Novità nuovo regolamento fondi europei 2021-2027

Nuovo regolamento fondi europei: dal 23 maggio nuove regole per le spese ammissibili nel periodo 2021-2027

Entra in vigore il prossimo 23 maggio il Decreto del Presidente della Repubblica n. 66 del 10 marzo 2025. Questa nuova normativa, pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’8 maggio 2025, stabilisce le regole nazionali per l’ammissibilità della spesa nell’ambito dei programmi cofinanziati dai fondi europei per il periodo di programmazione 2021-2027.

Il testo introduce significative semplificazioni, in particolare per la rendicontazione del costo del personale, e definisce che le agevolazioni possono essere erogate sotto forma di contributi a fondo perduto, credito d’imposta o esonero contributivo. Questo nuovo regolamento fondi europei rappresenta un passo importante verso una gestione più efficiente delle risorse.

Nuovo regolamento contributi europei: quali fondi interessa?

Il decreto ha un ampio campo di applicazione e riguarda i principali fondi strutturali e d’investimento europei. Nello specifico, sono inclusi il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), il Fondo per una transizione giusta (JTF), e il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA). Sono inoltre contemplati i fondi relativi a migrazione, sicurezza e frontiere, assicurando una copertura normativa estesa.

Le spese ammissibili ai fondi UE 2021-2027 secondo il nuovo regolamento

Il testo definisce con precisione le categorie di spese che possono essere considerate ammissibili e quindi rimborsabili. Tra le principali spiccano le spese operative direttamente legate alle attività approvate, purché sostenute nel periodo di ammissibilità, documentate e tracciabili.

Sono ammessi anche i costi del personale, sia dipendente che esterno, comprensivi di stipendi, indennità, oneri sociali, calcolabili anche con metodi semplificati. Rientrano tra le spese anche l’acquisto di beni e attrezzature, inclusi materiali usati, immobili e terreni entro limiti definiti, e le spese di leasing o ammortamento. Infine, sono considerate ammissibili le spese fiscali e legali, come l’IVA non recuperabile e le consulenze, nonché i costi per l’assistenza tecnica.

Criteri generali di ammissibilità del nuovo regolamento per i fondi europei

Oltre a elencare le categorie, il regolamento stabilisce i criteri fondamentali che ogni spesa deve rispettare per essere riconosciuta ammissibile. Secondo l’art. 2 del D.P.R. n. 66 del 10 marzo 2025, una spesa deve essere pertinente all’operazione finanziata, effettivamente sostenuta dal beneficiario e supportata da adeguata documentazione. Deve inoltre essere tracciabile e correttamente registrata secondo le norme contabili, rispettare il periodo di ammissibilità e, essere verificabile attraverso una chiara e completa pista di controllo.

Novità e semplificazioni previste dal nuovo regolamento fondi europei

Il nuovo regolamento introduce significative novità rispetto al precedente D.P.R. n. 22/2018. Una delle principali differenze è l’ampliamento dell’ambito di applicazione, che ora include un maggior numero di fondi, garantendo regole comuni anche per quelli gestiti dai Ministeri, rafforzando l’armonizzazione.

Le opzioni di semplificazione (artt. 4, 5, 8) sono potenziate, consentendo a beneficiari come pubbliche amministrazioni, imprese e terzo settore di rendicontare alcune spese in modo più rapido tramite costi standard, importi forfettari o tariffe predefinite, riducendo il carico burocratico.

Il decreto regola inoltre forme di sostegno come il credito d’imposta (art. 8) e l’esonero contributivo (art. 9), che diventano strumenti riconosciuti, a patto che abbiano base normativa nazionale, siano funzionali agli obiettivi del programma e rispettino la normativa sugli aiuti di Stato.

Con il nuovo regolamento fondi europei vengono anche aggiornati i criteri per l’acquisto di attrezzature, immobili e terreni (artt. 17, 18, 19), con maggiore attenzione ai parametri economici, tecnici e ambientali. Questo mira a migliorare l’efficacia e la trasparenza nell’utilizzo delle risorse.

Applicabilità del nuovo regolamento e prospettive future

Il nuovo regolamento sostituisce il D.P.R. n. 22/2018, ma quest’ultimo mantiene la sua validità per i programmi 2014-2020 ancora in corso. Le nuove disposizioni si applicheranno anche alle operazioni già avviate nel ciclo 2021-2027, a condizione che siano compatibili. Si configura quindi come un riferimento essenziale per tutti gli attori coinvolti nell’attuazione dei fondi UE, dalle amministrazioni ai beneficiari.

