Decreto Transizione 5.0: nuove aliquote fino al 45% per le imprese che investono in maniera sostenibile
È in arrivo nelle prossime settimane il decreto Transizione 5.0, la disposizione che stabilirà le regole per l’applicazione del nuovo piano di Transizione 5.0 e della versione aggiornata del PNRR, rivista alla luce delle modifiche approvate dalla Commissione Europea con uno stanziamento di nuove risorse dal programma RePowerEU.
Anche se i dettagli saranno ufficializzati solo al momento dell’effettiva pubblicazione del decreto Transizione 5.0, le principali caratteristiche delle misure approvate da Bruxelles sono già note. E le novità certo non mancano: il nuovo piano di incentivi è una svolta per le imprese che si impegnano in investimenti sostenibili, offrendo opportunità uniche per promuovere sia la digitalizzazione che l'efficienza energetica.
Il decreto introduce infatti un sistema di agevolazioni per il biennio 2024-2025 che mira a ridurre il consumo di energia da parte delle imprese, focalizzato su tre macro aree di intervento:
- l'acquisto di beni strumentali 4.0;
- l'acquisto di beni per autoproduzione di energia e autoconsumo da fonti rinnovabili;
- le spese per la formazione del personale nelle competenze per la transizione verde.
Le modifiche apportate rispetto al precedente testo del PNRR dimostrano un rinnovato impulso verso la sostenibilità e l'innovazione tecnologica. Con l'obiettivo di realizzare un salto qualitativo nella gestione delle risorse e nell'efficienza energetica delle aziende italiane. Merito di un focus sull'efficienza energetica e sull'autoproduzione di energia rinnovabile, per favorire una crescita economica sostenibile e una maggiore competitività a livello internazionale.
Cosa aspettarsi dal decreto di Transizione 5.0 e le aliquote annunciate da Il Sole 24 Ore
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, le nuove aliquote previste dal decreto Transizione 5.0 avranno un impatto importante nei bilanci delle imprese italiane. Ma sui dettagli c’è ancora massimo riserbo dalle alte cariche dello Stato e dell’UE.
Gli unici dettagli confermati riguardano il numero delle aliquote, che dovranno essere almeno tre, di entità crescente in base al risparmio energetico raggiunto. Risparmio che in ogni caso dovrà essere di almeno il 3% dei consumi totali o pari ad almeno il 5% dei consumi relativi al cosiddetto processo target.
Ciononostante sono trapelate alcune indiscrezioni che vanno ben oltre questo livello di informazione. Dopo le dichiarazioni del Ministro Adolfo Urso di cui abbiamo parlato in questo articolo, Il Sole 24 Ore ha pubblicato quelle che sarebbero le 9 nuove aliquote del decreto Transizione 5.0.
Queste nuove informazioni, che sono da considerare come indiscrezioni, prevedono la classificazione delle aliquote sulla base di tre classi di efficienza, a seconda dell’obiettivo raggiunto con l’investimento per cui si richiede l’agevolazione.
In particolare le nuove aliquote per il piano di Transizione 5.0 sarebbero le seguenti:
- Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: classe I aliquota del 35%, classe II aliquota del 40%, classe III aliquota del 45%.
- Per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro: classe I aliquota del 15%, classe II aliquota del 20%, classe III aliquota del 25%.
- Per investimenti da 10 a 50 milioni di euro: classe I aliquota del 5%, classe II aliquota del 10%, classe III aliquota del 15%.
Le altre novità del piano di Transizione 5.0
Osservando i dati emerge chiaramente che queste condizioni sono pensate per premiare in modo più significativo le piccole e medie imprese. Stimolando così investimenti mirati all'innovazione e alla sostenibilità in quelle che sono le imprese più diffuse nel nostro settore produttivo. Anche se è importante ricordare che il piano di Transizione 5.0 non sostituisce il precedente piano 4.0 ma si somma ad esso.
In altre parole, il reale beneficio apportato dalla nuova misura andrebbe considerato al netto delle aliquote già presenti per gli investimenti sostenibili, per i quali attualmente sono previste aliquote del 20%. Le imprese che investono in beni tecnologicamente avanzati per la digitalizzazione, ma che non raggiungono gli obiettivi di efficienza energetica previsti dal 5.0, continueranno a beneficiare degli incentivi del piano Transizione 4.0, sebbene con aliquote meno generose rispetto al nuovo piano.
In ogni caso il decreto Transizione 5.0 porterà con sé diverse novità, cambiando notevolmente le regole a cui le imprese italiane si sono abituate in questi anni di Transizione 4.0. Uno dei principali cambiamenti riguarda il processo di certificazione.
Ogni progetto di innovazione per cui sono richiesti i contributi 5.0 deve essere validato attraverso una certificazione sia ex ante che ex post, per garantire la conformità agli standard di riduzione del consumo energetico previsti. Questo processo di verifica, richiesto anche dalla Commissione Europea, assicura che gli investimenti siano realizzati in linea con gli obiettivi di efficienza energetica e innovazione tecnologica stabiliti dal piano.
