Marche: Bando da 2,4 Milioni Euro Investimenti Tecnologici e Smart Working
In arrivo bando per Investimenti Tecnologici e Smart Working nelle Marche
Lo strumento, messo a disposizione dalla Regione Marche, è un bando, di prossima emanazione, finanziato con 2,4 milioni di euro a fondo perduto (60% delle spese fino a 10.000 € Misura B e 40.000 € Misura A)
Il bando sarà proiettato a incentivare lo sviluppo di piani aziendali delle piccole e medie imprese per dare una spinta dalla regione del centro Italia verso nuovi linguaggi appartenenti al mondo della digitalizzazione, delle nuove tecnologie 4.0 e dello smart working.
I contributi saranno concessi con procedura “a sportelo con rendicontazione” (ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento dei fondi disponibili).
“L’utilizzo delle nuove tecnologie, nell’ottica dell’Impresa 4.0 diventa di assoluta importanza nell’attuale fase di ripresa, in quanto consentirà di riorganizzarsi e di ristrutturarsi in sicurezza – commenta l’assessora alle Attività produttive, Manuela Bora - Incentivando processi di automazione e di interconnessione, si agevolerà la ripartenza degli investimenti privati, fortemente penalizzati dalla pandemia, attraverso una maggiore flessibilità produttiva e un abbattimento dei costi generali”.
L’assessora evidenzia, inoltre, che “l’adozione di modelli 4.0 accresce il potenziale competitivo dell’economia regionale, favorendo l’ammodernamento, il rilancio produttivo, l’attrazione di investimenti, la creazione di occupazione e la valorizzazione professionale del capitale umano. Il lockdown ha interrotto le attività economiche, ora la Regione Marche aiuterà le imprese a ripartire con il piede giusto e un’ottimale gestione del lavoro”.
Gli interventi, sostenuti dal bando, andranno realizzati dalle micro, piccole, medie imprese, in forma singola, secondo le due linee di intervento previste: miglioramento dell’efficienza aziendale mediante nuove tecnologie digitali 4.0 (tra cui automazione industriale, smart and digital factories, robotica avanzata e collaborativa, interfacce remote uomo-macchina, cybersicurezza, big data, realtà virtuale e realtà aumentata), adozione di modelli di smart working nelle differenti funzioni aziendali e acquisizione della relativa strumentazione, inclusi sistemi di configurazione prodotto per piattaforme B2C e B2B.
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Incentivi Mise e futuro dell'Impresa 4.0 plus
MISE: IL PIANO IMPRESA 4.0 PLUS
A settembre sarà presentato il Piano Rilancio su cui stanno attualmente lavorando Mise e parti economico sociali. Tre le riforme contenute nel piano è prevista una proroga e potenziamento del Piano Transizione 4.0 e l’introduzione di un inedito “Piano Impresa 4.0 Plus” dedicato alle tecnologie di frontiera.
Il Recovery Fund europeo Next Generation EU sarà probabilmente attiveranno con ogni probabilità le risorse necessarie all'attivazione degli interventi. Le misure saranno contenute nella prossima legge di bilancio.
A oggi è possibile delineare le possibili connotazioni del piano del Mise. Se su proroga e potenziamento del Piano Transizione 4.0 le idee del Mise si stanno delineando (triennalizzazione degli incentivi e aumento di aliquote e tetti di spesa degli investimenti in beni materiali e immateriali oltre che su attività di Ricerca & Sviluppo e innovazione), finora non era affatto chiaro come sarà composto il Piano Impresa 4.o Plus. Oggi abbiamo qualche dettaglio in più:
“Prevediamo dal 2021 un rafforzamento del 4.0 con il Piano Impresa 4.0 Plus, per il quale stiamo pensando a due elementi (...) Al di là di tutte le agevolazioni e degli incentivi fiscali su chi fa innovazione più tradizionale, il Piano Impresa 4.0 Plus sarà rivolto a chi utilizza tecnologie di frontiera come l’Intelligenza Artificiale, il Quantum Computing, la Blockchain (tecnologie a oggi non ancora completamente mature) e le applicherà per ottenere degli obiettivi che riguardano ad esempio la sicurezza sul lavoro (affrontare il tema del distanziamento sociale nelle linee produttive), la transizione verde, o chi si concentrerà non nell’innovazione dei processi ma nell’innovazione dei prodotti.”
Queste le parole del Ministro Patuanelli nel corso di un incontro con i giovani della startup politica Yezers. L’incentivo infatti sarà infatti dedicato a investimenti su “tecnologie” e “obiettivi”.
