Competence Center MADE

Competence Center MADE: stanziati 1,1 milioni di Euro dal nuovo bando per l'innovazione 4.0

Competence Center MADE: stanziati 1,1 milioni di Euro dal nuovo bando per l'innovazione 4.0.

Competence Center MADE: stanziati 1,1 milioni di Euro dal nuovo bando. Di cosa si tratta:

Al via la nuova edizione del bando del Competence Center Made, che supporta le imprese nei loro progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Le risorse stanziate per la quota di agevolazioni a fondo perduto hanno un importo complessivo di 1.172.000,00 euro. 

Ciascuna impresa, per portare in porto i progetti previsti, potrà ricevere un contributo nella misura massima del 50% delle spese sostenute, fino a un importo massimo pari a 100.000 euro.

Le proposte progettuali potranno essere presentate, in via esclusivamente telematica, fino al 13 dicembre 2021.

Competence Center MADE: a chi è rivolto il bando?

Beneficiari del bando sono le piccole e medie imprese manifatturiere; l'obiettivo è quello di sostenere l'adozione di tecnologie digitali per l'innovazione di prodotto, servizio e processo.

Tra le spese ammissibili sono incluse anche quelle del personale interno all’azienda e i costi relativi a strumentazione e attrezzature di nuova acquisizione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto presentato.

Competence Center MADE: Tipologia di progetti che si possono presentare.

Ogni impresa o aggregazione di imprese potrà presentare una o più proposte progettuali, coerenti con almeno una delle attività qui elencate:

  • Strategia Industria 4.0: realizzazione di un piano di adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche per garantire a un’azienda l’evoluzione verso l’industria 4.0 in termini di efficienza e di efficacia dei processi, coerentemente agli obiettivi aziendali;
  • Progetti di innovazione: progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale e di innovazione (di prodotto, di processo o di modelli organizzativi) necessari per sostenere la traduzione di idee innovative in concetti dimostrabili anche attraverso l’utilizzo delle 6 Aree e dei 25 Asset tecnologici presenti in MADE (così come descritto in Appendice 3);
  • Demo e test: sviluppo di demo, prototipi, Proof of Concept (PoC) e Test-Bed in ambito Industria 4.0, utilizzando ambienti e strumenti tecnici, tecnologici e metodologici e know-how disponibili nelle 6 Aree e nei 25 Asset tecnologici presenti in MADE (così come descritto in Appendice 3);
  • Scouting tecnologico: individuazione delle tecnologie e dei partner tecnologici più adatti a sviluppare l’innovazione di prodotto e di processo, definendo una strategia tecnologica aziendale coerente con i trend che caratterizzano il settore;
  • Consulenza Tecnologica: attività di consulenza e studi di fattibilità finalizzati all’implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali atte a migliorare i processi delle imprese in ottica Industria 4.0;
  • Validazione di progetti Industria 4.0: valutazione in merito all’adeguatezza delle tecnologie, delle metodologie e dell’esecuzione dei progetti di innovazione rispetto agli obiettivi prefissati e allo stato dell’arte.

Il bando specifica inoltre che le attività progettuali di cui sopra dovranno fare esclusivamente riferimento all’Industria 4.0, con focus particolare ai seguenti ambiti tecnici:

  • Progettazione, ingegnerizzazione e sviluppo prodotto;
  • Pianificazione, controllo avanzamento e monitoraggio real-time della produzione;
  • Tecnologie digitali per la gestione del fine ciclo del prodotto;
  • Controllo e monitoraggio energetico;
  • Strumenti digitali a supporto di metodologie di economia circolare e sostenibilità
  • Tracciatura di prodotto e gestione della qualità;
  • Sistemi digitali di supporto all’operatore;
  • Tecnologie e sistemi digitali per la simulazione dei processi industriali;
  • Tecnologia e processo additivo;
  • Robotica collaborativa;
  • Cyber‐Security industriale;
  • Strumenti digitali a supporto di politiche di Manutenzione 4.0;
  • Strumenti digitali a supporto di politiche di Lean4.0;
  • Intelligenza artificiale e Big Data Analytics;
  • Logistica interna e tracciabilità;
  • Strumenti e soluzioni digitali basati per l’integrazione di reti 5G e tecnologie emergenti in ambito industriale.

