DDL Rilancio Economia: ZES Unica estesa a Marche e Umbria
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella seduta del 04 agosto 2025, un disegno di legge destinato a sostenere e rilanciare l'economia nei territori delle regioni Marche e Umbria. Il provvedimento mira a estendere a queste due regioni le agevolazioni già previste per le aree del Mezzogiorno, creando nuove opportunità di sviluppo e investimento.
ZES Unica estesa a Marche e Umbria
La principale novità del DDL consiste nell'ampliamento della Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno, che includerà anche le regioni Marche e Umbria. In questo modo, le imprese operanti in questi territori potranno beneficiare delle stesse agevolazioni amministrative ed economiche già concesse alla regione Abruzzo, in quanto regione in transizione.
È prevista inoltre una revisione del Piano strategico della ZES Unica entro 60 giorni, per allinearlo con il PNRR e le programmazioni dei fondi strutturali. Questo avrebbe lo scopo di ridefinire le priorità di investimento e i settori da promuovere, con un focus sulla transizione energetica.
Credito d’imposta ZES Unica: come funzionerà per Umbria e Marche
Il disegno di legge prevede l'accesso al Credito d’imposta ZES Unica per gli investimenti effettuati nelle Marche o in Umbria tra il 10 gennaio 2025 e il 15 novembre 2025. Le spese ammissibili riguardano l'acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature e l'acquisto o l'ampliamento di beni immobili strumentali. È fondamentale prestare attenzione a un aspetto critico: il termine per la comunicazione relativa al Credito d’imposta ZES Unica 2025 è scaduto il 30 maggio 2025.
Sarà quindi necessario attendere l'eventuale approvazione definitiva del DDL Rilancio Economia per comprendere le modalità di attuazione di questa misura. Inoltre, l’agevolazione è concessa in regime di esenzione secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale, limitando l'accesso ai soli Comuni indicati nella Carta.
Infine, il DDL Rilancio Economia introduce importanti semplificazioni per i progetti da realizzare in Marche e Umbria, anche se già in corso. Estendendo la disciplina del procedimento e dell'autorizzazione unica tipica della ZES anche a quegli interventi non soggetti a SCIA o a specifici titoli abilitativi.
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Fonte: www.governo.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
DDL Semplificazioni: le principali novità per le imprese
Lunedì 4 agosto 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge che introduce diverse misure di semplificazione per le aziende. Le disposizioni del nuovo DDL Semplificazioni per le imprese riguardano molteplici ambiti, tra cui fiscalità, lavoro, ambiente e specifiche attività economiche, con l'obiettivo di snellire la burocrazia e supportare il tessuto produttivo.
Le principali semplificazioni fiscali del DDL Semplificazioni 2025
Tra le semplificazioni fiscali approvate si evidenzia quella relativa alle fatture dei Crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Viene infatti prevista la soppressione dell’obbligo di indicare i riferimenti normativi specifici sui documenti di spesa, che sarà sostituito dall'inserimento di un codice identificativo stabilito da un futuro provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Le nuove regole si applicheranno alle spese sostenute a partire dalla data di pubblicazione del suddetto provvedimento.
Il Ddl introduce inoltre una norma di salvaguardia per le dichiarazioni trasmesse telematicamente e scartate dal sistema. Viene esclusa l'applicazione della sanzione amministrativa (da 516 a 5.165 euro) nel caso in cui le dichiarazioni, pur essendo state scartate, vengano correttamente ritrasmesse entro un nuovo termine. Tale termine decorrerà dalla data di restituzione delle ricevute di scarto e sarà definito con un decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze.
Misure di semplificazione in materia di attività economiche
Il disegno di legge prevede misure di semplificazione anche per diverse attività economiche, con un focus sui Contratti di Sviluppo. Nello specifico, si stabilisce che un decreto del MIMIT, da adottare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge, potrà introdurre procedure più agili, una riduzione dei tempi dei procedimenti e ulteriori misure di ampliamento delle condizioni di accesso alle agevolazioni, pur mantenendo invariata la dotazione finanziaria vigente.
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Martina Moretti
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Bando Simest India: la nuova misura per l’affiancamento strategico delle imprese
Nell'ambito delle politiche di sostegno all'economia nazionale, Simest ha recentemente delineato un nuovo orizzonte di opportunità per le imprese italiane. L'emanazione della circolare operativa n. 2/394/2025 segna un passo decisivo verso il potenziamento della competitività internazionale del nostro tessuto produttivo, introducendo strumenti finanziari aggiornati e una nuova misura specificamente dedicata al mercato indiano.
