Emilia-Romagna, Toscana e Marche: aiuti per i territori colpiti da eventi alluvionali
Il 30 novembre 2023 è stato sottoscritto un Accordo di programma tra il Ministero delle imprese e del made in Italy, le Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Invitalia. Questo accordo mira alla concessione di un contributo per il rilancio dell'attività imprenditoriale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e il sostegno dei programmi di investimento nei territori colpiti dagli eventi alluvionali iniziati il 1° maggio 2023.
Condizioni del contributo alluvione per le imprese di Emilia Romagna, Toscana e Marche
La circolare direttoriale del 13 febbraio 2024 ha introdotto l'Avviso pubblico per la selezione di iniziative imprenditoriali nei territori di cui sopra, grazie al regime di aiuto previsto dalla legge n. 181/1989.
L'obiettivo è promuovere la realizzazione di iniziative che contribuiscano al rafforzamento del tessuto produttivo locale e all'attrazione di nuovi investimenti. Un requisito fondamentale per le iniziative imprenditoriali è la previsione di programmi di investimento con spese ammissibili di importo non inferiore a 1.000.000,00 euro. Il totale delle risorse finanziarie disponibili ammonta a 50.000.000,00 euro.
Come richiedere i contributi alluvione per Emilia Romagna, Toscana e Marche
Le imprese possono presentare domanda di accesso al contributo alluvione Emilia Romagna, Toscana e Marche tramite Invitalia. Le domande possono essere inoltrate dalle ore 12:00 del 26 marzo 2024 fino alle ore 12:00 del 28 maggio 2024.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
CCIAA Firenze: apre il nuovo bando per la Transizione Energetica
La Camera di Commercio di Firenze ha annunciato l'apertura del nuovo bando Transizione Energetica per il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) della città metropolitana. L’obiettivo è supportarle nella transizione verso un'economia più verde e sostenibile.
Con una dotazione finanziaria di 200.000 euro, questo bando si rivolge alle imprese di tutti i settori, a condizione che si impegnino a migliorare la propria efficienza energetica e a investire in Fonti di Energia Rinnovabile (FER), nonché a partecipare a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Le condizioni del bando Transizione Energetica della CCIAA Firenze
L'obiettivo del bando Transizione Energetica è incentivare le imprese a intraprendere percorsi concreti per ridurre l'impatto ambientale delle loro attività attraverso l'introduzione di tecnologie e pratiche più sostenibili. Per questa ragione tra le spese ammissibili, si annoverano:
- servizi di consulenza e formazione, come audit energetici, analisi dettagliate delle forniture di energia;
- spese legate all’implementazione di sistemi avanzati di gestione dell'energia.
Il bando prevede un contributo a fondo perduto che copre il 70% delle spese ammissibili, con un contributo massimo erogabile di 6.000 euro per impresa. L'investimento minimo richiesto per accedere al bando è di 2.000 euro (IVA esclusa).
Quando fare domanda per il bando CCIAA Firenze
Le imprese interessate al bando Transizione Energetica possono presentare la propria domanda a partire dalle ore 10:00 del 12 marzo 2024 fino alle ore 17:00 dell'11 aprile 2024.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
CCIAA Cosenza: 7 nuovi bandi per imprese nel 2024
La Camera di Commercio di Cosenza dà un nuovo impulso all’economia locale con il lancio di sette bandi per l’anno 2024, mirati a sostenere imprese e reti di imprese del territorio. Questa iniziativa si colloca all’interno di una strategia più ampia dell’ente camerale, volta a promuovere lo sviluppo economico, sociale e culturale attraverso il finanziamento di progetti imprenditoriali che possano apportare benefici tangibili alla comunità locale. Ma quali sono gli obiettivi strategici della CCIAA Cosenza? Vediamo i dettagli dei bandi
Caratteristiche dei nuovi bandi per imprese della CCIAA di Cosenza
Gli ambiti di intervento dei bandi sono vari e spaziano dall'adozione di sistemi di certificazione alla promozione della competitività delle imprese turistiche, dal sostegno all'efficienza energetica e all'economia circolare fino alla digitalizzazione e alla creazione di nuove realtà imprenditoriali.