Infine sono previsti investimenti significativi per le spese di formazione legate ai progetti innovativi, con un massimale di 300.000 euro per azienda. Un altro aspetto che dimostra come il decreto Transizione 5.0 apra nuove strade per le imprese italiane, incoraggiando investimenti sostenibili e innovativi.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
MASAF: è attivo il nuovo fondo per le eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano
Il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) ha pubblicato i decreti attuativi relativi alle nuove misure di sostegno per i settori della gastronomia e dell'agroalimentare italiano. Queste iniziative, finalizzate a promuovere il patrimonio enogastronomico nazionale, saranno gestite tramite il nuovo fondo per il sostegno alle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano.
Il fondo gode attualmente di una dotazione finanziaria di 76 milioni di euro ed è finalizzato a supportare l'acquisto di macchinari e attrezzature, nonché agevolare l'ingresso nel mondo del lavoro di giovani under 30. Con specifico riferimento ai settori dell'enogastronomia, della ristorazione e della pasticceria italiana.
Le misure del Fondo Ministero dell’Agricoltura per gastronomia e agroalimentare
Le prime misure attivate tramite il nuovo fondo mirano ad incentivare e supportare le eccellenze della ristorazione, della pasticceria e della gelateria italiana. Con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio agroalimentare e enogastronomico italiano. Vediamo nel dettaglio caratteristiche e condizioni delle due agevolazioni.
La misura “Macchinari e Beni Strumentali” gode di una dotazione di 56 milioni di euro ed è volta a supportare l'acquisto di macchinari professionali e altri beni strumentali nuovi.
Possono beneficiare delle agevolazioni per questa misura del MASAF le imprese che rientrano nelle seguenti categorie:
- Imprese nel settore della ristorazione (codice ATECO 56.10.11) in attività da almeno 10 anni.
- Imprese del settore della ristorazione che hanno investito in prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ e biologici per almeno il 25% degli acquisti alimentari nell'ultimo anno.
L’altra misura sovvenzionata dal fondo per le eccellenze italiane invece prende il nome di “Giovani Diplomati” e supporta l'assunzione di giovani diplomati nel settore enogastronomico e dell'ospitalità alberghiera. Le assunzioni devono riguardare ragazzi sotto i 30 anni, mediante contratti di apprendistato. Sono considerate ammissibili le spese relative alla remunerazione lorda per l'inserimento in azienda.Inizio modulo
Quanto ai beneficiari, possono presentare domanda:
- le gelaterie e pasticcerie con codice ATECO 56.10.30 o con codice ATECO 10.71.20 regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese, che risultano attive da almeno 10 anni.
- Le gelaterie e pasticcerie con codice ATECO 56.10.30 o ATECO 10.71.20 che negli ultimi 12 mesi hanno investito sui prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI e prodotti biologici per almeno il 5% dei prodotti alimentari acquistati nello medesimo periodo.
Per entrambe le misure MASAF del fondo per le eccellenze della gastronomia, il contributo è a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 30.000 euro.
Come fare domanda per i contributi del Fondo eccellenze Ministero Agricoltura
Le imprese interessate potranno presentare le loro domande per le nuove misure MASAF attraverso la piattaforma web di Invitalia. I termini per le domande si aprono il 1° marzo 2024 al 30 aprile 2024. I fondi saranno assegnati seguendo l'ordine cronologico di arrivo delle domande.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Friuli Venezia Giulia: annunciato il bando “Aiuti per gli investimenti digitali”
Per sostenere la trasformazione digitale delle imprese la Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato il bando “Aiuti per gli investimenti digitali”, con una dotazione complessiva di 13.043.942 euro. Il bando Friuli Venezia Giulia mira a incentivare progetti innovativi e tecnologici che favoriscano la trasformazione digitale nelle imprese del territorio.
Sono finanziabili i progetti che promuovono l'ottimizzazione dei processi aziendali attraverso due principali categorie di spesa:
- soluzioni tecnologiche innovative utili all’operatività di sistemi di informazione integrati: come sistemi integrati come ERP/MPR, CRM, strumenti di business intelligence e analytics, sistemi per la sicurezza dei dati, piattaforme di commercio elettronico, manifattura digitale e cloud computing.
- soluzioni e applicazioni digitali che consentono uno scambio di informazioni tra macchine e oggetti secondo il paradigma IoT.
È importante chiarire però che non sono ammissibili i progetti che prevedono solo la sostituzione di beni esistenti. Quanto al limite di spesa, il minimo va dai 12.500 euro per le microimprese ai 25.000 euro per le medie imprese. Il massimo aiuto concedibile invece è di 250.000 euro (per domanda).
Le spese ammissibili includono l'acquisto e installazione di hardware, software, servizi di cloud computing, sistemi informatici e telematici, nonché servizi di consulenza specialistica.
Beneficiari del bando Friuli Venezia Giulia
Il bando Friuli Venezia Giulia è rivolto a PMI e liberi professionisti con sede operativa nella regione Friuli Venezia Giulia. A condizione naturalmente che gli investimenti effettuati riguardino la sede sul territorio regionale.
Condizioni del contributo
Il contributo è concesso a fondo perduto e può raggiungere il 50% della spesa ammissibile (regime de minimis). Da notare che in alcuni casi l’entità del contributo è minore, in base alla dimensione dell'impresa e alla natura della spesa.