Questa iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di revisione e ampliamento degli incentivi gestiti tramite il fondo 394/81, pensati per irrobustire le filiere, stimolare l'innovazione e accompagnare le aziende nella transizione ecologica e digitale.
L'ecosistema degli incentivi si arricchisce così di nuove direttrici strategiche, con un’attenzione particolare verso mercati dal potenziale elevato. Già dal 7 agosto 2025, lo strumento "Transizione digitale o ecologica" è stato esteso anche alle imprese non direttamente esportatrici ma inserite in filiere a spiccata vocazione internazionale, a testimonianza di un approccio sistemico che riconosce il valore di ogni anello della catena produttiva.
La novità più attesa, tuttavia, è quella che diventerà operativa dal 16 settembre: l’attivazione del programma “Affiancamento strategico per il mercato indiano”, un intervento mirato a sostenere le aziende italiane con interessi strategici in una delle economie più dinamiche al mondo.
Affiancamento strategico per il mercato indiano: una misura chiave
Il nuovo strumento, nato dalla collaborazione con la Farnesina e disciplinato ai sensi del DL Economia 95/2025, rappresenta una delle più importanti novità nel panorama della finanza agevolata per l’internazionalizzazione. L’obiettivo è rafforzare la presenza e la competitività delle imprese italiane in India, sostenendone i piani di sviluppo in modo organico e multidimensionale.
L’intervento non si limita a un mero sussidio, ma si configura come un vero e proprio acceleratore strategico, capace di supportare:
- investimenti produttivi e commerciali;
- operazioni di rafforzamento patrimoniale;
- percorsi di innovazione tecnologica, digitale, ed ecologica;
- formazione qualificata del personale.
Questa misura testimonia una visione lungimirante, che intende trasformare le sfide di un mercato complesso in concrete opportunità di crescita.
Quali sono imprese beneficiarie
Ma a chi si rivolge il bando Simest India? La platea dei destinatari di questa iniziativa è volutamente ampia per massimizzarne l'impatto. Possono accedere alla misura non solo le aziende che già esportano o sono stabilmente presenti nel subcontinente, ma anche quelle che intendono avviare per la prima volta un percorso di investimento in India.
La misura si rivolge inoltre alle realtà che si approvvigionano dal mercato indiano o che operano come fornitrici stabili delle imprese già attive in quel contesto, secondo i requisiti specificati nella Circolare 2/394/2025.
È fondamentale sottolineare che l'opportunità del bando Simest India è estesa anche alle imprese non esportatrici, a patto che dimostrino un interesse strategico concreto nel mercato indiano, riconoscendo così l'importanza delle filiere integrate e dei legami indiretti con l'estero.
Come funziona il finanziamento del bando Simest India
L'architettura finanziaria della misura bando Simest India è stata concepita per essere particolarmente attrattiva. Le imprese selezionate potranno beneficiare di un finanziamento agevolato della durata complessiva di 6 anni, erogato a un tasso agevolato estremamente competitivo, fissato allo 0,321%.
A questo si aggiunge una componente di contributo a fondo perduto, che rende l'intervento ancora più vantaggioso. La quota a fondo perduto è fissata al 10% dell'importo dell'intervento agevolativo richiesto, con un massimale di 100.000 euro. Tale quota può essere raddoppiata, raggiungendo il 20% con un tetto massimo di 200.000 euro, per le imprese che presentano determinate caratteristiche di valore strategico e sociale: quelle che possiedono una sede operativa da almeno sei mesi in una regione del Sud Italia, oppure le startup innovative e le PMI innovative.
Naturalmente, l'erogazione di questa componente a fondo perduto è subordinata alla disponibilità del plafond de minimis dell'impresa richiedente. L’intera operazione è sostenuta da una riserva dedicata di 200 milioni di euro, a testimonianza della rilevanza strategica attribuita a questa geografia.
Le spese ammissibili dal bando Simest India
Il perimetro delle spese finanziabili è stato disegnato per coprire un ventaglio esteso di necessità operative e strategiche. Lo strumento permette di finanziare interventi volti a rafforzare la solidità patrimoniale dell’impresa, anche con operazioni effettuate in Italia, e a sostenere l'incremento di capitale sociale o i finanziamenti soci verso le controllate della richiedente.
Una parte significativa delle risorse può essere indirizzata a coprire i costi strettamente connessi alla realizzazione degli investimenti e all'esplorazione di nuove opportunità di business. In questa categoria rientrano spese promozionali, come la creazione di store temporanei per testare il mercato, l’acquisizione di servizi di consulenza strategica per l'ingresso in India, e i costi di viaggio e soggiorno necessari per sviluppare partnership commerciali con operatori locali.
