Fondo PMI EUIPO 2025: riaperti i Voucher brevetti e varietà vegetali
EUIPO (Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) ha annunciato la riapertura di due importanti voucher nell'ambito del suo Fondo PMI per l'anno 2025. Stiamo parlando del Voucher 3 (dedicato ai brevetti nazionali ed europei) e del Voucher 4 (specifico per le varietà vegetali comunitarie). Questa iniziativa mira a supportare le piccole e medie imprese nell'accesso e nella protezione della loro proprietà intellettuale.
Per il Voucher 2, relativo a marchi e disegni/modelli (nazionali, europei e internazionali), la piattaforma resta tuttora aperta, senza previsioni di chiusure anticipate rispetto alla scadenza originaria fissata per il 5 dicembre 2025.
Quali sono i voucher disponibili tramite il Fondo PMI EUIPO
Il Fondo PMI EUIPO rappresenta un sistema di incentivazione specificamente ideato per le piccole e medie imprese. Per il 2025, è stata stanziata una dotazione finanziaria complessiva di 22,5 milioni di euro a livello europeo. Le imprese con sede in Italia possono richiedere i seguenti voucher:
- Voucher 2: Contributi per la registrazione di marchi e disegni/modelli a livello nazionale, europeo (EUIPO) e internazionale (OMPI/WIPO), con un importo massimo rimborsabile di 700 euro.
- Voucher 3: Finanziamenti per la registrazione di brevetti nazionali, fino a 1000 euro, e per la protezione brevettuale a livello europeo (EUIPO), con un contributo massimo di 2.500 euro.
- Voucher 4: Sostegno economico per la registrazione di varietà vegetali comunitarie, con un contributo che può arrivare fino a 1500 euro.
A chi è rivolto il Fondo PMI EUIPO
I voucher del Fondo PMI di EUIPO sono rivolti esclusivamente alle piccole e medie imprese (PMI) come definite dalla normativa europea. L'obiettivo è quello di aiutarle a proteggere le loro innovazioni e creazioni, facilitando l'accesso ai sistemi di registrazione della proprietà intellettuale che possono essere costosi e complessi, in particolare per le realtà più piccole.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
MASE: nuovo avviso per progetti di ricerca e sviluppo sulle materie prime critiche
È stato pubblicato un nuovo avviso del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che mette a disposizione 24 milioni di euro per progetti di ricerca e sviluppo. L'obiettivo è favorire un approvvigionamento sostenibile, circolare e sicuro delle materie prime critiche, finanziando progetti focalizzati sulla progettazione ecocompatibile e sull'estrazione mineraria urbana, inclusa la gestione (logistica e riciclaggio) dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, comprese le pale delle turbine eoliche e i pannelli fotovoltaici.
I progetti finanziabili dal bando MASE materie prime critiche
L'avviso, molto simile a quello uscito a febbraio 2025, finanzia progetti di ricerca e sviluppo con un valore compreso tra 1 e 2 milioni di euro. Questi progetti devono rientrare in tre filoni principali di ricerca, sviluppo e innovazione.
Il primo filone riguarda tecnologie innovative per il recupero e il riciclaggio di rifiuti contenenti materie prime critiche e strategiche. Il secondo si concentra sull'integrazione della progettazione ecocompatibile nei processi produttivi e di consumo. Infine, il terzo filone mira a ottimizzare la raccolta e la cernita dei rifiuti urbani per ottenere un'offerta costante di materie prime critiche di alta qualità tramite l'estrazione mineraria urbana.
Chi può partecipare al bando MASE per progetti sulle materie prime critiche?
Possono presentare domanda per il bando MASE materie prime critiche le imprese di qualsiasi dimensione operanti su tutto il territorio nazionale. L'accesso è consentito sia in forma singola che come soggetti capofila in progetti congiunti che coinvolgano altre imprese o organismi di ricerca.