I progetti di trasformazione dei processi aziendali sono infatti già incentivati dal credito d’imposta maggiorato dal 6% al 10% per l’innovazione digitale 4.0. Questi lavori devono appunto avvenire attraverso l’integrazione e l’interconnessione dei fattori, e tra gli obiettivi di innovazione digitale 4.0 ammissibili (chiariti dal recente decreto attuativo del Mise) figura, a titolo d’esempio, anche “l’introduzione di soluzioni specifiche di blockchain, cybersecurity, edge e cloud computing, a potenziamento e arricchimento e per garantire la sicurezza delle soluzioni descritte nei punti precedenti”.
E PER CHI TORNA A PRODURRE NEL NOSTRO PAESE?
Il ministro ha ricordato un’ipotesi da lui stesso già annunciata per ridurre il cuneo fiscale delle imprese sul costo del lavoro: legare al reshoring (il rientro in Italia di aziende dall’estero) appunto una defiscalizzazione del costo del lavoro. Sempre sullo stesso argomento il Ministro del Mise aveva già avanzato un’altra ipotesi: l’iperammortamento sui beni delle aziende che riportano la produzione in Italia.
“Spesso paghiamo il dumping salariale rispetto alle produzioni negli altri Paesi: le multinazionali spostano le produzioni all’estero perché trovano un costo del lavoro molto inferiore al nostro”, ha proseguito il Ministro. “Vogliamo affrontare questo problema con delle politiche di reshoring: la defiscalizzazione del costo del lavoro per chi riporta nel nostro Paese produzioni delocalizzate. Dobbiamo però fare attenzione a non creare l’effetto opposto: l’impresa che ha mantenuto la produzione in Italia potrebbe lamentare di non avere nessun vantaggio. Potrebbe essere una disimmetria di concorrenza che dobbiamo evitare. Stiamo affrontando l’argomento ma vogliamo farlo con le pinze perché è molto delicato”.
Bando Umbria: internazionalizzazione digitale
Nuovo strumento per favorire i percorsi di internazionalizzazione digitale dedicato a:
- micro imprese
- piccole imprese
- medie imprese
Il bando prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto per le imprese che si avvalgano di servizi di consulenza specialistica volti ad assicurare all’impresa un affiancamento durante le fasi del processo di internazionalizzazione digitale.
Sono ammissibili a contributo:
- servizi di affiancamento specialistico all’internazionalizzazione
- servizi specialistici per l’internazionalizzazione
- servizi di promozione digitale in mercati esteri
- servizi per l’adeguamento tecnico in mercati internazionali
La misura si compone di importanti elementi di novità rispetto al passato. Le imprese, infatti, si potranno avvalere della consulenza non solo di Temporary Export Manager ma anche di Digital Export Manager, figure professionali specializzate nella promozione digitale dell’impresa nei mercati esteri. Ulteriore elemento di novità riguarda la possibilità di avvalersi di servizi di consulenza per implementare soluzioni digitali quali show room virtuali, piattaforme VR/AR, siti web, e-commerce e sostegno nel posizionamento dell'offerta sui canali commerciali digitali prescelti verso i mercati esteri selezionati.
Il contributo inoltre varierà in funzione del grado di internazionalizzazione digitale dell’impresa, al fine specifico di favorire il posizionamento degli operatori economici umbri nei mercati esteri. Le imprese con un fatturato derivante dall’esportazione nel 2019 al di sotto del 10% riceveranno un contributo fino al 70% della spesa, le imprese con un fatturato realizzato in mercati esteri tra il 10% e il 40% un contributo pari al 60% e le rimanenti pari al 50%.
Il bando prevede inoltre una nuova procedura di valutazione delle domande finalizzata a valorizzare la qualità dei progetti presentati. Il bando verrà pubblicato il 7 luglio 2020, Sviluppumbria Spa sarà organismo intermedio e la compilazione delle domande potrà essere effettuata utilizzando esclusivamente il servizio on line.
Per l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Innovazione, Digitale e Semplificazione Michele Fioroni si tratta di “un bando che mira a supportare le imprese nel processo di internazionalizzazione e in particolar modo a favorire l’internazionalizzazione delle imprese con basso di indice di esportazione. La struttura del bando infatti prevede contributi differenziati in base all’esportazioni realizzate. Il bando presenta poi importanti elementi di innovazione digitale, fortemente voluti da questa Giunta, in considerazione della previsione che l’emergenza Covid-19 contribuirà a determinare un inevitabile mutamento del paradigma in tema di mercati internazionali. L’internazionalizzazione delle imprese è traino della crescita in numerosi settori e ad oggi fattore di debolezza della nostra Regione. La finalità della misura è dunque quello di favorire uno sviluppo mirato del settore”.
