Come funziona l’etichetta Ecolabel e perché tutte le imprese dovrebbero averla
Nel panorama complesso e sempre più attento alla sostenibilità ambientale, le imprese sono chiamate a dimostrare concretamente il proprio impegno per un futuro più verde. Uno degli strumenti più autorevoli e riconosciuti a livello europeo per comunicare questo impegno è l'Ecolabel UE. Ma cos'è esattamente questo marchio e perché la sua adozione può rappresentare una scelta strategica per aziende di ogni settore e dimensione? Approfondiamo insieme il funzionamento, il processo di ottenimento e i benefici tangibili della certificazione Ecolabel.
Cos’è l'etichetta Ecolabel
L'Ecolabel UE è come il sigillo ufficiale di eccellenza ecologica dell'Unione Europea. Non si tratta semplicemente di un logo, ma di un riconoscimento formale che attesta il ridotto impatto ambientale di specifici prodotti e servizi lungo l'intero arco della loro esistenza, dall'acquisizione delle materie prime fino al loro smaltimento finale.
Per le imprese, ottenere il marchio Ecolabel rappresenta non solo una dimostrazione concreta del proprio impegno verso la sostenibilità, ma anche un fattore distintivo che incrementa il valore aziendale in ottica ESG (Environmental, Social, Governance) e rafforza la fiducia dei consumatori.
Istituito nel lontano 1992 attraverso il regolamento CEE n. 880 e oggi normato dal regolamento CE n. 66/2010, l'Ecolabel UE gode di validità in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, estendendosi anche ai Paesi dello Spazio Economico Europeo come Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
La sua crescente rilevanza è testimoniata dagli oltre 100.000 prodotti e servizi che attualmente possono fregiarsi di questa etichetta sul mercato europeo. Un segnale inequivocabile della progressiva attenzione del tessuto imprenditoriale verso soluzioni che siano al contempo sostenibili, trasparenti e rigorosamente verificate tramite l'Ecolabel.
Ma come opera, nel concreto, questo sistema di certificazione? L'Ecolabel UE si configura come un'etichetta ecologica su base volontaria, il cui rilascio è subordinato al rispetto di criteri ambientali severi, definiti su basi scientifiche solide e soggetti a revisione periodica. Il fulcro della valutazione risiede nell'analisi del ciclo di vita completo ("dalla culla alla tomba") del bene o servizio candidato. Questo approccio olistico implica un esame approfondito di ogni singola fase: dall'estrazione e lavorazione delle materie prime, ai processi produttivi, al confezionamento, alla distribuzione, all'utilizzo da parte del consumatore, fino alla gestione del rifiuto a fine vita.
La concessione del marchio è affidata a un organismo indipendente, scelto per garantire l'imparzialità, la trasparenza e la credibilità dell'intero processo valutativo. L'obiettivo primario è quello di promuovere e premiare lo sviluppo e la diffusione di beni che non solo presentino un impatto ambientale contenuto, ma che siano anche durevoli, facilmente riparabili e riciclabili.
I criteri specifici, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE per ciascuna categoria di prodotto o servizio ammissibile all'Ecolabel, sono frutto di un'attenta ponderazione di molteplici fattori ambientali.
Tra questi figurano le emissioni in atmosfera e gli scarichi nei corpi idrici, l'utilizzo di sostanze chimiche ritenute pericolose, la quantità e tipologia di rifiuti prodotti, i consumi di energia (con un occhio di riguardo alle fonti rinnovabili) e di risorse idriche, l'inquinamento acustico generato e le misure adottate per la salvaguardia della biodiversità e la sicurezza ambientale complessiva. A questi parametri prettamente ecologici si aggiungono, ove rilevanti, valutazioni sulle prestazioni funzionali del prodotto e considerazioni di carattere sociale ed etico.
Nato inizialmente con un focus sul settore del turismo sostenibile, oggi l'ambito di applicazione dell'Ecolabel UE si è notevolmente ampliato. Può essere richiesto per una vasta gamma di categorie merceologiche, che includono calzature, abbigliamento e prodotti tessili, detergenti e prodotti per la pulizia, arredamento e materassi, articoli di carta (come carta grafica o carta tissue), prodotti per la cura personale. Ma anche apparecchiature elettroniche, vernici e pitture per il fai da te, rivestimenti e pavimentazioni, fino ad arrivare alle strutture ricettive e ai servizi di pulizia professionale per ambienti interni.
