Modena: bandi per internazionalizzazione e impresa 4.0
La Camera di Commercio di Modena ha approvato 5 bandi Emilia-Romagna per l’attivazione di contributi e incentivi rivolti alle imprese del territorio. Con una dotazione finanziaria complessiva di 390 mila euro, la giunta camerale ha deciso di investire in interventi per aumentare l’internazionalizzazione, la creazione d'impresa, la transizione digitale la cooperazione tra le imprese. Ma anche per stimolare la creazione d'impresa. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di ogni bando.
Bando Modena cooperazione 4.0
Tra i bandi Emilia-Romagna approvati dalla Camera di Commercio di Modena c’è quello per gli incentivi allo sviluppo di tecnologie digitali in ambito cooperativo. Tali incentivi possono essere sfruttati anche per la creazione di competenze, a condizione che siano utili ad avvicinare le cooperative a percorsi di trasformazione digitale.
Le domande si aprono il 3 luglio 2023 e la dotazione finanziaria attribuita a questo bando Regione Emilia Romagna è di 100.000 euro.
Bando per la certificazione delle competenze
Gli incentivi in favore delle imprese di Modena che realizzano percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento sono approvati con una dotazione finanziaria di 40.000 euro.
Sono beneficiarie dell’agevolazione le imprese del territorio che attivano percorsi per gli studenti che frequentano istituti superiori. A condizione che tali percorsi siano finalizzati alla certificazione di competenze afferenti ai settori di meccatronica, turismo e moda. La domanda può essere inoltrata a partire dal 6 luglio 2023.
Bando per lo sviluppo di nuove imprese a Modena
Il bando Regione Emilia-Romagna per lo sviluppo delle nuove imprese nel territorio di Modena prevede contributi a fondo perduto per la creazione di nuove attività a partire da gennaio 2023.
Viene data priorità ai progetti guidati da imprenditori under 35. La dotazione finanziaria è di 50.000 euro. Le domande possono essere inoltrate dal 26 settembre 2023.
Bando Camera di Commercio Modena voucher digitali 4.0
Tra i bandi Emilia-Romagna recentemente approvati dalla Camera di Commercio di Modena c’è il rinnovo delle agevolazioni, in forma di voucher digitali 4.0, del Punto Impresa Digitale di Modena. Si tratta di contributi alle imprese del territorio che hanno l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione.
I contributi vengono concessi in attuazione della strategia nazionale del Piano Transizione 4.0 e dispongono di una dotazione finanziaria di 100.000 euro. Le richieste possono essere inoltrate a partire dal 9 ottobre.
Bando Modena voucher internazionalizzazione
Il bando Emilia-Romagna per i voucher internazionalizzazione si rivolge alle micro imprese e PMI del territorio di Modena che sostengono spese per l’acquisizione di servizi utili alla realizzazione di programmi di internazionalizzazione.
Questi programmi possono essere sviluppati anche attraverso un maggiore uso di strumenti innovativi e soluzioni digitali. Purché tali strumenti e soluzioni siano effettivamente a sostegno dell’attività di export dell’azienda. La dotazione finanziaria è di 100.000 euro, la domanda può essere inoltrata a partire dal 18 ottobre.
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La Commissione Europea dice sì al Parco Agrisolare: stanziamenti per 1 miliardo
La Commissione Europea ha approvato il nuovo decreto per il parco Agrisolare. Questa misura, sviluppata all’interno del PNRR, gode di una dotazione finanziaria di un miliardo di euro e prevede la concessione di contributi a fondo perduto. L’entità di tali contributi può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili sostenute per la realizzazione di impianti fotovoltaici.
Con criteri più estesi e una somma massima erogabile più alta rispetto alla passata edizione, il bando Agrisolare istituisce di fatto un nuovo regime di agevolazioni rivolte ad interventi su edifici adibiti ad uso produttivo nel settore agricolo, zootecnico e/o agroindustriale.
Lo scopo è favorire le aziende dei suddetti settori nell’approvvigionamento energetico tramite fonti rinnovabili. Riducendo anche i costi di produzione sostenuti dalle imprese.
Caratteristiche del contributo Agrisolare bando
Il decreto relativo al parco Agrisolare prevede le seguenti misure per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo in ambito agricolo, zootecnico e agroindustriale.
- Contributi a fondo perduto nella misura dell’80% per le imprese agricole di produzione primaria su tutto il territorio nazionale, nei limiti dell'autoconsumo.
- Contributi fino all'80% a fondo perduto e possibilità di vendita dell'energia prodotta per le imprese che si occupano di trasformazione di prodotti agricoli.
- Contributi a fondo perduto nella misura del 30% (con maggiorazioni per PMI e aree svantaggiate) e possibilità di vendita dell'energia prodotta per le imprese agricole di produzione primaria.
- Contributi a fondo perduto nella misura del 30% (con maggiorazioni per piccole e medie imprese e per aree svantaggiate) e possibilità di vendita dell'energia prodotta per le imprese che si occupano della trasformazione del prodotto da agricolo in non agricolo.
