CCIAA Pistoia-Prato

CCIAA Pistoia-Prato: contributi a fondo perduto per doppia transizione e internazionalizzazione

La giunta della Camera di commercio di Pistoia-Prato ha approvato due bandi per lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese aventi sede nella circoscrizione territoriale di riferimento. Stiamo parlando del bando a sostegno della digitalizzazione impresa 4.0 e della transizione energetica MPMI e del bando per l’internazionalizzazione annunciati nelle ultime settimane dalla Camera di Commercio.

Entrambi prevedono finanziamenti a fondo perduto, ma le condizioni di accesso alle agevolazioni e l’entità dell’aiuto variano in maniera decisiva. Vediamo quindi nel dettaglio le condizioni fissate dalla CCIAA Pistoia-Prato.

Come funziona il bando CCIAA Pistoia-Prato per digitalizzazione e della transizione energetica

Le imprese interessate al Bando a sostegno della digitalizzazione Impresa 4.0 e della transizione energetica delle Micro Piccole e Medie Imprese delle province di Pistoia e Prato – Anno 2024 possono presentare un’unica domanda di contributo per la realizzazione di progetti rientranti in uno solo degli ambiti di intervento contemplati dalla bando.

Entrando nel merito, sono previste due linee di interventi. La “LINEA A - Interventi per l’innovazione digitale” riguarda:

  • Acquisizione di servizi di consulenza;
  • Formazione e/o acquisto di beni strumentali materiali e immateriali.

La “LINEA B - Interventi per l’efficientamento energetico” invece fa riferimento agli investimenti in:

  • Acquisizione di servizi di consulenza e formazione volti a favorire la razionalizzazione dell’uso di energia all’interno dell’impresa.

Le agevolazioni sono erogate in forma di contributo a fondo perduto coprendo il 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 5.000 euro. A cui si aggiunge una premialità per le imprese in possesso del rating di legalità. Indipendentemente dalla linea di intervento selezionata, alla data di presentazione della domanda i progetti dovranno essere già conclusi.

Bando CCIAA Pistoia-Prato per l’internazionalizzazione delle MPMI

Per quanto riguarda invece il Bando per l’erogazione di contributi per l’internazionalizzazione - Anno 2024, supporta le MPMI nei progetti orientati all’individuazione di opportunità in mercati esteri, nonché nella diffusione di tecnologie digitali per l’export. Per essere finanziabili i progetti dovranno ricomprendere uno o più dei seguenti ambiti di attività:

  • Servizi di analisi e orientamento specialistico;
  • Partecipazione a fiere o eventi con finalità commerciale all’estero;
  • Potenziamento degli strumenti promozionali e degli strumenti di marketing in lingua straniera;
  • Formazione manageriale e/o sviluppo delle competenze interne;
  • Partecipazione a iniziative per il “virtual-matchmaking”;
  • Avvio o sviluppo di business online, attraverso il posizionamento su piattaforme, marketplace e sistemi di smart-payment internazionali;
  • Ottenimento e rinnovo delle certificazioni di prodotto necessarie all’esportazione;
  • Protezione del marchio;
  • Assistenza specialistica legale, organizzativa, contrattuale o fiscale, purché sempre legata all’internazionalizzazione;
  • Sviluppo di campagne di marketing digitale o di vetrine digitali in lingua straniera.

Il contributo è a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 6.000 euro. Oltre alla premialità prevista per le imprese in possesso del rating di legalità. Per ottenere i contributi, tutte le spese devono essere sostenute a partire dal 1° gennaio 2024, fatta eccezione solo per quanto previsto dal bando in caso di partecipazione a fiere.

Come presentare domanda per i bandi della CCIAA Pistoia-Prato

Per il Bando a sostegno della digitalizzazione Impresa 4.0 e della transizione energetica la domanda può essere presentata dalle 18:00 del 01 ottobre alle 23:59 del 29 ottobre 2024. Mentre per il bando CCIAA Pistoia-Prato per l’erogazione di contributi per l’internazionalizzazione la domanda potrà essere presentata dalle 18:00 del 16 settembre alle 23:59 del 15 ottobre 2024.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


credito di imposta

Guida al credito di imposta per imprese: cos’è, come funziona e quando viene concesso

Nel panorama economico attuale, le imprese devono affrontare sfide sempre più complesse per rimanere competitive e innovative. Per supportarle nell’innovazione e lo sviluppo di servizi che permettano di rimanere resilienti e competitive nel tempo, lo Stato italiano mette a una serie di strumenti di finanza agevolata. Uno dei più interessanti e frequenti è il credito d’imposta.

