Formazione continua in Lombardia: al via la terza edizione del bando
La Regione Lombardia ha approvato, con D.d.s. 11 settembre 2025 - n. 12484, la terza edizione dell’avviso per l’assegnazione di voucher aziendali per interventi di formazione continua. La misura mira a promuovere investimenti in materia di formazione per sostenere le imprese e i lavoratori del territorio nell'adattarsi ai rapidi cambiamenti del mercato del lavoro, spinti da innovazioni tecnologiche, ambientali e sociosanitarie.
Cosa finanzia il bando formazione continua Regione Lombardia 2025
La terza edizione del bando formazione continua Regione Lombardia si pone in continuità con la precedente, confermando elementi chiave come il Catalogo regionale della formazione continua, dal quale le imprese possono selezionare i corsi. Il contributo viene erogato tramite voucher, con massimali differenziati per livello EQF (European Qualifications Framework) e limiti annui per lavoratore e azienda.
Viene inoltre confermato il meccanismo di cofinanziamento privato, modulato in base alla dimensione dell'impresa, pur mantenendo per alcune tipologie di soggetti la possibilità di un finanziamento pubblico al 100%. Una delle principali novità è l'attuazione di una misura specifica dedicata agli operatori dell'imprenditoria agricola, come definito dall'articolo 2135 del Codice Civile.
A chi è rivolto il bando Regione Lombardia formazione continua
Il bando formazione continua Regione Lombardia è rivolto ai datori di lavoro che intendono investire nell'aggiornamento delle competenze dei propri dipendenti e collaboratori.
Quali sono gli ambiti di intervento del bando formazione continua Regione Lombardia
Le risorse, per un totale di 17 milioni di euro, sono suddivise in due ambiti di intervento principali per questo bando formazione continua Regione Lombardia:
- Ambito di intervento 1 “Formazione Continua – Generale” con una dotazione di € 16.000.000,00.
- Ambito di intervento 2 “Formazione Continua – Settore Agricolo” con una dotazione di € 1.000.000,00.
Sono ammissibili al contributo unicamente le spese sostenute per la fruizione dei corsi di formazione (Generale; Digital & Green; Settore Agricolo), a condizione che l'iscrizione avvenga a partire dalla data di pubblicazione dell'avviso sul BURL. È fondamentale notare che i beneficiari devono presentare una richiesta di voucher formativo per ogni singolo corso a cui hanno già fatto iscrivere i propri dipendenti o destinatari.
Come presentare domanda per il bando formazione continua Regione Lombardia 2025
L'assegnazione dei voucher avverrà con procedura a sportello, seguendo l'ordine cronologico di presentazione delle domande fino a esaurimento delle risorse. Le domande per il bando formazione continua Regione Lombardia 2025 potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 25 settembre 2025 e si chiuderà alle ore 17:00 del 30 dicembre 2026.
Data la modalità a sportello, è consigliabile preparare la documentazione con anticipo per massimizzare le possibilità di accedere ai fondi messi a disposizione dal bando formazione continua Regione Lombardia.
Aggiornamento: è stato ufficialmente chiuso l'Ambito di intervento 1 “Formazione Continua – Generale” per esaurimento fondi.
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Fonte: BUR Lombardia - Serie Ordinaria n. 38 - Lunedì 15 settembre 2025 - D.d.s. 11 settembre 2025 - n. 12484

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bonus veicoli elettrici 2025 per le microimprese
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il Decreto 8 agosto sulla Gazzetta Ufficiale n. 208, definendo i criteri per la concessione di incentivi a fondo perduto destinati alle microimprese. La misura, nota come bonus veicoli elettrici 2025, è finalizzata a supportare l'acquisto di veicoli nuovi a emissioni zero, a fronte della rottamazione di un veicolo termico obsoleto. L'obiettivo è accelerare la transizione ecologica del parco veicoli commerciali leggeri.
A chi è rivolto il bonus veicoli elettrici 2025
Il contributo è destinato alle microimprese che hanno sede legale in un’area urbana funzionale. Queste aziende possono beneficiare del bonus per l’acquisto di un massimo di due veicoli nuovi di categoria commerciale N1 o N2, a condizione che siano ad alimentazione esclusivamente elettrica (BEV). L'incentivo viene corrisposto direttamente dal venditore all’impresa acquirente, applicando una compensazione sul prezzo di acquisto del nuovo mezzo. Il tutto nel pieno rispetto del regime di aiuti “de minimis”.
I requisiti per l'accesso al bonus veicoli elettrici 2025
Per poter usufruire dell’incentivo, le microimprese devono soddisfare precise condizioni. In primo luogo, ogni contributo è subordinato alla rottamazione di un veicolo della medesima categoria (N1 o N2) omologato in una classe fino a Euro 5. Inoltre, al momento della prenotazione del bonus, il veicolo da rottamare deve risultare intestato da almeno sei mesi al titolare della microimpresa. Questi requisiti sono fondamentali per garantire che l'incentivo raggiunga l'obiettivo di svecchiare e rendere più sostenibile il parco circolante.
