HORIZON EUROPE 2021-2024: LA COMMISSIONE EU PUNTA SU DIGITALE E GREEN
L' HORIZON EUROPE 2021-2024 si compone di una forte spinta verso digitalizzazione ed economia Green. La pandemia impone all’Unione di accelerare due processi di transizione: quello Green e quello Digitale. Ciò è quanto rientra nei piani della Commissione europea per Horizon Europe, il documento che riporta le linee prioritarie di intervento per i prossimi 4 anni. Una decisione anche forzata dalla pandemia, che ci mette davanti alla necessità di accelerare su transizione digitale ed economia verde. E' bene ricordare che Horizon Europe è il programma di interventi dal budget molto importante: 95,5 miliardi di euro il cui quadro di riferimento è fino al 2027.
Obiettivo del programma è garantire che ricerca e innovazione contribuiscano alle priorità dell'unione, in grado di trasformare il continente in un territorio climaticamente neutrale e verde, adatto alla Digital ERA.
HORIZON EUROPE 2021-2024: IN COSA CONSISTE IL PROGETTO?
Il documento rappresenta il risultato di un lavoro corale che vede attivi più di 8 mila osservazioni e contributi inviati a tutti i player del continente grazie a Horizon Europe, il portale dedicato
4 principali orientamenti strategici che guideranno i programmi di ricerca e innovazione di Horizon Europe 2020 - 2024 e forniranno la base per costruire sinergie con altri programmi e fondi dell’UE, nonché investimenti nella ricerca e nell’innovazione a livello di Stati membri nel contesto dello Spazio europeo della ricerca.
- Promuovere un’autonomia strategica aperta, guidando lo sviluppo di tecnologie digitali chiave, abilitanti ed emergenti, settori e catene di valore per accelerare e guidare le transizioni digitali e verdi, attraverso tecnologie e innovazioni incentrate sull’uomo
- Ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità dell’Europa e gestire in modo sostenibile le risorse naturali per garantire la sicurezza alimentare e un ambiente pulito e sano
- Fare dell’Europa la prima economia circolare, climaticamente neutrale e sostenibile abilitata dal digitale, attraverso la trasformazione dei suoi sistemi di mobilità, energia, costruzione e produzione
- Creare una società europea più resiliente, inclusiva e democratica, preparata e reattiva alle minacce e ai disastri, affrontando le disuguaglianze e fornendo un’assistenza sanitaria di alta qualità, e mettendo in grado tutti i cittadini di contribuire alle transizione verde e digitale
- Il Piano valuta, inoltre, gli impatti di ciascun orientamento sui vari cluster tematici individuati, che sono: salute; cultura, creatività e società inclusiva; sicurezza per la società civile; industria digitale e spazio e clima, energia e mobilità.
I 5 PILASTRI DELL'UNIONE EUROPEA
29 partenariati co-programmati e co-finanziati con partner dei governi nazionali, dell’industria e delle organizzazioni della società civile. Questi vanno ad aggiungersi alle altre 10 annunciate dalla Commissione europea lo scorso 23 febbraio allo scopo di:
- migliorare la preparazione e la risposta dell’Ue alle malattie infettive,
- sviluppare aerei efficienti a basse emissioni di carbonio per un’aviazione pulita,
- sostenere l’uso di materie prime biologiche rinnovabili nella produzione di energia,
- di garantire la leadership europea nelle tecnologie e nelle infrastrutture digitali e di rendere più competitivo il trasporto ferroviario.
Adattamento al cambio climatico, salvaguardia degli oceani, città intelligenti, neutralità climatica e lotta al cancro: questi i 5 obiettivi, le 5 sfide dell'unione europea di Horizon 2020-2024.
