Verso una misura unica per Transizione 4.0 e 5.0
Il Ministro Urso ha preannunciato la possibile introduzione di una nuova misura unica in legge di bilancio per superare gli attuali piani Transizione 4.0 e 5.0. Il nuovo piano verrebbe finanziato con risorse nazionali, una scelta strategica per svincolarsi dai rigidi limiti imposti dal PNRR e offrire maggiore flessibilità alle imprese italiane.
Superare i vincoli del PNRR per Transizione 4.0 e 5.0
Il piano Transizione 5.0, essendo finanziato con le risorse del PNRR, presenta importanti limitazioni. Tra queste, la scadenza per il completamento degli investimenti fissata al 31 dicembre 2025 e il rispetto del principio del “Do No Significant Harm” (DNSH). Quest'ultimo, in particolare, esclude o limita fortemente l’accesso agli incentivi per interi comparti industriali. Il finanziamento tramite risorse nazionali permetterebbe di estendere l'orizzonte temporale degli incentivi, dando alle aziende la possibilità di programmare investimenti pluriennali e di includere settori oggi esclusi.
L'ipotesi di un modello "modulare"
I dettagli della nuova misura sono ancora in fase di definizione, ma l'ipotesi più accreditata è quella di un modello “modulare”. La struttura potrebbe prevedere:
- Un incentivo di base per la trasformazione digitale, in linea con il precedente piano Transizione 4.0, ma con un’aliquota del credito d’imposta più contenuta.
- Un secondo modulo dedicato alla transizione green, volto a premiare gli investimenti che generano un significativo risparmio energetico. L'obiettivo è replicare la finalità di Transizione 5.0 ma con procedure più snelle e un focus sul risultato finale.
- Potrebbe essere prevista anche una premialità aggiuntiva per le imprese capaci di raggiungere obiettivi su entrambi i fronti, digitale ed ecologico, incentivando così i progetti di “twin transition”.
Obiettivi e sfide del nuovo piano per Transizione 4.0 e 5.0
Questa nuova impostazione consentirebbe di modulare il sostegno pubblico in base all'impatto dei progetti, favorirebbe una migliore programmazione degli investimenti e permetterebbe all'Italia di avanzare sui temi della sovranità tecnologica e della resilienza energetica. La sfida per il Governo sarà quella di reperire risorse adeguate e predisporre una normativa chiara. È importante sottolineare che, al momento, si tratta di ipotesi annunciate dal Ministro e non ancora formalizzate in documenti ufficiali.
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Fonte: innovationpost.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Pubblicata in Gazzetta la legge di conversione del Decreto Economia 2025
È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2025 la Legge n. 118, che converte il DL 95/2025, noto anche come DL Omnibus o Decreto Economia 2025. Il provvedimento introduce diverse misure strategiche per sostenere le imprese italiane, con interventi mirati nei settori del turismo, dell’editoria, dell’agricoltura e aggiornamenti normativi in materia di sostenibilità. Il testo si compone di 21 articoli suddivisi in tre capi, ognuno dedicato a uno specifico ambito di intervento pubblico.
Turismo: incentivi per lo staff housing
Per far fronte alle difficoltà abitative dei lavoratori del settore turistico, il decreto stanzia 120 milioni di euro. Le risorse sono così ripartite: 44 milioni nel 2025 e 38 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. I fondi sono destinati a due scopi principali: finanziare investimenti per la creazione e riqualificazione di alloggi per il personale, con un focus su efficienza energetica e sostenibilità, e sostenere i canoni di locazione.
Per accedere a questi ultimi, gli affitti dovranno essere calmierati di almeno il 30% rispetto ai valori di mercato. I beneficiari della misura sono gli operatori del settore turistico e della ristorazione e chi gestisce in forma imprenditoriale residenze per il personale.
