INVESTIMENTI TURISMO MISE: L'ENTE SEMPLIFICA REGOLE E PROCEDURE
NOVITA' SUGLI INVESTIMENTI TURISMO MISE
Passa in gazzetta ufficiale la direttiva che mette in campo le disposizioni su contratti di sviluppo contenute nella legge di Bilancio 2021. A disposizione 130 milioni per investimenti nel settore turistico, che possono beneficiare anche delle semplificazioni introdotte dal decreto MISE del 13 novembre 2020.
Alla luce del pesante impatto della crisi generata dal Covid-19, in particolare sul turismo, la manovra 2021 (legge n. 178-2020) ha infatti previsto il ricorso ai contratti di sviluppo per promuovere la realizzazione di programmi in grado di ridurre il divario socio-economico tra le aree territoriali del Paese, di contribuire ad un utilizzo efficiente del patrimonio immobiliare nazionale e di favorire la crescita della catena economica e l’integrazione nel settore.
La direttiva del 19 marzo 2021 con le disposizioni attuative è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale il 6 aprile e segue le modifiche alla disciplina in materia di contratti di sviluppo, accordi di programma e accordi di sviluppo contenute nel decreto del MISE del 13 novembre 2020 approdato in Guri a febbraio.
CONTRATTI DI SVILUPPO PER RIQUALIFICAZIONE STRUTTURE DISMESSE E OSPITALITÀ AGRITURISTICA
Per effetto della legge di Bilancio 2021, la soglia di accesso allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo è stata ridotta da 20 milioni a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse e l’importo minimo dei progetti d’investimento è stato conseguentemente ridotto a 3 milioni di euro.
Inoltre, si è stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
Le risorse stanziate per queste tipologie di investimenti ammontano a 100 milioni di euro per l’anno 2021 e a 30 milioni di euro per l’anno 2022 e saranno gestite da Invitalia in base alle disposizioni contenute nella direttiva firmata dal ministro Giorgetti il 19 marzo 2021.
In particolare:
- gli investimenti funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità devono essere realizzati dai medesimi soggetti, proponente o aderenti, che realizzano i progetti concernenti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli,
- ai fini del rispetto dei limiti dimensionali per il complessivo programma di sviluppo e per i progetti di investimento del soggetto proponente e delle eventuali imprese aderenti, sono computati esclusivamente gli investimenti concernenti le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e non quelli funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità, per i quali non sono previsti limiti dimensionali minimi.
Queste disposizioni, precisa la direttiva, si applicano anche nel caso in cui il programma di sviluppo sia proposto da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, con la specifica che ogni impresa retista deve presentare almeno un progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
Il provvedimento sottolinea anche che il progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli presentato dal soggetto proponente o dall’impresa aderente deve risultare di dimensione significativa rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza proposti dai medesimi soggetti, anche con riferimento agli effetti economici derivanti dalle diverse componenti del progetto di investimento.
Una volte esaurite le risorse stanziate dalla manovra per il rilancio del settore turistico, chiarisce infine la direttiva, le istanze con le caratteristiche previste dalla legge di Bilancio saranno esaminate ed accolte, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, entro i limiti della dotazione generale dei contratti di sviluppo.
LE SEMPLIFICAZIONI DEL DM 13 NOVEMBRE 2020 PER CONTRATTI DI SVILUPPO E ACCORDI DI PROGRAMMA
Il decreto MISE del 13 novembre 2020 va invece a modificare la disciplina di cui al decreto 9 dicembre 2014 con l'obiettivo di assicurare una maggiore efficacia nel perseguimento degli obiettivi sottesi all’attivazione dei contratti di sviluppo e degli accordi di programma e di sviluppo, sia garantendo una gestione più efficiente delle fasi propedeutiche alla loro sottoscrizione, sia accelerando e semplificando le procedure di valutazione e di gestione dei programmi per facilitare la realizzazione degli investimenti proposti dalle imprese.