In particolare, le misure di prossima attivazione sono:
- Bando per adozione sistemi di certificazione (contributo massimo di 5.000 euro);
- Bando competitività imprese turistiche (contributo massimo di 5.000 euro);
- Bando risparmio energetico, sostenibilità ed economia circolare (contributo massimo di 10.000 euro);
- Bando Voucher digitali 4.0 (contributo massimo di 10.000 euro);
- Bando adozione di attestazioni SOA (contributo massimo di 5.000 euro);
- Bando sviluppo strategie digitali (contributo fino a 5.000 euro);
- Bando creazione nuove imprese (contributo fino a 10.000 euro).
Per molti dei bandi è previsto un contributo maggiorato del 10% in caso di impresa femminile o di imprenditore/socio diversamente abile. È prevista anche una premialità di 250 euro per le imprese che sono in possesso del rating di legalità.
Come richiedere i nuovi bandi per imprese della Camera di Commercio di Cosenza
Le domande di partecipazione ai bandi potranno essere presentate a partire dal 19 febbraio fino al termine ultimo del 31 ottobre 2024. Maggiori informazioni saranno fornite dall’ente camerale nelle prossime settimane.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
CCIAA Romagna: nuovi contributi per la partecipazione a fiere nel 2024
La Camera di Commercio della Romagna annuncia il lancio del "Bando per la concessione di contributi per la partecipazione a eventi fieristici 2024". Questa iniziativa si rivolge alle aziende che mirano a espandere la propria rete commerciale e a presentare i propri prodotti e servizi su palcoscenici nazionali e internazionali.
Beneficiari del bando per contributi fiere in Italia e all’estero
Chi sono i destinatari della misura? Il contributi per la partecipazione a fiere si rivolge alle microimprese, piccole e medie imprese delle province di Forlì-Cesena e Rimini. L’iniziativa si inserisce in un contesto di sostegno concreto alle attività imprenditoriali della regione, mirando a stimolare la crescita economica e la visibilità delle imprese nel panorama fieristico globale.
Caratteristiche dei contributi per la partecipazione a fiere
Con l'obiettivo di facilitare la partecipazione a fiere sia in Italia che all'estero, il bando prevede la concessione fino al 50% delle spese ammissibili (al netto di IVA). Con un importo massimo concedibile pari a:
- 2000 euro per partecipazioni in presenza a fiere in Italia, Repubblica di San Marino e Unione Europea;
- 4000 euro per partecipazioni in presenza a fiere extra Unione Europea.
Inoltre, viene riconosciuto un contributo di massimo 2.000 euro per la partecipazione a fiere virtuali.
Come richiedere i contributi per gli eventi fieristici
Le aziende interessate ai contributi per fiere in Italia e all’estero possono procedere alla presentazione delle domande dalle ore 10:00 del 05 febbraio 2024 alle ore 16:00 del 29 marzo 2024. La procedura di candidatura è esclusivamente in modalità telematica.
Aggiornamento: la Camera di commercio della Romagna ha chiuso anticipatamente lo sportello telematico per l’invio delle domande perché è stato raggiunto e superato lo stanziamento previsto, pari a euro 200.000,00.
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Martina Moretti
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Decreto Transizione 5.0: nuove aliquote fino al 45% per le imprese che investono in maniera sostenibile
È in arrivo nelle prossime settimane il decreto Transizione 5.0, la disposizione che stabilirà le regole per l’applicazione del nuovo piano di Transizione 5.0 e della versione aggiornata del PNRR, rivista alla luce delle modifiche approvate dalla Commissione Europea con uno stanziamento di nuove risorse dal programma RePowerEU.
Anche se i dettagli saranno ufficializzati solo al momento dell’effettiva pubblicazione del decreto Transizione 5.0, le principali caratteristiche delle misure approvate da Bruxelles sono già note. E le novità certo non mancano: il nuovo piano di incentivi è una svolta per le imprese che si impegnano in investimenti sostenibili, offrendo opportunità uniche per promuovere sia la digitalizzazione che l'efficienza energetica.
Il decreto introduce infatti un sistema di agevolazioni per il biennio 2024-2025 che mira a ridurre il consumo di energia da parte delle imprese, focalizzato su tre macro aree di intervento:
- l'acquisto di beni strumentali 4.0;
- l'acquisto di beni per autoproduzione di energia e autoconsumo da fonti rinnovabili;
- le spese per la formazione del personale nelle competenze per la transizione verde.
