assunzioni di donne svantaggiate

Assunzione di donne svantaggiate 2021/22: l’UE dà il via libera all'esonero contributivo.

Assunzione di donne svantaggiate: l’UE dà il via libera.

Assunzione di donne svantaggiate: l’UE dà il via libera all'esonero contributivo.

La Commissione Europea ha dato il via libera all'esonero contributivo, autorizzando lo sgravio previdenziale previsto dalla legge di Bilancio 2021 nella misura del 100% e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

L'esonero contributivo potrà essere applicato all'assunzione di donne svantaggiate con contratto a tempo determinato e indeterminato nonché alle trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Sono attese le istruzioni dell'INPS per poter accedere ai recuperi dei periodi pregressi.

Dunque, l'autorizzazione della Commissione Europea che consente ai datori di lavoro di fruire della riduzione contributiva, va finalmente a sbloccare l’agevolazione contributiva per l’assunzione di donne prevista dalla legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020).

L'esonero contributivo è stato introdotto nel biennio 2021/2022, previsto dall’articolo 1, commi da 16 a 19, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato e per le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

La legge n. 178/2020 aveva previsto, per lo stesso lasso temporale, l’assunzione di giovani under 36, agevolazione alla quale è stato dato il via libera in precedenza.

Pertanto, questo esonero contributivo va a completare la serie delle più importanti agevolazioni al lavoro che la legge di Bilancio 2021 è andata a prevedere.

L'autorizzazione della Commissione UE all'esonero contributivo.

Il 28 ottobre il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ufficializzato l’arrivo dell’autorizzazione dopo un importante dialogo con la Commissione ed il supporto della Rappresentanza Permanente presso l'Unione Europea.

La legge n. 178/2020 mette in campo due delle agevolazioni (donne e giovani) che costituiscono aiuti di Stato la cui fruizione era condizionata dall'autorizzazione necessaria della Commissione europea.

L'agevolazione è stata concessa dal legislatore ai sensi della sezione 3.1 della comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final, del 19 marzo 2020, recante un « Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 » (cd. Temporary Framework), nei limiti e alle condizioni di cui alla medesima comunicazione.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha reso noto che, a questa finalità, la Commissione ha valutato la misura come necessaria, adeguata e proporzionata nonché conforme alla normativa europea e al quadro di riferimento temporaneo in materia di aiuti di Stato.

Restano da attendere i dettagli dell’autorizzazione comunitaria. Il quadro temporaneo di aiuti comunitari (Temporary Framework) collegato all’emergenza pandemica è applicabile fino al prossimo 31 dicembre, mentre l’ambito temporale di applicazione dell’agevolazione all’assunzione di donne prevista dalla legge n. 178/2020 si applica anche nel 2022.

Tuttavia, probabilmente il via libera riguarderà solo il 2021, mentre per il 2022 occorrerà attendere una successiva autorizzazione della Commissione Europea, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile in materia di aiuti di Stato (messaggio INPS n. 3389/2021).

Assunzione agevolata di donne disoccupate: di cosa si tratta.

La legge di Bilancio 2021 prevede un esonero contributivo (articolo 1, commi da 16 a 19, della legge 30 dicembre 2020, n. 178), indirizzato alle assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022. In particolare, è previsto che nel citato biennio l’esonero contributivo di cui all’articolo 4, commi da 9 a 11, della legge 28 giugno 2012, n. 92 – cd. Legge Fornero - viene riconosciuto nella misura del 100% nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

Anche i premi INAIL rientrano nella riduzione contributiva.

Quali sono le caratteristiche che dovranno possedere le lavoratrici?

