Decreto Liquidità

Decreto Liquidità Bis 2021: le anticipazioni

DECRETO LIQUIDITÀ: PROSSIMO ARRIVO AD APRILE

Legato al Def (Documento di economia e finanza) è in arrivo, come annunciato dal Ministro Giorgetti,  il decreto liquidità bis. In esso dovrebbe rientrare:

  • moratoria sui finanziamenti
  • potenziamento del Fondo di garanzia PMI
  • modifiche al piano Transizione 4.0

Il decreto liquidità dovrebbe ricalcare quello del predecessore, il dl 23/2020, prevedendo di fatto una proroga delle misure varate nel 2020 in risposta alla crisi epidemiologica e si baserà sulle risorse provenienti dal nuovo scostamento di bilancio in deficit.

Fra le misure che dovrebbero essere prorogate dovrebbero figurare la moratoria sui finanziamenti e il potenziamento del Fondo di garanzia PMI. Ma è probabile che nel testo rientrino anche le attese correzioni al piano di incentivi fiscali Transizione 4.0.

LE REGIONI E LE POSSIBILITÀ DI SVILUPPO NON SOLO LEGATE AL DECRETO LIQUIDITÀ

Nell’annunciare le misure sul credito per le aziende che saranno incluse nel prossimo decreto, il ministro ha invitato i rappresentanti delle Regioni a un maggiore coordinamento per utilizzare al meglio risorse e interventi per crescita e sviluppo. Risorse che non sono solo nel Recovery Plan, ma anche nei bilanci delle stesse Regioni, nel Fondo di sviluppo e coesione e in capitoli di spesa dello Stato.

Esortate le Regioni ad utilizzare al meglio tutte le possibilità che offre lo strumento Next Generation EU - per cui si rende indispensabile un’azione coordinata delle Regioni per non disperdere forze e progetti - senza tralasciare altre strade e possibilità. Per questo ha invitato tutti a formare un tavolo tecnico per un confronto continuo e in tempi brevi.

 

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Contributo a fondo perduto

Contributo a fondo perduto del decreto Sostegni: via libera alle richieste

Via libera alle richieste per accedere al contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni. Le domande potranno essere presentate dal 30 marzo e non oltre il 28 maggio 2021. Il contributo a fondo perduto può essere richiesto dai soggetti titolari di partita IVA attivata fino alla data del 23 marzo 2021, che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia. Ammessi anche i professionisti e gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Due i requisiti da accertare ai fini dell’accesso al beneficio.

Ai nastri di partenza il contributo a fondo perduto del decreto Sostegni.

Con il provvedimento. n. 77923 del 23 marzo 2021, l’Agenzia delle Entrate ha infatti approvato il modello, con le relative istruzioni, per la richiesta del beneficio di cui all’art. 1 del D.L. 41/2021.

Lo sportello per la presentazione delle istanze all’Agenzia delle Entrate si aprirà il 30 marzo 2021 per chiudersi il 28 maggio 2021.

Non sarà un click day, quindi non sarà necessario affrettarsi.

Prima della compilazione della domanda occorre fare una serie di verifiche.

Soggetti ammessi ed esclusi

Bisogna in primo luogo verificare se si rientra nella platea dei soggetti beneficiari.

Il contributo a fondo perduto può essere richiesto dai soggetti titolari di partita IVA attivata fino alla data del 23 marzo 2021, che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, e che sono residenti o stabiliti in Italia.

Ammessi anche:

-       i professionisti;

-       gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali.

È inoltre necessario rispettare due condizioni.

Non possono invece beneficiare del contributo:

-       i soggetti che abbiano cessato la partita IVA prima del 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni);

-       i soggetti che hanno avviato l’attività dal 24 marzo 2021. Tale esclusione non opera per l’erede che ha aperto una partita IVA successivamente a tale data per proseguire l’attività del de cuius, titolare di partita IVA prima di tale data;

-       gli enti pubblici;

-       i soggetti che svolgono attività di intermediazione finanziaria;

-       le società di partecipazione.

