Cos’è il PNRR e come supporta le imprese con contributi e finanziamenti
Il PNRR è da mesi uno dei principali argomenti trattati negli ambienti politici e dalla stampa nazionale. L’attenzione è alta perché l’impatto sul sistema economico italiano è massiccio e gli stanziamenti (destinati a trasformarsi in contributi PNRR per le imprese) sono importanti.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede infatti un finanziamento complessivo di 191,5 miliardi di euro. Questi fondi, stanziati in favore dell’Italia, si inseriscono nel quadro europeo del programma Next Generation EU (da cui derivano i fondi destinati a contributi e finanziamenti PNRR imprese). Ma cos’è e come funziona esattamente il PNRR?
I contributi e i finanziamenti del PNRR per le imprese
Il PNRR Italia è il piano di trasformazione del paese che è stato attivato per agevolare la ripresa post-pandemica, attraverso il programma di rilancio economico attivato dall’UE. Sviluppato con l’intento di creare un’economia nazionale più solida, sostenibile e inclusiva, il PNRR è stato proposto dal Governo Draghi e approvato nel 2021 dalla Commissione Europea. Il via libera del Consiglio Europeo per l’attivazione degli stanziamenti è arrivato il 13 luglio 2021
Poiché finalizzato ad una ripresa del sistema economico e produttivo nazionale, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta una vera e propria opportunità per le imprese italiane. I 191,5 miliardi stanziati saranno così organizzati:
- 68,9 miliardi come sovvenzioni PNRR fondo perduto;
- 122,6 miliardi come finanziamenti PNRR.
La distribuzione delle risorse è organizzata su base pluriennale. Il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza, che rappresenta la risorsa principale del programma europeo, va dal 2021 al 2026. La prima tranche di contributi per il PNRR è stata erogata nell’agosto 2022, per un ammontare di 24,9 miliardi di euro.
Quali sono i progetti del PNRR: la pianificazione pluriennale
Le risorse del PNRR vanno ad alimentare le sei missioni che compongono il piano nazionale, in coerenza con le direttive stabilite dalla Commissione Europea. Sebbene siano accomunati dalla volontà di rendere l’economia italiana più coerente con le logiche green, più digitale e più resiliente, questi programmi perseguono obiettivi diversi tra loro e si traducono, di conseguenza, in contributi PNRR e finanziamenti a fondo perduto destinati a realtà differenti.
- Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura. La prima missione conta su uno stanziamento complessivo di oltre 49 miliardi e mira a supportare la trasformazione digitale del Paese, a incentivare gli investimenti nei settori di turismo e cultura, e sostenere l’innovazione del sistema produttivo nazionale.
- Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica. La seconda missione gode di una dotazione finanziaria di 68,6 miliardi e mira ad un potenziamento di sostenibilità e resilienza all’interno del sistema economico italiano. Tra gli obiettivi c’è anche una transizione ambientale equa e inclusiva.
- Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile. La terza missione del PNRR è volta allo sviluppo di un’infrastruttura di trasporto estesa a tutte le aree nazionali. Tale infrastruttura dovrebbe anche essere moderna e sostenibile. La dotazione finanziaria è di 31,5 miliardi.
- Istruzione e Ricerca. Questa è la missione con cui il Governo italiano intende consolidare il sistema educativo, agendo anche sulle competenze digitali e tecnico-scientifiche, sulla ricerca e sul trasferimento tecnologico. Sono impiegati fondi per un totale di 31,9 miliardi.
- Inclusione e Coesione. Con uno stanziamento complessivo di 22,6 miliardi, questa missione si propone di facilitare l’accesso al mondo del lavoro, rafforzare le relative politiche attive e migliorare l’inclusione sociale.
- Salute. La sesta missione del PNRR vede uno stanziamento di 18,5 miliardi per migliorare la prevenzione e i servizi sanitari. Fanno parte degli obiettivi anche la modernizzazione e la digitalizzazione del sistema sanitario, al fine di garantire equità nell’accesso alle cure.
Contributi e finanziamenti a fondo perduto PNRR per le imprese
Il PNRR guarda con grande attenzione alla digitalizzazione del sistema produttivo privato e della Pubblica Amministrazione, ma anche a questioni come l’incremento della sostenibilità ambientale, l’occupazione giovanile e l’inclusione di genere. Tra i molti bandi attivati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si trovano quindi misure volte a raggiungere obiettivi di questo genere.
