Bando Regione Umbria incentivi occupazione stabile 2025

Regione Umbria: aperti gli incentivi per l’occupazione stabile nel 2025

ARPAL Umbria ha approvato un nuovo avviso pubblico per la concessione di incentivi per l’occupazione stabile 2025. Tramite la Determinazione Dirigenziale n. 1355 del 12/08/2025, la Regione ha stanziato una dotazione complessiva di 5 milioni di euro per sostenere le imprese che assumono a tempo indeterminato, anche con contratto di apprendistato, o che trasformano contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato. L’opportunità riguarda le assunzioni e le stabilizzazioni effettuate a partire dal 1° agosto 2025.

A chi è rivolto il bando Regione Umbria per l’occupazione stabile

Possono presentare domanda di incentivo i datori di lavoro privati, nello specifico le micro, piccole e medie imprese di qualsiasi settore economico, a condizione che abbiano almeno un’unità produttiva situata nel territorio della regione Umbria.

Beneficiari e importi dell'incentivo

L'incentivo è concesso per l'assunzione di lavoratori e lavoratrici che, alla data dell'assunzione, rientrano in una delle seguenti categorie:

  • Disoccupati/e o inoccupati/eiscritti ai Centri per l'Impiego dell'Umbria e persone inattive;
  • Disoccupati/e iscritti alle liste della Legge n. 68/99 (categorie protette);
  • Beneficiari/e del Programma GOLcon un patto di servizio attivo;
  • Lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione guadagni straordinaria(CIGS) in uscita dal lavoro;
  • Lavoratori e lavoratrici con contratto a tempo determinato (precari).

Gli importi degli incentivi per l’occupazione sono erogati sotto forma di somme forfettarie, il cui valore è modulato in base alla tipologia di lavoratore assunto e al tipo di contratto attivato. I contributi vanno da un minimo di 9.000 euro a un massimo di 15.000 euro per ogni singola assunzione.

Requisiti per l’accesso al contributo della Regione Umbria

Per accedere al finanziamento, l'impresa richiedente deve aver già effettuato l'assunzione o la stabilizzazione del lavoratore presso una sede operativa in Umbria prima di presentare la domanda. La data riportata sulla comunicazione obbligatoria deve essere compresa tra il 01/08/2025 e la data di invio della domanda stessa.

Quando presentare domanda per gli incentivi occupazione stabile

La presentazione delle domande è aperta a partire dalle ore 12:00 del 25 agosto 2025. Le scadenze per l'invio delle richieste variano in base alla tipologia di intervento:

  • per la trasformazione di un contratto a terminein contratto a tempo indeterminato, la scadenza è fissata alle ore 23:59 del 30/09/2025;
  • per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, la scadenza è fissata alle ore 23:59 del 31/12/2025.

Le richieste di contributo saranno valutate secondo l'ordine cronologico di presentazione e saranno ammesse al finanziamento fino all'esaurimento delle risorse disponibili. È fondamentale, quindi, che le imprese verifichino la sussistenza di tutti i requisiti di ammissibilità prima di procedere con la richiesta, per assicurarsi l'accesso a questi importanti incentivi per l’occupazione.

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Fonte: arpalumbria.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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Bilancio di sostenibilità: il Governo riscrive il calendario degli obblighi

Il panorama normativo sulla sostenibilità aziendale è in piena evoluzione. Con l'approvazione del Decreto Legge n. 95/2025, noto come "Decreto Economia", l'Italia ha ufficialmente recepito la direttiva europea "stop the clock" (UE 2025/794), modificando in modo significativo il calendario per la redazione del bilancio di sostenibilità.

Questa decisione concede alle imprese nazionali più tempo per adeguarsi ai complessi requisiti previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e dai relativi standard europei di rendicontazione (ESRS), aprendo una nuova fase per la reportistica ESG nel nostro Paese e trasformando un obbligo imminente in un'opportunità strategica da cogliere con preparazione.

Rendicontazione ESG: il nuovo calendario per le imprese italiane

Il rinvio degli obblighi non è uniforme, ma segmentato per tipologia di impresa. La nuova calendarizzazione, introdotta in Italia tramite la Legge n. 118 dell'8 agosto 2025, che ha convertito il Decreto Economia, mira a mitigare gli oneri di adeguamento senza alterare la platea dei soggetti coinvolti. È cruciale per ogni azienda comprendere la propria collocazione in questo nuovo schema temporale per pianificare adeguatamente le prossime mosse.

La normativa distingue nettamente tra le grandi realtà di interesse pubblico, già avvezze alla rendicontazione non finanziaria, e le altre categorie di imprese che beneficeranno del posticipo, garantendo una transizione più graduale verso la piena trasparenza.

