Aggiornamento codice proprietà industriale

Novità PNRR: approvate modifiche al codice proprietà industriale

Approvato, dopo oltre un decennio di tentativi, il disegno di legge per la modifica al codice proprietà industriale. Una riforma che rientra tra quelle previste dal PNRR e che porta una vera svolta nel sistema industriale italiano, semplificando l’accesso alla proprietà industriale e rafforzando l’importanza di brevetti, marchi e disegni.

Normativa proprietà industriale: cosa cambia con il nuovo disegno di legge

Tra le principali novità al codice proprietà industriale introdotte dal disegno di legge c’è il brevetto originato dall’attività di ricerca svolta dai ricercatori universitari. C’è quindi un rafforzamento dei brevetti che segna una svolta nel trasferimento tecnologico e di valorizzazione dei brevetti, che prevede l’abbattimento del cosiddetto professor privilege.

In altre parole, la titolarità delle invenzioni passa in mano alle Università. In questo modo, la transizione delle innovazioni prodotte in ambito accademico verso il settore produttivo diventa molto più semplice. Questa modifica riguarda sia i brevetti originati dalle Università, sia quelli frutto del lavoro di Enti pubblici di ricerca, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

Inoltre, il nuovo codice proprietà industriale contiene la disciplina relativa alle invenzioni generate dall’attività di ricerca condotta dalle imprese. Anche in questo caso, si persegue una politica di massima flessibilità nei rapporti tra le imprese e le strutture universitarie.

Un’altra interessante novità introdotta dalla riforma del codice proprietà industriale è la possibilità di attivare una tutela ad hoc per i disegni e i modelli presentati dalle imprese nell’ambito di eventi e fiere nazionali e internazionali. A conferma che il governo ha intenzione di impegnarsi nella lotta alla contraffazione.

Infine, le modifiche alla normativa su proprietà industriale e intellettuale includono il pagamento di tasse per il deposito di brevetti, sia al momento della presentazione della domanda sia successivamente.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bandi puglia

Al via 6 nuovi bandi Puglia: 59 milioni di euro a sostegno delle imprese

La giunta regionale pugliese ha stabilito le linee di indirizzo e l’approvazione di 6 nuovi bandi Puglia a supporto delle imprese nascenti e delle PMI già avviate. La nuova programmazione punta a fornire sostegno in maniera sempre più integrata a chi decide di fare impresa, con azioni strutturali e piani pluriennali.

Caratteristiche dei nuovi bandi della Regione Puglia

I bandi regionali Puglia approvati pongono particolare attenzione alle attività di ricerca e innovazione, fornendo sostegno alle imprese nelle varie fasi della loro vita. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

  • Contratti di Programma: agevolazioni in favore di imprese di grandi dimensioni (anche in forma associata) che collaborano con imprese di dimensioni più piccole. Sono erogati investimenti solo in favore di progetti di ricerca e sviluppo con un importo minimo complessivo di 5 milioni di euro.
  • Programmi Integrati di Agevolazione (Pia): le PMI possono presentare programmi d investimento per attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica ed industriale, digitalizzazione e transizione energetica ed ambientale, eccetera. La richiesta può essere presentata singolarmente o in associazione con altre PMI, startup e imprese innovative. L’importo complessivo delle spese ammissibili deve essere compreso tra 1 milione e 50 milioni di euro.
  • Pacchetti Integrati di Agevolazione per imprese di dimensioni ridotte (MiniPia): si tratta di agevolazioni rivolte alle micro e piccole imprese che affrontano le sfide dell’innovazione, della transizione ecologica e digitale. Le agevolazioni sono rivolte alle imprese che attivano azioni di reingegnerizzazione dei cicli produttivi e processi di economia circolare. I programmi di investimento devono avere un importo complessivo ammissibile di almeno 30.000 euro e non superiore ai 5 milioni.
  • Programmi Integrati di Agevolazione Turismo(Pia e MiniPiaTurismo): in questo caso parliamo di un nuovo ciclo di bandi Puglia che sarà integrato con investimenti di carattere digitale, tecnologico, energetico e di gestione dei rifiuti. Le agevolazioni sono concesse per progetti finalizzati ad ampliamento, ammodernamento e ristrutturazione di immobili per trasformarli in strutture turistico-alberghiere. Sono beneficiarie di questi bandi Puglia le imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, nonché reti d’impresa e consorzi.

Bandi regionali Puglia TecnoNidi e Nidi

  • TecnoNidi: è il bando Regione Puglia dedicato alle startup tecnologiche e alle piccole imprese innovative. Sono concesse agevolazioni in favore delle imprese che hanno investito in ricerca e sviluppo e mirano allo sviluppo di piani di investimento a contenuto tecnologico finalizzati all’introduzione di nuove soluzioni produttive o di servizi. L’importo complessivo ammesso per il progetto imprenditoriale è compreso tra 25.000 e 350.000 euro.
  • Nidi (Nuove iniziative d’impresa): è il bando regionale Puglia che supporta l’avvio di nuove microimprese attraverso la concessione di contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato. Sono ammessi solo investimenti con un valore complessivo che va da 10.000 a 250.000 euro.

