export digitale

Export Digitale e non solo: contributi internazionalizzazione 2021

Export digitale: bonus 2021 

Come è possibile leggere negli articoli blog, il 2021 è un anno ricco di contributi per internazionalizzare il proprio business.

Il bonus Digital Export si aggiunge alle altre misure per aumentare il numero di imprese italiane (soprattutto PMI) che operano stabilmente sui mercati internazionali, nel 2021 Farnesina, ICE e SIMEST hanno in programma la promozione di numerosi contributi e incentivi all'internazionalizzazione.

In alcuni casi si tratta della riapertura o del potenziamento di strumenti già esistenti da tempo (è il caso dei Fondi SIMEST 394 e 295).

394-81 esamina ad aprile di tutte le domande

13.000 domande ricevute e un totale di 4 miliardi, questi i numeri del Fondo 394-81, strumento SIMEST per l'internazionalizzazione delle imprese.

Nonostante le domande siano state bloccate il 221 ottobre 2020, SIMEST concluderà di esaminare tutte le domande ricevute entro aprile con la conseguente ipotetica riapertura del Fondo.

Bonus Export Digitale 2021

Il 2021 sarà però anche l'anno del Bonus per l’export digitale, che è in corso di lancio.

Esso consiste in un voucher che sarà disponibile per le micro, piccole e medie imprese per migliorare la loro prestazione all’estero.

Il contributo potrà infatti essere usato per rivolgersi a provider di servizi digitali per avere siti web, ottenere servizi di traduzione, avere un boost pubblicitario o rivolgersi all’intermediazione digitale. Un nuovo strumento per la digitalizzazione dell’export, che si va a sommare ai voucher per i digital export manager che potranno essere richiesti dal 9 marzo.

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Scopri di più sulle opportunità dell'Impresa 4.0


Competence Center Made

Competence Center Made: 1,2 milioni per l'industria 4.0

1 MILIONE E 200 MILA EURO A SUPPORTO DEGLI INVESTIMENTI

Gli strumenti messi in moto dal Competence Center Made sono 1,2 milioni di euro a sostegno delle PMI che vogliano investire nell'industria 4.0.

Il bando prevede un portafoglio di servizi completo e orientato al supporto degli investimenti, con l’ausilio della finanza agevolata e di un accordo con un primario istituto bancario per la valutazione del finanziamento.

Il bando, che prevede un finanziamento a fondo perduto a copertura del 50% dell’investimento previsto, è stato progettato per promuovere lo sviluppo tecnologico e digitale, nonché la creazione di competenze specialistiche avanzate nel settore industriale, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, in coerenza con il quadro degli interventi del Piano nazionale Industria 4.0.

CHI PUO' PARTECIPARE AL BANDO DEL COMPETENCE CENTER MADE

Il bando è rivolto alle imprese (che possono partecipare singolarmente o in forma aggregata) che hanno una stabile organizzazione in Italia e siano in possesso dei seguenti requisiti (art. 4 del bando):

  • essere regolarmente costituite e iscritte presso il Registro delle imprese
  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • essere in regola con l’eventuale restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello Sviluppo Economico
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento (UE) n. 651/2014
  • non essere destinatarie delle sanzioni interdittive individuate dall’Art. 9 del D.Lgs. 231/2001 aventi per oggetto l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi
  • avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, decadenza o sospensione previste dall’Art. 67 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia). I soggetti sottoposti alla verifica antimafia sono quelli indicati nell’Art. 85 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159
  • non essere risultate destinatarie di una sentenza di condanna passata in giudicato o di un decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o di una sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, pronunciati per i reati di cui all’articolo 80, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nei confronti dei soggetti di cui al comma 3 dello stesso articolo 80
  • aver assolto gli obblighi contributivi ed essere in regola con le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro di cui al D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni.

In caso di partecipazione in forma aggregata, ciascuna impresa costituente l’aggregazione deve possedere i requisiti appena elencati.