Grandi imprese di interesse pubblico: l'obbligo resta confermato

Per le grandi imprese che costituiscono enti di interesse pubblico e che contano un numero medio di dipendenti superiore a 500 durante l'esercizio, il calendario rimane inalterato. Questi soggetti, che includono anche le imprese madri di grandi gruppi con le medesime caratteristiche dimensionali su base consolidata, sono tenuti a redigere il bilancio di sostenibilità a partire dall'anno di esercizio 2024, con la prima pubblicazione prevista per il 2025. Per questa categoria, l'obbligo di rendicontazione è già una realtà operativa, e il nuovo decreto non introduce alcuna proroga, confermando la tabella di marcia originale.

Altre grandi imprese: rinvio di due anni

La novità più rilevante riguarda le "altre grandi imprese" e le società capogruppo di grandi gruppi non precedentemente soggette agli obblighi della dichiarazione non finanziaria. Per queste entità, l'obbligo di rendicontazione di sostenibilità subisce uno slittamento di due anni. La prima rendicontazione dovrà essere redatta sull'esercizio finanziario che inizia il 1° gennaio 2027, con la conseguente pubblicazione del report nel corso del 2028.

Rientrano in questa categoria i soggetti che, per due esercizi consecutivi, superano almeno due dei tre seguenti limiti dimensionali: un totale dello stato patrimoniale di 25 milioni di euro, ricavi netti delle vendite e delle prestazioni pari a 50 milioni di euro, e un numero medio di 250 dipendenti occupati durante l'esercizio.

Le PMI quotate: il posticipo al 2028

Anche le piccole e medie imprese (PMI) con valori mobiliari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati italiani o dell'Unione Europea vedranno l'avvio della rendicontazione posticipato. Sono escluse da questo obbligo le microimprese. Per le PMI quotate, il primo esercizio da rendicontare sarà quello con inizio il 1° gennaio 2028, con la prima pubblicazione che avverrà nel 2029.

I criteri specifici per rientrare in questa categoria prevedono, per due esercizi consecutivi, il rispetto di almeno due dei seguenti parametri: un totale dell'attivo dello stato patrimoniale compreso tra 450.000 e 50.000.000 di euro, ricavi netti tra 900.000 e 500.000.000 di euro, e un numero medio di dipendenti tra 11 e 250.

Le novità normative oltre lo slittamento delle scadenze

Il quadro legislativo in trasformazione non si limita al solo rinvio delle scadenze. Parallelamente, sono in corso importanti processi di revisione e chiarimento che influenzeranno la pratica della rendicontazione di sostenibilità. Questi sviluppi riguardano la semplificazione degli standard di reporting, la definizione giuridica di "gruppo" e le tempistiche di un'altra direttiva fondamentale, quella sulla due diligence (CSDDD). Comprendere questi elementi è essenziale per avere una visione d'insieme completa e per prepararsi in modo efficace alle future normative.

Verso una semplificazione degli standard ESRS

Un elemento chiave del nuovo contesto normativo è il processo di revisione e alleggerimento degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). L'Efrag (European Financial Reporting Advisory Group) ha pubblicato delle bozze semplificate degli standard, i cosiddetti "exposure drafts", con l'obiettivo di ridurre la quantità di informazioni richieste e di facilitare il processo di raccolta dei dati ESG.

Questa iniziativa mira a diminuire gli oneri amministrativi per le imprese, rendendo la rendicontazione più accessibile ed efficiente. Fino al 29 settembre è aperta una consultazione pubblica che permette a imprese, professionisti e altri stakeholder di fornire il proprio contributo alla definizione delle regole finali.

La definizione di "gruppo" e le implicazioni per il consolidato

La Legge 118/2025 ha introdotto un importante chiarimento giuridico, recependo la definizione di "gruppo" contenuta nella Direttiva contabile UE (2013/34). Secondo questa definizione, un gruppo è costituito da un'impresa capogruppo e da tutte le imprese da essa controllate.

Il controllo si manifesta quando la capogruppo esercita un'influenza dominante, ad esempio detenendo la maggioranza dei diritti di voto, avendo il potere di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori o in virtù di specifici accordi contrattuali. Questa definizione è cruciale per determinare correttamente il perimetro di consolidamento per il bilancio e per la rendicontazione di sostenibilità, attribuendo responsabilità normative in modo inequivocabile.

L'impatto sulla direttiva CSDDD

Il pacchetto Omnibus della Commissione Europea ha influito anche sulla Direttiva sulla Due Diligence di Sostenibilità delle Imprese (CSDDD). Anche per questa normativa, che impone obblighi di diligence lungo la catena del valore in materia di diritti umani e ambiente, sono state previste nuove scadenze.