8 TEMI SPECIFICI DA AGGIUNGERE ALLE MISSIONI
Gli 8 temi specifici dal Piano Strategico sono:
- parità di genere e inclusività, importante anche alla luce delle conseguenze della pandemia, della violenza online, dell’intelligenza artificiale e della robotica, o della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico, che colpiscono in maniera più ampia e violenta le donne e i membri delle minoranze
- etica e integrità, nel rispetto del Codice europeo per l’integrità della ricerca. Il Piano Strategico ribadisce, infatti, che i progetti e i partenariati finanziati dal Horizon Europe devono rispettare i principi fondamentali dell’Unione. Inoltre, il programma affronterà i temi etici legati allo sviluppo delle tecnologie della robotica e dell’intelligenza artificiale, analizzandone gli impatti sulla società
- diffusione e valorizzazione su larga scala dei risultati delle ricerche e della conoscenza appresa attraverso i vari progetti di Horizon Europe
- effettiva integrazione delle scienze sociali e umane in tutti i cluster, comprese tutte le missioni e i partenariati
- la ricerca verrà portata avanti seguendo i principi della open science, in un’ottica di trasparenza e vicinanza e collaborazione
- focus sulle tecnologie abilitanti (key enabling technologies). Ogni cluster svilupperà e applicherà tecnologie abilitanti ed emergenti, al fine di rispondere alle sfide relative alle missioni prioritarie individuate e a consolidare la competitività e la leadership europea in queste tecnologie
- social innovation, ossia combinare le nuove capacità tecnologiche con nuove pratiche organizzative o sociali
- tassonomia europea, con i principi introdotti dalla EU Taxonomy Regulation del giugno 2020, fornisce una “lista verde” di attività economiche sostenibili e introduce il principio del “non nuocere”, secondo il quale i progetti di recupero possono essere finanziati solo se sono in linea con le ambizioni verdi dell’Unione europea. Poiché il piano strategico definisce questo principio come una questione orizzontale per Horizon Europe, esso sarà rispettato in tutte le sue attività di ricerca e innovazione
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Piano Transizione 4.0: previsti correttivi nel Decreto Sostegni
Piano Transizione 4.0 e Decreto sostegni, ci siamo. Nella giornata di venerdì 19 marzo dovrebbe tenersi l’ottavo Consiglio dei Ministri dell’era Draghi. Il premier è chiamato a varare l’attesissimo decreto sostegni, il provvedimento che prende il posto dei “decreti ristori” dell’era Conte e che può contare su risorse da ben 32 miliardi, autorizzate nella delibera del Parlamento dello scorso gennaio.
In queste settimane l’attesa è cresciuta molto. Non soltanto per le misure di effettivo sostegno alle attività produttive e commerciali colpite dalla pandemia e dalle chiusure, sulle quali si attende un cambio di approccio rispetto all’amministrazione precedente, ma anche perché una parte dei 32 miliardi servirà a mettere a posto anche alcune incongruenze del piano Transizione 4.0 licenziato dal Parlamento nella scorsa Legge di Bilancio.
A dire il vero, negli ultimi giorni si erano rincorse voci secondo le quali la necessità di ricorrere a tutti i 32 miliardi per le misure di sostegno avrebbe fatto slittare il piano Transizione 4.0 a un successivo provvedimento da finanziare con ulteriore extra deficit. Così non sarà e con ogni probabilità, stando a quanto abbiamo potuto ricostruire, gli attesi correttivi arriveranno, in tutto o in parte, nei prossimi giorni.
Vediamo adesso, con ordine, tutti i nodi che il provvedimento è chiamato a sciogliere.
PIANO TRANSIZIONE 4.0: IL NODO DELLE COPERTURE FINANZIARIE
Il primo punto da sistemare, del piano Transizione 4.0, è la questione delle coperture.
La legge di bilancio ha infatti finanziato il 23,8 miliardi del piano Transizione 4.0 con una (buona) parte di un fondo costituito per sfruttare da subito le risorse del Recovery Fund – Next Generation EU per l’Italia. Purtroppo una parte cospicua di questi 23,8 miliardi – per l’esattezza 8,4 miliardi – sono stati imputati al rinnovo e al rafforzamento per due anni del credito d’imposta per l’acquisto dei beni strumentali semplici, non 4.0. Nelle settimane seguenti, Bruxelles ha fatto sapere che le risorse del Recovery non potranno essere usate per quel tipo di misura volta a un semplice rinnovo del parco macchine e che, quindi, nulla ha a che vedere con gli obiettivi di digitalizzazione (che sono invece coerenti con gli altri strumenti del piano).
Nel frattempo, le ultime bozze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilenza (PNRR) assegnano al piano Transizione 4.0 18,8 miliardi di risorse.
Il nodo delle coperture è dunque duplice. Da una parte, occorre trovare le risorse “in casa” per finanziare l’ex superammortamento; dall’altra parte ha senso spingere sull’acceleratore per portare i 15,4 miliardi del Piano attualmente compatibili con le richieste dell’Europa ai 18,8 disponibili.