Friuli-Venezia Giulia: 18 Milioni di Euro per 2 Bandi rivolti alle Imprese
18 MILIONI, 2 BANDI
18 milioni alle imprese per far fronte alle difficoltà emerse con la pandemia. La Giunta regionale ha approvato la riprogrammazione dei programmi comunitari Por-Fesr 2014-2020 che andranno a sostegno di due bandi distinti:
- Il primo prevede 9 milioni di euro e andrà a finanziare gli interventi per l'Innovazione e industrializzazione dei risultati della ricerca. L'azione, individuata come uno dei principali provvedimenti anticrisi, è stata drasticamente semplificata nelle procedure e condizioni di ingresso; sono infatti stati eliminati i criteri di valutazione a suo tempo previsti, riducendo i tempi di selezione delle operazioni finanziabili.
- Il secondo bando, denominato 'Impresa Sicura', potrà contare anch'esso su risorse pari a 9 milioni di euro con i quali sostenere l'acquisto di strumentazione, dispositivi di protezione individuale, materiali, prodotti o servizi per la sanificazione degli ambienti. Anche in questo caso, per dare una risposta tempestiva alle specifiche esigenze delle piccole e medie imprese, sono state semplificate le condizioni di ingresso al bando.
Con un'altra delibera, sempre proposta dell'assessore Zilli, la Giunta ha preso provvedimenti in merito a garanzie e tassi di interesse agevolati sui prestiti. In particolare, si è deciso che si potranno concedere alle piccole e medie imprese non tenute alla pubblicazione del bilancio di esercizio e alle microimprese garanzie e tassi d'interesse agevolati per prestiti il cui importo massimo potrà essere aumentato fino a coprire il fabbisogno di liquidità, determinato sulla base di un'autocertificazione del beneficiario, dal momento della concessione per i seguenti 18 mesi.
Potranno inoltre essere concessi alle imprese della Regione, in aggiunta ai prestiti al tasso d'interesse agevolato definito nel Dl Rilancio con durata fino a 6 anni, prestiti a tasso di interesse fisso con una durata fino a 8 anni. "In un momento di grande emergenza come quello attuale che stanno affrontando le imprese della nostra regione a seguito della pandemia - ha spiegato l'assessore alle Finanze Barbara Zilli - la giunta continua ad essere impegnata nel cercare risorse per dare risposte concrete al mondo produttivo regionale. La riprogrammazione dei fondi comunitari va quindi in questa direzione, prevedendo non solo nuove risorse ma anche semplificando le procedure per consentire agli imprenditori una più agevole presentazione delle istanze".
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LOMBARDIA: "REATTIVI CONTRO IL COVID"
Apertura sportello dall’8 luglio 2020 (ore 12:00) fino al 15 ottobre 2020
Aperto il Bando "Reattivi Contro il Covid" della Regione Lombardia.
OBIETTIVO
Sostenere le imprese nei progetti di ampliamento delle capacità delle unità produttive già adibite alla produzione di dispositivi medici (DM) o di dispositivi di protezione individuale (DPI).
Inoltre, è possibile finanziare la riconversione delle unità produttive finalizzata alla produzione di dispositivi medici o anche di dispositivi di protezione individuale.
A CHI SI RIVOLGE
Gli incentivi possono essere concessi a:
- micro, piccole e medie Imprese (secondo la definizione di cui all’Allegato 1 del Regolamento UE 651/2014 del 17 giugno 2014);
- iscritte al registro delle imprese e attive da almeno 24 mesi;
- aventi almeno una sede operativa o un’unità locale in Lombardia:
- operanti nei settori del Manifatturiero (di cui al Codice ATECO C) e dell’Artigianato (sempre codice Ateco C, iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese della Camere di Commercio), escluso il settore agricolo, come risultante da visura camerale codice ATECO primario o prevalente.
Non devono sussistere cause di divieto, decadenza o sospensione ex art. 67 del medesimo D. Lgs. 06/09/2011, n. 159 (c.d. Codice delle leggi antimafia) e non devono essere in difficoltà ai sensi del regolamento generale di esenzione per categoria (GBER n. 651/2014) alla data del 31 dicembre 2019 (possono essere entrate in difficoltà successivamente a causa dell’epidemia di COVID-19).
PORTATA DELLA MISURA
La dotazione finanziaria messa a disposizione da Regione Lombardia è di 10 milioni di euro (di cui 8,5 milioni per i DPI e 1,5 milioni per i DM).