Raddoppiano le risorse per editoria e librerie
Il provvedimento raddoppia la dotazione finanziaria per il settore, portandola da 24,8 a 54,8 milioni di euro per il 2025. Questo incremento di 30 milioni è finalizzato a sostenere l’intera filiera dell’editoria libraria, compresa quella digitale. Una particolare attenzione è rivolta alle librerie indipendenti, a quelle di lunga tradizione storica e alle librerie di prossimità, con l’obiettivo di rafforzare la rete culturale sui territori e promuovere l’accesso alla lettura anche nelle aree più periferiche.
Agricoltura: fondi per innovazione e sostegno alle filiere
Per il comparto primario, il decreto stanzia 47 milioni di euro per supportare progetti di innovazione. L’obiettivo è favorire la transizione tecnologica e digitale delle imprese agricole, incrementando la loro efficienza e sostenibilità. Sono inoltre destinati ulteriori 5 milioni di euro per sostenere la filiera suinicola, un settore duramente colpito da restrizioni sanitarie e perdite economiche, al fine di salvaguardarne la capacità produttiva.
Bilanci di sostenibilità: slitta il calendario degli obblighi
Il Decreto Economia 2025 recepisce la proroga introdotta dalla direttiva UE 2025/794, aggiornando le scadenze per la rendicontazione di sostenibilità. Restano confermati gli obblighi a partire dagli esercizi 2024 per le grandi imprese di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti.
Per tutte le altre grandi imprese, l'obbligo slitta all’esercizio che inizia dal 1° gennaio 2027, mentre per le PMI quotate (escluse le micro-imprese) si partirà dal 2028. La proroga offre due anni in più per adeguarsi, mentre prosegue il processo di semplificazione degli standard ESRS, in consultazione pubblica fino al 29 settembre 2025.
Nuove risorse per l’internazionalizzazione delle imprese
Con il Decreto Economia 2025 sono stanziate nuove risorse, fino a un massimo di 200 milioni di euro, per favorire l’internazionalizzazione delle imprese che operano o investono in India. Questa misura è stata estesa anche per includere start-up e PMI del Sud Italia, offrendo loro nuove opportunità di crescita sui mercati esteri.
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Fonte: Gazzetta Ufficiale del 9 agosto 2025

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
IRES Premiale: come funziona la riduzione dell’aliquota dal 24% al 20%
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato il decreto attuativo relativo alla riduzione dell'aliquota IRES per le imprese che effettuano investimenti rilevanti, come previsto dalla Legge di Bilancio 2025. La misura, conosciuta come Ires Premiale, prevede una diminuzione temporanea dell'aliquota dal 24% al 20% per il solo anno 2025. L’obiettivo è incentivare le aziende a reinvestire i propri utili in progetti di innovazione e nell'incremento dell'occupazione.
A chi si rivolge l'incentivo IRES Premiale
Possono accedere alla riduzione fiscale le società e gli enti residenti nel territorio dello Stato che esercitano attività commerciali. Nello specifico, i beneficiari includono:
- le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione;
- le società europee e le società cooperative europee;
- gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, che hanno come oggetto principale l'esercizio di attività commerciali.
I requisiti per accedere alla riduzione IRES
Per ottenere la riduzione dell'aliquota IRES al 20%, le imprese devono soddisfare entrambe le seguenti condizioni:
- Destinare una quota non inferiore all’80% degli utili dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2024 ad un'apposita riserva.
- Utilizzare un ammontare pari ad almeno il 30% di tali utili accantonati (e comunque non inferiore al 24% degli utili dell'esercizio 2023) per la realizzazione di investimenti rilevanti.
Quali sono gli investimenti rilevanti ammissibili all’IRES Premiale
Gli investimenti considerati rilevanti ai fini dell'agevolazione devono essere realizzati a partire dal 1° gennaio 2025 ed entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta 2025 (ovvero, entro il 31 ottobre 2026 per i soggetti con esercizio solare).
Gli investimenti ammissibili riguardano:
- Beni strumentali materiali e immateriali 4.0, inclusi negli allegati A e B della legge n. 232/2016.
- Beni previsti dal Piano Transizione 5.0, a condizione che siano acquisiti nell'ambito di progetti di innovazione finalizzati a una riduzione dei consumi energetici.