All'interno dei progetti di innovazione, ricerca industriale, sviluppo sperimentale e studi di fattibilità che saranno presentati, le imprese dovranno stilare un piano di intervento dettagliato che riporti investimenti, costi e tempi, con una durata complessiva non superiore a 12 mesi (con possibilità di una proroga, motivata, di ulteriori 6 mesi), oltre che la stima dei benefici economici di cui potrà beneficiare in termini di riduzione di inefficienze, sprechi e costi e e miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti.

Ciascun progetto dovrà indicare un livello di maturità tecnologica (Technology Readiness Level, TRL) compreso in un intervallo tra TRL 5 e 8 e che dovrà raggiungere, al termine delle attività, un livello almeno pari a TRL 7.

Infine, andrà segnalato e stabilito il ruolo che il Competence Center MADE avrà per lo svolgimento delle attività di ricerca contrattuale, consulenza tecnologica e supporto.

Quali saranno le spese ammissibili e la misura dei finanziamenti.

Per ciascun progetto, contributo massimo richiesto per l’agevolazione a fondo perduto non potrà superare il valore di 100.000,00 euro.

Ecco l'elenco delle spese ammissibili:

  • Spese di personale: ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui sono impiegati nel progetto
  • Costi relativi a strumentazione e attrezzature di nuova acquisizione nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto. Se gli strumenti e le attrezzature non sono utilizzati per tutto il loro ciclo di vita per il progetto, sono considerati ammissibili unicamente i costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto, calcolati secondo principi contabili generalmente accettati;
  • Spese per la ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti od ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato;
  • Spese relative ai servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini del progetto presentato dall’impresa.

Queste spese dovranno avere a che fare con attività relative a progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale e saranno ritenute finanziabili solo se destinate alla realizzazione esclusiva del progetto che sarà presentato al bando.

Sono previste agevolazioni a fondo perduto nella misura del 50% del costo totale delle spese ammissibili dedicate alle attività di ricerca industriale, attività di studi di fattibilità, attività di innovazione alle PMI e attività di l’innovazione dei processi e dell’organizzazione alle PMI.

E' inoltre previsto un finanziamento pari al 25% delle spese ammissibili dedicate alle attività di sviluppo sperimentale. L'intensità di quest'ultimo può essere aumentata fino a un massimo dell’50 % dei costi ammissibili con le seguenti modalità:

  • Di 10 punti percentuali per le medie imprese;
  • Di 20 punti percentuali per le piccole imprese;
  • Di 15 punti percentuali se è i risultati del progetto sono ampiamente diffusi attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati di libero accesso software open source o gratuito.

Modalità e termini per la presentazione delle domande

Le proposte progettuali dovranno essere redatte e presentate in via telematica, entro e non oltre il 13/12/2021.

La documentazione da presentare include una serie di form, da compilare direttamente on line e che prevedono i seguenti allegati:

  • Allegato 1 – Dichiarazione sostitutiva d’atto notorio relativa al possesso dei requisiti di ammissibilità (firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un delegato in possesso dei necessari poteri);
  • Allegato 2 – Descrizione della proposta progettuale;
  • Allegato 3 – Budget (la compilazione di tale allegato risulta facoltativa; verrà, infatti, richiesto di inserire l’entità dei costi per cui viene domandato un contributo direttamente sulla piattaforma; ogni proponente ha però la facoltà di inserire ulteriori dettagli in merito alle spese previste dal progetto all’interno di tale allegato);
  • Allegato 4 – Dichiarazione di impegno a sottoscrivere un accordo di partenariato (qualora la proposta di progetto sia presentata da un numero di imprese superiore a uno) sottoscritto da ciascun partecipante dell’aggregazione di imprese;
  • Copia del documento di identità in corso di validità del soggetto che sottoscrive la domanda;
  • Procura (qualora la partecipazione di un’impresa non sia sottoscritta dal legale rappresentante).

