credito d'imposta maturato, secondo le modalità indicate dal decreto direttoriale. Il meccanismo ricalca quello già sperimentato per le attività di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, che condividono con il design la stessa impostazione di sostegno agli investimenti.
Tempistiche e apertura della piattaforma
Il canale telematico per l'invio delle comunicazioni è attivo dal 7 luglio 2026, data di apertura della piattaforma informatica predisposta dal Ministero. Il decreto direttoriale che fissa le regole procedurali è stato firmato su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, in attesa della pubblicazione del decreto. Nel frattempo le imprese possono organizzare la documentazione delle spese ammissibili sostenute nell'anno, così da presentare la comunicazione senza ritardi.
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L'agevolazione nel quadro degli incentivi all'innovazione
La misura appena resa operativa rientra nel perimetro del credito d'imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica, lo strumento con cui lo Stato sostiene gli investimenti delle imprese in innovazione e creatività. All'interno di questo quadro, la componente dedicata al design e all'ideazione estetica premia in modo mirato le attività di progettazione che rinnovano forme, linee e tratti estetici dei prodotti, un ambito particolarmente rilevante per i settori del Made in Italy.
Comprendere come questa leva si inserisce nella disciplina generale del credito d'imposta per l'innovazione aiuta le aziende a costruire una strategia di investimento coerente, che integri ricerca, sviluppo tecnologico e valorizzazione estetica dei prodotti. In questa prospettiva il design non è un elemento accessorio, ma una componente competitiva capace di incidere sul valore percepito dell'offerta.
Per le realtà che investono in creatività e ricerca applicata, il credito d'imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica rappresenta un sostegno concreto: presentare per tempo la comunicazione al Ministero è il primo passo per beneficiare dell'agevolazione entro i limiti della dotazione disponibile.
Aggiornamento: stando ad un articolo di Innovation Post, sarebbero già state presentate oltre 400 pratiche, che avrebbero esaurito il plafond di 60 milioni di euro. La piattaforma resta comunque aperta e le comunicazioni di prenotazione continueranno ad essere acquisite secondo l’ordine cronologico di trasmissione.
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Fonte: www.mimit.gov.it

Martina Moretti
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Dall'amianto alle bioplastiche: l'economia circolare che ridà valore agli scarti
Trasformare uno dei materiali più temuti per la salute e per l'ambiente in una risorsa utile all'industria è la promessa che arriva da un laboratorio lombardo. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano-Bicocca ha messo a punto un processo capace di convertire l'amianto detossificato in un componente per bioplastiche destinate alla stampa 3D. Dietro il traguardo scientifico si intravede però una questione economica di ampio respiro, che riguarda da vicino il modo in cui il tessuto produttivo nazionale può ricavare ricchezza là dove finora vedeva soltanto un costo.
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Da rifiuto pericoloso a materia prima secondaria
L'amianto resta una delle eredità ambientali più pesanti del nostro Paese: milioni di tonnellate di manufatti in fibra di asbesto attendono ancora interventi di bonifica, mentre la via tradizionale del confinamento in discarica impone costi elevati senza restituire alcun valore. Non a caso la sola gestione dei materiali contenenti asbesto assorbe risorse ingenti, come testimoniano i numerosi bandi regionali dedicati alla loro rimozione attivati negli anni scorsi per accompagnare le imprese nella messa in sicurezza degli edifici.
Lo studio propone un cambio di paradigma. Attraverso un trattamento di detossificazione, la fibra perde la propria pericolosità e si converte in una polvere minerale sicura, pronta a diventare ingrediente di nuove bioplastiche per la manifattura additiva. Ciò che era destinato alla discarica acquista così una seconda vita, rientrando nel circuito produttivo anziché uscirne per sempre: è il principio cardine dell'economia circolare, qui applicato a uno degli scarti più complessi da trattare.
L'economia circolare come leva competitiva
Ridurre il ricorso alle discariche e contenere il consumo di materie prime vergini non risponde soltanto a un imperativo ecologico: è anche una scelta di convenienza. Ogni tonnellata di materiale recuperato è una tonnellata che l'azienda non deve acquistare su mercati delle commodity spesso esposti a oscillazioni di prezzo e a tensioni geopolitiche. In un sistema manifatturiero come quello italiano, storicamente dipendente dall'importazione di molte risorse, reinserire nel ciclo una materia altrimenti perduta significa proteggere i margini e ridurre la vulnerabilità ai rincari.
Il caso dell'amianto è per certi versi esemplare. Un materiale che oggi rappresenta esclusivamente una passività (da rimuovere, trasportare e stoccare a caro prezzo) potrebbe domani entrare nel bilancio come input produttivo, invertendo il segno di un'intera voce di spesa. È in questo rovesciamento che si misura la portata economica dell'innovazione, ben oltre il suo pur rilevante valore ambientale.
A rendere ancora più interessante questa direzione contribuisce un sostegno pubblico in crescita. I principi promossi dall'Unione europea trovano riscontro in strumenti nazionali e regionali che premiano chi investe nella sostenibilità, dalle agevolazioni per i progetti di economia circolare fino ai contributi per la ricerca applicata ai materiali. Per un imprenditore, cogliere queste opportunità vuol dire finanziare l'innovazione abbattendone il rischio, un vantaggio tutt'altro che trascurabile in una fase di redditività compressa.
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Manifattura additiva e nuove filiere
Il campo di applicazione individuato dai ricercatori è quello delle bioplastiche impiegate nella stampa 3D, un comparto in rapida espansione grazie alla diffusione della manifattura additiva nell'industria. L'integrazione della polvere ricavata dall'amianto trattato potrebbe permettere lo sviluppo di materiali compositi con caratteristiche tecniche adatte a impieghi industriali, ampliando nel contempo le possibilità di recupero di scarti difficili da smaltire.