Come ottenere la certificazione Ecolabel
Intraprendere il percorso per ottenere il marchio Ecolabel UE richiede un approccio strutturato e trasparente. In Italia, il processo vede il coinvolgimento di due enti chiave: il Comitato Ecolabel-Ecoaudit e l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che funge da segreteria tecnica. Il cammino verso la certificazione Ecolabel si articola in una serie ben definita di passaggi.
Il primo passo consiste nella presentazione della domanda, che l'azienda richiedente deve compilare e inoltrare attraverso la piattaforma digitale europea ECAT (EU Ecolabel Catalogue). È una fase preliminare cruciale, durante la quale è indispensabile verificare con attenzione che il prodotto o servizio candidato appartenga a una delle categorie per cui sono stati definiti i criteri Ecolabel e che soddisfi pienamente tali requisiti ambientali e prestazionali.
Successivamente, la palla passa alla segreteria tecnica di ISPRA, che avvia l'istruttoria. Questo ente ha il compito di effettuare una verifica tecnica approfondita, controllando la completezza della documentazione presentata e l'effettiva aderenza del prodotto o servizio ai rigorosi criteri stabiliti a livello europeo per l'Ecolabel.
Una volta completata l'istruttoria tecnica da parte di ISPRA, la domanda viene sottoposta al giudizio del Comitato Ecolabel-Ecoaudit. Questo organismo collegiale ha la responsabilità di deliberare sull'opportunità di concedere o meno la licenza d'uso del marchio, basandosi sugli esiti della verifica tecnica e sulla conformità complessiva della richiesta.
Se la delibera del Comitato è favorevole, si procede con la formalizzazione dell'accordo. Il richiedente e il Presidente del Comitato Ecolabel-Ecoaudit stipulano il contratto di licenza d'uso del marchio, un documento che definisce diritti e doveri reciproci legati all'utilizzo del logo Ecolabel UE.
Con la firma del contratto, il processo raggiunge un traguardo fondamentale: il Comitato rilascia ufficialmente il Certificato Ecolabel UE all'azienda, attestando che il prodotto o servizio ha superato con successo tutte le verifiche previste.
L'ultimo passaggio garantisce la visibilità e la tracciabilità della certificazione. ISPRA provvede ad aggiornare il catalogo europeo ECAT e il Registro Ecolabel Nazionale, inserendo il nuovo prodotto o servizio certificato. Da questo momento, il bene o servizio è ufficialmente riconosciuto come portatore del marchio Ecolabel UE e l'azienda può iniziare a comunicarlo al mercato.
I vantaggi per le aziende che ottengono l'etichetta Ecolabel UE
La scelta di certificare un proprio prodotto o servizio con l'Ecolabel UE trascende la mera conformità normativa o l'impegno etico, configurandosi come una vera e propria leva strategica capace di generare un significativo vantaggio competitivo. I benefici per le imprese sono molteplici e concreti.
Innanzitutto, ottenere l'Ecolabel UE si traduce in una maggiore fiducia da parte dei consumatori e degli stakeholder. Essendo una certificazione ufficiale, rilasciata da enti terzi indipendenti secondo procedure trasparenti e criteri scientificamente validati, il marchio funge da garanzia di qualità ambientale. Questo rafforza la credibilità del prodotto e dell'azienda agli occhi di clienti sempre più informati ed esigenti, ma anche di partner commerciali, investitori e istituzioni.
In secondo luogo, l'Ecolabel attesta un impegno ambientale concreto e dimostrabile. Non si tratta di una semplice autodichiarazione, ma del rispetto di standard ambientali rigorosi, basati su analisi approfondite del ciclo di vita e costantemente aggiornati per riflettere il progresso tecnologico e scientifico. Possedere il marchio Ecolabel significa poter comunicare in modo credibile e verificabile le performance ambientali superiori del proprio prodotto o servizio.