È previsto inoltre un overbooking del 10% della dotazione finanziaria di 10 milioni di euro, il cui utilizzo è subordinato all’effettiva destinazione delle risorse mediante apposita delibera di Giunta.
AGEVOLAZIONE
L’agevolazione si configura come un contributo a fondo perduto pari al 75% delle spese considerate ammissibili, nel limite massimo di 500 mila euro. L’investimento minimo è fissato in 40 mila euro.
Il contributo è concesso secondo la seguente gradualità:
- fino a 500 mila euro se l’investimento si completa e si avvia la produzione entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente Bando;
- fino a 400 mila euro se l’investimento si completa e si avvia la produzione entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del Bando;
- fino a 300 mila se l’investimento si completa e si avvia la produzione entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del Bando.
Il contributo è al lordo della ritenuta di legge del 4%.
CHE TIPO DI FINANZIAMENTI COPRE
Sono ammissibili i programmi di investimento volti:
- all’ampliamento della capacità delle medesime unità produttive già adibite alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale;
- alla riconversione delle unità produttive finalizzata alla produzione di dispositivi medici, di mascherine chirurgiche ai sensi degli artt. 15 e 16. Del D.L. 18/2020 e di altri dispositivi di protezione individuale.
SPESE SOSTENIBILI
Le spese possono essere state sostenute prima della presentazione della domanda, ma successivamente all’8 marzo 2020.
Sono ammissibili al contributo, al netto di IVA, le spese necessarie (comprovate da fatture o documentazione equivalente) alla realizzazione degli investimenti indicati negli interventi ammissibili, nel rispetto delle finalità dell’iniziativa:
- acquisto di nuovi macchinari, e/o adeguamenti di quelli esistenti, acquisto di impianti di produzione ed attrezzature, comprensivi di costi di trasporto, collaudo e formazione connessa all’introduzione e all’utilizzo degli stessi. I costi accessori sono ammissibili solo se presenti nella fattura di acquisto dei beni;
- opere murarie strettamente necessarie alla installazione dei macchinari di cui alla voce di spesa a) e adeguamento della relativa impiantistica per un valore massimo del 20°% dei beni di cui alla voce di spesa a);
- programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’azienda, connessi all’investimento nella voce di spesa a);
- costi per i test di laboratorio e certificazione di DM e DPI;
- spese generali, fino al massimo del 10% delle spese ritenute ammissibili alle precedenti voci di spesa, relative al costo sostenuto per: - garanzia fidejussione bancaria - asseverazione della relazione tecnica - presentazione della pratica – utenze.
MODALITA' DI PRESENTAZIONE DOMANDA
L’impresa presenterà la richiesta di contributo dopo aver effettuato l’investimento, ultimato i lavori di installazione e avviato la produzione, allegando i relativi giustificativi di spesa.
La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa Bandi online a partire dalle ore 12:00 dell’8 luglio 2020.
Il Bando è attuato tramite procedimento valutativo a sportello a rendicontazione, che rimarrà aperto sino a esaurimento delle risorse messe a dotazione finanziaria e comunque non oltre le ore 12:00 del 15 ottobre 2020.
Ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda per una sola tipologia di investimento (ampliamento o riconversione dell’attività produttiva) e per una sola macrotipologia di dispositivi (DPI o DM). La domanda potrà altresì riguardare la produzione di più dispositivi appartenenti alla stessa macrotipologia.
Potranno presentare domanda le imprese alle quali è stato concesso il contributo previsto da INVITALIA con la misura CURA ITALIA (ex art. 5 del DL 18/2020):
- per investimenti e spese ammissibili che non siano state già oggetto di contributo da parte di INVITALIA;
- per la parte non eccedente il limite del tetto stabilito dal regime di aiuto Temporary Framework sez. 3.1.
Non saranno ammesse le domande prive della Relazione Tecnica di Progetto Asseverata (Allegato 7 del Bando).
Il soggetto beneficiario dell’agevolazione, a garanzia del rispetto degli obblighi inerenti le norme antidelocalizzazione ex dgr 31.7.2019 n. 1993, è tenuto alla presentazione di una garanzia fidejussoria bancaria (di 5 anni) pari al valore complessivo dell’aiuto di stato concesso.
Il processo di istruttoria si conclude in 45 gg salvo interruzione per richiesta di chiarimenti ovvero per sospensione dei termini ex art. 6 della legge regionale 1/2012, per gli eventuali approfondimenti richiesti dalle Prefetture in attuazione delle disposizioni del D.lgs 159/2011.
Il contributo verrà erogato ai beneficiari da Finlombarda in un’unica soluzione a saldo, entro 1 mese dalla data di ricezione della garanzia fidejussoria bancaria.
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