Come funziona l'agevolazione del nuovo avviso MASE
L'agevolazione del bando MASE materie prime critiche è concessa come contributo alla spesa, ai sensi e nei limiti dell'articolo 25 del Regolamento GBER. L'intensità massima del sostegno può arrivare fino all'80% dei costi e delle spese ammissibili del progetto.
Come fare domanda per il bando MASE materie prime critiche
Le domande di agevolazione per il bando MASE materie prime critiche potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 5 giugno 2025 e fino alle ore 12:00 del 4 luglio 2025.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Le sfide per le imprese europee nei prossimi 5 anni
Il prossimo quinquennio sarà determinante per il futuro del tessuto imprenditoriale europeo. Con una competizione sempre più serrata e profonde trasformazioni tecnologiche in atto, le decisioni strategiche che le aziende adotteranno oggi definiranno la loro traiettoria di crescita e la loro capacità di rimanere competitive sul mercato di domani. Comprendere le dinamiche macroeconomiche e le sfide strutturali che attendono il continente non è più un esercizio accademico, ma un imperativo strategico per ogni impresa che miri a prosperare.
Questa analisi si fonda sulle evidenze e sulle proiezioni emerse durante l'evento di kick-off dell'European Digital Tech Watch (EDTW), tenutosi il 14 marzo 2025. L'incontro, promosso dagli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, ha visto il contributo di enti istituzionali e aziende di rilievo come la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Bank Austria, Amundi Italy, TIM e Zalando.
Diventa quindi imperativo esaminare in dettaglio le criticità identificate, al fine di elaborare direttrici operative in grado di guidare le aziende attraverso le sfide del prossimo quinquennio e di metterle nelle condizioni di capitalizzare le opportunità che ne deriveranno.
Le sei sfide macroeconomiche e il loro impatto sulla competitività aziendale
L'analisi presentata dall'EDTW, basata su fonti istituzionali come la Commissione Europea, ha messo in luce sei aree di criticità che avranno un impatto diretto e profondo sull'operatività e sulla strategia delle imprese europee.
- Innovation & Technology Gap
Il divario in termini di innovazione e tecnologia rappresenta forse la sfida più critica. L'Europa rischia di accumulare un ritardo significativo rispetto ai poli tecnologici nordamericani e asiatici nello sviluppo e nella commercializzazione di tecnologie disruptive. Per le imprese, questo si traduce in un rischio concreto di obsolescenza dei propri prodotti e servizi, in una ridotta capacità di efficientare i processi e, in ultima analisi, in una perdita di quote di mercato. La difficoltà nel passare dalla ricerca e sviluppo (R&S) alla commercializzazione su larga scala, aggravata da un accesso limitato a capitali per la fase di scale-up, costituisce un freno sistemico all'innovazione aziendale. - Digital Sovereignty & Dependencies
Strettamente collegata alla precedente, questa sfida evidenzia una marcata dipendenza dell'Europa da fornitori extra-UE per oltre l'80% delle sue infrastrutture digitali. Per un'azienda, questa dipendenza si traduce in una supply chain tecnologica fragile e soggetta a shock esterni. Le implicazioni operative includono la volatilità dei costi di approvvigionamento, i rischi di interruzione delle forniture a causa di tensioni geopolitiche e la potenziale non conformità con future normative sulla sovranità dei dati. - Fragmentation
Nonostante l'esistenza del mercato unico, l'Europa soffre ancora di una significativa frammentazione a livello di normative nazionali e mercati. Questa disomogeneità ostacola la capacità delle imprese di realizzare economie di scala, rallentando gli investimenti in infrastrutture digitali cruciali. A livello aziendale, la frammentazione si manifesta in un aumento della complessità burocratica e dei costi amministrativi per le operazioni transfrontaliere. - Skills & Talent Shortage
