Contratto di sviluppo Net Zero Rinnovabili Batterie

Contratto di sviluppo Net Zero, Rinnovabili e Batterie: cosa sono e come accedere

Il Contratto di sviluppo è uno strumento agevolativo introdotto dall’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, concepito per sostenere programmi di investimento produttivi strategici e innovativi di grandi dimensioni. Questo strumento di finanza agevolata rappresenta una leva cruciale per favorire la transizione ecologica e rafforzare le catene di approvvigionamento strategiche, allineandosi alle finalità del PNRR.

Tra i vari contrati contemplati, ci sono quelli relativi agli investimenti volti a potenziare la produzione di dispositivi per la transizione ecologica, ovvero i Contratti di sviluppo Net Zero, Rinnovabili e Batterie. Le modalità di accesso ai fondi sono disciplinate dal decreto direttoriale del 14 giugno 2024. Il focus è su tecnologie a zero emissioni nette e sulla competitività delle catene di approvvigionamento.

Le risorse disponibili ammontano a circa 1.739 milioni di euro, destinati a sostenere programmi in grado di incrementare la capacità produttiva o di recupero rispetto a quella esistente. Mentre la gestione delle istanze è affidata all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. (Invitalia).

Come funzionano le agevolazioni dei Contratti di sviluppo Rinnovabili e Batterie e Net Zero

Le agevolazioni previste dai Contratti di sviluppo Net Zero, Rinnovabili e Batterie possono assumere diverse forme. Le imprese possono infatti richiedere:

Quest’ultima tipologia di contributo è concessa principalmente per contratti di sviluppo che riguardano progetti di ricerca e sviluppo. In ogni caso, le imprese possono richiedere questi aiuti rispettando i limiti stabiliti dal Titolo III del decreto ministeriale del 14 settembre 2023. Nonché le regole stabilite dal regime di aiuti approvato per sostenere investimenti verso un'economia a zero emissioni nette.

Progetti finanziati dai Contratti di sviluppo

I progetti finanziabili attraverso il Contratto di sviluppo Net Zero, Rinnovabili e Batterie devono riguardare la realizzazione di programmi di sviluppo per il rafforzamento delle catene di produzione di dispositivi utili per la transizione ecologica. Tra questi dispositivi rientrano:

  • batterie;
  • pannelli solari;
  • turbine eoliche;
  • pompe di calore;
  • elettrolizzatori;
  • dispositivi per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCUS).

Inoltre, sono agevolati i programmi di sviluppo relativi a:

  • la produzione di componenti chiave elencati nell'allegato n. 1 del decreto direttoriale del 14 giugno 2024, nonché la produzione dei macchinari e delle attrezzature coinvolte nella produzione di dispositivi utili per la transizione ecologica;
  • il recupero delle materie prime critiche indicate nell'allegato n. 2 del medesimo decreto, necessarie per la produzione dei dispositivi e dei relativi componenti chiave;
  • progetti in grado di determinare una capacità produttiva o una capacità di recupero aggiuntiva rispetto a quella già disponibile.

Chi può accedere ai Contratti di sviluppo Invitalia Net Zero, Rinnovabili e Batterie

Le agevolazioni del Contratto di sviluppo sono destinate alle imprese che presentano programmi di sviluppo industriale e progetti per la tutela ambientale, eventualmente integrati con progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.

Possono accedere a questi Contratti di sviluppo sia le imprese che presentano nuove domande, sia quelle che hanno già presentato domande il cui iter agevolativo è stato sospeso per carenza di risorse finanziarie.

Come presentare domanda per il Contratto di sviluppo

Le imprese interessate devono presentare la domanda di agevolazione in via telematica, utilizzando la piattaforma predisposta da Invitalia. La presentazione delle domande può avvenire a partire dalle ore 12:00 del 27 giugno 2024. I modelli per la presentazione delle domande e le modalità operative sono disponibili nella sezione dedicata ai contratti di sviluppo sul sito web di Invitalia.