Come si provvederà? Sulla prima questione, la più delicata e urgente, visto che lo Stato sta già materialmente spendendo (ricordiamo che la compensazione è già partita) risorse che mancano di copertura, è escluso che lo Stato usi ben 8,4 miliardi del nuovo scostamento per finanziare il credito d’imposta sui beni materiali semplici. Molto probabile, a questo punto, che il rinnovo sia confermato solo per un anno, abbattendo quindi le risorse necessarie per la copertura a una cifra che difficilmente potrà superare i 4 miliardi. Per il 2022 si provvederà poi nella prossima legge di bilancio.
POTENZIAMENTO ALIQUOTE
Quanto all’ulteriore rafforzamento delle misure compatibili con lo spirito del Recovery, ci si attende invece un potenziamento delle aliquote relative al software, che potrebbero salire dal 10% al 15% e forse un aumento di alcune aliquote previste in calo per il 2022. L’altro fronte che potrebbe essere ulteriormente potenziato, lato aliquote, è il credito d’imposta su ricerca, sviluppo, innovazione e design.
LE ALTRE QUESTIONI DA RISOLVERE
La legge di bilancio, tuttavia, non ha lasciato in eredità solamente un problema di coperture, ma anche alcune altre questioni dovute a errori nella stesura di un testo che non ha ricevuto la dovuta attenzione da parte del legislatore in sede di approvazione a causa dei tempi eccessivamente contingentati della sessione di Bilancio.
Il primo di questi errori concernenti il Piano Transizione 4.0 riguarda il modo in cui si possono applicare le nuove, maggiori aliquote del credito d’imposta su ricerca, sviluppo, innovazione e design. Qui la lettera della legge di bilancio ha maldestramente aumentato le aliquote senza preoccuparsi di stabilire che la maggiorazione parte da quest’anno.
Altro errore materiale è invece relativo al credito d’imposta per la formazione 4.0, dove il rinnovo è finanziato per 2 anni, ma la legge parla di ben 4 periodi di imposta, da quello in corso al 31/12/2020 a quello in corso al 31/12/2023.
Il terzo errore del Piano Transizione 4.0 è il limite massimo degli investimenti ammessi all’incentivo per l’acquisto di software 4.0. Il legislatore voleva alzare questo limite da 700.000 euro a 1 milione.
Tuttavia, stando a quanto scritto nella legge, il nuovo limite è stato abbassato perché la cifra di 1 milione di euro indicata è riferita a un biennio e non a ciascuno dei due anni.
Vi è poi la questione del periodo di sovrapposizione tra i due regimi, quello in vigore lo scorso anno, che copre gli investimenti effettuati dal 01/01/2020 al 30/06/2021, e quello introdotto dalla nuova legge, che copre il periodo compreso tra il 16/11/2020 e il 30/06/2023, con una evidente sovrapposizione per le consegne effettuate nel periodo compreso tra il 16/11/2020 e il 30/06/2021 (ma solo per gli acquisti effettuati tra il 16/11/2020 e il 31/12/2020).
Sul punto, da un lato c’è chi sostiene che è il contribuente a scegliere il regime da applicare: se vuole applicare la “vecchia” normativa può farlo in quanto fino al 31/12/2020 era in vigore solo questa, in omaggio al principio del diritto “tempus regit actum”; ma se vuole applicare la nuova può farlo perché la nuova legge lo consente espressamente. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha però un altro punto di vista: il 16/11 sarebbe da intendersi come “data spartiacque” al posto del classico 31/12, per cui agli ordini prenotati e confermati prima di questa data si applica il vecchio regime e a quelli successivi il nuovo regime. Non è chiaro se nel decreto sostegni che sarà varato a giorni, o se nelle fasi di conversione in legge dello stesso decreto, c’è intenzione di sistemare anche questo punto.
Un altro punto del piano Transizione 4.0 su cui sono attese correzioni è la questione dell’incentivo per lo smart working. Al momento la legge di bilancio prevede che” La misura del credito d’imposta è elevata al 15 per cento per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di forme di lavoro agile ai sensi dell’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81.”
In attesa dei correttivi al piano Transizione 4.0, contattaci per sapere quali sono le misure del Decreto Sostegni più adatte alla tua azienda.
Decreto sostegni: nuovi aiuti per imprese e professionisti
DECRETO SOSTEGNI: IL GOVERNO PREPARA SOSTEGNO P. IVA, AZIENDE E PROFESSIONISTI
Il decreto sostegni è pronto ad essere attivato dal Governo per mettere in campo ristori per aziende, partite IVA e professionisti.