CHE PROGETTI PRESENTARE

Ogni impresa può presentare uno o più progetti, ciascuno dei quali dovrà far riferimento ad almeno uno dei temi di Industria 4.0 applicati al contesto manifatturiero e che rientrano nelle aree e negli asset presenti in Made:

  • strategia Industria 4.0, realizzazione di un piano di adozione delle tecnologie digitali e delle competenze strategiche per garantire a l’azienda l’evoluzione verso l’Industria 4.0 in termini di efficienza e di efficacia dei processi, coerentemente agli obiettivi aziendali
  • progetti di innovazione, progetti di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale e di innovazione (di prodotto, di processo o di modelli organizzativi) necessari per sostenere la traduzione di idee innovative in concetti dimostrabili anche attraverso l’utilizzo delle 6 aree e dei 25 asset tecnologici presenti in Made
  • demo e test. Progetti di sviluppo di demo, prototipi, Proof of Concept (PoC) e Test-Bed in ambito Industria 4.0, utilizzando ambienti e strumenti tecnici, tecnologici e metodologici e know-how disponibili nelle 6 aree e nei 25 asset tecnologici presenti in Made
  • scouting tecnologico, individuazione delle tecnologie e dei partner tecnologici più adatti a sviluppare l’innovazione di prodotto e di processo, definendo una strategia tecnologica aziendale coerente con i trend che caratterizzano il settore
  • consulenza Tecnologica, attività di consulenza e studi di fattibilità finalizzati all’implementazione di soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali atte a migliorare i processi delle imprese in ottica Industria 4.0
  • validazione di progetti Industria 4.0, ovvero progetti di valutazione in merito all’adeguatezza delle tecnologie, delle metodologie e dell’esecuzione dei progetti di innovazione rispetto agli obiettivi prefissati e allo stato dell’arte.

I progetti presentati al Competence center made devono contenere un piano o di intervento dettagliato che evidenzi investimenti, costi e tempi (con una durata non superiore ai 12 mesi, con possibilità di una proroga, motivata, di ulteriori 6 mesi), oltre che la stima dei benefici economici per l’impresa in termini di riduzione di inefficienze, sprechi e costi e in termini di miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti.

SPESE AMISSIBILI

Il contributo massimo richiesto per l’agevolazione a fondo perduto di ciascun progetto non potrà superare il valore di 1 milione di euro.

Sono ammissibili al finanziamento da parte del Competence Center le spese per la ricerca contrattuale sostenute alle normali condizioni di mercato e le spese relative ai servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini del progetto presentato dall’impresa.

Per quanto concerne i finanziamenti concedibili secondo i criteri stabiliti dal bando, sono previste agevolazioni fondo perduto nella misura del 50% del costo totale delle spese ammissibili dedicate alle attività di ricerca industriale, attività di studi di fattibilità, attività di innovazione alle PMI e alle attività per l’innovazione dei processi e dell’organizzazione alle PMI.

COME FARE DOMANDA

Le proposte progettuali dovranno essere redatte e presentate in via esclusivamente telematica a partire dal giorno 01/03/2021 ed entro e non oltre il 20/04/2021.

La domanda Competence center made deve essere accompagnata da alcuni form che possono essere compilati direttamente sulla piattaforma e che prevedono i seguenti allegati:

  • allegato 1, dichiarazione sostitutiva d’atto notorio relativa al possesso dei requisiti di ammissibilità (firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un delegato in possesso dei necessari poteri)
  • allegato 2, descrizione della proposta progettuale
  • allegato 3, budget. La compilazione di tale allegato risulta facoltativa, verrà, infatti, richiesto di inserire l’entità dei costi per cui viene domandato un contributo direttamente sulla piattaforma. Ogni proponente ha però la facoltà di inserire ulteriori dettagli in merito alle spese previste dal progetto all’interno di tale allegato
  • allegato 4, dichiarazione di impegno a sottoscrivere un accordo di partenariato (qualora la proposta di progetto sia presentata da un numero di imprese superiore a uno) sottoscritto da ciascun partecipante dell’aggregazione di imprese
  • copia del documento di identità in corso di validità del soggetto che sottoscrive la domanda
  • procura (qualora la partecipazione di un’impresa non sia sottoscritta dal legale rappresentante)

 

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cultura crea

CULTURA CREA: AIUTO PER LA FILIERA CULTURALE E CREATIVA

CULTURA CREA IN GAZZETTA UFFICIALE

In gazzetta ufficiale il regime d'aiuto a sostegno della creazione e sviluppo di iniziative imprenditoriali nel settore cultura e turismo.

