agrivoltaico bandi e regole mase

MASE: pubblicati i bandi per la partecipazione ai registri e alle aste per lo sviluppo agrivoltaico

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il decreto dipartimentale n. 251 del 31 maggio 2024. Approvando così l'aggiornamento delle Regole Operative e i Bandi per la partecipazione alle procedure di selezione delle iniziative DM Agrivoltaico.

Le principali novità introdotte riguardano:

  • I requisiti professionali richiesti ai professionisti che redigono la documentazione richiesta, incluse le relazioni agronomiche e il supporto alle attività di monitoraggio, verifica e controllo. Questi soggetti devono possedere specifici requisiti e essere iscritti a un ordine professionale del settore agrario o avente competenza in materia agronomica.
  • L’estensione della possibilità di partecipare alle procedure di selezione anche per le ATI (Associazioni Temporanee di Imprese) costituende. Per le quali è però previsto l'obbligo di costituirsi prima dell'adozione dell'atto di concessione del contributo PNRR.
  • L'aggiornamento della definizione di impianto di nuova costruzione. La nuova definizione include anche le sezioni aggiuntive di impianti fotovoltaici già in esercizio.

È stato pubblicato anche  il Decreto n. 175 del 9 maggio 2024, noto come Decreto Corrispettivi, che stabilisce i corrispettivi che il GSE richiederà ai beneficiari degli incentivi previsti dal DM Agrivoltaico.

Come presentare domanda per i bandi MASE Agrivoltaico

Le richieste di partecipazione ai bandi potranno essere presentate esclusivamente per via telematica. Attraverso il Portale Agrivoltaico disponibile sul sito del GSE. I termini per la presentazione vanno dalle ore 12:00 del 4 giugno 2024 alle ore 12:00 del 2 settembre 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando ISI INAIL 2023 tabella temporale

Bando ISI 2023: pubblicate le scadenze e la tabella temporale

Dopo la pubblicazione delle regole tecniche e dello stanziamento per i contributi INAIL a fondo perduto, l’INAIL ha reso noto il calendario con le principali scadenze per partecipare al Bando ISI 2023. Il calendario è stato pubblicato insieme alla "Tabella temporale", che riporta le date delle singole azioni da eseguire per accedere allo sportello informatico.

A questo punto dell’iter, solo le imprese che hanno salvato definitivamente la propria domanda e acquisito il codice identificativo, potranno registrarsi al portale dell’ente. Registrazione che può avvenire esclusivamente secondo la tempistica prevista nella Tabella temporale, e che dà accesso allo sportello per la presentazione della domanda.

Di seguito il riepilogo delle principali scadenze relative al bando ISI Inail 2023 riportate nel calendario dell’INAIL.

  • Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda: 15 aprile 2024
  • Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda: 30 maggio 2024 ore 18:00
  • Pubblicazione Regole tecniche per l'invio del codice domanda tramite sportello informatico - Click Day: 16 maggio 2024
  • Inizio periodo download codici identificativi per le domande partecipanti allo sportello: 3 giugno 2024
  • Pubblicazione elenchi NCD (No Click Day): entro il 5 giugno 2024
  • Click Day per l’invio della domanda: 19 giugno 2024
  • Pubblicazione elenchi cronologici provvisori: 28 giugno 2024

Tabella temporale bando ISI INAIL 2023 e fasi dello sportello

La Tabella temporale del bando ISI INAIL definisce le varie fasi e i momenti chiave dello sportello informatico. Vediamo nel dettaglio come sono organizzati i 6 momenti che scandiscono l’accesso ai contributi a fondo perduto.

Momento 1:

  • Descrizione: Disponibilità degli indirizzi del portale del partecipante e del portale dell'amministratore
  • Giorno: 3 giugno 2024
  • Ora: 10:00

Momento 2:

  • Descrizione: Inizio della possibilità di registrazione sul portale del partecipante e dell'amministratore
  • Giorno: 4 giugno 2024
  • Ora: 10:00

Momento 3:

  • Descrizione: Disponibilità dell'indirizzo dello sportello informatico nella funzione online ISI domanda
  • Giorno: 14 giugno 2024
  • Ora: 10:00

Momento 4:

  • Descrizione: Inizio autenticazione e pagina di attesa. Pagina di test non disponibile sul portale partecipante
  • Giorno: 19 giugno 2024
  • Ora: 10:00

Momento 5:

  • Descrizione: Inizio della fase di invio della domanda
  • Giorno: 19 giugno 2024
  • Ora: 11:00

Momento 6:

  • Descrizione: Fine della fase di invio della domanda
  • Giorno: 19 giugno 2024
  • Ora: 11:20