Un legale rappresentante dell’impresa o un delegato in possesso dei necessari poteri dovrà firmare digitalmente la proposta. Non saranno ammissibili le proposte incomplete, o presentate al di fuori dei suddetti termini, o con differenti modalità di trasmissione.

Criteri di valutazione e approvazione dei progetti presentati

Una Commissione composta da esperti indipendenti esaminerà che i progetti presentati e ammessi siano in possesso dei requisiti sopra elencati e adotterà i seguenti criteri di valutazione:

  • Coerenza con almeno un ambito di competenza tecnologico del centro di competenza tra quelli indicati all’Art.5 (punteggio 0-10, minimo 8);
  • Grado di innovazione rispetto alla maturità digitale iniziale dell’azienda e innovatività del progetto (punteggio 0-20, minimo 12);
  • Qualità, capacità di esecuzione e congruenza economica del progetto (punteggio 0-15);
  • Creazione di impatto nel settore industriale di riferimento (punteggio 0-10);

Per la lista completa, contatta Golden Group.

Saranno escluse dalla graduatoria le proposte progettuali il cui punteggio finale risulti inferiore a 60/100 o per le quali la valutazione relativa al punto 1) sia inferiore a 8/10 e quella al punto 2) sia inferiore a 12/15.

L’ammissione delle proposte progettuali al finanziamento verrà comunicata tramite posta certificata all’indirizzo di posta certificata fornito dal proponente all’atto di presentazione della proposta di progetto.

Il proponente avrà 60 giorni dal ricevimento della lettera per rispondere accettando e dichiarando la data di inizio lavori.

La data di inizio lavori dovrà essere chiaramente successiva alla data della comunicazione di ammissione.


transizione green

Transizione green, digitale, formazione e riqualificazione: la Regione Toscana investe 624 mila euro

Transizione green, digitale, formazione e riqualificazione: la Regione Toscana investe 624 mila euro.

Transizione green, digitale, formazione e riqualificazione: la Regione Toscana investe 624 mila euro.

La regione Toscana investe ancora sulla formazione attraverso ulteriori 624 mila euro in sostegno di percorsi di acquisizione di competenze e riqualificazione di lavoratrici e lavoratori.

“Nello specifico – racconta Alessandra Nardini, assessora al lavoro e alla formazione – abbiamo approvato due delibere per sostenere e accompagnare chi lavora in settori interessati dai processi di transizione green e digitale e per rafforzare i percorsi di formazione rivolti a lavoratrici e lavoratori coinvolti in processi di riconversione, ristrutturazione aziendale e reindustrializzazione”.

L’assessora fa riferimento alla delibera che stanzia 300 mila euro di risorse del Por Fse 14-20 su un avviso pubblico destinato ad agenzie accreditate per l’elaborazione di progetti formativi che mirano a incrementare l’uso e la conoscenza delle nuove tecnologie informatiche e di comunicazione e a sviluppare strategie per il rispetto dell'ambiente e della promozione dello sviluppo sostenibile, attraverso l'uso di energie rinnovabili, la riduzione dei consumi e il riciclo dei rifiuti.

Il bando rientrerà nell'ambito del progetto regionale "Giovanisì".

Allo stesso tempo, una seconda delibera integra con 324.437 euro le risorse stanziate alcuni mesi fa attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione sull’avviso pubblico da 1 milione e mezzo di euro, emanato nell’ambito della strategia regionale Industria 4.0, indirizzato a percorsi di formazione per la ricollocazione di lavoratrici e lavoratori legati a piani di riconversione, ristrutturazione aziendale e reindustrializzazione.