Come fare domanda per il bando Regione Friuli Venezia Giulia
Le domande possono essere presentate alla Camera di Commercio competente per territorio dalle ore 10:00 del giorno 14 marzo 2024 fino alle ore 16:00 del giorno 30 aprile 2024. La valutazione seguirà un processo a graduatoria.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Liguria: bandi per lo sviluppo e l'efficientamento energetico
Alla fine di gennaio la Regione Liguria ha lanciato tre importanti bandi che si inseriscono nell'ambito della programmazione PR FESR 2021-2027. Con l'obiettivo di stimolare lo sviluppo economico delle imprese del territorio, questi bandi Liguria supportano gli investimenti relativi a efficientamento energetico, economia circolare e sviluppo delle competenze aziendali interne. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le condizioni dei nuovi bandi aperti Regione Liguria.
Come funzionano i nuovi bandi regionali Liguria
I nuovi bandi Liguria che si attiveranno a febbraio 2024 sono:
- Bando per l'efficientamento energetico (Azione 2.1.2 - II Bando)
- Bando per l'economia circolare (Azione 2.6.1 - III Bando)
- Bando per lo sviluppo delle competenze aziendali interne (Azione 1.4.1 - II Bando)
Il bando per l'efficientamento energetico si concentra sulla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti attraverso interventi di:
- riqualificazione energetica degli immobili;
- riqualificazione energetica degli impianti produttivi;
- sostituzione impianti e macchinari.
Le imprese beneficiarie devono tagliare di almeno il 30% le attuali emissioni inquinanti degli stabilimenti coinvolti nell’azioni di riqualificazione.
I contributi previsti variano a seconda della dimensione dell'impresa. Le MPMI possono beneficiare di un mix di agevolazioni (contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato) che copre l'88% degli investimenti. Mentre le grandi imprese ottengono un prestito a condizioni vantaggiose fino all'80% dell'investimento.
Il bando per l'economia circolare invece supporta la conversione delle attività imprenditoriali verso un approccio più circolare. Rivolto alle MPMI, prevede contributi a fondo perduto fino all'80% dell'investimento, elevabili fino al 90% per imprese localizzate nell'entroterra.
Tra gli interventi finanziabili ci sono:
- Life Cycle Analysis;
- Bilancio degli impatti ambientali;
- Valutazione di circolarità;
- Servizi finalizzati alla certificazione di processo e di prodotto.
Infine, il bando per lo sviluppo delle competenze aziendali interne è dedicato alle imprese che investono nello sviluppo o nell'utilizzo di competenze per la transizione industriale, l’imprenditorialità e la specializzazione intelligente. È rivolto alle MPMI, sia in forma singola che associata, inclusi i consorzi di imprese. I contributi sono a fondo perduto e coprono fino al 90% delle spese effettuate, per un massimo di 40 mila euro.
Domande bandi Regione Liguria: quando presentarle
Quanto ai tempi di richiesta, le domande per i bandi Liguria possono essere presentate all’interno dei seguenti termini.
- Bando per l'efficientamento energetico: dal 16 al 29 febbraio 2024;
- bando per l'economia circolare di presentazione: dal 16 febbraio al 17 marzo 2024;
- bando per lo sviluppo delle competenze aziendali: dal 14 febbraio al 15 marzo 2024.
Aggiornamento: i bandi sono ufficialmente aperti: in questo articolo trovi le tempistiche per la presentazione della domanda confermate dalla Regione Liguria.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Come funziona la finanza agevolata: requisiti e procedure dei bandi per imprese
La capacità di un'impresa di adattarsi, crescere e innovare è essenziale per il suo successo e la sua longevità. E una leva cruciale in questo processo è la finanza agevolata, una forma di sostegno economico che offre alle imprese l'opportunità di perseguire i loro obiettivi con risorse finanziarie erogate da enti statali e comunitari. Ma come funziona esattamente la finanza agevolata? Perché è un alleato prezioso per le imprese e quali sono i suoi effetti sulla competitività del tessuto imprenditoriale italiano?
Vediamo insieme i meccanismi della finanza agevolata: dal quadro normativo alle tipologie di agevolazioni, fino alle procedure per accedere a contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e altri strumenti dedicati alle imprese.
Cos’è la finanza agevolata: definizione e strumenti
La finanza agevolata rappresenta un insieme di strumenti finanziari e di supporto che il legislatore, a livello comunitario, nazionale e regionale, mette a disposizione delle imprese per promuovere lo sviluppo economico e incentivare gli investimenti.
In particolare, la finanza agevolata si prefigge di:
- Favorire la competitività: attraverso il supporto finanziario, le imprese possono investire in innovazione, tecnologia e sviluppo, rafforzando la loro posizione sul mercato.
- Sostenere la crescita: le risorse fornite tramite i bandi permettono alle imprese di espandersi, sia a livello di infrastrutture che di capacità produttiva.
- Incentivare la nascita di nuove realtà imprenditoriali: gli strumenti di finanza agevolata destinati al lancio di startup e nuove iniziative forniscono agli aspiranti imprenditori il sostegno economico necessario nei momenti cruciali per la nascita dell’impresa.