L'ammontare minimo degli investimenti rilevanti è fissato come il maggiore tra i seguenti importi:
- 30% dell'utile accantonato a riserva;
- 24% dell'utile registrato nell'esercizio 2023;
- 000 euro.
Ulteriori condizioni per il mantenimento del beneficio
Oltre agli investimenti, per beneficiare dell’IRES premiale è necessario rispettare alcuni requisiti legati all'occupazione. In particolare, l'impresa non deve aver fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni nel 2024 o nell'anno successivo.
Inoltre, nel periodo d’imposta 2025, deve assicurare che:
- Il numero di unità lavorative (ULA) non sia diminuito rispetto alla media del triennio precedente.
- Ci sia un incremento occupazionale attraverso nuove assunzioni a tempo indeterminato, pari ad almeno l'1% dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupati nel 2024 (e comunque non inferiore a una nuova assunzione).
Infine è importante precisare che l'IRES Premiale è una misura complessa che va gestita con il supporto di professionisti, come commercialisti e consulenti del lavoro, poiché il beneficio viene indicato nella dichiarazione dei redditi 2025.
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Fonte: finanze.gov.it

Martina Moretti
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Regione Umbria: aperti gli incentivi per l’occupazione stabile nel 2025
ARPAL Umbria ha approvato un nuovo avviso pubblico per la concessione di incentivi per l’occupazione stabile 2025. Tramite la Determinazione Dirigenziale n. 1355 del 12/08/2025, la Regione ha stanziato una dotazione complessiva di 5 milioni di euro per sostenere le imprese che assumono a tempo indeterminato, anche con contratto di apprendistato, o che trasformano contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato. L’opportunità riguarda le assunzioni e le stabilizzazioni effettuate a partire dal 1° agosto 2025.
A chi è rivolto il bando Regione Umbria per l’occupazione stabile
Possono presentare domanda di incentivo i datori di lavoro privati, nello specifico le micro, piccole e medie imprese di qualsiasi settore economico, a condizione che abbiano almeno un’unità produttiva situata nel territorio della regione Umbria.
Beneficiari e importi dell'incentivo
L'incentivo è concesso per l'assunzione di lavoratori e lavoratrici che, alla data dell'assunzione, rientrano in una delle seguenti categorie:
- Disoccupati/e o inoccupati/eiscritti ai Centri per l'Impiego dell'Umbria e persone inattive;
- Disoccupati/e iscritti alle liste della Legge n. 68/99 (categorie protette);
- Beneficiari/e del Programma GOLcon un patto di servizio attivo;
- Lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione guadagni straordinaria(CIGS) in uscita dal lavoro;
- Lavoratori e lavoratrici con contratto a tempo determinato (precari).
Gli importi degli incentivi per l’occupazione sono erogati sotto forma di somme forfettarie, il cui valore è modulato in base alla tipologia di lavoratore assunto e al tipo di contratto attivato. I contributi vanno da un minimo di 9.000 euro a un massimo di 15.000 euro per ogni singola assunzione.
Requisiti per l’accesso al contributo della Regione Umbria
Per accedere al finanziamento, l'impresa richiedente deve aver già effettuato l'assunzione o la stabilizzazione del lavoratore presso una sede operativa in Umbria prima di presentare la domanda. La data riportata sulla comunicazione obbligatoria deve essere compresa tra il 01/08/2025 e la data di invio della domanda stessa.
Quando presentare domanda per gli incentivi occupazione stabile
La presentazione delle domande è aperta a partire dalle ore 12:00 del 25 agosto 2025. Le scadenze per l'invio delle richieste variano in base alla tipologia di intervento:
- per la trasformazione di un contratto a terminein contratto a tempo indeterminato, la scadenza è fissata alle ore 23:59 del 30/09/2025;
- per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, la scadenza è fissata alle ore 23:59 del 31/12/2025.
Le richieste di contributo saranno valutate secondo l'ordine cronologico di presentazione e saranno ammesse al finanziamento fino all'esaurimento delle risorse disponibili. È fondamentale, quindi, che le imprese verifichino la sussistenza di tutti i requisiti di ammissibilità prima di procedere con la richiesta, per assicurarsi l'accesso a questi importanti incentivi per l’occupazione.