Il giorno in cui vengono collocati i momenti 4, 5 e 6, con particolare riguardo alla fase conclusiva del momento 6, è considerato "data di apertura e chiusura dello sportello informatico". È da questo giorno che decorrono i 14 giorni per la pubblicazione degli elenchi cronologici.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


SIMEST alluvione Toscana indennizzi giugno

SIMEST: indennizzi per la perdita di reddito delle imprese colpite dall'alluvione in Toscana

Dal 18 giugno SIMEST attiverà una nuova misura per l'indennizzo della perdita di reddito subita dalle imprese della Toscana e dei territori limitrofi danneggiate dall'alluvione di novembre 2023. La misura SIMEST alluvione Toscana, di cui abbiamo già parlato in questo articolo, prevede contributi a fondo perduto attingendo dai 300 milioni di euro stanziati per i ristori.

Potranno accedere ai contributi le imprese esportatrici e le imprese non direttamente esportatrici. Queste ultime devono però essere afferenti a filiere produttive a vocazione esportatrice, il cui fatturato derivi da operazioni verso imprese che operano sui mercati esteri. L'accesso è escluso per le imprese operanti nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca.

Tutte le imprese che intendono beneficiare dei ristori SIMEST alluvione Toscana devono essere localizzate nelle province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia e Prato, territori colpiti dagli eventi alluvionali di novembre 2023.

Chi può ottenere i ristori SIMEST alluvione Toscana 2023

Per le imprese esportatrici è richiesto un fatturato estero minimo del 3%. Per le imprese non direttamente esportatrici, il fatturato deve essere realizzato per almeno il 10% del totale verso una o più imprese esportatrici.

Copertura dei contributi SIMEST alluvione Toscana

I contributi a fondo perduto sono volti a indennizzare le perdite di reddito dovute alla sospensione totale o parziale dell'attività. Per un periodo massimo di sei mesi dalla data dell'evento alluvionale nel territorio in cui è localizzata l'impresa.

Quando presentare domanda per i contributi SIMEST Toscana

Ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda di contributo. I termini per la presentazione dell’istanza si aprono alle ore 9:00 del 18 giugno.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Credito d-imposta Transizione 5-0 DL Agevolazioni fiscali

Credito d’imposta Transizione 5.0: le novità portate dalla conversione in Legge del DL 39/2024

Il 28 maggio 2024 c’è stata la conversione in legge del DL 39/2024, noto anche come DL Agevolazioni fiscali. Questa conversione introduce importanti cambiamenti nell'ambito del piano Transizione 5.0, istituito dall’articolo 38 del DL 19/2024.

La legge di conversione, tramite il comma 3-bis dell’articolo 6, non solo chiarisce alcuni aspetti fondamentali ma amplia anche le opportunità di agevolazioni per le imprese che investono in innovazione e riduzione dei consumi energetici. Vediamo di cosa si tratta.

A chi spetta il credito d’imposta Transizione 5.0 e in che percentuale

La misura del credito d’imposta Transizione 5.0 è destinata a tutte le imprese residenti nel territorio italiano e alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti, purché effettuino investimenti in strutture produttive situate in Italia. Gli investimenti devono essere finalizzati a progetti di innovazione che garantiscano una riduzione dei consumi energetici.

Le percentuali di agevolazione variano in base all'importo degli investimenti:

  • 35% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • 15% per investimenti fino a 10 milioni di euro,
  • 5% per investimenti fino a 50 milioni di euro.

Queste percentuali possono essere incrementate se gli investimenti determinano una riduzione dei consumi energetici superiore a determinati limiti.

Per approfondire il tema si può fare riferimento alle nostre FAQ sulla Transizione 5.0.

Le novità più importanti con la conversione del DL

Con la conversione in legge del DL 39/2024, sono state introdotte diverse modifiche significative al credito d'imposta. Innanzitutto, è stato specificato che gli investimenti agevolabili devono essere effettuati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025. Questa precisazione elimina eventuali ambiguità interpretative sulla decorrenza del beneficio fiscale.

Un'altra novità riguarda l'obbligo di comunicazione periodica per le imprese beneficiarie. Le aziende devono dimostrare l’effettuazione degli ordini accettati dal venditore e il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione entro 30 giorni dalla prenotazione del credito d'imposta. In mancanza di tale comunicazione, le imprese rischiano la decadenza dal beneficio.

Le comunicazioni a carico delle imprese per l’accesso al credito d’imposta

Le imprese che desiderano beneficiare del credito d’imposta Transizione 5.0 devono seguire una serie di procedure comunicative rigorose. Innanzitutto, devono presentare telematicamente al GSE una certificazione tecnica ex ante che descriva il progetto di investimento e il costo associato. Successivamente, devono inviare comunicazioni periodiche che documentino l’avanzamento dell'investimento.