Ma anche bandi per imprese per l’erogazione di contributi PNRR destinati a enti di ricerca, imprese che investono in ricerca e sviluppo, eccetera. Gli obiettivi del Piano comprendono infatti il potenziamento del sistema educativo nazionale.
La pubblicazione dei bandi da parte degli enti di competenza avviene in tempi diversi, quindi è importante monitorare con attenzione la situazione. Attualmente, tra le iniziative più interessanti c’è il bando Parco Agrisolare, che permette agli imprenditori agricoli e alle imprese agroindustriali di ottenere contributi nella misura massima dell’80% delle spese sostenute.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Puglia: contributi alle imprese per promuovere la parità di genere
Con il nuovo bando “UN'Impresa alla Pari”, la Regione Puglia supporta le imprese del territorio nell’ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. Questi contributi Puglia sono erogati in forma di voucher e vengono concessi anche per il conseguimento di certificazioni propedeutiche al raggiungimento della stessa, e il ricorso a consulenze preliminari. La dotazione finanziaria complessiva è di 400.000 euro.
Caratteristiche contributi della Regione Puglia per la parità di genere
Il bando contributi Puglia prevede l’erogazione di contributi in forma di voucher fino all’80% delle spese ammissibili sostenute, con due linee di finanziamento.
- Linea A) Servizi consulenziali di accompagnamento alla certificazione. È la linea che consente di ottenere un finanziamento a fronte delle spese sostenute per le attività di consulenza preliminare e propedeutica all’ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022.
- Linea B) Servizio di certificazione della parità di genere. In questo caso si tratta della linea di finanziamento strettamente legata alle spese sostenute per i servizi di certificazione.
Ai fini della concessione dei contribuiti contemplati dalla Linea A, è fondamentale che le imprese Puglia si rivolgano a società di consulenza o consulenti autonomi che hanno realizzato non meno di tre contratti di servizi di consulenza alle imprese in relazione ai requisiti per le certificazioni UNI/PdR 125:2022, SA8000, UNI EN ISO 9001 o per l’analisi dei requisiti relativi all’attestato ISO 30415.
Per i servizi di certificazione oggetto della Linea B invece è necessario che l’impresa si rivolga ad un organismo di certificazione accreditato presso l’ente ACCREDIA.
Come presentare domanda per i contributi della Regione Puglia per la parità di genere
Le richieste dei contributi Puglia per l'ottenimento della certificazione per parità di genere possono essere presentate a partire dal 4 settembre 2023, fino alle ore 12:00 del 4 marzo 2024. La procedura è a sportello, in base all’ordine cronologico di presentazione.
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MIMIT apre le richieste per gli investimenti sostenibili 4.0 nel Mezzogiorno
Il 29 agosto il MIMIT ha reso note le condizioni per l’accesso agli investimenti sostenibili 4.0 destinati alle imprese del Mezzogiorno. Il bando è finalizzato a supportare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI che investono nell’utilizzo di tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0, mirano all’ampliamento e alla diversificazione della produzione.
Per ottenere le agevolazioni imprese Mezzogiorno, le aziende sono tenute al rispetto di una serie di requisiti. Tra cui la soddisfazione di un criterio per le spese ammissibili, necessariamente comprese tra 750.000 e 5.000.000 euro.
Caratteristiche del contributo per gli investimenti sostenibili
Con una dotazione finanziaria di 400 milioni di euro, i contributi per investimenti sostenibili 4.0 previsti dal MIMIT coprono fino al 75% delle spese ammissibili. L’agevolazione si compone di un contributo e un finanziamento agevolato.
Entrando nello specifico:
- Le micro imprese e le imprese di piccola dimensione ottengono un contributo in conto impianti nella misura del 50% delle spese ammissibili e un finanziamento agevolato pari al 25% delle spese ammissibili.
- Alle imprese di medie dimensioni, è riconosciuto un contributo per investimento sostenibile articolato in contributo in conto impianti per il 40% delle spese ammissibili e finanziamento agevolato nella misura del 35% delle spese.
