Digital Transformation nei Processi Produttivi: si parte!
La Digital Transformation nei Processi Produttivi entra finalmente nel vivo, grazie alla pubblicazione del Decreto Attuativo da parte del MISE.
Con Decreto direttoriale 1° Ottobre 2020, infatti, sono stati disciplinati i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione per il Bando Digital Transformation nei Processi Produttivi.
Le domande potranno essere presentate esclusivamente tramite procedura informatica, a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020.
Bando Digital Transformation nei Processi Produttivi - Cos’è
Il bando Digital Transformation è finalizzato a sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, attraverso la realizzazione di progetti diretti all'implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Nazionale Impresa 4.0 nonché di altre tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.
A chi si rivolge
Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che, alla data di presentazione della domanda, risultino;
- iscritte come attive nel Registro delle imprese;
- operano in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio;
- hanno conseguito, nell'esercizio cui si riferisce l'ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 100.000,00;
- dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese;
- non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.
Le PMI in possesso dei predetti requisiti possono presentare, anche congiuntamente tra loro, purché in numero comunque non superiore a dieci imprese, progetti realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, compresi il consorzio e l’accordo di partenariato in cui figuri, come soggetto promotore capofila, un DIH-digital innovation hub o un EDI-ecosistema digitale per l’innovazione, di cui al Piano nazionale Impresa 4.0.
Attività economiche ammesse
Le PMI, ai fini dell’accesso alle agevolazioni, devono operare in via prevalente/primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, nonché, al fine di accrescerne la competitività e in via sperimentale per gli anni 2019-2020, nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali, anche in un’ottica di maggiore accessibilità e in favore di soggetti disabili.
Sulla base dei settori ammessi, nell’allegato n. 1 del provvedimento attuativo dell’intervento sono identificate le attività economiche ammissibili.
Cosa finanzia il Bando Digital Transformation nei Processi Produttivi
I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di
- tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e/o;
- tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
1) all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori;
2) al software;
3) alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
4) ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange-EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things. - A tal fine i progetti devono prevedere la realizzazione di:
- attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione, ovvero;
- investimenti.
I progetti di spesa devono, inoltre, essere realizzati nell'ambito di una unità produttiva dell’impresa proponente ubicata su tutto il territorio nazionale, prevedere un importo di spesa non inferiore a euro 50.000,00 e non superiore a 500.000,00; essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni e prevedere una durata non superiore a 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dal soggetto beneficiario, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.
Le agevolazioni
Le risorse finanziarie per la concessione delle agevolazioni ammontano a euro 100.000.000,00.
Per entrambe le tipologie di progetto ammissibili a beneficio le agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50%, articolata come segue:
- 10% sotto forma di contributo;
- 40% come finanziamento agevolato.
Fermo restando l’intensità agevolativa e l’articolazione dei benefici sopra indicate, le agevolazioni per i progetti di innovazione di processo o dell’organizzazione sono concesse alle condizioni ed entro le intensità massime di aiuto previste dall’articolo 29 del regolamento UE 651/2014, mentre le agevolazioni per i progetti di investimento vengono concesse nei limiti e secondo i massimali stabiliti dal Regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 “de minimis”.
Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni.
Termini e modalità di presentazione delle istanze
Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate esclusivamente tramite procedura informatica, a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020.
Per accedere alla procedura informatica è richiesta l’identificazione del compilatore (legale rappresentante del soggetto beneficiario o della capofila in caso di una forma aggregata o associata) tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o, in alternativa, mediante il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia.
Le domande di agevolazione pervenute sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le istanze presentate nello stesso giorno sono, a tal fine, considerate come pervenute nello stesso momento, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione.
Ciascun soggetto, sia in forma singola che congiunta, può presentare, nell’ambito del presente intervento, una sola domanda di accesso alle agevolazioni che può riguardare unicamente:
(i) un progetto di innovazione di processo (Capo II) o
(ii) di innovazione dell'organizzazione (Capo II) ovvero
(iii) un progetto di investimenti (Capo III).
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NUOVA SABATINI: MODALITA' PER RISCUOTERE IN UN'UNICA SOLUZIONE
EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito indicazioni e chiarimenti in merito alle modalità di applicazione delle disposizioni decreto Semplificazioni (D.L. n. 76/2020, convertito dalla l. n. 120/2020), tramite la circolare n. 239062 del 22 settembre 2020 In un’unica soluzione l’erogazione del contributo Nuova Sabatini per i finanziamenti di importo non superiore a 200 mila euro.
