NUOVA SABATINI

NUOVA SABATINI: MODALITA' PER RISCUOTERE IN UN'UNICA SOLUZIONE

EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito indicazioni e chiarimenti in merito alle modalità di applicazione delle disposizioni decreto Semplificazioni (D.L. n. 76/2020, convertito dalla l. n. 120/2020), tramite la circolare n. 239062 del 22 settembre 2020 In un’unica soluzione l’erogazione del contributo Nuova Sabatini per i finanziamenti di importo non superiore a 200 mila euro.

QUAL E' L'AMMONTARE DEL FINANZIAMENTO

La circolare recepisce le modifiche introdotte dall’articolo 39, comma 1, del decreto Semplificazioni e definisce le modalità per permettere alle imprese di beneficiare del contributo in un’unica soluzione che può essere concesso in caso di finanziamento deliberato di importo non superiore a 200 mila euro. Tale facoltà che è concessa per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dalla data del 17 luglio 2020.

Per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dalla data del 1° maggio 2019, aventi un importo del finanziamento deliberato non superiore a 100 mila euro, rimane confermata l’erogazione del contributo in favore della PMI beneficiaria in un’unica soluzione, come già disposto dall’articolo 20, comma 1, lettera b) del decreto Crescita (D.L. n. 34/2019).

La misura sostiene gli investimenti delle piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”).

QUALE PERCORSO FARE PER RICHIEDERE IL CONTRIBUTO

Sono già state introdotte dalla circolare direttoriale n. 296976 del 22 luglio 2019 le nuove modalità operative per la richiesta di erogazione del contributo che, pertanto, saranno applicate anche per le nuove istanze con erogazione in un’unica soluzione.

La trasmissione della documentazione dovrà essere effettuata secondo il piano temporale già in vigore, pertanto la dichiarazione di ultimazione dell’investimento dovrà essere trasmessa entro 60 giorni dall’ultimazione stessa, mentre la richiesta di erogazione dovrà essere proposta entro 120 giorni dalla stessa data.

Il nuovo iter di richiesta di erogazione consente alle PMI beneficiarie, previo accesso alla specifica piattaforma informatica, la compilazione guidata dei documenti previsti:

  • dichiarazione di ultimazione dell’investimento (modulo DUI) contenente l’elenco dei beni oggetto di agevolazione, da inoltrare al Ministero tramite piattaforma, previa apposizione della firma digitale del legale rappresentante o del procuratore;
  • richiesta Unica di erogazione (modulo RU) contenente tutte le singole quote annuali di contributo previste dal piano temporale di liquidazione indicato nel decreto di concessione, da inoltrare al Ministero tramite piattaforma, previa apposizione della firma digitale del legale rappresentante o del procuratore;
  • richiesta di pagamento (modulo RP) che attiva il pagamento di ciascuna quota successiva alla prima, da presentare annualmente al Ministero, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile nella piattaforma.

Inoltre, le PMI che abbiano già richiesto una o più quote del contributo sulla base delle modalità operative previgenti alla data del 22 luglio 2019 devono compilare e trasmettere al Ministero. Ciò in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile nella piattaforma, la richiesta di erogazione delle quote di contributo rimanenti (modulo RQR).

FONDI PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA

Era stato l’articolo 20 del decreto Crescita (D.L. n. 34/2019), ad innalzare da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascuna impresa agevolabili ai sensi dell’articolo 2 del D.L. n. 69/2013 e successive modificazioni e integrazioni (“Nuova Sabatini”). Anche il nuovo credito d’imposta agli investimenti (piano Transizione 4.0) previsto dall’articolo 1, comma 185, della l. n. 160/2019) è cumulabile con la Sabatini; questa possibilità permette alle imprese di ottenere contributi fino al 50% circa della spesa sullo stesso investimento.

PERIODO DI EMERGENZA SANITARIA

La sospensione del pagamento delle rate da parte delle imprese (D.L. n.18/2020) è prorogata fino al 31 gennaio 2021, in linea con quanto previsto dall’articolo 65, comma 1, del decreto Agosto (D.L. n. 104/2020).