Invitalia gestisce così il decreto del ministero per i beni culturali e per il turismo sottoscritto il 10 dicembre 2020, diretto a valorizzare la filiera culturale e creativa delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

LE 3 NOVITA' DEL DECRETO MINISTERIALE

Tre sono le principali novità introdotte dal decreto:

  1. La platea dei beneficiari si allarga, per i progetti integrati, anche alle reti d'impresa.
  2. Al fine di favorire la conoscenza delle opportunità offerte da Cultura Crea, l'Autorità di gestione ha definito un piano di promozione e di supporto alla presentazione delle domande di finanziamento.
  3. Alla luce della pandemia di Covid-19, a favore delle imprese in possesso dei requisiti di accesso alle misure dell'iniziativa e che siano attive al 1° gennaio 2020, è riconosciuto un contributo a fondo perduto finalizzato alla copertura delle esigenze di capitale circolante, del valore massimo di 25mila euro.

Un ulteriore punto che viene chiarito a proposito della misura è relativo alle risorse a disposizione. Infatti, agli interventi previsti da Cultura Crea vengono assegnati anche fondi del Programma operativo complementare Cultura e sviluppo, al fine di assicurare la piena copertura finanziaria delle iniziative ammissibili e non agevolabili, nonchè dei contributi per il capitale circolante e delle azioni di tutoraggio, accompagnamento e promozione della misura.

LE 3 LINEE DELL'INTERVENTO

Cultura Crea può contare su budget di 107 milioni di euro, che può salire a 114 milioni, a sostegno di neo imprese e team di persone fisiche, PMI, imprese sociali e onlus attive nelle industrie creativa, culturale e turistica nelle Regioni del Mezzogiorno destinatarie del PON Cultura 2014-2020.

Il regime di aiuto per la filiera culturale e creativa nelle Regioni in ritardo di sviluppo - cioè Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia - è articolato in tre linee di intervento:

  • Nuove Imprese dell’industria culturale (Titolo II del DM dell'11 maggio 2016), con una dotazione finanziaria di 41,7 milioni di euro.
  • Imprese dell’industria culturale e turistica (Titolo III), con risorse per 37,8 milioni di euro.
  • Terzo settore nell’industria culturale (Titolo IV), a valere su risorse per 27,4 milioni di euro.
  • Nuove imprese dell’industria culturale.

NEOIMPRESE DEL MEZZOGIORNO

La prima linea di intervento è dedicata a due tipologie di beneficiari, ubicati nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia:

  • Le imprese dell’industria culturale, comprese le cooperative, costituite da non più di 36 mesi, iscritte nel Registro delle imprese e in regola con le norme vigenti.
  • Le persone fisiche che vogliono costituire un'impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.
  • In entrambi i casi sono ammessi agli aiuti i programmi di investimento avviati successivamente alla presentazione della domanda e da concludere entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Gli investimenti, di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare la creazione o l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree indicate:

  • Economia della conoscenza, cioè sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative e/o tecnologie chiave abilitanti per la creazione e/o l’implementazione di dati e informazioni in grado di accrescere, qualificare o innovare le modalità e gli strumenti di archiviazione, organizzazione, condivisione, accessibilità, e gestione delle conoscenze legate all’industria culturale.
  • Economia della conservazione, cioè sviluppo e applicazione di processi e protocolli innovativi nel quadro delle attività conservative - restauro, manutenzione, recupero, rifunzionalizzazione - relativamente a materiali, tecnologie, tecniche e strumenti adottati, con particolare riferimento alle attività di diagnostica di monitoraggio e di analisi per la valutazione della vulnerabilità, alle attività di prevenzione e di gestione dei rischi e dei fattori di degrado, ai materiali e alle tecniche di intervento, alle soluzioni impiantistiche innovative ed energeticamente efficienti, applicate al patrimonio materiale ed immateriale.
  • Economia della fruizione, che riguarda lo sviluppo di:
    • modalità e strumenti innovativi di offerta di beni e sistemi di beni in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio;
    • piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione, estendibili anche a specifiche categorie della domanda;
    • dispositivi e applicazioni a supporto e assistenza di specifici target di domanda e fruizione;
    • attività legate all’incremento dell’offerta collegata alla fruizione turistico culturale.
  • Economia della gestione, cioè sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali.