Tra queste comunicazioni, una delle più cruciali è quella che conferma l'effettuazione degli ordini e il pagamento del sopracitato acconto del 20% entro 30 giorni dalla prenotazione del credito. Questa misura è stata introdotta per garantire che gli investimenti dichiarati siano effettivamente in corso e che le imprese stiano rispettando i tempi previsti per l’esecuzione dei progetti.

Allo stesso tempo il GSE ha un ruolo centrale nel controllo e nella verifica dei crediti d’imposta concessi. Con la nuova normativa, il Gestore deve trasmettere mensilmente al MIMIT l'elenco delle imprese che hanno validamente comunicato l’intenzione di usufruire dell’agevolazione e l’importo del credito prenotato.

Il GSE è anche incaricato di effettuare comunicazioni all’Agenzia delle Entrate qualora rilevi la fruizione, anche parziale, del credito d’imposta senza i presupposti necessari. Questo controllo è essenziale per garantire che i fondi pubblici vengano utilizzati in modo corretto e che le agevolazioni siano concesse solo alle imprese che rispettano pienamente i criteri stabiliti dalla legge.

Le anticipazioni del MIMIT sul Piano Transizione 5.0

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha annunciato che entro giugno sarà emanato il decreto attuativo del Piano Transizione 5.0. Questo decreto porterà con sé alcune novità, in particolare per quanto riguarda le imprese altamente energivore e i soggetti abilitati a rilasciare le certificazioni necessarie per accedere alle agevolazioni.

Un aspetto chiave del nuovo decreto sarà l’applicazione del principio DNSH (Do No Significant Harm), che vieta il finanziamento di investimenti che possano arrecare danni significativi all’ambiente. Questo è strettamente legato al sistema di scambio di quote di emissione europeo (ETS), il quale prevede che le imprese energivore siano incluse tra i potenziali beneficiari della misura, a patto che i loro progetti contribuiscano alla riduzione dei consumi energetici.

Raffaele Spallone, dirigente del MIMIT, ha confermato che il decreto attuativo sarà vagliato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e dalla Commissione Europea prima della sua pubblicazione. Sottolineando l'importanza di includere le imprese energivore nel piano, poiché queste hanno un impatto significativo sui consumi energetici e sulle emissioni dell'industria italiana.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito che i decreti attuativi e la circolare operativa saranno pronti per giugno, permettendo alle imprese di programmare i loro investimenti per la seconda metà dell’anno. La circolare operativa sarà un documento dettagliato che fornirà esempi pratici e linee guida chiare sia per le imprese che per i certificatori, includendo anche un riordino delle agevolazioni legate a Transizione 4.0.

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riversamento credito d'imposta ricerca e sviluppo

Riversamento credito d'imposta ricerca e sviluppo: nuovo termine per l’invio della richiesta al 31 ottobre 2024

Il decreto Agevolazioni fiscali, convertito in legge n. 67/2024, ha posticipato al 31 ottobre 2024 il termine per il riversamento spontaneo del credito d’imposta per ricerca e sviluppo (R&S). Precedentemente era fissata al 30 luglio 2024. La scadenza per il pagamento dell'importo dovuto, fissata al 16 dicembre 2024, rimane invariata.

La legge di conversione del decreto Agevolazioni modifica l'art. 5, commi 7-12, del DL n. 146/2021. Permettendo così la definizione agevolata per l’indebito utilizzo del credito d’imposta per ricerca e sviluppo attraverso il riversamento spontaneo.

Modalità di riversamento del credito d'imposta

L'importo del credito deve essere riversato senza compensazione utilizzando il modello F24, con i codici tributo istituiti dalla risoluzione n. 34 del 5 luglio 2022. Il pagamento può avvenire in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2024 o in tre rate di pari importo scadenti entro il 16 dicembre 2024, 2025 e 2026. Le ultime due rate saranno gravate di interessi al tasso legale.

Non è possibile compensare le sanzioni e gli interessi già pagati in seguito a contestazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo. La procedura di riversamento non prevede la restituzione di somme eventualmente versate in eccedenza rispetto a quanto dovuto.

I termini per la revoca della richiesta di riversamento credito d'imposta ricerca e sviluppo

Il termine ultimo per i contribuenti che hanno già presentato richiesta telematica di accesso alla procedura di riversamento, ma non hanno ancora effettuato il versamento, per revocare integralmente la richiesta è differito dal 30 giugno 2024 al 30 settembre 2024. La revoca deve essere effettuata seguendo le modalità definite con Provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate.

I contribuenti possono revocare la domanda barrando l’apposita casella nel modello. Dopo la revoca, è possibile presentare una nuova domanda entro il 31 ottobre 2024.

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