Questa forma di sostegno si distingue per l'offerta di condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di mercato, mirando a facilitare l'accesso a risorse finanziarie cruciali per le imprese. Essendo nata per favorire lo sviluppo e la competitività del tessuto imprenditoriale nazionale, la finanza agevolata andrebbe considerata come parte dell’economia aziendale, in quanto concorre direttamente al reperimento di fondi da parte dell’azienda.
A prescindere dalle dimensioni, infatti, le imprese italiane possono ottenere agevolazioni per pressoché ogni tipo di investimento. E hanno la possibilità di pianificare nel tempo la richiesta di contributi attraverso bandi e misure agevolative nazionali e comunitarie.
Un meccanismo consolidato
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la finanza agevolata non è stata introdotta in tempi recenti, ma rappresenta un meccanismo consolidato nel panorama finanziario. La sua rilevanza è stata progressivamente incrementata da parte degli enti comunitari. In particolare, negli ultimi anni il principale potenziamento delle misure si deve all'introduzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il PNRR ha infatti posto le basi per una rinnovata attenzione verso la finanza agevolata, enfatizzando l'importanza di strumenti finanziari mirati e strategici nell'ambito di un più ampio piano di rilancio e resilienza post-pandemico. Prevedendo la creazione di nuovi bandi e misure pluriennali a supporto delle imprese e dell’innovazione.
Strumento:
Investimenti Sostenibili 4.0 – Invitalia
Investimento ammesso:
€ 1.620.000
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Caso reale seguito da Golden Group. Dati dell'azienda anonimizzati per riservatezza.
Azienda manifatturiera del settore plastico, provincia di Verona
Individuazione del bando, predisposizione della domanda e rendicontazione completa fino all’erogazione del contributo.
Le principali tipologie di contributi aziende
La finanza agevolata si concretizza attraverso una serie di agevolazioni, siano esse di natura fiscale, contributi a fondo perduto, o finanziamenti a condizioni particolarmente vantaggiose. Queste misure sono formulate per facilitare l'accesso a risorse economiche necessarie per la realizzazione di progetti imprenditoriali, l'innovazione tecnologica e la crescita sostenibile.
In altre parole, la finanza agevolata si avvale di diversi strumenti per raggiungere gli obiettivi prefissati dai bandi e dalle misure di supporto previste dal legislatore. Ognuno di questi ha caratteristiche specifiche, ed è importante non fare confusione tra i vari strumenti. Vediamo insieme i principali:
- Contributi a fondo perduto: questi contributi sono somme di denaro erogate direttamente alle imprese e non richiedono restituzione. Sono calcolati in percentuale sulle spese ammissibili e rappresentano un sostegno diretto per finanziare specifici progetti o investimenti.
- Finanziamenti agevolati: si tratta di prestiti offerti a condizioni migliori rispetto a quelle di mercato. Questi possono includere tassi di interesse agevolati o condizioni di rimborso più flessibili, semplificando così l'accesso al credito per le imprese.
- Interventi in conto garanzia: questi strumenti prevedono la concessione di garanzie su fondi pubblici, consentendo alle imprese di ottenere prestiti bancari a condizioni più vantaggiose, riducendo allo stesso tempo il rischio per gli istituti di credito.
- Contributo in conto esercizio: è un’agevolazione concessa per contribuire alle esigenze di gestione dell’azienda, e può essere corrisposta in denaro o in altre forme.
- Contributo in conto interessi: è un contributo legato alla sottoscrizione di un finanziamento da parte dell’azienda, viene concesso a fondo perduto ed è calcolato a partire dagli interessi applicati al finanziamento. Serve infatti a coprire una parte o la totalità degli interessi, per alleggerire il peso economico del finanziamento all'impresa.
- Crediti d’imposta e incentivi fiscali: sono strumenti che permettono alle imprese di ridurre l'ammontare delle imposte dovute, attraverso la compensazione di debiti fiscali. Favoriscono investimenti in specifici settori, come ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica o risparmio energetico.
- Voucher: sono contributi a fondo perduto che prevedono il rilascio di un buono per sovvenzionare determinate attività d’impresa, come la formazione, l'acquisto di servizi o l'innovazione tecnologica.
- Garanzia pubblica: è lo strumento che facilita l'accesso al credito per le imprese che non dispongono di sufficienti garanzie proprie, offrendo una fideiussione diretta o una co-garanzia da parte dello Stato Italiano o dell’Unione Europea.
Chi eroga i finanziamenti agevolati e gli altri contributi per le imprese
La finanza agevolata è sostenuta da un quadro normativo articolato, che si estende su diversi livelli amministrativi, dall'Unione Europea al livello nazionale e regionale, fino a scendere a quello locale. Ogni livello contribuisce con specifici programmi e strumenti, delineando un sistema complesso ma estremamente vantaggioso per le imprese che riescono ad orientarsi tra i vari bandi e cogliere le opportunità che la finanza agevolata offre loro.
Per capire meglio come funziona la finanza agevolata, vediamo le principali caratteristiche dei programmi di agevolazione e finanziamento pubblico, ai vari livelli.
- Livello Comunitario: L'Unione Europea gioca un ruolo cruciale, predisponendo strumenti e programmi di finanza agevolata accessibili alle imprese degli Stati membri, al fine di promuovere la crescita delle aree meno sviluppate e rafforzare la coesione economica e sociale. Questi strumenti sono spesso integrati e recepiti dalla normativa nazionale e regionale, garantendo una sinergia efficace tra le varie amministrazioni. Fondi come il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo Sociale Europeo (FSE) sono esempi emblematici del supporto fornito dall’UE.