Con regole più chiare e allineate alla normativa UE, il decreto punta a garantire un utilizzo più efficace, trasparente e corretto delle risorse comunitarie.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


bando internazionalizzazione 2025 CCIA Emilia

CCIAA dell'Emilia: in apertura il nuovo bando internazionalizzazione 2025

La Camera di Commercio dell’Emilia ha pubblicato un nuovo avviso pubblico per sostenere le imprese del territorio nei loro percorsi di crescita sui mercati esteri. Questo nuovo bando internazionalizzazione Emilia 2025 mette a disposizione contributi a fondo perduto per l'acquisizione di servizi strategici volti a favorire l'avvio e lo sviluppo del commercio internazionale e potenziare le competenze interne in gestione dell'export. L'iniziativa mira a rafforzare la presenza delle imprese emiliane nel panorama globale.

Chi può partecipare al bando CCIAA Emilia

Possono beneficiare dei contributi le micro, piccole e medie imprese (MPMI) che hanno sede legale e/o un'unità operativa attive e regolarmente iscritte al Registro delle Imprese della Camera di commercio dell’Emilia. Il bando si rivolge quindi alle aziende situate nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. È fondamentale che l'impresa sia attiva al momento della presentazione della domanda.

Condizioni del contributo bando CCIAA Emilia internazionalizzazione

Il contributo concesso è a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili sostenute dall'impresa. L'importo massimo erogabile per ciascun progetto è fissato in relazione alla tipologia di intervento, con un limite massimo complessivo di € 12.000,00 per impresa.

È prevista una premialità aggiuntiva di € 250,00 per le imprese in possesso del rating di legalità. L'investimento minimo che rende il progetto finanziabile è di € 3.000,00.

Attività finanziabili dal bando CCIAA Emilia internazionalizzazione

Il bando internazionalizzazione Emilia finanzia l'acquisizione di servizi rientranti in due macro-aree di attività. La prima riguarda la partecipazione a manifestazioni fieristiche con qualifica internazionale, sia in Italia (con un contributo massimo di € 4.000) che all’estero (con un contributo massimo di € 6.000). È ammissibile una sola fiera per impresa nell'arco del 2025.

La seconda area di intervento supporta lo sviluppo delle competenze interne attraverso l’utilizzo di figure professionali quali TEM (Temporary Export Manager), DEM (Digital Export Manager) e EXIM Manager, con un contributo massimo ammissibile di € 10.000.

Termini per la domanda del bando internazionalizzazione Emilia

Le richieste per accedere al contributo del bando internazionalizzazione Emilia dovranno essere inviate esclusivamente in modalità telematica. La piattaforma per la presentazione delle domande sarà attiva dalle ore 11:00 del 10 giugno 2025 e rimarrà aperta fino alle ore 16:00 del 31 luglio 2025.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


normativa UE beni strumentali

Beni strumentali: i nuovi strumenti normativi europei ridefiniscono il mercato

L'Unione Europea sta imprimendo una decisa accelerazione verso la definizione di un futuro digitale sovrano, sicuro e incentrato sull'essere umano. In questo scenario di profonda trasformazione, la sicurezza delle infrastrutture critiche, la tutela dei dati e la promozione di un'innovazione tecnologica affidabile non sono più mere opzioni, bensì imperativi strategici.

È in tale contesto che si inserisce un imponente corpus di nuove normative, destinate a ridefinire le regole del gioco per numerosi settori, con un accento particolarmente incisivo sul comparto manifatturiero e, di riflesso, sul mercato dei beni strumentali. Strumenti legislativi quali l'AI Act, il Data Act, il Cyber Resilience Act, la direttiva NIS2 e il Nuovo Regolamento Macchine non sono provvedimenti isolati, ma tasselli interconnessi di una visione più ampia, mirata a plasmare un ecosistema industriale resiliente, competitivo e all'avanguardia.

Per i produttori e gli utilizzatori di macchinari e impianti, comprendere la portata e le interdipendenze di queste nuove disposizioni è cruciale. Si tratta di un cambiamento che tocca il cuore della progettazione, della produzione, dell'utilizzo e della manutenzione dei beni strumentali, introducendo nuovi paradigmi in termini di intelligenza artificiale, cybersecurity e gestione dei dati.

