Sanificazione e DPI: Adeguamento ambienti di lavoro
PUBBLICATI PROVVEDIMENTI ATTUATIVI E CIRCOLARE ESPLICATIVA
Ad oggi varato il provvedimento dell'Agenzia delle entrate che rende accessibili i modelli e le istruzioni per accedere ai crediti d'imposta introdotti dal Dl Rilancio atto a coprire spese di:
- Sanificazione
- Acquisto dispositivi di protezione individuale
- spese di adeguamento degli ambienti di lavoro
Allo stesso modo viene pubblicata sul sito la Circolare 20/E con cui l'istituto fornisce i primi chiarimenti interpretativi e gli indirizzi operativi sui due crediti d'imposta.
AL VIA LA PUBBLICAZIONE DEL MODELLO DI COMUNICAZIONE DELLE SPESE
Il modello per la comunicazione delle spese ammissibili al credito di imposta deve essere inviato accedendo all'area riservata del sito e tramite i canali telematici dell'Agenzia. Sono necessari 5 giorni per attendere la risposta dell'Agenzia. E' possibile anche per i soggetti di comunicare all’Agenzia delle Entrate di optare, invece che per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, per la cessione, anche parziale, dei crediti stessi ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.
FRUIBILITA' DEI CREDITI
Una circolare definisce la fruibilità dei crediti sottolineando che tra i beneficiari sono compresi gli operatori impiegati nel settore pubblico come
- bar
- ristoranti
- alberghi
- teatri
- cinema
Inclusi anche:
- forfetari
- gli imprenditori
- le imprese agricole sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa,
- le associazioni
- fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore possono fruire dei crediti
Per questi ultimi, la circolare ritiene applicabile l’estensione del beneficio anche se non esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività d’impresa. Chiarimenti inoltre anche nel caso in cui le attività di sanificazione non siano effettuate da operatori professionisti, risultando ammissibili anche le spese di sanificazione degli ambienti collegate alle attività svolte in economia dal soggetto beneficiario, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori.
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Marche: Bando da 2,4 Milioni Euro Investimenti Tecnologici e Smart Working
In arrivo bando per Investimenti Tecnologici e Smart Working nelle Marche
Lo strumento, messo a disposizione dalla Regione Marche, è un bando, di prossima emanazione, finanziato con 2,4 milioni di euro a fondo perduto (60% delle spese fino a 10.000 € Misura B e 40.000 € Misura A)
Il bando sarà proiettato a incentivare lo sviluppo di piani aziendali delle piccole e medie imprese per dare una spinta dalla regione del centro Italia verso nuovi linguaggi appartenenti al mondo della digitalizzazione, delle nuove tecnologie 4.0 e dello smart working.
I contributi saranno concessi con procedura “a sportelo con rendicontazione” (ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento dei fondi disponibili).
“L’utilizzo delle nuove tecnologie, nell’ottica dell’Impresa 4.0 diventa di assoluta importanza nell’attuale fase di ripresa, in quanto consentirà di riorganizzarsi e di ristrutturarsi in sicurezza – commenta l’assessora alle Attività produttive, Manuela Bora - Incentivando processi di automazione e di interconnessione, si agevolerà la ripartenza degli investimenti privati, fortemente penalizzati dalla pandemia, attraverso una maggiore flessibilità produttiva e un abbattimento dei costi generali”.
L’assessora evidenzia, inoltre, che “l’adozione di modelli 4.0 accresce il potenziale competitivo dell’economia regionale, favorendo l’ammodernamento, il rilancio produttivo, l’attrazione di investimenti, la creazione di occupazione e la valorizzazione professionale del capitale umano. Il lockdown ha interrotto le attività economiche, ora la Regione Marche aiuterà le imprese a ripartire con il piede giusto e un’ottimale gestione del lavoro”.
Gli interventi, sostenuti dal bando, andranno realizzati dalle micro, piccole, medie imprese, in forma singola, secondo le due linee di intervento previste: miglioramento dell’efficienza aziendale mediante nuove tecnologie digitali 4.0 (tra cui automazione industriale, smart and digital factories, robotica avanzata e collaborativa, interfacce remote uomo-macchina, cybersicurezza, big data, realtà virtuale e realtà aumentata), adozione di modelli di smart working nelle differenti funzioni aziendali e acquisizione della relativa strumentazione, inclusi sistemi di configurazione prodotto per piattaforme B2C e B2B.