Si prevede uno scostamento di bilancio da 32 a oltre 40 miliardi di euro l'ammontare delle risorse disponibili per il decreto Sostegni (ex-decreto Ristori 5).
IMPRESE E PARTITE IVA: NUOVI AIUTI
Obiettivo della manovra è quello di entrare in aiuto per le chiusure pasquali ad aziende e liberi professionisti.
Per i contributi a fondo perduto il budget messo in campo dovrebbe ammontare a 10-12 miliardi di euro, da destinare a tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.
Si amplierebbe così la platea dei beneficiari, eliminando i codici Ateco e includendo anche i professionisti iscritti agli ordini. Inoltre, per accedere ai contributi a fondo perduto, non dovrebbe esserci più distinzione tra zone (gialla, arancione e rossa).
Il contributo spetterebbe ai soggetti con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019, che nel bimestre gennaio/febbraio 2021 hanno registrato un ammontare del fatturato e dei corrispettivi inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dell’analogo periodo del 2019. Ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, invece, il contributo spetterebbe anche in assenza del predetto requisito.
L’importo del contributo dovrebbe essere determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del bimestre gennaio/febbraio 2021 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del bimestre gennaio/febbraio 2019, pari al:
- 30% per i soggetti con ricavi o compensi fino a 100mila euro nel 2019,
- 20%, per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel 2019;
- 15%, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro nel 2019;
- 10%, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1milione di euro nel 2019.
L’importo del contributo molto probabilmente non potrà superare i 150mila euro e potrebbe essere riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a 2mila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
A scelta del contribuente, il contributo potrebbe essere erogato come contributo diretto, oppure riconosciuto sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24.
Per richiedere i contributi molto probabilmente servirà un'autocertificazione da inviare all'Agenzia delle Entrate. Il governo punterebbe, poi, ad erogare gli indennizzi il prima possibile - entro il 30 aprile - ricorrendo anche ad una nuova piattaforma, gestita da Sogei.
AZIENDE IN CRISI E TURISMO
Per aiutare le aziende in crisi, invece, potrebbe esserci un fondo da 300 milioni, a cui stanno lavorando MISE e MEF. Lo strumento servirebbe a rimettere in piedi quelle imprese con fatturato superiore a 50 milioni che non erano in difficoltà prima della pandemia.
Per gli operatori del turismo montano, che hanno visto posticipare l'apertura degli impianti sciistici da metà febbraio a marzo, dovrebbero esserci indennizzi per 600 milioni di euro.
Il nuovo decreto sostegni, poi, dovrebbe rifinanziare la cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 almeno fino al 30 giugno, con procedure più semplici per richiederla, e prorogare il blocco dei licenziamenti sempre fino alla fine di giugno.
leggi anche: Competence Center Made: 1,2 milioni per l'industria 4.0
Bando eventi sismici 2012 Emilia Romagna: quarta finestra per concorrere aperta fino al 6 Aprile 2021
BANDO EVENTI SIMSICI 2012: RIVITALIZZAZIONE DEI CENTRI STORICI EMILIANI
E' aperta fino al 6 aprile il Bando eventi sismici 2012 meglio conosciuto come: "Bando emilia romagna: D.L. 74/2012 - Contributi per la rivitalizzazione dei centri storici nei Comuni più colpiti dagli eventi sismici del 20-29 Maggio 2012"
Apertura quarta finestra Obiettivo del presente bando è quello di agevolare processi di insediamento, riqualificazione e ammodernamento di attività d’impresa, professionali e no profit al fine di favorire il ripopolamento e la rivitalizzazione delle aree dei centri storici e delle frazioni e/o di altre aree dei Comuni dell’Emilia-Romagna più colpiti dagli eventi sismici accaduti nel maggio del 2012.