I progetti presentati, alla scadenza dell’avviso nello scorso giugno, sono stati 76. Al momento, sono in fase di valutazione. L'ammontare complessivo è ben al di sopra dei finanziamenti inizialmente stanziati.

Transizione green, digitale, formazione e riqualificazione: le dichiarazioni dell'assessora.

"E’ un’integrazione di risorse – afferma l’assessora – che abbiamo ritenuto più che opportuna alla luce della strategicità dei settori su cui stiamo intervenendo e dal numero di richieste che sono arrivate".

“La transizione e le trasformazioni che stanno interessando i processi produttivi e con loro l’intera società – dichiara Nardini - devono essere un'opportunità e non,  invece, un rischio per chi attualmente è impiegato in quei settori. Dobbiamo salvaguardare i posti di lavoro e far sì che se ne possano creare di nuovi. Per questo siamo impegnati ad investire il più possibile nella formazione, per accompagnare questi processi e le due delibere che abbiamo approvato in Giunta si inseriscono proprio in questo  quadro".

Per scoprire i dettagli e rimanere aggiornato sui nuovi bandi, contatta Golden Group.


superbonus

Superbonus hotel 80% e fondo garanzia per le Pmi: la bozza Decreto Turismo.

Superbonus hotel 80% e fondo garanzia per le Pmi: la bozza Decreto Turismo.

Superbonus 80% e contributi a fondo perduto per gli alberghiagriturismi e strutture ricettive che effettueranno interventi di ristrutturazione.

Quali sono le agevolazioni previste?

1. Contributo a fondo perduto e credito d'imposta per le imprese turistiche.

Per migliorare la qualità dell'offerta ricettiva in accordo con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR misura 4.2.1), a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2024, sarà riconosciuto un credito di imposta nella misura dell’80% delle spese ammissibili sostenute, per i seguenti soggetti:

  • Imprese alberghiere;
  • Strutture che svolgono attività agrituristica, come definita dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96 e dalle pertinenti norme regionali;
  • Strutture ricettive all'aria aperta;
  • Imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.

In relazione alle spese sostenute, sono compresi i seguenti interventi:

  • Interventi di incremento dell'efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
  • Interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236;
  • Interventi edilizi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 funzionali alla realizzazione degli interventi di cui alle lettere a) e b);
  • Realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, relativi alle strutture di cui all'articolo 3 della legge 24 ottobre 2000, n. 323;
  • Spese per la digitalizzazione previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106.

Per i medesimi interventi e soggetti beneficiari, è inoltre riconosciuto un contributo a fondo perduto per un importo massimo pari a 40.000 euro fruibile anche indipendentemente dal credito di imposta di cui sopra.

Il contributo può essere aumentato, anche cumulativamente, come riportato:

  • Fino ad ulteriori 30.000 euro, qualora l’intervento preveda una quota di spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento;
  • Fino ad ulteriori 20.000 euro, qualora l’impresa o la società abbia i requisiti previsti dall’articolo 53 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, per l’imprenditoria femminile, per le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60% da giovani, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani, e le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo. Per giovani si intendono le persone con età compresa tra i 18 anni e 35 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda;
  • Fino ad ulteriori 10.000 euro, per le imprese la cui sede operativa è ubicata nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

2. Garanzie per i finanziamenti nel settore turistico.

Per l’attuazione della linea progettuale “Sostegno alla nascita e al consolidamento delle PMI del turismo (Sezione speciale “turismo” del Fondo di Garanzia per le PMI”), Misura M1C3, investimento 4.2.4, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell'ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, è istituita una “Sezione Speciale Turismo” per la concessione di garanzie ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 4, con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2021, 58 milioni di euro per l’anno 2022, 100 milioni di euro per l’anno 2023 e 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

La concessione di garanzie sui finanziamenti erogati deve rispettare le disposizioni nazionali e unionali che regolano il meccanismo di funzionamento del fondo, in particolare richiamando la decisione C(2010)4505 del 6 luglio 2010 della Commissione Europea e il regolamento (UE) n. 651/2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea ed è disposta in conformità alla misura M1C3 4.2.4 del PNRR.