La Strategia Digitale Europea e i suoi pilastri

Alla base di questa ondata legislativa vi è la Strategia Digitale Europea, un ambizioso progetto con cui Bruxelles mira a rendere il continente "adeguato all'era digitale". Questa strategia si articola attraverso iniziative faro come "Shaping Europe's Digital Future" e il "Digital Decade Policy Programme 2030", che delineano una tabella di marcia precisa per la trasformazione digitale dell'Unione.

Gli obiettivi sono molteplici e interconnessi: consolidare la leadership tecnologica europea in settori chiave come l'intelligenza artificiale, la cybersecurity, il cloud computing e i semiconduttori; assicurare la sovranità digitale riducendo la dipendenza da fornitori tecnologici extra-UE per servizi critici; potenziare la protezione dei dati e la resilienza delle infrastrutture cibernetiche; e, non da ultimo, guidare una transizione digitale che ponga al centro la persona e i valori fondamentali dell'Unione. È questo ampio disegno strategico che fornisce il contesto e la logica propulsiva per l'introduzione delle normative specifiche che stanno rimodellando il panorama industriale.

Tra le novità legislative più dibattute spicca l'AI Act (Regolamento (UE) 2024/1689), il primo tentativo al mondo di creare un quadro giuridico omnicomprensivo per lo sviluppo, l'immissione sul mercato e l'uso dell'intelligenza artificiale. L'approccio del legislatore europeo è basato sul rischio: i sistemi di IA vengono classificati in base al potenziale impatto su sicurezza, salute e diritti fondamentali.

Una particolare attenzione è rivolta alle applicazioni considerate ad alto rischio, categoria che può includere sistemi di IA integrati come componenti di sicurezza nei macchinari o macchinari stessi che operano con elevata autonomia. Per tali sistemi, l'AI Act impone obblighi stringenti in termini di qualità dei dati di addestramento, trasparenza, documentazione tecnica, robustezza, accuratezza, cybersecurity e sorveglianza umana.

L'intersezione con il settore dei beni strumentali è diretta, soprattutto quando si considerano macchine dotate di capacità di apprendimento automatico o comportamento autoevolutivo, per le quali il Nuovo Regolamento Macchine prevede già procedure di valutazione della conformità più rigorose. I produttori dovranno quindi navigare le prescrizioni di entrambe le normative.

L'AI Act, pur mirando a promuovere un'IA "antropocentrica e affidabile", presenta sfide significative: l'incremento degli oneri regolatori, la complessità dell'implementazione pratica e la necessità di linee guida chiare e tempestive da parte del neocostituito European AI Office. La piena applicazione dell'AI Act è prevista per agosto 2026, con alcune disposizioni, come quelle per i modelli di IA per finalità generali, che entreranno in vigore già ad agosto 2025, e una transizione estesa fino ad agosto 2027 per l'IA ad alto rischio integrata in prodotti già regolamentati.

Cybersecurity al centro con la Direttiva NIS2 e il Cyber Resilience Act (CRA)

La cybersecurity è un altro pilastro fondamentale della nuova architettura legislativa europea, con due provvedimenti chiave che elevano notevolmente gli standard di sicurezza: la Direttiva NIS2 e il Cyber Resilience Act.

La Direttiva NIS2 (Direttiva (UE) 2022/2555) sostituisce e rafforza la precedente direttiva NIS, ampliando il suo campo di applicazione a un numero maggiore di settori e introducendo requisiti più severi. L'obiettivo è garantire un elevato livello comune di resilienza cibernetica in tutta l'Unione. Crucialmente per il nostro settore, i fabbricanti di macchine e impianti, se di medie o grandi dimensioni, sono ora esplicitamente inclusi tra i soggetti "importanti".

Questo comporta l'adozione di solide misure di gestione dei rischi informatici, che spaziano dalle politiche di analisi dei rischi alla sicurezza della catena di approvvigionamento, dalla gestione degli incidenti alla continuità operativa. Obblighi stringenti di notifica degli incidenti significativi (entro 24 ore per un preallarme) e sanzioni più pesanti per la non conformità caratterizzano la direttiva. Il termine per il recepimento nazionale era fissato al 17 ottobre 2024, ma si osservano velocità diverse tra gli Stati membri, con il rischio di implementazioni divergenti che potrebbero creare complessità per le aziende operanti a livello transfrontaliero.