Gli interventi agevolabili ai sensi del presente bando dovranno essere realizzati in immobili localizzati nei centri storici, nelle frazioni e/o nelle altre aree indicate formalmente dai comuni interessati
CHI PUO' FARE DOMANDA
Possono presentare domanda al Bando eventi sismici 2012:
1. Le micro, piccole e medie imprese (MPMI) individuali, in forma di società (di persone, di capitali, cooperative), i loro consorzi e/o società consortili appartenenti a tutti i settori ATECO 2007 tranne quello dell’agricoltura di cui alla Sezione A della medesima classificazione, che intendono svolgere o svolgono attualmente un’attività consentita dagli atti di pianificazione comunali disciplinanti le destinazioni d’uso degli immobili
2. Liberi professionisti e lavoratori autonomi :
- I liberi professionisti ordinistici, titolari di partita IVA, esercitanti attività riservate agli iscritti a Ordini o Collegi professionali e alle rispettive Casse di previdenza;
- Le Associazioni professionali o Studi associati di professionisti, titolari di partita Iva, con atto costitutivo registrato all’Agenzia delle Entrate alla data di presentazione della domanda;
- Le Società tra professionisti - STP;
- Le Società di professionisti o di ingegneria di cui al Nuovo Codice degli appalti;
- Le Società tra avvocati di cui alla Nuova disciplina dell’Ordinamento della professione forense;
- I liberi professionisti non ordinistici, titolari di partita IVA, autonomi, che svolgono attività professionali non rientranti in quelle riservate agli iscritti a Ordini e Collegi professionali, che svolgano prestazione d’opera intellettuale e di servizi e siano iscritti alla gestione separata INPS, anche appartenenti ad Associazioni professionali riconosciute di cui alla L. 4/2013;
- Gli studi associati di liberi professionisti, titolari di partita Iva, formalmente costituiti (esclusi quelli costituiti nella forma d’impresa che rientrano nei soggetti di cui al punto 1).
3. Associazioni no profit, fondazioni no profit, enti no profit in possesso dei seguenti requisiti:
- Devono essere regolarmente costituiti, ed iscritti al REA presso la CCIAA competente per territorio;
- Devono possedere le dimensioni di micro, piccole e medie imprese (MPMI);
- I legali rappresentanti, il Direttore tecnico (se previsto), i membri del collegio dei revisori dei conti o sindacale (se previsti) o coloro che ricoprono un incarico all’interno degli stessi soggetti non devono essere destinatari di provvedimenti di decadenza, di sospensione o di divieto o essere stati condannati con sentenza definitiva o, ancorché non definitiva, confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui al codice di procedura penale.
- Spese per opere edili, murarie e impiantistiche strettamente collegate al progetto (tra le spese previste in tale lettera sono ricomprese quelle relative agli impianti elettrici, agli impianti di riscaldamento e di raffrescamento). Tale spesa è riconosciuta nella misura massima di € 8.000,00 per i progetti presentati dai liberi professionisti;
- Acquisto di arredi. Tale spesa è riconosciuta nella misura massima di € 6.000,00 per i progetti presentati dai liberi professionisti;
- Acquisto di impianti strettamente connessi all’esercizio dell’attività, di beni strumentali e di attrezzature (in caso di acquisto di elettrodomestici, sono ammessi solo quelli aventi classe energetica A+ o superiore);
- Acquisto di hardware, software, licenze per l’utilizzo di software, servizi di cloud computing;
- Spese per la realizzazione di siti internet ed e-commerce;
- Spese per l’acquisto e installazione di impianti per la ricarica di mezzi elettrici ad uso gratuito da parte dell’utenza che accede al centro storico, alla frazione e/o all’area ammissibile. Qualora l’installazione degli impianti per la ricarica di mezzi elettrici sia effettuato in un’area di proprietà pubblica o di terzi il proponente la domanda dovrà dimostrare di essere autorizzato o di aver fatto richiesta ad effettuare la suddetta installazione per un periodo non inferiore a 5 anni decorrenti dalla data di liquidazione del contributo;
- Spese per l’acquisto di mezzi di trasporto diversi da quelli identificabili come beni mobili iscritti in pubblici registri (mezzi targati), quali ad esempio: biciclette, biciclette a pedalata assistita, cargo bike, ecc;
- Spese promozionali correlate all’investimento o all’attività nella misura massima del 15% della somma delle voci precedenti (a-g);
- Acquisizione di servizi di consulenza specializzata per la realizzazione del progetto, compresi i costi per la progettazione, direzione lavori e collaudo relativi alle opere edili, murarie e impiantistiche nonché i costi per la presentazione della domanda di contributo alla Regione nel limite massimo del 10% della somma delle voci precedenti (a-h). Le spese non devono essere quelle riferite a consulenze continuative e/o periodiche connesse ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale o la pubblicità che rappresentano i costi di esercizio ordinari a carico del richiedente.
Tipo di sovvenzione: A fronte della realizzazione degli investimenti agevolabili ai sensi del presente bando è riconosciuto, con riferimento alle domande presentate nell’ambito della 3° e 4° finestra, un contributo a fondo perduto secondo una percentuale che può essere applicata da un minimo del 50% ad un massimo del 70% delle spese ritenute ammissibili. In ogni caso il contributo massimo può arrivare a 150.000,00 Euro (anche in presenza dei requisiti per ottenere l’applicazione delle premialità sotto indicate).
