bando isi 2021

Bando ISI 2021: al via la compilazione delle domande dal 2 maggio

Bando ISI 2021: al via la compilazione delle domande dal 2 maggio.

Bando ISI 2021: al via la compilazione delle domande dal 2 maggio.

Il calendario per la partecipazione al bando ISI 2021 è stato pubblicato dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Sono stati messi in campo 273.700.000 euro complessivi per i progetti che mirano al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il bando: di cosa si tratta.

Lo scopo del bando è quello di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori e supportare le micro e piccole imprese, del settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, nell'acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro che prevedano soluzioni innovative che riducano le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e riducano rischio infortunistico o derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Le risorse totali, 273.700.000 euro, sono ripartite in 5 assi di finanziamento:

  • Asse 1 - ISI Generalista: Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale - Asse di finanziamento 1 (sub Assi 1.1 e 1.2);
  • Asse 2 - Riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC);
  • Asse 3 - Bonifica da materiali contenenti amianto;
  • Asse 4 - Micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività. L’accesso ai contributi è riservato alle micro e piccole imprese operanti nei settori ATECO 2007 E38 (attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e del recupero e preparazione per il riciclaggio dei materiali) e E39 (attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti), anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane;
  • Asse 5 - Micro e piccole imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.

Potranno essere ammesse tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura e anche agli enti del terzo settore limitatamente all’Asse 2 di finanziamento.

Il contributo, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’IVA.

In particolare, per gli Assi 1, 2, 3 e 4 il finanziamento non supera il 65% delle predette spese, con i seguenti limiti:

  • Assi 1, 2, 3, il finanziamento complessivo di ciascun progetto non potrà essere inferiore a 5.000 euro né superiore a 130.000 euro. Non è previsto alcun limite minimo di finanziamento per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (sub Asse 1.2);
  • Asse 4, il finanziamento complessivo di ciascun progetto non potrà essere inferiore a 2.000 euro né superiore a 50.000 euro.

Per l’Asse 5, invece, il contributo, di importo compreso tra 1.000 e 60.000 euro, è concesso nella misura del:

  • 40% per la generalità delle imprese agricole (sub Asse 5.1);
  • 50% per giovani agricoltori (sub Asse 5.2).

Tempistiche previste.

Dal 2 maggio al 16 giugno 2022 si aprirà la procedura per la presentazione delle domande, tramite procedura informatica.

Dal 23 giugno 2022 le imprese che avranno raggiunto, o superato, la soglia minima di ammissibilità e salvato definitivamente la propria domanda, potranno effettuare il download del codice identificativo necessario per procedere con l’inoltro online.

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Imprese agroalimentari

Imprese agroalimentari umbre: 830 mila euro per gli investimenti

Imprese agroalimentari umbre: 830 mila euro per gli investimenti.

Imprese agroalimentari umbre: 830 mila euro per gli investimenti.

Roberto Morroni vicepresidente della Regione Umbria e assessore all’Agricoltura ha dichiarato, in merito alla misura che investirà le imprese agroalimentari umbre: “È finalizzata al finanziamento di nuovi interventi per la ricerca e l’innovazione, a favore di progetti di imprese agroalimentari operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione, la somma di 830mila euro che la Giunta ha iscritto nel bilancio regionale, in attuazione dell’Accordo Stato-Regioni dell’ottobre 2018 per il rilancio degli investimenti pubblici”.

Ha inoltre dichiarato Morroni: “la Regione ha voluto cogliere l’opportunità preziosa offerta dall’intesa per aiutare la crescita e lo sviluppo del territorio, indirizzando le risorse al potenziamento e alla valorizzazione delle filiere produttive agroalimentari, punto di forza dell’agricoltura e dell’economia del territorio”.

“Sono risorse importanti, con cui possono essere finanziati nuovi investimenti – ricorda Morroni - che le imprese devono realizzare necessariamente nel 2022, nel rispetto dei vincoli fissati nell’accordo”.

“Le imprese agroalimentari umbre verranno chiamate a partecipare a una manifestazione di interesse – afferma il vice presidente della Regione – con gli stessi obiettivi e condizioni di ammissibilità stabiliti per l’intervento 4.2.3 del Programma di sviluppo rurale, finanziato con le risorse aggiuntive Euri, che incentiva l’introduzione di investimenti innovativi volti a migliorare e ottimizzare la sostenibilità di processo o di prodotto,  a stimolare il riutilizzo e il riciclo di materiali e dei prodotti esistenti, orientando l’intero comparto verso l’economia circolare”.

Gli investimenti, che dovranno seguire gli obiettivi agro-alimentari-ambientali europei, verranno sostenuti per l’acquisto e l’introduzione di macchine, attrezzature e impianti innovativi all'interno dei sistemi produttivi. L'obiettivo perseguito sarà quello dell’ammodernamento tecnologico, il miglioramento e la razionalizzazione dei processi produttivi.