Per beneficiare dell’agevolazione contributiva le lavoratrici in fase di assunzione, dovranno possedere le seguenti caratteristiche:

  • Avere almeno 50 anni di età ed essere disoccupate da oltre 12 mesi (è necessario che la lavoratrice risulti in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19 del D. Lgs. n. 150/2015);
  • Non aver limiti di età ma essere residenti in una delle aree ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea (in questo caso la lavoratrice dovrà essere anche priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi);
  • Non aver vincoli di età e di residenza, ma svolgere una professione in un settore economico con un’accentuata disparita occupazionale di genere Tali settori sono individuati annualmente con apposito decreto ministeriale (per il 2021, si veda il D.M. 16 ottobre 2020) (la lavoratrice, inoltre, dovrà essere priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi);
  • Non aver vincoli di età e di residenza ed essere prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

L’INPS ha chiarito, con la circolare n. 32 del 22 febbraio 2021, che, ai fini del rispetto del requisito, occorrerà:

  • Considerare il periodo di 24 mesi (o 6 mesi) antecedente la data di assunzione;
  • Verificare che in quel periodo la lavoratrice non abbia:
    • Svolto un’attività di lavoro subordinato riconducibile ad un contratto di durata di almeno 6 mesi;
    • Un’attività di lavoro autonomo assimilata fiscalmente a quelle di lavoro dipendente (collaborazioni coordinate e continuative o altre prestazioni di lavoro di cui all’articolo 50, comma 1, lett. c-bis)) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, la cui remunerazione annua sia superiore a 8.145 euro;
    • Un’attività di lavoro autonomo tale da produrre un reddito annuo lordo superiore a 4.800 euro.

Contratti di lavoro agevolati.

Per conoscere la lista completa dei contratti ai quali si applica l’agevolazione, alla luce dei chiarimenti dell’INPS contenuti nella circolare n. 32/2021, contatta Golden Group.

La circolare INPS n. 32/2021 fissa i requisiti soggettivi dei lavoratori che devono sussistere alla data dell’evento per il quale si sceglie di richiedere il beneficio. Dunque, la riduzione contributiva si applica anche ai contratti di lavoro a scopo di somministrazione:

  • Nel caso di agevolazione richiesta per un’assunzione a tempo determinato, il requisito non deve sussistere della eventuale proroga o trasformazione del rapporto a tempo indeterminato bensì alla data di assunzione;
  • Se, senza averlo già richiesto al momento dell'assunzione a tempo determinato, si sceglie di richiedere il beneficio per una trasformazione a tempo indeterminato, il possesso del requisito è necessariamente richiesto alla data della trasformazione.

Quali sono le modalità di utilizzo del bonus contributivo?

Bisognerà attendere le istruzioni dell'INPS per conoscere le modalità di utilizzo dell’esonero contributivo.

Sarà infatti l'INPS a dare il via libera ai datori di lavoro, che hanno già proceduto con le assunzioni o le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato, a procedere al recupero dei periodi pregressi.

Le agevolazioni sono applicabili ex tunc dal 1° gennaio 2021.

Saranno inoltre specificate le modalità di recupero e conguaglio delle ulteriori agevolazioni alle quali potrebbero avere accesso coloro che avessero, nelle more dell’autorizzazione della Commissione, fruito dell’esonero parziale nella misura già prevista dalla legge n. 92/2012.

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Piano sviluppo e coesione veneto

Piano sviluppo e coesione Veneto: nuovo bando per sostenere e la competitività delle PMI.

Piano sviluppo e coesione Veneto: nuovo bando per sostenere e la competitività delle PMI.

Piano sviluppo e coesione Veneto: nuovo bando per sostenere e la competitività delle PMI.

Con l'obiettivo di sostenere gli investimenti e promuovere digitalizzazione e nuovi modelli di economia circolare, è stato approvato un nuovo bando da 33 mln di euro dalla Giunta Regionale per la concessione di contributi a favore delle PMI venete.

“Mettiamo a disposizione altri 33 milioni e mezzo di euro per dare una risposta al mondo delle piccole e medie imprese, per favorirne il riposizionamento competitivo rispetto ai mercati, in ottica di economia circolare e di sostenibilità ambientale, sfruttando anche la digitalizzazione – ha dichiarato Roberto Marcato, assessore regionale allo sviluppo economico -. Con il provvedimento varato in Giunta intendiamo dare una risposta forte al mondo del manifatturiero e dei servizi alle imprese, che chiedono strumenti e risorse a sostegno dell’innovazione e della trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi”.