Come richiedere il bonus veicoli elettrici 2025
La richiesta del bonus veicoli elettrici 2025 avverrà tramite una piattaforma informatica che sarà messa a disposizione dal MASE e gestita da Sogei. All’atto della registrazione, il titolare della microimpresa dovrà inserire una dichiarazione sostitutiva di autocertificazione attestante il possesso dei requisiti: meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo (o bilancio) non superiore a 2 milioni di euro.
Sarà inoltre necessario indicare la targa del veicolo da rottamare. Una volta completata la registrazione, la microimpresa potrà generare il bonus, il cui importo copre fino al 30% del prezzo di acquisto (IVA esclusa), con un massimale di 20.000 euro. Il bonus generato dovrà essere validato presso un venditore entro 30 giorni, pena la perdita del contributo.
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Fonte: www.ipsoa.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Verso una misura unica per Transizione 4.0 e 5.0
Il Ministro Urso ha preannunciato la possibile introduzione di una nuova misura unica in legge di bilancio per superare gli attuali piani Transizione 4.0 e 5.0. Il nuovo piano verrebbe finanziato con risorse nazionali, una scelta strategica per svincolarsi dai rigidi limiti imposti dal PNRR e offrire maggiore flessibilità alle imprese italiane.
Superare i vincoli del PNRR per Transizione 4.0 e 5.0
Il piano Transizione 5.0, essendo finanziato con le risorse del PNRR, presenta importanti limitazioni. Tra queste, la scadenza per il completamento degli investimenti fissata al 31 dicembre 2025 e il rispetto del principio del “Do No Significant Harm” (DNSH). Quest'ultimo, in particolare, esclude o limita fortemente l’accesso agli incentivi per interi comparti industriali. Il finanziamento tramite risorse nazionali permetterebbe di estendere l'orizzonte temporale degli incentivi, dando alle aziende la possibilità di programmare investimenti pluriennali e di includere settori oggi esclusi.
L'ipotesi di un modello "modulare"
I dettagli della nuova misura sono ancora in fase di definizione, ma l'ipotesi più accreditata è quella di un modello “modulare”. La struttura potrebbe prevedere:
- Un incentivo di base per la trasformazione digitale, in linea con il precedente piano Transizione 4.0, ma con un’aliquota del credito d’imposta più contenuta.
- Un secondo modulo dedicato alla transizione green, volto a premiare gli investimenti che generano un significativo risparmio energetico. L'obiettivo è replicare la finalità di Transizione 5.0 ma con procedure più snelle e un focus sul risultato finale.
- Potrebbe essere prevista anche una premialità aggiuntiva per le imprese capaci di raggiungere obiettivi su entrambi i fronti, digitale ed ecologico, incentivando così i progetti di “twin transition”.
Obiettivi e sfide del nuovo piano per Transizione 4.0 e 5.0
Questa nuova impostazione consentirebbe di modulare il sostegno pubblico in base all'impatto dei progetti, favorirebbe una migliore programmazione degli investimenti e permetterebbe all'Italia di avanzare sui temi della sovranità tecnologica e della resilienza energetica. La sfida per il Governo sarà quella di reperire risorse adeguate e predisporre una normativa chiara. È importante sottolineare che, al momento, si tratta di ipotesi annunciate dal Ministro e non ancora formalizzate in documenti ufficiali.
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Fonte: innovationpost.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Pubblicata in Gazzetta la legge di conversione del Decreto Economia 2025
È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2025 la Legge n. 118, che converte il DL 95/2025, noto anche come DL Omnibus o Decreto Economia 2025. Il provvedimento introduce diverse misure strategiche per sostenere le imprese italiane, con interventi mirati nei settori del turismo, dell’editoria, dell’agricoltura e aggiornamenti normativi in materia di sostenibilità. Il testo si compone di 21 articoli suddivisi in tre capi, ognuno dedicato a uno specifico ambito di intervento pubblico.
Turismo: incentivi per lo staff housing
Per far fronte alle difficoltà abitative dei lavoratori del settore turistico, il decreto stanzia 120 milioni di euro. Le risorse sono così ripartite: 44 milioni nel 2025 e 38 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. I fondi sono destinati a due scopi principali: finanziare investimenti per la creazione e riqualificazione di alloggi per il personale, con un focus su efficienza energetica e sostenibilità, e sostenere i canoni di locazione.
Per accedere a questi ultimi, gli affitti dovranno essere calmierati di almeno il 30% rispetto ai valori di mercato. I beneficiari della misura sono gli operatori del settore turistico e della ristorazione e chi gestisce in forma imprenditoriale residenze per il personale.
Raddoppiano le risorse per editoria e librerie
Il provvedimento raddoppia la dotazione finanziaria per il settore, portandola da 24,8 a 54,8 milioni di euro per il 2025. Questo incremento di 30 milioni è finalizzato a sostenere l’intera filiera dell’editoria libraria, compresa quella digitale. Una particolare attenzione è rivolta alle librerie indipendenti, a quelle di lunga tradizione storica e alle librerie di prossimità, con l’obiettivo di rafforzare la rete culturale sui territori e promuovere l’accesso alla lettura anche nelle aree più periferiche.