La transizione digitale richiede un capitale umano con competenze adeguate, ma l'Europa affronta una cronica carenza di professionisti. Questo skills gap rappresenta un collo di bottiglia che frena direttamente l'innovazione. Per le aziende, l'impatto è immediato: difficoltà nel reclutare figure chiave come data scientist ed esperti di cybersecurity, aumento della pressione salariale e ritardi nei progetti. Inoltre, il rischio di un "digital divide" limita il mercato potenziale. - Cybersecurity
L'accelerazione della digitalizzazione ha ampliato in modo esponenziale la superficie di attacco per le minacce informatiche, rappresentando un rischio esistenziale per le imprese. Le conseguenze di un incidente di cybersecurity vanno ben oltre l'interruzione operativa: includono perdite finanziarie, danni reputazionali, perdita di proprietà intellettuale e sanzioni severe. La sicurezza informatica è diventata un elemento non negoziabile della continuità operativa. - Geopolitical Instability & Supply Chain Risks
L'attuale contesto di crescente instabilità geopolitica espone le imprese europee a significative vulnerabilità esterne. Le catene di approvvigionamento globali si sono rivelate fragili, creando incertezza nella fornitura di componenti essenziali e volatilità dei costi. Questa instabilità richiede alle imprese di riconsiderare le proprie strategie di supply chain, orientandosi verso modelli più resilienti e diversificati.
Il programma "2030 Digital Compass": quadro strategico e opportunità di finanziamento
Di fronte a queste sfide sistemiche, l'Unione Europea ha definito una risposta strategica chiara: il programma "2030 Digital Compass". Questo piano è una vera e propria mappa che definisce le direzioni di investimento e le priorità per il prossimo decennio. Per le imprese, comprendere questo quadro è fondamentale, poiché i suoi pilastri indicano le aree tematiche dove si concentreranno i futuri bandi di finanza agevolata e le opportunità di finanziamento. I quattro assi cardinali del programma sono:
- Competenze digitali e talenti: L'obiettivo è formare 20 milioni di specialisti ICT entro il 2030, aprendo la via a finanziamenti per la formazione e il reskilling.
- Infrastrutture digitali sicure e sostenibili: Il piano prevede una copertura Gigabit per tutti, 10.000 edge node e lo sviluppo del primo computer quantistico europeo, creando nuovi mercati per le filiere tecnologiche.
- Trasformazione digitale delle imprese: L'UE punta a far sì che il 75% delle aziende utilizzi tecnologie come cloud, big data e AI, e che il 90% delle PMI raggiunga un livello base di maturità digitale, con un forte sostegno all'innovazione tramite bandi e contributi.
- Digitalizzazione dei servizi pubblici: L’obiettivo è la piena digitalizzazione dei servizi pubblici, che inevitabilmente genererà opportunità per le aziende fornitrici di soluzioni e servizi di formazione per la Pubblica Amministrazione.
L'iniziativa EDTW: un osservatorio per il monitoraggio strategico
Per monitorare l'avanzamento verso gli obiettivi del "2030 Digital Compass" e fornire dati concreti a imprese e istituzioni, nasce l'European Digital Tech Watch (EDTW).
Questa iniziativa, capitalizzando l'esperienza ultraventennale degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, si propone di diventare il principale network europeo per l'analisi della trasformazione digitale, agendo su tre pilastri: la ricerca, la creazione di una community di esperti e la disseminazione della conoscenza. Il suo raggio d'azione si concentrerà su quattro aree tecnologiche strategiche
- Intelligenza artificiale;
- Data management & engineering;
- Cybersecurity;
- Data center.
L'EDTW impiegherà un portafoglio diversificato di metodologie, incluse survey internazionali, analisi di dati finanziari e studi di casi d'uso. Questo approccio integrato è progettato per fornire alle imprese non semplici dati, ma una vera e propria intelligence competitiva, fondamentale per effettuare benchmark accurati e orientare gli investimenti.
