Piano sviluppo e coesione veneto

Piano sviluppo e coesione Veneto: nuovo bando per sostenere e la competitività delle PMI.

Piano sviluppo e coesione Veneto: nuovo bando per sostenere e la competitività delle PMI.

Piano sviluppo e coesione Veneto: nuovo bando per sostenere e la competitività delle PMI.

Con l'obiettivo di sostenere gli investimenti e promuovere digitalizzazione e nuovi modelli di economia circolare, è stato approvato un nuovo bando da 33 mln di euro dalla Giunta Regionale per la concessione di contributi a favore delle PMI venete.

“Mettiamo a disposizione altri 33 milioni e mezzo di euro per dare una risposta al mondo delle piccole e medie imprese, per favorirne il riposizionamento competitivo rispetto ai mercati, in ottica di economia circolare e di sostenibilità ambientale, sfruttando anche la digitalizzazione – ha dichiarato Roberto Marcato, assessore regionale allo sviluppo economico -. Con il provvedimento varato in Giunta intendiamo dare una risposta forte al mondo del manifatturiero e dei servizi alle imprese, che chiedono strumenti e risorse a sostegno dell’innovazione e della trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi”.

Questo provvedimento fa parte del PSC - Piano Sviluppo e Coesione Veneto, le cui azioni, grazie all'accordo tra la regione e il Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale, verranno finanziate con risorse provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

Lo scopo con il quale saranno stanziate tali risorse, confluite nella Sezione Speciale del PSC, è quello di proseguire e realizzare interventi che, successivamente alla riprogrammazione dei Programmi Operativi Regionali (POR) in risposta all’emergenza Covid-19, non hanno potuto far leva si finanziamenti provenienti dai programmi originari.

“La Regione del Veneto – ha proseguito Roberto Marcato - ha già dato risposte concrete e veloci agli interventi ritenuti indispensabili per attutire gli effetti dell’emergenza pandemica, ma ora è necessario pensare alla ripartenza indirizzando le risorse disponibili intorno a nuove priorità”.

“Il bando, in particolare, promuove la trasformazione in chiave 4.0 delle imprese, perché la digitalizzazione del sistema produttivo rappresenta, insieme alla sfida della sostenibilità ambientale, il più importante fattore di crescita delle imprese per i prossimi decenni ed è anche uno degli obiettivi di politica industriale del PNRR, con la proposta del Piano Transizione 4.0. In questo momento, caratterizzato dalla ripresa economica post Covid-19, si vuole valorizzare e sostenere quei progetti di investimento in tecnologie dell’Industria 4.0 che favoriscano la creazione di economie circolari. Queste tecnologie – ha aggiunto Marcato -, sono infatti in grado di ottimizzare l’uso delle risorse, riducendo gli sprechi, semplificando e rendendo sostenibili i processi produttivi”.

“Il bando intende quindi favorire il riposizionamento competitivo delle piccole e medie imprese tramite la loro digitalizzazione – ha infine terminato Marcato -. Un processo capace di stimolare lo sviluppo dell’economia circolare, ma anche in grado di promuovere la crescita e la competitività di queste aziende, che rappresentano quasi il 99% dell’intero tessuto produttivo Veneto”.

Tempistiche di presentazione delle domande.

Coloro che intendono presentare domanda di partecipazione potranno farlo dalle ore 10.00 del 25 novembre e fino alle ore 12.00 del 9 febbraio 2022.

Nella sezione “bandi” della pagina “Bandi, avvisi e concorsi” del sito della Regione Veneto www.regione.veneto.it, saranno visibili dai prossimi giorni il bando e la modulistica.

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credito d'imposta rimanenze finali di magazzino

Credito d'Imposta rimanenze finali di magazzino settore Moda, Tessile e Accessori

Credito d'Imposta rimanenze finali di magazzino settore Moda, Tessile e Accessori.

Credito d'Imposta rimanenze finali di magazzino settore Moda, Tessile e Accessori: i termini di presentazione delle domande.