Invitalia curerà l'istruttoria delle domande per i Contratti di sviluppo Net Zero, Rinnovabili e Batterie. Valutando la coerenza dei programmi di sviluppo con le finalità del PNRR e verificando il rispetto dei requisiti stabiliti dal decreto direttoriale del 14 giugno 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bando Start Up Innovative Marche

Regione Marche: aperto il bando Start Up Innovative, contributi per nascita e consolidamento di nuove realtà

La Regione Marche ha annunciato l’apertura del bando Start Up Innovative. L’obiettivo è sostenere l’avvio e il consolidamento nel di start up innovative territorio regionale, con riferimento ad imprese che realizzano investimenti connessi ai risultati di ricerca o nuovi prodotti innovativi. Questo per rafforzare il posizionamento dell’impresa sul mercato interno ed internazionale. Ciò in coerenza a quanto previsto dalla strategia regionale per la specializzazione intelligente 2021-2027.

Il bando gode di una dotazione finanziaria complessiva di 9,5 milioni di euro. Di questi 4 milioni sono destinati al finanziamento dei progetti presentati da MPMI localizzate nei borghi iscritti all’apposito elenco regionale. Le risorse sono ripartite tra le due tipologie di intervento, da intendersi come alternative tra loro:

  • 3,5 milioni di euro per la linea A – “Avvio”;
  • 5,5 milioni di euro per la linea B – “Consolidamento”.

Il bando prevede due graduatorie distinte, una per ciascuna linea di intervento.

Beneficiari del bando Start Up Innovative della Regione Marche

Sono beneficiarie del bando Start Up Innovative le micro e piccole imprese singole operanti in ambiti e/o settori della strategia regionale S3. Le imprese devono essere regolarmente costituite, attive e iscritte nella Sezione speciale del Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio dedicata alle start-up innovative.

Per accedere alla linea A le imprese devono investire nella realizzazione dei primi interventi necessari all’avvio dell’impresa e alla messa sul mercato dei prodotti o servizi realizzati. Per accedere alla linea B invece le imprese devono avere almeno due esercizi di bilancio e un fatturato non inferiore a 150.000 euro (fa fede l’ultimo bilancio approvato). Nonché realizzare investimenti per l’espansione dell’impresa, che deve comunque risultare una start up.

Come funziona il contributo

Il contributo concesso tramite il bando Start Up Innovative Marche è fissato nella misura massima del 70% della spesa ammessa. Le imprese beneficiarie possono scegliere tra:

  • contributo in conto capitale a fondo perduto;
  • contributo in conto capitale, beneficiando anche dell’aiuto dello strumento finanziario Fondo Credito Ordinario – Sezione Start up.

Come partecipare al bando Start Up Innovative

Le domande per il bando Start Up Innovative della Regione Marche dovranno essere presentate tramite la piattaforma SIGEF. I termini per l’invio della richiesta sono dalle ore 10:00 del 15 luglio 2024 fino alle ore 13:00 del 30 settembre 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bando Strategie Innovative di Internazionalizzazione Regione Marche

Regione Marche: contributi fino al 70% con il bando Strategie Innovative di Internazionalizzazione

Recentemente annunciato, il bando regionale Strategie Innovative di Internazionalizzazione mira a sostenere le imprese e i consorzi nell’adozione di strategie di internazionalizzazione innovative. Al fine di rafforzare la presenza sui mercati esteri delle imprese della Regione Marche.

Beneficiari del bando Strategie Innovative di Internazionalizzazione

I beneficiari del bando sono le micro, piccole e medie imprese del territorio. La domanda può essere presentata dalla singola attività oppure da aggregazioni di imprese come contratti di rete, associazioni temporanee di scopo e raggruppamenti temporanei.

Interventi ammessi dal bando della Regione Marche

Le spese ammissibili al finanziamento dal bando Strategie Innovative di Internazionalizzazione della Regione Marche includono diverse tipologie di interventi. Tutti mirati alla promozione internazionale delle imprese. Vediamoli nel dettaglio.

  1. Rafforzamento dell’immagine aziendale e del brand
  • Sviluppo di strategie comunicative e promozionali.
  • Creazione e implementazione di contenuti digitali e piattaforme e-commerce.
  1. Incoming di operatori esteri
  • Spese per viaggi e pernottamenti di operatori esteri.
  • Affitto di spazi per meeting e servizi organizzativi.
  1. Showroom e mostre temporanee
  • Affitto e allestimento di spazi espositivi in Italia o all’estero.
  • Creazione di esposizioni virtuali.
  1. Fiere internazionali di settore
  • Partecipazione a fiere con costi superiori a 50.000 €.
  • Affitto e allestimento di stand espositivi.
  1. Innovazione di design e ecodesign
  • Progettazione e sviluppo di nuovi design per mercati esteri.
  • Ottenimento di certificazioni per i mercati target.