Le imprese con più di 3.000 dipendenti e oltre 900 milioni di euro di fatturato dovranno adeguarsi a partire dal 26 luglio 2028. Per le altre imprese soggette alla direttiva, l'applicazione scatterà invece dal 26 luglio 2029, concedendo anche in questo caso un margine temporale più ampio per implementare i processi necessari a mappare e mitigare i rischi lungo la propria catena di fornitura.

Un'opportunità strategica per le imprese

Il rinvio di due anni degli obblighi di rendicontazione non deve essere interpretato come una semplice pausa, ma come un'occasione preziosa. Questo tempo supplementare rappresenta una finestra strategica che le aziende possono e devono sfruttare per prepararsi in modo strutturato ed efficace. Invece di attendere l'avvicinarsi delle nuove scadenze, le imprese più lungimiranti utilizzeranno questo periodo per rafforzare i processi interni di raccolta e gestione dei dati ambientali, sociali e di governance (ESG), investire in strumenti digitali dedicati e formare il personale sulle nuove competenze richieste.

Prepararsi in anticipo permette di trasformare un adempimento normativo in un vantaggio competitivo. Integrare fin da ora la sostenibilità nella strategia aziendale significa migliorare la trasparenza verso investitori, istituti di credito e clienti, posizionandosi sul mercato come realtà affidabili e orientate al futuro. Un'impresa che affronta la transizione ESG in modo proattivo non solo sarà pronta a rispettare gli obblighi futuri, ma costruirà anche una solida reputazione, attirando talenti e consolidando la fiducia degli stakeholder, elementi fondamentali per prosperare in un'economia sempre più attenta ai valori sostenibili.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


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MIMIT, al via incentivi per fiere e mercati rionali

Il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT) ha pubblicato il decreto direttoriale 11 agosto 2025, che dà attuazione al decreto interministeriale del 26 giugno 2025 per il “Sostegno al settore fieristico in Italia e ai mercati rionali”. L’intervento definisce le modalità di accesso alle agevolazioni MIMIT volte a sostenere le PMI per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali in Italia e gli organizzatori di eventi di rilievo internazionale. L'obiettivo è far conoscere e diffondere l'eccellenza del made in Italy anche all'estero.

Linea 1: Sostegno alle PMI per la partecipazione alle fiere

Questa linea di intervento prevede un contributo a fondo perduto per le piccole e medie imprese. L'agevolazione è concessa sotto forma di un "buono" del valore massimo di 10.000 euro, che copre fino al 50% delle spese ammissibili. Il buono è destinato alle PMI con sede legale in Italia per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali organizzate nel nostro paese tra l'8 agosto 2025 e il 31 dicembre 2025. Le domande per l'assegnazione del buono potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 7 ottobre 2025 fino alle ore 12:00 del 28 ottobre 2025. Ciascuna PMI può richiedere il buono una sola volta, anche se per la partecipazione a più eventi.

Linea 2: Sostegno agli organizzatori di fiere

La seconda linea di azione è rivolta agli organizzatori di manifestazioni fieristiche nazionali. È previsto un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili per la realizzazione di progetti finalizzati all'organizzazione in Italia di manifestazioni o eventi fieristici di rilievo internazionale. I progetti possono riguardare eventi in presenza, virtuali o “ibridi”, purché mirati a valorizzare il made in Italy.

Le domande per accedere a queste agevolazioni MIMIT dovranno essere inviate dalle ore 12:00 del 9 ottobre 2025 e fino alle ore 12:00 del 30 ottobre 2025.

Agevolazioni MIMIT a sostegno ai mercati rionali

Il decreto definisce anche un intervento a sostegno dei mercati rionali. L’attuazione di questa misura, finalizzata a finanziare progetti di ammodernamento, riqualificazione e sostenibilità ambientale, è però demandata alle singole regioni. Ciascuna regione sarà quindi tenuta a presentare al Ministero una specifica richiesta per poter accedere ai fondi destinati a questo scopo.

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Fonte: www.mimit.gov.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Fondo transizione industriale sportello 2025

Fondo per il sostegno alla transizione industriale: al via il nuovo bando 2025

Il MIMIT ha annunciato l'apertura del terzo sportello per il Fondo per il sostegno alla transizione industriale, mettendo a disposizione una dotazione di 134.018.568,13 euro provenienti dalle risorse del PNRR. A partire dal 17 settembre 2025, le imprese potranno presentare domanda per ottenere contributi a fondo perduto destinati a sostenere programmi di investimento per la tutela ambientale.