3. Fondo rotativo imprese (FRI) per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo.

Saranno concessi ai soggetti che ottengano i finanziamenti, contributi diretti alla spesa per gli interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale di importo non inferiore a 500.000 euro e non superiore a 10 milioni di euro realizzati entro il 31 dicembre 2025, per l'attuazione della linea progettuale "Fondo rotativo imprese (FRI ) per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo", nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il contributo diretto alla spesa, nella misura massima del 35 per cento delle spese e dei costi ammissibili, viene corrisposto nel limite di spesa complessivo di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, con una riserva del 50% dedicata agli interventi a sostegno degli investimenti di riqualificazione energetica e innovazione digitale. Tali interventi, devono risultare conformi alla Comunicazione della Commissione UE (2021/C 58/01) e non andare nella direzione opposta degli obiettivi ambientali ai sensi dell'articolo 17 del Regolamento UE n. 2020/852.

4. Credito d'imposta per la digitalizzazione di agenzie di viaggio e tour operator.

Alle agenzie di viaggi e ai tour operator con specifici codici ATECO, viene riconosciuto un contributo fruibile come credito d'imposta nella misura del 50% dei costi sostenuti per investimenti e attività di sviluppo, fino ad un massimo importo cumulato di 25 mila euro, nel limite di spesa complessivo di 18 milioni di euro per l'anno 2022, 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 60 milioni di euro per l'anno 2025.

Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive.

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Patent Box trasformato in maxi-deduzione dei costi R&S.

Patent Box al restyling: sostituito da una maxi-deduzione dei costi R&S.

Patent Box trasformato in maxi-deduzione dei costi R&S: di cosa si tratta.

Il Decreto Fiscale riscrive la disciplina del Patent Box, sostituendo l'attuale regime e la complessità delle procedure.

I soggetti titolari di reddito d’impresa avranno la possibilità di applicare le nuove disposizioni tramite un’opzione, irrevocabile e rinnovabile, per una durata di cinque periodi d’imposta, che agevolerà una maggiore deducibilità del 90%  - ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP - dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti in relazione a software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d’impresa, disegni e modelli, etc. La condizione di vincolo è che vengano utilizzati direttamente o indirettamente nello svolgimento della propria attività d’impresa.

I soggetti che esercitano l’opzione non potranno fruire, per la sua intera durata e in relazione ai medesimi costi, del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

Potranno esercitare l'opzione anche le società e gli enti di ogni tipo (compresi i trust), con o senza personalità giuridica, che non risiedono nel territorio dello Stato ma solo a condizione di essere residenti in Paesi:

  • Con cui sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione;
  • Con cui lo scambio di informazioni sia effettivo.

Dunque coloro che svolgono, direttamente o attraverso società ed enti esterni (non dello stesso gruppo), attività volte alla creazione o allo sviluppo degli intangibili agevolati, potranno, ogni 100 euro spesi, dedurne 190. Il beneficio complessivo si traduce in un minor pagamento di imposte di 25,11 euro che si aggiunge a quello ottenuto già oggi per con la deduzione del costo in bilancio (27,9).

Coloro che aderiscono al regime delle super-deduzioni (che è vincolante per cinque esercizi ed è rinnovabile) dovranno rinunciare al tax credit ricerca e sviluppo (legge 160/2019) con riferimento ai medesimi costi a deduzione maggiorata.

Il regime della super-deduzione 90% consente la predisposizione di una apposita documentazione (su standard dettati dall’agenzia delle Entrate), il cui possesso deve essere comunicato nel modello Redditi.