Il credito d’imposta rientra nella platea delle agevolazioni fiscali e può rappresentare un'importante risorsa per le imprese, consentendo loro di ridurre l’ammontare di tasse da pagare sui propri utili netti. Il credito di imposta viene generalmente corrisposto a seguito di investimenti in specifiche attività, che vanno dall’assunzione di nuovo personale all’acquisto di macchinari all’avanguardia.

Le condizioni per beneficiare dell’agevolazione possono variare da caso a caso, ma ci sono aspetti che restano costanti nel tempo. Vediamo quindi cos'è il credito d’imposta, come funziona, come si calcola e quali sono i principali tipi di credito d’imposta attualmente disponibili per le imprese italiane.

Cos’è il credito d’imposta

Il credito d’imposta è una misura fiscale che permette alle imprese di ridurre l'imposta sui propri utili netti utilizzando un credito di pari importo. Introdotto in Italia nel 1998, questa agevolazione ha subito diverse modifiche normative nel corso degli anni, al fine di incentivare gli investimenti in settori strategici come ricerca e sviluppo, formazione e internazionalizzazione.

In sostanza, il credito d’imposta è un credito fiscale che l’azienda vanta nei confronti dello Stato, ottenuto a seguito di investimenti in una specifica attività. Le condizioni per l’accesso e il tipo di attività oggetto dell’investimento variano in funzione della misura agevolativa collegata all’incentivo.

Questo genere di agevolazioni è particolarmente rilevante nell'era dell'Industria 4.0, caratterizzata da tecnologie avanzate come l'Internet of Things (IoT), la robotica, l’Intelligenza Artificiale e il Cloud Computing. L’adozione di queste tecnologie richiede infatti investimenti significativi, e per incentivarli lo Stato tende a fornire supporto anche attraverso il credito di imposta. Ciò facilita gli investimenti, a vantaggio delle singole imprese e di tutto il tessuto imprenditoriale italiano.

Come funziona il credito di imposta e quali sono le modalità di fruizione

Il credito d’imposta prevede che le imprese debbano svolgere attività specifiche e rispettare determinati requisiti previsti dalla legge. Per poter beneficiare dell’agevolazione, l’impresa deve presentare una domanda all’ente preposto.

Nella documentazione vanno indicati la tipologia di attività svolta, il periodo di riferimento, l’entità dell’investimento e l’importo richiesto a titolo di credito d’imposta. Una volta presentata la domanda, l'ente preposto procederà alla valutazione e, se ritenuta idonea, concederà il credito all’impresa.

È importante ricordare però che il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini IRES o IRPEF e alla formazione della base imponibile IRAP. Inoltre non è utilizzabile come un credito economico ma segue specifiche modalità. In particolare, il credito di imposta può essere fruito:

  • in compensazione tramite F24 (indicando l’apposito codice tributo fornito dall’Agenzia delle Entrate);
  • richiedendo il rimborso tramite dichiarazione dei redditi;
  • in cessione del credito nei confronti di un’altra impresa.

Indipendentemente da come viene sfruttato dall’impresa beneficiaria, la funzione del credito d’ imposta è sempre quella di andare a compensare e/o pagare le imposte a debito dovute dall’impresa nei confronti dell’erario.

Come si calcola il credito d’imposta

Il calcolo del credito d’imposta dipende da vari parametri, tra cui la tipologia dell’investimento, il costo totale delle spese ammissibili e l'aliquota di riferimento. Per avere una stima dell’importo spettante, bisogna considerare questi elementi.

Ad esempio, per il credito d’imposta per beni strumentali materiali 4.0, l’aliquota prevista per il 2023 era del 20% delle spese ammissibili per investimenti fino a 2.500.000 euro. Di conseguenza se un’impresa ha sostenuto spese ammissibili pari a 1.000.000 euro, ha potuto ottenere un credito d’imposta pari a 200.000 euro.

Cumulabilità del credito di imposta: quando è possibile ottenerlo con altre agevolazioni

Quando si parla di credito d'imposta e altre agevolazioni fiscali, è importante considerare la cumulabilità tra i diversi incentivi. In linea di massima, il credito di imposta è compatibile con tutti gli altri incentivi, a meno che l’altra agevolazione fiscale non ne consenta esplicitamente la compatibilità. Riducendo così il totale dei benefici fiscali ottenibili da un'impresa.