Bandi Regione Puglia: quando presentare domanda

I programmi di agevolazioni e contributi per imprese relativi ai nuovi bandi Puglia si attiveranno nel secondo semestre 2023. Al momento l’ente regionale non ha fornito maggiori informazioni, ma è certo che la richiesta dovrà essere inviata tramite la piattaforma Puglia Semplice.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Contributi Regione Calabria

Calabria: fino a 2 milioni di contributi regionali alle imprese contro il caro energia

Con il Bando Safe – Aiuti a imprese per il caro energia sono ufficialmente finanziati i nuovi contributi della Regione Calabria per il contrasto agli effetti della crisi internazionale sulle voci di spesa sostenute dalle PMI del territorio. Finanziato con le risorse stanziate per il POR Calabria FESR FSE 2014-2020, il bando prevede la concessione di contributi in relazione all’aumento delle spese legate all’approvvigionamento energetico.

Chi può ottenere i nuovi contributi della Regione Calabria

Il bando contributi Regione Calabria si rivolge a tutte le PMI del territorio. Ad eccezione di quelle operanti nei settori della pesca, dell’acquacoltura e della produzione primaria dei prodotti agricoli. Sono escluse anche le imprese che operano nei settori esclusi indicati nell’Allegato II del regolamento (UE) n. 964/2014.

Poiché l’aiuto viene corrisposto a fronte di un aumento dei costi per l’energia, possono ottenere i contributi solo le imprese che effettivamente dimostrano un aumento delle spese energetiche del 10%. Tale incremento si calcola mettendo in relazione i costi medi ponderati per unità di misura per il consumo energetico registrati tra il 1° febbraio 2022 e il 30 giugno 2023, e i costi medi registrati tra il 1° febbraio 2021 ed il 31 gennaio 2022.

Caratteristiche del contributo

I contributi Regione Calabria sono concessi in forma di conto capitale, nella misura massima del 100% delle spese ritenute ammissibili. L’importo massimo erogabile è di 2 milioni di euro per ciascuna impresa, a fronte di una dotazione finanziaria complessiva di 60.000.000 euro.

Come presentare domanda per i contributi della Regione Calabria

La domanda per i contributi Regione Calabria va presentata tramite la piattaforma informatica messa a disposizione dall’ente regionale. La finestra temporale per la richiesta va dalle ore 10.00 dell’11 settembre 2023 alle ore 16.00 del 21 settembre 2023.

L’invio definitivo delle istanze precedentemente predisposte sarà possibile il 22 settembre 2023, dalle ore 10:00 alle ore 16:00. La procedura è a sportello.

Ai fini dell’accettazione della richiesta è necessario che la domanda di contributo sia accompagnata da un’apposita certificazione attestante il calcolo dell’aiuto ammissibile. Questa deve essere sottoscritta da professionisti abilitati, nonché iscritti agli albi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Oppure da professionisti iscritti al registro dei revisori legali presso il MEF.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


credito imposta autotrasportatori

Al via le domande per il credito imposta autotrasportatori

Il 12 agosto 2023 il Ministero dei Trasporti ha stabilito i termini per la presentazione delle domande per il credito imposta autotrasportatori. Si tratta di nuovi contributi autotrasporto destinati sia a chi lavora per conto proprio, sia a chi lavora per conto terzi.

Quando presentare domanda per il credito di imposta autotrasportatori

Le richieste per il credito imposta autotrasportatori possono essere presentate:

  • dalle ore 15:00 dell’11 settembre 2023 fino alle ore 23:59 del 29 settembre 2023 per le imprese di autotrasporto di merci in conto proprio. A queste è destinato il contributo straordinario in forma di credito d’imposta autotrasportatori, corrisposto nella misura massima del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre 2022 per acquisto di gasolio.
  • dalle ore 15:00 del 18 settembre 2023 alle ore 23:59 del 06 ottobre 2023 per le imprese di autotrasporto di merci che lavorano in conto terzi. In questo caso le richieste riguardano un contributo straordinario erogato in forma di credito d’imposta autotrasporto nella misura massima del 12% della spesa sostenuta nel secondo trimestre 2022 per l’acquisto di gasolio.

Le richieste di credito imposta autotrasportatori sono sottoposte a valutazione automatica. Se le risorse stanziate non fossero sufficienti a coprire le richieste presentate dalle imprese, gli importi riconosciuti saranno ridotti proporzionalmente.