Il bando per gli investimenti sostenibili 4.0 prevede, ai fini della valutazione di finanziabilità, delle premialità per i progetti che hanno per oggetto l’efficientamento energetico dell’impresa e per quelli finalizzati all’introduzione di soluzioni legate all’economia circolare nel processo produttivo. Analoghe premialità sono contemplate per i progetti che concorrono al raggiungimento degli obiettivi aziendali in fatto di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
Come presentare la domanda per gli investimenti sostenibili 4.0 Invitalia
Le richieste di contributi per investimenti sostenibili 4.0 possono essere compilate dalle ore 10:00 del 20 settembre. L’invio sarà possibile solo dalle 10:00 del 18 ottobre 2023.
Le richieste possono essere presentate solo per via telematica, tramite un’apposita procedura Invitalia incentivi sostenibili 4.0. La concessione delle agevolazioni avviene sulla base di un iter valutativo con procedimento a sportello.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Contributi imprese Camera di Commercio Cuneo: il nuovo bando per alternanza scuola-lavoro
La Camera di Commercio Cuneo ha messo a punto un nuovo bando per favorire percorsi di alternanza scuola-lavoro/PCTO nelle imprese del territorio. Con una dotazione finanziaria di 80.000 euro, erogati in forma di contributi a fondo perduto, il bando è rivolto alle imprese che effettuano percorsi di questo genere entro il 15 ottobre 2023.
I beneficiari del bando della Camera di Commercio di Cuneo
Possono ottenere i contributi del bando CCIAA Cuneo le imprese che hanno sede e/o unità locale nel territorio di riferimento della Camera di Commercio. A condizione che attivino (o abbiano attivato) percorsi di alternanza scuola-lavoro/PCTO nel periodo compreso dal 01 gennaio al 15 ottobre 2023.
Ai fini della concessione del contributo, i percorsi in questione devono avere una durata non inferiore a 80 ore (svolte all’interno del suddetto termine temporale). È necessario inoltre che l’azienda sia iscritta nel Registro nazionale alternanza scuola lavoro e mantenga l’iscrizione per almeno un triennio.
All’impresa che presenta domanda di partecipazione al bando è richiesta anche l’attivazione di specifiche convenzioni con Istituti di formazione secondaria superiore e/o con Centri di formazione professionale (CFP). La sottoscrizione di tali convenzioni è necessaria per disciplinare i percorsi oggetto del bando.
Le attività di alternanza scuola-lavoro/PCTO devono necessariamente essere svolte presso la sede o unità locale ubicata all’interno del territorio di riferimento per la Camera di Commercio Cuneo. Pena l’esclusione dal contributo.
Caratteristiche del contributo CCIAA Cuneo
I beneficiari del bando Camera di Commercio Cuneo per percorsi di alternanza scuola-lavoro/PCTO ottengono contributi a fondo perduto erogati nella seguente misura.
- 400 euro per ogni percorso realizzato;
- 200 euro per ogni studente diversamente abile (con certificazione ai sensi della Legge 104/92) inserito in azienda;
- un contributo a fondo perduto di massimo 1200 euro, che si aggiunge alle premialità indicate nei punti precedenti.
Nell’ipotesi in cui l’azienda attivi più percorsi con lo stesso studente, le premialità saranno riconosciute una sola volta.
Come presentare la domanda per il bando della Camera Commercio di Cuneo
Le imprese che vogliono richiedere i contributi per i progetti di alternanza scuola-lavoro/ PCTO possono presentare domanda fino al 15 novembre 2023. La Camera di Commercio di Cuneo si riserva la possibilità di chiudere anticipatamente le richieste in caso di esaurimento delle risorse.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Come il Digital Transition Fund supporta le imprese nel passaggio all’economia digitale
Espressione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Digital Transition Fund è il fondo che supporta le imprese italiane nella transizione verso un’economia digitale. Con una dotazione finanziaria di 300 milioni di euro, è gestito da CDP Venture Capital SGR Spa e prevede la concessione di aiuti attraverso investimenti di capitale di rischio (venture capital), che avvengono sia in maniera diretta che indiretta.