In linea con le misure straordinarie disposte dal Governo per fronteggiare gli effetti dell’emergenza epidemiologica COVID-19, con circolare 29 aprile 2020 è stata riconosciuta alle imprese beneficiarie della “Nuova Sabatini” la possibilità di avvalersi di una proroga di 6 mesi del termine per la realizzazione degli investimenti e per la trasmissione al Ministero della connessa documentazione.

Tale proroga è riconosciuta d’ufficio dal Ministero, senza la necessità di trasmettere alcuna specifica richiesta da parte dell’impresa beneficiaria, a condizione che il periodo di 12 mesi stabilito per la realizzazione degli investimenti (decorrente dalla data di stipula del contratto di finanziamento) includa almeno un giorno del periodo di sospensione dei termini ex lege (compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 maggio 2020), previsto dall’art. 103 del D.L. n. 18/2020, come modificato dall’articolo 37 del successivo D.L. n. 23/2020.

Con la predetta circolare sono stati, altresì, forniti chiarimenti e indicazioni in merito all'applicazione pratica della richiamata sospensione ex lege ad alcuni termini procedimentali previsti nella fase successiva alla concessione delle agevolazioni Nuova Sabatini.


Digital Transformation nei Processi Produttivi

Brindisi: arriva "Bravo Innovation Hub”

Un nuovo acceleratore MiSE-Invitalia per le imprese innovative del Mezzogiorno

Il primo acceleratore d'impresa targato Invitalia dedicato alle imprese del Sud sbarca a Brindisi.

Situato nella cornice del Palazzo Guerrieri, il “Piano di azione per la diffusione dell’imprenditorialità e dell’innovazione” è promosso da Invitalia e Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Piano è finanziato con il PON Imprese e Competitività 2014-2020.

UNA GRANDE OPPORTUNITA' PER LE IMPRESE APPENA NATE

L'Hub mette in campo programmi innovativi per favorire l'ingresso di nuove imprese nel mercato.

Di conseguenza le nuove imprese potranno:

  • validare  e sviluppare il proprio modello di business
  •  implementare fatturato
  • accedere al mercato dei capitali
  • intercettare partner strategici e commerciali

Le attività vedranno l'ingresso anche di altri player come

  • grandi imprese, università
  • centri di ricerca e istituzioni locali presenti nelle regioni meridionali

I programmi di accelerazione comprendono attività e servizi di formazione, mentorship e networking.

IL BANDO PER ACCEDERE ALL'ACCELERAZIONE

“Bravo Innovation Hub +Turismo+Cultura” è il programma di accelerazione per il 2020 dedicato alle imprese della filiera turistico-culturale. Possono presentare domanda startup e microimprese in qualsiasi forma giuridica dal 1° gennaio 2016.

Le imprese devono avere una sede operativa in

  •  Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Puglia
  • Sicilia

Al momento della presentazione della domanda e mantenerla per tutta la durata del programma di accelerazione.

Le domande di partecipazione devono essere inviate dalle 12.00 del 1° ottobre 2020 alle 12.00 del 3 novembre 2020.

Di conseguenza ,tra tutte le domande pervenute, Invitalia ne selezionerà 10 dopo aver valutato l’idea, le potenzialità dell’impresa e il suo team imprenditoriale.

L’offerta del programma di accelerazione “Bravo Innovation Hub +Turismo+Cultura” ha un valore di oltre 40.000 euro per ciascuna impresa, e comprende soprattutto:

  • un contributo di 20.000 euro, di cui 15.000 erogati entro la seconda settimana dall’inizio del programma di accelerazione, e 5.000 a conclusione del programma di accelerazione
  • spazi di lavoro all’interno del Bravo Innovation Hub di Palazzo Guerrieri in Brindisi
  • formazione sulle competenze imprenditoriali
  • mentoring e coaching per lo sviluppo del prodotto/servizio, modello di business, tecnologia, comunicazione, marketing, raccolta fondi
  • assessment per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento
  • una giornata di confronto con testimonianze nazionali e internazionali specifiche del settore turismo e cultura (imprenditori, ricercatori, esperti, etc.)
  • iniziative di business matching e open innovation.