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Nuovo bando Regione Umbria: contributi a fondo perduto per la partecipazione a fiere
È del 20 giugno la pubblicazione del nuovo bando Regione Umbria per supportare le imprese del territorio con incentivi per finanziare progetti di internazionalizzazione costituiti da più fiere. La misura, erogata nella formula del contributo a fondo perduto, mira quindi ad una maggiore notorietà dell’imprenditoria umbra, da sempre sinonimo di qualità.
Caratteristiche del contributo Regione Umbria bando
Il contributo bando Umbria è corrisposto, a fondo perduto, in una misura variabile dal 50% al 70% della spesa sostenuta. Incidono sull’entità del contributo le dimensioni dell’impresa e le caratteristiche della fiera: maggiore supporto è fornito per gli eventi che si tengono al di fuori dell’UE.
Beneficiari bando regionale Umbria
Il bando Regione Umbria è rivolto alle MPMI (micro, piccole e medie imprese) del territorio, che possono presentare richiesta per l’agevolazione sia in forma singola sia come rete.
Progetti finanziabili bando Umbria
Il contributo bando Umbria è concesso per il finanziamento di progetti di internazionalizzazione composti da diverse fiere, organizzate in Europa e nei Paesi extra-UE. A tal proposito è fissato un limite di 5 fiere, incluse quelle digitali. Tali eventi devono essere realizzati entro novembre 2024.
Come presentare domanda
La domanda regione Umbria contributi a fondo perduto 2023 può essere presentata dal 5 luglio al 29 settembre 2023. La gestione del contributo sarà affidata a Sviluppumbria.
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30.000 euro a fondo perduto con il bando Regione Lombardia per la transizione digitale ed ecologica
La Regione Lombardia, in collaborazione con il Sistema camerale lombardo, ha attivato un bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto a sostegno di progetti in ottica di transizione digitale ed ecologica. Sviluppato nell’ambito dell’Accordo di collaborazione per lo sviluppo e la competitività del sistema economico lombardo, il bando Regione Lombardia finanzia progetti di sviluppo e adozione di tecnologie digitali 4.0.
Questa misura arriva a poca distanza da altri bandi Regione Lombardia sviluppati in ottica di transizione digitale e sostenibilità. Tra questi spicca il bando strutture ricettive Lombardia.
Spese ammissibili bando Lombardia
Il bando identifica come tecnologie digitali 4.0 soluzioni, applicazioni, prodotti e servizi innovativi 4.0. Sono quindi considerate spese ammissibili ai fini del calcolo del contributo le spese sostenute per:
- la promozione dell’adozione e dello sviluppo di tali tecnologie;
- Lo sviluppo di ecosistemi dell’innovazione digitale e green in ottica di rafforzamento della capacità di collaborazione tra micro, piccole e medie imprese e tra imprese e soggetti altamente qualificati nel settore delle tecnologie 4.0.
- Attività volte a stimolare la domanda di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche e/o alla realizzazione di innovazioni tecnologiche, nonché le attività finalizzate all’implementazione di modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie 4.0 che siano orientate alla transizione digitale ed ecologica.
- La promozione di un’economia inclusiva e sostenibile grazie alla trasformazione digitale ed ecologica, con l’incentivazione di modelli di sviluppo produttivo adeguati a tale visione e con prodotti e servizi dal ridotto impatto ambientale.
- Attività di supporto alla cybersecurity e alla business continuity all’interno delle imprese per la protezione dagli attacchi informatici.
In particolare rientrano tra le spese ammissibili per il bando Lombardia quelle sostenute a titolo di consulenza e/o di formazione erogata direttamente da fornitori qualificati, investimenti in attrezzature tecnologiche e programmi informatici, servizi e tecnologie per l’ingegnerizzazione di software e hardware, costi sostenuti per la tutela della proprietà industriale.
Rientrano tra le spese ammissibili anche quelle sostenute per le attrezzature tecnologiche utilizzate per lo sviluppo del progetto, ma solo nella misura e per il periodo di effettivo utilizzo. Allo stesso modo concorrono al calcolo del contributo le spese per l’acquisto (tramite leasing finanziario) di attrezzature tecnologiche. Sono però esclusi i beni usati.
Contributo Regione Lombardia bando: quanto si ottiene
Il bando Regione Lombardia per la transizione digitale ed ecologica gode di una dotazione finanziaria di 5.500.000 euro e prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto nella misura del 50% delle spese ammissibili. L’importo massimo del contributo è fissato a 30.000 euro.
Nel caso di esaurimento delle risorse disponibili, i contributi potranno essere corrisposti in misura inferiore al 50% delle spese ammissibili. In ogni caso l’agevolazione è corrisposta in regime “de minimis”.
Come richiedere il contributo Lombardia bando
Possono richiedere il contributo bando Regione Lombardia a fondo perduto le micro, piccole e medie imprese con sede operativa iscritta e attiva al Registro Imprese delle Camere di commercio della Lombardia.