Agricoltura: fondi per innovazione e sostegno alle filiere
Per il comparto primario, il decreto stanzia 47 milioni di euro per supportare progetti di innovazione. L’obiettivo è favorire la transizione tecnologica e digitale delle imprese agricole, incrementando la loro efficienza e sostenibilità. Sono inoltre destinati ulteriori 5 milioni di euro per sostenere la filiera suinicola, un settore duramente colpito da restrizioni sanitarie e perdite economiche, al fine di salvaguardarne la capacità produttiva.
Bilanci di sostenibilità: slitta il calendario degli obblighi
Il Decreto Economia 2025 recepisce la proroga introdotta dalla direttiva UE 2025/794, aggiornando le scadenze per la rendicontazione di sostenibilità. Restano confermati gli obblighi a partire dagli esercizi 2024 per le grandi imprese di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti.
Per tutte le altre grandi imprese, l'obbligo slitta all’esercizio che inizia dal 1° gennaio 2027, mentre per le PMI quotate (escluse le micro-imprese) si partirà dal 2028. La proroga offre due anni in più per adeguarsi, mentre prosegue il processo di semplificazione degli standard ESRS, in consultazione pubblica fino al 29 settembre 2025.
Nuove risorse per l’internazionalizzazione delle imprese
Con il Decreto Economia 2025 sono stanziate nuove risorse, fino a un massimo di 200 milioni di euro, per favorire l’internazionalizzazione delle imprese che operano o investono in India. Questa misura è stata estesa anche per includere start-up e PMI del Sud Italia, offrendo loro nuove opportunità di crescita sui mercati esteri.
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Fonte: Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2025

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
IRES Premiale: come funziona la riduzione dell’aliquota dal 24% al 20%
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato il decreto attuativo relativo alla riduzione dell'aliquota IRES per le imprese che effettuano investimenti rilevanti, come previsto dalla Legge di Bilancio 2025. La misura, conosciuta come Ires Premiale, prevede una diminuzione temporanea dell'aliquota dal 24% al 20% per il solo anno 2025. L’obiettivo è incentivare le aziende a reinvestire i propri utili in progetti di innovazione e nell'incremento dell'occupazione.
A chi si rivolge l'incentivo IRES Premiale
Possono accedere alla riduzione fiscale le società e gli enti residenti nel territorio dello Stato che esercitano attività commerciali. Nello specifico, i beneficiari includono:
- le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione;
- le società europee e le società cooperative europee;
- gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, che hanno come oggetto principale l'esercizio di attività commerciali.
I requisiti per accedere alla riduzione IRES
Per ottenere la riduzione dell'aliquota IRES al 20%, le imprese devono soddisfare entrambe le seguenti condizioni:
- Destinare una quota non inferiore all’80% degli utili dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2024 ad un'apposita riserva.
- Utilizzare un ammontare pari ad almeno il 30% di tali utili accantonati (e comunque non inferiore al 24% degli utili dell'esercizio 2023) per la realizzazione di investimenti rilevanti.
Quali sono gli investimenti rilevanti ammissibili all’IRES Premiale
Gli investimenti considerati rilevanti ai fini dell'agevolazione devono essere realizzati a partire dal 1° gennaio 2025 ed entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta 2025 (ovvero, entro il 31 ottobre 2026 per i soggetti con esercizio solare).
Gli investimenti ammissibili riguardano:
- Beni strumentali materiali e immateriali 4.0, inclusi negli allegati A e B della legge n. 232/2016.
- Beni previsti dal Piano Transizione 5.0, a condizione che siano acquisiti nell'ambito di progetti di innovazione finalizzati a una riduzione dei consumi energetici.
L'ammontare minimo degli investimenti rilevanti è fissato come il maggiore tra i seguenti importi:
- 30% dell'utile accantonato a riserva;
- 24% dell'utile registrato nell'esercizio 2023;
- 000 euro.
Ulteriori condizioni per il mantenimento del beneficio
Oltre agli investimenti, per beneficiare dell’IRES premiale è necessario rispettare alcuni requisiti legati all'occupazione. In particolare, l'impresa non deve aver fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni nel 2024 o nell'anno successivo.
Inoltre, nel periodo d’imposta 2025, deve assicurare che:
- Il numero di unità lavorative (ULA) non sia diminuito rispetto alla media del triennio precedente.
- Ci sia un incremento occupazionale attraverso nuove assunzioni a tempo indeterminato, pari ad almeno l'1% dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupati nel 2024 (e comunque non inferiore a una nuova assunzione).
Infine è importante precisare che l'IRES Premiale è una misura complessa che va gestita con il supporto di professionisti, come commercialisti e consulenti del lavoro, poiché il beneficio viene indicato nella dichiarazione dei redditi 2025.
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Fonte: finanze.gov.it

Martina Moretti
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