Le spese ammissibili alle agevolazioni comprendono:

  • macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili, purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione;
  • beni immateriali ad utilità pluriennale, quali programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate.

Nel limite del 20% dell'importo sono ammissibili anche le spese di gestione per:

  • personale interno qualificato;
  • servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • consulenze esterne specialistiche prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone fisiche dotate di documentate competenze in materia.

Due le forme di aiuto previste:

  • un finanziamento agevolato a tasso zero pari al 40% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;
  • un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili.

La somma del finanziamento agevolato a tasso zero e del contributo a fondo perduto, pari in linea di massima all’80% della spesa ammissibile, può essere incrementata al 90% nel caso in cui l’impresa richiedente abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

CULTURA CREA NELLE IMPRESE CULTURALI

La seconda linea di intervento riguarda le imprese che sono costituite in forma societaria da almeno 36 mesi, incluse le cooperative, con programmi di investimento nei settori dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali. In questo caso, l’unità produttiva dovrà essere ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016 (la Sicilia è esclusa).

I programmi di investimento, avviati dopo la presentazione della domanda di aiuto, potranno arrivare all'importo di 500mila euro e riguardare una delle tre aree di intervento indicate:

  • fruizione turistica e culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori,
  • promozione e comunicazione per la valorizzazione delle risorse culturali,
  • recupero e valorizzazione di produzioni locali di beni e servizi.

Le spese ammissibili per Cultura Crea corrispondono a quelle della prima linea di intervento, quindi investimenti materiali e immateriali e spese di gestione, nel limite del 20% dell'importo, per personale, servizi ICT e consulenze.

Due le forme agevolative:

  • un finanziamento agevolato senza interessi pari al 60% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;
  • un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese ammissibili.

Come nella prima linea di intervento, la somma degli incentivi sale dall'80% al 90% in caso di imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

TERZO SETTORE DI INDUSTRA CULTURALE

Il Terzo settore è il protagonista dell'ultima linee di intervento, destinata a imprese sociali, comprese le cooperative, e ONLUS, con unità produttiva ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016.

I programmi di investimento, da avviare dopo la presentazione della domanda e di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare:

  • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;
  • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio;
  • attività di animazione e partecipazione culturale.

Confermati anche in Cultura Crea gli investimenti in impianti e macchinari, da una parte, e software e brevetti, dall'altra, quali costi ammissibili, mentre le spese di gestione non sono ammesse per questa linea d'azione.

Escluse anche le agevolazioni in forma di finanziamenti, mentre i contributi a fondo perduto coprono l’80% delle spese ammissibili e possono salire al 90% per imprese femminili, giovanili e in possesso del rating di legalità.

 

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intrattenimento digitale

Intrattenimento digitale: fondo perduto per la realizzazione di un prototipo

FIRST PLAYABLE FUND O INTRATTENIMENTO DIGITALE

Fondo per l'intrattenimento digitale denominato First Playable Fund lanciato dal MiSE . Il suo scopo è quello di fungere da sostegno all'industria digitale nazionale.

In modo specifico il contributo nasce per accompagnare i business del settore nella concezione e pre-produzione dei videogiochi, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l'erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50% delle spese ammissibili e per un importo compreso da 10.000,00 euro a 200.000,00 euro per singolo prototipo.

Dall'8 febbraio la misura è comparsa in gazzetta ufficiale per un ammontare complessivo di 4 milioni di euro messi in campo.

 

VERSO QUALI PROGETTI?

Vengono ammessi progetti che prevedono:

  • la realizzazione di un singolo prototipo;
  • spese e costi ammissibili complessivamente non inferiori a euro 20.000,00 (ventimila);
  • avvio successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • ultimazione entro diciotto mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

 

CHI PUÒ BENEFICIARNE?

