Bonus Export Digitale Plus 2024

MAECI: annunciato il Bonus Export Digitale Plus 2024

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con l'Agenzia ICE e il supporto tecnico di Invitalia, ha annunciato il rilancio del Bonus Export Digitale Plus. Questo programma rappresenta un’opportunità per le micro e piccole imprese manifatturiere italiane, incluse quelle che fanno parte di reti o consorzi. Punta infatti a stimolare l'espansione internazionale attraverso l'utilizzo di avanzate soluzioni digitali e servizi di consulenza specializzati nell'export.

Quali sono le spese ammissibili per il Bonus Export Digitale Plus

Il Bonus Export Digitale Plus 2024 offre un ampio spettro di coperture finanziarie, incentrate sulle esigenze digitali e consulenziali delle imprese che mirano a consolidare la propria presenza sui mercati internazionali. Tra le spese ammissibili troviamo:

  • Consulenze per l'adozione di soluzioni digitali;
  • Sviluppo di sistemi di e-commerce per l'export, inclusi siti web e app mobile;
  • Servizi accessori all’e-commerce;
  • Creazione di strategie di comunicazione e promozione digitale;
  • Spese per digital marketing;
  • Iscrizione e/o abbonamento a piattaforme SaaS;
  • Upgrade di hardware.

Come funziona il contributo

La misura prevede finanziamenti mirati per:

  • Micro e piccole imprese manifatturiere italiane: con un contributo di 10.000 euro per spese pari ad almeno di 12.500 euro (al netto dell'IVA);
  • Reti e consorzi di imprese: con un contributo di 22.500 euro per spese non inferiori a 25.000 euro (al netto dell'IVA).

il programma include un sostegno specifico per le imprese nelle zone colpite dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Marche e Toscana. Grazie ad uno stanziamento complessivo di 4,5 milioni di euro per supportare la ripresa economica e la continuità operativa delle realtà locali.

Quando presentare domanda per il Bonus Export Digitale Plus 2024

Le aziende interessate possono presentare le loro domande attraverso lo sportello gestito da Invitalia, a partire dal 13 febbraio 2024 fino al 12 aprile 2024. Il processo di valutazione darà priorità alle imprese impegnate in iniziative governative per la digitalizzazione e l'internazionalizzazione.

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Simone Gardinale

Simone ricopre il ruolo di Specialista Schede Tecniche presso l'Ufficio Tecnico di Golden Group. Dopo una laurea in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali, ha lavorato per oltre 10 anni in ambito amministrativo, gestendo pratiche per aziende di medie e grandi dimensioni. Dal 2022 è parte dell'Ufficio Tecnico di Golden Group e si occupa del monitoraggio e dello studio delle normative camerali, regionali, nazionali ed europee e della redazione delle schede tecniche. Collabora inoltre con il team di redattori del blog aziendale.


decreto CER MASE

Ministero dell’Ambiente: il nuovo decreto CER è già in vigore

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha recentemente annunciato un importante passo avanti nel settore delle energie rinnovabili con la pubblicazione del decreto che incentiva la formazione e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e promuove l'autoconsumo in Italia. Il decreto CER MASE è entrato in vigore il 24 gennaio, segnando un momento significativo per il settore energetico italiano.

Cosa cambia con il decreto CER MASE 2024: contributi e tariffa incentivante

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto il MASE definirà, in collaborazione con l'ARERA e su proposta del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), le regole operative per l'assegnazione degli incentivi. Questi dettagli saranno cruciali per delineare le modalità e i tempi di erogazione degli incentivi previsti. Il GSE, responsabile della gestione della misura, attiverà i portali per la presentazione delle richieste entro 45 giorni dall'approvazione di queste regole.

Il decreto stabilisce due percorsi principali per sostenere le CER:

  • Contributo a fondo perduto: finanziato dal PNRR, questo contributo copre fino al 40% dei costi ammissibili. È destinato principalmente alle comunità che realizzano impianti nei comuni con meno di 5.000 abitanti, con l'obiettivo di supportare lo sviluppo di due gigawatt complessivi.
  • Tariffa incentivante: questa tariffa si applica all'energia rinnovabile prodotta e condivisa su tutto il territorio nazionale, offrendo un ulteriore stimolo allo sviluppo delle CER.