Dal 29 ottobre 2021 al 22 novembre 2021 è inviata la comunicazione per la fruizione del bonus moda, con riferimento al periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al D.P.C.M. 9 marzo 2020 e dal 10 maggio 2022 al 10 giugno 2022, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021: questo è quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 293378 del 28 ottobre 2021.

L'Agenzia delle entrate, tramite provvedimento n. 293378 del 28 ottobre 2021, ha fissato i termini di presentazione della comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori.

Con precedente provvedimento 11 ottobre 2021 l'Agenzia aveva delineato le modalità di presentazione delle domande e il contenuto della comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori, previsto dal decreto Rilancio (art. 48-bis, D.L. n. 34/2020), assieme alle modalità per il monitoraggio degli utilizzi del credito d’imposta e del rispetto dei limiti di spesa e le ulteriori disposizioni per l’attuazione dell'art. 48-bis.

Al punto 3.3 del provvedimento, viene rinviato a un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate la definizione dei termini per l’invio della comunicazione.

Questo provvedimento avrebbe dovuto essere emanato in seguito all’autorizzazione della misura di aiuto da parte della Commissione Europea.

Tuttavia, a causa del ristretto lasso temporale che i beneficiari hanno a disposizione per beneficiare del credito, che deve essere fruito entro e non oltre il periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, l’adozione del provvedimento con il quale sono definiti i termini di presentazione della comunicazione è stata anticipata.

Nello specifico, la comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori è inviata:

  • Dal 29 ottobre 2021 al 22 novembre 2021, con riferimento al periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al D.P.C.M. 9 marzo 2020;
  • Dal 10 maggio 2022 al 10 giugno 2022, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021.

Solo successivamente all’adozione della decisione di autorizzazione della misura da parte della Commissione Europea sarà consentita la fruizione del credito. Sarà subordinata all’avvenuta autorizzazione da parte della Commissione Europea la pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate nella quale si rende nota la percentuale per la determinazione dell’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile, previsto dal punto 4.2 del provvedimento 11 ottobre 2021.

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post covid

Regione Umbria: stanziati oltre 14 milioni di euro per fronteggiare la crisi post Covid-19.

Regione Umbria: stanziati oltre 14 milioni di euro per fronteggiare la crisi post Covid-19.

Regione Umbria: stanziati oltre 14 milioni di euro per fronteggiare la crisi post Covid-19.

Sono stati approvati in sede di Giunta i criteri per l’erogazione di un sostegno in favore dei lavoratori autonomi dell’Umbria e per i settori dei convegni e delle fiere e del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande, che hanno subito danni a causa della pandemia da Covid-19.

La Regione Umbria ha così deciso di mettere in campo la più importante azione di ristoro dall’inizio della crisi.

Saranno infatti stanziati circa 14,5 milioni di euro a sostegno delle categorie che, in seguito ai provvedimenti restrittivi adottati in ambito regionale o nazionale post pandemia, hanno dovuto sospendere o ridurre le proprie attività per via provvedimenti restrittivi nazionali o regionali.

Donatella Tesei, presidente della regione Umbria, e gli assessori regionali Michele Fioroni e Paola Agabiti, hanno presentato i provvedimenti che sono stati approvati.
“Un intervento importante che si aggiunge al pacchetto di misure messe in campo dalla Regione a sostegno del tessuto economico, produttivo e sociale dell’Umbria che ha subito danni a causa dell’emergenza sanitaria – ha dichiarato la presidente Tesei – e che si muove su un doppio binario perché accompagnato da misure di rilancio, che guardano al futuro dell’Umbria”. “La manovra – ha aggiunto l’assessore Fioroni - mira a sostenere, in questa grave fase che stiamo attraversando, gli operatori maggiormente danneggiati dalla crisi economica derivante dalla diffusione del Covid-19. Basti pensare alle perdite economiche subite dalle imprese che operano nel settore fieristico, dell’organizzazione di congressi ed eventi, che sono saltati a causa della pandemia, così come la filiera del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande. Una misura – ha evidenziato – che si inserisce in un contesto di strumenti in parte in corso di definizione ed in parte già attivati finalizzati, non solo a trainare la nostra regione fuori dalla crisi ma anche a predisporre le basi per condurla in una nuova fase di sviluppo”.