Un altro vantaggio significativo risiede nel riconoscimento a livello europeo. L'Ecolabel UE è valido e riconosciuto in tutti i Paesi membri dell'Unione e dello Spazio Economico Europeo. Questo facilita enormemente l'accesso a nuovi mercati per le aziende esportatrici e può rappresentare un requisito preferenziale, se non obbligatorio, nella partecipazione a bandi pubblici o gare d'appalto che includono criteri di Green Public Procurement (GPP) o che premiano le certificazioni ESG come l'Ecolabel.
Paradossalmente, perseguire la sostenibilità può portare anche a una maggiore efficienza e a risparmi economici. I criteri Ecolabel, infatti, spesso spingono le aziende a ottimizzare i propri processi produttivi, a ridurre i consumi di energia e acqua, a minimizzare la produzione di rifiuti e a utilizzare le materie prime in modo più razionale. Questi miglioramenti nell'efficienza operativa si traducono frequentemente in una diretta riduzione dei costi di produzione e gestione.
Infine, l'ottenimento e la comunicazione del marchio Ecolabel UE contribuiscono a costruire un solido vantaggio competitivo. In un mercato dove la sostenibilità è un fattore di scelta sempre più determinante, poter esibire l'Ecolabel differenzia il prodotto dalla concorrenza, ne rafforza l'immagine e consolida la reputazione aziendale come attore responsabile e attento all'ambiente.
Quanto costa il marchio Ecolabel
Naturalmente, l'acquisizione e il mantenimento della certificazione Ecolabel UE comportano dei costi per l'azienda, i quali sono tuttavia strutturati per essere proporzionali alla dimensione dell'impresa stessa, favorendo così anche le realtà più piccole. Le voci di costo principali sono due.
La prima componente è rappresentata dai diritti d'istruttoria. Si tratta di un costo una tantum da versare a ISPRA al momento della presentazione della domanda, a copertura delle spese tecniche e amministrative sostenute dall'istituto per la verifica della richiesta per l'Ecolabel. L'importo varia in base alla classificazione dimensionale dell'impresa: è fissato a 1.200 € per le grandi imprese, scende a 600 € per le Piccole e Medie Imprese (PMI) e si riduce ulteriormente a 350 € per le microimprese.
La seconda componente è il canone annuale per l'utilizzo del marchio, da corrispondere alla Tesoreria Provinciale di Stato competente per territorio. Questo canone è dovuto per tutta la durata della validità della licenza e il suo calcolo differisce a seconda che si tratti di prodotti o servizi.
Per i prodotti, il canone ammonta allo 0,15% del fatturato annuo generato dalla vendita dei prodotti certificati Ecolabel all'interno dell'Unione Europea. Tale fatturato è calcolato sul prezzo franco fabbrica del prodotto.
Per i servizi, il calcolo è leggermente diverso: il canone corrisponde allo 0,075% del volume d'affari annuo derivante dal servizio certificato Ecolabel. Questo volume d'affari è tipicamente calcolato moltiplicando il prezzo medio per il numero di unità vendute.
È importante notare che per entrambe le categorie (prodotti e servizi) sono previsti dei limiti massimi e minimi per il canone annuale, differenziati anche in base alla dimensione aziendale, per garantire equità e sostenibilità economica dell'impegno.
In sintesi, l'Ecolabel UE si presenta como un marchio di qualità ambientale volontario, ma dal valore strategico innegabile. I costi sono sostenibili e commisurati alla realtà aziendale, mentre i benefici in termini di credibilità, accesso al mercato, efficienza e reputazione sono tangibili e significativi.
Integrato in una visione più ampia della sostenibilità aziendale, e con il supporto di partner competenti come Golden Group capaci di guidare le imprese attraverso le complessità normative e le opportunità di finanziamento, l'Ecolabel diventa un tassello prezioso per costruire un futuro aziendale più verde e competitivo.
Ecolabel e altri strumenti di sostenibilità: come orientarsi
L'adozione dell'Ecolabel UE rappresenta indubbiamente un passo significativo per un'impresa che desidera attestare l'eccellenza ambientale di specifici prodotti o servizi. Tuttavia, nel percorso verso una sostenibilità aziendale integrata e strategica, questo marchio si inserisce in un mosaico più ampio di strumenti e pratiche che meritano attenta considerazione.