Da sottolineare la possibilità di cumulare i due benefici introdotti con il decreto CER, che estende le opportunità per le comunità e le imprese interessate.

Per assistere gli utenti nella costituzione delle CER, il GSE metterà a disposizione sul proprio sito istituzionale documenti, guide informative e canali di supporto dedicati. In collaborazione con il MASE, verrà inoltre lanciata una campagna informativa per sensibilizzare i consumatori sui vantaggi di questo nuovo meccanismo.

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Simone Gardinale

Simone ricopre il ruolo di Specialista Schede Tecniche presso l'Ufficio Tecnico di Golden Group. Dopo una laurea in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali, ha lavorato per oltre 10 anni in ambito amministrativo, gestendo pratiche per aziende di medie e grandi dimensioni. Dal 2022 è parte dell'Ufficio Tecnico di Golden Group e si occupa del monitoraggio e dello studio delle normative camerali, regionali, nazionali ed europee e della redazione delle schede tecniche. Collabora inoltre con il team di redattori del blog aziendale.


voucher per la proprietà intellettuale 2024

EUIPO 2024: voucher per la proprietà intellettuale per le PMI

L'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) ha annunciato l'edizione 2024 del suo Fondo PMI. Un'iniziativa cruciale per le piccole e medie imprese dell'Unione Europea, volta a sostenerle nel proteggere e gestire efficacemente i loro diritti di proprietà intellettuale attraverso l’erogazione di specifici voucher.

Da quando è stato introdotto nel 2022, il Fondo PMI ha rappresentato una risorsa vitale per le imprese europee, promuovendo l'innovazione e la crescita sostenibile. L'edizione 2024 del Fondo PMI introduce miglioramenti significativi, tra cui una soglia di rimborso incrementata per i voucher specifici.

Come funzionano i voucher del Fondo PMI 2024

Il Fondo PMI 2024 prevede tre tipologie di voucher per la proprietà intellettuale, ciascuno con condizioni e destinatari diversi tra loro.

  • Voucher A: Dedicato a marchi, disegni e modelli, questo voucher copre il 75% delle tasse relative alle domande di marchio e/o disegno o modello, incluse le tasse per classi aggiuntive e quelle per l'esame, la registrazione, la pubblicazione e il differimento della pubblicazione sia a livello UE che nazionale e regionale. Per i marchi, disegni e modelli fuori dall'UE, il rimborso è del 50%. L'importo massimo rimborsabile per impresa è di 1.000 euro.
  • Voucher B: Rivolto alla tutela dei brevetti, questo voucher copre il 75% delle tasse per la ricerca di anteriorità, la pre-concessione (deposito, ricerca ed esame), la concessione e la pubblicazione per la protezione nazionale in uno Stato membro dell'UE, e il deposito e la ricerca dei brevetti europei presso l'UEB. Offre anche un rimborso del 50% delle spese legali per la redazione e il deposito delle domande di brevetti europei, con un limite massimo di 1.500 euro per le tasse e 2.000 euro per le spese legali, totalizzando un massimo di 3.500 euro per impresa.
  • Voucher C: Specifico per le varietà vegetali, questo voucher copre il 75% sulle tasse di domanda online e sulle tasse di esame a livello dell'UE, con un importo massimo di 1.500 euro per impresa.

Domande voucher Fondo PMI 2024 per la proprietà intellettuale

I termini per la presentazione della domanda sono già aperti e si chiuderanno il 6 dicembre 2024, salvo esaurimento anticipato dei fondi.

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Simone Gardinale

Simone ricopre il ruolo di Specialista Schede Tecniche presso l'Ufficio Tecnico di Golden Group. Dopo una laurea in Scienze Politiche - Relazioni Internazionali, ha lavorato per oltre 10 anni in ambito amministrativo, gestendo pratiche per aziende di medie e grandi dimensioni. Dal 2022 è parte dell'Ufficio Tecnico di Golden Group e si occupa del monitoraggio e dello studio delle normative camerali, regionali, nazionali ed europee e della redazione delle schede tecniche. Collabora inoltre con il team di redattori del blog aziendale.


criteri classificazione imprese Direttiva UE

Nuovi criteri per la classificazione delle imprese: cosa cambia con la Direttiva UE 2023/2775

Il 21 dicembre 2023 segna una data importante per il panorama imprenditoriale dell'Unione Europea con la pubblicazione della Direttiva (UE) 2023/2775 sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.