Contratti di sviluppo, più tempo per avviare e chiudere gli investimenti
La prima novità introdotta dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico è la soppressione della norma in base al quale il programma di sviluppo dovrebbe essere avviato entro 6 mesi dalla data della determinazione di concessione delle agevolazioni.
Novità anche per la conclusione degli investimenti: il termine generale di 36 mesi dalla concessione delle agevolazioni viene confermato, ma prevedendo la possibilità di una proroga, sulla base di una motivata richiesta dell’impresa beneficiaria, per un periodo massimo di 18 mesi, e non più di 12 mesi.
Fino a 12 mesi per presentare la documentazione edilizia
Il provvedimento stabilisce poi che in fase di istruttoria, per la valutazione della cantierabilità dei progetti di investimento, diventa rilevante la presenza di elementi utili a riconoscere la possibilità che le imprese proponenti esibiscano, entro il termine massimo di 12 mesi dalla determinazione di concessione delle agevolazioni, e non più di 90 giorni, la documentazione concernente la materia edilizia, comprovante il rilascio delle concessioni, autorizzazioni, licenze e nulla osta delle amministrazioni pubbliche competenti.
Qualora allo scadere dei 12 mesi il soggetto beneficiario non abbia prodotto la documentazione concernente la materia edilizia, le agevolazioni sono revocate.
Semplificazioni per la sottoscrizione degli accordi di programma
Il decreto che prevede gli investimenti turismo MISE stabilisce, inoltre, che, ai fini dell’attivazione delle procedure per la sottoscrizione di un accordo di programma tra Ministero, Regioni, altri enti pubblici, Invitalia e imprese interessate, il soggetto proponente deve presentare un’attestazione delle Regioni e/o degli enti pubblici interessati in ordine alla disponibilità al cofinanziamento del programma di sviluppo. Laddove siano coinvolte più Regioni e una di esse non partecipi al cofinanziamento, è possibile procedere comunque, a condizione che il programma di sviluppo rivesta particolare rilevanza per la competitività del Paese.
Sempre in ottica semplificazione, il provvedimento prevede che, laddove sia stato sottoscritto un accordo di programma, le condizioni che Invitalia dovrebbe verificare in sede di valutazione della domanda - disponibilità finanziarie, requisiti delle imprese, compatibilità del piano progettuale, ecc - si intendono verificate.
Maggiore corrispondenza tra gli investimenti e gli obiettivi della normativa negli investimenti turismo Mise
Sempre relativamente agli interventi attuati nell'ambito degli accordi di programma, il decreto MISE conferma il requisito dell'impatto significativo sulla competitività del sistema produttivo dei territori, ma specifica che questo viene valutato, oltre che in relazione all’ubicazione del programma di sviluppo in aree di crisi, in base alla sussistenza di almeno due dei requisiti richiesti dal decreto del 9 dicembre 2014.
Requisiti che sono relativi, sia per per i programmi di sviluppo industriale che per i programmi di sviluppo di attività turistiche, all'ubicazione in un'area con un tasso di disoccupazione particolarmente elevato rispetto al resto del territorio di riferimento, al recupero e alla riqualificazione di strutture dismesse e al consolidamento di sistemi di filiera diretta ed allargata.
Inoltre, nel caso dei programmi di sviluppo industriale, ulteriori condizioni cui possono fare riferimento le proposte progettuali sono la presenza rilevante dell'impresa sui mercati esteri e la previsione di investimenti che determinano rilevanti innovazioni di prodotto, del processo produttivo, dell'organizzazione aziendale e/o nelle modalità di commercializzazione dei prodotti, con particolare riferimento a quelli conformi agli ambiti tematici del piano nazionale Industria 4.0.
Nel caso dei programmi di sviluppo di attività turistiche, invece, altri requisiti di accesso alle agevolazioni sono la capacità di contribuire alla stabilizzazione della domanda attraverso la destagionalizzazione dei flussi turistici e la realizzazione del programma in comuni tra loro limitrofi o appartenenti a un unico distretto turistico.