Il ruolo strategico delle imprese: da attori passivi a motori dell'innovazione
Lo scenario delineato impone un mutamento di paradigma per le imprese europee: non è più possibile agire come attori passivi. È richiesto un approccio proattivo perché la competizione non si gioca più solo tra singole aziende, ma tra blocchi economici e sistemi-paese.
In questo contesto, l'innovazione cessa di essere una funzione aziendale per diventare una responsabilità strategica. La collaborazione tra imprese, centri di ricerca e istituzioni non è più un'opzione, ma una necessità competitiva per sviluppare tecnologie proprietarie e garantire la competitività futura.
Le imprese europee si trovano di fronte a un orizzonte complesso, definito da sfide strutturali ma anche illuminato da una chiara visione strategica, il "2030 Digital Compass". La consapevolezza di queste dinamiche, supportata da dati e analisi, è il primo, indispensabile passo.
Tuttavia, la conoscenza da sola non basta. Il successo nel prossimo quinquennio dipenderà dalla capacità di ogni singola impresa di tradurre questa consapevolezza in piani d'azione concreti e misurabili. È necessario investire, innovare e collaborare.
Gli strumenti di finanza agevolata e i contributi a fondo perduto sono leve strategiche per accelerare questa trasformazione. Affrontare il futuro con un piano d'azione definito e il supporto di partner esperti sarà il fattore che distinguerà le aziende che guideranno il mercato da quelle che si limiteranno a seguirlo.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Bando ISI INAIL 2024: Pubblicati gli elenchi NCD
L’INAIL ha annunciato la pubblicazione degli elenchi provvisori No Click Day (NCD) relativi al Bando ISI INAIL 2024. Questo avviso fornisce importanti indicazioni sui prossimi passaggi per le aziende che hanno presentato domanda per accedere ai contributi per la sicurezza sul lavoro.
Sono state ammesse direttamente alla fase di caricamento della documentazione, senza dover partecipare allo sportello informatico (Click-day), tutte le domande presentate per la parte “Generalista” del bando, che comprende gli Assi 1.1, 1.2, 2, 3 e 4, per tutte le regioni e provincie autonome. A queste si aggiungono anche le domande relative all'Asse 5.1 “Agricoltura” per le sole regioni Liguria e Valle d’Aosta.
Chi deve ancora fare il Click Day per il bando ISI INAIL 2024
Diversamente, le domande presentate per i restanti Assi 5.1 e 5.2, relativi al settore agricolo, dovranno comunque partecipare allo sportello informatico (Click day). Per questi partecipanti, è già disponibile la funzionalità per scaricare il codice identificativo (token) necessario per la registrazione e l'invio della domanda.
I prossimi passi per gli ammessi NCD
I soggetti titolari delle domande inserite negli elenchi pubblicati come NCD, il cui ordine è basato sul tempo di registrazione nella “Procedura Domanda”, sono invitati a procedere con il caricamento della documentazione completa e del modulo A. Questa fase è cruciale per finalizzare la domanda e può essere avviata a partire dal 4 giugno 2025.
Il caricamento della documentazione dovrà essere completato entro e non oltre le ore 18:00 del giorno 14 luglio 2025. Il mancato rispetto di questa scadenza comporterà la decadenza della domanda per il Bando ISI INAIL 2024. Ulteriori comunicazioni con gli elenchi definitivi dei progetti ammessi sia tramite NCD che tramite Click day seguiranno.
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Martina Moretti
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L'impegno crescente delle imprese nel reporting ESG: dati e implicazioni strategiche
I criteri ESG (Ambientale, Sociale, Governance) sono sempre più pilastri strategici aziendali, non solo indicatori etici. Molte organizzazioni, dalle multinazionali alle PMI, integrano pratiche sostenibili nel proprio operato. Il reporting ESG ne è espressione chiave, diffondendosi anche senza obblighi normativi.