Questo provvedimento fa parte del PSC - Piano Sviluppo e Coesione Veneto, le cui azioni, grazie all'accordo tra la regione e il Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale, verranno finanziate con risorse provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

Lo scopo con il quale saranno stanziate tali risorse, confluite nella Sezione Speciale del PSC, è quello di proseguire e realizzare interventi che, successivamente alla riprogrammazione dei Programmi Operativi Regionali (POR) in risposta all’emergenza Covid-19, non hanno potuto far leva si finanziamenti provenienti dai programmi originari.

“La Regione del Veneto – ha proseguito Roberto Marcato - ha già dato risposte concrete e veloci agli interventi ritenuti indispensabili per attutire gli effetti dell’emergenza pandemica, ma ora è necessario pensare alla ripartenza indirizzando le risorse disponibili intorno a nuove priorità”.

“Il bando, in particolare, promuove la trasformazione in chiave 4.0 delle imprese, perché la digitalizzazione del sistema produttivo rappresenta, insieme alla sfida della sostenibilità ambientale, il più importante fattore di crescita delle imprese per i prossimi decenni ed è anche uno degli obiettivi di politica industriale del PNRR, con la proposta del Piano Transizione 4.0. In questo momento, caratterizzato dalla ripresa economica post Covid-19, si vuole valorizzare e sostenere quei progetti di investimento in tecnologie dell’Industria 4.0 che favoriscano la creazione di economie circolari. Queste tecnologie – ha aggiunto Marcato -, sono infatti in grado di ottimizzare l’uso delle risorse, riducendo gli sprechi, semplificando e rendendo sostenibili i processi produttivi”.

“Il bando intende quindi favorire il riposizionamento competitivo delle piccole e medie imprese tramite la loro digitalizzazione – ha infine terminato Marcato -. Un processo capace di stimolare lo sviluppo dell’economia circolare, ma anche in grado di promuovere la crescita e la competitività di queste aziende, che rappresentano quasi il 99% dell’intero tessuto produttivo Veneto”.

Tempistiche di presentazione delle domande.

Coloro che intendono presentare domanda di partecipazione potranno farlo dalle ore 10.00 del 25 novembre e fino alle ore 12.00 del 9 febbraio 2022.

Nella sezione “bandi” della pagina “Bandi, avvisi e concorsi” del sito della Regione Veneto www.regione.veneto.it, saranno visibili dai prossimi giorni il bando e la modulistica.

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credito d'imposta rimanenze finali di magazzino

Credito d'Imposta rimanenze finali di magazzino settore Moda, Tessile e Accessori

Credito d'Imposta rimanenze finali di magazzino settore Moda, Tessile e Accessori.

Credito d'Imposta rimanenze finali di magazzino settore Moda, Tessile e Accessori: i termini di presentazione delle domande.

Dal 29 ottobre 2021 al 22 novembre 2021 è inviata la comunicazione per la fruizione del bonus moda, con riferimento al periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al D.P.C.M. 9 marzo 2020 e dal 10 maggio 2022 al 10 giugno 2022, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021: questo è quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 293378 del 28 ottobre 2021.

L'Agenzia delle entrate, tramite provvedimento n. 293378 del 28 ottobre 2021, ha fissato i termini di presentazione della comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori.

Con precedente provvedimento 11 ottobre 2021 l'Agenzia aveva delineato le modalità di presentazione delle domande e il contenuto della comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori, previsto dal decreto Rilancio (art. 48-bis, D.L. n. 34/2020), assieme alle modalità per il monitoraggio degli utilizzi del credito d’imposta e del rispetto dei limiti di spesa e le ulteriori disposizioni per l’attuazione dell'art. 48-bis.

Al punto 3.3 del provvedimento, viene rinviato a un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate la definizione dei termini per l’invio della comunicazione.

Questo provvedimento avrebbe dovuto essere emanato in seguito all’autorizzazione della misura di aiuto da parte della Commissione Europea.

Tuttavia, a causa del ristretto lasso temporale che i beneficiari hanno a disposizione per beneficiare del credito, che deve essere fruito entro e non oltre il periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, l’adozione del provvedimento con il quale sono definiti i termini di presentazione della comunicazione è stata anticipata.

Nello specifico, la comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sulle rimanenze finali di magazzino nel settore tessile, della moda e degli accessori è inviata:

  • Dal 29 ottobre 2021 al 22 novembre 2021, con riferimento al periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al D.P.C.M. 9 marzo 2020;
  • Dal 10 maggio 2022 al 10 giugno 2022, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021.