Un capitolo di spesa di grande rilevanza è quello dedicato al capitale umano. Sarà infatti possibile finanziare la formazione del personale, sia in Italia sia in India. Anche coprendo le spese di viaggio, ingresso e regolarizzazione in Italia per l'assunzione di personale qualificato proveniente dall'India, inclusi i costi legati a contratti di lavoro finalizzati alla loro formazione e inserimento, nel rispetto dei vincoli previsti dalla circolare di riferimento.
Massimali e importi finanziabili con il bando Simest India
Per garantire un accesso equo e proporzionato alle capacità delle singole imprese, i limiti di finanziamento sono stati definiti con precisione. L’importo massimo dell'intervento agevolativo che può essere richiesto è calcolato come il valore minore tra due parametri: il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati, come indicati alla voce A1 del conto economico, e una soglia massima definita in base alla dimensione aziendale. Analogamente a quanto previsto per la misura dedicata all’Africa, quest’ultima è pari a:
- 500.000 euro per le microimprese;
- 2.500.000 euro per le PMI e le startup innovative;
- 5.000.000 di euro per le altre imprese.
L'importo minimo finanziabile per ogni richiesta è fissato a 10.000 euro, garantendo così l'accesso anche a progetti di entità più contenuta.
Altri aggiornamenti strategici del fondo 394/81
La nuova misura dedicata all'India non è un'iniziativa isolata, ma si inserisce in un più vasto programma di potenziamento degli strumenti per l’internazionalizzazione. Simest ha infatti previsto riserve dedicate, ciascuna da 200 milioni di euro, per altri mercati considerati strategici, quali i Balcani Occidentali, l'Africa e l'America Latina. Questo approccio geografico mirato permette di calibrare gli interventi in base alle specificità economiche e commerciali delle diverse aree.
Vengono inoltre introdotte, sempre a partire dal 16 settembre 2025, nuove condizioni dedicate per una serie di strumenti già consolidati, tra cui "Inserimento mercati", "Certificazioni e consulenze", "Fiere ed Eventi", "E-commerce" e "Temporary Manager", per allinearli alle nuove priorità strategiche. Queste modifiche mirano a offrire condizioni particolarmente vantaggiose per le imprese energivore e per quelle filiere con interessi consolidati nei mercati di riferimento.
Come presentare domanda per il bando Simest India
L’accesso al bando Simest India è gestito tramite il portale telematico di Simest. È cruciale per le imprese interessate prestare la massima attenzione alle tempistiche e ai requisiti formali per la presentazione delle domande.
Per compilare correttamente la domanda di finanziamento, le imprese devono preparare una documentazione completa. È necessario allegare tutti i documenti richiesti dalla circolare di riferimento, fornire le informazioni anagrafiche e legali del rappresentante legale e del titolare effettivo, e caricare sulla piattaforma il contratto di apertura di un conto corrente dedicato all'operazione e lo statuto vigente dell'impresa.
Un requisito imprescindibile è che tutta la documentazione sia firmata digitalmente. È importante ricordare che la presentazione della domanda non costituisce un diritto automatico alla concessione del finanziamento. L'approvazione finale resta subordinata alla verifica della completezza della richiesta, alla sussistenza dei requisiti di accesso, all'esito positivo dell'istruttoria condotta da Simest, all'effettiva disponibilità delle risorse finanziarie pubbliche e, infine, alla delibera favorevole del Comitato Agevolazioni.
Le date chiave per l'accesso al finanziamento bando Simest India
Per il bando Simest India il calendario per l'apertura degli sportelli è stato definito con precisione. La finestra per la presentazione delle domande relative alla “Misura India” si aprirà alle ore 9:00 del 16 settembre 2025. È previsto un periodo di manutenzione del portale, che sarà offline dalle 18:00 del 15 settembre fino al momento dell'apertura.
Dalle ore 9:00 del 7 agosto 2025 invece è già possibile presentare le richieste per lo strumento "Transizione Digitale o Ecologica" secondo le nuove condizioni.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Sardegna: incentivi alle imprese per la certificazione della parità di genere
La regione Sardegna, con la Determinazione n.4003/53120 del 01/08/2025, ha lanciato l'Avviso PARITAS, una misura pluriennale che mette a disposizione incentivi per le imprese finalizzati all'ottenimento della certificazione della parità di genere.
Con una dotazione finanziaria complessiva di 4.000.000 di euro, provenienti dai fondi PR Sardegna FESR 2021-2027 e PR Sardegna FSE+ 2021/2027, l'iniziativa si rivolge alle micro, piccole e medie imprese del territorio sardo. L'obiettivo è incentivare l'occupazione femminile e promuovere una concreta parità di genere nel tessuto imprenditoriale dell'isola.