In caso di accordo di programma riguardante la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, inoltre, tra i requisiti da rispettare c'è necessariamente la capacità di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta ed allargata regionali e/o nazionali.
Discorso analogo per gli accordi di sviluppo per programmi di rilevanti dimensioni, cioè che prevedano un importo complessivo di spese e costi ammissibili pari o superiori a 50 milioni di euro, o a 20 milioni di euro qualora il programma riguardi esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Il MISE richiede ora la sussistenza di almeno due requisiti, e non più di uno solo, tra:
- significativo impatto occupazionale,
- capacità di attrazione degli investimenti esteri,
- coerenza degli investimenti con il piano nazionale Industria 4.0,
- rilevante impatto ambientale.
Anche in questo caso per gli accordi di sviluppo relativi alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli è richiesta la capacità di determinare effetti positivi o sinergie di filiera a livello regionale o nazionale.
Il 40% dei fondi con la prima erogazione
Infine, il decreto interviene sulle regole per l'erogazione delle agevolazioni. Gli interventi turismo Mise stabiliscono infatti che il primo pagamento del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti e del contributo alla spesa può avvenire, su richiesta dell'impresa beneficiaria, anche in anticipazione, nel limite del 40%, e non più del 30% dell'importo concesso.
DOMANDE SIMEST: ricezione nuove domande dal 3 Giugno 2021
DOMANDE SIMEST
Riapre l'attività di ricezione domande volte al finanziamento agevolata sul fondo 394/81 ai sensi dei decreti 7 settembre 2016, 8 aprile 2019 e 11 giugno 2020 e relativo cofinanziamento a fondo perduto a valere sulla quota di risorse del Fondo per la promozione integrata.
Si comunica che il Comitato agevolazioni per l’amministrazione del Fondo 295/73 e del Fondo 394/81 SIMEST, in data 31 marzo 2021 ha deliberato, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 123/1998, la riapertura, delle domande Simest a decorrere dal 3 giugno 2021, delle attività di ricezione da parte di Simest S.p.a. di nuove domande di finanziamento agevolato a valere sul Fondo 394/81 ai sensi dei decreti 7 settembre 2016, 8 aprile 2019 e 11 giugno 2020 e relativo cofinanziamento a fondo perduto.
leggi anche:Al 50% la quota a fondo perduto dei Finanziamenti Simest
Nuovo Ristori Toscana: un'operazione da 25 milioni
Il Nuovo Ristori Toscana ammonta a oltre 25 milioni:
- 11 milioni e 530 mila avanzati da bandi precedenti sono pronti ad essere rimessi in circolo
- 5 milioni erano pronti nel bilancio regionale
- in quest'ultimi si aggiungono altri 8 milioni e 600 mila euro
NUOVO RISTORI TOSCANA: A CHI E' DESTINATO?
- Settore artigianato artistico
- Ristoratori
- Event Manager e organizzatori cerimonie
- imprese dello svago e filiera turistica
- palestre e settore dello sport
La priorità sarà concessa a chi non ha potuto sino ad ora ricevere gli aiuti.
Non ci sarà più nessun clickday: si entrerà in graduatoria in base al calo del fatturato, con perdite di almeno del 30 per cento. Anche questa è una novità: nei precedenti bandi il calo doveva essere di almeno il 40 per cento.
La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’economia Leonardo Marras, ha approvato lunedì 29 marzo, il pacchetto di interventi e le linee di indirizzo.
Il primo bando Nuovo Ristori Toscana a partire sarà quello destinato all’artigianato artistico, ovvero tutte quelle micro, piccole e piccolissime imprese impegnate nelle lavorazioni più disparate ma che con le loro botteghe si rivolgono tutte essenzialmente ai turisti ed hanno visto le loro entrate azzerate: 3 milioni e 800 mila euro, domande dal 16 al 30 aprile. Quindi sarà la volta della filiera della ristorazione: 4 milioni di euro a disposizione del bando bis con le richieste di partecipazione che potranno essere spedite dal 4 al 18 maggio (due milioni a disposizione dei ristoranti ed altri due per i fornitori).