La una spesa minima ammissibile a contributo sarà di 100 mila euro per ciascuna impresa, mentre l’aliquota di sostegno sarà pari al 50 per cento.

“Un ulteriore impulso al rafforzamento delle imprese agroalimentari – afferma in conclusione Roberto Morroni – che sono certo sapranno cogliere questa nuova sfida per una crescita sostenibile e all’avanguardia”.

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horeca

HoReCa e settore del Wedding: in arrivo contributi per 60 mln di euro

HoReCa e settore del Wedding: in arrivo contributi per 60 mln di euro.

HoReCa e settore del Wedding: in arrivo contributi per 60 mln di euro.

Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico con i criteri e modalità per l'erogazione di contributi alle imprese operanti nei settori del «wedding», dell'intrattenimento e dell'organizzazione di cerimonie e dell'Hotellerie-Restaurant-Catering ha trovato pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

I finanziamenti stanziati ammontano a 60 milioni di euro per il 2021.

Un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate andrà a stabilire le modalità e i termini di presentazione delle domande, il suo contenuto informativo e ogni altro elemento necessario all'attuazione del presente intervento, entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto.

Chi potrà beneficiare della misura.

I soggetti che potranno beneficiare delle agevolazioni sono imprese operanti nei settori del «wedding», dell'intrattenimento, dell'organizzazione di feste e cerimonie e del settore dell'HO.RE.CA., che rispettino  entrambe le seguenti condizioni:

  1. Hanno subito, nel corso del 2020, una riduzione del fatturato non inferiore al 30 per cento rispetto al fatturato del 2019;
  2. Hanno registrato, nel periodo d'imposta 2020, un peggioramento del risultato economico d'esercizio in misura pari o superiore alla percentuale definita con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze adottato ai sensi dell'art. 1, comma 19, del decreto-legge 25 maggio 2021.

Alla data di presentazione delle domande, le imprese dovranno rispettare le seguenti caratteristiche:

  • Risultare regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese;
  • Operare nei settori indicati, svolgendo, quale attività prevalente, come comunicata con modello AA7/AA9 all'Agenzia delle entrate, una delle attività individuate nell'allegato 1 al presente decreto, secondo quanto di seguito indicato:
    • «Wedding»: attività riferita ai codici indicati nella Tabella A, a condizione che l'ammontare dei ricavi del periodo d'imposta 2019 dell'impresa richiedente sia generato, in misura almeno pari al 30 (trenta) per cento, da prodotti o servizi inerenti a matrimoni, feste e cerimonie;
    • «Intrattenimento e organizzazione di feste e cerimonie»: attività riferita ai codici indicati nella Tabella B;
    • «HO.RE.CA.»: attività riferita ai codici indicati nella Tabella C;
  • Avere sede legale o operativa ubicata sul territorio nazionale;
  • Non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • Non essere già in difficoltà al 31 dicembre.

Risorse stanziate.

Ammontano a 60 mln di euro le risorse messe in campo per l'anno 2021 di cui:

  1. 40 mln per il settore del «wedding»;
  2. 10 mln per il settore, diverso dal «wedding», dell'intrattenimento e dell'organizzazione di feste e cerimonie;
  3. 10 mln per le imprese operanti nel settore dell'HO.RE.CA.

Come presentare domanda di accesso al contributo.

Le imprese che vogliono ottenere il contributo dovranno presentare domanda, esclusivamente in via telematica, anche tramite intermediario, all'Agenzia delle Entrate, indicando la sussistenza dei requisiti richiesti. Ogni impresa può presentare una sola richiesta.

Il contributo verrà corrisposto dall'Agenzia delle Entrate tramite accreditamento diretto sul conto corrente bancario indicato dall'impresa richiedente.

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patent box

Patent Box: chance di ripresa dal 2013 dei costi per la ricerca

Patent Box: chance di ripresa dal 2013 dei costi per la ricerca.

Patent Box: chance di ripresa dal 2013 dei costi per la ricerca.

Nuove regole del Patent Box: lo conferma l'Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco, applicate a partire dal periodo di imposta 2021.

Le nuove regole del Patent Box non innovano solo il regime di deduzione maggiorata dei costi di ricerca e sviluppo, ma offrono una rinnovata possibilità di recapture dei costi sostenuti negli otto periodi di imposta precedenti per la realizzazione di immobilizzazioni immateriali agevolate.

Ecco la nuova regola introdotta dalla legge 234/2021, secondo cui «qualora in uno o più periodi di imposta le spese… siano sostenute in vista della creazione di una o più immobilizzazioni immateriali rientranti tra quelle di cui al comma 3, il contribuente può usufruire della maggiorazione del 110% di dette spese a decorrere dal periodo di imposta in cui l’immobilizzazione immateriale ottiene un titolo di privativa industriale. La maggiorazione del 110% non può essere applicata alle spese sostenute prima dell’ottavo periodo di imposta antecedente a quello nel quale l’immobilizzazione immateriale ottiene un titolo di privativa industriale».