Hai un’impresa nel settore dei trasporti e cerchi contributi? Non limitarti al credito autotrasporto: compila il modulo sottostante per un’analisi personalizzata. I nostri esperti sapranno trovare tutti i bandi adatti a potenziare il tuo business.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


transizione green

Contributi alla transizione green con il programma del Green Transition Fund

Il PNRR lavora a 360 gradi per aumentare la competitività delle imprese italiane, attraverso diverse forme di incentivi agli investimenti. Tra queste c’è il Green Transition Fund (GTF), un fondo per la transizione green appositamente creato per rispondere alle direttive del Piano di Ripresa e Resilienza in relazione all’investimento 5.4 “Supporto a startup e venture capital attivi nella transizione ecologica”.

Il fondo è stato creato, con una dotazione finanziaria di 250 milioni, per effetto del DM del 3 marzo 2022. Lo stesso decreto ministeriale stabilisce anche un accordo tra MiSE e CDP Venture Capital SGR Spa, a cui viene assegnata la gestione del fondo.

Investimenti per la transizione ecologica: quali sono le imprese beneficiarie

I contributi per la transizione green erogati tramite il Green Transition Fund sono concessi in forma di investimenti di capitale di rischio, ossia in venture capital. Questi investimenti possono essere sia diretti che indiretti, a seconda del caso e del tipo di richiesta presentata dall’impresa.

Questa particolare forma di agevolazione per imprese è molto diversa dai contributi a fondo perduto e in conto capitale cui siamo abituati. In questo caso, per stimolare e supportare la crescita di un tessuto imprenditoriale innovativo nei settori della transizione verde, sono impiegate le risorse del PNRR e vengono attivati ulteriori capitali privati. Per garantire supporto in tutte le fasi di sviluppo delle imprese.

Unendo le proprie risorse e quelle degli investitori privati, il fondo investe in imprese target, ovvero attive nella transizione ecologica. Ai fini dell’investimento è fondamentale che questo concorra al 100% al raggiungimento di un obiettivo climatico, come indicato dalla normativa europea di riferimento.

Particolare attenzione viene riservata a:

  • startup con elevato potenziale di sviluppo;
  • PMI afferenti alle filiere della transizione ecologica;
  • PMI che sviluppano progetti innovativi.

Gli investimenti di capitale di rischio fatti dal fondo riguardano imprese del settore delle tecnologie green, con focus su attività che favoriscono la transizione ecologica. Sono prese in esame anche le imprese che operano in ambiti relativi all’uso delle fonti di energia rinnovabile, all’economia circolare, alla mobilità sostenibile e all’efficienza energetica.

Rientrano nella platea delle imprese interessate dagli investimenti per la transizione green anche quelle che operano nella gestione dei rifiuti, nello stoccaggio dell’energia e in altri ambiti attinenti alla transizione ecologica.

Come avviene l’investimento del Green Transition Fund

Ma come vengono erogate alle imprese le risorse del Green Transition Fund? Gli investimenti per la transizione green sono condotti dal fondo per via diretta o indiretta tramite la sottoscrizione di venture capital. Queste riguardano aziende target (in qualsiasi fase di sviluppo) e prevedono ticket di investimento con importo da 1 a 15 milioni di euro.

Gli investimenti diretti sono realizzati tramite strumenti di equity e quasi-equity, nel rispetto di quanto stabilito dallo specifico Invito cui si fa riferimento. Il programma di investimenti del Green Transition Fund non prevede infatti bandi ma inviti a presentare opportunità di investimento, a cui sia le imprese che gli investitori privati sono tenuti a rispondere.

CDP Venture Capital SGR Spa, in qualità di gestore delle risorse del fondo, si riserva la possibilità di subordinare l’erogazione di capitali al riconoscimento di alcuni diritti specifici. Come ad esempio i diritti informativi o di governance.

Gli investimenti indiretti invece avvengono in modalità fondo di fondi, ovvero mediate la sottoscrizione di strumenti di fondi target di soggetti terzi. Questi strumenti sono anche gestiti da soggetti terzi autorizzati e non fanno quindi capo a CDP Venture Capital SGR Spa.

In ogni caso, gli investimenti del Green Transition Fund possono avvenire solo in forma di:

  • investimenti di equity;
  • quasi equity;
  • debito;
  • quasi debito.

L’obiettivo è attivare entro il 30 giugno 2026 risorse private per almeno 250 milioni di euro da investire in imprese operative nel settore delle tecnologie green e nella transizione green. Il fondo favorisce anche il co-investimento con fondi gestiti direttamente dall’ente di competenza o da altri soggetti.

Come ottenere i contributi per la transizione ecologica

Le imprese green che desiderano essere considerate per gli investimenti del Green Transition Fund devono presentare candidatura seguendo le indicazioni fornite dal Mimit. A tal proposito è di particolare importanza prestare attenzione alle linee guida per la presentazione della domanda e alla documentazione richiesta. Pena il rigetto della richiesta di finanziamenti per la transizione green.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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