Credito d'imposta energia e gas: le novità sull’utilizzo

La scadenza per l’utilizzo del credito d'imposta energia e gas viene ufficialmente anticipata al 16 novembre. La modifica è effetto del Decreto Proroghe 2023, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 27 settembre, che introduce alcune disposizioni urgenti in materia di proroghe e differimenti in termini normativi e per quanto attiene ai versamenti fiscali.

Come utilizzare il credito di imposta energia

A dispetto di quanto previsto in precedenza, quindi, le imprese che hanno un credito imposta energia possono fruirne fino al 16 novembre. Il credito può essere utilizzato tramite compensazione su modello F24 o ceduto ad altri soggetti

L’anticipo dei termini per l’uso del credito di imposta energia riguarda le imprese energivore, gasivore, e non. A condizione che possano contare su un credito maturato per le spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica e gas, in relazione al primo e secondo trimestre 2023.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Emilia-Romagna: da ottobre si apre il bando Digital Export

Unioncamere Emilia-Romagna e l’Amministrazione Regionale supportano le imprese del territorio con il nuovo bando Digital Export. Grazie ad una dotazione finanziaria di 1.441.880,22 euro, le realtà che intendono espandersi verso nuovi mercati internazionali possono contare su un contributo fino al 50% delle spese ammissibili.

Caratteristiche del contributo

Con il bando Digital Export 2023 sono supportati i percorsi di internazionalizzazione e di promo-commercializzazione portati avanti dalle imprese e dal sistema regionale nel suo complesso. In questo modo l’ente camerale e quello regionale intendono contribuire all’aumento delle imprese esportatrici, oltre a fornire un aiuto concreto nell’accesso ai servizi che offrono gli strumenti digitali.

Ogni impresa può presentare un solo progetto, che deve necessariamente essere articolato in almeno due ambiti di attività.

Il contributo è corrisposto nella misura minima di 5.000 euro con un massimo di 10.000 euro. L’agevolazione non può in ogni caso superare il 50% delle spese ammissibili. I contributi sono concessi in “Regime de minimis”, in accordo con quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 1407/2013.

Chi può partecipare al bando Digital Export 2023

Possono richiedere il contributo erogato dal bando Digital Export le micro, piccole e medie imprese del settore manifatturiero, esportatrici e non esportatrici. A condizione che abbiano sede legale e/o sede operativa attiva in Emilia-Romagna.

Sono automaticamente escluse le imprese che hanno ottenuto altre agevolazioni pubbliche per le stesse spese e per gli stessi titoli di spesa.

Come presentare domanda per il bando Digital Export Emilia-Romagna

Le domande per la partecipazione al bando Digital Export possono essere inoltrate dalle 12:00 del 9 ottobre 2023 alle 14:00 del 27 ottobre 2023. La trasmissione è ammessa solo in via telematica e la valutazione avviene tramite graduatoria.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Regione Umbria: pubblicati i primi 4 bandi del programma Remix

È di oggi la pubblicazione dei primi 4 bandi Regione Umbria che compongono il programma Umbria Remix. La misura regionale dovrebbe essere composta, nel suo complesso, da 8 bandi destinati alle micro, piccole, medie e grandi imprese del territorio. Come annunciato in questo articolo.

Come funzionano i nuovi bandi Umbria

Ciascuno dei bandi Regione Umbria ha caratteristiche proprie, diverse e sconnesse da quelle degli altri bandi. Di seguito vediamo le principali caratteristiche di ciascuna agevolazione.

Il bando Medium 2023 (PR FESR 2021 – 2027 - Azione 1.3.1 Azione 1.3.1) fornisce supporto alle PMI e alle micro imprese che effettuano investimenti per processi di innovazione in chiave 4.0, con una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro. Si rivolge alle imprese umbre del settore manifatturiero e che operano nel mondo dei servizi alla produzione.

Sono finanziabili progetti innovativi a partire da 50.000 euro, con un investimento massimo di 200.000 euro. Il contributo è a fondo perduto, calcolato in una misura percentuale variabile in funzione delle caratteristiche dell’impresa, fino ad un massimo del 50%. 