“Per i lavoratori autonomi – ha affermato l’assessore Paola Agabiti – abbiamo messo in campo uno strumento importante dal punto di visto finanziario, con oltre 13,4 milioni di euro, e articolato per garantire ristori alle categorie penalizzate, non tutte ricomprese nelle misure di sostegno nazionali. Grazie alla fondamentale collaborazione fra strutture della Regione, Arpal e Sviluppumbria operiamo la più importante azione di ristoro a beneficio di lavoratori autonomi e piccole e micro imprese”.

I provvedimenti approvati.

Sono due i provvedimenti che sono stati approvati:

  • Il primo, per i lavoratori autonomi non garantiti, per i quali è previsto un contributo una tantum di 1.500 euro;
  • Il secondo per i settori dell’organizzazione di convegni e fiere e del commercio all’ingrosso di bevande e alimenti, per i quali è previsto un contributo variabile in base ad alcuni specifici criteri.

Chi potrà beneficiare della misura.

Per i lavoratori autonomi sono state previste tre diverse tipologie di beneficiari.

  • La prima include il contributo per commercianti, artigiani, artisti o assimilabili che abbiano la propria sede di attività nei centri storici, all’interno di un centro commerciale, nei comuni colpiti dal sisma del 2016 o che si trovino in aree di particolare interesse naturalistico-ambientale o di interesse religioso;
  • La seconda ingloba tre diverse casistiche: I lavoratori autonomi dello spettacolo, iscritti alle gestioni ex Enpals o al fondo PSMSAD (Pittori, Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori Drammatici); i lavoratori autonomi dello Sport, con contratto di collaborazione con il Coni, il Comitato Paralimpico, le federazioni sportive, gli enti di promozione riconosciuti, le società o le associazioni sportive dilettantistiche; i lavoratori della cultura previsti dal Codice dei Beni culturali: Antropologo fisico, Archeologo, Archivista, Bibliotecario, Demoetnoantropologo, Esperto di diagnostica, Storico dell’arte.
  • La terza comprende diverse tipologie di lavoratori autonomi e titolari di micro o piccole imprese: commercio fiori e piante, bar e ristoranti, attività audio-foto-visive, gestione impianti (sportivi, teatri ecc.), intrattenimento e tanti altri.

La misura rivolta al settore dei convegni e delle fiere prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto – variabile, in base al fatturato, tra 1.500 euro, 4.000 euro o 8.000 euro - ed è indirizzata alle imprese che svolgono attività di organizzazione di convegni e fiere, di noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli.

Quanto ai soggetti che operano nel settore del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande, l'indennizzo sarà invece determinato sulla base del numero dei dipendenti aziendali e sarà articolato in 4 fasce: 1.500 euro, 3.000 euro, 6.000 o 10.000 euro.

Tempistiche di presentazione delle domande.

Le domande di accesso alla misura potranno essere presentate, secondo le modalità che saranno specificate negli avvisi, a partire dal 14 gennaio 2022.

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strutture ricettive piemontesi

Strutture ricettive piemontesi: in arrivo 9 milioni per il loro rinnovo

Strutture ricettive piemontesi: in arrivo 9 milioni per il loro rinnovo.

Strutture ricettive piemontesi: in arrivo 9 milioni per il loro rinnovo.

Aprirà alle 12.00 di lunedì 8 novembre 2021 nella sezione Bandi di Finpiemonte la misura a sportello (fino ad esaurimento delle risorse) con la quale il Piemonte ha scelto di stanziare 9 milioni di euro per gli operatori delle strutture ricettive al fine di ottenere contributi per il potenziamento dell’ospitalità.

Dal 4 novembre è prevista la pubblicazione della documentazione e del Bando.

I fondi per le strutture ricettive piemontesi sono indirizzati all’acquisto di materiali per ampliare i servizi di accoglienza, costruire dehor, ristrutturare impianti sportivi, piscine, centri benessere e parcheggi di pertinenza. Sono inoltre ammesse le spese sostenute dal 1° febbraio 2020, che erano dettate dalla necessità di acquistare attrezzature sanitarie per il contenimento della pandemia.