La misura del contributo è incrementata del 10% in uno dei casi di seguito indicati:
• Qualora l’attività di impresa e/o professionale e/o no profit del richiedente sia caratterizzata dalla rilevanza della presenza femminile e/o giovanile ;
• Nel caso in cui i soggetti proponenti i progetti, che abbiano un fatturato annuo pari o maggiore a 2 mln di €, siano in possesso del rating di legalità
TEMPISTICHE
Sarà possibile inviare le domande per il Bando eventi sismici 2012 fino alle ore 13.00 del 6 Aprile 2021 disponibile la piattaforma SFINGE 2020 per la compilazione e validazione delle domande
LEGGI ANCHE: internazionalizzazione 2021: bando Unioncamere Emilia Romagna
INNO4COV-19 Open Call: domande fino al 30 aprile 2021 per soluzioni innovative anti covid
INNO4COV-19: PROGETTO A SOSTEGNO DELLE IMPRESE
INNO4COV-19 Open Call si propone di supportare le aziende per accelerare lo sviluppo e la commercializzazione di soluzioni innovative per affrontare l’emergenza COVID-19. L’obiettivo del programma è lo sviluppo dell’innovazione per affrontare il COVID-19, rafforzando la leadership tecnologica dell’Europa e potenziando un settore industriale in grado di tutelare la sicurezza e il benessere dei cittadini.
Soggetti beneficiari sono quindi:
- PMI,
- grandi imprese e start up
- in forma singola o in piccoli consorzi
Tutti provenienti da Paesi dell’Unione Europea o Paesi associati Horizon 2020.
SETTORI E PROGETTI AMMESSI
Per quanto riguarda i settori tecnologici dovranno riguardare uno dei seguenti settori tecnologici:
- Sistemi innovativi di diagnosi e screening
- Indagini ambientali
- Dispositivi di Protezione
- Sensori e dispositivi per la Telemedicina e la Telepresenza per il continuo monitoraggio dei pazienti.
Sono ammissibili le iniziative che prevedono progetti di ricerca e commercializzazione di soluzioni innovative contro il Covid-19 che siano già state validate in ambienti di laboratorio (TRL 6-7 o superiore), relativi ai seguenti settori tecnologici:
• Diagnostica innovativa e sistemi di screening Innovative diagnostic and screening systems;
• Sorveglianza ambientale;
• Sistemi di protezione per le persone e la sicurezza pubblica;
• Sensori e dispositivi per la telemedicina e la telepresenza.
I settori di riferimento possono quindi essere: sanità, medicina, biotecnologie, biopharma, ICT.
Il progetto INNO4COV-19 finanzia soluzioni innovative, con TRL pari a 6 o superiore, per rispondere alla necessità di avere sistemi di diagnosi e di monitoraggio mirati per il COVID-19, con una maggiore efficacia, efficienza e ad un costo inferiore.
QUALI COSTI SOVVENZIONA
Il sostegno finanziario INNO4COV-19 include solo i seguenti tipi di costi:
- Risorse del personale necessarie per implementare il progetto (ad esempio, definire la sfida tecnologica, discutere le opzioni di implementazione, sviluppare attività specifiche, convalidare i risultati, ecc.)
- Materiali di consumo, componenti e materiali per prodotto / tecnologia sviluppo
- Costi di viaggio, alloggio e soggiorno necessari per riunioni e convalide
- Servizi di supporto per lo sviluppo / convalida di prodotti / tecnologie
- Spese generali (15% dei costi totali escluso il subappalto).
MOLE DEI CONTRIBUTI
I progetti selezionati potranno ottenere:
- Un contributo che copre fino al 100% dei costi totali del progetto per un ammontare massimo di 100.000 euro;
- Supporto personalizzato a disposizione delle imprese attraverso una rete di esperti a livello tecnico, commerciale e normativo per aiutarle a collocare l'innovazione sul mercato;
- Accesso a specifiche strutture e infrastrutture, per fornire valore aggiunto alle innovazioni;
- Esposizione ai media.
INNO4COV-19: FARE DOMANDA
In considerazione dell’elevato numero di domande pervenute nella prima sessione le due scadenze previste inizialmente sono state unite in un’unica scadenza. Pertanto le domande devono essere presentate entro il 30 Aprile 2021.