Una recente indagine Workiva evidenzia come la maggioranza delle imprese prosegua con i piani di sostenibilità e la relativa comunicazione, indipendentemente da mutamenti legislativi. Questo denota una scelta strategica consapevole. Un ESG report dettagliato è infatti cruciale per dialogare con stakeholder esigenti.
In altre parole, la rendicontazione di sostenibilità moderna consolida la credibilità aziendale, impattando su competitività e capacità di attrarre risorse. Implementare una solida rendicontazione ESG è quindi un investimento per un successo duraturo.
L'adozione volontaria della rendicontazione ESG da parte delle aziende
La spinta verso la trasparenza ESG, anche senza obblighi, nasce da una consapevolezza che va oltre la mera conformità. Il sondaggio Workiva rivela che l'85% dei dirigenti continuerà a divulgare le emissioni di gas serra e il 77% manterrà l'approccio alla reportistica sulla sostenibilità.
Questa adesione è evidente anche tra le organizzazioni non soggette alla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): il 75% prevede di allinearsi almeno parzialmente. Negli USA, l'81% dei dirigenti intende comunicare le emissioni Scope 1 e 2, a prescindere dalle decisioni SEC. Alla base, vi è il riconoscimento del "significativo valore strategico" dei dati sulla sostenibilità, visti come leva di crescita.
Investitori e valore dell'ESG report: come orienta le decisioni di finanziamento
L'impegno delle imprese verso la trasparenza ESG influenza significativamente gli investitori, diventando un fattore chiave nelle loro valutazioni. Il sondaggio Workiva indica che il 96% degli investitori istituzionali ritiene che l'integrazione dei dati finanziari e di sostenibilità migliori le decisioni d'investimento. Un quadro olistico delle performance aziendali è ormai indicatore di lungimiranza.
Inoltre, il 97% degli investitori è più propenso a finanziare imprese con reportistica garantita, che ne attesti l'affidabilità. Julie Iskow, CEO di Workiva, ha spiegato che la reportistica finanziaria e di sostenibilità è anzitutto un approccio strategico per mitigare i rischi. Serve infatti a rafforzare la fiducia degli investitori. Una rendicontazione ESG curata diventa così uno strumento per attrarre capitali.
Le sfide del report ESG: superare le complessità nella raccolta e verifica dei dati
Nonostante l'impegno, il percorso verso un reporting ESG maturo presenta diversi ostacoli: la gestione di una mole considerevole di informazioni implica complessità operative. L'indagine Workiva mostra che il 29% dei dirigenti non ha piena fiducia nell'accuratezza della propria reportistica ESG, a causa di processi di raccolta dati eterogenei o carenza di sistemi interni robusti.
Inoltre, il 73% dei manager giudica insufficiente la tecnologia disponibile per gestire le nuove normative climatiche. È urgente investire in soluzioni innovative per semplificare la raccolta, l'analisi e la validazione dei dati, garantendone integrità e tracciabilità, fondamentali per ogni ESG report credibile.
I dati del sondaggio Workiva confermano il reporting ESG come elemento cardine per il futuro delle imprese. L'adesione diffusa alla rendicontazione di sostenibilità, spesso volontaria, segnala che le metriche ESG sono viste come una leva strategica. Redigere un ESG report accurato e praticare costantemente attività di reporting sugli aspetti di sostenibilità è un investimento in reputazione e resilienza.
I benefici della rendicontazione ESG includono anche miglioramento del brand, mitigazione dei rischi, ottimizzazione delle performance e, maggiore attrattiva per gli investitori. Per le imprese ambiziose, considerare il reporting ESG un imperativo strategico è la chiave per sbloccare opportunità e costruire una crescita solida e sostenibile.
In questo scenario, comprendere come un solido impegno ESG possa ulteriormente valorizzare la partecipazione a bandi e l'accesso a contributi a fondo perduto diventa essenziale: Golden Group è al fianco delle imprese per identificare queste sinergie e massimizzare le opportunità derivanti dalla finanza agevolata.
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