Mentre l'Ecolabel si concentra sulle prestazioni ambientali di un prodotto o servizio specifico lungo il suo ciclo di vita, altri strumenti offrono una prospettiva differente o più ampia. Pensiamo, ad esempio, ai rating di sostenibilità (o rating ESG), sempre più utilizzati da investitori e istituti finanziari per valutare la performance complessiva di un'azienda sui fattori ambientali, sociali e di governance.
Un altro strumento cardine è il bilancio di sostenibilità, un documento di rendicontazione periodico attraverso cui l'impresa comunica in modo trasparente i propri impatti economici, ambientali e sociali, le strategie adottate e gli obiettivi futuri. A differenza dell'Ecolabel, che è una certificazione di conformità a standard predefiniti per un prodotto, il bilancio di sostenibilità offre una narrazione completa dell'impegno aziendale, fondamentale per dialogare con tutti gli stakeholder, dai dipendenti ai clienti, dai fornitori alla comunità locale.
L'Ecolabel UE, i rating ESG e il bilancio di sostenibilità non sono dunque alternative tra loro, ma elementi potenzialmente complementari di una strategia di sostenibilità ben articolata. La scelta su quali strumenti focalizzarsi dipende dagli obiettivi strategici dell'azienda, dal settore di appartenenza, dalle aspettative del mercato di riferimento e dalle risorse disponibili.
Navigare questo complesso panorama di certificazioni, standard e metodologie richiede competenze specifiche e una visione strategica. È in questo contesto che emerge il valore del supporto consulenziale offerto da Golden Group. Grazie a una profonda conoscenza del mondo della finanza agevolata e delle dinamiche aziendali, i consulenti di Golden Group sono in grado di affiancare le imprese non solo nell'identificazione delle opportunità di finanziamento legate alla sostenibilità, ma anche nella valutazione preliminare di quali percorsi di certificazione o rendicontazione siano più indicati per la specifica realtà aziendale.
Il team di Golden Group può aiutare a comprendere i requisiti tecnici e i benefici associati all'Ecolabel UE, ma anche a valutare l'opportunità di intraprendere percorsi per migliorare il proprio rating ESG o redigere un bilancio di sostenibilità. Fondamentale è la capacità di Golden Group di collegare questi sforzi alle opportunità concrete: migliorare il proprio profilo di sostenibilità può infatti aprire le porte a specifici bandi europei, nazionali o regionali, incentivi fiscali o condizioni di accesso al credito più vantaggiose.
Affidarsi a esperti significa poter prendere decisioni informate, ottimizzare gli investimenti in sostenibilità e massimizzare il ritorno, non solo in termini reputazionali, ma anche economici e finanziari.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Polizze catastrofali obbligatorie: con le FAQ MIMIT nuovi chiarimenti sulle sanzioni
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha recentemente aggiornato le FAQ relative all'obbligo per le imprese di stipulare assicurazioni contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1, commi 101-106). I chiarimenti si concentrano sulle conseguenze dell'inadempimento, in particolare riguardo all'accesso a contributi e agevolazioni pubbliche.
Applicabilità delle sanzioni per mancata stipula
Una delle domande chiave (FAQ 11) riguarda l'applicazione delle sanzioni previste dal comma 102, il quale stabilisce che si debba tener conto dell'inadempimento dell'obbligo assicurativo nell'assegnazione di risorse pubbliche. Il MIMIT chiarisce che questa disposizione non è autoapplicativa. Ogni Amministrazione titolare di misure di incentivazione dovrà definire autonomamente le modalità specifiche con cui considerare la mancata stipula delle Polizze catastrofali.
Per quanto riguarda le misure di propria competenza, il MIMIT è orientato a precludere l'accesso agli incentivi alle imprese inadempienti. Tuttavia, questa indicazione dovrà essere formalmente recepita nella disciplina normativa di ciascun incentivo. La causa di esclusione si applicherà alle domande presentate dopo l'adeguamento normativo della specifica misura agevolativa, rispettando le scadenze differenziate per l'adempimento dell'obbligo assicurativo stabilite dal DL 39/2024 (convertito in Legge 67/2024) in base alla dimensione aziendale.