Esistono però diverse situazioni di incompatibilità. Oltre a quella totale, ovvero in cui l’altra agevolazione fiscale non ammette la presenza del credito di imposta, ci sono situazioni in cui la cumulabilità è limitata, perché il cumulo è consentito solo fino a un importo limite.

Ad esempio il credito d’imposta per ricerca e sviluppo può essere cumulato con altre agevolazioni solo se il totale dei benefici fiscali non supera una determinata percentuale delle spese ammissibili. Questo implica che, superato tale limite, le agevolazioni non possono essere combinate.

Ciò accade sia per le misure nazionali che per quelle regionali, alcune agevolazioni concesse dagli enti regionali, infatti, possono non ammettere la cumulabilità con il credito di imposta o consentirla solo entro certi importi. È fondamentale quindi verificare le regole, i bandi e le normative specifiche di ciascuna misura per evitare di invalidare il beneficio fiscale.

Ci sono poi situazioni in cui si verifica la sovrapposizione delle spese ammissibili. In altre parole, se due o più incentivi fiscali coprono le stesse spese, generalmente non è possibile ottenere il credito d’imposta per entrambe le agevolazioni.

Ad esempio, le spese sostenute per la formazione del personale potrebbero essere coperte sia dal credito d’imposta per la formazione 4.0 che da altre agevolazioni regionali o nazionali. In tali casi, l’azienda deve scegliere quale beneficio desidera richiedere e/o applicare. È infatti possibile richiedere entrambe le misure, ma si potrà comunque beneficiare solo di una delle due.

Anche le regole dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato possono limitare la cumulabilità degli incentivi fiscali. Spesso questo genere di situazione si verifica quando l’UE cerca di tutelare il mercato nazionale o comunitario. Queste regole stabiliscono infatti che gli aiuti di Stato devono essere progettati in modo da non alterare la competizione nel mercato unico europeo, limitando perciò le possibilità di combinare diversi incentivi.

In ogni caso, approfondire la questione della cumulabilità è essenziale per le imprese che vogliono massimizzare i benefici fiscali senza incorrere in violazioni delle normative vigenti. Prima di procedere con qualsiasi richiesta di credito d’imposta, è consigliabile consultare un esperto fiscale o un consulente specializzato in finanza agevolata.

Credito d’imposta per investimenti nella ZES unica

Il credito di imposta per investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica del Mezzogiorno è un contributo rivolto alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Abruzzo.

Per ottenerlo gli investimenti devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2024 e il 15 novembre 2024, e avere un costo complessivo di almeno 200.000 euro. Il credito d’imposta ZES Unica può variare dal 15% al 50% dei costi sostenuti, a seconda della regione e del tipo di investimento, con percentuali maggiorate per le piccole e medie imprese.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica

Il credito di imposta per ricerca e sviluppo è destinato alle imprese che investono in attività di ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. Permette di recuperare una parte dei costi sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi o servizi innovativi.

Le imprese possono detrarre il 10% delle spese sostenute dalla propria imposta sul reddito o cedere il credito ad altri soggetti. Il credito d’imposta è riconosciuto nel limite massimo di 5 milioni di euro all’anno.

Credito di imposta beni strumentali 4.0: le aliquote per beni materiali e immateriali

Il credito d’imposta per beni strumentali 4.0 incentiva l'acquisto di beni strumentali nuovi, sia materiali che immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. L'obiettivo è favorire gli investimenti in beni strumentali volti ad aumentare la produttività e l'efficienza del processo produttivo.

Il credito di imposta 4.0 viene corrisposto in misura diversa in funzione del tipo di beni. Per quelli materiali, dal 2023 al 2025 l’agevolazione e corrisposta secondo le seguenti percentuali.

  • 20% delle spese ammissibili per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
  • 10% delle spese ammissibili per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
  • 5% delle spese ammissibili per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e i 20 milioni di euro.
  • 5% delle spese ammissibili per la quota di investimenti superiore a 10 milioni fino al limite massimo di 50 milioni di euro per gli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione contemplati dal relativo decreto del Ministro dello sviluppo economico.

Al credito di imposta 4.0 per i beni strumentali immateriali invece viene applicata una percentuale variabile di anno in anno, con una riduzione progressiva del contributo.

  • Nel 2023 il credito di imposta è pari al 20% delle spese ammissibili, che non possono superare 1 milione di Euro
  • Nel 2024 il credito di imposta è pari al 15% delle spese ammissibili, sempre nel rispetto del limite di 1 milione di Euro
  • Nel 2025 il credito di imposta è pari al 10% delle spese ammissibili, fino al limite massimo di 1 milione di Euro.