Al fine di non rinnovare le criticità della prima versione del credito di imposta R&S (che hanno portato alla sanatoria introdotta dal decreto in esame), l’Agenzia dovrà indicare nei provvedimenti attuativi le caratteristiche che dovranno possedere la spese per rientrare nel nuovo regime.

Il decreto fiscale: cosa è previsto.

Nello specifico ,viene disposta una maggiorazione del 90%, sia ai fini delle imposte sui redditi che IRAP, dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti in relazione a software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d’impresa, disegni e modelli, nonché processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. La condizione di fondo è che siano utilizzati direttamente o indirettamente nello svolgimento della propria attività d’impresa.

I soggetti che esercitano l’opzione dovranno dunque svolgere le attività di ricerca e sviluppo, anche tramite contratti di ricerca stipulati con società diverse da quelle che appartengono allo stesso gruppo ovvero con università o enti di ricerca e organismi equiparati, finalizzate alla creazione e allo sviluppo dei suddetti beni.

Quali sono i vantaggi.

L’esercizio dell’opzione per il nuovo Patent box sarà definito da un provvedimento delle Entrate, ma è già chiaro che i soggetti che volessero beneficiare della super-deducibilità dei costi ai fini fiscali avranno tutto l’interesse a indicare le informazioni necessarie alla determinazione della maggiorazione del 90% tramite un idoneo fascicolo documentale predisposto secondo quanto previsto sempre da un provvedimento delle Entrate.

Un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate predisporrà un idoneo fascicolo documentale in cui i soggetti che volessero beneficiare della super-deducibilità dei costi ai fini fiscali indicheranno le informazioni necessarie alla determinazione della maggiorazione del 90%.

Verrà predisposta tale documentazione in quanto, in caso di ripresa fiscale della maxi-deducibilità e, quindi, di una maggiore imposta dovuta (o una differenza del credito spettante), la sanzione per infedele dichiarazione non sarà applicata. Tuttavia, questo avverrà solo qualora, nel corso di accessi, ispezioni, verifiche o di altra attività istruttoria, il contribuente consegni all'Amministrazione finanziaria documentazione idonea a consentire il riscontro della corretta maggiorazione della cui predisposizione deve darne comunicazione all’Amministrazione finanziaria nella dichiarazione relativa al periodo di imposta per il quale si beneficia dell’agevolazione (cd. "penalty protection").

Sarà invece ordinariamente applicata la citata sanzioneex art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 471/1997, in caso di assenza della comunicazione che documenti il possesso di tale documentazione, in caso di rettifica della maggiorazione.

Quali sono i soggetti che potranno optare per il nuovo regime?

Le nuove regole si applicheranno solo alle opzioni esercitate a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto fiscale.

Da quella data sono abrogate le disposizioni del pregresso regime agevolativo, ex art. 1, commi da 37 a 45, legge n. 190/2014 e quelle dell’art. 4, D.L. n. 34/2019 (che dal 2019 aveva introdotto la possibilità, in alternativa al ruling, di determinare direttamente il reddito agevolabile).

Potranno scegliere, in alternativa al regime già opzionato, di aderire al nuovo regime agevolativo, previa comunicazione, i soggetti optanti alla disciplina della legge n. 190/2014 in data antecedente a quella di entrata in vigore della novella normativa.

Non potranno invece aderire al nuovo regime agevolativo coloro che avessero presentato istanza di accordo preventivo di ruling con l'Agenzia delle Entrate, ex art. 31-ter del D.P.R. n. 600/1973 (ovvero presentato istanza di rinnovo) e abbiano sottoscritto un accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate, nonché quei soggetti che abbiano aderito alla citata procedura di determinazione diretta, ex art. 4, D.L. n. 34/2019.

Dovranno comunicare, sempre tramite modalità da stabilirsi con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, la volontà di rinuncia alla procedura di accordo preventivo o di rinnovo della stessa, quei soggetti che abbiano presentato istanza di ruling, ex art. 31-ter, D.P.R. n. 600/1973 (ovvero istanza di rinnovo dei termini dell’accordo già sottoscritto) e che non avendo ancora firmato un accordo vogliano aderire al nuovo regime agevolativo.