LEGGI ANCHE: LEGGE RILANCIO – INVITALIA: RAFFORZATI GLI INCENTIVI RESTO AL SUD E SMART&START ITALIA


Roadshow 22 Ottobre – 27 Ottobre – 17 Novembre – 24 Novembre 2020

22 Ottobre – 27 Ottobre – 17 Novembre – 24 Novembre 2020

TIPOLOGIA: ROADSHOW: convegno itinerante in collaborazione con WKI-IPSOA
FINANZA AGEVOLATA: contributi a fondo perduto per le imprese nel dopo COVID

FOCUS TEMATICI
– La finanza agevolata come strumento di reperimento fondi
– Il nuovo ruolo del commercialista nel sostegno agli investimenti e sviluppo delle attività delle imprese
– Le implicazioni tributarie e la rappresentazione in bilancio delle erogazioni finanziarie agevolate

PROGRAMMA: IN DEFINIZIONE
ORARI: 14-18

DATA E LOCATION


bonus servizi digitali

Bonus Servizi Digitali per l’Editoria - Definite le indicazioni

Con il bonus servizi digitali si interviene per tentare di risollevare l’editoria.

Si tratta di uno dei settori destinatari di interventi legislativi ad hoc diretti a contenere la crisi economica causata dalla pandemia e dal conseguente lockdown.

Tra le misure introdotte su questo fronte, l’articolo 190 del decreto “Rilancio” ha previsto un credito d’imposta a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici online, iscritte al registro degli operatori di comunicazione, che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato.

Il bonus servizi digitali, valido per il 2020, è pari al 30% della spesa sostenuta nello scorso anno per l'acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, e per information technology di gestione della connettività. Allo scopo, sono stati stanziati 8 milioni di euro, che rappresentano anche il tetto di spesa.

Come utilizzare il bonus servizi digitali

Il beneficio introdotto dall’articolo 190 del Dl “Rilancio” è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

L’articolo 190 del Dl n. 34/2020 ha introdotto l’agevolazione, ma, secondo le previsioni della norma stessa, è il Dpcm del 4 agosto 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 240 di ieri, 28 settembre, a fissare le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per la presentazione della domanda di accesso al beneficio.

Chi può usufruire del bonus servizi digitali

Possono accedere al credito d’imposta, per gli investimenti sopradetti, le imprese editrici di quotidiani e periodici:

  • con sede legale in uno Stato Ue o nello Spazio economico europeo
  • che hanno residenza fiscale o una stabile organizzazione in Italia cui sia riconducibile l’attività commerciale agevolata
  • con codici Ateco 58.13 (edizione di quotidiani) o 58.14 (edizione di riviste e periodici)
  • iscritte al Registro degli operatori della comunicazione (Roc)
  • che hanno almeno un dipendente assunto a tempo indeterminato.

La norma lascia fuori dall’agevolazione i soggetti che già usufruiscono dei contributi diretti previsti dall'articolo 2, commi 1 e 2, della legge n. 198/2016 e dal Dlgs n. 70/2017. Il credito d’imposta, inoltre, è alternativo e non cumulabile, per gli stessi costi, con altre agevolazioni statali, regionali o europee, dello stesso tipo. Fatto salvo che successive disposizioni non ne ammettano espressamente la possibilità di cumulo. Infine, l’importo riconosciuto non può superare i limiti previsti dalla normativa unionale in tema di aiuto de minimis.
Sul fronte della documentazione, il decreto stabilisce che le spese effettuate (riguardanti come già detto l’anno 2019) devono risultare da apposita attestazione. Questa, deve essere rilasciata da uno dei soggetti abilitati a porre il visto di conformità ai fini delle dichiarazioni fiscali o da un revisore legale dei conti.