Il bando regionale Large 2023 (PR FESR 2021 – 2027 - Azione 1.3.1 Azione 1.3.1) segue le medesime logiche del precedente, rivolgendosi alle micro, piccole e medie imprese extra-agricole afferenti ai settori manifatturiero e dei servizi alla produzione.

Con una dotazione di 5 milioni di euro, il bando LARGE 2023 supporta i progetti di investimento innovativi che hanno lo scopo di introdurre in azienda nuovi prodotti e/o processi produttivi. A condizione però che i progetti di investimento abbiano una dimensione superiore a 200.000 euro. L’investimento massimo ammesso è di 1.500.000 euro. Il contributo è corrisposto a fondo perduto.

I bandi della Regione Umbria per innovazione, ricerca e sviluppo sperimentale

Il terzo tra i bandi Regione Umbria pubblicati il 28 settembre è l’Avviso a sostegno dei progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale 2023 (PR FESR UMBRIA 2021 - 2027 Azione 1.1.2). Forte di una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro, si rivolge alle micro, piccole e medie imprese extra agricole e alle imprese di grandi dimensione. Queste ultime hanno accesso ai contributi solo se si presentano in forma congiunta con PMI.

Il contributo è a fondo perduto (nella misura massima del 75%) e viene erogato a fronte di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla definizione di nuovi progetti e/o processi che fanno riferimento agli ambiti di specializzazione individuati dalla Strategia di Ricerca e Innovazione per la Specializzazione Intelligente.

Il bando Avviso voucher per l’innovazione 2023 (PR FESR Umbria 2021-2027 Azione 1.1.2) invece gode di una dotazione finanziaria di 1 milione di euro ed è destinato alle micro e piccole imprese. Supporta percorsi di innovazione che prevedono servizi qualificati e specializzati di consulenza e di sostegno all’innovazione. Il contributo è a fondo perduto, nella misura del 50%, e prevede un importo massimo erogabile di 30.000 euro. 

Tempi di richiesta dei bandi Remix Regione Umbria

Ma come richiedere i contributi dei bandi Regione Umbria? Ogni bando prevede una specifica finestra temporale per l’invio delle richieste, come riportiamo di seguito.

  • Medium 2023: le domande possono essere compilate a partire dalle 10:00 del 07 novembre 2023 alle 12:00 del 10 gennaio 2024. L’invio è possibile dalle 10:00 del 14 novembre 2023 alle 12:00 del 12 febbraio 2024.
  • Large 2023: le domande possono essere compilate dalle 10:00 del 07 novembre 2023 alle ore 12:00 del 22 gennaio 2024. L’invio è possibile dalle 10:00 del 14 novembre 2023 alle 12:00 del 22 febbraio 2024.
  • Avviso a sostegno dei progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale 2023: le domande possono essere inviate dalle 10:00 del 06 novembre 2023 alle 12:00 del 17 gennaio 2024. L’invio è possibile dalle 10:00 del 15 novembre 2023 alle 12:00 del 19 febbraio 2024.
  • Avviso voucher per l’innovazione 2023: le domande possono essere inviate dalle 10:00 del 22 novembre 2023 alle 12:00 del 15 gennaio 2024. L’invio è previsto dalle 10:00 del 29 novembre 2023 alle 12:00 del 15 gennaio 2024.

Il bando Avviso voucher per l’innovazione 2023 prevede una procedura di valutazione a sportello, mentre per gli altri è prevista la formazione di una graduatoria.

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Martina Moretti

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Nuovo credito d'imposta per la ZES Unica Mezzogiorno, pubblicate le indicazioni per il 2024

Con la pubblicazione del DL n. 124 del 19 settembre 2023 sono state pubblicate le prime indicazioni sulla nuova Zona economica speciale che sarà istituita dal 2024 nelle regioni del Sud Italia. In particolare, nel decreto sono riportate le disposizioni per Il credito d’imposta ZES, all’interno delle Disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione.