Le FAQ MIMIT confermano l’esclusione della retroattività
Un altro punto fondamentale dell’aggiornamento FAQ MIMIT (FAQ 12) affronta la questione della retroattività. Il MIMIT conferma che la valutazione dell'adempimento all'obbligo assicurativo ai fini dell'accesso a contributi, sovvenzioni o agevolazioni non ha effetto retroattivo.
Ciò significa che le eventuali penalizzazioni o esclusioni non si applicano a finanziamenti o agevolazioni già ottenuti prima dell'entrata in vigore delle modifiche normative specifiche per ciascuna misura di sostegno che recepiranno l'obbligo relativo alle polizze catastrofali. L'impatto si avrà solo sulle procedure avviate successivamente all'integrazione di tale requisito nelle regole del bando o dell'incentivo specifico.
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Martina Moretti
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Regione Emilia-Romagna: due bandi da 105 milioni per sostenibilità e innovazione agricola
La Regione Emilia-Romagna lancia due nuovi bandi per promuovere la crescita economica delle aree rurali, mettendo a disposizione complessivamente 105 milioni di euro del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. L'obiettivo è rendere le aziende agricole e agroalimentari sempre più all’avanguardia, produttive e sostenibili, favorendo la competitività nel breve e lungo periodo e accelerando i processi di produttività, rafforzando anche le performance climatico-ambientali.
Entrando nel merito di questi nuovi bandi Emilia-Romagna, stiamo parlando di:
- SRD13 Bando investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;
- SRD01 Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole (intervento SRD01).
La Regione ha già reso noto le condizioni principali ma non i bandi completi, che saranno disponibili a breve.
Bando Emilia-Romagna SRD13: investimenti per trasformazione e commercializzazione
Il bando SRD13 "Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli" è destinato alle imprese agroindustriali, singole o associate. Finanzia interventi su impianti e strutture per il miglioramento tecnologico, l’integrazione delle filiere, l’adeguamento ai sistemi di qualità e sostenibilità ambientale (Azione 1) e per la produzione di energia da fonti rinnovabili (Azione 2). La dotazione finanziaria per questo bando è di 60 milioni di euro.
Bando Emilia-Romagna SRD01: investimenti produttivi per la competitività agricola
Il secondo avviso, SRD01 "Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole", prevede contributi per l’acquisto di beni specializzati (macchine e attrezzature), impianti frutticoli e irrigui, ma anche per miglioramenti fondiari, interventi edilizi e nuovi impianti.
Si intende così favorire la sostenibilità globale delle aziende agricole, migliorandone l’orientamento al mercato e aumentandone la competitività, anche attraverso una maggiore attenzione alla tecnologia e alla digitalizzazione. Le risorse per questi specifici interventi ammontano a 45 milioni di euro.
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Martina Moretti
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Regione Umbria: nuovi contributi per la partecipazione a fiere internazionali 2025
La Regione Umbria ha annunciato l'apertura di termini delle domande per ottenere contributi fino al 70% dei costi per progetti di internazionalizzazione. I progetti finanziati dal nuovo bando fiere internazionali devono includere la partecipazione a fiere internazionali che si svolgeranno nel periodo compreso tra il 1° aprile 2025 e il 31 marzo 2026.
Beneficiari bando fiere internazionali Umbria
Possono presentare domanda per il bando fiere internazionali della Regione Umbria le micro, piccole e medie imprese (MPMI), siano esse già esportatrici o non esportatrici. L'obiettivo è supportare un'ampia platea di aziende nel loro percorso di crescita internazionale.
Spese ammissibili al bando fiere internazionali
Le iniziative fieristiche ammissibili includono diverse tipologie:
- Fiere internazionali in modalità tradizionale (in presenza) in Italia;
- Fiere internazionali in modalità digitale in Italia;
- Fiere internazionali in modalità tradizionale (in presenza) in Europa e Extra-UE;
- Fiere internazionali in modalità digitale in Europa e Extra-UE.
È fondamentale sottolineare che le spese per la partecipazione alle fiere sono ammissibili solo se l'impresa beneficiaria partecipa direttamente come espositore, risultando intestataria del contratto di affitto dell'area espositiva.