Credito d'imposta per le spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0

Il credito d’imposta per le spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0 è stato introdotto per incentivare le imprese a investire nella formazione del personale. Questo credito di imposta 4.0 permette di recuperare una parte dei costi sostenuti per la formazione dei dipendenti nel settore delle tecnologie avanzate previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

La misura dell’agevolazione varia dal 30% al 70% delle spese ammissibili, a seconda delle caratteristiche dell’impresa. Attualmente il beneficio non è attivo, ma potrebbe essere riaperto nei prossimi mesi.

Credito d'imposta per investimenti pubblicitari incrementali

Il credito di imposta per investimenti pubblicitari incrementali è rivolto a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa. Sono ammessi sia gli investimenti relativi alla stampa quotidiana che quelli riguardanti periodici, pubblicazioni online, nonché su emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Tax credit cinema: credito di imposta per le imprese del settore cinematografico

Il tax credit cinema è una misura fiscale che supporta le imprese del settore cinematografico e audiovisivo. Sono previsti crediti d’imposta per le imprese di produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico, nonché per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive. Questo credito mira a sostenere la produzione cinematografica nazionale e ad attrarre investimenti esteri nel settore.

Credito d’imposta Art bonus: ecco come funziona

L’Art bonus è un credito d’imposta rivolto a persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. L’obiettivo è incentivare il sostegno finanziario privato alla cultura, favorendo interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni pubblici. Il credito d’imposta è pari al 65% delle somme donate e può essere utilizzato in compensazione.

Sport bonus: l’agevolazione per chi supporta il rinnovamento degli impianti

Lo Sport bonus è un credito d’imposta destinato alle imprese che effettuano erogazioni liberali per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici. Il contributo è pari al 50% delle somme donate fino a un massimo di 40.000 euro. Questa misura mira a incentivare la modernizzazione degli impianti sportivi, migliorando le strutture a disposizione delle comunità locali.

Il credito d’imposta rappresenta quindi uno strumento fondamentale per le imprese italiane, offrendo un supporto concreto per la realizzazione di investimenti strategici in vari settori, consentendo di ridurre il carico fiscale e investire nella crescita e nell'innovazione. Conoscere le diverse tipologie di credito d’imposta e le relative modalità di fruizione può fare la differenza per le aziende che vogliono rimanere competitive e innovative nel mercato globale.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Fondo Imprese Femminili

Regione Calabria: con il Fondo Imprese Femminili contributi fondo perduto e prestiti agevolati

La Regione Calabria ha lanciato il Fondo Imprese Femminili con l'obiettivo primario di sostenere l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali tramite la concessione di finanziamenti a tasso agevolato e contributi a fondo perduto. Protagoniste delle misure sono le donne che hanno seguito e completato il percorso di accompagnamento e autoimprenditorialità "Yes I Startup Calabria Donne".

Beneficiari del fondo per imprese femminili

Le beneficiarie del fondo sono donne con status di disoccupate, inoccupate, persone con disabilità e a rischio discriminazione. Rientrano tra i destinatari anche le lavoratrici prossime al termine della fruizione di ammortizzatori sociali o da essi fuoriuscite nonché le donne occupate.

In ogni caso è fondamentale che la richiedente abbia già seguito e completato le fasi A e B del percorso di accompagnamento e autoimprenditorialità "Yes I Startup Calabria Donne". Possono accedere al fondo esclusivamente coloro che rispettando tutti i requisiti di cui sopra intendono costituire, o hanno già costituito da meno di 12 mesi, una nuova impresa. L’impresa deve essere a prevalente composizione e gestione femminile.

Condizioni dei contributi erogati

Il contributo complessivo erogato dal Fondo Imprese Femminili può raggiungere un massimo di 62.500 euro, ripartito come segue:

  • Finanziamento a tasso agevolato (tasso zero): prestiti agevolati con importo massimo 32.500 euro.
  • Sovvenzione a fondo perduto: contributo di 30.000 euro.
  • Supporto specialistico (tutorship e mentorship): per un massimo di 24 mesi, per un importo di 6.000 euro per singola azienda.

Le spese ammissibili al finanziamento includono:

  • Opere murarie (massimo 30% del totale dei costi ammissibili);
  • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • Investimenti immateriali;
  • Altre spese previste negli avvisi pubblici, nel rispetto dei regolamenti di esenzione applicabili (imposta di registro, spese per consulenze legali, perizie tecniche, ecc).