Il problema di equità del nuovo patent box risulta così superabile tramite questo meccanismo di recapture dei costi sostenuti nei periodi in cui è avvenuta la vera e propria realizzazione dell’immobilizzazione immateriale.

Senza questa misura, infatti, si paleserebbe una situazione particolare:

In fase di progettazione vengono sostenuti dei costi molto alti di ricerca e sviluppo in beni immateriali (si pensi a un brevetto). Alla fine di questo processo, si ottiene la registrazione del brevetto e inizia il suo impiego nell’attività produttiva.

Se venisse considerato solo il periodo finale, la maggiorazione del 110% riguarderebbe solo i costi di questo anno, e quindi un importo di rilevanza ridotta; tuttavia, grazie al recapture, invece, è possibile recuperare anche le voci di costo degli esercizi precedenti.

Dal momento che questa regola entra in vigore già dal 2021 (per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare), la risposta delle Entrate a Telefisco apre la possibilità di recuperare i costi di questo tipo sostenuti a partire dal 2013, ammesso che nel 2021 venga conseguita la privativa industriale.

Dal punto di vista contabile, può avvenire che le imprese abbiano contabilizzato in precedenza i costi nella voce “immobilizzazioni in corso” e che nel 2021 l’importo di questa posta, aumentato dei costi del periodo, sia stato stornato alla voce “immobilizzazioni” e sia così iniziato il periodo di ammortamento civilistico del bene immateriale.

Sono due le operazioni che vanno eseguite dal punto di vista fiscale:

  • In primis, non tutto l’importo iscritto come immobilizzazione può automaticamente beneficiare della maggiorazione del 110%, dato che devono essere escluse le spese imputate negli anni che precedono il 2013, così come potrebbero essere recuperati anche costi che in precedenza sono transitati al conto economico;
  • In secondo luogo, andrà calcolata la deduzione massima spettante a titolo di ammortamento sulla base del costo fiscale riconosciuto.

Per le aliquote fiscali, dall’articolo 103 del Tuir apprendiamo che «le quote di ammortamento del costo dei diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, dei processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico sono deducibili in misura non superiore al 50% del costo».

Tramite variazioni in diminuzione nella dichiarazione dei redditi potrà avvenire il raccordo tra l'ammortamento civilistico e quello fiscale.

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fesr sicilia

Fesr Sicilia: in arrivo 5,8 miliardi per ambiente, ricerca e digitale

Fesr Sicilia: in arrivo 5,8 miliardi per ambiente, ricerca e digitale.

Fesr Sicilia: in arrivo 5,8 miliardi per ambiente, ricerca e digitale.

Ha preso avvio la definizione della nuova architettura del Programma regionale FESR Sicilia 2021-27 nella quale sono definite le linee della nuova programmazione comunitaria e le opportunità d’investimento nella cooperazione transfrontaliera.

Il programma regionale Fesr Sicilia mette in campo 5,8 miliardi di euro (4,1 miliardi di cofinanziamento Ue, oltre a 1,75 miliardi di cofinanziamento nazionale), assegnati nell’ambito del bilancio della Politica di coesione 2021-27.

Il totale dei finanziamenti previsti per la regione ammonta a 93 milioni di euro se si sommano al Fesr i due programmi di cooperazione territoriale del 2021-27 gestiti dalla Regione Siciliana, cioè gli Interreg Next Italia-Tunisia e Italia-Malta.

La maggior parte dei fondi ha come obiettivo il supporto allo sviluppo di due settori cardine: ricerca e ambiente.

Tra le nuove linee programmatiche 2021-27 della Regione ritroviamo anche il supporto ai territori dell’Isola nella lotta ai cambiamenti climatici e interventi che agiscono sulla transizione verde e digitale.

Saranno particolarmente importanti, nell’ambito della cooperazione transfrontaliera, i progetti mirati nelle aree coinvolte del bacino del Mediterraneo, che si prefiggano l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di un’economia blu sostenibile, generare nuovi posti di lavoro e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni interessate.

“Il governo siciliano sta lavorando a una destinazione razionale e responsabile delle risorse della nuova programmazione 2021-27 che punti all’ambiente, alla competitività delle imprese, alla digitalizzazione, alle infrastrutture, alla mobilità sostenibile e welfare – afferma Nello Musumeci, presidente della Regione – Nell’ottica di uno sviluppo integrato sarà centrale il coinvolgimento nella progettazione di tutti i Comuni dell’Isola, delle aree urbane interne e interne, per favorire il ripopolamento dei centri e aiutare le attività produttive, ma anche delle isole minori. Una misura importante sarà destinata alle connessioni intercontinentali per superare la condizione di insularità”.

Il Dipartimento regionale della Programmazione secondo il calendario del presidente Musumeci, predisporrà i documenti programmatici che, dopo un confronto con la maggioranza che sostiene il governo, potranno essere approvati dalla Giunta ed essere esaminati dell’Assemblea regionale.

Il negoziato formale si concluderà entro il 31 dicembre 2022.

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