A complemento della NIS2, il Cyber Resilience Act (CRA) si focalizza sulla sicurezza intrinseca dei "Prodotti con Elementi Digitali" (PDE) immessi sul mercato dell'Unione. Questo significa che i beni strumentali connessi – dai robot industriali alle macchine utensili intelligenti – dovranno essere progettati e sviluppati secondo il principio della "security by design". I fabbricanti saranno tenuti a garantire la cybersecurity per l'intero ciclo di vita del prodotto, inclusa la gestione delle vulnerabilità (con obblighi di segnalazione entro 24 ore per quelle attivamente sfruttate), la fornitura di aggiornamenti di sicurezza e una chiara informazione agli utenti.

Il CRA introduce diverse categorie di prodotti con differenti requisiti di valutazione della conformità (autovalutazione o certificazione da parte di terzi per i prodotti più critici). Le tempistiche di applicazione prevedono l'entrata in vigore a dicembre 2024, l'obbligo di segnalazione delle vulnerabilità da settembre 2026 e la piena conformità per tutti i prodotti entro dicembre 2027. La Commissione Europea è attesa per fornire ulteriori chiarimenti e atti implementativi, specie sulla definizione del "periodo di supporto" per gli aggiornamenti.

Il flusso vitale dei dati industriali: Il Data Act (Reg. UE 2023/2854) e i Data Spaces

Parallelamente alla sicurezza, l'UE intende sbloccare l'enorme potenziale economico dei dati, in particolare quelli generati in ambito industriale. Il Data Act, con piena efficacia da settembre 2025, stabilisce regole armonizzate per l'accesso equo e l'utilizzo dei dati, specialmente quelli provenienti da dispositivi connessi (IoT), inclusi i macchinari industriali. La normativa conferisce agli utenti (aziende o consumatori) il diritto di accedere ai dati generati dall'uso dei loro prodotti e di condividerli con terze parti. I detentori dei dati, tipicamente i fabbricanti, saranno obbligati a rendere tali dati accessibili, a condizioni eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti.

Questa disposizione avrà un impatto significativo sulla progettazione dei beni strumentali, che dovranno prevedere meccanismi per l'esportazione dei dati. Il Data Act mira anche a facilitare il passaggio tra diversi fornitori di servizi cloud e altri servizi di elaborazione dati, e a promuovere lo sviluppo di Common European Data Spaces, ecosistemi federati per la condivisione sicura e sovrana dei dati in settori strategici.

Tuttavia, permangono sfide interpretative, come la distinzione tra dati "grezzi" e "derivati" e la protezione del know-how industriale incorporato nei dati. L'obiettivo finale è stimolare un'economia dei dati fiorente, promuovendo l'innovazione basata sui dati e una più equa distribuzione del valore generato.

La spina dorsale della sicurezza: il Nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230

Il Nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, che abrogherà la Direttiva Macchine 2006/42/CE a partire dal 20 gennaio 2027, rappresenta una modernizzazione fondamentale della legislazione sulla sicurezza dei macchinari, tenendo conto delle sfide poste dalle nuove tecnologie digitali.

Una delle innovazioni più rilevanti è l'integrazione esplicita dei rischi legati alla cybersecurity nei Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute (RESS). I fabbricanti dovranno garantire che i loro prodotti siano protetti da alterazioni accidentali o intenzionali, specialmente per quanto riguarda i componenti hardware e software critici per la sicurezza. I sistemi di comando dovranno resistere a influssi esterni, compresi tentativi deliberati di attacco che potrebbero generare situazioni pericolose.

Il regolamento affronta anche l'impatto dell'intelligenza artificiale, prevedendo requisiti specifici per le macchine con comportamento integralmente o parzialmente autoevolutivo o che utilizzano approcci di apprendimento automatico per funzioni di sicurezza. Per queste "macchine intelligenti", sono previste procedure di valutazione della conformità più stringenti, che possono richiedere l'intervento di un organismo notificato.