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Incentivi Mise e futuro dell'Impresa 4.0 plus
MISE: IL PIANO IMPRESA 4.0 PLUS
A settembre sarà presentato il Piano Rilancio su cui stanno attualmente lavorando Mise e parti economico sociali. Tre le riforme contenute nel piano è prevista una proroga e potenziamento del Piano Transizione 4.0 e l’introduzione di un inedito “Piano Impresa 4.0 Plus” dedicato alle tecnologie di frontiera.
Il Recovery Fund europeo Next Generation EU sarà probabilmente attiveranno con ogni probabilità le risorse necessarie all'attivazione degli interventi. Le misure saranno contenute nella prossima legge di bilancio.
A oggi è possibile delineare le possibili connotazioni del piano del Mise. Se su proroga e potenziamento del Piano Transizione 4.0 le idee del Mise si stanno delineando (triennalizzazione degli incentivi e aumento di aliquote e tetti di spesa degli investimenti in beni materiali e immateriali oltre che su attività di Ricerca & Sviluppo e innovazione), finora non era affatto chiaro come sarà composto il Piano Impresa 4.o Plus. Oggi abbiamo qualche dettaglio in più:
“Prevediamo dal 2021 un rafforzamento del 4.0 con il Piano Impresa 4.0 Plus, per il quale stiamo pensando a due elementi (...) Al di là di tutte le agevolazioni e degli incentivi fiscali su chi fa innovazione più tradizionale, il Piano Impresa 4.0 Plus sarà rivolto a chi utilizza tecnologie di frontiera come l’Intelligenza Artificiale, il Quantum Computing, la Blockchain (tecnologie a oggi non ancora completamente mature) e le applicherà per ottenere degli obiettivi che riguardano ad esempio la sicurezza sul lavoro (affrontare il tema del distanziamento sociale nelle linee produttive), la transizione verde, o chi si concentrerà non nell’innovazione dei processi ma nell’innovazione dei prodotti.”
Queste le parole del Ministro Patuanelli nel corso di un incontro con i giovani della startup politica Yezers. L’incentivo infatti sarà infatti dedicato a investimenti su “tecnologie” e “obiettivi”.
I progetti di trasformazione dei processi aziendali sono infatti già incentivati dal credito d’imposta maggiorato dal 6% al 10% per l’innovazione digitale 4.0. Questi lavori devono appunto avvenire attraverso l’integrazione e l’interconnessione dei fattori, e tra gli obiettivi di innovazione digitale 4.0 ammissibili (chiariti dal recente decreto attuativo del Mise) figura, a titolo d’esempio, anche “l’introduzione di soluzioni specifiche di blockchain, cybersecurity, edge e cloud computing, a potenziamento e arricchimento e per garantire la sicurezza delle soluzioni descritte nei punti precedenti”.
E PER CHI TORNA A PRODURRE NEL NOSTRO PAESE?
Il ministro ha ricordato un’ipotesi da lui stesso già annunciata per ridurre il cuneo fiscale delle imprese sul costo del lavoro: legare al reshoring (il rientro in Italia di aziende dall’estero) appunto una defiscalizzazione del costo del lavoro. Sempre sullo stesso argomento il Ministro del Mise aveva già avanzato un’altra ipotesi: l’iperammortamento sui beni delle aziende che riportano la produzione in Italia.
“Spesso paghiamo il dumping salariale rispetto alle produzioni negli altri Paesi: le multinazionali spostano le produzioni all’estero perché trovano un costo del lavoro molto inferiore al nostro”, ha proseguito il Ministro. “Vogliamo affrontare questo problema con delle politiche di reshoring: la defiscalizzazione del costo del lavoro per chi riporta nel nostro Paese produzioni delocalizzate. Dobbiamo però fare attenzione a non creare l’effetto opposto: l’impresa che ha mantenuto la produzione in Italia potrebbe lamentare di non avere nessun vantaggio. Potrebbe essere una disimmetria di concorrenza che dobbiamo evitare. Stiamo affrontando l’argomento ma vogliamo farlo con le pinze perché è molto delicato”.
Friuli-Venezia Giulia: 18 Milioni di Euro per 2 Bandi rivolti alle Imprese
18 MILIONI, 2 BANDI
18 milioni alle imprese per far fronte alle difficoltà emerse con la pandemia. La Giunta regionale ha approvato la riprogrammazione dei programmi comunitari Por-Fesr 2014-2020 che andranno a sostegno di due bandi distinti:
- Il primo prevede 9 milioni di euro e andrà a finanziare gli interventi per l'Innovazione e industrializzazione dei risultati della ricerca. L'azione, individuata come uno dei principali provvedimenti anticrisi, è stata drasticamente semplificata nelle procedure e condizioni di ingresso; sono infatti stati eliminati i criteri di valutazione a suo tempo previsti, riducendo i tempi di selezione delle operazioni finanziabili.