Le linee di intervento dell'Avviso Paritas per la parità di genere
L'intervento è strutturato su due distinte linee di finanziamento, pensate per accompagnare le imprese in tutto il percorso verso la certificazione. Le due linee sono:
- Linea A) Servizi Consulenziali: questa linea è propedeutica e finanzia servizi di assistenza tecnico-consulenziale e di accompagnamento. Include tutoraggio e supporto tecnico-gestionale per preparare l'impresa e allinearla ai requisiti necessari per ottenere la certificazione della parità di genere.
- Linea B) Servizi di Certificazione: questa è la linea "certificatoria" vera e propria. Finanzia i costi per l'attestazione da parte di un organismo accreditato del raggiungimento e dell'implementazione di un sistema di gestione per la parità di genere, in conformità alla prassi UNI/PdR 125:2022.
A chi sono rivolti gli incentivi della Regione Sardegna per la parità di genere
Possono beneficiare degli incentivi le micro, piccole e medie imprese sarde che abbiano almeno un'unità produttiva all'interno della propria pianta organica. È importante sottolineare che per ricevere il contributo relativo alla Linea A, è obbligatorio fare richiesta anche per la Linea B. Il riconoscimento di entrambi i contributi avverrà esclusivamente dopo aver ottenuto la certificazione.
In alternativa, le imprese che si ritengono già pronte possono presentare domanda per il solo contributo sulla Linea B.
Come presentare domanda per l’avviso Regione Sardegna parità di genere
Le domande di contributo per la certificazione della parità di genere devono essere presentate telematicamente a partire dalle ore 16:00 del 15 ottobre 2025 e fino alle ore 23:59 del 31 ottobre 2025.
L'assegnazione dei voucher avverrà con una procedura a sportello, seguendo l'ordine cronologico di presentazione delle domande e previa istruttoria formale sulla loro ammissibilità. La tempestività è quindi un fattore chiave per accedere a questa importante opportunità.
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Fonte: regione.sardegna.it

Martina Moretti
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Regione Puglia: aperto il bando STEP per incentivi per tecnologie strategiche
La Regione Puglia ha pubblicato l'avviso per il Bando STEP Puglia, acronimo di Piattaforma per le Tecnologie Strategiche per l’Europa, finalizzato a sostenere lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie “critiche”. Con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 471 milioni di euro, a valere sul Programma Regionale PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 (azioni 12.1 e 13.1), l'iniziativa rappresenta un'opportunità strategica per creare un sistema produttivo regionale innovativo, sostenibile e competitivo.
A chi è rivolto il bando STEP Puglia
L’avviso per il Bando STEP Puglia è rivolto a piccole, medie e grandi imprese, sia in forma singola che associata, in grado di realizzare investimenti coerenti con lo sviluppo di tecnologie critiche, prioritariamente nei seguenti settori:
- tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deep tech;
- biotecnologie, inclusi i medicinali presenti nell’Elenco dell’Unione dei medicinali critici; c. tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, incluse le tecnologie a zero emissioni nette.
Le istanze di accesso devono riguardare programmi di importo complessivo delle spese ammissibili non inferiore a 3 milioni di euro per le grandi imprese e 1 milione di euro per le PMI, le start up tecnologiche e le imprese innovative.
Quali sono gli investimenti ammissibili
Attraverso il Programma STEP si possono realizzare investimenti per le seguenti attività:
- investimenti produttivi connessi a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che conseguano un TRL (Technology Readiness Level) pari a 9;
- investimenti produttivi da realizzarsi a seguito di attività di Ricerca & Sviluppo già svolta e certificabile nei settori STEP;
- investimenti produttivi con attività di R&S nei settori STEP, finalizzata ad apportare significativi miglioramenti allo stato dell’arte dell’investimento industriale cui sono connessi;
- investimenti produttivi in linea con le finalità strategiche del Regolamento STEP.
Come funziona l’agevolazione del bando STEP Puglia
L’agevolazione del bando STEP Puglia è riconosciuta nella forma del contributo in conto impianti, la cui intensità varia in relazione alla dimensione dell’impresa e alla natura dell’investimento.
Quando fare domanda per il bando STEP Puglia
Le istanze per accedere ai contributi del bando STEP Puglia possono essere inoltrate unicamente in via telematica. La finestra di presentazione della domanda è già aperta: le richieste possono essere inoltrate a partire dalle ore 12:00 del 4 agosto 2025. Gli interventi da agevolare sono selezionati attraverso una procedura valutativa a sportello.
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Fonte: burp.regione.puglia.it

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