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Fonte: arpalumbria.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bilancio di sostenibilità: il Governo riscrive il calendario degli obblighi
Il panorama normativo sulla sostenibilità aziendale è in piena evoluzione. Con l'approvazione del Decreto Legge n. 95/2025, noto come "Decreto Economia", l'Italia ha ufficialmente recepito la direttiva europea "stop the clock" (UE 2025/794), modificando in modo significativo il calendario per la redazione del bilancio di sostenibilità.
Questa decisione concede alle imprese nazionali più tempo per adeguarsi ai complessi requisiti previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e dai relativi standard europei di rendicontazione (ESRS), aprendo una nuova fase per la reportistica ESG nel nostro Paese e trasformando un obbligo imminente in un'opportunità strategica da cogliere con preparazione.
Rendicontazione ESG: il nuovo calendario per le imprese italiane
Il rinvio degli obblighi non è uniforme, ma segmentato per tipologia di impresa. La nuova calendarizzazione, introdotta in Italia tramite la Legge n. 118 dell'8 agosto 2025, che ha convertito il Decreto Economia, mira a mitigare gli oneri di adeguamento senza alterare la platea dei soggetti coinvolti. È cruciale per ogni azienda comprendere la propria collocazione in questo nuovo schema temporale per pianificare adeguatamente le prossime mosse.
La normativa distingue nettamente tra le grandi realtà di interesse pubblico, già avvezze alla rendicontazione non finanziaria, e le altre categorie di imprese che beneficeranno del posticipo, garantendo una transizione più graduale verso la piena trasparenza.
Grandi imprese di interesse pubblico: l'obbligo resta confermato
Per le grandi imprese che costituiscono enti di interesse pubblico e che contano un numero medio di dipendenti superiore a 500 durante l'esercizio, il calendario rimane inalterato. Questi soggetti, che includono anche le imprese madri di grandi gruppi con le medesime caratteristiche dimensionali su base consolidata, sono tenuti a redigere il bilancio di sostenibilità a partire dall'anno di esercizio 2024, con la prima pubblicazione prevista per il 2025. Per questa categoria, l'obbligo di rendicontazione è già una realtà operativa, e il nuovo decreto non introduce alcuna proroga, confermando la tabella di marcia originale.
Altre grandi imprese: rinvio di due anni
La novità più rilevante riguarda le "altre grandi imprese" e le società capogruppo di grandi gruppi non precedentemente soggette agli obblighi della dichiarazione non finanziaria. Per queste entità, l'obbligo di rendicontazione di sostenibilità subisce uno slittamento di due anni. La prima rendicontazione dovrà essere redatta sull'esercizio finanziario che inizia il 1° gennaio 2027, con la conseguente pubblicazione del report nel corso del 2028.
Rientrano in questa categoria i soggetti che, per due esercizi consecutivi, superano almeno due dei tre seguenti limiti dimensionali: un totale dello stato patrimoniale di 25 milioni di euro, ricavi netti delle vendite e delle prestazioni pari a 50 milioni di euro, e un numero medio di 250 dipendenti occupati durante l'esercizio.
Le PMI quotate: il posticipo al 2028
Anche le piccole e medie imprese (PMI) con valori mobiliari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati italiani o dell'Unione Europea vedranno l'avvio della rendicontazione posticipato. Sono escluse da questo obbligo le microimprese. Per le PMI quotate, il primo esercizio da rendicontare sarà quello con inizio il 1° gennaio 2028, con la prima pubblicazione che avverrà nel 2029.
I criteri specifici per rientrare in questa categoria prevedono, per due esercizi consecutivi, il rispetto di almeno due dei seguenti parametri: un totale dell'attivo dello stato patrimoniale compreso tra 450.000 e 50.000.000 di euro, ricavi netti tra 900.000 e 500.000.000 di euro, e un numero medio di dipendenti tra 11 e 250.