- Il secondo bando, denominato 'Impresa Sicura', potrà contare anch'esso su risorse pari a 9 milioni di euro con i quali sostenere l'acquisto di strumentazione, dispositivi di protezione individuale, materiali, prodotti o servizi per la sanificazione degli ambienti. Anche in questo caso, per dare una risposta tempestiva alle specifiche esigenze delle piccole e medie imprese, sono state semplificate le condizioni di ingresso al bando.
Con un'altra delibera, sempre proposta dell'assessore Zilli, la Giunta ha preso provvedimenti in merito a garanzie e tassi di interesse agevolati sui prestiti. In particolare, si è deciso che si potranno concedere alle piccole e medie imprese non tenute alla pubblicazione del bilancio di esercizio e alle microimprese garanzie e tassi d'interesse agevolati per prestiti il cui importo massimo potrà essere aumentato fino a coprire il fabbisogno di liquidità, determinato sulla base di un'autocertificazione del beneficiario, dal momento della concessione per i seguenti 18 mesi.
Potranno inoltre essere concessi alle imprese della Regione, in aggiunta ai prestiti al tasso d'interesse agevolato definito nel Dl Rilancio con durata fino a 6 anni, prestiti a tasso di interesse fisso con una durata fino a 8 anni. "In un momento di grande emergenza come quello attuale che stanno affrontando le imprese della nostra regione a seguito della pandemia - ha spiegato l'assessore alle Finanze Barbara Zilli - la giunta continua ad essere impegnata nel cercare risorse per dare risposte concrete al mondo produttivo regionale. La riprogrammazione dei fondi comunitari va quindi in questa direzione, prevedendo non solo nuove risorse ma anche semplificando le procedure per consentire agli imprenditori una più agevole presentazione delle istanze".
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Bando Umbria: internazionalizzazione digitale
Nuovo strumento per favorire i percorsi di internazionalizzazione digitale dedicato a:
- micro imprese
- piccole imprese
- medie imprese
Il bando prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto per le imprese che si avvalgano di servizi di consulenza specialistica volti ad assicurare all’impresa un affiancamento durante le fasi del processo di internazionalizzazione digitale.
Sono ammissibili a contributo:
- servizi di affiancamento specialistico all’internazionalizzazione
- servizi specialistici per l’internazionalizzazione
- servizi di promozione digitale in mercati esteri
- servizi per l’adeguamento tecnico in mercati internazionali
La misura si compone di importanti elementi di novità rispetto al passato. Le imprese, infatti, si potranno avvalere della consulenza non solo di Temporary Export Manager ma anche di Digital Export Manager, figure professionali specializzate nella promozione digitale dell’impresa nei mercati esteri. Ulteriore elemento di novità riguarda la possibilità di avvalersi di servizi di consulenza per implementare soluzioni digitali quali show room virtuali, piattaforme VR/AR, siti web, e-commerce e sostegno nel posizionamento dell'offerta sui canali commerciali digitali prescelti verso i mercati esteri selezionati.
Il contributo inoltre varierà in funzione del grado di internazionalizzazione digitale dell’impresa, al fine specifico di favorire il posizionamento degli operatori economici umbri nei mercati esteri. Le imprese con un fatturato derivante dall’esportazione nel 2019 al di sotto del 10% riceveranno un contributo fino al 70% della spesa, le imprese con un fatturato realizzato in mercati esteri tra il 10% e il 40% un contributo pari al 60% e le rimanenti pari al 50%.
Il bando prevede inoltre una nuova procedura di valutazione delle domande finalizzata a valorizzare la qualità dei progetti presentati. Il bando verrà pubblicato il 7 luglio 2020, Sviluppumbria Spa sarà organismo intermedio e la compilazione delle domande potrà essere effettuata utilizzando esclusivamente il servizio on line.
Per l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Innovazione, Digitale e Semplificazione Michele Fioroni si tratta di “un bando che mira a supportare le imprese nel processo di internazionalizzazione e in particolar modo a favorire l’internazionalizzazione delle imprese con basso di indice di esportazione. La struttura del bando infatti prevede contributi differenziati in base all’esportazioni realizzate. Il bando presenta poi importanti elementi di innovazione digitale, fortemente voluti da questa Giunta, in considerazione della previsione che l’emergenza Covid-19 contribuirà a determinare un inevitabile mutamento del paradigma in tema di mercati internazionali. L’internazionalizzazione delle imprese è traino della crescita in numerosi settori e ad oggi fattore di debolezza della nostra Regione. La finalità della misura è dunque quello di favorire uno sviluppo mirato del settore”.