- Livello Nazionale: Il Governo Italiano, attraverso leggi, decreti e regolamenti, promuove e sostiene l'attività imprenditoriale, sia per le aziende in fase di costituzione che per quelle già consolidate. Questi interventi sono mirati a favorire la crescita economica e il sostegno finanziario delle imprese, coprendo diversi settori e aspetti dell'attività economica. Durante situazioni di emergenza, come le pandemie e le catastrofi naturali, vengono attuati diversi decreti emergenziali per mitigare le conseguenze economiche e fornire un sostegno immediato alle imprese colpite.
- Livello Regionale: Le Regioni, attraverso leggi regionali e politiche di intervento, si focalizzano sul supporto alle piccole e medie imprese, un pilastro fondamentale dell'economia locale. Gli interventi sono spesso caratterizzati da una forte connotazione territoriale, mirando a valorizzare specificità e potenzialità locali. I bandi regionali possono includere incentivi finanziari, supporto tecnico e programmi di formazione finalizzati alla crescita economica o all’aumento della competitività.
- Livello Locale: le Camere di Commercio offrono un ulteriore supporto alle imprese considerate strategiche per l'economia provinciale. A questo livello bandi e misure di sostegno sono generalmente orientati a sostenere l'innovazione, il miglioramento delle infrastrutture e l'espansione delle attività commerciali.
Alla luce di quanto spiegato nelle righe precedenti, è chiaro che comprendere il panorama normativo della finanza agevolata e orientarsi tra le varie opportunità richiede competenza. Spesso la guida di un consulente di finanza agevolata esperto, capace di individuare le opportunità più vantaggiose per ogni impresa, è l’unica garanzia di successo per le realtà che si trovano a gestire il processo di candidatura e ottenimento delle agevolazioni.
Più semplice invece l’accesso alle informazioni e news di settore. I siti istituzionali degli enti comunitari e nazionali pubblicano tempestivamente aggiornamenti sulle misure attivate e gestite. Per avere un quadro completo delle principali notizie di finanza agevolata attingendo da un’unica fonte, invece, una delle soluzioni più pratiche è il nostro blog: sul nostro sito trovi notizie aggiornate e informazioni attendibili. Grazie al lavoro di un team di esperti del settore, siamo in grado di garantire la certezza di informazioni, un aspetto fondamentale quando si parla di contributi e finanziamenti per imprese.
Come ottenere i contributi per imprese: requisiti e procedure
Abbiamo visto come funziona la finanza agevolata, ma come accedere ai bandi? Per ottenere finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e altre misure di supporto alle imprese è necessario anzitutto individuare il bando di interesse e approfondirne con massima attenzione requisiti e procedure.
I 5 passi per presentare la domanda di contributo
- Il primo passo è quindi identificare le opportunità di finanza agevolata più adatte alle esigenze e agli obiettivi dell’impresa, per focalizzarsi solo su alcuni dei bandi aperti o in apertura. Ciò può richiedere una ricerca approfondita sui vari programmi a livello locale, regionale, nazionale e europeo.
- Poiché ogni programma ha specifici requisiti di ammissibilità, è fondamentale leggere attentamente i bandi e le linee guida per assicurarsi di soddisfare tutti i criteri richiesti. Generalmente questi interessano dimensioni dell'impresa, settore di attività, tipologia di spesa/investimento e codice ATECO.
- Una volta individuato il bando e accertata la presenza dei requisiti, si passa a uno degli step più delicati per l’accesso ai finanziamenti agevolati: la preparazione di una documentazione completa e accurata. Ciò include il business plan, i bilanci, i progetti di investimento e qualsiasi altro documento richiesto dal bando. Per massimizzare le possibilità di successo è fondamentale presentare una documentazione chiara, dettagliata e ben organizzata.
- Il passo successivo è la presentazione della domanda, che deve sempre essere trasmessa secondo le modalità specificate nel bando. Molti programmi richiedono la presentazione online, ma ci sono anche bandi che prevedono un processo più complesso fatto di presentazioni e colloqui in sede.
- Dopo aver inviato la domanda, è importante monitorare lo stato della richiesta ed essere pronti a fornire ulteriori informazioni o documentazione, se richiesto. La tempestività è fondamentale in questo senso e mantenere una comunicazione aperta e collaborativa con gli enti erogatori può fare la differenza nel processo di valutazione, e di conseguenza nell’accesso ai contributi per aziende.
Come si accede ai bandi finanziamenti agevolati per imprese
Come già accennato, rispondere ai requisiti richiesti dal bando non basta per ottenere il finanziamento agevolato o il contributo a fondo perduto desiderato. L’impresa che presenta domanda deve anche seguire correttamente l’iter per la presentazione della richiesta. Procedimento che avviene in maniera diversa a seconda del bando: esistono infatti diverse modalità di accesso ai contributi di finanza agevolata. Vediamo le principali.
- Accesso a Sportello: questa procedura prevede un'istruttoria delle domande basata sull'ordine cronologico di presentazione. Richiede rapidità da parte delle imprese per assicurarsi che le domande siano presentate tempestivamente, poiché la maggior parte dei programmi che la adottano concedono i contributi fino a esaurimento delle risorse.