Ai fini della concessione del contributo sono considerate solo le imprese che attivano progetti con spese ammissibili per un importo di almeno 25.000,00 euro. La richiesta può essere trasmessa dalle ore 10:00 del 12 giugno 2023 alle ore 12:00 21 luglio 2023.
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Il valore del bilancio di sostenibilità: cos’è e perché inserirlo nella strategia aziendale
Introdotto dalla Commissione Europea nel 2021 con la Corporate Sustainability Reporting Directive, il bilancio di sostenibilità (noto anche come report di sostenibilità) è una rendicontazione di carattere non finanziario che traccia il profilo aziendale secondo i criteri di corporate social responsibility, ovvero riportando l’impatto in termini economici, ambientali e sociali delle governance adottate all’interno dell’azienda.
Attualmente la redazione di questo documento è obbligatoria solo per società quotate ed enti pubblici, ma dal 2026 l’obbligo verrà esteso a molte aziende italiane. Saranno infatti chiamate a presentare ogni anno il bilancio sostenibilità le imprese con oltre 250 dipendenti, un fatturato di oltre 50 milioni di euro e un bilancio annuale di almeno 43 milioni.
Ci sono però imprese di piccole e grandi dimensioni che hanno già introdotto il bilancio sostenibilità tra le rendicontazioni annuali, anche se non soggette all’obbligo. Una scelta che rivela una visione strategica, all’interno della quale il report sostenibilità offre vantaggi sia in termini di gestione aziendale che di corporate reputation.
Bilancio di sostenibilità cos'è e a cosa serve
Nonostante sia identificato come una rendicontazione di carattere non finanziario, il report di sostenibilità si differenzia dai bilanci che vengono solitamente redatti in azienda (come il bilancio d’esercizio) per via del forte legame con i valori aziendali. Sono questi infatti i concetti chiave intorno ai quali si sviluppa il report.
Per capire meglio che cos'è il bilancio di sostenibilità, consideriamo il suo utilizzo interno ed esterno all’azienda. Per manager e imprenditori, questo report sintetizza i risultati ottenuti dall’azienda nel processo di transizione ecologica e nell’adozione di comportamenti aderenti agli indici ESG. Dimostra quindi i progressi che si sono ottenuti nell’arco di un anno, permettendo di valutarne l’adeguatezza e pianificare nella maniera più puntuale possibile i prossimi interventi.
I vantaggi di corporate reputation derivanti dal bilancio di sostenibilità riguardano invece la sua diffusione all’esterno dell’azienda. Questo report può essere consultato da investitori e stakeholder, che hanno quindi una rendicontazione chiara e analitica dei risultati che l’azienda raggiunge nell’ambito della responsabilità d’impresa.
Possiamo infatti dire che il bilancio sostenibilità analizza e misura l’impatto che un certo business ha sul territorio di riferimento e sulla comunità locale, con un focus sugli aspetti economici, sull’impatto ambientale e su quello sociale.
Come è facile intuire, quindi, il reporting di sostenibilità è utile alle imprese che si impegnano a rispettare l’ambiente e la salute delle persone, e che operano in coerenza con i criteri ESG, perché fa emergere in maniera chiara i valori sociali e ambientali che ne guidano l’operato.
Quali informazioni contengono i bilanci di sostenibilità
I bilanci di sostenibilità sono solitamente redatti seguendo le linee guida e gli standard di rendicontazione più diffusi in ambito di reporting aziendale. In particolare, c’è la tendenza a ricorrere agli standard del Global Reporting Initiative (GRI).
Le aziende che sono soggette all’obbligo di presentazione del bilancio di sostenibilità devono riportare, in maniera descrittiva, le performance ESG ottenute dall’azienda e le azioni migliorative intraprese per ridurre l’impatto ambientale e incrementare gli effetti positivi sulla società. Nonché fornire indicazioni sulle eventuali attività migliorative per una gestione aziendale più consapevole.
Il bilancio dovrebbe inoltre contenere informazioni in merito alla provenienza delle risorse energetiche utilizzate dall’azienda. Distinguendo tra energia ottenuta da fonti rinnovabili e da fonti non rinnovabili. È compito dell’azienda che redige il report sostenibilità anche misurare l’impatto ambientale del proprio business in termini di emissioni di gas.
Tra le voci che non devono mancare nel bilancio sostenibilità ci sono poi quelle dedicate ai livelli di salute e sicurezza all’interno dell’ambiente di lavoro. Oltre a reporting sulle politiche attinenti alle questioni della parità di genere.
Possiamo quindi dire che il bilancio sostenibilità dovrebbe riassumere tutti quegli indicatori che sintetizzano il comportamento dell’azienda dal punto di vista etico e ambientale. A tal proposito un’indicazione arriva direttamente dall’Unione Europea, che nel Libro verde della Commissione (redatto nel 2001) dà una definizione del bilancio di sostenibilità. Questo viene identificato come “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”.
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