Come presentare domanda per il Fondo Imprese Femminili della Regione Calabria

Le domande per il Fondo Imprese Femminili della Regione Calabria potranno essere presentate a partire dalle ore 10:00 del giorno 08 luglio 2024. Lo sportello per la richiesta si chiuderà automaticamente con l’esaurimento delle risorse disponibili.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.


Bando Export Unioncamere Lombardia 2024

Unioncamere Lombardia: in apertura il Bando Export 2024 per la competitività delle MPMI

Unioncamere Lombardia ha lanciato il Bando Export 2024 per aumentare la competitività delle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) lombarde sui mercati esteri. Con una dotazione complessiva di 1.570.000 euro il bando offre un accompagnamento qualificato per supportare le imprese nell'approccio a nuovi mercati.

Beneficiari del Bando Export Unioncamere Lombardia 2024

Sono ammesse al bando le MPMI lombarde la cui quota di export è inferiore al 20% del volume d'affari complessivo. Inoltre, analogamente a quanto previsto dalla precedente edizione del Bando Export Lombardia, le imprese non devono aver percepito nei 2 anni precedenti agevolazioni e/o incentivi regionali finalizzati ad accrescere la competitività sui mercati esteri. A tal proposito si considerano sia i contributi concessi da Regione Lombardia che quelli erogati da Unioncamere Lombardia.

Condizioni del contributo

Hanno accesso all’accompagnamento qualificato previsto dal Bando Export Unioncamere Lombardia solo le imprese che soddisfano i requisiti di cui sopra e che effettuano un investimento minimo di 10.000 euro. L’investimento massimo agevolabile è fissato a 30.000 euro, mentre il contributo massimo erogabile è di 15.000 euro.

Come presentare domanda per il Bando Export

Le domande di contributo per il Bando Export Unioncamere Lombardia devono essere presentate a partire dalle ore 10:00 del 4 luglio 2024 fino alle ore 12:00 del 16 settembre 2024. Le richieste devono essere inoltrate attraverso il portale dedicato.

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Martina Moretti

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contributi alluvione Toscana

Toscana Alluvione novembre 2023: attiva dal 1° luglio la piattaforma per ottenere i 20mila euro dell’immediato sostegno

In occasione della conferenza tenutasi il 19 giugno 2024, l'assessore della Regione Toscana Leonardo Marras ha annunciato l'attivazione di una nuova procedura di rendicontazione, disponibile dal 1° luglio. Questa procedura permetterà alle imprese di ottenere 20.000 euro di sostegno immediato per i danni subiti con l’alluvione che ha colpito la Toscana nel novembre 2023.

Le attività che sono richieste alle imprese per la rendicontazione e l’accesso ai contributi alluvione Toscana possono essere utilizzate successivamente, anche come un’anticipazione di un ulteriore rimborso. L’obiettivo è che questo arrivi, grazie ad ulteriori finanziamenti dello Stato, a coprire maggiori quote dei danni subiti.

Per il momento il contributo alluvione Toscana riconosciuto è pari al 100% degli importi sostenuti, fino a concorrenza del danno, nel rispetto del limite massimo di 20.000 euro.

Requisiti di ammissibilità per i contributi alluvione Toscana

Per essere ammesse le imprese richiedenti devono avere il DURC regolare, essere attive (non cessate), non essere soggette a procedure concorsuali e devono essere localizzate nei comuni alluvionati. Le imprese che nel frattempo hanno cambiato sede e non sono più localizzate nel comune alluvionato non saranno ammesse.

Spese ammissibili per il contributo immediato

Le spese ammissibili sono esclusivamente quelle che si riferiscono ai danni dichiarati nel modello C1. Possono includere danni a immobili, impianti, attrezzature, macchinari, merci, scorte, e in caso di sede inagibile, i costi per il noleggio di strutture temporanee. Le spese sostenute devono essere comprovate e tutti i pagamenti devono essere stati effettuati con mezzi tracciati. La procedura di rendicontazione sarà gestita da Sviluppo Toscana.

Al momento non sono ancora disponibili ulteriori informazioni sulla procedura di rendicontazione e accesso al contributo alluvione Toscana, che sarà gestita da Sviluppo Toscana. Tuttavia si ricorda che le imprese danneggiate dagli eventi alluvionali possono ottenere contributi anche grazie alle ulteriori misure regionali e nazionali, come il bando a supporto di liquidità e investimenti e il bando MIMIT per il programma di sostegno economico alle imprese toscane con stanziamento di 50 milioni. A cui si aggiungono i contributi a fondo perduto attivati dal Governo tramite il Simest.

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Martina Moretti

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