Solo successivamente all’adozione della decisione di autorizzazione della misura da parte della Commissione Europea sarà consentita la fruizione del credito. Sarà subordinata all’avvenuta autorizzazione da parte della Commissione Europea la pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate nella quale si rende nota la percentuale per la determinazione dell’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile, previsto dal punto 4.2 del provvedimento 11 ottobre 2021.

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post covid

Regione Umbria: stanziati oltre 14 milioni di euro per fronteggiare la crisi post Covid-19.

Regione Umbria: stanziati oltre 14 milioni di euro per fronteggiare la crisi post Covid-19.

Regione Umbria: stanziati oltre 14 milioni di euro per fronteggiare la crisi post Covid-19.

Sono stati approvati in sede di Giunta i criteri per l’erogazione di un sostegno in favore dei lavoratori autonomi dell’Umbria e per i settori dei convegni e delle fiere e del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande, che hanno subito danni a causa della pandemia da Covid-19.

La Regione Umbria ha così deciso di mettere in campo la più importante azione di ristoro dall’inizio della crisi.

Saranno infatti stanziati circa 14,5 milioni di euro a sostegno delle categorie che, in seguito ai provvedimenti restrittivi adottati in ambito regionale o nazionale post pandemia, hanno dovuto sospendere o ridurre le proprie attività per via provvedimenti restrittivi nazionali o regionali.

Donatella Tesei, presidente della regione Umbria, e gli assessori regionali Michele Fioroni e Paola Agabiti, hanno presentato i provvedimenti che sono stati approvati.
“Un intervento importante che si aggiunge al pacchetto di misure messe in campo dalla Regione a sostegno del tessuto economico, produttivo e sociale dell’Umbria che ha subito danni a causa dell’emergenza sanitaria – ha dichiarato la presidente Tesei – e che si muove su un doppio binario perché accompagnato da misure di rilancio, che guardano al futuro dell’Umbria”. “La manovra – ha aggiunto l’assessore Fioroni - mira a sostenere, in questa grave fase che stiamo attraversando, gli operatori maggiormente danneggiati dalla crisi economica derivante dalla diffusione del Covid-19. Basti pensare alle perdite economiche subite dalle imprese che operano nel settore fieristico, dell’organizzazione di congressi ed eventi, che sono saltati a causa della pandemia, così come la filiera del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande. Una misura – ha evidenziato – che si inserisce in un contesto di strumenti in parte in corso di definizione ed in parte già attivati finalizzati, non solo a trainare la nostra regione fuori dalla crisi ma anche a predisporre le basi per condurla in una nuova fase di sviluppo”.

“Per i lavoratori autonomi – ha affermato l’assessore Paola Agabiti – abbiamo messo in campo uno strumento importante dal punto di visto finanziario, con oltre 13,4 milioni di euro, e articolato per garantire ristori alle categorie penalizzate, non tutte ricomprese nelle misure di sostegno nazionali. Grazie alla fondamentale collaborazione fra strutture della Regione, Arpal e Sviluppumbria operiamo la più importante azione di ristoro a beneficio di lavoratori autonomi e piccole e micro imprese”.

I provvedimenti approvati.

Sono due i provvedimenti che sono stati approvati:

  • Il primo, per i lavoratori autonomi non garantiti, per i quali è previsto un contributo una tantum di 1.500 euro;
  • Il secondo per i settori dell’organizzazione di convegni e fiere e del commercio all’ingrosso di bevande e alimenti, per i quali è previsto un contributo variabile in base ad alcuni specifici criteri.

Chi potrà beneficiare della misura.

Per i lavoratori autonomi sono state previste tre diverse tipologie di beneficiari.