Per le fiere internazionali in modalità tradizionale, la spesa massima ammissibile varia in base alla localizzazione e alla dimensione dello stand:
- Fiera internazionale in Italia (stand 8-20 mq): 20.000 euro;
- Fiera internazionale all’estero (stand 8-20 mq): 25.000 euro;
- Fiera internazionale in Italia (stand >20 mq): 25.000 euro;
- Fiera internazionale all’estero (stand >20 mq): 30.000 euro.
Per quanto riguarda la partecipazione a Fiere internazionali digitali, la spesa massima ammissibile per ciascuna fiera è fissata a 10.000,00 euro.
Termini per la presentazione delle domande
Le domande per accedere a questo bando fiere internazionali potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 05 maggio 2025 e fino alle ore 17:00 del 30 settembre 2025. Le imprese interessate dovranno quindi preparare la documentazione necessaria per rispettare la finestra temporale indicata per questo specifico bando fiere internazionali.
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Bando PR FESR Emilia Romagna per l'economia circolare e la riduzione dei rifiuti
La Regione Emilia Romagna ha approvato un nuovo bando nell'ambito del Pr Fesr (Pr Fesr 2021-2027, Priorità 1 e 2, azioni 1.3.1 e 2.6.1) volto a promuovere l'economia circolare e la riduzione dei rifiuti nel sistema produttivo regionale.
L'obiettivo di questo bando PR FESR economia circolare è incentivare gli investimenti che attivano azioni significative in termini di economia circolare, come la prevenzione nella produzione di rifiuti, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio, favorendo la transizione verso modelli circolari nelle diverse filiere, con un'attenzione particolare a quella della moda.
Beneficiari del bando PR FESR Emilia Romagna
Possono presentare domanda di contributo le PMI iscritte al REA, indipendentemente dalla forma giuridica e appartenenti a tutti i settori economici ad esclusione dell'agricoltura. Limitamente all'Azione 2.6.1, sono ammesse anche le imprese diverse dalle PMI solo se svolgono servizi pubblici locali di rilevanza economica ai sensi dell’art. 2 c.1 lett. c) d.lgs. 201/22. In tal caso, è necessario allegare alla domanda la documentazione che attesti l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Interventi ammissibili al bando PR FESR economia circolare
Gli interventi finanziabili rientrano in due azioni principali:
- Azione 1.3.1: Interventi per riqualificare e/o riconvertire l'attività produttiva tramite:
- Progettazione (eco-design) e produzione di prodotti, componenti, materiali e imballaggi ecocompatibili (es. minor uso di materia prima, maggiore durabilità, riutilizzabilità, riparabilità).
- Interventi per estendere il ciclo di vita di prodotti, componenti, materiali e imballaggi e/o ridurre il consumo di materie prime e la produzione di rifiuti (es. remanufacturing, riparazione, noleggio, riutilizzo, modello product-as-a-service).
- Azione 2.6.1: Interventi per riqualificare e/o riconvertire l'attività produttiva tramite:
- La valorizzazione degli scarti di lavorazione/produzione come sottoprodotti.
- La realizzazione di nuovi impianti o il potenziamento di impianti esistenti per la preparazione al riutilizzo, il riciclaggio di rifiuti e la produzione di end of waste.
Condizioni del contributo
Il contributo è concesso a fondo perduto, secondo due regimi alternativi a scelta del proponente:
- Regime "de minimis" (Reg. UE n. 2831/2023): 40% del costo dell'investimento ammissibile, con un contributo massimo di € 300.000.
- Regime di esenzione GBER (art. 47): 45% della spesa ammissibile per le PMI e 35% per le imprese diverse dalle PMI (ammesse solo per l'Azione 2.6.1). Il contributo massimo in questo caso è di € 500.000.
Come fare domanda per il bando PR FESR Emilia Romagna economia circolare
Le domande di contributo per il Bando PR FESR economia circolare della Regione Emilia Romagna dovranno essere trasmesse alla Regione esclusivamente tramite l’applicativo web Sfinge 2020. La finestra per la presentazione delle domande si apre alle ore 10.00 del 26 maggio 2025 e si chiude alle ore 13.00 del 26 giugno 2025. La procedura di valutazione sarà a graduatoria.
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