La manifattura additiva, del resto, non è più una nicchia sperimentale. La sua progressiva diffusione nei comparti industriali sta ampliando la domanda di materiali dedicati, e proprio qui si colloca l'opportunità: fornire alle stampanti 3D compositi innovativi a base di materie recuperate significa intercettare un mercato in crescita con un'offerta difficile da imitare.
Per le aziende del nostro Paese si apre allora una prospettiva concreta. La capacità di produrre e impiegare materie seconde consente l'ingresso in filiere che valorizzano l'origine riciclata dei componenti, sulla scia di quanto già accade con gli incentivi sui prodotti da riciclo e riuso. Chi saprà presidiare per primo questi segmenti potrà contare su un posizionamento distintivo, in un mercato dove la tracciabilità ambientale diventa sempre più un criterio di scelta per clienti e committenti.
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Una prospettiva per il sistema produttivo italiano
La ricerca si iscrive nel filone dedicato allo sviluppo di materiali sostenibili e alla valorizzazione delle materie seconde. L'obiettivo dichiarato non è semplicemente eliminare un rifiuto pericoloso, bensì convertirlo in una risorsa per nuove catene del valore: un capovolgimento di prospettiva che sposta il baricentro dal costo dello smaltimento al beneficio del recupero.
Secondo l'ateneo milanese, questo approccio dimostra come ricerca scientifica, chimica dei materiali ed economia circolare possano convergere verso soluzioni capaci di affrontare insieme le criticità ambientali e le sfide industriali.
Per il sistema produttivo nazionale la lezione appare netta: la transizione verso modelli circolari, spinta anche dall’Iperammortamento 2026, non è un vincolo da subire, ma un terreno su cui edificare competitività. Le imprese che impareranno a guardare agli scarti come a una riserva di valore, e non come a un peso, saranno quelle meglio attrezzate ad affrontare il domani.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Piemonte: in arrivo il bando SWICH 2026 e la misura STEP per ricerca e innovazione
La Regione Piemonte si prepara a varare due nuovi bandi dedicati a ricerca, sviluppo e innovazione, entrambi finanziati nell'ambito del FESR 2021-2027 e destinati a sostenere la competitività del sistema produttivo regionale. Le agevolazioni saranno erogate sotto forma di sovvenzioni e si rivolgono a una platea ampia: PMI, small mid cap, grandi imprese (solo in collaborazione con PMI), organismi di ricerca ed end user.
Le proposte progettuali potranno riguardare sia progetti di ricerca e sviluppo sia business plan orientati alla valorizzazione industriale e commerciale dei risultati, con linee e categorie differenziate in base al livello di maturità tecnologica, alla dimensione del partenariato e alla finalità dell'intervento.
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Bando SWICH terza edizione: 40 milioni per l'innovazione
Questa terza edizione è dedicata al sostegno alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione (RSI) e alla valorizzazione economica dei risultati. La misura promuove la costituzione di ampi partenariati su tematiche rilevanti per la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) e lo sviluppo delle filiere e delle catene del valore più strategiche.
- Agevolazione: sovvenzione;
- Destinatari: PMI e small mid cap, grandi imprese (solo se in collaborazione con PMI), organismi di ricerca, end user;
- Importo del sostegno: 40 milioni di euro;
- Apertura dell'invito: II trimestre 2026.
L'azione valorizza in modo particolare la collaborazione tra imprese e organismi di ricerca, oltre al coinvolgimento di soggetti qualificabili come "end user".
Bando STEP: 40 milioni per le tecnologie strategiche
Il secondo intervento è il bando STEP, dedicato al sostegno alle tecnologie strategiche per l'Europa. L'azione mira a promuovere, nei tre ambiti STEP (tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti, biotecnologie) il sostegno a progetti di ricerca, innovazione e sviluppo sperimentale, dalla dimostrazione della fattibilità fino alla produzione commerciale.
- Agevolazione: sovvenzione;
- Destinatari: PMI e small mid cap, grandi imprese (solo se in collaborazione con PMI), organismi di ricerca, end user;
- Importo del sostegno: 40 milioni di euro;
- Apertura dell'invito: II trimestre 2026.
L'intervento sostiene anche lo sviluppo e la produzione di tecnologie critiche, in sinergia con la Strategia di Specializzazione Intelligente regionale e in coerenza con il Regolamento STEP, promuovendo gli investimenti delle imprese nei settori a maggiore valore aggiunto.
A chi si rivolgono le due misure
Entrambi i bandi condividono la stessa platea di destinatari e la medesima dotazione da 40 milioni di euro, per un totale di 80 milioni destinati a ricerca e innovazione. Il modello scelto dalla Regione privilegia gli ampi partenariati, capaci di mettere in rete competenze industriali e scientifiche, sulla scia di altri strumenti regionali rivolti alle PMI innovative.
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Tempistiche e prossimi passi per fare domanda
L'apertura degli inviti è prevista per il secondo trimestre del 2026. Entrambe le misure sono attualmente in attesa di pubblicazione: gli atti definitivi preciseranno requisiti di accesso, spese ammissibili, categorie progettuali e modalità operative di presentazione delle domande.
Le imprese e gli organismi di ricerca interessati possono iniziare a costruire i partenariati e a definire le idee progettuali, così da presentarsi preparati all'apertura ufficiale dei termini.
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Fonte: www.regione.piemonte.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