Come funziona il credito d’imposta nella ZES Unica Mezzogiorno

Il decreto che stabilisce l’istituzione della nuova ZES Unica nei territori del Sud Italia. Con condizioni speciali per le attività economiche e imprenditoriali condotte da aziende già operative nelle zone di interesse e per quelle che vi si insedieranno. Le agevolazioni sono previste sia in relazione agli investimenti che alle attività di sviluppo d’impresa.

In base a quanto stabilito dall’articolo 16 del suddetto decreto, per il 2024 è prevista la concessione di un credito d’imposta ZES nella misura massima ammessa dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. A beneficiarne sono le imprese che acquisiscono beni strumentali destinati alle strutture produttive che si trovano nei territori interessati dalla ZES per le seguenti regioni.

  • Campania;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Sicilia;
  • Sardegna;
  • Abruzzo;
  • Molise.

Sono considerati agevolabili i costi sostenuti dalle imprese per l’acquisto (anche attraverso contratti di locazione finanziaria) di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, per l’acquisto di terreni e di immobili. A condizione però che tali voci di spesa facciano parte di un progetto di investimento iniziale.

Ai fini dell’accesso al credito d’imposta ZES è necessario che il progetto di investimento abbia un importo di almeno 200.000 euro. Il decreto stabilisce inoltre un limite per gli immobili e i terreni: il loro valore non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Maggiori dettagli sulle modalità di accesso e le condizioni di fruizione dell’agevolazione saranno comunicati nel corso delle prossime settimane, con uno specifico decreto.

Non perdere l’occasione di sfruttare il credito d’imposta ZES e altre agevolazioni: compila subito il modulo sottostante per una valutazione preventiva della tua azienda. I nostri esperti sapranno trovare tutte le misure adatte al tuo business.


Martina Moretti

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In arrivo la certificazione preventiva per i progetti agevolabili con Credito d'imposta Ricerca, Sviluppo e Innovazione

È di pochi giorni fa la firma del decreto che stabilisce modalità e condizioni della nuova certificazione per i progetti agevolabili con il Credito d’imposta per Ricerca, Sviluppo e Innovazione. Si tratta di una certificazione che le imprese possono richiedere per accedere in sicurezza all’agevolazione.

Attualmente in fase di registrazione presso la Corte dei Conti, il decreto che regola questa nuova certificazione prevede un incremento dell’efficienza nell’applicazione della normativa. Una volta in uso la certificazione, infatti, il credito di imposta sarà applicato in condizioni di certezza operativa.

L’azienda dovrebbe avere quindi la garanzia che il progetto presentato è idoneo all’erogazione del credito di imposta. Si evitano così eventuali problematiche successive alla fase di controllo dell’identità del progetto.

Cosa prevede la nuova normativa sulla certificazione per il credito d’imposta

Sebbene la normativa sia ancora lontana dall’essere operativa, il suo contenuto non dovrebbe essere soggetto a forti modifiche. Possiamo quindi dire con sicurezza che l’introduzione della certificazione preventiva comporterà la creazione di un apposito albo dei certificatori abilitati, tenuto presso il Ministero delle imprese e del made in Italy.

Per ottenere la certificazione, le imprese dovranno presentare richiesta e rispondere ad una serie di requisiti. Tra questi il fatto di non aver subito atti che accertino violazioni relative all’uso dei crediti d’imposta.

La richiesta di certificazione preventiva per il riconoscimento del Credito d’imposta per Ricerca, Sviluppo e Innovazione va inoltrata per via telematica. Tra le informazioni che le aziende dovranno fornire per ottenerla ci sono:

  • indicazioni sulle capacità organizzative dell’impresa;
  • descrizione del progetto per cui si richiede il credito di imposta;
  • motivazioni tecniche che giustificano la sussistenza dei requisiti per l’ammissibilità all’agevolazione.

Entro il 31 dicembre 2023 è prevista la pubblicazione delle Linee Guida ufficiali del Ministero delle imprese e del made in Italy. Linee guida di cui le imprese dovranno tenere conto per presentare la domanda di certificazione preventiva.


Martina Moretti

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