- Accesso Automatico: in questo caso, non sono previste particolari istruttorie di carattere tecnico, economico o finanziario. L’accesso automatico è spesso utilizzato per le agevolazioni fiscali e può essere associato ad una ripartizione delle risorse in base a criteri predefiniti.
- Accesso a Graduatoria: i progetti che adottano questa procedura di accesso vengono valutati e selezionati tramite una valutazione comparativa. Questa procedura è tipica dei programmi che intendono supportare i progetti di particolare rilevanza strategica.
Anche se le modalità di accesso cambiano a seconda del bando, la complessità legata al reperimento dei documenti invece no. Tutti i bandi per imprese prevedono la presentazione di progetti, business plan dettagliati e molti altri documenti da reperire e produrre in tempi relativamente brevi. Per rispondere a questa esigenza è importante predisporre con anticipo la richiesta del contributo e attivarsi tempestivamente per la presentazione dei documenti.
L’ideale in questo senso è avere all’interno dell’azienda una o più persone preparate sul tema della finanza agevolata e in grado di gestire la pratica in totale autonomia. Sono poche però le aziende che possono annoverare nel proprio organico risorse di questo genere, nella maggior parte dei casi le imprese si rivolgono a società di consulenza finanza agevolata.
A chi si rivolge la finanza agevolata: settori e imprese destinatari
La finanza agevolata è progettata per sostenere una vasta gamma di imprese, con particolare riferimento ai settori maggiormente colpiti da situazioni di crisi o in cui si rileva un minore sviluppo a livello tecnologico e innovativo. Dal punto di vista geografico, invece, il focus è sulle regioni con tassi di sviluppo sotto la media, o in cui si riscontrano criticità in fatto di occupazione e autoimprenditorialità. Non mancano comunque progetti destinati ai settori e alle aree strategiche per l’economia nazionale e comunitaria.
Le imprese beneficiarie: PMI, Startup e non solo
Entrando nello specifico, le PMI rappresentano una parte significativa dei beneficiari della finanza agevolata. Molte misure sono specificatamente orientate a supportare queste imprese nella loro crescita, nei processi di innovazione ed espansione internazionale.
Anche le start-up sono spesso oggetto di finanziamenti e bandi per imprese (come per esempio l’iniziativa Smart&Start), specialmente quelle con un forte focus sull'innovazione tecnologica. Possono generalmente accedere a una serie di incentivi e supporti progettati per accelerare il loro sviluppo e consolidamento nel mercato.
In situazioni di crisi economica, sono disponibili misure di finanza agevolata per sostenere le imprese nella gestione delle difficoltà finanziarie e nella ripresa delle attività. Alcuni programmi invece sono destinati a specifiche tipologie di investimento, ad esempio quelle finalizzate al risparmio energetico, allo sviluppo dell'agricoltura sostenibile, alla ricerca, eccetera. In ogni caso, si tratta di programmi progettati per offrire un supporto mirato, con contributi ad hoc studiati in base alle caratteristiche e alle esigenze del settore.
Esempi di grandi piani nazionali: dal PNRR alla Transizione 4.0
Esempi emblematici di programmi che hanno offerto un sostegno significativo alle imprese sono:
- PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): uno degli interventi più ampi e significativi nell'ambito della finanza agevolata, con un'enfasi particolare sulla digitalizzazione, l'innovazione, la competitività e la transizione ecologica. Ne è un esempio la misura di cui parliamo in questo articolo.
- Fondi Strutturali Europei come il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e il FSE (Fondo Sociale Europeo), sono strumenti chiave della politica di coesione dell'UE, volti a ridurre le disparità regionali e a sostenere la crescita economica e sociale.
- Piano Transizione 4.0: si concentra sulla digitalizzazione e l'innovazione delle imprese, fornendo incentivi per investimenti in beni strumentali, ricerca e sviluppo, e formazione. Le imprese possono beneficiare di crediti d'imposta per l'acquisto di nuove tecnologie e l'avanzamento verso l'industria 4.0.
Casi studio di finanza agevolata: quando i bandi portano risultati concreti
Fino ad ora abbiamo parlato di finanza agevolata e bandi per imprese da un punto di vista teorico, approfondendo le varie tipologie di contributo, le finalità, i destinatari e le procedure per l’accesso ai finanziamenti agevolati per imprese. Ma vale la pena guardare anche agli aspetti pratici: cosa succede quando un’impresa opera nel modo migliore per ottenere i contributi desiderati?
La risposta è che, se effettivamente in possesso di tutti i requisiti, le imprese riescono con una certa frequenza ad ottenere i contributi richiesti. A condizione naturalmente di inviare le domande corredate di tutta la documentazione necessaria e in tempi utili. Sebbene il rischio di vedersi rifiutare la richiesta per esaurimento dei fondi sia sempre presente, ci sono molti casi di successo.
Vediamo ad esempio come due aziende, che hanno scelto la consulenza su finanza agevolata di Golden Group, sono riuscite ad ottenere i contributi desiderati.