  • La prima include il contributo per commercianti, artigiani, artisti o assimilabili che abbiano la propria sede di attività nei centri storici, all’interno di un centro commerciale, nei comuni colpiti dal sisma del 2016 o che si trovino in aree di particolare interesse naturalistico-ambientale o di interesse religioso;
  • La seconda ingloba tre diverse casistiche: I lavoratori autonomi dello spettacolo, iscritti alle gestioni ex Enpals o al fondo PSMSAD (Pittori, Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori Drammatici); i lavoratori autonomi dello Sport, con contratto di collaborazione con il Coni, il Comitato Paralimpico, le federazioni sportive, gli enti di promozione riconosciuti, le società o le associazioni sportive dilettantistiche; i lavoratori della cultura previsti dal Codice dei Beni culturali: Antropologo fisico, Archeologo, Archivista, Bibliotecario, Demoetnoantropologo, Esperto di diagnostica, Storico dell’arte.
  • La terza comprende diverse tipologie di lavoratori autonomi e titolari di micro o piccole imprese: commercio fiori e piante, bar e ristoranti, attività audio-foto-visive, gestione impianti (sportivi, teatri ecc.), intrattenimento e tanti altri.

La misura rivolta al settore dei convegni e delle fiere prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto – variabile, in base al fatturato, tra 1.500 euro, 4.000 euro o 8.000 euro - ed è indirizzata alle imprese che svolgono attività di organizzazione di convegni e fiere, di noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli.

Quanto ai soggetti che operano nel settore del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande, l'indennizzo sarà invece determinato sulla base del numero dei dipendenti aziendali e sarà articolato in 4 fasce: 1.500 euro, 3.000 euro, 6.000 o 10.000 euro.

Tempistiche di presentazione delle domande.

Le domande di accesso alla misura potranno essere presentate, secondo le modalità che saranno specificate negli avvisi, a partire dal 14 gennaio 2022.

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strutture ricettive piemontesi

Strutture ricettive piemontesi: in arrivo 9 milioni per il loro rinnovo

Strutture ricettive piemontesi: in arrivo 9 milioni per il loro rinnovo.

Strutture ricettive piemontesi: in arrivo 9 milioni per il loro rinnovo.

Aprirà alle 12.00 di lunedì 8 novembre 2021 nella sezione Bandi di Finpiemonte la misura a sportello (fino ad esaurimento delle risorse) con la quale il Piemonte ha scelto di stanziare 9 milioni di euro per gli operatori delle strutture ricettive al fine di ottenere contributi per il potenziamento dell’ospitalità.

Dal 4 novembre è prevista la pubblicazione della documentazione e del Bando.

I fondi per le strutture ricettive piemontesi sono indirizzati all’acquisto di materiali per ampliare i servizi di accoglienza, costruire dehor, ristrutturare impianti sportivi, piscine, centri benessere e parcheggi di pertinenza. Sono inoltre ammesse le spese sostenute dal 1° febbraio 2020, che erano dettate dalla necessità di acquistare attrezzature sanitarie per il contenimento della pandemia.

“Le strutture alberghiere ed extra alberghiere come campeggi, villaggi turistici, agriturismi e rifugi potranno migliorare la qualità ricettiva piemontese, che ha segnato nel periodo estivo un incremento degli arrivi del 54% - affermano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio Vittoria Poggio - Abbiamo inoltre deciso di stanziare una ulteriore tranche di 6 milioni che sarà assegnata entro la fine dell’anno facendo salire a 9 milioni gli incentivi a fondo perduto nel 2021 per rafforzare ulteriormente un settore che dal 2013 non vedeva contributi specifici per migliorare gli standard ricettivi, che servono a stare al passo con i nostri concorrenti stranieri”.

Quali sono le spese ammesse dal bando per le strutture ricettive piemontesi?

Rientrano tra gli investimenti finanziabili, le spese per:

  • Miglioramento, qualificazione e ampliamento del patrimonio ricettivo;
  • Acquisto di attrezzature per lo svolgimento dell'attività turistica (ad esempio acquisto e installazione di dehor) anche all'aperto;
  • Realizzazione di servizi di pertinenza complementari all’attività turistica e della ricettività turistica all’aperto (ad esempio: centri benessere, impianti sportivi, piscine, parcheggi);
  • Attivazione o adeguamento di impianti termoidraulici, elettrici, tecnologici e antincendio;
  • Arredi, hardware e software strumentali all’attività dell’impresa;
  • Attrezzature e dispositivi anche per interventi di sanificazione necessari per far fronte a situazioni di emergenza sanitaria (es. barriere in plexiglass o dispenser per disinfettanti).

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