Ammontare ricavi/compensi

Occorre poi controllare se si rispettano i due requisiti posti dalla norma ai fini dell’accesso al Contributo a fondo perduto.

Il primo consiste nell’aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro: valori da tenere in considerazione sono quelli riportati nel modello della dichiarazione dei redditi 2020 (redditi 2019). Per le società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, occorre fare riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni).

In caso il soggetto svolga più attività, il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio occorre considerare la sommatoria dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività.

Per i soggetti titolari di reddito agrario e attività agricole connesse, persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, Per le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali titolari di reddito agrario, in luogo dell’ammontare dei ricavi, si fa riferimento al volume d’affari (campo VE50 del modello di dichiarazione IVA 2020). Qualora il dichiarante non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione Iva, può essere considerato l’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi del 2019. In caso il richiedente abbia altre attività commerciali o di lavoro autonomo, occorre considerare la sommatoria del volume d’affari di tutti gli intercalari della dichiarazione IVA.

Riduzione media mensile fatturato/corrispettivi

Il secondo requisito da verificare ai fini della presentazione della domanda per il Contributo a fondo perduto è che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019.

Il beneficio spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, a condizione che rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.

Come indicato nelle istruzioni alla compilazione dell’istanza, gli importi dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e dell’anno 2019 da indicare sull’istanza devono essere determinati dividendo l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi di ciascuno dei due anni per il numero dei mesi in cui l’attività è stata esercitata nell’anno.

In caso di attivazione della partita IVA in data successiva al 31 dicembre 2018, ai fini del calcolo dei mesi di attività da considerare, il mese nel quale è stata attivata la partita IVA non deve essere conteggiato.

Pertanto, nel caso di partita IVA attivata anteriormente al 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi realizzati nell’anno 2019 per 12 mesi. Nel caso invece di partita IVA attivata tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020, deve essere conteggiato il fatturato e i corrispettivi con data di effettuazione operazione dal primo giorno del mese successivo all’attivazione della partita IVA.

Ammontare del contributo

Una volta verificati i requisiti, il calcolo del contributo spettante è dato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019.

Le percentuali previste sono le seguenti:

-       60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;

-       50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro;

-       40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro;

-       30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro;

-       20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro.

In particolare, il calcolo del contributo deve essere effettuato come di seguito indicato:

-       se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ed è almeno del 30%, a tale importo (preso in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla fascia dei ricavi/compensi 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo se superiore;

-       per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ma inferiore al 30%, ovvero pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

L’importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.

Modalità di erogazione

A scelta del beneficiario, il contributo spettante può essere erogato:

-       mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);

-       mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

La scelta della modalità di erogazione del Contributo a fondo perduto è irrevocabile, deve riguardare l’intero importo del contributo spettante e deve essere espressa dal beneficiario nell’istanza per la richiesta del contributo.

Nel caso di opzione per il riconoscimento del credito d’imposta, il relativo importo può essere utilizzato in compensazione a fronte delle imposte, dei contributi dovuti all’Inps e delle altre somme dovute allo Stato, agli enti locali e agli enti previdenziali, il cui versamento si effettua mediante presentazione del modello F24.

Il modello F24 nel quale viene utilizzato il credito d’imposta deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (ai fini dell’utilizzo del credito in compensazione, sarà istituito un apposito nuovo codice tributo).

Come si invia la domanda

La domanda di contributo inviate all’Agenzia delle Entrate tramite i canali telematici dell’Agenzia o mediante la piattaforma web messa a punto dal partner tecnologico Sogei, disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet. L'orario di apertura del canale sarà comunicato dalle Entrate sul proprio sito istituzionale con un'apposita comunicazione.