Condizioni del contributo

Il bando Strategie Innovative di Internazionalizzazione della Regione Marche prevede un contributo in conto capitale a fondo perduto, la cui entità arriva fino al 70% delle spese ammissibili.

Quando presentare domanda per il bando Strategie Innovative di Internazionalizzazione

Le domande per il bando Strategie Innovative di Internazionalizzazione sono già aperte. Le istanze possono essere presentate dalle ore 10:00 del 25 luglio 2024 fino alle ore 13:00 del 15 ottobre 2024.

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Martina Moretti

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linee guida credito d’imposta ricerca e sviluppo

Disponibili le linee guida del credito d’imposta in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato le nuove linee guida per l’applicazione del credito d’imposta, approvate con decreto del 4 luglio 2024. A partire dall’8 luglio 2024, i certificatori iscritti all’albo possono inviare le certificazioni richieste dalle imprese alla piattaforma dedicata.

Si tratta di una notizia molto attesa dalle aziende che puntano nell’innovazione, poiché questo credito d’imposta è stato istituito per sostenere la competitività delle imprese. Incentivando gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, anche nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, nonché in design e ideazione estetica.

Struttura delle linee guida credito d’imposta ricerca e sviluppo

Le linee guida pubblicate dal Ministero, articolate in 44 pagine, forniscono indicazioni generali e trasversali sui criteri da seguire nella certificazione dei crediti d’imposta. Sono suddivise in quattro sezioni principali.

  • Sezione Prima – Ricerca e Sviluppo

Questa sezione si concentra sulle attività di ricerca e sviluppo dal 2020 in poi, disciplinate dall’articolo 1, comma 200 della L. 160/2019. Si adottano i cinque criteri del Manuale di Frascati: novità, creatività, incertezza, sistematicità e trasferibilità/riproducibilità.

  • Sezione Seconda – Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo (2015-2019)

La seconda sezione analizza il credito d’imposta per il periodo 2015-2019, previsto dall’articolo 3 del Dl 145/2013. Anche per questo periodo si conferma l’applicazione dei principi del Manuale di Frascati.

  • Sezione Terza – Innovazione

Questa sezione si focalizza sull’innovazione tecnologica, come definita dall’articolo 1, comma 201 della L. 160/2019. Utilizza i quattro requisiti del Manuale di Oslo: conoscenza, novità, implementazione ed uso effettivo, creazione di valore.

  • Sezione Quarta – Design e Ideazione Estetica

L’ultima sezione inquadra le attività ammissibili di design e ideazione estetica per la sola fase precompetitiva, suddividendole in quattro fasi: ideazione, progettazione, materializzazione e preserie/marketing e distribuzione.

Come inviare le certificazioni del credito d’imposta ricerca e sviluppo

Come già accennato, la pubblicazione delle linee guida per il credito d’imposta ricerca e sviluppo sblocca il rilascio delle certificazioni richieste dalle imprese. I certificatori abilitati potranno finalmente inviare le certificazioni, utilizzando la piattaforma dedicata, a partire dalle ore 14.00 dell’8 luglio 2024.

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Martina Moretti

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Contratti di Sviluppo e Accordi di Sviluppo

Differenze tra Contratti di Sviluppo e Accordi di Sviluppo: cosa sono e perché è importante conoscerli

Il Contratto di Sviluppo è un importante strumento di supporto alle imprese introdotto nell’ordinamento italiano con l'articolo 43 del decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008, e operativo dal 2011. Il suo ruolo è quello di sostenere programmi di investimento produttivi strategici e innovativi di grande entità. Quando un progetto assume proporzioni molto elevate, superando la soglia dei 50 milioni di euro di investimenti, entra però in scena l'Accordo di Sviluppo. Si tratta di una specifica procedura per la realizzazione dei programmi di investimento che sono oggetto dei Contratti di Sviluppo.

L’Accordo di Sviluppo permette di snellire le procedure e accelerare i tempi di realizzazione dei lavori, con una corsia preferenziale per l’accesso alle risorse. Possiamo quindi dire che l'accordo di sviluppo è una variante del contratto di sviluppo, pensata per catalizzare iniziative di portata straordinaria. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche e le differenze tra questi due strumenti di finanza agevolata.

