bonus sud

Bonus Sud: verso la proroga per il 2023

Il ministero dell'Economia afferma che per conoscere la validità del Bonus Sud bisogna attendere l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2023.

Difatti nell’impianto attuale della Legge di Bilancio 2023 non è prevista nessuna conferma per il bonus Sud, ossia il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi. Tale proroga però è in cantiere, insieme a quella per le agevolazioni relative alle Zone Economiche Speciali e alle Zone Logistiche Semplificate.

Specifiche del contributo

Il bonus Sud è il credito d’imposta per gli investimenti che può arrivare fino a un massimo del 45 per cento. Attualmente la scadenza per beneficiare del bonus Sud è fissata al 31 dicembre 2022.

I lavori parlamentari, però, sono appena all’inizio e l’impianto della Manovra può ancora cambiare.

Il 31 dicembre 2022, infatti, segna anche la scadenza per l’accesso ai crediti d’imposta per gli investimenti nelle ZES, Zone Economiche Speciali, e nelle ZLS, Zone Logistiche Semplificate.

Si lavora alla conferma del credito d’imposta a cui si ha diritto per progetti di investimento iniziale relativi all’acquisto, anche tramite contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.

In conclusione per l’effettiva conferma di tali Bonus si attende l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2023.


caro energia sicilia

Sicilia: 365 milioni alle imprese per contrastare il caro energia

Il Governo stanzia più di 365 milioni di euro per le imprese che operano in Sicilia con l'obiettivo di contrastare il caro-bollette.

Specifiche del contributo

Sono i due maxi-interventi per sostenere le aziende dell'Isola messe in grave difficoltà dall'aumento dei prezzi dell'energia.

«Il provvedimento – afferma il presidente della Regione – va in soccorso delle imprese siciliane che da molti mesi ormai stanno subendo il vertiginoso rialzo dei costi energetici. Un aiuto che permette di scongiurare eventuali rischi di chiusura delle attività, salvaguardando l'occupazione. Già abbiamo approvato un'analoga prima misura per gli enti locali e ne seguirà un'altra. Soprattutto, il governo regionale si sta impegnando per avviare a breve un altro imponente piano di aiuti per le famiglie».

I finanziamenti saranno suddivisi nei vari comparti dell'economia siciliana e, in particolare, 250 milioni di euro saranno riservati al dipartimento delle Attività produttive:

  • 70 milioni a quello dell'Agricoltura;
  • 45,7 milioni al dipartimento Finanze e credito.

Saranno quindi i dipartimenti regionali a predisporre concretamente le misure con le quali erogare gli aiuti alle aziende, nei rispettivi ambiti di competenza.

Infine le risorse sono state recuperate dalla riprogrammazione del Piano sviluppo e coesione 2014-2020.


formazione 4.0

Perché investire in formazione 4.0 e digitalizzazione?

Investire in digitalizzazione e formazione 4.0 è diventato oggi uno dei fattori critici di successo più importanti per le imprese italiane. Difatti lo sviluppo di competenze digitali comporta molteplici benefici a livello aziendale, soprattutto quando si parla di re-skilling dei propri collaboratori e di poter fornire a questi tutti gli elementi necessari per affrontare le sfide di un mercato sempre più concorrenziale. Infatti, tra i principali vantaggi che comportano gli investimenti in formazione 4.0, si ritrovano sicuramente una maggiore efficienza in termini di produttività e un conseguente miglioramento della competitività. 

Inoltre è bene precisare che tra gli investimenti in formazione 4.0 è possibile citare sia quelli in formazione 4.0 sia altre tipologie di investimenti come possono essere ad esempio quelli in tecnologie cloud e cybersecurity. 

A riprova di quanto sia oggi di centrale importanza il tema della formazione 4.0, l’ISTAT ha reso noto nello scorso 2021, attraverso la pubblicazione “Imprese e ICT”, che il trend è tendenzialmente in crescita: il 60,3% delle PMI presenti sul territorio italiano ha conseguito infatti un livello base in termini di digitalizzazione. Una informazione del tutto positiva soprattutto se confrontata con la media europea che si attesta invece al 56%.

Cos'è il bonus formazione 4.0?

Alla luce di quanto appena descritto chi possiede un’azienda, grande o piccola che sia, sa bene che investire sulla formazione è importante per poter offrire ai propri clienti dei servizi sempre più specializzati. 

A tal proposito nel 2017 il Ministero per lo Sviluppo Economico nel 2017 ha introdotto la misura “Formazione 4.0”, che si rivolge a tutte le aziende che vogliono investire in attività formative dedicate ai propri collaboratori.

Gli elementi del bonus e chi ne ha diritto 

Il bonus formazione 4.0 introdotto nel 2017 finanzia: 

  • le spese del  personale relative ai formatori; 
  • l’ indennità di viaggio e di spese attinenti al progetto, compreso l’ammortamento di strumenti ed attrezzature destinate alla formazione. In tal caso sono però escluse le spese di alloggio se non destinate a lavoratori con disabilità; 
  • i costi di consulenza; 
  • le spese del personale che prende parte alla formazione. 