Scopo del fondo per la digital transition è stimolare la transizione digitale nell’economia italiana, con riferimento alle diverse filiere. Ciò avviene attraverso investimenti che hanno come beneficiarie imprese ad alto potenziale di crescita e che realizzano progetti innovativi. Le risorse utilizzate per queste iniziative provengono sia dagli stanziamenti per il PNRR sia dall’attivazione di capitali privati.
Le logiche che guidano l’operatività del Digital Transition Fund sono quindi le stesse adottate dal Green Transition Fund, sebbene con riferimento a settori diversi.
Beneficiari dei finanziamenti startup e PMI per la transizione digitale
Ma chi può ottenere i fondi per finanziamento PNRR erogati dal Digital Transition Fund? Il fondo opera per la crescita e lo sviluppo di un ecosistema di innovazione a livello digitale, rivolgendosi ad imprese di piccole e medie dimensioni. In particolare, i prestiti per start up e PMI sono rivolti alle imprese che rientrano nelle seguenti categorie.
- Start-up ad alto potenziale di sviluppo, con particolare riferimento alle imprese delle filiere della transizione digitale e a quelle che realizzano progetti innovativi.
- Start-up e PMI costituite per effetto di una scissione societaria, di una cessione di azienda o di un ramo di azienda da parte di un’impresa di grandi dimensioni o di un’impresa a media capitalizzazione. Nonché start-up e PMI costituite per effetto di un investimento da parte di una grande impresa o di un’impresa a media capitalizzazione con l’intento di sviluppare un venture building. A condizione però che questo spin-off si sia verificato a partire dal 1° febbraio 2020 (sono esclusi i progetti avviati prima di tale data).
- Imprese holding che hanno sede legale al di fuori del territorio italiano e controllano una delle imprese di cui ai precedenti punti. È necessario che il business e gli eventuali programmi di sviluppo siano comunque svolti in Italia.
In ogni caso, l’investimento da parte del Digital Transition Fund è subordinato ad una valutazione dell’impresa che presenta richiesta di finanziamento. Per ottenere contributi in forma di capitale di rischio, questa deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull’applicazione del Principio DNSH. L’impresa deve anche risultare ad alto potenziale di crescita.
Non è invece indispensabile che l’impresa si configuri come start-up innovativa o PMI innovativa. Se risponde a tutti i criteri di valutazione del fondo e soddisfa le richieste degli organi di governance della SGR, il capitale di rischio può essere comunque concesso.
Caratteristiche del contributo per la digital transition
Il contributo del Digital Transition Fund è concesso in forma di sottoscrizione di fondi di venture capital. Sebbene siano considerate possibili aziende target tutti quelle che operano nei vari ambiti della transizione digitale, i principali settori di riferimento sono quelli di:
- intelligenza artificiale;
- cloud;
- assistenza sanitaria;
- industria 4.0;
- cybersicurezza;
- fintech;
- blockchain.
Non sono previsti contributi a fondo perduto, perché la concessione di fondi per la digital transition prevede due sole formule:
- Investimenti diretti, che sono erogati tramite strumenti di equity e quasi-equity e per i quali CDP Venture Capital si riserva la facoltà di subordinare l’investimento al riconoscimento di taluni diritti specifici. Ad esempio può essere richiesto il riconoscimento di diritti informativi o di governance.
- Investimenti indiretti, che sono erogati con la modalità fondo di fondi e prevedono la sottoscrizione di strumenti di fondi target di terzi. Tali fondi sono anche gestiti da operatori terzi autorizzati dall’ente di riferimento.
L’ente gestore del fondo specifica che gli investimenti di capitale di rischio diretti e indiretti possono tradursi esclusivamente in equity, quasi equity, debito e quasi debito.
Come richiedere i contributi
A dispetto di quanto accade con i comuni bandi, le risorse stanziate dal PNRR erogate in forma di venture capital sono concesse tramite inviti agli investimenti diretti e indiretti. A fronte della pubblicazione di un invito da parte degli enti preposti, l’azienda interessata deve presentare la propria candidatura, corredata di tutta la documentazione di supporto.
Hai un’impresa che opera per la transizione digitale e cerchi contributi? Scopri come beneficiare degli investimenti del Digital Transition Fund. Compila subito il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti di finanza agevolata.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