QUAL E' L'AMMONTARE DEL FINANZIAMENTO
La circolare recepisce le modifiche introdotte dall’articolo 39, comma 1, del decreto Semplificazioni e definisce le modalità per permettere alle imprese di beneficiare del contributo in un’unica soluzione che può essere concesso in caso di finanziamento deliberato di importo non superiore a 200 mila euro. Tale facoltà che è concessa per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dalla data del 17 luglio 2020.
Per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dalla data del 1° maggio 2019, aventi un importo del finanziamento deliberato non superiore a 100 mila euro, rimane confermata l’erogazione del contributo in favore della PMI beneficiaria in un’unica soluzione, come già disposto dall’articolo 20, comma 1, lettera b) del decreto Crescita (D.L. n. 34/2019).
La misura sostiene gli investimenti delle piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”).
QUALE PERCORSO FARE PER RICHIEDERE IL CONTRIBUTO
Sono già state introdotte dalla circolare direttoriale n. 296976 del 22 luglio 2019 le nuove modalità operative per la richiesta di erogazione del contributo che, pertanto, saranno applicate anche per le nuove istanze con erogazione in un’unica soluzione.
La trasmissione della documentazione dovrà essere effettuata secondo il piano temporale già in vigore, pertanto la dichiarazione di ultimazione dell’investimento dovrà essere trasmessa entro 60 giorni dall’ultimazione stessa, mentre la richiesta di erogazione dovrà essere proposta entro 120 giorni dalla stessa data.
Il nuovo iter di richiesta di erogazione consente alle PMI beneficiarie, previo accesso alla specifica piattaforma informatica, la compilazione guidata dei documenti previsti:
- dichiarazione di ultimazione dell’investimento (modulo DUI) contenente l’elenco dei beni oggetto di agevolazione, da inoltrare al Ministero tramite piattaforma, previa apposizione della firma digitale del legale rappresentante o del procuratore;
- richiesta Unica di erogazione (modulo RU) contenente tutte le singole quote annuali di contributo previste dal piano temporale di liquidazione indicato nel decreto di concessione, da inoltrare al Ministero tramite piattaforma, previa apposizione della firma digitale del legale rappresentante o del procuratore;
- richiesta di pagamento (modulo RP) che attiva il pagamento di ciascuna quota successiva alla prima, da presentare annualmente al Ministero, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile nella piattaforma.
Inoltre, le PMI che abbiano già richiesto una o più quote del contributo sulla base delle modalità operative previgenti alla data del 22 luglio 2019 devono compilare e trasmettere al Ministero. Ciò in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile nella piattaforma, la richiesta di erogazione delle quote di contributo rimanenti (modulo RQR).
FONDI PER LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA
Era stato l’articolo 20 del decreto Crescita (D.L. n. 34/2019), ad innalzare da 2 a 4 milioni di euro l’importo dei finanziamenti concedibili a ciascuna impresa agevolabili ai sensi dell’articolo 2 del D.L. n. 69/2013 e successive modificazioni e integrazioni (“Nuova Sabatini”). Anche il nuovo credito d’imposta agli investimenti (piano Transizione 4.0) previsto dall’articolo 1, comma 185, della l. n. 160/2019) è cumulabile con la Sabatini; questa possibilità permette alle imprese di ottenere contributi fino al 50% circa della spesa sullo stesso investimento.
PERIODO DI EMERGENZA SANITARIA
La sospensione del pagamento delle rate da parte delle imprese (D.L. n.18/2020) è prorogata fino al 31 gennaio 2021, in linea con quanto previsto dall’articolo 65, comma 1, del decreto Agosto (D.L. n. 104/2020).
In linea con le misure straordinarie disposte dal Governo per fronteggiare gli effetti dell’emergenza epidemiologica COVID-19, con circolare 29 aprile 2020 è stata riconosciuta alle imprese beneficiarie della “Nuova Sabatini” la possibilità di avvalersi di una proroga di 6 mesi del termine per la realizzazione degli investimenti e per la trasmissione al Ministero della connessa documentazione.