“Le strutture alberghiere ed extra alberghiere come campeggi, villaggi turistici, agriturismi e rifugi potranno migliorare la qualità ricettiva piemontese, che ha segnato nel periodo estivo un incremento degli arrivi del 54% - affermano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio Vittoria Poggio - Abbiamo inoltre deciso di stanziare una ulteriore tranche di 6 milioni che sarà assegnata entro la fine dell’anno facendo salire a 9 milioni gli incentivi a fondo perduto nel 2021 per rafforzare ulteriormente un settore che dal 2013 non vedeva contributi specifici per migliorare gli standard ricettivi, che servono a stare al passo con i nostri concorrenti stranieri”.

Quali sono le spese ammesse dal bando per le strutture ricettive piemontesi?

Rientrano tra gli investimenti finanziabili, le spese per:

  • Miglioramento, qualificazione e ampliamento del patrimonio ricettivo;
  • Acquisto di attrezzature per lo svolgimento dell'attività turistica (ad esempio acquisto e installazione di dehor) anche all'aperto;
  • Realizzazione di servizi di pertinenza complementari all’attività turistica e della ricettività turistica all’aperto (ad esempio: centri benessere, impianti sportivi, piscine, parcheggi);
  • Attivazione o adeguamento di impianti termoidraulici, elettrici, tecnologici e antincendio;
  • Arredi, hardware e software strumentali all’attività dell’impresa;
  • Attrezzature e dispositivi anche per interventi di sanificazione necessari per far fronte a situazioni di emergenza sanitaria (es. barriere in plexiglass o dispenser per disinfettanti).

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Credito d'Imposta Mezzogiorno/Sisma/ZES

Credito d'Imposta Mezzogiorno/Sisma/ZES: aggiornamento del modello di comunicazione CIM.

Credito d'Imposta Mezzogiorno/Sisma/ZES: aggiornamento del modello di comunicazione CIM.

Credito d'Imposta Mezzogiorno/Sisma/ZES: aggiornamento del modello di comunicazione CIM.

Dal 28 ottobre è possibile utilizzare il nuovo modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, nei Comuni del sisma del Centro Italia e nelle zone economiche speciali (ZES).

L’art. 57, comma 1, lett. b), n. 4 del DL 31 maggio 2021 n. 77, conv. L. 29 luglio 2021 n. 108, ha modificato la disciplina che riguardava il credito di imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (ZES) di cui all’art. 5, comma 2 del DL 20 giugno 2017 n. 91, conv. L. 3 agosto 2017 n. 123: è passato da 50 milioni di euro a 100 milioni di euro il limite massimo del costo complessivo agevolabile di ciascun progetto ed è stata estesa la misura agevolativa all'acquisto dei beni immobili strumentali.

Per consentire ai soggetti interessati di fruire del credito d’imposta secondo il nuovo quadro normativo, è stato messo in atto un aggiornamento del modello di comunicazione attualmente utilizzato per richiedere l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta: è stato così previsto, nel quadro B del modello, un nuovo riquadro per l’indicazione degli investimenti nelle ZES realizzati dal 1° giugno 2021, data di entrata in vigore del citato DL n. 77/2021.

Il nuovo modello di comunicazione, nella versione aggiornata, sostituisce il precedente a decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione del provvedimento.

A partire da questa data, va utilizzata la versione aggiornata del modello:

  • Sia per la fruizione dei crediti d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, nei Comuni del sisma del Centro Italia e nelle zone economiche speciali (ZES), istituiti, rispettivamente, dall’art. 1, commi da 98 a 108, della L. 28 dicembre 2015 n. 208, dall’art. 18-quater del DL 9 febbraio 2017 n. 8 e dall’art. 5 del DL 20 giugno 2017 n. 91;
  • Sia per la presentazione di comunicazioni di rettifica e di rinuncia al credito d’imposta richiesto con precedenti versioni del modello.

Il modello di comunicazione va trasmesso per via telematica utilizzando la versione aggiornata del software relativo al credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, denominato “Creditoinvestimentisud” (CIM17) e disponibile gratuitamente su www.agenziaentrate.it.

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