Le modifiche apportate rispetto al precedente testo del PNRR dimostrano un rinnovato impulso verso la sostenibilità e l'innovazione tecnologica. Con l'obiettivo di realizzare un salto qualitativo nella gestione delle risorse e nell'efficienza energetica delle aziende italiane. Merito di un focus sull'efficienza energetica e sull'autoproduzione di energia rinnovabile, per favorire una crescita economica sostenibile e una maggiore competitività a livello internazionale.
Cosa aspettarsi dal decreto di Transizione 5.0 e le aliquote annunciate da Il Sole 24 Ore
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, le nuove aliquote previste dal decreto Transizione 5.0 avranno un impatto importante nei bilanci delle imprese italiane. Ma sui dettagli c’è ancora massimo riserbo dalle alte cariche dello Stato e dell’UE.
Gli unici dettagli confermati riguardano il numero delle aliquote, che dovranno essere almeno tre, di entità crescente in base al risparmio energetico raggiunto. Risparmio che in ogni caso dovrà essere di almeno il 3% dei consumi totali o pari ad almeno il 5% dei consumi relativi al cosiddetto processo target.
Ciononostante sono trapelate alcune indiscrezioni che vanno ben oltre questo livello di informazione. Dopo le dichiarazioni del Ministro Adolfo Urso di cui abbiamo parlato in questo articolo, Il Sole 24 Ore ha pubblicato quelle che sarebbero le 9 nuove aliquote del decreto Transizione 5.0.
Queste nuove informazioni, che sono da considerare come indiscrezioni, prevedono la classificazione delle aliquote sulla base di tre classi di efficienza, a seconda dell’obiettivo raggiunto con l’investimento per cui si richiede l’agevolazione.
In particolare le nuove aliquote per il piano di Transizione 5.0 sarebbero le seguenti:
- Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: classe I aliquota del 35%, classe II aliquota del 40%, classe III aliquota del 45%.
- Per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro: classe I aliquota del 15%, classe II aliquota del 20%, classe III aliquota del 25%.
- Per investimenti da 10 a 50 milioni di euro: classe I aliquota del 5%, classe II aliquota del 10%, classe III aliquota del 15%.
Le altre novità del piano di Transizione 5.0
Osservando i dati emerge chiaramente che queste condizioni sono pensate per premiare in modo più significativo le piccole e medie imprese. Stimolando così investimenti mirati all'innovazione e alla sostenibilità in quelle che sono le imprese più diffuse nel nostro settore produttivo. Anche se è importante ricordare che il piano di Transizione 5.0 non sostituisce il precedente piano 4.0 ma si somma ad esso.
In altre parole, il reale beneficio apportato dalla nuova misura andrebbe considerato al netto delle aliquote già presenti per gli investimenti sostenibili, per i quali attualmente sono previste aliquote del 20%. Le imprese che investono in beni tecnologicamente avanzati per la digitalizzazione, ma che non raggiungono gli obiettivi di efficienza energetica previsti dal 5.0, continueranno a beneficiare degli incentivi del piano Transizione 4.0, sebbene con aliquote meno generose rispetto al nuovo piano.
In ogni caso il decreto Transizione 5.0 porterà con sé diverse novità, cambiando notevolmente le regole a cui le imprese italiane si sono abituate in questi anni di Transizione 4.0. Uno dei principali cambiamenti riguarda il processo di certificazione.
Ogni progetto di innovazione per cui sono richiesti i contributi 5.0 deve essere validato attraverso una certificazione sia ex ante che ex post, per garantire la conformità agli standard di riduzione del consumo energetico previsti. Questo processo di verifica, richiesto anche dalla Commissione Europea, assicura che gli investimenti siano realizzati in linea con gli obiettivi di efficienza energetica e innovazione tecnologica stabiliti dal piano.
Infine sono previsti investimenti significativi per le spese di formazione legate ai progetti innovativi, con un massimale di 300.000 euro per azienda. Un altro aspetto che dimostra come il decreto Transizione 5.0 apra nuove strade per le imprese italiane, incoraggiando investimenti sostenibili e innovativi.
Vuoi saperne di più sul piano Transizione 5.0 e iniziare a programmare gli investimenti per la tua azienda? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.

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