Il contribuente potrà avvalersi degli intermediari che ha già delegato per il suo Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche e sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Spid, Cie o Cns oppure Entratel dell’Agenzia.

Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che ha trasmesso l’istanza.

In particolare, in caso di esito positivo, le Entrate comunicheranno l’avvenuto mandato di pagamento del Contributo a fondo perduto (o il riconoscimento dello stesso come credito d’imposta nel caso di tale scelta) nell’apposita area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, accessibile al soggetto richiedente o al suo intermediario delegato.

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Ristori Emilia Romagna

Ristori Emilia Romagna: in arrivo 9,7 milioni di euro per turismo, cultura, ristorazione, terzo settore e imprese dei territori alluvionati nel modenese

Per far fronte alle conseguenze economiche legati alla pandemia del Covid-19 è in arrivo un nuovo Ristori Emilia Romagna pari a 9,7 miliardi di euro.

Questo intervento mira al sostegno di settori più colpiti dalla pandemia come:

  • turismo, cultura
  • ristorazione senza somministrazione (quale, ad esempio, quella su treni, navi e attività di catering)
  •  terzo settore
  •  attività produttive e famiglie fragili dei territori alluvionati nel modenese il 6 dicembre 2020.

RISTORI EMILIA ROMAGNA, UN INTERVENTO CHE SI AGGIUNGE ALLE ALTRE MISURE PER LA REGIONE

Questo fondo si inserisce ai 34,9 milioni stanziati a inizio 2020 dedicati a:

  • bar e ristoranti (21 milioni)
  • stabilimenti balneari (5 milioni)
  • agenzie di viaggio (1,7 milioni)
  • imprese ricettive delle zone montane (2 milioni)
  • agriturismi (1 milione)
  • gestori piscine (1,5 milioni)
  • attività escursionistiche delle motonavi (200mila euro)
  • contributo integrativo per i gestori delle edicole (500mila euro)
  • bando per taxi e Ncc che aprirà il prossimo aprile (2 milioni).

Oltre a tali misure il territorio della regione godrà dei fondi provenienti dal Decreto sostegni del Governo ,che metterà a disposizione dell’Emilia-Romagna oltre 9,3 milioni di euro che saranno distribuiti, grazie a una convenzione con Unioncamere, a

  • discoteche e sale da ballo (3 milioni)
  • palestre (2 milioni)
  • cinema (1 milione)
  • imprese culturali (1 milione e 360mila)
  • spettacolo viaggiante (1 milione)
  • ambulanti delle fiere (1 milione)

Facendo un riassunto di tutte le misure messe in campo, è possibile identificare un totale di quasi 54 milioni di euro che arriveranno direttamente sui conti correnti delle imprese come contributi a fondo perduto.

ATTIVITA' COLPITE DALL'EMERGENZA SANITARIA

Turismo, cultura, ristorazione e terzo settore: 9,7 milioni per le attività colpite dall’emergenza sanitaria

In dettaglio il nuovo progetto di legge, che sarà presentato entro marzo in Aula per l’approvazione definitiva, prevede ristori per guide turistiche (1 milione di euro), maestri di sci, discipline alpine, fondo e snowboard (1 milione di euro), operatori del settore culturale creativo (600mila euro), organizzazioni di volontariato (1 milione di euro) e attività  di ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, di gelateria e pasticceria, di ristorazione su treni e navi e catering per eventi (4 milioni di euro).

A queste misure si aggiungono 2 milioni di euro per sostenere le attività produttive già colpite dal Covid, le famiglie e le persone in condizione di grave fragilità economica e sociale dei territori alluvionati dalla rotta del Panaro del 6 dicembre scorso nei Comuni di Nonantola, Castelfranco Emilia, Campogalliano e Modena.

Infine, 100mila euro sono destinati a coprire le spese di assistenza tecnica per la gestione dei ristori e per l'attuazione di misure di sostegno alle imprese attraverso convenzioni con Unioncamere.