Come funzionano Contratti di Sviluppo e Accordi di Sviluppo

I Contratti di Sviluppo sono destinati a favorire investimenti significativi per il mercato italiano, principalmente nel settore industriale, agro-industriale, turistico e di tutela ambientale, facilitando la crescita economica e l'occupazione.

L'investimento minimo richiesto per accedere ai benefici del Contratto di Sviluppo è di 20 milioni di euro. Ridotti a 7,5 milioni per i progetti di trasformazione di prodotti agricoli e per i progetti turistici situati nelle aree interne del Paese o che prevedono il recupero di strutture dismesse. L'obiettivo di questo strumento è incentivare investimenti che possano avere un impatto significativo e duraturo sul tessuto economico e produttivo del territorio.

Uno degli elementi distintivi del Contratto di Sviluppo è la possibilità di sottoscrivere Accordi di Sviluppo, una procedura accelerata (fast track) pensata per progetti di grandi dimensioni che presentano una rilevanza strategica particolare.

Questa procedura, introdotta con il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico dell'8 novembre 2016, è applicabile per investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro (o 20 milioni per il settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli) e mira a ridurre i tempi di valutazione dei programmi e a coinvolgere maggiormente le amministrazioni competenti.

Quando può essere sottoscritto l’Accordo di Sviluppo

L’Accordo di Sviluppo è una modalità agevolativa prevista per progetti di grandi dimensioni che possiedono particolari requisiti di rilevanza strategica. Questo strumento permette di velocizzare il processo di valutazione e finanziamento dei progetti, garantendo una priorità nella prenotazione delle risorse e nei tempi di attuazione. Solitamente con questa modalità i tempi di istruttoria si attestano sui 90 giorni dalla data di stipula dell'accordo.

In altre parole, mentre i Contratti di Sviluppo rappresentano uno strumento agevolativo generale per sostenere progetti di investimento significativi, gli Accordi di Sviluppo offrono una corsia preferenziale per quei progetti che rivestono una particolare rilevanza strategica.

Quando è possibile sottoscriverlo? Un Accordo di Sviluppo può essere sottoscritto quando il programma di investimento rispetta una serie di criteri specifici. In particolare, quando:

  • il programma di sviluppo risponde ad almeno 3 dei requisiti previsti all’articolo 9, comma 6, del Decreto 2 novembre 2021;
  • il programma di sviluppo è qualificabile come programma di sviluppo per la tutela ambientale;
  • il programma di sviluppo viene presentato da una rete d’imprese.

Per i programmi riguardanti la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, è essenziale dimostrare che il progetto possa generare effetti positivi o sinergie con i sistemi di filiera regionali e nazionali.

Un altro aspetto fondamentale per la sottoscrizione di un Accordo di Sviluppo è l’impegno delle imprese a incrementare l’occupazione. In caso di creazione di nuovi posti di lavoro, le imprese devono dare priorità all'assunzione di lavoratori che beneficiano di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di licenziamenti collettivi e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Come si attiva un Accordo di Sviluppo

L’attivazione di un Accordo di Sviluppo avviene su richiesta delle imprese proponenti. Queste possono presentare la domanda direttamente a Invitalia, ente a cui è affidata la gestione sia degli Accordi di Sviluppo che dei Contratti di Sviluppo 2024. Comunemente si parla infatti di Contratti di Sviluppo Invitalia.

La richiesta di attivazione dell’Accordo di Sviluppo può essere inviata sulla piattaforma informatica di Invitalia dedicata durante la fase di presentazione del Contratto di Sviluppo o successivamente, inviando una PEC e specificando nell’oggetto il numero di protocollo generato dalla piattaforma al momento della presentazione della domanda.

Se la verifica iniziale conferma la rilevanza strategica e l'ammissibilità del progetto di investimento, Invitalia avvia la procedura. Comunicando con il Ministero dello Sviluppo Economico per il perfezionamento dell’Accordo di Sviluppo.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, è evidente che conoscere le differenze tra Contratti di Sviluppo e Accordi di Sviluppo è fondamentale per le imprese che intendono realizzare investimenti di grande entità e strategici. Utilizzare questi strumenti in modo efficace può significare non solo ottenere finanziamenti e agevolazioni, ma anche contribuire significativamente alla crescita economica e all'occupazione del territorio.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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