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:

  • svolgono, in via prevalente, l'attività economica di «Edizione di software» o «Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse»;
  • hanno sede legale nello Spazio economico europeo;
  • sono soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in Italia, cui sia riconducibile il prototipo;
  • hanno un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitali, sia nel caso di imprese individuali di produzione che di imprese costituite sotto forma di società di persone;
  • sono regolarmente costituite e iscritte come attive nel registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  • Sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • garantiscono, nel caso in cui si operi anche in settori diversi o si esercitino anche altre attività escluse dal campo di applicazione del regolamento de minimis, con mezzi adeguati quali la separazione delle attivita' o la distinzione dei costi, che le predette attività esercitate nei settori esclusi non beneficiano di aiuti concessi a norma del regolamento de minimis.

 

Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:

  • non abbiano restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • siano destinatarie di una sanzione interdittiva;
  • i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda.

QUANDO FARE DOMANDA A INTRATTENIMENTO DIGITALE

I termini e le modalità di accesso all’agevolazione saranno definiti con successivo provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero, pubblicato sul sito internet del Ministero (www.mise.gov.it) e per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con il medesimo provvedimento, saranno resi disponibili gli schemi in base ai quali devono essere presentate le domande di agevolazione e l'ulteriore documentazione utile allo svolgimento dell'attività istruttoria da parte del Ministero.

 

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I contributi a fondo perduto per moda

Contributi a fondo perduto per moda, tessile e accessori nel DL Rilancio - i dettagli

Contributi a fondo perduto per moda e settore fashion: come siamo messi? Questa è una domanda che ci è stata posta spesso dai clienti del settore.

In Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo economico che spiega come ottenere i finanziamenti previsti dal dl Rilancio per le piccole imprese dell’industria del fashion.

A disposizione ci sono 5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto per progetti innovativi, ispirati ai principi dell’economia circolare o che sfruttano le nuove tecnologie digitali. Tra i criteri di valutazione anche la promozione di giovani talenti.

I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER MODA E TESSILE NEL DECRETO RILANCIO

I contributi a fondo perduto per moda e fashion sono stati previsti dall'art. 38 bis del decreto Rilancio, insieme al credito d’imposta del 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino.

In base al decreto attuativo, i finanziamenti potranno coprire fino al 50% delle spese per la realizzazione di progetti finalizzati:

  • alla realizzazione di nuovi elementi di design;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
  • alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali;
  • al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili, in linea con i principi dell’economia circolare.

Gli investimenti, da avviare presso sedi operative ubicate in Italia, successivamente alla data di presentazione della domanda di aiuto, devono essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Le spese ammissibili, che vanno dall'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, all'acquisizione di brevetti, fino alla formazione del personale, devono essere comprese tra un minimo di 50mila e un massimo di 200mila euro.

L'importo dell'aiuto, quindi, può arrivare a un massimo di 100mila euro.

CHI PUÒ PARTECIPARE AL BANDO DEL MISE

Le agevolazioni possono essere richieste solo da imprese di piccola dimensione, non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione.

Tali imprese devono risultare iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di cinque anni, svolgere in Italia una o più delle attività economiche classificate dai codici ATECO elencati nel decreto del MISE, essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie, in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi e non avere ancora distribuito utili.

Il provvedimento specifica inoltre che, oltre alle imprese che non erano in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019, sono ammesse ai contributi a fondo perduto per moda e fashion anche quelle che lo sono diventate nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021.

DOMANDE A INVITALIA

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, fino all'esaurimento dei 5 milioni di euro stanziati dal dl Rilancio. I termini e le modalità di presentazione delle domande a Invitalia, cui il Ministero ha affidato la gestione del regime di aiuto, saranno stabiliti con un provvedimento del del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del MISE.

Invitalia valuterà le domande in ordine di arrivo sulla base di criteri che riguardano le competenze tecniche, organizzative e gestionali dell’impresa proponente, la chiarezza e la qualità della proposta progettuale e la sostenibilità economico-finanziaria del progetto. Un punteggio ulteriore sarà riconosciuto sulla base dell'incidenza sull'organico aziendale di giovani di età non superiore a 35 anni, compresi gli eventuali soci della società.

Le imprese ammesse riceveranno le agevolazioni in non più di due quote, in relazione alle spese effettivamente sostenute, sul conto corrente indicato nella richiesta di erogazione.

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