 

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decreto sostegni

Decreto sostegni: le misure approvate da palazzo chigi

CARATTERISTICHE DEL DECRETO SOSTEGNI

Il consiglio dei ministri annuncia con un comunicato stampa le nuove misure del Decreto sostegni.

Una iniezione di 32 miliardi di euro per potenziare strumenti e misure per contrastare il contagio da COVID-19 e contenere l'impatto sociale ed economico.  Gli obiettivi si snodano in 5 ambiti principali come:

  1. sostegno alle imprese e agli operatori del terzo settore;
  2. lavoro e contrasto alla povertà;
  3. salute e sicurezza;
  4. sostegno agli enti territoriali;
  5. ulteriori interventi settoriali.

vediamo il primo campo: il sostegno alle aziende del terziario.

SOSTEGNO AD AZIENDE E OPERATORI DEL TERZO SETTORE

Si prevede un contributo a fondo perduto per i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione, nonché per gli enti non commerciali e del terzo settore, senza più alcuna limitazione settoriale o vincolo di classificazione delle attività economiche interessate. Per tali interventi, lo stanziamento complessivo ammonta a oltre 11 miliardi di euro.

Potranno presentare richiesta per questi sostegni i soggetti che abbiano subito perdite di fatturato, tra il 2019 e il 2020, pari ad almeno il 30 per cento, calcolato sul valore medio mensile. Il nuovo meccanismo ammette le imprese con ricavi fino a 10 milioni di euro, a fronte del precedente limite di 5 milioni di euro.

L’importo del contributo a fondo perduto sarà determinato in percentuale rispetto alla differenza di fatturato rilevata, come segue:

  • 60 per cento per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100mila euro;
  • 50 per cento per i soggetti con ricavi o compensi da 100 mila a 400mila euro;
  • 40 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • 30 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione e fino a 5 milioni di euro;
  • 20 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni e fino a 10 milioni di euro.

In ogni caso, tale importo non potrà essere inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per gli altri soggetti e non potrà essere superiore a 150mila euro.

Il contributo potrà essere erogato tramite bonifico bancario direttamente sul conto corrente intestato al beneficiario o come credito d'imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione.

Per il sostegno alle attività d’impresa di specifici settori, sono inoltre previsti:

  • un Fondo per il turismo invernale;
  • l’aumento da 1 a 2,5 miliardi dello stanziamento per il Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali per autonomi e professionisti;
  • la proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione fino al 30 aprile 2021.
  • Per il sostegno alle imprese, è inoltre previsto un intervento diretto a ridurre i costi delle bollette elettriche.

LAVORO E BLOCCO ALLA POVERTA'

In tale ambito, il decreto prevede:

  • la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021;
  • la proroga della Cassa integrazione guadagni
  • il rifinanziamento, per 400 milioni di euro, del Fondo sociale per occupazione e formazione;
  • una indennità di 2.400 euro per i lavoratori stagionali e a tempo determinato e di importo variabile tra i 1.200 e i 3.600 euro per i lavoratori sportivi;
  • il rifinanziamento nella misura di 1 miliardo di euro, del fondo per il Reddito di Cittadinanza, al fine di tenere conto dell’aumento delle domande;
  • il rinnovo, per ulteriori tre mensilità, del Reddito di emergenza e l’ampliamento della platea dei potenziali beneficiari;
  • l’incremento di 100 milioni di euro del Fondo straordinario per il sostegno degli enti del terzo settore;
  • la proroga degli interventi per i lavoratori in condizioni di fragilità.