Tale proroga è riconosciuta d’ufficio dal Ministero, senza la necessità di trasmettere alcuna specifica richiesta da parte dell’impresa beneficiaria, a condizione che il periodo di 12 mesi stabilito per la realizzazione degli investimenti (decorrente dalla data di stipula del contratto di finanziamento) includa almeno un giorno del periodo di sospensione dei termini ex lege (compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 maggio 2020), previsto dall’art. 103 del D.L. n. 18/2020, come modificato dall’articolo 37 del successivo D.L. n. 23/2020.
Con la predetta circolare sono stati, altresì, forniti chiarimenti e indicazioni in merito all'applicazione pratica della richiamata sospensione ex lege ad alcuni termini procedimentali previsti nella fase successiva alla concessione delle agevolazioni Nuova Sabatini.
Brindisi: arriva "Bravo Innovation Hub”
Un nuovo acceleratore MiSE-Invitalia per le imprese innovative del Mezzogiorno
Il primo acceleratore d'impresa targato Invitalia dedicato alle imprese del Sud sbarca a Brindisi.
Situato nella cornice del Palazzo Guerrieri, il “Piano di azione per la diffusione dell’imprenditorialità e dell’innovazione” è promosso da Invitalia e Ministero dello Sviluppo Economico.
Il Piano è finanziato con il PON Imprese e Competitività 2014-2020.
UNA GRANDE OPPORTUNITA' PER LE IMPRESE APPENA NATE
L'Hub mette in campo programmi innovativi per favorire l'ingresso di nuove imprese nel mercato.
Di conseguenza le nuove imprese potranno:
- validare e sviluppare il proprio modello di business
- implementare fatturato
- accedere al mercato dei capitali
- intercettare partner strategici e commerciali
Le attività vedranno l'ingresso anche di altri player come
- grandi imprese, università
- centri di ricerca e istituzioni locali presenti nelle regioni meridionali
I programmi di accelerazione comprendono attività e servizi di formazione, mentorship e networking.
IL BANDO PER ACCEDERE ALL'ACCELERAZIONE
“Bravo Innovation Hub +Turismo+Cultura” è il programma di accelerazione per il 2020 dedicato alle imprese della filiera turistico-culturale. Possono presentare domanda startup e microimprese in qualsiasi forma giuridica dal 1° gennaio 2016.
Le imprese devono avere una sede operativa in
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Puglia
- Sicilia
Al momento della presentazione della domanda e mantenerla per tutta la durata del programma di accelerazione.
Le domande di partecipazione devono essere inviate dalle 12.00 del 1° ottobre 2020 alle 12.00 del 3 novembre 2020.
Di conseguenza ,tra tutte le domande pervenute, Invitalia ne selezionerà 10 dopo aver valutato l’idea, le potenzialità dell’impresa e il suo team imprenditoriale.
L’offerta del programma di accelerazione “Bravo Innovation Hub +Turismo+Cultura” ha un valore di oltre 40.000 euro per ciascuna impresa, e comprende soprattutto:
- un contributo di 20.000 euro, di cui 15.000 erogati entro la seconda settimana dall’inizio del programma di accelerazione, e 5.000 a conclusione del programma di accelerazione
- spazi di lavoro all’interno del Bravo Innovation Hub di Palazzo Guerrieri in Brindisi
- formazione sulle competenze imprenditoriali
- mentoring e coaching per lo sviluppo del prodotto/servizio, modello di business, tecnologia, comunicazione, marketing, raccolta fondi
- assessment per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento
- una giornata di confronto con testimonianze nazionali e internazionali specifiche del settore turismo e cultura (imprenditori, ricercatori, esperti, etc.)
- iniziative di business matching e open innovation.
LEGGI ANCHE: LEGGE RILANCIO – INVITALIA: RAFFORZATI GLI INCENTIVI RESTO AL SUD E SMART&START ITALIA
Roadshow 22 Ottobre – 27 Ottobre – 17 Novembre – 24 Novembre 2020
22 Ottobre – 27 Ottobre – 17 Novembre – 24 Novembre 2020
TIPOLOGIA: ROADSHOW: convegno itinerante in collaborazione con WKI-IPSOA
FINANZA AGEVOLATA: contributi a fondo perduto per le imprese nel dopo COVID
FOCUS TEMATICI
– La finanza agevolata come strumento di reperimento fondi
– Il nuovo ruolo del commercialista nel sostegno agli investimenti e sviluppo delle attività delle imprese
– Le implicazioni tributarie e la rappresentazione in bilancio delle erogazioni finanziarie agevolate
PROGRAMMA: IN DEFINIZIONE
ORARI: 14-18
DATA E LOCATION

Bonus Servizi Digitali per l’Editoria - Definite le indicazioni
Con il bonus servizi digitali si interviene per tentare di risollevare l’editoria.