Canale telematico per la presentazione della domanda

Per richiedere il beneficio, le società interessate devono inviare la domanda per via esclusivamente telematica al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, tramite la procedura riservata del portale “impresainungiorno.gov.it”, tra il 20 ottobre e il 20 novembre 2020. All’istanza va allegata la dichiarazione sostitutiva. Essa deve attestare i requisiti e le spese certificate, come previsto del decreto stesso, con visto di conformità, e le informazioni relative agli aiuti de minimis di cui sé usufruito nei due esercizi finanziari precedenti a quello in corso.

L’unica strada è l’Agenzia delle entrate: Il bonus è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 presentato attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Le richieste pervenute attraverso altri canali saranno scartate.
Il credito d’imposta potrà essere “speso” dal quinto giorno successivo alla pubblicazione (che avverrà entro il 31 dicembre 2020), sul sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, dell’elenco che riporta i soggetti ai quali è stato riconosciuto il contributo e la somma rispettivamente assegnata.

L’importo dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di concessione del credito e nei successivi fino all’esaurimento del contributo.
I beneficiari sono tenuti a comunicare tempestivamente l’eventuale perdita dei requisiti di accesso all’agevolazione.
Il decreto precisa, inoltre, che per monitorare la corretta fruizione del bonus, Agenzia delle entrate e Dipartimento per l’informazione e l’editoria, metteranno a punto le modalità telematiche di trasmissione e interscambio dei dati relativi alle agevolazioni concesse, agli importi utilizzati in compensazione e alle eventuali modifiche dell’ammontare del credito riconosciuto in seguito a provvedimenti di revoca o di rideterminazione del bonus.

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Lombardia: un incentivo per allevamenti

Un totale di 20 Milioni di Euro per Agriturismi, Florovivaismi e Allevamenti vitelli carne bianca

BANDO ‘BUROCRAZIA ZERO’ A OTTOBRE, EROGAZIONE A NOVEMBRE

Una misura a "burocrazia zero" che permetterà a tutte le aziende di settore di ricevere un contributo di 7.000 euro di incentivo a fondo perduto. Il contributo sarà direttamente versato dalla Regione Lombardia sul conto corrente secondo questo tipo di misura. Questo è quanto riferisce l' l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. Un intervento tempestivo, quindi, per sollevare uno dei settori più colpiti dall'emergenza sanitaria.

“La Regione Lombardia – ha aggiunto l’assessore – vuole dare un supporto immediato ed eccezionale a queste aziende agricole, con l’obiettivo di affrontare i problemi di liquidità che mettono a rischio la continuità delle attività”.

L'IMPORTO MESSO IN CAMPO

Inoltre, La Regione Lombardia metterà a disposizione per il bando, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, una dotazione finanziaria complessiva pari a 19.920.000 euro. L’importo erogato a ciascun beneficiario sarà al massimo di 7.000 euro. Nel caso in cui il numero di domande pervenute e ammissibili comportasse una spesa superiore alla dotazione della misura, il contributo sarà rideterminato in modo proporzionale per tutte le domande.

A CHI E' RIVOLTO IL BANDO?

“Potranno accedere – ha spiegato – 1.700 agriturismi lombardi, 2.000 aziende agricole del florovivaismo e 200 allevamenti di vitelli. Sarà quindi una parziale compensazione delle perdite di questi mesi. Infatti i nostri agricoltori potranno usare queste somme anche per investimenti utili alle attività. Quindi in perfetto stile lombardo”. “Il settore agroalimentare – ha concluso l’assessore – sarà, proprio per questo, uno dei motori della ripartenza. Per questo, il ruolo delle istituzioni è quello di affiancare le imprese destinando loro risorse e abbattendo la burocrazia in eccesso”.

LEGGI ANCHE- FIERE IN LOMBARDIA: NUOVI CONTRIBUTI PER LE AZIENDE


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