Inoltre, non potranno fruire del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, quei i soggetti che esercitano la nuova opzione per il Patent box e in relazione ai medesimi costi, per esplicita previsione normativa.

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export

Export: nuovo Bando a supporto delle imprese toscane sui mercati esteri

Export: nuovo Bando a supporto delle imprese toscane sui mercati esteri.

Export: in arrivo il Bando che sostiene le imprese toscane sui mercati esteri: di cosa si tratta.

Dopo il via libera della giunta del 18 ottobre, è prevista per l’inizio di novembre la pubblicazione del bando: 8 milioni e mezzo di euro è la cifra stanziata.

Per supportare il processo di internazionalizzazione delle imprese toscane, ritorna il bando che è stato tenuto la prima volta a battesimo nel 2007.

Leonardo Marras lo definisce “Una leva importante per la crescita in una regione come la Toscana tradizionalmente vocata all’export e fatta di micro, piccole e medie imprese meno attrezzate, da questo punto di vista, nel presentarsi da sole sui mercati stranieri”.

Ci sono 8 milioni e mezzo di euro di contributi a fondo perduto per progetti di investimento a disposizione delle imprese per l'anno 2021,da un minimo di 10 mila ad azienda ad un massimo di 400 mila euro nel caso dei consorzi.

La notizia del bando coincide con la partecipazione della regione Toscana al Roadshow “Destinazione Export”, progetto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che si articola in una serie di seminari online che hanno l'obiettivo di fare in modo che le imprese possano adottare gli strumenti più idonei ai propri processi di internazionalizzazione.

Quanto alla regione Toscana, la ripresa economica post pandemica dà risultati positivi e procede a ritmo accelerato: l'export ha registrato un recupero dei valori precedenti alla pandemia.

“Aiutare le piccole e medie imprese a farsi conoscere o meglio conoscere sui mercati esteri, per consolidare o recuperare competitività che già avevano, diventa dunque importante. Le imprese più piccole, le più diffuse in Toscana, hanno bisogno di sostegno da questo punto di vista” - così prosegue Marras.

Export: le novità previste dal bando.

Questo bando, differisce dal precedente, grazie ad alcune novità presenti al suo interno.

Scopriamole assieme:

  • Ritorno ad una graduatoria di merito;
  • Attribuzione automatica dei punteggi, con successivi controlli e verifica dei requisiti formali di ammissibilità sui soli progetti  in posizione utile per ricevere finanziamenti (e dunque con un risparmio sulle spese istruttorie ma anche maggiore velocità);
  • La rilevanza o innovatività dei progetti non saranno misurate solo sulla base delle priorità tecnologiche stabilite dalle strategie di innovazione per la specializzazione intelligente ma anche in base a quelle introdotti dal piano nazionale di ripresa e resilienza e dal piano per la ripresa d'Europa.
  • Le imprese del turismo avranno la precedenza rispetto alle altre fino al 10 per cento delle risorse stanziate.
  • Sulla validità economica del progetto presentato, le annualità 2019 e 2020 saranno considerate in modo ponderato, tenendo conto dell’eccezionalità del periodo interessato dagli effetti economici causati dall’emergenza sanitaria.

Export: tempistiche di presentazione delle domande.

Le imprese dovranno chiudere e rendicontare i progetti entro il 31 dicembre 2022. Sarà finanziato con risorse del fondo europeo per lo sviluppo regionale, il Fesr. Sono oltre 1300 le imprese che dal 2014 sono sostenute da questa misura e che per la promozione dell’export hanno potuto complessivamente contare su 47 milioni di euro. Gli investimenti finanziabili dalle imprese dovranno essere rivolti a paesi al di fuori dell’Unione Europea.


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