Inoltre possono presentare richiesta per il bonus formazione 4.0 tutte le imprese residenti sul territorio italiano, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore di appartenenza. Ne sono invece escluse le imprese in fase di liquidazione o fallimento.

I costi per cui è possibile beneficiare del bonus

In particolare, il bonus formazione 4.0 è riservato all'attivazione di corsi che riguardano ad esempio: i big data, la cyber security, la realtà virtuale, la robotica, l’interfaccia uomo-macchina e la digitalizzazione dei processi aziendali

In buona sostanza tutte quelle argomentazioni che permettono al personale di acquisire le conoscenze basilari per la digitalizzazione del lavoro e per l’integrazione delle nuove tecnologie nello svolgimento di esso. 

In conclusione, se da un lato investire in digitalizzazione e formazione 4.0 è un fattore critico di successo per le imprese, dall’altro gli enti pubblici stanno effettivamente rispondendo a questa esigenza dedicando finanziamenti e contributi utili a quelle aziende che intendono procedere in questo percorso. 


bando energia prevenzione sismica

Emilia-Romagna: bando per gli interventi energetici e la prevenzione sismica

E' stato approvato dalla giunta regionale dell’Emilia-Romagna il bando per il supporto ad interventi energetici e prevenzione sismica delle imprese della regione. La dotazione finanziaria complessiva sarà pari a 13.000.000,00 euro.

Beneficiari

Possono presentare domanda le aziende della regione che hanno i seguenti requisiti:

  • le imprese singole aventi qualunque forma giuridica;
  • le aggregazioni di imprese;
  • i soggetti giuridici iscritti al Repertorio Economico Amministrativo (REA);
  • i consorzi con attività esterne.

E' necessario specificare che sono escluse le Associazioni Temporanee di Impresa.

Inoltre non possono accedere ai contributi previsti nel presente bando i soggetti che candidano progetti in favore del settore della pesca e dell’acquacoltura, o in favore del settore della produzione primaria di prodotti agricoli.

I beneficiari devono avere l’unità locale o la sede operativa nelle quali si realizza il progetto nel territorio della Regione Emilia-Romagna.


Piano Transizione 4.0

Piano Transizione 4.0: al via l'interlocuzione per rialzare le aliquote previste per il 2023

Il dimezzamento delle aliquote, previsto nel piano Transizione 4.0 2023, ha sollevato molte polemiche e criticità. Per questo motivo è stata avviata un' interlocuzione da parte del Governo con l’Unione Europea per rimettere in gioco una parte delle risorse del PNRR.

Specifiche del contributo

Terminata una prima fase, il piano Transizione 4.0 nel 2023 entra in una nuova finestra che prevede il finanziamento solo ed esclusivamente dal bilancio statale, ed è questa la ragione del taglio così importante ai finanziamenti previsti.

Infatti l'obiettivo dell’interlocuzione è di ottenere dalla Commissione la possibilità di differire al 2023 la parte dei fondi del PNRR non sfruttata nel corso del 2021-2022 (si parla di poco meno di 4 miliardi di euro) così da evitare un ridimensionamento dei vantaggi fiscali per le aziende che vogliono investire in beni strumentali, beni strumentali 4.0, formazione 4.0 e, più in generale, in innovazione di business.

Qualora l’interlocuzione dovesse andare a buon fine, il frutto di questa trattativa potrebbe portare il Piano Transizione 4.0 a un ripristino delle aliquote del 2022 anche per il 2023 e al rifinanziamento del credito d’imposta per la Formazione 4.0.

In attesa degli eventuali provvedimenti previsti per inizio 2023 questo è il quadro riassuntivo con le previsioni relative al Piano Transizione 4.0 (soggette a possibili modifiche):

Transizione 4.0 2022 Transizione 4.0 2023 (A OGGI) Transizione 4.0 2023 (COME POTREBBE ESSERE)
Beni materiali 4.0
  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 10% per investimenti da 10 a 20 milioni
  • 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 5% per investimenti da 10 a 20 milioni
  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 10% per investimenti da 10 a 20 milioni
Beni immateriali 4.0
  • 50%
  • 20%
  • 50%
Beni materiali e software non 4.0
  • 6%
  • 0%
  • 0%
Formazione 4.0
  • 70% per le piccole imprese
  • 50% per le medie imprese
  • 30% per le grandi imprese

(a condizione di rivolgersi a determinati soggetti erogatori – NB Aliquote mai entrate in vigore per mancanza di disposizioni attuative)

  • 0%
  • 70% per le piccole imprese
  • 50% per le medie imprese
  • 30% per le grandi imprese
Ricerca, sviluppo, innovazione e design
  • 20% per attività di ricerca e sviluppo
  • 10% per attività di innovazione, design e ideazione estetica
  • 15% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0
  • 10% per attività di ricerca e sviluppo
  • 5% per attività di innovazione, design e ideazione estetica
  • 10% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0
  • 20% per attività di ricerca e sviluppo
  • 10% per attività di innovazione, design e ideazione estetica
  • 15% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0

Bisogna dunque aspettare i risultati che deriveranno dal processo di interlocuzione già avviato per capire quali e quanti finanziamenti saranno previsti nel 2023 per quanto concerne il Piano Transizione 4.0.


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