Il 19 maggio uscirà anche il bando per gli organizzatori di eventi (matrimoni compresi, e dunque anche l’indotto), per le imprese dello svago, gli spettacoli viaggianti e l’attività sportiva: sono stati stanziati 2 milioni e 730 mila euro, tempo fino al 3 giugno per inviare i documenti. Nel dettaglio un milione sarà riservato a palestre e impianti sportivi, 230 mila euro allo spettacolo viaggiante e itinerante, un milione e mezzo per tutto l’indotto legato all’organizzazione di matrimoni ed eventi (fotografi e fiorai, ad esempio).
Due, infine, saranno gli interventi rivolti al mondo del turismo: 14 milioni e 600 mila euro le risorse complessivamente a disposizione, tra cui anche i fondi stanziati di recente del governo. Per l’attivazione di queste due misure si aspetterà la conversione del decreto legge "Sostegni" del 13 marzo. In particolare saranno sei i milioni destinati a taxisti, noleggiatori con conducente, guide ed agenzie di viaggio (verrà data priorità a chi è rimasto escluso dal click day) e 8 milioni e 600 mila euro le risorse rivolte alle strutture ricettive.
Per i tre bandi che saranno pubblicati per primi – artigianato artistico, ristorazione e filiera, mondo degli eventi, svago ed attività sportiva – è previsto un contributo a fondo perduto di 2500 euro per ciascuna impresa. Per poter partecipare occorre aver avuto in tutto il 2020 un calo di fatturato (o dei corrispettivi) pari almeno al 30 per cento. Per chi nel 2019 non era attivo (e non si possono dunque fare raffronti) Nuovo Ristori Toscana concede un ristoro in base ai mesi di attività nel corso del 2020. I bandi saranno tutti gestiti da Sviluppo Toscana, società partecipata dalla Regione.
Leggi anche: Decreto sostegni: le misure approvate da palazzo Chigi
Nuova Marcora in arrivo: contributo alle cooperative dal MiSe
La Nuova Marcora è pronta ad entrare in azione. Stiamo parlando del decreto direttoriale del Mise, nato per appoggiare lo sviluppo di società cooperative di piccola e media dimensione, riprendendo i temi delle agevolazioni previste con la legge 49/1985, nel rispetto dei limiti previsti dai regolamenti di esenzione o dai regolamenti de minimis di volta in volta applicabili.
NUOVA MARCORA: QUALI COOPERATIVE POSSONO PARTECIPARE
Il decreto direttoriale in attesa di pubblicazione ricorda innanzitutto che sono destinatarie delle misure le cooperative, operanti in ogni settore di attività:
- società che non rientrano tra le imprese in difficoltà
- nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non siano in stato di scioglimento o liquidazione, non siano sottoposte a procedure concorsuali
- iscritte nel Registro delle imprese;
Sono invece escluse dalla Nuova Marcora la cooperative che:
- abbiano ricevuto e non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
- destinatarie di provvedimenti di revoca, parziale o totale, di agevolazioni concesse dal ministero e che non abbiano restituito le agevolazioni per le quali è stata disposta la restituzione.
LE INZIATIVE FINANZIABILI O MENO
Le cooperative ammesse alla Nuova Marcora potranno presentare richiesta di finanziamento a valere sulle seguenti iniziative:
• Realizzazione di programmi di investimento non ancora avviati alla data di presentazione della richiesta di finanziamento agevolato alle società finanziarie;
• Esigenze di liquidità aziendale, direttamente finalizzate all’attività di impresa, ai sensi e nei limiti dei regolamenti de minimis applicabili in funzione dell’attività d’impresa.