Questa Direttiva introduce aggiornamenti significativi ai criteri dimensionali per le imprese, rispondendo all'impattante inflazione del 2021 e 2022. In dettaglio, si evidenzia un incremento del 25% delle soglie finanziarie delineate nell'articolo 3, paragrafi da 1 a 7, della Direttiva 2013/34/UE.

Gli Stati membri sono chiamati a integrare queste nuove norme entro il 24 dicembre 2024, assicurando una comunicazione tempestiva alla Commissione Europea riguardo le disposizioni che influenzeranno gli esercizi finanziari dal 1° gennaio 2024 in poi. L'applicazione effettiva delle norme avverrà solo dopo il recepimento nazionale della Direttiva.

La nuova definizione per le dimensioni delle imprese

La Direttiva (UE) 2023/2775 stabilisce parametri rinnovati per la classificazione delle imprese in base alle dimensioni:

  1. Microimprese:
    • Totale dello stato patrimoniale: 450.000 euro.
    • Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 900.000 euro.
    • Numero medio dei dipendenti durante l’esercizio: fino a 10.
  2. Piccole Imprese:
    • Totale dello stato patrimoniale: 5.000.000 euro.
    • Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 10.000.000 euro.
    • Numero medio dei dipendenti durante l’esercizio: fino a 50.
    • Gli Stati membri possono optare per soglie superiori, ma non oltre i 7.500.000 euro per lo stato patrimoniale e i 15.000.000 euro per i ricavi netti delle vendite e delle prestazioni.
  3. Medie Imprese (non rientranti nelle categorie precedenti):
    • Totale dello stato patrimoniale: 25.000.000 euro.
    • Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 50.000.000 euro.
    • Numero medio dei dipendenti durante l’esercizio: fino a 250.
  4. Grandi Imprese (superando almeno due dei tre criteri sotto):
    • Totale dello stato patrimoniale: oltre 25.000.000 euro.
    • Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: oltre 50.000.000 euro.
    • Numero medio dei dipendenti durante l’esercizio: oltre 250.

La conformità a questi nuovi parametri richiede un'attenta valutazione e adeguamento da parte delle imprese e degli Stati membri, delineando un nuovo panorama imprenditoriale all'interno dell'Unione Europea.


Simone Gardinale

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bando imprenditoria femminile fvg

Friuli-Venezia Giulia, contributo a fondo perduto per imprenditoria femminile

La Regione Friuli-Venezia Giulia ha emanato un nuovo avviso per la concessione di contributi a fondo perduto in favore dei progetti di imprenditoria femminile nel settore dell'artigianato, dell’industria, del commercio, del turismo e dei servizi. Ai sensi della legge regionale 11/2011, il bando imprenditoria femminile del Friuli-Venezia Giulia viene gestito tramite le Camere di commercio della regione.

Beneficiari del bando per l'imprenditoria femminile FVG

Il nuovo bando del Friuli-Venezia Giulia prevede la concessione dei contributi in favore di nuove imprese femminili di piccole e medie dimensioni, purché con sede legale o unità operativa nel territorio regionale. Tale sede/unità deve essere oggetto dell’investimento per cui si richiede il contributo.

A tal proposito, per nuova impresa si intende un’attività iscritta al registro delle imprese da meno di 36 mesi. A far data dal giorno in cui si presenta la domanda per il contributo.

Caratteristiche del contributo

Il contributo è corrisposto nella misura del 50% della spesa ammissibile, con un importo minimo di 2.500 euro e un massimo di 30.000 euro. Ai fini del calcolo del contributo, sono considerate ammissibili le seguenti spese:

  • investimenti funzionali all’esercizio dell’attività economica;
  • spese notarili e spese legate agli adempimenti obbligatori per la costituzione dell’impresa;
  • spese di primo impianto;
  • costi sostenuti per misure di microcredito.

Come fare domanda per il bando

Le domande per il bando previsto dal Friuli-Venezia Giulia per l'imprenditoria femminile vanno presentate alla Camera di commercio competente per la provincia di riferimento. La finestra per l’invio si apre alle ore 9:15 del 13 febbraio e si chiude alle 16:30 del 13 marzo 2024. La valutazione avviene a sportello, fino esaurimento fondi.

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