Il software che svolge funzioni di sicurezza e i componenti di sicurezza dotati di IA sono ora esplicitamente riconosciuti come tali. Questa evoluzione normativa impone ai costruttori un'analisi dei rischi più approfondita, che consideri anche i pericoli derivanti da un'evoluzione del comportamento della macchina durante il suo ciclo di vita, e un adeguamento della documentazione tecnica, comprese le istruzioni per l'uso.

GPSR e nuova Direttiva sulla responsabilità da prodotto difettoso

A completare il quadro, due ulteriori atti legislativi estendono e modernizzano il regime di responsabilità per i prodotti immessi sul mercato. Il Regolamento sulla Sicurezza Generale dei Prodotti (GPSR - Reg. (UE) 2023/988) rafforza la sorveglianza del mercato e gli obblighi degli operatori economici, applicandosi in modo orizzontale e integrando le normative settoriali laddove queste presentino lacune.

Parallelamente, la nuova Direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi (Direttiva (UE) 2024/2853) aggiorna le regole esistenti per tenere conto delle specificità dei prodotti digitali, del software e dei sistemi di intelligenza artificiale. La definizione di "prodotto difettoso" è ampliata per includere aspetti come la cybersecurity, gli aggiornamenti software e gli effetti della capacità di apprendimento di un prodotto dopo la sua immissione sul mercato. Anche la nozione di "danno risarcibile" viene estesa.

Queste normative accrescono la diligenza richiesta ai produttori di beni strumentali, che dovranno considerare attentamente questi profili di responsabilità fin dalla fase di progettazione.

Conseguenze pratiche e strategie per le imprese del settore beni strumentali

L'insieme di queste nuove normative disegna un panorama complesso ma anche ricco di stimoli per il settore dei beni strumentali. Per i costruttori, le sfide sono innegabili: si prospettano investimenti significativi in ricerca e sviluppo, riprogettazione dei prodotti per integrare "security and safety by design", adeguamento dei processi produttivi, acquisizione di nuove competenze specialistiche (in cybersecurity, data governance, IA) e gestione di procedure di certificazione più onerose. La supply chain stessa dovrà essere attentamente valutata sotto il profilo della sicurezza.

Per gli utilizzatori di beni strumentali, si aprono le porte a macchinari potenzialmente più sicuri, affidabili, interconnessi e performanti, capaci di generare dati utili per l'ottimizzazione dei processi. Tuttavia, potrebbero dover affrontare un possibile incremento dei costi di acquisto e nuove responsabilità nella gestione dei dati e della sicurezza operativa dei sistemi integrati nelle loro fabbriche.

Nonostante le complessità, questo scenario è gravido di opportunità. La conformità ai nuovi standard può diventare un fattore di differenziazione e un vantaggio competitivo sui mercati globali. L'integrazione di IA e la valorizzazione dei dati possono abilitare lo sviluppo di nuovi servizi a valore aggiunto, come la manutenzione predittiva evoluta, l'ottimizzazione dei consumi energetici o la personalizzazione della produzione. L'aumento della resilienza cibernetica e della sicurezza generale dei prodotti rafforzerà la fiducia dei clienti e la stabilità operativa.

Proattività, la chiave per un futuro sicuro e competitivo

Il nuovo quadro legislativo dell'Unione Europea segna indubbiamente un punto di svolta per il mercato dei beni strumentali, spingendo l'intero comparto verso standard più elevati di sicurezza, intelligenza e interconnessione. Affrontare questa transizione richiede un approccio proattivo da parte delle imprese: non si tratta semplicemente di adempiere a nuovi obblighi, ma di cogliere l'opportunità per innovare, migliorare e posizionarsi strategicamente per il futuro.

È fondamentale che le aziende si informino tempestivamente, valutino con cura l'impatto di ciascuna normativa sulle proprie attività e sui propri prodotti, pianifichino gli adeguamenti necessari e investano nelle tecnologie e nelle competenze richieste. In questo percorso di trasformazione, Golden Group si pone al fianco delle imprese. Il nostro impegno è fornire aggiornamenti costanti e approfondimenti tecnici su queste tematiche cruciali, ma soprattutto supportare le aziende nell'identificare e accedere alle preziose opportunità di finanza agevolata e ai contributi a fondo perduto – disponibili a livello europeo, nazionale e regionale.