Le novità normative oltre lo slittamento delle scadenze
Il quadro legislativo in trasformazione non si limita al solo rinvio delle scadenze. Parallelamente, sono in corso importanti processi di revisione e chiarimento che influenzeranno la pratica della rendicontazione di sostenibilità. Questi sviluppi riguardano la semplificazione degli standard di reporting, la definizione giuridica di "gruppo" e le tempistiche di un'altra direttiva fondamentale, quella sulla due diligence (CSDDD). Comprendere questi elementi è essenziale per avere una visione d'insieme completa e per prepararsi in modo efficace alle future normative.
Verso una semplificazione degli standard ESRS
Un elemento chiave del nuovo contesto normativo è il processo di revisione e alleggerimento degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). L'Efrag (European Financial Reporting Advisory Group) ha pubblicato delle bozze semplificate degli standard, i cosiddetti "exposure drafts", con l'obiettivo di ridurre la quantità di informazioni richieste e di facilitare il processo di raccolta dei dati ESG.
Questa iniziativa mira a diminuire gli oneri amministrativi per le imprese, rendendo la rendicontazione più accessibile ed efficiente. Fino al 29 settembre è aperta una consultazione pubblica che permette a imprese, professionisti e altri stakeholder di fornire il proprio contributo alla definizione delle regole finali.
La definizione di "gruppo" e le implicazioni per il consolidato
La Legge 118/2025 ha introdotto un importante chiarimento giuridico, recependo la definizione di "gruppo" contenuta nella Direttiva contabile UE (2013/34). Secondo questa definizione, un gruppo è costituito da un'impresa capogruppo e da tutte le imprese da essa controllate.
Il controllo si manifesta quando la capogruppo esercita un'influenza dominante, ad esempio detenendo la maggioranza dei diritti di voto, avendo il potere di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori o in virtù di specifici accordi contrattuali. Questa definizione è cruciale per determinare correttamente il perimetro di consolidamento per il bilancio e per la rendicontazione di sostenibilità, attribuendo responsabilità normative in modo inequivocabile.
L'impatto sulla direttiva CSDDD
Il pacchetto Omnibus della Commissione Europea ha influito anche sulla Direttiva sulla Due Diligence di Sostenibilità delle Imprese (CSDDD). Anche per questa normativa, che impone obblighi di diligence lungo la catena del valore in materia di diritti umani e ambiente, sono state previste nuove scadenze.
Le imprese con più di 3.000 dipendenti e oltre 900 milioni di euro di fatturato dovranno adeguarsi a partire dal 26 luglio 2028. Per le altre imprese soggette alla direttiva, l'applicazione scatterà invece dal 26 luglio 2029, concedendo anche in questo caso un margine temporale più ampio per implementare i processi necessari a mappare e mitigare i rischi lungo la propria catena di fornitura.
Un'opportunità strategica per le imprese
Il rinvio di due anni degli obblighi di rendicontazione non deve essere interpretato come una semplice pausa, ma come un'occasione preziosa. Questo tempo supplementare rappresenta una finestra strategica che le aziende possono e devono sfruttare per prepararsi in modo strutturato ed efficace. Invece di attendere l'avvicinarsi delle nuove scadenze, le imprese più lungimiranti utilizzeranno questo periodo per rafforzare i processi interni di raccolta e gestione dei dati ambientali, sociali e di governance (ESG), investire in strumenti digitali dedicati e formare il personale sulle nuove competenze richieste.
Prepararsi in anticipo permette di trasformare un adempimento normativo in un vantaggio competitivo. Integrare fin da ora la sostenibilità nella strategia aziendale significa migliorare la trasparenza verso investitori, istituti di credito e clienti, posizionandosi sul mercato come realtà affidabili e orientate al futuro. Un'impresa che affronta la transizione ESG in modo proattivo non solo sarà pronta a rispettare gli obblighi futuri, ma costruirà anche una solida reputazione, attirando talenti e consolidando la fiducia degli stakeholder, elementi fondamentali per prosperare in un'economia sempre più attenta ai valori sostenibili.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.