Si tratta di uno dei settori destinatari di interventi legislativi ad hoc diretti a contenere la crisi economica causata dalla pandemia e dal conseguente lockdown.
Tra le misure introdotte su questo fronte, l’articolo 190 del decreto “Rilancio” ha previsto un credito d’imposta a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici online, iscritte al registro degli operatori di comunicazione, che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato.
Il bonus servizi digitali, valido per il 2020, è pari al 30% della spesa sostenuta nello scorso anno per l'acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, e per information technology di gestione della connettività. Allo scopo, sono stati stanziati 8 milioni di euro, che rappresentano anche il tetto di spesa.
Come utilizzare il bonus servizi digitali
Il beneficio introdotto dall’articolo 190 del Dl “Rilancio” è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.
L’articolo 190 del Dl n. 34/2020 ha introdotto l’agevolazione, ma, secondo le previsioni della norma stessa, è il Dpcm del 4 agosto 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 240 di ieri, 28 settembre, a fissare le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta e i termini per la presentazione della domanda di accesso al beneficio.
Chi può usufruire del bonus servizi digitali
Possono accedere al credito d’imposta, per gli investimenti sopradetti, le imprese editrici di quotidiani e periodici:
- con sede legale in uno Stato Ue o nello Spazio economico europeo
- che hanno residenza fiscale o una stabile organizzazione in Italia cui sia riconducibile l’attività commerciale agevolata
- con codici Ateco 58.13 (edizione di quotidiani) o 58.14 (edizione di riviste e periodici)
- iscritte al Registro degli operatori della comunicazione (Roc)
- che hanno almeno un dipendente assunto a tempo indeterminato.
La norma lascia fuori dall’agevolazione i soggetti che già usufruiscono dei contributi diretti previsti dall'articolo 2, commi 1 e 2, della legge n. 198/2016 e dal Dlgs n. 70/2017. Il credito d’imposta, inoltre, è alternativo e non cumulabile, per gli stessi costi, con altre agevolazioni statali, regionali o europee, dello stesso tipo. Fatto salvo che successive disposizioni non ne ammettano espressamente la possibilità di cumulo. Infine, l’importo riconosciuto non può superare i limiti previsti dalla normativa unionale in tema di aiuto de minimis.
Sul fronte della documentazione, il decreto stabilisce che le spese effettuate (riguardanti come già detto l’anno 2019) devono risultare da apposita attestazione. Questa, deve essere rilasciata da uno dei soggetti abilitati a porre il visto di conformità ai fini delle dichiarazioni fiscali o da un revisore legale dei conti.
Canale telematico per la presentazione della domanda
Per richiedere il beneficio, le società interessate devono inviare la domanda per via esclusivamente telematica al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, tramite la procedura riservata del portale “impresainungiorno.gov.it”, tra il 20 ottobre e il 20 novembre 2020. All’istanza va allegata la dichiarazione sostitutiva. Essa deve attestare i requisiti e le spese certificate, come previsto del decreto stesso, con visto di conformità, e le informazioni relative agli aiuti de minimis di cui sé usufruito nei due esercizi finanziari precedenti a quello in corso.
L’unica strada è l’Agenzia delle entrate: Il bonus è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 presentato attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Le richieste pervenute attraverso altri canali saranno scartate.
Il credito d’imposta potrà essere “speso” dal quinto giorno successivo alla pubblicazione (che avverrà entro il 31 dicembre 2020), sul sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, dell’elenco che riporta i soggetti ai quali è stato riconosciuto il contributo e la somma rispettivamente assegnata.
L’importo dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di concessione del credito e nei successivi fino all’esaurimento del contributo.
I beneficiari sono tenuti a comunicare tempestivamente l’eventuale perdita dei requisiti di accesso all’agevolazione.
Il decreto precisa, inoltre, che per monitorare la corretta fruizione del bonus, Agenzia delle entrate e Dipartimento per l’informazione e l’editoria, metteranno a punto le modalità telematiche di trasmissione e interscambio dei dati relativi alle agevolazioni concesse, agli importi utilizzati in compensazione e alle eventuali modifiche dell’ammontare del credito riconosciuto in seguito a provvedimenti di revoca o di rideterminazione del bonus.
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