Per le iniziative di investimento, il decreto esplicita che sono escluse le spese:
- per investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature, o le spese effettuate mediante il cosiddetto «contratto chiavi in mano» e quelle relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, e quelle relative a imposte e tasse nonché i titoli di spesa di importo imponibile inferiore a 500 euro;
- di funzionamento, notarili e quelle relative a imposte, tasse, scorte, materiali di consumo;
- per beni relativi all’attività di rappresentanza;
- relative all’acquisto di automezzi, ad eccezione di quelli strettamente necessari all’attività di impresa di cui al programma di spesa;
- e. relative all’acquisto di immobili che hanno già beneficiato, nei dieci anni antecedenti la data di presentazione della domanda di agevolazioni, di altri aiuti, fatta eccezione per quelli di natura fiscale, salvo i casi di revoca e recupero totale degli aiuti medesimi da parte delle autorità competenti;
- relative a commesse interne;
- relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria già di proprietà dell’impresa beneficiaria delle agevolazioni
ESIGENZE DI LIQUIDITÀ NUOVA MARCORA
Di contro, per i finanziamenti connessi a esigenze di liquidità, sono ammissibili i programmi:
- connessi alla realizzazione di investimenti avviati da non più di sei mesi dalla data di presentazione della richiesta di finanziamento agevolato alle società finanziarie e che devono essere completati entro 36 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento;
- di finanziamento del capitale circolante connesse alla fase di nascita ovvero al percorso di sviluppo e consolidamento della società cooperativa commisurate su un arco temporale di 12 mesi.
Leggi anche: Contributo a fondo perduto del decreto Sostegni: via libera alle richieste
Bando CONAI per Eco-design degli imballaggi: 8 edizione
BANDO CONAI: OTTAVA EDIZIONE
Al via l’ottava edizione del “Bando CONAI per l’eco-design degli imballaggi nell’economia circolare – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi”, volto a premiare le soluzioni di packaging più innovative ed ecosostenibili immesse sul mercato nel biennio 2019-2020.
Potranno partecipare al Bando le aziende che, nel biennio 2019-2020, hanno investito in attività di prevenzione rivolte alla sostenibilità ambientale dei propri imballaggi, agendo su almeno una delle seguenti leve: riutilizzo, acquisto di beni strumentali in ottica di facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materie provenienti da riciclo, risparmio di materia prima, ottimizzazione della logistica, semplificazione del sistema di imballo e ottimizzazione dei processi produttivi.
I casi potranno essere presentati entro il 31 maggio 2021 e saranno valutati tramite lo strumento Eco Tool CONAI che permette di calcolare, attraverso un’analisi LCA semplificata, gli effetti delle azioni di prevenzione attuate dalle aziende sui propri imballaggi attraverso il calcolo dei benefici ambientali in termini di risparmio energetico, idrico e di riduzione delle emissioni di CO2.
Al Bando potranno partecipare sia le evoluzioni di progetti di packaging sia imballaggi nuovi per l’azienda che risultino avere, sulla base dei risultati dell’Eco Tool, un minore impatto ambientale rispetto agli imballaggi più frequentemente utilizzati per la medesima applicazione sul mercato italiano.
Inoltre, lo strumento Eco Tool e l’analisi dei casi saranno sottoposti alla validazione da parte di un Ente terzo di certificazione.
FONDI EDIZIONE 2021 BANDO CONAI
Per l’edizione 2021 CONAI mette a disposizione un montepremi complessivo pari a 500.000 Euro da suddividersi in:
- 450.000 Euro proporzionalmente al punteggio ottenuto tra tutti i casi ammessi;
- 50.000 Euro a giudizio del Comitato Tecnico Allargato ai casi che si saranno distinti per la spinta innovativa e progettuale nell’ambito dell’attivazione di una o più delle seguenti leve di eco-design:
- Riutilizzo,
- Facilitazione attività di riciclo
- Utilizzo di materia prima seconda.
Rientrano in tale possibilità anche i casi virtuosi di imballaggi utilizzati nell’ambito di un circuito di e-commerce e di home delivery, oppure imballaggi che promuovono nuove tecnologie e applicazioni significative dal punto di vista progettuale e dell’innovazione. Inoltre, uno tra questi ultimi 5 casi di innovazione circolare riceverà una nomina speciale da parte di Legambiente.
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