Nel 2022 un’azienda attiva nella lavorazione lamiere e produzione di carpenteria industriale con sede in Campania ha richiesto la nostra assistenza per l’acquisto di un macchinario evoluto, che rispondesse ai requisiti dell’industria 4.0. Grazie alla combinazione di credito di imposta per Beni Strumentali 4.0 (299.000€) e Credito d’Imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno (212.349€), l’impresa ha risparmiato complessivamente l’85% sul costo complessivo del macchinario.
Più recente il caso di un’attività che si occupa di produzione e commercializzazione di materiali da costruzione che nel 2023 ha scelto la nostra consulenza aziendale finanza agevolata per gestire gli investimenti in ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Grazie alla professionalità messa in campo dai nostri consulenti, l’impresa ha ottenuto le agevolazioni contemplate dagli accordi per l'innovazione, una misura di sostegno alle imprese dedicata alle realtà che investono in ricerca e sviluppo per realizzare nuovi prodotti, processi e servizi, o per migliorare quelli già esistenti. In questo modo l’azienda ha ottenuto, a fronte di un costo complessivo ammissibile di 13.555.214,28 euro, contributi a fondo perduto per 7.341.758,22 euro e un finanziamento a tasso agevolato pari a 2.401.052,50 euro.
Vuoi il massimo per la tua azienda? Contattaci subito per una consulenza personalizzata: i nostri esperti di finanza agevolata troveranno tutti i bandi adatti al tuo business e ti aiuteranno in ogni fase dell’iter di richiesta, dall’analisi dei requisiti alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio della pratica.
Domande Frequenti (FAQ) sulla Finanza Agevolata
Qual è la differenza tra un "bando", una "misura" e un "contributo"?
Per capire le differenze va compreso il rapporto gerarchico che esiste tra questi elementi. La "misura" è la legge o il programma generale che stanzia i fondi (es. Piano Transizione 5.0). Il "bando" è l'avviso pubblico specifico che apre la possibilità di fare domanda, definendo regole, scadenze e fondi disponibili. Il "contributo" è il beneficio economico effettivo che la tua azienda riceve se la domanda viene approvata (es. 50.000 € a fondo perduto).
Cosa significa esattamente "contributo a fondo perduto"? Devo pagare le tasse su queste somme?
"A fondo perduto" significa che si tratta di una somma di denaro che non devi restituire. È un “regalo” che le istituzioni fanno alla tua impresa per aiutarla a realizzare un investimento. Per quanto riguarda la tassazione, la regola generale è che i contributi in "conto capitale" (per l'acquisto di beni strumentali) non costituiscono ricavo e quindi non sono tassabili, mentre quelli in "conto esercizio" (per le spese di gestione) di solito lo sono. La materia è complessa e va sempre verificata con il proprio commercialista.
Che differenza c'è tra un finanziamento agevolato e un normale prestito bancario?
La differenza sta tutta nelle condizioni. Un finanziamento agevolato è un prestito che ottieni a condizioni molto più vantaggiose rispetto a quelle di mercato: il tasso di interesse è drasticamente più basso (a volte è pari a zero) e spesso sono previsti lunghi periodi di preammortamento in cui paghi solo la quota interessi. Un normale prestito bancario, invece, applica i tassi di mercato correnti.
Ho sentito parlare di regime "de minimis": cos'è e come mi riguarda?
Il "de minimis" è una regola europea che semplifica l'erogazione di piccoli aiuti di Stato. Stabilisce un tetto massimo di contributi che un'impresa può ricevere in un determinato periodo (attualmente 200.000 € nell'arco di tre esercizi finanziari). Non devi preoccuparti di calcolarlo: è un aspetto tecnico che un buon consulente verifica per garantire che la tua azienda sia sempre in regola e possa ricevere l'agevolazione.
Tutti i fondi di finanza agevolata provengono dal PNRR?
No. Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è attualmente una fonte importantissima di fondi, ma la finanza agevolata esiste da molto prima e continuerà dopo. Le opportunità provengono da molteplici canali: fondi strutturali europei, leggi di bilancio nazionali e bandi specifici emanati dalle singole Regioni e Camere di Commercio.
Cosa si intende per "spese ammissibili"? Posso includere l'IVA?
Le "spese ammissibili" sono tutti i costi che il bando riconosce come validi per il calcolo del contributo. Ad esempio, per un bando sull'innovazione, la spesa ammissibile potrebbe essere il costo del macchinario e del software, ma non le opere murarie. L'IVA è quasi sempre esclusa dalle spese ammissibili e rimane un costo a carico dell'azienda.
La mia è una micro-impresa artigiana. Posso accedere alla finanza agevolata?
Assolutamente sì. Anzi, la stragrande maggioranza dei bandi e delle misure, specialmente a livello regionale, è pensata proprio per le Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI), categoria in cui rientrano a pieno titolo anche le imprese artigiane. Esistono moltissime opportunità dedicate a voi.
Posso richiedere un'agevolazione per un investimento che ho già pagato e concluso?
Generalmente no. Una regola fondamentale della finanza agevolata è il cosiddetto "effetto di incentivazione": i contributi servono a stimolare nuovi investimenti, non a rimborsare decisioni già prese. La domanda di agevolazione deve essere presentata prima di avviare l'investimento (ovvero prima di firmare contratti o pagare acconti).