Quali sono gli investimenti ammessi al Fondo

Per accedere alle agevolazioni, i programmi di investimento devono prevedere costi ammissibili compresi tra 3 e 20 milioni di euro. I progetti devono essere finalizzati al raggiungimento di uno o più dei seguenti obiettivi per la tutela ambientale:

  • Efficientamento energetico;
  • Produzione di energia da fonti rinnovabili, da cogenerazione o di idrogeno rinnovabile per l'autoconsumo;
  • Riduzione del consumo di acqua nei processi produttivi;
  • Riduzione della quantità di materie prime e semilavorati utilizzati;
  • Riduzione della quantità di rifiuti conferiti in discarica.

È importante sottolineare che, ai fini dell'ammissibilità, ogni progetto deve essere accompagnato da una relazione tecnica presentata sotto forma di perizia asseverata.

A chi è rivolto il contributo del Fondo per sostegno alla transizione industriale

Le agevolazioni sono accessibili a imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese) che operano su tutto il territorio nazionale. Questo strumento si rivolge a tutte le realtà produttive che intendono investire per migliorare il proprio impatto ambientale e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile.

Caratteristiche del contributo Fondo per sostegno alla transizione industriale

Il contributo è concesso nella forma di contributo a fondo perduto. L'intensità dell'aiuto concesso sarà modulata e calcolata in base alla natura specifica e alla localizzazione dell'investimento, oltre che alla tipologia dei costi ammissibili. A differenza del bando precedente, in questo non è più prevista la possibilità di richiedere l'aiuto secondo le condizioni del Quadro temporaneo Ucraina, data la sua imminente scadenza.

Come e quando presentare la domanda

Le domande per il Fondo per il sostegno alla transizione industriale potranno essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma informatica di Invitalia. Lo sportello sarà aperto dalle ore 12:00 del 17 settembre 2025 fino alle ore 12:00 del 10 dicembre 2025. Le domande saranno valutate secondo una procedura a graduatoria.

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Fonte: www.mimit.gov.it


Martina Moretti

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Bando Digit Imprese Sicilia

Regione Sicilia: pubblicato il bando Digit Imprese, contributi per la digitalizzazione delle MPMI

La Regione Sicilia, con il DDG n. 2175 del 05 agosto 2025, ha lanciato l'avviso pubblico “Digit imprese”, un’importante misura a sostegno della transizione digitale delle aziende del territorio. L'iniziativa, inserita nel contesto del bando PR FESR 2021/2027 (Azione 1.2.2), mette a disposizione una dotazione finanziaria di 9.624.859,20 euro per agevolare progetti di investimento in nuove tecnologie.

A chi è rivolto il bando Digit Imprese

Possono accedere alle agevolazioni previste dal bando le micro, piccole e medie imprese (MPMI) e le loro eventuali aggregazioni. Un requisito fondamentale per la partecipazione è che l'impresa risulti già costituita ed operativa da almeno 1 anno al momento della presentazione della domanda. Questa misura si rivolge quindi a un tessuto imprenditoriale già consolidato che intende innovare per rimanere competitivo sul mercato.

Spese ammissibili al bando Digit Imprese Regione Sicilia

Il bando finanzia interventi mirati all'introduzione delle più moderne soluzioni tecnologiche digitali nei processi produttivi e organizzativi, nei prodotti, nei servizi e nelle catene di distribuzione. Particolare attenzione è rivolta alle tecnologie abilitanti previste dalla Strategia regionale per la specializzazione intelligente (S3) Sicilia 2021–2027. Il costo totale ammissibile del progetto deve rispettare i seguenti limiti:

  • € 60.000,00 per le microimprese;
  • € 100.000,00 per le piccole imprese;
  • € 150.000,00 per le medie imprese.

Per tutti i progetti è richiesta una soglia minima di investimento pari a € 20.000,00.

Caratteristiche dell'agevolazione bando Digit Imprese

L'aiuto viene concesso sotto forma di sovvenzione non rimborsabile (contributo in conto impianti), coprendo fino a una misura massima dell'80% della spesa ritenuta ammissibile. Le agevolazioni rientrano nel regime “de minimis” (Reg. 2023/2831).

Quando fare domanda per il bando Digit Imprese Regione Sicilia

Le domande per il bando Digit Imprese Regione Sicilia potranno essere presentate dalle ore 12:00 dell’11 novembre 2025 alle ore 12:00 del 26 novembre 2025. Le domande saranno valutate secondo una procedura a sportello, pertanto la tempestività nella presentazione dell'istanza sarà un fattore cruciale per accedere alle risorse.

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Fonte: euroinfosicilia.it


Martina Moretti

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