SICUREZZA E QUALITA' DELLA VITA

Per quanto riguarda la salute e la sicurezza, il testo prevede:

  • un ulteriore finanziamento di 2,1 miliardi per l’acquisto di vaccini e di 700 milioni per l’acquisto di altri farmaci anti-COVID;
  • la possibilità che aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale ricorrano allo svolgimento di prestazioni aggiuntive da parte di medici, infermieri e assistenti sanitari dipendenti, anche in deroga ai limiti vigenti in materia di spesa per il personale;
  • il coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale;
  • un sostegno al personale medico e sanitario, compreso quello militare;
  • la proroga al 31 maggio 2021 della possibilità di usufruire di strutture alberghiere o ricettive per ospitarvi persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata.

TERRITORIO

Per gli enti locali e territoriali è previsto un sostegno per la flessione del gettito dovuta alla pandemia, pari a circa 1 miliardo di euro per Comuni e città metropolitane sul 2021. Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome si prevede un intervento da 260 milioni e 1 miliardo per le Regioni a statuto ordinario per il rimborso delle spese sanitarie sostenute nell’anno 2020.

INTERVENTI DI SETTORE

Tra gli altri interventi settoriali, sono previsti:

  • un sostegno alle attività didattiche a distanza o integrate;
  • il rifinanziamento dei fondi previsti dalla legislazione in vigore per cultura, spettacolo, cinema e audiovisivo;
  • il rifinanziamento dei fondi per la funzionalità delle forze di polizia e delle forze armate;
  • un sostegno dedicato alle imprese del settore fieristico;
  • un fondo da 200 milioni di euro per il sostegno allo sviluppo e alla produzione di nuovi farmaci e vaccini per fronteggiare le patologie infettive in ambito nazionale;
  • un fondo da 200 milioni di euro, presso il Ministero dello sviluppo economico, per il sostegno alle grandi imprese in crisi a causa della pandemia, con l’esclusione di quelle del settore bancario e assicurativo;
  • l’istituzione, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, di un Fondo da 200 milioni di euro per l’anno 2021, da ripartire tra Regioni e Province autonome sulla base della proposta dagli stessi enti, da destinare al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite, incluse le attività commerciale o di ristorazione operanti nei centri storici e le imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati;
  • l’ulteriore finanziamento, del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

 

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Horizon Europe 2021-2024

HORIZON EUROPE 2021-2024: LA COMMISSIONE EU PUNTA SU DIGITALE E GREEN

L' HORIZON EUROPE 2021-2024 si compone di una forte spinta verso digitalizzazione ed economia Green. La pandemia impone all’Unione di accelerare due processi di transizione: quello Green e quello Digitale. Ciò è quanto rientra nei piani della Commissione europea per Horizon Europe, il documento che riporta le linee prioritarie di intervento per i prossimi 4 anni. Una decisione anche forzata dalla pandemia, che ci mette davanti alla necessità di accelerare su transizione digitale ed economia verde. E' bene ricordare che Horizon Europe è il programma di interventi dal budget molto importante: 95,5 miliardi di euro il cui quadro di riferimento è fino al 2027.

Obiettivo del programma è garantire che ricerca e innovazione contribuiscano alle priorità dell'unione, in grado di trasformare il continente in un territorio climaticamente neutrale e verde, adatto alla Digital ERA.

HORIZON EUROPE 2021-2024: IN COSA CONSISTE IL PROGETTO?

Il documento rappresenta il risultato di un lavoro corale che vede attivi più di 8 mila osservazioni e contributi inviati a tutti i player del continente grazie a Horizon Europe, il portale dedicato

4 principali orientamenti strategici che guideranno i programmi di ricerca e innovazione di Horizon Europe 2020 - 2024 e forniranno la base per costruire sinergie con altri programmi e fondi dell’UE, nonché investimenti nella ricerca e nell’innovazione a livello di Stati membri nel contesto dello Spazio europeo della ricerca.