La mia azienda è una startup costituita da pochi mesi, senza uno storico di bilanci. Ci sono bandi per me?
Sì. Esistono numerosi bandi specifici per le startup e le nuove imprese (come "Smart&Start Italia" o "Nuove Imprese a Tasso Zero"). In questi casi, la valutazione non si basa sullo storico dei bilanci, ma sulla qualità del business plan, sull'innovatività dell'idea e sulle competenze del team imprenditoriale.
Posso partecipare a un bando regionale se la mia sede legale è in un'altra regione?
Di solito, il requisito fondamentale non è la sede legale, ma la presenza di una sede operativa nella regione che emana il bando. L'investimento deve infatti generare una ricaduta positiva su quel territorio specifico. Le regole precise, però, sono sempre specificate nel singolo bando.
Devo anticipare io i soldi dell'investimento o i fondi arrivano prima?
Nella quasi totalità dei casi, sì, devi anticipare tu le spese. La finanza agevolata funziona con un meccanismo di rimborso: prima realizzi l'investimento pagando i fornitori, poi presenti la documentazione di spesa ("rendicontazione") e solo a quel punto l'ente erogatore ti liquida il contributo.
Quali sono i documenti che devo preparare per partecipare a un bando?
Anche se ogni bando ha le sue specificità, alcuni documenti sono quasi sempre richiesti:
- Visura camerale
- Business Plano un piano dettagliato del progetto.
- Preventivi di spesada parte dei fornitori.
- Bilanci degli ultimi esercizi(se l'azienda non è una startup).
- DURC(Documento Unico di Regolarità Contributiva).
In media, quanto tempo passa dalla presentazione della domanda all'erogazione del contributo?
Le tempistiche variano enormemente in base all'ente e alla complessità del bando. Si può andare da pochi mesi per procedure semplici e automatizzate (come alcuni crediti d'imposta) a oltre un anno per bandi complessi che prevedono valutazioni di merito e graduatorie.
Cosa significa che un bando funziona "a sportello"? Devo essere più veloce degli altri?
Esattamente. Un bando "a sportello" (o "valutativo con procedimento a sportello") prevede che le domande vengano esaminate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento dei fondi. In questi casi, la tempestività è tutto. Arrivare preparati al giorno di apertura del bando ("click day") è fondamentale.
Cosa significa "rendicontare le spese" e come si fa?
"Rendicontare" significa dimostrare ufficialmente di aver sostenuto le spese per cui hai chiesto il contributo. Si fa presentando all'ente erogatore tutta la documentazione contabile che lo prova: fatture quietanzate (cioè pagate), estratti conto bancari che mostrino l'uscita finanziaria, buste paga, ecc.
È possibile cumulare più agevolazioni per lo stesso investimento?
Sì, spesso è possibile, ma esistono regole molto rigide per evitare che il totale degli aiuti superi una certa percentuale dell'investimento. Il cumulo delle agevolazioni è un'area molto tecnica e strategica, dove la conoscenza di un consulente esperto permette di massimizzare i benefici senza incorrere in sanzioni.
Che differenza c'è tra un contributo in "conto esercizio" e uno in "conto capitale"?
La differenza sta nell'oggetto del contributo. Un contributo in "conto capitale" (o "conto impianti") è legato all'acquisto di beni pluriennali, ovvero asset che restano in azienda (es. un macchinario, un impianto). Un contributo in "conto esercizio" è legato a costi di gestione corrente (es. spese per il personale, consulenze, fiere).
Cosa succede se non riesco a completare l'investimento dopo aver ricevuto l'agevolazione?
Questo è un rischio da non sottovalutare. Se non si rispettano i termini del progetto approvato, l'ente può decidere di revocare il contributo, in parte o totalmente. Questo significa che potresti dover restituire le somme già ricevute, maggiorate degli interessi. Per questo è cruciale presentare progetti realistici e ben pianificati.
Una volta ottenuto un contributo, ho degli obblighi da rispettare negli anni successivi?
Sì. Molto spesso i bandi prevedono dei vincoli post-erogazione. L'obbligo più comune è quello di non vendere o dismettere il bene agevolato (es. il macchinario) per un periodo che va solitamente dai 3 ai 5 anni. Altri vincoli possono riguardare il mantenimento dei livelli occupazionali o della sede operativa.
Perché dovrei affidarmi a un consulente se posso cercare i bandi online da solo?
Perché un consulente esperto non si limita a "trovare i bandi". Un consulente:
- Risparmia il tuo tempo
- Elabora una strategia, individuando le agevolazioni più adatte ai tuoi piani di sviluppo.
- Prepara una domanda impeccabile, massimizzando le probabilità di successo.
- Evita errori formaliche potrebbero causare l'esclusione della domanda.
- Gestisce tutta la burocrazia, dalla presentazione alla rendicontazione finale.
Cosa succede se la mia domanda viene respinta? Il lavoro del consulente finisce lì?
Un partner affidabile non ti abbandona. In caso di esito negativo, un buon consulente analizza le motivazioni del rigetto, ti fornisce un feedback chiaro e, se ci sono i margini, ti assiste in un'eventuale richiesta di riesame. Soprattutto, sfrutta l'esperienza per ri-orientare la strategia e preparare al meglio la prossima opportunità.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