Questi strumenti possono rappresentare un aiuto determinante per sostenere progetti di adeguamento normativo, per investire in innovazione di prodotto e di processo (come l'integrazione dell'IA o l'implementazione della cybersecurity by design), per la digitalizzazione secondo i paradigmi dell'Industria 4.0 e per la formazione specialistica del personale. Affrontare le sfide del nuovo contesto normativo con la giusta preparazione e il supporto adeguato può trasformare gli obblighi in leve strategiche per la crescita e la competitività nel mercato globale.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando ISI INAIL 2024 calendario aggiornato.

Bando ISI INAIL 2024: pubblicate le regole tecniche e il calendario aggiornato

L’INAIL ha fornito aggiornamenti cruciali per le imprese interessate al Bando ISI INAIL 2024. Sono state infatti pubblicate le "Regole tecniche e modalità di svolgimento dello sportello informatico di ISI 2024", un documento essenziale che illustra in dettaglio il funzionamento della procedura online per l'invio delle domande, inclusa la fase del Click Day.

Questo file fornisce indicazioni precise sul comportamento da tenere durante la prenotazione telematica e sul funzionamento dello sportello informatico.

Nuove scadenze per il Bando ISI INAIL 2024

È stato inoltre pubblicato un calendario definito per le prossime tappe Bando ISI INAIL 2024 2025: la procedura per la presentazione della domanda online ha aperto il 14 aprile 2025 e si chiuderà improrogabilmente il 30 maggio 2025, entro le ore 18:00. Le "Regole tecniche" pubblicate il 14 maggio 2025 forniscono tutte le istruzioni operative necessarie per questa fase.

L’INAIL ha inoltre comunicato che un ulteriore aggiornamento del calendario complessivo è previsto entro il 30 maggio 2025, consultabile nella sezione "Allegati all'Avviso e calendario".

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Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese

Regione Calabria: aperto il Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese (FEERI)

La Regione Calabria ha pubblicato il regolamento per l'accesso al Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese (FEERI), un'iniziativa volta a supportare la transizione energetica delle aziende. Con una dotazione di 45 milioni di euro, il fondo offre finanziamenti e contributi a fondo perduto per progetti di efficientamento energetico e autoproduzione da fonti rinnovabili.

Cosa prevede il Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese

Il FEERI, il Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese della Regione Calabria, mette a disposizione delle imprese un sostegno finanziario che si articola in un finanziamento a tasso agevolato e, per le micro, piccole e medie imprese (MPMI), un contributo in conto capitale a fondo perduto.

Per le grandi imprese (GI), il supporto è previsto unicamente come finanziamento agevolato, senza sovvenzione. L'importo degli investimenti ammissibili deve essere compreso tra un minimo di 80.000 euro e un massimo di 3 milioni di euro.

A chi è rivolto il fondo FEERI Regione Calabria

Possono accedere al fondo FEERI le imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi). È necessario che l'impresa sia iscritta al registro imprese da almeno due anni alla data della domanda. Inoltre, l'unità operativa in cui verrà realizzato il progetto deve essere ubicata in Calabria entro la data della prima erogazione del sostegno.

La misura del sostegno varia in base alla dimensione: le MPMI possono ricevere fino al 100% dell'investimento ammissibile (finanziamento + sovvenzione), mentre le grandi imprese possono accedere a un finanziamento che copre al massimo il 90% dell'investimento ammissibile, senza contributo a fondo perduto.

Interventi ammissibili al fondo FEERI Regione Calabria

Il fondo supporta due principali categorie di interventi finalizzati alla transizione energetica sostenibile:

  • Efficientamento energetico nelle imprese (Azione 2.1.2):
    • 1 interventi tecnologici appositamente progettati e realizzati per il miglioramento delle prestazioni energetiche dei processi produttivi delle imprese;
    • 2 investimenti per misure di efficienza energetica relative agli edifici.
  • Installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili per l’autoproduzione di energia (Azione 2.2.1): realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili per l’autoproduzione, anche parziale, di energia elettrica. Questo può includere anche l'acquisto di sistemi di accumulo a servizio dell'impianto per massimizzare l'autoconsumo.

Come presentare domanda per il Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese

Lo sportello per la presentazione delle domande sarà attivo dal 9 giugno 2025 alle ore 10:00, fino al 30 dicembre 2026 alle ore 16:00. Le domande verranno esaminate secondo l'ordine di arrivo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

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Martina Moretti

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