  • Promuovere un’autonomia strategica aperta, guidando lo sviluppo di tecnologie digitali chiave, abilitanti ed emergenti, settori e catene di valore per accelerare e guidare le transizioni digitali e verdi, attraverso tecnologie e innovazioni incentrate sull’uomo
  • Ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità dell’Europa e gestire in modo sostenibile le risorse naturali per garantire la sicurezza alimentare e un ambiente pulito e sano
  • Fare dell’Europa la prima economia circolare, climaticamente neutrale e sostenibile abilitata dal digitale, attraverso la trasformazione dei suoi sistemi di mobilità, energia, costruzione e produzione
  • Creare una società europea più resiliente, inclusiva e democratica, preparata e reattiva alle minacce e ai disastri, affrontando le disuguaglianze e fornendo un’assistenza sanitaria di alta qualità, e mettendo in grado tutti i cittadini di contribuire alle transizione verde e digitale
  • Il Piano valuta, inoltre, gli impatti di ciascun orientamento sui vari cluster tematici individuati, che sono: salute; cultura, creatività e società inclusiva; sicurezza per la società civile; industria digitale e spazio e clima, energia e mobilità.

I 5 PILASTRI DELL'UNIONE EUROPEA 

29 partenariati co-programmati e co-finanziati con partner dei governi nazionali, dell’industria e delle organizzazioni della società civile. Questi vanno ad aggiungersi alle altre 10 annunciate dalla Commissione europea lo scorso 23 febbraio allo scopo di:

  • migliorare la preparazione e la risposta dell’Ue alle malattie infettive,
  • sviluppare aerei efficienti a basse emissioni di carbonio per un’aviazione pulita,
  • sostenere l’uso di materie prime biologiche rinnovabili nella produzione di energia,
  • di garantire la leadership europea nelle tecnologie e nelle infrastrutture digitali e di rendere più competitivo il trasporto ferroviario.

Adattamento al cambio climatico, salvaguardia degli oceani, città intelligenti, neutralità climatica e lotta al cancro: questi i 5 obiettivi, le 5 sfide dell'unione europea di Horizon 2020-2024.

8 TEMI SPECIFICI DA AGGIUNGERE ALLE MISSIONI

Gli 8 temi specifici dal Piano Strategico sono:

  • parità di genere e inclusività, importante anche alla luce delle conseguenze della pandemia, della violenza online, dell’intelligenza artificiale e della robotica, o della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico, che colpiscono in maniera più ampia e violenta le donne e i membri delle minoranze
  • etica e integrità, nel rispetto del Codice europeo per l’integrità della ricerca. Il Piano Strategico ribadisce, infatti, che i progetti e i partenariati finanziati dal Horizon Europe devono rispettare i principi fondamentali dell’Unione. Inoltre, il programma affronterà i temi etici legati allo sviluppo delle tecnologie della robotica e dell’intelligenza artificiale, analizzandone gli impatti sulla società
  • diffusione e valorizzazione su larga scala dei risultati delle ricerche e della conoscenza appresa attraverso i vari progetti di Horizon Europe
  • effettiva integrazione delle scienze sociali e umane in tutti i cluster, comprese tutte le missioni e i partenariati
  • la ricerca verrà portata avanti seguendo i principi della open science, in un’ottica di trasparenza e vicinanza e collaborazione
  • focus sulle tecnologie abilitanti (key enabling technologies). Ogni cluster svilupperà e applicherà tecnologie abilitanti ed emergenti, al fine di rispondere alle sfide relative alle missioni prioritarie individuate e a consolidare la competitività e la leadership europea in queste tecnologie
  • social innovation, ossia combinare le nuove capacità tecnologiche con nuove pratiche organizzative o sociali
  • tassonomia europea, con i principi introdotti dalla EU Taxonomy Regulation del giugno 2020, fornisce una “lista verde” di attività economiche sostenibili e introduce il principio del “non nuocere”, secondo il quale i progetti di recupero possono essere finanziati solo se sono in linea con le ambizioni verdi dell’Unione europea. Poiché il piano strategico definisce questo principio come una questione orizzontale per Horizon Europe, esso sarà rispettato in tutte le sue attività di ricerca e innovazione

 

 

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